Archivio della categoria ‘Design’

Design 4: la Tennis Ball Chair

Il designer Hugh Hayden, ha interpretato l’eco-design in termini di riciclo, e lo ha fatto in un modo davvero curioso: riciclando palline da tennis!
Una poltrona realizzata interamente con palline da tennis (297 in totale) è l’ultima novità dell’eco-design. Dal colore sgargiante e allegro, una volta usate e pronte per essere gettate via, le palline da tennis, un po’ più morbide per via dell’utilizzo, si assemblano per diventare una comoda poltrona. L’impatto ambientale della sedia è bassissimo per due motivi: è prodotta semplicemente assemblando materiali destinati alla discarica e le palline da tennis che la compongono sono caratterizzate da una grande durabilità. Leggi anche: Breathing chair; Mozzarella chair; Node chair.
Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

 

Energia: boschi fotovoltaici ricaricano auto elettriche

Il parcheggio per auto elettriche E_TREE assomiglia a un boschetto: ogni albero ha una chioma fotovoltaica con cui produrre energia elettrica per ricaricare i veicoli. I pali su cui sono montati i pannelli solari hanno l’aspetto di tronchi e i pannelli stessi, piatti, hanno la forma di una fronda. I pannelli ruotano e si inclinano come enormi girasoli per ottimizzare la cattura della luce nell’arco del giorno. Il designer Neville Mars si è ispirato alla natura, applicandone forme e funzioni alle necessità urbane. Mars si è formato alla scuola olandese di design e le sue idee sulla trasformazione urbana sostenibile hanno poi trovato applicazione a Pechino. Dirige la Dynamic City Foundation progetto di dimensioni enormi per combattere la sproporzionata crescita degli agglomerati urbani in Cina.

Fonte: Ecowiki
Foto: BurbTv

Design 3: “Node chair” la nuova seduta di Steelcase

Presentate all’ultima edizione del NeoCon show di Chicago, le sedute Node Chair hanno fatto parlare molto di sè grazie al loro nuovo approccio progettuale.
La Steelcase è un’azienda produttrice di mobili per ufficio a livello mondiale, molto attenta ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze. Proprio da questa costante attenzione e sensibilità nasce la seduta Node, la loro prima seduta dedicata all’istruzione. Diversamente dalle sedie che abbiamo sempre trovato nelle aule, pesanti, scomode, difficili da spostare e progettate secondo un modello di insegnamento ormai superato, le Node Chair permettono spostamenti rapidi, sono molto leggere ed ergonomiche. Il sedile girevole permette agli studenti di ruotare facilmente e visualizzare informazioni che vengono condivisi in tutta l’aula. Il disegno della seduta consente loro di cambiare posture e posizioni per un comfort maggiore. La sua base mobile offre la possibilità di muoversi avanti e indietro dalla modalità di apprendimento di gruppo alla didattica frontale senza interruzioni. La base e il bracciolo della seduta permettono di tenere zaini ed oggetti personali degli studenti. Inoltre, la sedia è dotata di un piano d’appoggio mobile -per computer portatili, libri e quaderni- che può essere disposto anche dal lato sinistro della seduta per un comfort maggiore per gli studenti mancini.
Leggi anche: Breathing chair; Mozzarella chair.

Fonte: Architettura&Design

Da Israele, il pollaio che genera biocarburante dal trattamento degli scarti

Un recente concorso promosso dal Ministero israeliano dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale è alla ricerca di una ristrutturazione efficace per le fattorie situate in Galilea, più precisamente per i pollai. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato il progetto degli Architetti Peleg/Burshteic che, con un design innovativo, è riuscito a incorporare le funzione necessarie di un pollaio in un unico edificio che provvede autonomamente alla produzione di energia e alla gestione delle fosse nere attraverso un sistema di ricircolo. Il pollaio prefabbricato, di circa 60 mq, è stato concepito come una galleria del vento capace di fornire una ventilazione costante, necessaria per il clima e il benessere degli animali. Turbine eoliche, pannelli solari e vegetazione sono stati installati sulla parte esterna della struttura per fornire energia al fabbricato. Mentre internamente sono presenti serbatoi d’acqua, silos per la conservazione delle uova e un sistema per generare biocarburante dal trattamento degli scarti. I produttori locali però, preoccupati dal fatto che il governo voglia imporre sulle loro proprietà un modello industriale, non hanno ancora accettato questa novità, ossia il concetto di produttività unita al design. Al contrario invece, Agrotop, allevamento industriale di polli, ha deciso di introdurre una versione di questo progetto nel Regno Unito.

Fonte: Casa&Clima 

La novità di Drill Design: paper-wood

Dal Giappone arriva un nuovo materiale: il paper-wood, realizzato alternando strati di legno e carta riciclata uniti per un nuovo materiale sostenibile. Il materiale risulta leggero ma estremamente resistente e, grazie alla carta colorata, è possibile caratterizzare i progetti finali con gradevoli fantasie e tocchi di colore. Ideatore di questo nuovo materiale lo studio giapponese Drill Design. Yusuke Hayashi e Yoko Yasunishi, fondatori di Drill Design, sono due giovani creativi attenti al design, alla grafica, al packaging e alle soluzioni d’arredo. I loro lavori seguono uno stile minimal e ricercato, in pieno japan style con un portfolio ricco che tocca molti ambiti della progettazione senza risparmiarsi sulla sperimentazione e messa a punto di nuovi materiali e l’utilizzo della carta come elemento principale o di supporto a diversi progetti.  Un’unione raffinata che si traduce in elementi d’arredo sostenibili, funzionali e performanti.

Fonte: Architettura&Design

Design 2: nasce la “mozzarella chair”

 

Bianca e densa come una mozzarella, ecco la ”mozzarella chiar” di Tatsuo Yamamoto si presenta agli occhi dei visitatori del Salone del Mobile con una leggerezza stilistica unica, un design leggero e soffice impreziosito da un elemento in acciaio, spesso 2mm, che abbraccia tutta la seduta creando un armonioso gioco di contrasti materici e cromatici. Da un lato l’acciaio freddo e rigido e dall’altro un morbido tessuto elasticizzato soffice e confortevole.

L’unico aspetto negativo pare essere la mancanza di sostegno alla parte lombare della schiena e risulta impossibile utilizzare i lati della seduta come braccioli. Guarda anche la: Breathing chair

Visita il sito di Tatsuo Yamamoto

Fonte: Architettura&Design

Design: nasce la “breathing chair”

Semplice ma d’impatto è la sedia della designer Wu Yu-Ying vincitrice del premio Red Dot Award 2009.  L’ispirazione è arrivata osservando al microscopio un piccola sezione di corteccia di albero cambium. Wu Yu-Ying è ha scoperto il cuore di questo albero e il gioco di celle a diversa dimensione e forma impossibili da percepire a occhio nudo.

Nasce così Breathing Chair, una seduta in schiuma di lattice a densità controllata. Il disegno delle celle precedentemente osservato al microscopio è stato trasferito alla seduta sotto forma di texture 3D con diverse forme e grandezze. Grazie alla densità controllata (più soffice verso l’estremità superiore e più compatta verso il cuore e la base) è possibile essere avvolti da questo cubo che si modella sotto il peso del nostro corpo, trasformando le estremità del cubo in comodi braccioli. Un prototipo che ha destato l’attenzione di molte case produttrici di elementi d’arredo e che a breve probabilmente troveremo anche sul mercato. Peccato che il lattice dopo qualche tempo inizia a deteriorarsi. Guarda anche la “mozzarella chair”

Visita la pagina di Wu Yu-Ying

Vedi il video di Breathing Chair

Fonte: Architettura&Design

Ekokook: la cucina che ricicla tutto quello che avanza

Lo spreco trasformato in risorsa. Ogni residuo, considerato in passato un problema perché generatore di gas tossici dannosi per l’ambiente e per l’uomo, diventerà parte fondamentale di un processo di riciclaggio che punta a riutilizzare tutto. Questa la tesi da cui sono partiti, quasi dieci anni fa, i designer di Faltazi lab e che ha portato alla creazione di Ekokook, la rivoluzione francese della cucina. Struttura a isola, ecocompatibile, predisposta per ridurre i consumi, preparare cibi sani e mettere in pratica forme di stoccaggio intelligente, permette la produzione stessa di energia. La parte inferiore è progettata in modo da compattare e pressare i rifiuti solidi (assemblati attraverso la raccolta differenziata), mentre quelli organici vengono trasformati in concime. Il frigorifero è dotato di compartimenti stagni che evitano di disperdere energia e l’acqua viene utilizzata sia per cucinare che annaffiare le piante, mentre quella filtrata è impiegata nel forno a vapore e nella lavastoviglie. Molti vorrebbero fare la raccolta differenziata, ma spesso si scoraggiano di fronte alla difficoltà di doversi ricordare il colore di ogni materiale e all’inevitabile confusione che ne segue. Verde per il vetro, blu per la plastica, rosso per qualcos’altro. Questa nuova cucina ha un disegno su ogni sportello, semplice ed esplicativo che ricorda all’aspirante ambientalista cosa fare affinché si completi l’iter del riciclaggio. Un progetto complesso che ha come obiettivo quello di raggiungere l’autosufficienza energetica in casa e soprattutto in cucina.

Il nostro progetto è basato su quattro elementi essenziali – fanno sapere dal laboratorio – gestione degli sprechi, salute in cucina, riduzione del consumo energetico e stoccaggio intelligente. Ci concentriamo sui materiali che si trovano tra l’abitazione e le risorse esterne: ogni muro, balcone, finestra, porta o persiana può essere utilizzata come supporto per un’installazione ecocompatibile. Ogni installazione che interagisce con elementi esterni (lo scarico del lavandino, il secchio della spazzatura, etc.) è in grado di produrre un eco-beneficio immediato. Tutta l’aria, l’acqua, il vento e il sole che raggiungono la casa devono essere viste come preziose risorse da catturare e usare.

Fonte: Luxury24_Ilsole24ore

Un tunnel solare per la tua casa: disegnato da Ross Lovegrove!

Un lampadario senza lampada può illuminare i nostri ambienti? Sì, se stiamo parlando del Tunnel Solare di Ross Lovegrove: la prima lampada a luce naturale, ma anche una scultura dal design organico, essenziale e bio-inspired. Uno dei più grandi esponenti del Green Design, disegna per Velux un nuovo tipo di illuminazione, che sfrutta la luce solare. Niente pannelli fotovoltaici, led o elementi che richiedono consumi energetici, ma il più semplice dei dispositivi: un tunnel ricoperto di Miro-Silver (materiale riflettente che aumenta la capacità di diffusione di oltre il 98% con qualsiasi angolo di incidenza dei raggi solari) che convoglia i raggi solari, dal tetto e li restituisce come luce all’interno delle case. La luce naturale viene distribuita nell’ambiente grazie al particolare diffusore a goccia che può essere regolato in altezza per modificare l’intensità luminosa. All’esterno si presenta come una qualunque finestra o cupolino Velux e per l’installazione bastano pochissime ore. Questo particolare sistema illuminante è stato insignito con il prestigioso Red Dot Award 2010 nella categoria Best of the Best 2010.

Fonte: Architettura&Design

20 mag 2010 | Concorso Expopack 2015: Montepremi 10.000 euro

COMIECO LANCIA UN CONCORSO PER LA PROGETTAZIONE DELPACK “MASCOTTE”  IN CARTA E CARTONE DELL’ EXPO 2015

IL CONTENITORE dovrà richiamare il tema “Feeding the Planet, Energy forLife”, fornendo un supporto/oggetto utilizzabile durante la visita e da portare a casa come ricordo.Il contenitore dovrà essere contemporaneamente supporto informativo e contenitore di alimenti e/o liquidi.

DESTINATARI DEL PREMIO sono gli studenti di scuole universitarie italiane, scuole ad indirizzo grafico, designer, architetti, aziende che posso proporsi individualmente o in gruppo.

I criteri di valutazione saranno: capacità di generare innovazione di processo, di prodotto o di servizio; funzionalità durante l’Expo; estetica; originalità; modularità del prodotto per differenti impieghi; valutazione dei benefici ambientali apportabili.

MAGGIORI INFORMAZIONI E MODALITA’ D’ISCRIZIONI SU: www. comieco.org

Pagina 1 di 712345...Ultima »