Archivio del mese novembre 2011

Cellulari: eco ricaricarli con il bonsai solare da salotto

Un piccolo albero tecnologico, un bonsai – très chic da tenere su un mobile – pronto a “nutrire” la batteria del nostro telefono cellulare in modo green.

Si chiama Solar Bonsai Electree, è stato inventato dal designer francese Vivien Muller ed è in grado di ricaricare gli apparecchi elettronici catturando l’energia solare grazie ai 27 pannelli fotovoltaici installati sulle punte dei suoi rami.

«L’ispirazione per Electree è arrivata in primo luogo osservando gli alberi: le foglie degli alberi naturali sono in realtà dei “pannelli solari” - ha commentato Muller  - La natura ha selezionato nel corso di milioni di anni, le strutture più efficaci per catturare l’energia del sole, la loro forma è quindi secondo me il miglior mezzo per sfruttare questo tipo di risirsa».

L’invenzione, riportata recentemente sul blog di tecnologia Red Ferret, ha trovato il connubio perfetto tra fonti pulite, esteticità e funzionalità. Attraverso i pannelli solari in silicio amorfo, il mini – albero riesce a immagazzinare l’energia solare in una batteria da 13.500 mAh (Milliampere-hour) situata sotto la base del congegno.

Dopo 36 ore di sole la batteria è pronta per essere usata e, attraverso una connessione Usb, è in grado di ricaricare i più svariati dispositivi tecnologici mobili come telefoni cellulari e lettori Mp3, dando contemporaneamente un tocco di classe al salotto di casa.

 

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/green-design/cellulari-eco-ricaricarli-bonsai-solare-salotto_4687.html

Tunnel solari: luce naturale in stanze buie e si risparmia energia

Con l’arrivo dell’inverno e l’avvento dell’ora solare si sono perse ore di luce. Durante i mesi più freddi il consumo di energia aumenta e questo in primo luogo per riscaldare gli ambienti interni, in secondo luogo per illuminarli.

Un’alternativa alla luce artificiale è rappresentata dai tunnel solari. Questi ultimi sono sistemi architettonici che permettono di portare la luce naturale in quei locali accessori come cantine, cabine armadio, bagni ciechi e corridoi, dove l’unica fonte di illuminazione è rappresentata dalla luce artificiale.

Come si legge su CasaEnergia, «si tratta di un lucernario tubolare in grado di captare la luce naturale esterna e di trasportarla attraverso speciali condotti nelle stanze prive di finestre o con scarsa illuminazione». Il funzionamento di questa tecnologia avviene grazie al principio degli specchi. In pratica, «uno speciale captatore, posto in copertura, convoglia i raggi solari all’interno di un condotto tubolare, completamente rivestito di materiale riflettente, il quale, a sua volta, trasporta la luce naturale fin dove necessario, coprendo anche distanze elevate e raggiungendo, per esempio, ambienti interrati».

Una soluzione ottimale non solo dal punto di vista del comfort visivo, che si ottiene grazie all’effetto positivo della luce naturale in una stanza buia, ma è una scelta vincente anche dal punto di vista del risparmio energetico: con un tunnel solare, infatti, si arriva a risparmiare oltre il 40% sui costi tradizionali imputabili all’illuminazione artificiale e questo perché il suo utilizzo è limitato alle sole ore notturne.

Un altro aspetto vantaggioso è rappresentato dal comfort termico che i tunnel solari garantiscono agli ambienti. «Grazie a una speciale schermatura – si legge su CasaEnergia – posta sulla sommità del cavedio in copertura, che blocca i raggi ultravioletti, i tunnel solari, a differenza delle normali finestre, trasportano la luce, ma non il calore, illuminando le stanze senza scaldarle» e questo risulta particolarmente importante nel periodo estivo quando c’è bisogno di luce, ma si vuole contenere il consumo di energia dovuto al raffrescamento dei locali.

Questo sistema può essere utilizzato non solo in case di nuova costruzione, ma anche in caso di ristrutturazione, con una spesa che si attesta generalmente attorno ai 500 euro e a cui si devono aggiungere le spese di installazione. Qualora si decidesse per l’acquisto di un impianto di questo tipo, si raccomanda di rivolgersi a tecnici specializzati o direttamente alle aziende produttrici. Considerando che, al momento, l’Italia è leader europeo di installazioni, con oltre 33.000 interventi effettuati, non dovrebbe essere un problema rintracciare un rivenditore qualificato.

 

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/green-design/tunnel-solari-luce-naturale-stanze-buie-risparmia-energia_4766.html

Forte Carloforte!

Il primo Comune a zero emissioni in Italia è Carloforte, sull’isola di San Pietro, che presto diventerà un’oasi verde, laboratorio per lo sviluppo energetico. Il Comune infatti diventerà “a impatto zero”nel 2014 grazie a un modello di sviluppo basato su eco mobilità, energie rinnovabili e gestione dei consumi energetici e attraverso un algoritmo unico, che è stato presentato dai ricercatori del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile della Sapienza di Roma.

Il sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli, ha anticipato il piano energetico in occasione del Carloforte Green Workshop, una tre giorni dedicati alla green economy e si basa su un mix di innovazioni scientifiche all’avanguardia nel panorama mondiale. L’algoritmo si chiama Energia in rete e, in abbinamento ad apparati elettronici ad hoc, diventa una sorta di “cervello del risparmio”  che monitore e gestisce i  consumi e i valori di produzione energetica. Il tutto in tempo reale, grazie a tecnologie smart grid, reti wireless e sensori di controllo.

Il piano coinvolgerà tutti i 6.500 abitanti di Carloforte, prevedendo azioni importanti sul fronte del senso civico e della sensibilizzazione al problema energetico, partendo dagli addetti ai lavori e dai bambini.

Ci sarà un veicolo bimodale come scuolabus di mattina e come mezzo per le squadre tecniche degli operai comunali al pomeriggio. La polizia userà un altro veicolo elettrico e biciclette elettriche saranno messe a disposizione gratuitamente per i cittadini.

Verranno inoltre ripristinate le fontanelle pubbliche per l’acqua potabile; installati pannelli fotovoltaici e solari termici sulle scuole; ci sarà un nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti.

 

Fonte: http://gogreen-ecoarchitetto.myblog.it/

Catasto energetico: diamoci una mossa!

Le statistiche sulle caratteristiche energetiche del parco edilizio italiano hanno dimostrato, durante la presentazione milanese, tenutasi prima dell’estate, del Primo Monitoraggio sull’Attuazione della Certificazione Energetica in Italia, che tra il settembre 2007 al maggio 2011, solo in Lombardia, sono stati depositati circa 550.000 attestati di certificazione energetica. Un dato che assegna il primato alla Lombardia in materia di certificazione e che ha portato a realizzare una mappatura delle prestazioni isolanti dei componenti opachi e del fabbisogni energetici degli edifici in modo da ottimizzare sempre più il controllo dei consumi di individuare i punti deboli degli involucri edilizi impiegati fino ad oggi.   Un catasto energetico  per ogni Regione permetterebbe di sviluppare progetti di ristrutturazione edilizia sul patrimonio esistente in modo molto più agevole e meno sperimentale… Si dovrebbe ragionare sul fatto che,  i  tempi medi di realizzazione di opere di ristrutturazione su edifici preesistenti  si ridurrebbero considerevolmente se si conoscessero già tutti gli aspetti termici ed impiantistici con i quali ci si dovrà confrontare  durante la progettazione ed esecuzione dei lavori.  Bisognerebbe  imporlo a tutte le amministrazioni regionali!

 

Fonte: http://gogreen-ecoarchitetto.myblog.it/

La casa temporanea realizzata a tempo di record!!!

Dopo un anno e mezzo di lavori è stato ufficialmente inaugurato in via Ivrea 24 il più importante esempio di housing sociale temporaneo in Italia: un albergo sociale da 10 mila metri quadrati con 122 unità residenziali e 58 camere ad uso hotel.  Nove piani di corridoi e piccoli appartamenti arredati e muniti di ogni comfort,  prendono posto all’interno del vecchio edificio delle Poste.  Si è scelto di giocare una partita davvero speciale: in un quartiere dove il disagio sociale registra da sempre picchi altissimi c’è stato il coraggio di puntare su un progetto che vede pubblico e privato collaborare fianco a fianco per dare una mano alle persone in difficoltà riqualificando contestualmente la città in modo socialmente ed ecologicamente sostenibile.

Nel progetto infatti sono stati impiegati materiali disinquinanti fotocatalitici che consentiranno l’assorbimento di particelle inquinanti dall’aria e l’auto-disinfezione da contaminanti batterici; l’acqua calda sanitaria e l’energia elettrica verranno invece prodotte da impianti solari termici e fotovoltaici di notevole efficienza e un sistema di recupero dell’acqua piovana permetterà di  irrigare il giardino senza sprechi.

E’ tutto frutto di un investimento di 14,5 milioni di euro,  finanziato al 90% dalla Fondazione Crt, che ha sostenuto il lavoro di gestione di struttura e servizi da parte di Oltre Venture e cooperativa Doc attraverso la società di gestione sostenibile Sharing  (che gestisce anche il nostro progetto Aida…comeseiverde http://www.goldmann.it/aida-come-sei-verde ) ,Città di Torino, e Impresa Rosso e che permetterà di rispondere ad un’esigenza di quei cittadini che non possono accedere alle case popolari o che sono impossibilitati nel sostenere le spese del mercato immobiliare.

“Le risorse generate consentiranno il reinvestimento del capitale in operazioni della stessa natura, dando avvio a un circolo virtuoso” spiega Miglietta segretario generale di Crt.  …ma in quanti saranno disposti a giocare la stessa partita?

 

Fonte: http://gogreen-ecoarchitetto.myblog.it/

Eco-Sosteniamo i Centri Storici!

Pensare alla riqualificazione ecosostenibile dei nostri centri urbani, questo sarà il tema centrale del convegno nazionale “Eco-incentriamoci”  che si terrà domani. 13 ottobre, a Viterbo, presso la storica sede di Palazzo dei Priori.  Sarà il primo di una serie di convegni itinerantidedicati al tema della sostenibilità ambientale in tutte le sue sfaccettature e declinazioni.

I numerosi  relatori di fama internazionale presenti si occuperanno di illustrare soluzioni innovative ed esperienze già maturate, al fine di mostrare come, adottare misure di ammodernamento nel settore energetico, nella gestione dei rifiuti e nella mobilità, potrebbe essere una svolta innovativa e rivoluzionaria con indubbi effetti benefici sullo sviluppo dei territori.

Durante la sessione della mattinata, “La sfida del XXI secolo”, sarà data attenzione agli approcci sostenibili messi in campo dall’architettura contemporanea mentre, nella sessione pomeridiana, “Eco-riqualificazione dei centri storici”, saranno esposti i principi della bioarchitettura e della sostenibilità energetica applicati al recupero e alla riqualificazione dei centri storici approfondendo le possibilità e i limiti tecnici e normativi negli interventi sui tessuti consolidati e/o vincolati.

Chissà se, vista la stringente normativa dettata dal Codice dei beni Culturali e Paesaggistici, che regolamenta principalmente le opere e gli edifici presenti nei vari centri storici italiani,  si riuscirà a trovare un punto d’incontro con il progresso in modo da trasformare i nostri centri storici in ECO-Centri …

 

Fonte: http://gogreen-ecoarchitetto.myblog.it/archive/2011/10/13/eco-sosteniamo-i-centri-storici.html

L’eco-torre

Anche lo Wuhan Greenland Center rientra nella tipologia di edifici High-Rise, torri altissime e supertecnologiche  che ultimamente stanno modificando gli skylines urbani delle new towns Cinesi e della UAE.  Simbolo di una cultura occidentale tesa alla performance estrema, tra i problemi costruttivi di questi edifici si parla solitamente di resistenza alla forte azione del vento e di eco-compatibilità, ma la firma dello studio Smith+Gill Architecturein entrambi i casi è una garanzia.

L’approccio progettuale  tipico è infatti la realizzazione di un design integrato che esplori le relazioni simbiotiche tra edificio ed intorno. Il corpo aerodinamico  è stato progettato proprio per ridurre la resistenza al vento  e all’azione di vortice tipica degli edifici così alti. Aperture ad intervalli regolari sull’involucro permettono poi di far fluire il vento attraverso la struttura che sarà sfruttato per la ventilazione interna. Studiato per ridurre al minimo i consumi energetici e le emissioni di carbonio, il Wuhan Greenland Center sarà in grado di recuperare energia  tramite un impianto termodinamico entalpico (che scambia energia con l’ambiente), integrato nel sistema di ventilazione, che permette di reimpiegare l’energia esausta dagli impianti per preriscaldare o preraffreddare l’aria proveniente dall’esterno.  E’ previsto inoltre un sistema di recupero delle acque grigie che ricicla le acque reflue da lavanderie, lavabi e docce per  il funzionamento dell’impianto di raffreddamento, per evaporazione, dell’edificio. Infine un sistema di controllo intelligente dell’illuminazione, sensibile alla luce naturale permette di controllare automaticamente l’accensione o lo spegnimento delle lampade a seconda dell’intensità della luce esterna.

Si presenta come l’ennesimo grattacielo voluto nei Paesi Emergenti dell’Est ma è tra i pochi realizzati secondo concetti di sostenibilità.

Fonte: http://gogreen-ecoarchitetto.myblog.it/

Rinnovabili: arriva il dispositivo che sfrutta pioggia, vento e sole

Energia green in balia degli agenti atmosferici addio. Grazie a un nuovo impianto messo a punto in Gran Bretagna, le fonti rinnovabili potrebbero non essere più volubili come un tempo.

I ricercatori dell’Institute for Materials Research and Innovation dell’Università di Bolton, infatti, hanno costruito un dispositivo in grado di generare elettricità in qualsiasi condizione meteorologica: si tratti di sole, di vento oppure di pioggia.

«La maggior parte delle forme di energia rinnovabili sono intermittenti –  dice Elias Siores, autore principale dello studio alla rivista New Scientist – il vento non sempre soffia con continuità e il cielo non è sempre sgombro da nubi. Quello che cercavamo era qualcosa che prendesse l’energia da diversi elementi».

E così i ricercatori, per imprigionare la potenza del vento e della pioggia, hanno creato dei nastri flessibili di un polimero chiamato fluoruro di polivinile, su materiali ceramici piezoelettrici lunghi 20 centimetri, in grado di generare energia se stimolati da gocce o raffiche. E per sfruttare anche le belle giornate, il nuovo dispositivo è stato rivestito con un sistema fotovoltaico flessibile a cui sono stati attaccati una coppia di elettrodi in grado di raccogliere l’energia solare prodotta: Siores spiega che 10 centimetri quadrati di questo sistema fotovoltaico sono in grado di generare da 1 a 2 watt di energia solare.

Anche se per il momento tali generatori ibridi verrebbero usati per applicazioni su piccola scala – per ricaricare per esempio dispositivi di bassa potenza come i telefoni cellulari perché ogni nastro è in grado di generare solo una energia costante di pochi milliwatt – la strada della ricerca è quella giusta. Hod Lipson, professore della Cornell University di Ithaca, New York ha infatti affermato: «E’ utile e sensato unire diverse forme di energia rinnovabile, perché si completano a vicenda perfettamente».

 

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/rinnovabili-arriva-dispositivo-sfrutta-pioggia-vento-sole.html

Fotovoltaico a concentrazione: ora funziona anche di notte

Si era già parlato di particolari innovazioni in campo fotovoltaico: dai dispositivi “sun-free”, in grado di produrre energia elettrica sfruttando il calore invece della luce solare diretta, ai nastri flessibili in fluoruro di polivinile in grado di generare elettricità in qualsiasi condizione meteorologica, vento e pioggia compresi.

In questo caso, invece, si parla di fotovoltaico a concentrazione (come la centrale Archimede, in Sicilia). La tecnologia, già conosciuta, cattura la luce del sole attraverso una concentrazione di specchi che raggiungono temperature di centinaia di gradi; grazie al calore raggiunto viene prodotto gas o vapore ad alta pressione con cui si mette in moto un generatore elettrico.

La novità è che, in Spagna, si è riusciti a superare una delle principali criticità delle energie rinnovabili, ossia la discontinuità di produzione. Nell’impianto Gemasolar, di proprietà della Torresol Energy e inaugurato all’inizio del mese vicino a Siviglia, nella Spagna meridionale, per la prima volta si è riusciti a produrre energia anche durante le ore di buio.

Il raggiungimento del risultato si deve a una tecnica innovativa. La centrale da 19,9 MW concentra i raggi solari grazie a 2650 specchi “puntati” verso la cima di una torre di 130 metri. Il calore generato viene poi immagazzinato in depositi di sali fusi che permettono la produzione di energia elettrica in notturna o in assenza di sole: «Il primo mese di operazioni ha superato le aspettative – conferma Frank Wouters, direttore della Masdar power, società degli Emirati Arabi Uniti che compartecipa al progetto insieme alla spagnola Torresol – questa nuova tecnologia può portare a grandi vantaggi per la comunità».

Gemasolar può operare a temperature superiori a 500 °C e genera l’energia necessaria per più di 27.000 case, con un risparmio in termini di CO2 di 30.000 tonnellate all’anno.

In previsione da parte del consorzio proprietario della centrale spagnola c’è la costruzione di altri due impianti simili a Cadice, entrambi da 50 MW. Il costo totale delle tre centrali ammonterà a circa un miliardo di euro: un investimento che verrà ripagato grazie a tariffe elettriche regolate per 25 anni.

 

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/green-design/fotovoltaico-concentrazione-funziona-notte_4658.html