Archivio del mese marzo 2011

Eolico: in programma impianti per oltre 2000 mw a Panama

L’Autorità panamense dei servizi pubblici ha assegnato la licenza di generazione e vendita di energia elettrica a 5 progetti eolici per una capacità totale installata di 565 MW.
Le località interessate sono quelle di Toabre (225 MW), Anton (105 MW), Nuevi Chagres (169 MW), Marañón (18 MW) e Portobelo (48 MW).
Dei cinque progetti solo quello di Toabre è già in fase avanzata di costruzione: dovrebbe essere inaugurato il prossimo mese di ottobre. Gli altri impianti sono in fase di progettazione definitiva, con apertura dei cantieri prevista in queste settimane per la centrale di Anton (che dovrebbe entrare in servizio nel marzo 2012) e nei prossimi mesi per le altre tre, tutte da completare entro il 2013. L’Autorità panamense ha inoltre annunciato di stare valutando ulteriori richieste di licenza di produzione elettrica presentate da altri 14 progetti eolici per una capacità totale di 1.480 MW. Se anche questi progetti fossero tutti realizzati, nel giro di pochi anni la potenza eolica installata nel Paese (2.045 MW) sarebbe superiore a quella di tutte le altre fonti messe insieme. Attualmente, infatti, Panama dispone di 1.850 MW elettrici installati, di cui 1.030 termici e 820 idroelettrici. Per mitigare l’impatto dei prezzi del petrolio e facilitare lo sviluppo delle energie rinnovabili nel Paese, il governo panamense ha presentato in questi giorni all’Assemblea Nazionale un disegno di legge che prevede forme di incentivazione espressamente pensate per promuovere lo sviluppo di parchi eolici.

Fonte: LaStampa

Bioedilizia: il biomattone di canapa e calce che cattura la CO2

Dopo il cemento ecologico, a base di geopolimeri, arriva anche il Biomattone, che si caratterizza per la sua particolare e innovativa capacità di catturare le emissioni di CO2 dall’atmosfera.
Il rivoluzionario mattone – prodotto dall’azienda di Lecco Equilibrium - è costituito da un composto biologico a base di canapa e calce, ottenuto dalla combinazione della parte legnosa dello stelo di canapa con un legante a base di calce. Una volta indurito, il composto diventa rigido e leggero allo stesso tempo e può quindi essere utilizzato sia nella costruzione di nuovi edifici sia nella ristrutturazioni di stabili già esistenti. Oltre a garantire un ambiente salutare, un ottimo isolamento termo-acustico, la permeabilità al vapore e un alto confort abitativo, il biomattone garantisce un impatto ambientale ridotto – in particolare riesce a ridurre le emissioni di C02 durante la produzione – e la capacità di catturare le emissioni inquinanti dall’atmosfera.
La notizia di questo nuovo eco-mattone è già arrivata al Parlamento europeo, dove l’eurodeputato, Oreste Rossi della Lega Nord, ha presentato una interrogazione con la quale chiede alla Commissione di favorire la produzione, la diffusione e la commercializzazione del composto ecologico a base di calce e legno di canapa.
Con il nostro prodotto vogliamo veicolare non solo un materiale ecocompatibile e a emissioni zero, ma un modo nuovo di concepire l’edilizia – ha commentato ha dichiarato il General Manager di Equilibrium, Paolo Ronchetti. - Se anche la politica si sta accorgendo di quanto è importante risparmiare energia e vivere in un ambiente più salubre e confortevole, allora vuol dire che qualcosa sta veramente cambiando. La nostra realtà è guidata da giovani professionisti, che hanno condotto ricerca e sviluppo all’estero sui nuovi materiali a ridotto impatto ambientale e sulle più innovative tecniche costruttive per ridurre al minimo la quantità di energia consumata sia nella produzione dei materiali che lungo il ciclo di vita degli edifici – ha continuato Ronchetti - Abbiamo deciso di tornare in Italia ed investire in questa impresa perché amiamo il nostro Paese e vogliamo contribuire a migliorarlo attraverso il nostro lavoro. La sfida che Equilibrium si appresta a lanciare è semplice: dimostrare che si può fare business, sviluppare indotto e realizzare edifici ad emissioni zero confortevoli da abitare, anche in un momento di crisi.

Fonte: GreenMe

Italia: ecco i 20 comuni verdi al 100%

Sono 20 i comuni al 100% rinnovabili in Italia. I due migliori si trovano sull’arco alpino: Morgex, in provincia di Aosta, e Brunico, in provincia di Bolzano. A mettere in fila i comuni ‘verdi’ del nostro Paese ci pensa il rapporto ‘Comuni rinnovabili 2011′ di Legambiente, realizzato con il contributo del Gse (Gestore servizi energetici) e di Sorgenia, presentato a Roma.
A Morgex – si legge nel rapporto relativamente alle motivazioni del premio – c’e un impianto a biomasse con una potenza termica di 9 megawatt (mw), collegato a una rete di teleriscaldamento di 10 chilometri, che serve tutte le utenze domestiche. Per l’elettricita’ il paese si avvale di un importante contributo dell’idroelettrico e di fotovoltaico. A Brunico invece ci si affida a due impianti per il riscaldamento (uno a biomasse e uno a biogas) da 1,5 mw con una rete di 120 km, oltre a solare termico e fotovoltaico, ottenendo un taglio di oltre 50.000 tonnellate di CO2 all’anno. Tra i premiati anche il comune di Peglio (Pu) per la realizzazione di un parco di mini-eolico, e la provincia di Potenza per la ‘miglior buona pratica 2011′ come, per esempio, il progetto di solarizzazione delle scuole. Queste esperienze – sottolinea Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – dimostrano l’affidabilita’ di queste tecnologie” e la necessita’ di ”sostenere un modello energetico efficiente offrendo certezze a imprese e cittadini.
In Italia ci sono oltre 200.000 impianti per energia rinnovabile sparsi in 7.661 comuni, pari al 94% delle amministrazioni nel cui territorio sono presenti fonti rinnovabili. Di questi, quasi 1.000 (964) riescono a essere autosufficienti per una produzione maggiore di energia elettrica rispetto a quanta ne viene consumata e 27 quelli che superano il proprio fabbisogno termico. E’ questa la mappa delle fonti pulite di energia del nostro Paese disegnata da Legambiente nel rapporto. L’obiettivo di 8.600 megawatt, previsto per il 2020, lo raggiungeremo gia’ quest’anno, o al massimo all’inizio dell’anno prossimo. Ha detto Gerardo Montanino, direttore operativo deol Gs.

Fonte: Ansa

Vivitalia: da Legambiente, per un turismo più sostenibile

Si chiama Vivilitalia, la società di Legambiente nata il 14 marzo 2011 per la valorizzazione del Belpaese che mette a servizio d’istituzioni, enti locali e privati l’esperienza dell’associazione e la conoscenza del territorio per sviluppare un turismo sostenibile attento alle realtà più piccole d’Italia. 
Vivilitalia si avvarrà dell’esperienza e competenza di altri due prestigiosi partner come SL&A, società che opera da 20 anni su ospitalità e turismo, accessibilità, ambiente, imprese ed economie locali e Extra, agenzia di comunicazione che propone percorsi di comunicazione integrati, originali e mai standardizzati.
Vivilitalia è presieduta da Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente. Giornalista pubblicista è stato per anni alla guida del settore Mare di Legambiente, si è occupato di Parchi e Aree Marine Protette, ha curato pubblicazioni come la Guida Blu, in collaborazione con il Touring Club e nel mondo ambientalista ha collaborato con le più importanti istituzioni italiane.
Vogliamo mettere a disposizione di amministratori locali e privati l’esperienza che abbiamo accumulato in questi anni nei territori della Piccola grande Italia – ha dichiaratoSebastiano Venneri-. Si tratta di luoghi marginali e spesso poco conosciuti, ma che hanno le caratteristiche per affermarsi nel panorama nazionale e internazionale come mete turistiche d’eccellenza e di qualità. Il turismo ambientale, sottolinea Legambiente, è oggi uno dei pochi settori turistici in forte ascesa sul quale si può puntare per scongiurare fenomeni di abbandono e marginalità di certe aree dove invece è possibile creare con efficacia microeconomie che assicurino futuro alla popolazione. I moltissimi piccoli comuni d’Italia, le Aree Protette e i Parchi, con i quali collaboriamo da anni – ha conclusoVenneri – sono i custodi di grandi tradizioni, eccellenze, qualità e bellezza, ma per apprezzarli vanno prima di tutto conosciuti e organizzati di conseguenza con competenze e professionalità adeguate. Vivilitalia lavorerà per questo.

Fonte: GreenNews

Coste scozzesi: progetto da 10 mw per energia da maree

Il governo scozzese ha approvato il progetto della Scottish Power Renewables relativo ad un grande impianto dimostrativo per la generazione di energia elettrica dalle maree nel Sound of Islay, il tratto di mare che separa l’isola di Islay da quella di Jura, sulla costa occidentale della Scozia.
Il progetto, della capacità di 10 MW, prevede un investimento di 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) per installare 10 turbine da 1 MW, in grado di coprire la domanda elettrica di 5.000 famiglie. Il progetto, che dovrà essere approvato dalla Marine Scotland, l’organismo responsabile della gestione dei mari scozzesi, è considerato di importanza cruciale per testare una serie di fattori necessari per la diffusione su larga scala di questa tecnologia. In particolare, consentirà una migliore comprensione degli aspetti tecnici relativi alla distribuzione e alla manutenzione dei macchinari nonché dei sistemi di analisi e monitoraggio delle prestazioni. Secondo quanto è stato dichiarato da John Swinney, capo di gabinetto per la Finanza e la Crescita sostenibile, questo progetto rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo della tecnologia delle maree. Le coste scozzesi sono considerate uno dei luoghi migliori nel mondo per lo sfruttamento delle correnti di marea. La scelta di installare l’impianto nel Sound of Islay è stata effettuata dalla Scottish Power Renewables a seguito di una ricerca effettuata lungo la costa dell’intero Regno Unito proprio allo scopo di individuare il sito più idoneo allo svolgimento di un grande progetto dimostrativo.

Fonte: LaStampa

Edifici efficienti: dall’UE un progetto che coinvolge i Comuni

La Direzione Generale Energia della Commissione europea propone ai Comuni europei un progetto per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, finanziato attraverso la Banca europea per gli investimenti (Bei). Lo ha spiegato Antonello Pezzini, rappresentante di Confindustria in Europa e Consigliere Cese (Comitato economico e sociale europeo), durante il seminario internazionale sulla direttiva 2010/31/CE (leggi qui) che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano.
Spagna, Italia, Germania – ha detto Pezzini - potrebbero partecipare con un opportuno progetto al Pic (competitive innovation programme) che ha i finanziamenti per sostenerlo. La Dg Energia, invece, triangolando con la Bei mediante il poderoso strumento del Patto dei sindaci, propone ai comuni di diventare soci dell’Europa per mettere a regime soprattutto gli edifici pubblici, attraverso un piano d’azione che preveda un finanziamento da parte della Bei e la restituzione del prestito in vent’anni, con un tasso di interesse 10-15 basic point sotto l’euribor a sei mesi.

I criteri per l’applicazione della nuova direttiva
Nel corso del seminario, focalizzato sullo stato dell’applicazione della nuova direttiva 2010/31/CE (sulla prestazione energetica degli edifici) nei diversi Paesi dell’Unione Europea e nelle differenti regioni italiane, sono stati illustrati i criteri da seguire per giungere nel giugno 2011 all’adozione della direttiva “EPBD recast”, al suo recepimento entro il luglio 2012 e alla sua applicazione tra gennaio e giugno 2013. Se si vorrà raggiungere l’obiettivo del 2020 – ha sottolineato Emmanul Cabau, rappresentante della Dg Energia Ue – bisognerà tener conto di tutte le forme di energia, non solo rinnovabili, e bilanciare il costo degli investimenti e il costo di manutenzione, per raggiungere il costo netto di efficacia energetica secondo la metodologia già applicata nell’ecodesign.

Direttiva sull’Eco-label e Direttiva sulle fonti rinnovabili
Dunque, i contenuti della direttiva 2010/31/CE andranno coniugati con quelli della direttiva 2010/30/CE sull’eco-label. L’Italia – ha spiegato Pezzini – dovrà normare entro l’anno prossimo, recependo tutti i contenuti della progettazione ecocompatibile, e considerando fondamentale nella assegnazione di un appalto il consumo energetico dell’edificio e le scelte adottate per la produzione degli impianti. Si tratta, ha aggiunto, di una rivoluzione dei criteri di valutazione, che avanza affrontando con la direttiva 2009/28/CE il tema del risparmio di energia da fonti rinnovabili, e introduce l’aerotermia come nuova fonte applicabile per il recupero termico (25-28%) attraverso l’uso di pompe di calore a bassa entalpia.

Ricerca su nuovi materiali
Pezzini ha inoltre ricordato che la DG Ricerca & Innovazione della Commissione europea ha a disposizione 2 miliardi di euro per sperimentare nuovi materiali per avere una trasmittanza su una parete verticale opaca comparabile con il risparmio energetico. Inoltre, l’Eie (Energia intelligente per l’Europa) propone con vari bandi centri di studio sull’omogeneità di calcolo per l’efficienza energetica degli edifici.

Fonte: Casa&Clima

Il catamarano eco friendly: pieghevole e a energia solare

Elevata efficienza, basso impatto ambientale e costi competitivi. Mentre i primi due vengono seguiti dalla maggior parte dei progetti eco friendly, per l’attenzione ai costi i progetti non sempre si rivelano convenienti. Questo, va detto, è un aspetto che segue di pari passo l’evoluzione delle tecnologie: quanto più sono sviluppate e diffuse, tanto più i costi (per la produzione e l’acquisto) diminuiscono.
Esistono, tuttavia, dei progetti che, per i nostri hobby, abbinano ecologia con economia. Fra questi, il catamarano pieghevole, alimentato a energia solare e realizzato con l’impiego di materiali leggerissimi, e sviluppato da due giovani designer statunitensi Jeffrey Greger e Timo Bucker. Nella sostanza, questo catamarano – finora esistente nel mondo virtuale: la sua realizzazione è ancora allo stadio di prototipo – si compone di una serie di elementi singoli fra loro, come i due scafi in polipropilene collegati fra loro da un sottile intreccio di tubi, un tendalino per ripararsi dal sole, il “ponte” rivestito in tessuto, e i pannelli solari. Tutti i componenti, a loro volta, possono essere inseriti all’interno dei due scafi che, richiusi, assumono una forma che ricorda in modo chiaro i box portatutto diffusissimi sulle auto che vediamo tutti i giorni.
L’operazione di apertura e di chiusura, promettono i due designer, richiede pochi minuti. Una volta aperto, il catamarano va allestito posizionando il “ponte” sul telaietto che collega i due scafi; in cima a tutto, c’è il tendalino nel quale viene inserito il pannello fotovoltaico, che serve per l’alimentazione di una batteria agli ioni di litio, che muove un piccolo motore elettrico il quale, attraverso un’elica, mette in movimento il catamarano. Il controllo di questa piccola imbarcazione viene effettuato attraverso un semplice pannello, che riporta lo stato di carica della batteria, la velocità in nodi e i comandi di direzione e velocità.

Fonte: GreenMe

Finlandia: prefabbricato vince l’E2 Timber Competition


Ispirandosi alla maison Domino di Corbusier, tipologia abitativa basata sulla ripetizione della struttura a telaio, il team di Bjarke Ingels, talento della new architecure danese, si è aggiudicato il primo premio all’interno della Timber Competition Ecology+Economy. Un concorso, proposto quest’anno dalla città di Kouvola (Finlandia), in partnership con alcuni organismi locali, che punta ad ottenere una soluzione concettuale per la progettazione di edifici in legno su più livelli e di ampia metratura sviluppando “Wood-Inno”, un futuro ‘Centre of Competence in Timber Construction’. Ed è stato il progetto presentato dal team di BIG, insieme a Pirmin Jung Engineers for Wood Constructions e al gruppo di architetti e ingegneri finalndesi AOA, Vahanen Engineers e Stora Enso, a convincere maggiormente la giuria.
PREFABBRICATO ADATTABILE A DIVERSI USI E LUOGHI. Puu-Bo, questo il nome della struttura modello, si propone come una soluzione residenziale prefabbricata, realizzata interamente con materiali efficienti che, per la sua flessibilità, permette di ottenere varie tipologie edilizie, senza stravolgimenti. Come commenta lo stesso Ingels: I medesimi elementi che compongono questo progetto pilota possono essere usati per un palazzo ad uso ufficio, come per un grattacielo in legno, senza alcuna perdita nell’efficienza dei materiali. Fin dall’inizio, il punto di arrivo di BIG voleva essere progettare un edificio che potesse adattarsi ad ogni ambiente, tipologia ed uso, ribadisce Thomas Christoffersen, Partner-in-Charge di BIG.
INSEDIAMENTO ABITATIVO SUL FILONE DEL COHOUSING. Come luogo di insediamento il gruppo di lavoro ha scelto un’area della città di Kouvola, nel Sud della Finlandia, con ampie viste su spazi verdi e una panoramica sul fiume che costeggia il centro abitato, elementi di vicinanza alla natura da sempre tenuti in grande considerazione nei progetti urbani dello studio BIG. L’edificio ospita numerosi locali, dei quali quelli a piano terra hanno tutti accesso diretto al parco urbano circostante. Ispirato al Domino di Le Corbusier, Puu Bo combina al suo interno una varietà di tipologie abitative, da abitazioni su 8 piani a case basse con cortile condiviso. Ne risulta un vero e proprio mini villaggio, al cui interno trovano spazio anche parchi, campi sportivi, aree allestite per i bambini, sauna – fedelmente alla migliore tradizione finnica-, il tutto messo in collegamento da percorsi pedonali interni e lungo il perimetro dell’edificio.

Fonte: Casa&Clima

Green Calanques: prima nave passeggeri ecosostenibile

Mentre gli ingegneri del mondo intero concentrano le loro ricerche sulle auto elettriche, in Provenza si lavora alla costruzione della prima nave passeggeri in grado di generare autonomamente l’energia necessaria al proprio fabbisogno e di abbattere completamente le emissioni di gas serra. La ‘Green Calanque’, questo il nome dato al traghetto ecosostenibile, sarà dotata di celle a combustibile di idrogeno, dispositivi elettrochimici che convertono direttamente l’energia in elettricità e calore, senza passare attraverso il processo di combustione, una nuova tecnologia già utilizzata dalle grandi imprese, ma mai applicata ad un mezzo di trasporto marittimo.
Il progetto prevede l’installazione, oltre che di pannelli solari e di economizzatori d’acqua, di un motore a propulsione ibrido a energia elettrica e a energia termica. Il primo verrà utilizzato per la navigazione nelle zone protette, il secondo per viaggiare in mare aperto. Risultato: assenza di rumori, oli, fumi, odori e di emissioni di CO2.
L’ imbarcazione potrebbe essere in grado anche di auto-rifornirsi grazie all’idea di collocare un elettrolizzatore direttamente a bordo, in modo da assicurare un continuo approvvigionamento di idrogeno. Il battesimo nelle acque del Parco Nazionale delle Calanques è previsto per il 2013 ma, prima di essere iniziata al trasporto dei passeggeri tra le bianche falesie provenzali, la ‘Green Calanque’ verrà testata per un anno come mezzo commerciale. Sarà comunque necessario attendere un ammorbidimento del vigente ordinamento francese, che vincola fortemente il trasporto di persone su veicoli a idrogeno. Questo progetto nasce dal partenariato tra la CMC (Crociere Marsiglia Calanque), la Helion, ditta costruttrice delle celle a combustibile, e la Scuola Nazionale Arti e Mestieri di Aix-en-provence. La scommessa di Laurence e Florent Mory, direttori della CMC, è ancor più ambiziosa: sostituire l’intero parco navi della società non appena la fase sperimentale sarà terminata. Un buon esempio di integrazione tra turismo e ottica di sviluppo sostenibile.

Fonte: GreenMe

Geotermia: a Bolzano ricerche e analisi per valutare fattibilità

L’attenzione causata dall’incidente nucleare in Giappone ha spinto la Giunta provinciale altoatesina rinnovare il proprio impegno per l’energia alternativa e rinnovabile. Accanto alle fonti gia’ note, si e’ aperta una discussione circa l’opportunita’ di puntare anche sulla geotermia: i dubbi sull’utilizzabilita’ o meno di questa risorsa in Alto Adige verranno fugati da una ricerca. Per dare una risposta ai dubbi ancora presenti, la Giunta provinciale ha deciso di incaricare la Ripartizione innovazione di effettuare un’analisi e una ricerca completa.
Vale la pena studiare a fondo la questione - ha detto il governatore Durnwalder - per capire se la geotermia e’ una fonte energetica che anche in Alto Adige si puo’ sfruttare in maniera efficiente dal punto di vista ambientale ed economico.

Fonte: Ansa

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