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Un viaggio emozionante attraverso gli audaci sogni di Ferruccio Lamborghini e le sue creature più belle, dal primo trattore alle più dirompenti automobili di tutti i tempi.
Inaugurato il 13 maggio 1995, il Museo sorge a Dosso in provincia di Ferrara di fronte ad una delle ex aziende del Gruppo Lamborghini: la Lamborghini Calor S.p.A. Questa costruzione, progettata dall’architetto Oreste Diversi in stretta collaborazione con il cav. Tonino Lamborghini, spicca nel panorama che la circonda per l’originalità della struttura post industriale. Si presenta, infatti, come una sorta di avveniristica arca di Noè a metà tra astronave e batiscafo “alla Giulio Verne”, nella quale si intrecciano materiali volutamente poveri: il grigio della pietra, il colore del legno e il verde rame delle pareti in metallo, creando così un fondale ottimale per le opere esposte che non risultano sovrastate dal contenitore. Il contenuto del Centro è storia.
Un percorso che segna le tappe salienti della storia Lamborghini dal dopoguerra ad oggi, in cui i modelli esposti sono i protagonisti: il trattore Carioca, i primi prototipi di auto, la mitica Miura, la Countach…
Visitando il museo si percepisce lo spirito temerario con cui Ferruccio Lamborghini ha affrontato le sfide del tempo, dando corpo e anima ai suoi progetti più audaci: dal primo trattore alla produzione di auto sportive dal design inconfondibile, sinonimo di stile, dinamismo ed innovazione in tutto il mondo.
Storia di tecnica, di ingegneria, di economia, di costume, tanti sono gli anni raccontati dal materiale custodito all’interno: si parte da un percorso fotografico, ricchissimo di immagini inedite per passare ai trattori, ai bruciatori, ai condizionatori, e giungere fino alle celebratissime automobili. Non mancano oggetti personali appartenuti a Ferruccio Lamborghini, che fanno di questo Centro uno spaccato dell’Italia vincente, una sorta di “american dream” all’emiliana. L’immortalità dell’uomo attraverso le rivoluzionarie creazioni legate al nome Lamborghini: un sogno concretizzato, trasformato in realtà, un omaggio dal figlio al padre.