Archivio del mese gennaio 2011

Emirati Arabi: il grattacielo sostenibile, il primo con turbine eoliche integrate

Il primo grattacielo al mondo ad integrare turbine eoliche nel proprio design è il Bahrain World Trade Center, negli Emirati Arabi. Più che un grattacielo, in verità sono due, unite dalla sostenibilità. Eh sì perché le due torri di quello che è chiamato anche BWTC, sono collegate tra loro da tre ponti, su ognuno dei quali è installata una pala eolica. Progettate dallo studio di architettura Atkins ed ultimate nel 2008, le due torri del Bahrain World Trade Center hanno vinto il “2006 LEAF Award” per il miglior uso della tecnologia all’interno di una grande struttura e “The Arab Construction World for Sustainable Design Award”.
Le torri del BWTC hanno una forma particolare! Come due vele spiegate al vento, fanno in modo che le correnti del Golfo Persico, attraversandole, accelerino, così da mettere in moto le pale eoliche, in grado di produrre 225kW l’una.Per continuare con i numeri, le turbine, di 29 metri di diametro, generano un totale di 675kW e forniscono circa il 13% dell’energia totale necessaria agli edifici, cioè l’illuminazione sufficiente a 300 degli appartamenti situati all’interno delle due torri di 50 piani, alte 240 metri l’una. Prima di diventare realtà, il progetto era stato sottoposto al test della Galleria del Vento, che aveva dimostrato che i venti, per la conformazione degli edifici, entrano a 45° nell’”imbuto” formato dalle torri e si dispongono, in corrispondenza delle turbine, ortogonalmente ad esse.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

Fotovoltaico: grafene, il materiale innovativo

Grafene. Sarà il materiale del futuro? Così sottile da essere considerato bidimensionale, più resistente dell’acciaio, applicabile nel fotovoltaico e non solo. Premesse che lasciano sperare in un futuro glorioso per questo materiale per il quale Andre Geim e Konstantin Novoselov si sono aggiudicati un premio Nobel per la fisica. E dopo il Nobel del 2010, chissà che interessanti novità ci riserva il 2011 a proposito del grafene. Avrete sicuramente sentito parlare di grafite, quella che si trova al centro delle matite per intenderci. Bene, questo materiale prende il nome più o meno da lì. I due scienziati infatti, incollando un blocco di grafite ad un normalissimo nastro adesivo, hanno dato vita al foglio più sottile al mondo, perché spesso come un atomo (di carbonio). Il foglio di grafite. Le applicazioni del grafene nell’ambito della sostenibilità ambientale sono davvero interessanti.
Nel settore fotovoltaico infatti, il grafene potrebbe sostituire il silicio, attualmente usato per le celle fotovoltaiche. E’ resistente, flessibile ed è un buon conduttore. Numerose potrebbero essere le sue applicazioni in campo scientifico, elettronico e tecnologico. Presso i laboratori di Tecnica e Tecnologia dei Materiali dell’ENEA, si sta studiando il modo per usarlo al posto del platino nelle celle a combustibile, per ridurre i costi e garantire elevati livelli prestazionali. Interessanti innovazioni anche per i pannelli solari che potranno sfruttare la trasparenza del grafene e le sue proprietà di conduttore, così come studiato dagli esperti dell’Università della California meridionale. Oltre alle applicazioni “sostenibili”, segnaliamo che con il grafene si possono realizzare superfici battericide, filtri e sensori chimici ed apparecchi che velocizzano gli screening genetici.
Prima della scoperta di Geim e Novoselov, non si credeva che un materiale del genere e così sottile potesse risultare stabile a temperatura ambiente. I due scienziati hanno lasciato tutti a bocca aperta, scoprendo un materiale, fino ad oggi prodotto in fogli di 70 cm, che se avesse le dimensioni di un’amaca potrebbe reggere un gatto… incredibile se pensiamo che è prodotto in fogli sottili come atomi di carbonio!

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

Fotovoltaico: in arrivo 200 megawatt in Grecia

Progettato in Grecia, nei pressi di Kozani, città situata nella parte nord-occidentale del Paese, il più grande impianto fotovoltaico del mondo. Lo ha annunciato il primo ministro George Papandreu indicando in 200 MW la capacità dell’impianto e in 600 milioni di euro l’investimento necessario per realizzarlo.
Attualmente l’impianto di maggiore potenza al mondo è quello canadese di Sarnia, da 97 MW. La compagnia statale PPC (Public Power Corporation) ha annunciato il prossimo bando internazionale per trovare un partner strategico per i propri investimenti in fonti rinnovabili, tra cui anche il grande impianto di Kozani. La speranza è di iniziare i lavori di costruzione sul sito entro il 2011, e di completarli in 18 mesi. La superficie occupata dalla nuova centrale sarà di circa 520 ettari, reperiti sull’area delle locali miniere di carbone esaurite. Il progetto – ha dichiarato Papandreu – servirà da modello per dare impulso al settore delle energie rinnovabili in Grecia e per rilanciare l’occupazione in un momento di profonda crisi economica. Proprio a questo settore, infatti, guarda con particolare interesse il governo greco allo scopo di farne uno dei punti di forza del rilancio economico del Paese. La Grecia – ha osservato il primo ministro – ha oggi la necessità di attrarre investimenti stranieri su progetti capaci di compensare i posti di lavoro perduti con la recessione economica e con le misure adottate per far fronte al debito pubblico.

Fonte: LaStampa

Los Angeles: sopraelevare con sostenibilità

Da Los Angeles, un esempio di sviluppo urbano che tiene conto delle esigenze abitative e della sostenibilità edilizia. Si tratta del progetto Fuller Lofts, realizzato nel 2009 dallo studio di architetti americani Brooks + Scarp. Per Fuller Lofts i progettisti hanno ampliato verticalmente un edificio in c.a. degli anni ’20, situato in una zona industriale della parte Est della città. Posto in prossimità della nuova stazione Gold della linea metropolitana in superficie, Fuller Lofts è stato il primo progetto di sviluppo intrapreso in una zona che, lentamente, è diventata più vivibile e servita, stimolando, inoltre, la rivitalizzazione di Lincoln Heights, quartiere limitrofo conosciuto per la malavita.
Originariamente composto di 102 appartamenti, disponibili sul mercato a prezzi accessibili, lo studio di progettazione Brooks + Scarp si è occupato in un primo momento della ristrutturazione della struttura esistente e, successivamente, ha aggiunto due piani sopraelevati. L’edificio è stato poi collegato, tramite un passaggio a cielo aperto, ad una nuova struttura adiacente a due piani ad uso parcheggio. Il progetto è giunto dopo aver esplorato diverse soluzioni, spiegano gli architetti, i quali si sono, infine, orientati alla scelta in grado di ottimizzare al meglio costi e sostenibilità, senza trascurare l’aspetto estetico del design. La soluzione Fuller Lofts crea un accostamento ardito tra nuovi elementi inseriti su una tipologia di edificio nata nel primo ventennio del secolo scorso.
La facciata neoclassica originale è stata conservata, così come l’elegante atrio, mentre per la facciata del piano superiore si è scelto l’acciaio come materiale principale, in un contrasto ben studiato.
All’interno del palazzo, Brooks+Scarp hanno pensato di creare un cortile tagliato nella struttura, per portare luminosità e aria agli appartamenti. Il cortile è stato progettato con una scala esterna ed un passaggio a passerella, proprio come nelle antiche case a ringhiera. Infine, sul tetto, sono stati concepiti due giardini aperti a tutti gli inquilini, sempre nell’ottica di innalzare la qualità abitativa, rendendo disponibili spazi vivibili, piacevoli e funzionali.

Fonte: Casa&Clima

Logos Edizioni e l’Atlante per l’architettura sostenibile

Con il nuovissimo Atlante di architettura sostenibile Logos Edizioni arricchisce, con altre 600 pagine, il percorso di documentazione della contemporaneità avviato con l’ Atlante di architettura del paesaggio. Quest’ultimo, a cura di Michel Collin e Arne Saelen (Euro 39,95) presenta una raccolta dei migliori interventi realizzati sul paesaggio nel nostro secolo. In un percorso di 600 pagine illustrate con fotografie, piante, sezioni, prospetti e disegni, il lettore ha la possibilità di avvicinarsi a progetti accuratamente documentati e realizzati dai più prestigiosi paesaggisti del panorama attuale: Burgerlandschaftsarchitekten, Janet Rosenberg Associates, JML Arquitectura del Agua, Landworks Studio, Mosbach Paysagistes, NIPpaysage, PWP Landscape Architecure, Landslag, Rosa Grena Kliass, SCAPELAB, Turenscape e Vladimir Djurovic Landscape Architecture. Il libro è suddiviso in diversi capitoli tematici, sulla base di differenti tipi di intervento, dai paesaggi su grande scala, a quelli realizzati sull’acqua, da quelli effettuati in aree urbane, in piazze e spazi chiusi, fino a quelli sviluppati per abitazioni private.
L’Atlante di Architettura Sostenibile (Euro 39,95), a cura di Sergi Costa Duran e Julio Fajardo Herrero, presenta invece una selezione delle opere più significative dell’architettura ecosostenibile contemporanea. In 70 progetti il libro esamina una varietà di casi che spaziano dalla semplice progettazione bioclimatica all’applicazione di complesse innovazioni tecnologiche. Dall’Accademia delle Scienze della California di Renzo Piano, alla Biblioteca di Spijkenisse di MVRDV, dalla Off the Grid House di Cass Smith, all’Hemiciclo Solar di Ruiz-Larrea & Asociados, all’interno dei capitoli sono proposte sette differenti tipologie costruttive, illustrate con dovizia di particolari e numerosi esempi di edifici, planimetrie e progetti di architettura del paesaggio. Vengono inoltre trattati temi attuali quali i sistemi off the grid, le energie alternative, i moduli prefabbricati e le ristrutturazioni in chiave ecologica, esaustivamente integrati da schizzi, disegni e schemi. Atlante di architettura ecosostenibile si propone come fonte di ispirazione per i “pensatori verdi”, gli architetti del prossimo millennio e tutti coloro che sono curiosi di conoscere in che direzione si stanno muovendo le nuove e più innovative pratiche architettoniche. Due volumi rilegati di grande formato (23,5×29 cm) indispensabili per i professionisti del settore ma estremamente interessanti anche per gli appassionati di questi temi.

Fonte: AltrenativaSostenibile

Germania: entro il 2016 fotovoltaico converrà più del metano?

Secondo le stime della società A.T. Kerney, società di ricerca e di consulenza, entro il 2016 il costo dell’energia solare in Germania verrà dimezzato: si passerà dagli attuali 24 centesimi al kilowattora a poco più di 12. Tra cinque anni, dunque, il fotovoltaico tedesco costerà meno del metano. Diminuendo rapidamente nel corso dei prossimi anni, raggiungendo quota 12,6 centesimi di euro per kilowattora, rispetto ai 15,6 centesimi di euro per le energie da fonti tradizionali. Entro il 2016, il prezzo dell’energia solare, potrebbe dimezzarsi rispetto ai 23,9 centesimi per kilowatt orario del 2010. Un abbassamento così drastico potrebbe in pochi anni portare ad un vero e proprio boom nel settore solare, che dalla Germania potrebbe propagarsi in tutta Europa, grazie a nuove tecnologie più performanti e sempre meno costose.

Fonte: BlogEcologia

Roma: Diego Della Valle restaura il Colosseo

E’ stato firmato a Roma l’accordo per il restauro del Colosseo grazie ai sostanziosi contributi messi a disposizione da Diego Della Valle.
Tod’s spa si impegna a finanziare la realizzazione del Piano degli Interventi mettendo a disposizione una somma in denaro omnicomprensiva pari a 25 milioni di euro. Il pagamento del contributo sarà erogato alle imprese appaltatrici sulla base degli stati di avanzamento lavori approvati dal Commissario delegato e dalla Soprintendenza. Il Piano degli Interventi, elaborato dal Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, prevede otto ambiti di lavoro. Le funzioni di direzione scientifica e di vigilanza su tutte le attività relative agli interventi saranno assunte dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ed è stato assicurato che le visite del pubblico non subiranno interruzioni nel corso dei lavori. Sarà inoltre costituita una fondazione senza fini di lucro denominata “Amici del Colosseo” che potrà, in esclusiva, promuovere e pubblicizzare, a livello nazionale e internazionale, i lavori di restauro del Colosseo, anche quale simbolo del patrimonio artistico italiano nel mondo.

Fonte: ProgettoRestauro

Actelion Business Center: concept architettonico ispirato alla comunicazione

È stato inaugurato lo scorso 10 dicembre il nuovo Business Center della casa farmaceutica Actelion ad Allschwil, in Svizzera. Il progetto porta la firma degli svizzeri Herzog & de Meuron. Il futuristico concept architettonico è rappresentativo dell’attività della Actelion orientata al futuro. L’edificio combina funzionalità e creatività, offrendo ai dipendenti un ambiente di lavoro stimolante e che favorisca la comunicazione.
Il concetto architettonico si ispira al tema di fondo della comunicazione. La costruzione angolare, aperta, in acciaio è costituita da supporti sovrapposti gli uni agli altri. Ogni piano è organizzato in modo diverso. Questo principio fondamentale si basa su una rigorosa regolarità: nei quattro punti d’angolo, dove le “travi degli uffici” si incontrano, vi sono le zone centrali attraverso le quali è previsto l’accesso a tutto l’edificio. Qui, ascensori e scale collegano fra loro i vari piani dando luogo a zone di comunicazione naturale, dove si intersecano i percorsi degli impiegati. In queste zone ci sono le cucine, le sale riunioni, le aule per i corsi e zone conversazione che invitano le persone a sedersi e scambiare idee. Le facciate in vetro permettono la comunicazione attraverso il contatto visivo e sottolineano la trasparenza, sia verso l’interno che verso l’esterno, così come verso l’alto e verso il basso.
Per garantire che questa “apertura” sia coerente in ogni parte dell’edificio, tutti gli impianti sono stati installati a pavimento e a soffitto e si è deciso di evitare condotte e tubazioni a parete.
La struttura portante dell’edificio è costituita da quasi 4 chilometri di telai in acciaio. Complessivamente sono state lavorate circa 2.500 tonnellate di acciaio. Le barre che compongono l’armatura sono rettilinee, a forma di K o di X, a seconda delle esigenze statiche. Per ragioni di sicurezza antincendio, la costruzione d’acciaio è stata intonacata e dipinta di bianco e in tal modo, gli elementi caratteristici in acciaio, sottolineano la chiara identità visiva dell’edificio.
Il verde è stato curato dal landscape designer Tita Giese che utilizza all’interno dell’edificio tappeti di felci, edera, palme e Anthurias confondendo i confini tra interno ed esterno. Nelle zone più soleggiate sui tetti è stata piantata l’erba della prateria, che cambia nel corso delle stagioni, dal verde chiaro al rosso scuro, mantenendo quest’ultima tonalità per tutto l’inverno. Le altre coperture sono state ricoperte con piante che crescono a seconda delle condizioni climatiche alternate a zone di ghiaia.
Il concept energetico dell’edificio si basa sull’uso combinato di elettricità, gas naturale ed energie rinnovabili sotto forma di energia solare. L’obiettivo è di soddisfare la domanda di riscaldamento e di raffrescamento in un modo che si conservino le risorse e che sia in larga misura carbon neutral. Gli elementi essenziali sono:
• tripli vetri alle finestre degli uffici che offrono un alto grado di isolamento. Tra i due vetri più esterni vi sono di feritoie per la protezione solare che si adattano automaticamente in funzione della posizione del sole, ma che possono anche essere controllate manualmente dal personale. Le facciate in vetro sono state progettate in modo tale che le superfici esposte ai piani superiori siano inclinate verso il basso e le superfici ombreggiate ai piani inferiori lo siano verso l’alto, al fine di ridurre l’irraggiamento;
• celle fotovoltaiche di supporto alla tecnologia per la produzione di energia;
• thermal activation of the solid ceilings;
• distribuzione di calore controllabile in ogni singolo ufficio.

Fonte: Archiportale

Firenze e il bando per il nuovo ponte sull’arno

La Provincia di Firenze ha pubblicato il bando relativo al concorso di progettazione del nuovo ponte sull’Arno a Figline Valdarno. Lo hanno riferito Laura Cantini, vicepresidente della Provincia di Firenze con delega alle Infrastrutture, e Riccardo Nocentini, Sindaco del comune di Figline Valdarno, annunciando anche l’affidamento dei lavori per la bonifica da ordigni bellici del terreno in cui sarà realizzato il terzo e ultimo lotto della cosiddetta “Variantina” alla strada regionale n.69. Proprio per consentire all’impresa Abc di Firenze di eseguire la bonifica preliminare all’apertura del cantiere, è già in corso la procedura di presa di possesso dei terreni espropriati. Al via anche i lavori di bonifica per il completamento della ‘Variantina’ alla Sr 69. La vicepresidente Laura Cantini e il sindaco Riccardo Nocentini: Rispettati gli impegni presi nell’assemblea aperta di Matassino. Sono stati illustrati anche i particolari di progetto del lotto n.5 della “Variante in riva destra dell’Arno”, ovvero della nuova arteria che costituirà la futura strada di scorrimento per tutto il Valdarno fiorentino e aretino. Intanto sono ripresi i lavori per la realizzazione di un nuovo collegamento tra la Sp 56 e la Sp 16 in località San Biagio, sempre nel comune di Figline Valdarno, dopo la risoluzione del contratto con la prima ditta appaltatrice. Il termine previsto per la conclusione di quest’opera è la primavera 2012.
Stiamo mantenendo tutti gli impegni che, insieme al presidente Barducci, avevamo preso con i cittadini e con i sindaci nell’assemblea pubblica di Matassino – ha commentato Laura Cantini – In particolare il bando per la progettazione del nuovo ponte sull’Arno tra Figline e Reggello costituisce un passaggio molto importante per la realizzazione di un’opera particolarmente attesa da tutti i comuni della vallata.
A questo proposito l’ing. Maria Teresa Carosella, responsabile, dirigente della direzione viabilità della Provincia di Firenze, ha illustrato i particolari dell’opera: Il nuovo ponte che collegherà le sponde di Reggello e Figline, sarà situato a circa 500 metri più a valle rispetto a quello esistente. Oltre alle corsie di marcia è prevista anche una pista ciclabile. L’importo complessivo dei lavori oggetto della progettazione dovrà essere contenuto nel limite di 7.200.000 Euro. La collaborazione tra Comune di Figline e la Provincia di Firenze ha portato ottimi risultati – ha detto il sindaco Riccardo Nocentini – per questo mi sento di ringraziare il Presidente Andrea Barducci e la Vicepresidente Laura Cantini, con i quali periodicamente ci incontriamo per discutere dei principali interventi infrastrutturali che riguardano il nostro territorio. Questo nuovo e decisivo sforzo per l’ultimazione della ‘Variantina’ alla Sr 69 e per la progettazione del nuovo ponte sull’Arno, rappresentano un passaggio fondamentale per il miglioramento dei flussi di traffico in tutto il Valdarno e non solo nel comune di Figline.

Fonte: ArchiPortale

Il caso di Typuglia: quando il cibo incontra l’eco-design

Ci sono tanti modi che consentono di far nascere idee. A volte vengono fuori dalla mente geniale di uno studente un po’ sfigato e solitario, altre volte sono frutto di tempestosi pomeriggi, chiusi in una stanza, a riflettere insieme con un gruppo di persone. Altre volte ancora, possono essere il frutto di un contagio ambientale. Come se a un certo punto l’aria non trasportasse più solo particelle di ossigeno, ma anche creatività, voglia di fare, di provarci, di riuscirci.
Qui, in Puglia, si stanno facendo molte cose per la sostenibilità. Ed è ovvio che quando vedi che attorno a te nascono impianti fotovoltaici o sono finanziati progetti per il compostaggio e il recupero dei rifiuti, tutti cambiano atteggiamento e acquisiscono una sensibilità diversa nei confronti dell’ambiente. A dirlo è Leonardo di Renzo, un designer andriese che, dal canto suo, confessa di essere uno tra coloro che sono stati unti dalla febbre creativa di cui la Puglia, da qualche tempo, è protagonista. La sua idea mette insieme gli ingredienti principali che questa terra porta con sé: il cibo di alta qualità, la naturale inclinazione alle cose belle, l’attenzione nei confronti della natura e tanta accorata passione. Mescolando è venuto fuori Typuglia, un brand nato per nutrire occhi e palato dei designer buongustai. Un “esperimento”, come ama definirlo Leonardo, che propone un modo diverso di distribuire il cibo. La mia terra è piena di prodotti buonissimi. Molti di essi rispondono a tradizioni antiche e continuano a essere realizzati a mano, secondo modalità di produzione lente ma che garantiscono un’elevata qualità. Mi piaceva l’idea di raccoglierli e di distribuirli sotto un marchio che non fosse soltanto un’ennesima etichetta, ma anche un oggetto bello, riciclabile, capace di comunicare il territorio e la sua tipicità.
L’esperimento ha avuto inizio con uno dei prodotti più caratteristici della cultura contadina pugliese: l’olio. Leonardo gli ha costruito attorno un’ orcia di terracotta, simile a quelle che per anni sono esistite sulle tavole delle masserie pugliesi, e una scatola di cartone che dopo aver esaurito il ruolo di involucro della bottiglia, può essere usata come lume da tavolo. Il filo conduttore che tiene insieme tutto è la tipografia. “Una mania” che porta Leonardo a collezionare vecchi tipi recuperati e acquistati da anziani tipografi. “Sono come pezzi di storia che io cerco di non far morire. Raccontano di un tempo in cui la stampa si faceva con le mani, affastellando un pezzo accanto all’altro, ci si sporcava e ci si dannava quando la stampa non era venuta bene. E accadeva spesso.” Ogni confezione contiene in sé una lettera originale. Come l’inizio di una parola da completare. Leonardo produce i suoi pezzi nella cantina di casa per il momento, assemblandoli con la cura certosina di un Gutenberg degli anni duemila. Si fa aiutare da qualche amico o sciagurato collega che inganna, invitandolo per caffè che si trasformano in lavoro. La sua manodopera è lontana anni luce da quella delle grandi industrie alimentari. Parla la lingua della lentezza, della rarità e delle cose buone. Per certi aspetti, sono aggettivi, questi, che sembra abbiano poco a che fare con il mondo dei supermercati. Del resto, Leonardo non ha nessuna intenzione di sottoporre i suoi prodotti alla guerra dei prezzi dei centri commerciali. Vorrei che questi prodotti siano presenti in luoghi dove di solito il cibo non è contemplato. Come il circuito del design, dell’arte e della cultura. La gastronomia, dal mio punto di vista, è più vicina alla creatività che al mangiare. Idee che stanno piano piano diventando realtà se, come dice Leonardo, molti musei stanno rispondendo positivamente alla proposta di mettere l’olio nel bancone dei gadget di alto profilo che si trovano nei loro bookshop. Ho in mente un percorso ma non ho ancora una meta. All’inizio tutto doveva essere un semplice blog e invece è diventato un investimento. Chissà dove mi porterà la perseveranza. Gli auguriamo lontano.

Fonte: GreenMe

Pagina 1 di 812345...Ultima »