Archivio della categoria ‘Ambiente’

Le agroenergie crescono

Cresce l’interesse per le agroenergie. Presenti a Mostra Convegno Agroenergia 2012 le aziende leader del comparto del biogas, in pratica tutto il panorama del business italiano di settore. E un grande successo per il neonato Club della Gassificazione.
È un bilancio col “segno più” quello della sesta edizione di Agroenergia, il principale evento italiano sulle energie rinnovabili e l’agricoltura che ha animato il Parco scientifico e tecnologico di Tortona dal 1° al 3 marzo (www.agroenergia.eu ).
L’appuntamento con la settima edizione è ora per il 28 febbraio e 1° marzo 2013.
«Per quanto riguarda l’affluenza, i numeri sono stati in linea con lo scorso anno» afferma Piero Mattirolo, amministratore delegato di EnergEtica, la società che organizza la tre giorni piemontese.
«In questa edizione sono state le novità a destare un forte interesse, a partire dall’Osservatorio Agroenergia – I sottoprodotti, che ha valutato fino a 10 Mtep annui di energia primaria il potenziale energetico di questa filiera. Il nostro studio pone le basi per un ulteriore approfondimento, che legherà le disponibilità di sottoprodotti all’effettiva dislocazione degli impianti».
«È importante che le nuove politiche di incentivazione non presuppongano un uso esclusivo dei sottoprodotti, perché rischierebbero di porre obiettivi irrealizzabili. Se oggi gli impianti agricoli utilizzano mediamente il 10-15 % di sottoprodotti, penso che sarebbe già un ottimo risultato arrivare al 50%. Il rischio – osserva l’amministratore delegato – è infatti che con quote maggiori il mondo agricolo sarebbe costretto ad abbandonare il biogas al mondo industriale».Successo anche per il Club della Gassificazione, «Che si propone come interlocutore super partes rappresentativo dell’intera filiera di questa tecnologia molto attesa – approfondisce Mattirolo – che sta passando dalla fase di sviluppo alla piena operatività commerciale».

I sottoprodotti, cioè gli scarti biologici delle lavorazioni agricole, sono un enorme bacino energetico da sfruttare. La nuova edizione dell’Osservatorio Agroenergia ha scoperto che, se adeguatamente valorizzati, possono dare all’Italia oltre 10 Mtep annui di energia primaria. Qualcosa, cioè, come il 49% della produzione da fonti rinnovabili e il 5% dei consumi del paese. Si tratta di 116 milioni di MWh che, al prezzo medio nazionale dell’energia, corrispondono a circa 7,5 miliardi di euro annui, ovvero a ben 15,8 miliardi al prezzo sottoposto al consumatore finale.
E sotto il profilo ambientale permetterebbero di evitare emissioni di anidride carbonica per 5 miliardi di tonnellate l’anno. Le regioni a più alta potenzialità sono Lombardia, Trentino Alto Adige, Campania e Puglia. Rilevante è però la sproporzione tra sottoprodotti disponibili e impianti per il loro trattamento, soprattutto in Piemonte e Sicilia.

 

 

Per salvare le aziende italiane serve senso della responsabilità

Le Associazioni ANIE-GIFI, APER, ASSO ENERGIE FUTURE e ASSOSOLARE, alla luce delle recenti notizie relative alla preparazione di un decreto sul  V Conto Energia, hanno inviato una lettera ai Ministri Clini e Passera  chiedendo di confermare o smentire in modo chiaro ed inequivocabile i contenuti della presunta bozza circolata e pubblicata dalla stampa specializzata.
La bozza del possibile nuovo Conto Energia ha fatto il giro del web in svariate versioni e l’accaduto ha creato ulteriore incertezza e sfiducia tra gli operatori del settore. Il mercato delle Rinnovabili, ed in particolare quello del solare fotovoltaico, non e’ nuovo ad improvvisi cambi di direzione normativa che hanno di fatto frenato gli investimenti negli ultimi mesi. Un nuovo Conto Energia, dopo altre due discipline adottate in meno di 18 mesi e  di cui gli operatori del settore stanno ancora pagando le conseguenze, avrebbe effetti fortemente destabilizzanti per l’intero comparto. Ancora una volta verrebbero minacciati gli investimenti in corso così come la sopravvivenza della filiera italiana delle rinnovabili. ANIE/GIFI, APER, ASSOSOLARE ed ASSO ENERGIE FUTURE segnalano che un nuovo provvedimento normativo in quella direzione rappresenterebbe anche una lesione della  libertà di iniziativa economica costituzionalmente garantita. Nella lettera ai Ministri le Associazioni hanno rinnovato la disponibilità a partecipare ad un tavolo tecnico congiunto richiedendo al contempo  di ricevere il testo attualmente al vaglio dei Ministeri. Gli operatori hanno altresì sollecitato un incontro urgente nell’ambito del quale poter fornire il proprio contributo. Le Associazioni sono fiduciose nell’avvio di un dialogo costruttivo con il Governo ritenendolo uno strumento necessario per «favorire l’ulteriore sviluppo del settore fotovoltaico» come esplicitamente indicato dalle disposizioni del IV Conto Energia. In uno scenario futuro dove tutto sarà basato sullo sviluppo delle smart grid e delle smart cities, il settore delle Rinnovabili e del solare fotovoltaico possono contribuire allo sviluppo del Paese e alla sua indipendenza energetica. Una strategia fondata sul mix energetico deve essere considerata come la base per favorire la filiera industriale e la crescita occupazionale.

Petrolio e uranio: nel 2012 il Niger crescerà più della Cina

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale il Niger registrerà nel 2012 un’impennata del proprio Pil pari al 14 per cento. Le ricchezze del sottosuolo, l’uranio e ora anche il petrolio sono il motore propulsoredi questo miracolo economico che fa gola a molti partner stranieri.
Il 2012 è l’anno del Dragone secondo l’astrologia cinese ma rischia anche di essere l’anno del leone dal punto di vista della crescita. Il leone in questione è il continente africano e nello specifico lo Stato del Niger, un milione di chilometri quadrati nel bel mezzo del deserto del Sahara e con temperature tra le più elevate al mondo.
Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha rivalutato in positivo le proprie aspettative sul Pil nigerino. Se prima si attestavano al 3,8 per cento per l’anno 2012, adesso raggiungono addirittura il 14,1 per cento per lo stesso periodo. E non è certo un caso se nel dicembre scorso la nuova direttrice del Fmi, Christine Lagarde, ha scelto come meta del suo primo viaggio in terra africana la Nigeria e il Niger. In quest’ultimo il successore di Strauss Kahn ha avuto un colloquio con il presidente Mahamadou Issoufou e il piatto forte dell’incontro è stato proprio il tema dello sviluppo.
Secondo quanto rivelano molti indicatori economici, il Niger avrà una crescita notevolmente sostenuta di qui al 2016. L’estrazione di uranio, in atto ormai da quarant’anni nei campi industriali di Arlit, nella regione di Agadez (Niger centrosettentrionale), è tra le più prolifiche al mondo, insieme a quella del Canada. Ma adesso c’è di più, perché una promettente industria petrolifera ha recentemente visto la luce nell’estremo nord-est del paese, al confine con il Ciad.
Se dunque l’economia nigerina è in pieno decollo, uno dei più importanti partner dell’Africa, la Cina, registrerà invece per quest’anno tassi di crescita inferiori rispetto al passato, tra il 7 e l’8 per cento. Pechino teme da questa inflessione un danneggiamento della propria credibilità a livello internazionale. Il gigante asiatico sta correndo ai ripari e per farlo ha scelto di sfruttare la scia del boom economico africano e quindi di quello nigerino.
Dopo sessant’anni di ricerca, ad opera soprattutto di compagnie occidentali, il 28 novembre scorso la China National Petroleum Corporation ha annunciato ufficialmente che i pozzi di Agadem hanno cominciato a produrre greggio. Una rivincita che Pechino si prende su quelle potenze, come la Francia, che da sempre la fanno da padrone nelle aree del Sahel nigerino. Per ora i barili giornalieri estratti ammontano a 20 mila, ma ci si attende nel 2014 una quantità quattro volte maggiore.
Questo permetterà a Niamey di ridurre notevolmente i costi della benzina e dunque del trasporto delle merci. Grazie all’attività di raffinazione che avverrà nella città meridionale di Zinder, si prevede che anche l’occupazione migliorerà notevolmente. Da parte cinese ci si attende l’inizio di una florida cooperazione, capace di apportare giovamento ad ambo le parti, come simboleggiato dal ponte dell’amicizia sino-nigerina, eretto sul fiume Niger.
Il paese africano ha nel complesso un strategia di sviluppo ambiziosa: riuscire a trasformare le ingenti entrate nelle casse pubbliche in effettiva riduzione della povertà e riuscire così a distribuire equamente i benefici. Una grande attenzione è inoltre posta al modello di sfruttamento delle risorse naturali. Nella nuova Costituzione repubblicana del 2010 si impone la trasparenza delle concessioni secondo quanto stabilito dall’Extractive Industries Transparency Initiative (EITI).
Resta da vedere se una tale crescita riuscirà a risolvere i gravi problemi che affliggono il paese, dalla crisi alimentare alle rivolte del popolo Tuareg o ai problemi legati al rientro di migliaia di emigrati in seguito alla crisi libica. La sfida che attende il governo di Niamey è ora riuscire a trasformare la crescita in sviluppo reale.

Risparmiare e rispettare l’ambiente con l’acqua piovana

Grazie al riutilizzo dell’acqua piovana è possibile risparmiare sulla bolletta e rispettare l’ambiente in modo semplice ed economico. I tuoi nonni forse si ricordano ancora i tempi in cui, per risparmiare, si riempiva la tinozza d’acqua piovana e ci si lavava.
Oggi sicuramente non ti sogneresti mai di fare una cosa del genere a causa dell’inquinamento ambientale che influisce anche sulle piogge, rendendole sicuramente poco raccomandabili per essere usate a fini igienici.Nonostante ciò l’acqua piovana, soprattutto se filtrata, può tornare utile in molti altri modi, garantendoti di evitare sprechi e risparmiare sui consumi, grazie alle sue caratteristiche simili a quella distillata.

Usi e vantaggi dell’acqua piovana

Il primo vantaggio dell’acqua piovana è sicuramente il suo essere gratuita, di conseguenza tutti i suoi utilizzi vanno a sottrarsi ai normali consumi dell’apertura del rubinetto, per la felicità tua e di Madre Natura.
L’acqua piovana non contiene cloro né calcare. Queste caratteristiche la rendono ottima per essere utilizzata per la lavatrice o la lavastoviglie, per pulire il pavimento, per le pulizie di casa, per lavare la macchina, per annaffiare le piante, per riempire lo scarico del water e chi più ne ha più ne metta! In ogni caso resta sconsigliabile utilizzarla per bere o per lavarsi, anche se filtrata.

Raccolta e filtraggio dell’acqua

Riempire il balcone di bacinelle ed iniziare una vigorosa danza della pioggia non è sicuramente lo stratagemma più adatto (né il più comodo) per risparmiare sulla bolletta. Fortunatamente esistono altri metodi più semplici ed efficaci per riciclare l’acqua piovana.
Costruire un impianto di recupero dell’acqua piovana è più semplice di quel che si possa pensare e non è necessario avvalersi di un tecnico se sai maneggiare qualche attrezzo del mestiere. Per prima cosa bisogna costruire un sistema di grondaie che faccia convergere l’acqua piovana in un unico serbatoio (esterno o interrato). È necessario inserire almeno un filtro che separi l’acqua dalla sporcizia prima che arrivi all’interno del serbatoio. Infine collegare il serbatoio alla rete idrica di casa aggiungendo un impianto di aspirazione ed una centralina che possa regolare il flusso dell’acqua ed interromperlo quando il serbatoio si svuota, riallacciandosi alla normale rete idrica.
Questo metodo, oltre a far risparmiare molto sulla bolletta dell’acqua nei mesi più piovosi, permetterebbe (se utilizzato da tutti) di ridurre anche i danni che l’eccessiva pioggia causa frequentemente alle città.

Nuove frontiere del risparmio ecologico

Un nuovo modello di eco-edilizia si è affacciato sul mercato riuscendo a conciliare energia solare e recupero dell’acqua: il tetto a farfalla.Questo tipo di tettoia ha una forma a “V” ed i lati interni sono rivestiti di pannelli fotovoltaici così da risparmiare sull’elettricità. Allo stesso tempo questa forma consente all’acqua piovana di raccogliersi verso il vertice, dov’è posto un tubo che la trasporta al serbatoio.Questa è solo una delle infinite novità in campo di eco-edilizia. Campo che pian piano si va espandendo sempre più e che oramai rappresenta l’emblema del futuro accessibile ed eco-friendly.

Ecobuild: dal 20 al 22 Marzo a Londra

Ecobuild 2012: un trend in continua crescita all’avanguardia dell’ecosostenibilità

Superata l’edizione 2011, con oltre 100 aziende partecipanti e 1600 metri quadri di area espositiva, Ecobuild è la più grande manifestazione mondiale in materia di edilizia ecosostenibile ed energie rinnovabili ed è sotto il profilo degli scambi commerciali la 1° nel Regno Unito. I visitatori sono cresciuti da 1000 nel 2005 ad oltre 55 mila nel 2011, arrivando ad uno spazio espositivo di 28 mila mq. Nel 2011 Ecobuild ha generato un ritorno economico di 9,4 milioni di sterline con una crescita del 54% rispetto al 2007.
Questo trend è stato accelerato anche dalle politiche europee a sostegno dell’ambiente e dall’utilizzo di fonti energetiche alternative. Ecobuild è un evento organizzato da quest’anno da UBM, società britannica leader nel campo degli eventi fieristici con oltre 50 sedi in tutto il mondo e in procinto di organizzare anche l’edizione cinese di Ecobuild – a Shanghai dal 9 al 12 aprile 2012 – e indiana, a Mumbai il prossimo settembre.
La Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito da 3 anni coordina la presenza italiana ad Ecobuild. Nello specifico l’Italia è stata rappresentata nel 2011 da circa 100 espositori, formando il padiglione nazionale più grande e ricco della passata edizione che ha visto oltre 1300 espositori totali e oltre 130 fra workshop e seminari per circa 750 relatori.
L’edizione 2011 ha visto decuplicare la presenza italiana rispetto al 2010, con circa 1000 mq di area espositiva. Nel 2012 verrà superata la soglia dei 100 espositori, per un’area espositiva di circa 1600 mq. L’edizione 2012 è in programma dal 20 al 22 marzo presso ExCel, il nuovo quartiere fieristico londinese.
Come dichiara Giuseppe Paoletti, Vice Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito: «Ecobuild sta superando ogni aspettativa, deliziando gli espositori e offrendo ai visitatori una gamma impareggiabile di informazioni, contatti ed esperienze. Siamo orgogliosi delle aziende italiane presenti, espressione di innovazione, tecnologia e design. Queste aziende rappresentano all’estero il miglior Made in Italy al servizio di un futuro sostenibile e in armonia con l’ambiente».

La prima decorazione creativa e naturale

Primo nato nella famiglia di prodotti ecocompatibili e traspiranti H2artEgo è la rivoluzionaria applicazione per la decorazione creativa di qualsiasi superficie murale in ambiente domestico. Una soluzione esclusiva, coperta da brevetto internazionale, che agisce come una speciale “decalcomania per il decoro di substrati porosi”. Costituito da un tessuto tecnico filtrante trattato, Ego è in grado di ricevere i pigmenti, selezionati per la loro elevatissima qualità, e di trasferirli sul supporto murale scelto senza alterarne le caratteristiche tecniche, soprattutto in termini di diffusione del vapore acqueo.
Una peculiarità che rende Ego compatibile con i più severi capitolati che devono rispettare la teoria di Kunzel (o del muro sano), come avviene per i centri storici. Una vera rivoluzione nel panorama decorativo edile, fatto ad oggi esclusivamente di rivestimenti di varia natura.
Grazie all’innovativa tecnologia, che integra processi manuali e tecniche digitali, dopo la rimozione del telo Ego appare alla vista e al tatto come un affresco vero e proprio. Non fa spessore, è traspirante e può essere utilizzato per il decoro sia di pareti intere che di singole porzioni. Le decorazioni si ottengono unendo sapientemente la capacità di un bravo decoratore alle performance del sistema H2art.
Integrabile con qualsiasi tipo di intonaco, rivestimento, vernice, velatura, decorazione o finitura esistente in commercio, Ego rappresenta dunque la risposta ideale alla crescente domanda di prodotti per la personalizzazione creativa dell’abitazione. Una vera opportunità di business per colorifici, rivenditori di materiali edili, vernici, intonaci e carte da parati che desiderano ampliare la propria gamma differenziandosi dalla concorrenza. Con Ego, infatti, i rivenditori Partner H2art sono in grado di offrire ai propri clienti, siano essi privati ma soprattutto operatori come imbianchini e decoratori, una soluzione unica per la decorazione della casa, garantendo al tempo stesso un valore aggiunto in termini di progettazione ad hoc, massima personalizzazione e assistenza tecnica online.

Camminare per creare energia pulita

Un’idea innovativa, green, sostenibile e con enormi potenzialità sono le mattonelle piezoelettriche per la pavimentazione PaveGen, rivestite in gomma riciclata al 100% con la struttura anch’essa formata all’80% di materiali riciclati, che accumulano l’energia cinetica che si crea con i passi delle persone e la converte in energia elettrica. Le lastre troveranno la loro prima applicazione durante le Olimpiadi di Londra 2012. Per l’occasione 20 piastrelle verranno istallate sull’attraversamento centrale che va dallo Stadio Olimpico al nuovo centro commerciale Westfield Stratford City. «L’installazione dovrebbe essere sufficiente ad alimentare, grazie al passaggio delle persone, circa la metà dell’illuminazione esterna del centro commerciale» ha dichiarato Laurence Kemball-Cook, il giovane ingegnere che le ha ideate nel 2009. Ogni passo crea una compressione delle lastre di 5 millimetri producendo energia sufficiente a mantenere acceso il LED contenuto in esse per circa 30 secondi. Il dispendio energetico è minimo: le piastrelle consumano infatti solo il 5% dell’energia elettrica che producono. É quindi una tecnologia con un alto potenziale; basti pensare che in media un singolo individuo nella sua vita compie ben 150 milioni di passi e che le applicazioni posso essere molteplici: per fornire energia ai sistemi di illuminazione stradale e pedonale, per la segnaletica o anche per ricaricare batterie e applicazioni a bassa«Si tratta di una fonte di energia elettrica più che sostenibile, che potrebbe far leva sulla coscienza green delle persone, coinvolgendole nella sperimentazione di soluzioni sostenibili» come ha sottolineato Richard Miller, responsabile della sostenibilità del Regno Unito. Questa tecnologia è stata progettata per essere montata senza problemi al posto dei sistemi di pavimentazione esistente, in ambienti interni ed esterni (le lastre sono impermeabili) con alto calpestio. I siti ideali per poter creare una pavimentazione con queste mattonelle sono, quindi, strade trafficate, uffici, eventi, centri commerciali, scuole ed università. potenza.

 

 

Il quartiere galleggiante sul canale Elibek

Barmbek é in piena espansione: come riferito nel numero 12/2011 di DETAIL, nel 2006 la città di Amburgo ha assegnato dieci posti per case galleggianti, mediante una procedura nazionale senza precedenti. Le città vicine ai fiumi, o attraversate da essi, dovranno utilizzare in futuro le superfici d’acqua per lo sviluppo della città stessa. Così anche la città anseatica, che ha avviato il progetto pilota “Vivere e abitare sull’acqua” ha indetto un concorso dal titolo “Case-barche sul canale Elibek”.

 

I committenti potevano presentare delle idee creative relativamente a due lotti. Alla giuria, presieduta dall’architetto Jürgen Böge, è stato assegnato il “difficile compito della scelta” di 10 vincitori e di 20 potenziali sostituti, tra i più di 400 richiedenti.

I vincitori del concorso hanno potuto realizzare il proprio sogno. Ad Amburgo l’uso di superfici d’acqua non è una novità. Straordinario è il cambiamento di immagine della tipica casa-barca che si è spostato verso un “abitare” così come un “lavorare” ecologico e moderno.

Oltre al progetti della coppia di architetti Amelie Rost e Jörg Niedereh, pubblicato in DETAIL, sono state realizzate altre case-barca. A seguire alcuni dei vincitori del progetto pilota sul “Canale Elibek”. La varietà delle idee proposte dai vincoli del concorso mostra chI candidati, nella maggior parte architetti, potevano dare libero sfogo alle proprie idee: facciate in legno, pannelli in alluminio riflettenti o chiatte lavoro dell’ex Germania dell’Est trasformate in una “nave abitabile”.e la città può avere un interessante futuro architettonico in virtù della sua vicinanza all’acqua.

La “One-of-one”, progettata dall’architetto Thorsten Freier, con una superficie di 135 metri quadrati si nota immediatamente. Dall’esterno la casa-nave a due piani assomiglia ad un veicolo fanta-scientifico del futuro, all’interno, invece, pone il proprio accento su un’atmosfera accogliente. A tal fine è stato utilizzato prevalentemente legno massello e sono stati applicati solo materiali non trattai.

Il quartiere galleggiante ha la potenzialità rendere la città più attraente e di portare nuova vita sul canale. Attualmente sono state già ancorate nove delle dieci barche previste. Altre seguiranno a breve. Nel quartiere “Mitte” sono state già approvate 22 nuove case-navi. Nel 2012 verranno realizzati anche questi “sogni abitativi”.

LOTUS

Come una grande foglia che nasce dal terreno, Lotus dà vita ad un intrigante arredo urbano di design, dotato di sedute e pensiline fotovoltaiche per parchi e aree di sosta. Un unico elemento tubolare di 14cm di diametro per 260cm di altezza, montato a raggiera ne genera la forte ed elegante struttura modulare portante che, crescendo, dona forza vitale a molteplici configurazioni in grado di riparare dalla pioggia, illuminare l‘ambiente circostante (con tecnologia LED) e generare energia: dalla soluzione base con un’unica foglia piccola da 4Mq di superficie fotovoltaica per una produzione di 500W fino a quella con foglia grande da 19Mq per 2.8KW. Lotus è anche punto di ricarica per auto elettriche, grazie ad un sistema centralizzato ogni posto auto è dotato di info point, con presa Scame a tenuta stagna, dal quale è possibile ricaricare pagando l’approvvigionamento con bancomat o carta di credito. Inoltre, grazie alle infinite combinazioni cromatiche offerte da una vasta gamma di verniciature rigorosamente ecologiche, Lotus si inserisce nel perfetto rispetto della natura adattandosi ai colori ambiente circostante: dalle fresche tonalità verdi per i contesti naturali, alle tonalità neutre per i contesti urbani, con possibilità di ulteriori scelte alternative a discrezione del cliente. Un progetto innovativo firmato dell’architetto Giancarlo Zema per la bergamasca LumineXence e sponsorizzato da un pool di aziende leader nel settore della produzione di soluzioni tecnologiche al servizio del sostenibile, quali Solarday, Siderpali, Eurozeta, Nord Zinc, Scame Parre.

Like a big leaf that comes out from the ground, Lotus gives life to an intriguing urban design shelter, endowed with seats and integrated photovoltaic panels, perfect for green parks and parking areas. A unique tubolar element of 14cm in diameter and 260cm in height, radially arranged, generates the modular strong and elegant backbone, able to cover from the rain, to light the ambient with LED technology and to produce energy: from the small leaf of 4Mq photovoltaic surface for a 500W production to the big leaf of 19Mq for 2.8KW. Lotus is also an electric car charging point: thanks to a centralized system each parking owns an info point, with a waterproof electrical outlet by Scame, from wich is possible to recharge the car, just paying with bancomat or credit card. Thanks to its endless combination of colours, offered by a wide range of strictly ecological paints, Lotus fits in perfectly with nature adapting to the colours of the enviroment; the fresh green tones for natural environments, neutral tones for urban contests, and other customizable possibilities. An innovative project by the architect Giancarlo Zema for the LumineXence from Bergamo, and sponsored by a pool of leading companies in the production of technological solution for the eco-sustainable field, like Solarday, Siderpali, Eurozeta, Nord Zinc, Scame Parre.

Come concepire edifici a basso impatto ambientale

E’ stata condotta, sotto la direzione scientifica dell’Ing. Rossano Albatici, una ricerca per concepire edifici a basso impatto ambientale, oggetto della ricerca sono quattro cellule unifamiliari a schiera presso Mezzane di Sotto (Verona) ciascuna di 250 mq di superficie, realizzate dal Gruppo Mattarei, e progettate dall’Arch. Arnaldo Savorelli dello Studio Solarch – Bioclimatica & Design di Bussolengo (Verona).

Il funzionamento bioclimatico di queste abitazioni è il risultato di un ottimale equilibrio tra la corretta disposizione dell’involucro, nel sito di costruzione e la presenza di dispositivi fondamentali quali portici/serre a sud e di torrette di areazione centrali ad ogni unità abitativa. Il comfort è inoltre migliorato da opportuni isolanti, quali la fibra di legno, che garantiscono traspirabilità ed inerzia termica.
Il sistema costruttivo adottato dal Gruppo Mattarei sviluppato con i soci di Stile21, è X-Lam, caratterizzato da elementi di parete, di solaio e copertura ricavati da strati sovrapposti di lamelle di legno. Ciascuna lamella è formata dalla giunzione a pettine di tavole di legno strutturale, individualmente classificate secondo la resistenza meccanica. La disposizione incrociata delle lamelle conferisce una notevole stabilità dimensionale e di forma al pannello stesso, nonché buone caratteristiche meccaniche, in tutte le direzioni.
La disposizione degli spazi interni delle case è stata studiata per favorire l’apporto delle fonti energetiche ambientali: le vetrate delle serre sono rivolte a sud/sud-est, con le terrazze a prato sopra i garage, mentre le stanze seguono la pendenza della collina retrostante, che protegge a nord le camere dai venti invernali. Inoltre, la ventilazione naturale è agevolata dalla presenza di torrette di aerazione, poste sopra le scale, da cui fuoriesce l’eccesso di aria calda, presente all’interno dell’edificio.
Gli scopi della ricerca sono la registrazione dell’effettiva influenza di alcuni elementi costruttivi sul contenimento dei picchi di temperatura interna durante l’anno ed il raggiungimento di adeguate condizioni di comfort nei mesi caldi. A tal fine, è stato sviluppato un modello virtuale degli edifici e, dopo averlo adeguatamente calibrato, sono state eseguite delle variazioni della massa di pareti e solai, sia interni sia esterni.
In secondo luogo, è stato effettuato il rilievo, ad opera finita, della trasmittanza termica della parete posta a nord, attraverso l’uso di termoflussimetri, non considerando il coefficiente l di conduttività termica dichiarato dai produttori dei materiali, ma tenendo conto delle reali condizioni di impiego e posa.
Inoltre, il sistema di raffrescamento naturale è stato valutato attraverso un’analisi fluidodinamica, al fine di verificarne il funzionamento. Infine, sono state osservate le condizioni di comfort termoigrometrico interno, nel periodo da maggio a settembre, analizzandole secondo le recenti teorie del comfort adattivo di Brager & DeDear e Humphrey & Nicol. Il progetto di ricerca ha permesso di segnalare indicazioni utili per la corretta progettazione di edifici bioclimatici, in particolare della serra, dei camini estrattivi e dell’inserimento di elementi “pesanti”.

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