Archivio della categoria ‘Eolica’

Eolico. Al via primo grande impianto offshore cinese

Il parco eolico offshore Lufeng Jiahuwan Wind Power Project, che sorgerà vicino alla città di Shanwei, sulla costa sudorientale della Cina, sarà il più grande del Paese e probabilmente del mondo, con un’area di 240 chilometri quadrati e una potenza di 1.250 MW. Lo costruirà la società Baoxin Energy con un investimento di 20 miliardi di yuan (2,3 miliardi di euro). La scelta della località è legata alle condizioni climatiche, ideali per la generazione eolica, con venti regolari sia come direzione sia come velocità. La Cina sta puntando molto sulle energie rinnovabili per ridurre le proprie emissioni di gas serra, dovute al fatto che produce circa 75% dell’elettricità con il carbone. Negli ultimi 5 anni ha raddoppiato ogni hanno la potenza eolica installata: i 13.800 MW installati nel 2009 (pari a un terzo dell’intera potenza installata nel mondo in tale anno) hanno portato la capacità totale a circa 25.900 MW. Tuttavia, contrariamente ad alcuni Paesi europei, ha finora realizzato quasi solo impianti a terra. Le uniche eccezioni sono costituite dall’impianto off-shore di Donghai Bridge (presso Shanghai, evidentemente giudicato non “grande” solo per il metro cinese, poiché è di ben 102 MW) e dal piccolo impianto di Liaodong Bay (1,5 MW) al servizio di una piattaforma petrolifera.

Fonte: LaStampa

Enel: Green Power raddoppia capacità eolica in Bulgaria

Enel annuncia l’entrata in esercizio oggi a Shabla, in Bulgaria, una nuova centrale eolica da 21 megawatt (MW) di Enel Green Power, la società di del gruppo per lo sviluppo e la gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo. Con sette pale eoliche da 3 MW ciascuna, il nuovo impianto è in grado di produrre annualmente circa 55 milioni di chilowattora, pari ai consumi di 19 mila famiglie, e di evitare così ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 45.000 tonnellate di CO2.

L’entrata in esercizio di Shabla - spiega Enel in una nota – raddoppia la capacità eolica installata in Bulgaria da Enel Green Power, portandola a 42 MW. Questo progetto è l’ulteriore conferma dell’impegno di Enel Green Power per lo sviluppo della generazione di energia da fonti rinnovabili – ha detto il presidente di Enel Green Power – Operiamo anche in Romania e in Grecia, un’area con un grande potenziale di sviluppo per le rinnovabili, che può soddisfare la crescente domanda di energia di questi Paesi.

A fine 2008, Enel Green Power Bulgaria ha firmato un accordo con Global Wind Power Bulgaria, controllata di Danish Global Wind Power, per l’acquisizione dei progetti eolici di Kamen Briag e Shabla. Il primo impianto, quello di Kamen Briag a Kavarna, è entrato in esercizio a ottobre 2009, con una capacità installata di 21 MW

Fonte: LaStampa

Google investe 39 milioni di dollari nell’eolico

Se la tendenza generale è investire sulle energie rinnovabili, Google segue l’onda annunciando il suo primo investimento in un progetto di energia rinnovabile su larga scala: 38,8 milioni di dollari investiti per implementare un parco eolico in Nord Dakota, fornendo l’energia necessaria ad alimentare più di 55mila case.

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Eolico. La Francia punta sull’off-shore

Nel corso del dibattito parlamentare per il rinnovo della legge per lo sviluppo sostenibile (cosiddetta Grenelle Environnement, del 2007), il governo di Parigi ha presentato un programma di sviluppo dell’energia eolica che prevede un’accelerazione della potenza installata off-shore, con circa 6.000 MW entro il 2020. L’obiettivo esplicitamente dichiarato è duplice: da un lato soddisfare le esigenze ambientali e di riduzione delle emissioni climalteranti previste dalla legge in discussione; dall’altro sviluppare una industria nazionale capace di competere a livello internazionale nel settore. Un piano per il quale il governo francese si è mosso con largo anticipo. Già dalla primavera 2009, infatti, l’esecutivo parigino ha chiesto ai prefetti delle regioni costiere considerate più favorite (Bretagna, Loira, Alta-Normandia, Aquitania e Provenza-Costa Azzurra) di avviare una ampia consultazione tra tutte le parti interessate per identificare tutti gli eventuali ostacoli e i problemi tecnici, normativi e ambientali delle varie zone. Questa indagine, che dovrà concludersi entro la fine di giugno, consentirà di presentare nell’estate una selezione di una dozzina di aree favorevoli allo sviluppo dell’eolico-off-shore. Parallelamente è inoltre intenzione del governo adottare nuove norme che semplifichino fortemente le procedure per l’approvazione dei progetti e per la connessione degli impianti alla rete elettrica nazionale. Quindi entro ottobre 2010 è prevista la prima gara per l’assegnazione di concessioni in mare per 3.000 MW eolici. I progetti dovranno essere selezionati entro il marzo 2011.

Fonte: LaStampa

Eolico. I cantieri di Danzica puntano su Germania post-atomo

 

Il vento dell’eolico soffia sui cantieri di Danzica, simbolo della rivoluzione di Solidarnosc negli anni Ottanta e oggi della speranza che le pale ‘offshore’ portino una svolta nell’economia locale e dell’intera regione baltica. “La Germania ha deciso di rinunciare entro il 2022 al nucleare e questo permetterà all’eolico di decollare in fretta”, è il ragionamento che si fa nel settore, sintetizzato da Thomas Gaarbdo, vicepresidente di Gsg Towers, la nuova filiale degli storici cantieri polacchi, per il 75% in mano ad industriali ucraini, mentre il 25% è dello stato polacco. Le ‘towers’, le torri prodotte da questa nuova società sono enormi cilindri d’acciaio alti 100 metri, che pesano 270 tonnellate, destinate all’installazione di pale eoliche sia terrestri che marine. Ma è l’offshore lo sbocco a cui punta Danzica: il mercato dell’eolico infatti è giunto a saturazione e, dice Gaardbo, “l’unico sviluppo possibile in Germania è nell’offshore, attiva dall’ottobre 2010, che quest’anno conta di costruire 60 ‘torri eoliche’ e 300 di qui al 2014. La Germania è il mercato promesso, ma anche la Polonia promette sviluppi, sull’onda della determinazione del governo a ridurre la dipendenza dal carbone in termini di emissioni di C02, e dalla Russia per le forniture di gas. Il carbone attualmente copre il 90% del fabbisogno energetico polacco e per rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni dannose entro il 2020 bisognerà diversificare seriamente, si ripete a Varsavia. Con lo sbocco sul Baltico, costa ventosa e relativamente poco abitata, la Polonia ha un forte potenziale eolico. Un recente studio internazionale suggerisce la costruzione di un mega-parco offshore da 5,5 gigawatts invece della prima centrale nucleare allo studio. Lo sviluppo dell’energia eolica porterebbe alla creazione di oltre 9.000 posti di lavoro e permetterebbe di abbattere i costi dell’elettricità. Nel frattempo, piccoli progetti crescono. La piccola comunità rurale di Kisielice, nel Nord del Paese, ha 39 pale eoliche per una capacità globale di 64,5 megawatt, ovvero il 5% dell’intera capacità polacca. Coprendo ampiamente il fabbisogno energetico dei 6.500 abitanti. E con altre nove torri in arrivo.

 

Fonte: http://www3.lastampa.it/

Rinnovabili al centro di fusioni e acquisizioni: sole e vento al top

Rödl & Partner, studio legale e tributario internazionale, in collaborazione con mergermarket, gruppo di intelligence finanziaria, ha recentemente svolto un’indagine sullo sviluppo del settore delle energie rinnovabili nel mondo: “M&A in Renewable Energy Global Outlook 2011”.

Condotta su un campione di 100 professionisti senior dell’M&A, appartenenti al mondo delle imprese, degli advisory finanziari, del private equity di Europa, Africa, Asia, America centrale, Nord e Sud America che operano nel settore delle energie rinnovabili, la ricerca ha documentato una buonafiducia nel settore, con attività in significativa crescita nei prossimi 12 mesi.
Il 67% degli intervistati ha dichiarato infatti di prevedere un ruolo di primo piano per l’Europa in virtù della varietà delle risorse disponibili: i paesi nordici per l’eolico, l’Italia, la Spagna e la Grecia per il solare, mentre l’Europa continentale per ilgeotermico e le biomasse. Questa avanzata sarà resa possibile da un’interconnessione di diversi fattori, tra cui l’impatto negativo del disastro di Fukushima sul settore dell’energia nucleare, che sembra spingere gli investimenti verso le energie alternative.
Gli esperti di Rödl & Partner sottolineano a questo punto un dato fondamentale: nei primi mesi del 2011 il settore delle rinnovabili ha registrato 51operazioni per un valore totale di 10,6 miliardi di euro: «l’offerta di Iberdrola per rilevare il 20% di Renovables SA Iberdrola è stato stimato il più grande affare dell’ anno per un valore di 2.6 miliardi di Euro, seguito dai 1.5 miliardi di Euro offerti da France SA Electricite per il controllo del 50% di EDF Energies Nouvelles SA».
Il rapporto evidenzia ulteriori dati significativi: molti intervistati hanno commentato il disastro recente diFukushima, dichiarando che questo porterà alla revisione complessiva degli investimenti in energia nucleare, rendendo così il settore delle energie rinnovabili un’alternativa attraente.
Maggiore distribuzione si rileva invece nelle opinioni in merito all’impatto che le rivoluzioni nord africane potrebbero avere sul settore: solo il 44% ha infatti dichiarato che questo influenzerà gliinvestimenti in energie alternative per quei paesi, mentre il 41% dichiara di non prevedere particolari influenze. Più dei due terzi degli intervistati (67%) ha messo in evidenza l’importanza dei mercati emergenti nelle attività di M&A per il settore delle rinnovabili. Nelle quali emergeranno con predominanza eolico solare, mentre le biomasse guadagneranno sempre maggiore rilevanza.
Il campione coinvolto ha evidenziato come le operazioni di acquisizione avvengano molto più frequentemente attraverso l’SPV, mentre le più classiche operazioni di acquisizione stiano evolvendo verso il declino. E ancora, quasi tre quarti del bacino di indagine (72%) crede che gli appoggi governativi saranno un driver esterno importantissimo per lo sviluppo delle attività di M&A nell’ambito delle energie rinnovabili per il prossimo anno;  il 31% ha dichiarato che l’istituzione delle tariffe incentivanticostituiranno la politica di governo più efficace per determinare gli investimenti nel settore delle rinnovabili
F0nte: http://gogreen.virgilio.it

 

Pale eoliche: in arrivo le nuove turbine invisibili

 

Pale eoliche che eludono l’occhio vigile dei radarvicino agli aeroporti e alle basi militari e che potrebbero consentire di sfruttare un grande quantitativo di energia prodotta dal vento finora inaccessibile.

Sì, perché si stima che in tutto il mondo ci siano ben 20mila MW di potenza eolica non sfruttativicino a questi siti sensibili a causa dell’interferenza che gli impianti creano alle stazioni di controllo. I radar, infatti, scambiano le turbine per aerei in movimento a bassa quota e, per motivi di sicurezza, generano dei blocchi senza che però ci sia un reale pericolo.

Con la nuova tecnica, messa a punto dopo 5 anni di studio da Vestas – azienda specializzata in alta tecnologia per i parchi eolici – in collaborazione con la società aerospaziale britannica QinetiQ, gli esperti sono riusciti a realizzare il primo prototipo diturbina a grandezza naturale invisibile alla radiolocalizzazione.

Il segreto sta nei particolari materiali utilizzati che assorbono, anziché riflettere, le onde elettromagnetiche.

I test condotti in Gran Bretagna hanno mostrato che, rispetto alle normali pale eoliche, quelle “invisibili” riducono del 99% la “radar cross section“, cioè la proprietà che misura la visibilità di un oggetto da parte dei radar.

«I risultati dimostrano che siamo riusciti ad adattare la tecnologia militare degli aerei invisibili“Stealth”: abbiamo realizzato turbine adatte a essere posizionate in molti siti finora proibiti a causa delle interferenze con i radar», ha commentato Finn Strøm Madsen, presidente del settore ricerca e sviluppo della Vestas.

Per l’occhio umano, invece, non cambierà nulla. I nuovi generatori non saranno molto diversi dalle grandi girandole che siamo abituati a vedere di consueto.

Fonte: http://gogreen.virgilio.it

Il ponte eolico-solare, un progetto made in Italy

Quando si parla della Salerno-Reggio Calabria, vengono in mente pensieri più angoscianti, legati alla incredibile serie di ritardi legati all’estensione di quel tratto di autostrada.

A smentire questo status quo, arriva il concorso bandito della Regione Calabria per la realizzazione del Parco Solare Sud: tra le tante idee proposte, ha colpito particolarmente quella dei designer Francesco Colarossi, Giovanna Saracino e Luisa Saracino e intitolata Solar Wind.

L’idea è quella di trasformare un ponte sospeso sull’autostrada in un parco capace, non solo trovare da solo il modo di approvvigionarsi di energia, ma anche di crearne abbastanza per rifornire le case dei centri che si trovano nelle sue vicinanze. L’energia verrebbe quindi dall’utilizzo di turbine ubicate tra gli spazi ricavati tra i pilastri del ponte che sfrutterebbero le correnti che scorrono nella valle sottostante.

Secondo i calcoli dei designer il ponte, che andrebbe realizzato nell’area tra Bagnara Calabra e Scilla, in Calabria, riuscirebbe a produrre 36 milioni di kWh all’anno, mentre altri 12 milioni deriverebbero dallutilizzo di pannelli solari posti lungo l’asfalto (che andrebbero ovviamente protetti con una pellicola speciale ad elevata resistenza) .

L’energia totale prodotta potrebbe servire per soddisfare i bisogni energetici di 15mila famiglie. L’idea ai designer è valsa, come detto, il secondo premio, consistente in un assegno di 7.500 euro, ma restano alcuni dubbi sulla fattibilità pratica del progetto, visto che i pilastri, che dovrebbero reggere anche le turbine, dovrebbero essere davvero super resistenti per non crollare, dovendo sopportare anche il peso delle auto e, anche se il dettaglio può far sorridere, resterebbe il problema degli uccelli che rischierebbero la vita, passando attraverso le turbine (e immaginiamo le lamentele degli ambientalisti).

In ogni caso, visto che in America esistono già soluzioni simili, trovare la via di uscita da questi problemi non dovrebbe essere difficile. L’ingegno nostrano sarà finalmente premiato con la costruzione del ponte? Ai posteri…

Fonte: next.liquida.it

Inghilterra, pale eoliche come il Big Ben

Saranno dei veri e propri monumenti alla tecnologia ecosostenibile. L’Eti (Energy Technologies Institute), l’istituto britannico preposto a sviluppare nuove tecnologie energetiche,ha lanciato un progetto da dieci milioni di sterline per la produzione di una rivoluzionaria generazione di rotori eolici.

Strutture dotate di pale enormi, lunghe 90 metri, questi colossi verranno installati su turbine offshore di nuova generazione, visibili a chilometri di distanza. La loro altezza infatti sarà pari a quella del simbolo per eccellenza della Gran Bretagna,il famoso Big Ben.

Secondo gli ingegneri inglesi ogni rotore avrà la capacità di generare fino a10 Mw di potenza ciascuna. L’aumento di grandezza non ha uno scopo puramente velleitario, ma risponde ad una precisa esigenza di efficienza. Un recente studio dell’Eti ha infatti concluso che l’aumento del 50 per cento della grandezza delle pale eoliche (quelle oggi in produzione arrivano a 60 metri) potrebbe abbattere i costi dell’ energia di un terzo.

Una equipe di ricercatori danese, invece, ha calcolato che potrebbero essere costruite turbine fino a 20 Mw di potenza grazie a questa innovazione. Per adesso gli ingegneri inglesi sono nella fase preliminare del progetto, che prevede esclusivamente lo studio del design delle pale in modo da sviluppare quello più aereodinamico. Successivamente inizierà la produzione industriale al fine di installare lungo la costa inglese decine di rotori.

La fase di studio, secondo l’Eti, sarà completata entro il 2014 e subito dopo si passerà alla produzione. “La creazione di lame molto lunghe con la giusta rigidità e nel contempo conprestazioni aerodinamiche mantenendo un costo accettabile, sarà una sfida enorme per l’industria”, afferma il Chief Executive dell’Eti David Clarke. “Ma investire in questo progetto per produrre lame più grandi e più efficienti è un passo fondamentale per l’intero settore. Servirà a preparare il terreno per le turbine più efficienti, che a loro volta contribuiranno ad abbassare i costi di produzione dell’energia elettrica”, ha concluso Clarke.

Fonte: next.liquida.it

Flower power: arte o eolico?

…o tutte e due? Le sperimentazioni dell’arte contemporanea stanno ormai toccando le strade più inaspettate, fino a fondersi con settori in apparenza lontanissimi. Gli artisti si cimentano nella tecnologia attraverso i videogame, sperimentano metodi innovativi e creativi per sensibilizzare verso il riciclo dei rifiuti, rimettono in sesto edifici abbandonati. Il mito dell’artista come entità che vive in un mondo a sé è ormai lontano: si può essere creativi e al tempo stesso fare qualcosa per il mondo che ci ospita.

Uno degli ultimi esempi in questo senso è il tentativo di coniugare l’arte e le nuove forme di energia. L’immagine che tutti noi formiamo nella nostra mente pensando alle nostre città è quello di un luogo grigio, tetro, fumoso. Fantasticare sullo sviluppo delle energie rinnovabili non è da meno: il colore asettico dei pannelli solari e la bruttura estetica degli impianti eolici non sono un’immagine molto più confortante alla vista.

Cosa accomuna entrambe le visioni? Mancano i colorimancano le più elementari forme espressive. Come i fiori.

E se… bastasse costruire impianti belli da vedere per far capire alla gente l’importanza delle energie rinnovabili? Come i flower power, gli impianti eolici a forma di albero fiorito che vedete nella foto qui accanto. Creati dal team olandese NL Architects, sono caratterizzati da una forma gradevole agli occhi e al tempo stesso funzionale al suo scopo: ogni ramo dell’albero, il cui numero è variabile da tre a nove corrisponde infatti a una turbina, unita al cavo d’acciaio che fa da tronco.

I flower power hanno proprietà decisamente innovative rispetto ai comuni impianti finora realizzati: non solo per la facilità di montaggio (è sufficiente poco meno di un’ora), ma anche per la forte resistenza – i flower power sono in grado di sopportare fino a 190 km/h di vento – e una produzione media annua che varia tra 13.000 kw/h di energia (albero a tre rami) fino a 55.000 kw/h (albero a nove rami).

Fonte: next.liquida.it

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