Archivio della categoria ‘INIZIATIVE’

San Siro ecosostenibile?

I recenti risultati dei referendum su acqua e nucleare sembra abbiano messo sotto la lente d’ingrandimento la volontà degli italiani di riprendere possesso dei beni comuni e costruire insieme un futuro diverso da quello che le turbolenze degli ultimi anni stavano cominciando a prefigurare. Forse sono solo parole, ma le aspettative salgono ancora di più quando anche un mondo fatto per una buona metà di interessi milionari come il calcio avanza proposte che vanno in quel senso.

Parliamo della proposta che sta cominciando a girare di portare la prima finale “ecosostenibile” di Champions League a Milano nel 2014. Un progetto che potrebbe scontrarsi in modo interessante con l’Expo dell’anno successivo, un trampolino di lancio per la vera città “europea” del Bel Paese per farla tornare nel posto che le spetta, cioè un punto di riferimento economico e culturale del Vecchio Continente. E per una volta InterMilan sarebbero alleate per far breccia all’interno della giunta Pisapia a Palazzo Marino, portando questa stimolante novità.

Fonte: next.liquida.it

Biennale, al Caffè Florian party vip per la mostra ‘Temporanea’

Fervono i preparativi a Venezia per uno degli eventi più attesi dell’intensa ‘settimana dell’arte’ che la città lagunare vivrà a partire dal 30 maggio. In concomitanza con l’apertura della Biennale infatti, il Caffè Florian di Piazza San Marco, il caffè più antico d’Italia e luogo dove nel 1893 ‘nacque’ idealmente proprio quella che venne inizialmente chiamata ‘Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea’, darà vita ad una serata all’insegna della cultura e della mondanità, con un grande ricevimento ospitato proprio nel ‘salotto del mondo’.

L’evento, programmato il 3 giugno dalle ore 19, viene organizzato per inaugurare l’undicesima edizione di ‘Temporanea – Le Realtà possibili del Caffè Florian’, mostra organizzata in collaborazione con UBS, e dedicata quest’anno ad un giovane ma affermato artista romano, Pietro Ruffo, e alla sua opera ‘Negative Liberty’ che trasformerà la celebre Sala Cinese in un bosco di grafite animato da centinaia di libellule tridimensionali.

Il ricevimento, blindatissimo e solo su invito, vedrà la partecipazione di diversi personaggi del mondo dell’arte, della cultura e dell’imprenditoria. Primo fra tutti, a fare gli onori di casa, Andrea Fendi, presidente della compagine societaria proprietaria del Caffè Florian. La serata sarà accompagnata da un menu preparato ad hoc dallo chef, e da un cocktail a tema, come da tradizione del Caffè veneziano.

Dopo l’indimenticato evento per i 290 anni del Caffè dunque, Piazza S. Marco torna ancora una volta agli antichi splendori grazie all’iniziativa di un locale che rappresenta fin dalla sua nascita la storia e l’anima di Venezia. Per l’occasione, Poste Italiane ha creato un annullo filatelico ad hoc che verrà presentato nel corso della serata.

 

Fonte: Adnkronos

 

Spazzatura, energia e comunicazione

L’energia è il tema nodale del nostro tempo. Tra le risorse di cui necessita uno stato, le fonti energetiche sono sicuramente le più bramate dai paesi ricchi, che di anno in anno si ritrovano ad affrontare più o meno responsabilmente il problema. Scegliere una fonte rinnovabile è sempre un rischio, poiché non tutte sono in grado di ovviare a problemi che molti anni di ricerche e sviluppo sui combustibili fossili hanno già risolto. Tra le più quotate per un più ampio utilizzo nell’immediato futuro sembrano infatti esserci quelle che possono essere impiegate analogamente ai combustibili tuttora in uso.
Ma questi non sono gli unici ostacoli per la diffusione di una nuova energia. Prendiamo i biocarburanti, per esempio. Ricavati dalle biomasse, possono essere sostituiti alla benzina per l’utilizzo di un motore endotermico, tanto per citare l’annoso problema del trasporto motorizzato. E’ importante però ricordare che la produzione di biomasse non sempre è semplice, può comportare sprechi eticamente discutibili e l’estrazione di biocarburanti molto probabilmente non sarebbe fatta con energie pulite. Quest’ultimo problema non crea il maggiore ostacolo, dato che chiaramente anche la benzina “verde” viene prodotta con un processo che porta inquinamento. Per risolvere il problema della reperibilità della materia prima invece, si può guardare alla fonte più logica: la spazzatura. Ogni giorno tonnellate e tonnellate di scarti organici saturano le nostre discariche. Forse non tutta questa spazzatura potrebbe essere utilizzata per produrre questo tipo di carburanti, ma con un attenta selezione si potrebbero avere biomasse senza dover coltivare appositamente piante da riconvertire subito in fonte energetica. L’attenzione si sposta quindi sulla raccolta e la reperibilità. Per esempio, come si può spronare la gente a raccogliere più accuratamente i materiali in modo che siano nuovamente una ricchezza e non un fastidioso surplus? Lo studio Ahha Project offre una possibile soluzione, molto semplice. Il progetto “Energy from the biomass”, un sacchetto per la raccolta dell’organico. Questo oggetto, costruito in PLA biodegradabile, porta su di se un messaggio molto più chiaro al consumatore di quanto possano essere molti slogan. Stampati sul sacchetto, ci sono diversi esempi di cosa potrebbe fare l’energia estratta da quella quantità di biomassa. Si può scoprire, ad esempio, che il contenuto di un solo sacchetto potrebbe fare percorrere 10 chilometri a una macchina, tenere in funzione il frigorifero per 200 ore, ricaricare la batteria di un cellulare per 300 volte o fornire energia a un lettore mp3 per 12.000 ore di musica. Il vantaggio può essere percepito immediatamente: un sacchetto di spazzatura può permettere a una persona di viaggiare per 10 chilometri senza spendere in benzina. Se si pensa all’enorme quantità di rifiuti che si accumula continuamente in cucina, questo porterebbe a un risparmio enorme. Eppure ad oggi, esclusa la raccolta differenziata porta a porta, in Italia solo il 20% circa dei rifiuti di questo tipo finisce in contenitori dedicati all’organico. Questo perché per molte persone è scomodo o non conveniente impiegare del tempo in una raccolta differenziata scrupolosa. La chiave per la soluzione nel problema può essere quindi la comunicazione data da un oggetto di uso comune, che può improvvisamente suggerirci che un sacchetto di spazzatura potrebbe in realtà fornire l’energia per radersi 10.000 volte o per spremere il succo di 20.000 limoni.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile



“Natura è cultura”, la filosofia di Floracult

A Roma dal 13  al 15 maggiopresso l’azienda agricola I Casali del Pino,  174 ettari di campagna a pochi chilometri dal centro,  si terrà la seconda edizione di Floracult, mostra mercato florovivaistica .

La manifestazione è  nata dall’incontro tra Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola di un’azienda  convertita al biologico e creativa con la passione del riciclo e riuso, e Antonella Fornai, designer di giardini, o “giardiniera” come ama definirsi, oltre che curatrice di mostre florovivaistiche di successo. I Casali del Pino, con i vecchi casali oggi in ristrutturazione, sono il luogo ideale dove trascorrere una giornata immersi nel verde di una campagna romana ancora intatta all’interno del Parco di Veio. Natura è cultura. Questa è la filosofia di FLORACULT.

Salvaguardia ambientale, sostenibilità, passione per il verde, tutto quello che ruota intorno ad una visione culturale della natura rientra negli obiettivi della fiera.

Floracult privilegia la qualità e l’innovazione, offrendo ad un pubblico non necessariamente esperto la possibilità di scoprire,  ritrovare o far conoscere meglio – grazie ai consigli dei vivaisti – specie vegetali interessanti per le loro qualità estetiche, botaniche o decorative. Tre giorni per poter scegliere e acquistare piante per il proprio giardino o terrazzo, alberi, arbusti, bulbi e fioriture selezionati con una grande cura da più di 100 vivaisti-produttori.

Oltre ad essere un luogo di incontro e di divulgazione unico tra specialisti, amanti o futuri cultori del verde, l’evento offre la possibilità di approfondire temi come il riciclo riuso di materiali, l’artigianato e le arti visive legati alla natura, l’editoria che si occupa di piante,ecologia, architettura ambientale.

Tante le novità di quest’anno: collezioni di rose botaniche e rose antiche, piante spontanee della costiera amalfitana, 30 varietà di gelsomino, nuove varietà di piante rampicanti, frutti antichi dalla Sicilia, piante succulente esotiche, le più raffinate varietà di agrumi, bulbi da tutto il mondo e il più grande collezionista di salvie con oltre 400 varietà in catalogo.

Paolo Pejrone sarà l’ospite d’onore di questa seconda edizione, aprirà la manifestazione venerdì alle ore 12.00 con una conversazione dal titolo “Un bel giardino è senza veleni”. Molti vivaisti inoltre porteranno piante da giardino e da terrazzo adatte ad attirare le farfalle che in Europa, a causa dei pesticidi, stanno quasi scomparendo.  Si potrà anche ammirare il suggestivo spettacolo offerto dall’installazione  “La Stanza delle farfalle”, un cubo che ospita farfalle vive dai colori esotici. Guido  Giubbini esporrà la sua collezione privata di circa 1.000 esemplari.  Gianumberto Accinelli e Giorgio Sandrolini presenteranno il libro “Il giardino delle farfalle”. Gli autori incontreranno Lauro Marchetti, Direttore e Curatore dei Giardini di Ninfa, il più bell’esempio in Italia di “giardino inglese” dove è stato realizzato un fantastico giardino pieno di farfalle.

Si parlerà anche di ecologia urbana e di Compost, un concime naturale così importante, facile da fare, ma ancora così poco praticato; ci sarà l’occasione di imparare a farlo in collaborazione con l’AMA (Azienda Municipalizzata Ambiente). All’interno della fiera, un’area recintata verrà infatti  utilizzata per la dimostrazione pratica di come si ottiene il Compost.

Ci sarà anche Paola Maugeri, che presenterà “La mia vita a  impatto zero”, l’esperienza  di una giornalista ambientalista in una città complessa come Milano che insegnerà a costruire in casa una compostiera per terrazzo.

Anche quest’anno RE(f)USE, lo spazio di Carmina Campus che propone moda e design realizzati con materiali  di riciclo, partecipa a FloraCult portando la sua filosofia legata al riuso creativo. Oltre agli accessori e ai mobili di Carmina Campus RE(f)USE presenterà i lavori di Serve Van de Put, scultore belga che recupera vecchi pneumatici e copertoni per costruire figure di uomini, animali e oggetti. Artista autodidatta, con esperienze nel campo della pubblicità, della modellistica e della decorazione, Van de Put è un eccellente disegnatore capace di dare massa e volume alle sue sculture, come il colossale elefante installato nelle acque della laguna di Venezia durante la biennale del 2009.  Esaurita la sua originaria destinazione d’uso, la gomma diventa un rifiuto della civiltà industriale, ma Van de Put, con l’ausilio di strumenti come taglierini, viti e chiodi, ne fa materiale per oggetti carichi di significati etici ed estetici. L’immediatezza dei suoi lavori è la conseguenza di un atteggiamento fondamentalmente orizzontale e aperto nei confronti della platea a cui ama rivolgersi, ben più ampia di quella costituita dai soli addetti ai lavori.

 

Faranno da protagonista anche i libri, gli incontri e i dibattiti: sarà possibile il confronto con esperti del   verde, entomologi, scrittori, personaggi famosi con il pollice verde: Giorgio Celli, il più famoso entomologo italiano presenterà il suo libro “Le piante non sono angeli. Astuzie, sesso e inganni del mondo vegetale”. Sarà presente anche Serena Dandini, appassionata di giardinaggio, che presenterà in anteprima il suo libro “Dai diamanti non nasce niente”, storie di vita giardiniera, riflessioni personali e ironiche sul rapporto con la natura e con noi stessi da parte di un’appassionata giardiniera.

Federico Fazzuoli infine incontrerà i giovani imprenditori di Coldiretti che partecipano al concorso Oscar Green 2011, organizzato da Coldiretti Giovani Impresa per premiare le aziende agricole che hanno saputo costruire progetti di impresa sostenibili e competitivi.

Fonte: Green News

Ecolnet: la rete online dedicata all’ecoturismo

Favorirà lo scambio di informazioni e lo sviluppo di uno standard europeo.

Il Cts, il Centro turistico giovanile, ha dato annuncio dell’avvio di Ecolnet, un progetto europeo che si pone come obiettivo quello di creare, grazie alla cooperazione delle principali organizzazioni che si occupano di Ecoturismo, una rete in grado di favorire lo scambio di informazioni promuovendo lo sviluppo di uno standard europeo comune per questo settore che, negli ultimi, anni ha conosciuto un notevole incremento.

Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea per i prossimi tre anni, oltre all’Italia vede la partecipazione di Grecia, Germania, Olanda, Romania, Estonia, Regno Unito, Spagna e Finlandia. Per l’Italia oltre al Cts, che si occuperà nel nostro paese della realizzazione delle attività di progetto, vi è la presenza di Imaginary, azienda partner dell’Innovation Network del Politecnico di Milano, che metterà a punto gli strumenti informatici di auto-valutazione per le imprese eco-turistiche. Ma al progetto hanno aderito anche Wwf Italia, L’istituto per la certificazione etica e ambientale, Slow Tourism, Ecoworld Hotel, Agriturist, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Arp e le Aree protette di rilevanza nazionale e regionale.

Le attività previste dal progetto sono in sintesi: definizione degli indicatori e dei fabbisogni formativi per la valutazione on line; sviluppo di strumenti di valutazione online; sviluppo di metodi e contenuti e-learning per valutatori e imprese; test pilota sugli strumenti di formazione e valutazione online; revisione e pubblicazione degli strumenti di valutazione e dei pacchetti formativi online; creazione di una community di e-learning sugli standard di qualità eco-turistici.

 

Fonte: La Stampa

Iniziative: maggio in bicicletta contro lo stress

Una giornata speciale, per combattere lo stress in modo sano e alternativo, e per riscoprire il gusto di spostarsi nella propria città o per visitarne posti nuovi lasciandosi conquistare dal ritmo lento – non sempre – delle due ruote. La seconda domenica di maggio appuntamento con la Giornata nazionale della Bicicletta, voluta dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Anci e la Federazione ciclistica italiana.
In calendario l’8 maggio, l’iniziativa prende spunto dal Biciday celebrato lo scorso anno in via sperimentale in 1.400 comuni italiani e quest’anno coinvolge ancora tutto lo Stivale per un totale di oltre 780 chilometri di strade comunali che saranno chiuse al traffico e lasceranno spazio soltanto a un esercito festoso di biciclette. Una giornata legata a doppio filo alla ricorrenza speciale dei 150 anni dell’Unità d’Italia che animerà molti eventi organizzati a livello locale in luoghi cari alla storia del Risorgimento.
Un modo, spiega il Ministero, per sottolineare come una “mobilità alternativa ed ecocompatibile” possa essere effettivamente realizzabile e, perché no, anche per riappropriarsi di piazze, strade e ponti che troppo spesso sono invece “ostaggio” del traffico e dello smog. A stimolare le amministrazioni locali per organizzare attività e percorsi ad hoc c’è poi il Concorso Bicity, rivolto ai Comuni che destineranno alle bici il percorso più lungo rapportato alla popolazione residente, riservando ai ciclisti parti del centro storico o aree generalmente attraversate dal traffico tradizionale. Fra le iniziative partner della Giornata c’è inoltre la XII edizione di Bimbimbici, a cura della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Fiab Onlus, e alla quale oltre 220 città hanno già aderito. Testimonial di quest’anno la modella svedese Filippa Lagerbäck, mentre i più piccoli saranno impegnati oltre che sulle due ruote anche in un concorso nazionale di disegno sul tema: “In Bici con gli Amici: I miei compagni di pedali”.
Per gli appassionati del mezzo, la Fiab – insieme a Legambiente e Cittainbici – ha inoltre in serbo anche un’altra iniziativa, tanto per allenarsi in vista della Giornata nazionale della Bicicletta. È il Giretto d’Italia, in calendario il 3 maggio, il primo campionato nazionale della ciclabilità urbana che assegnerà una maglia rosa sui generis a quei Comuni dove la bicicletta è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti e dove perciò in un giorno infrasettimanale si conteranno più ciclisti in circolazione. A sfidarsi quest’anno sono 27 città, tra cui Torino, Venezia, Firenze, Bolzano, Padova e Ferrara.

Fonte: Ansa

Fao: parte collaborazione salva-foreste Mediterraneo

Al via una nuova partnership per salvare le foreste dalle sfide poste dal cambiamento climatico nel Mediterraneo. La collaborazione, riferisce la Fao, coinvolge 12 tra istituzioni e organizzazioni (tra cui la stessa Fao) ed e’ stata annunciata nell’incontro sulla Foresta Mediterranea che si chiude oggi in Francia, ad Avignone.
Secondo Eduardo Rojas-Briales, vicedirettore generale del dipartimento foreste della Fao, questo nuovo patto per le foreste nel Mediterraneo contribuira’ a sollevare l’attenzione sulla ricchezza delle funzioni vitali che esse forniscono ai loro abitanti, tra cui la protezione del suolo e dell’acqua,la valorizzazione del territorio, il sequestramento dell’anidride carbonica e la conservazione della biodiversita. La partnership, che mira ad integrare le politiche e gli investimenti a livello nazionale in modo da adattare le foreste al cambiamento climatico, riguardera’ principalmente sei Paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale: Marocco, Algeria, Tunisia, Siria, Libano e Turchia. Il bacino del Mediterraneo, ricorda la Fao, perde ogni anno tra 0,7 e 1 milione di ettari di foreste a causa degli incendi, pari a una perdita economica di circa 1 miliardo di euro. Il caldo e l’aumento della siccita’ sono proprio le principali minacce (oltre a espansione agricola, turismo, sviluppo urbano) che le foreste devono fronteggiare nell’area del Mediterraneo, considerata un ‘hot spot’ climatico. La superficie forestale totale mediterranea e’ di 73 milioni di ettari, cioe’ l’8,5% della superficie totale terrestre.

Fonte: Ansa

Riciclo: con Esosport più di 45mila sneakers recuperate

Ricordate il progetto Esosport per riciclare le scarpe da ginnastica? A distanza di un anno dal lancio dell’iniziativa ‘Recycle you shoes. Repare your way’ sono oltre quarantacinquemila le sneakers tolte alla discarica (45590 al momento della redazione di questo articolo, come si può leggere dal contatore presente sul sito) trasformate in gomma per parco giochi o materiale per il fondo di piste di atletica.
La bella iniziativa voluta dal gruppo Eso srl, di cui anche noi vi avevamo parlato 12 mesi fa, ha avuto un successo quasi insperato con l’attivazione di oltre 1000 box di raccolta dislocati in tutta la penisola che hanno permesso di dare una seconda vita a migliaia di calzature che sarebbero altrimenti finite nel solito bidone. A sciorinare fiero i dati del progetto di riciclaggio delle scarpe da ginnastica è Gianluca Poddighe di Esosport che, in un’intervista all’Adnkronos Salute, spiega la nuova destinazione dei materiali recuperati: La gomma diventerà fondo per piste di atletica o base per parchi giochi. La tomaia sintetica darà vita all’interno dei palloni da calcio.
Compagne di tanta fatica ma anche di tanta soddisfazione, le vecchie scarpe sportive non meritano di finire nel cassonetto dei rifiuti indifferenziati, anche perché hanno ancora tanto da dare. Se è vero, infatti, che, come raccomandano gli esperti, correre, giocare a tennis o fare ginnastica con calzature dal fondo usurato può provocare infiammazioni al tendine rotuleo, stiramenti e dolori muscolari, è altrettanto vero che troppo spesso si gettano via con non curanza sneakers ancora utilizzabili.
E’ stato stimato che per tutelare la salute dell’atleta, ma anche dell’ambiente, ad esempio, un paio di calzature da corsa andrebbero cambiate dopo aver “percorso 600-700 chilometri”. Questo vale, ovviamente per chi corre in maniera amatoriale perché i professionisti possono arrivare a ‘distruggere’ durante stagione delle gare anche 12 paia di scarpe l’anno, anche se tali parametri variano molto in base alle caratteristiche fisiche dell’atleta e alla frequenza degli allenamenti.
E allora, quando è il momento giusto di cambiare un paio di scarpe da ginnastica? La cosa più sensata è affidarsi al buon senso e ai propri occhi: Se si osserva un logoramento interno ed esterno della suola, è ora di dire addio alle calzature e prenderne un altro paio, spega Fulvio Massini, training. Una volta stabilito che è ora di dire addio alle fedeli alleate di tante “battaglie”, cosa fare? Cercare la Eso Sport Box più vicino a casa propria, dislocate per lo più nei migliori negozi di articoli sportivi, supermercati e palestre – qui la mappa con tutti i punti di raccolta – , inserirle nell’apposita “bag” e dare avvio così al loro riciclo. Comodo no?

Fonte: GreenMe

Vivitalia: da Legambiente, per un turismo più sostenibile

Si chiama Vivilitalia, la società di Legambiente nata il 14 marzo 2011 per la valorizzazione del Belpaese che mette a servizio d’istituzioni, enti locali e privati l’esperienza dell’associazione e la conoscenza del territorio per sviluppare un turismo sostenibile attento alle realtà più piccole d’Italia. 
Vivilitalia si avvarrà dell’esperienza e competenza di altri due prestigiosi partner come SL&A, società che opera da 20 anni su ospitalità e turismo, accessibilità, ambiente, imprese ed economie locali e Extra, agenzia di comunicazione che propone percorsi di comunicazione integrati, originali e mai standardizzati.
Vivilitalia è presieduta da Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente. Giornalista pubblicista è stato per anni alla guida del settore Mare di Legambiente, si è occupato di Parchi e Aree Marine Protette, ha curato pubblicazioni come la Guida Blu, in collaborazione con il Touring Club e nel mondo ambientalista ha collaborato con le più importanti istituzioni italiane.
Vogliamo mettere a disposizione di amministratori locali e privati l’esperienza che abbiamo accumulato in questi anni nei territori della Piccola grande Italia – ha dichiaratoSebastiano Venneri-. Si tratta di luoghi marginali e spesso poco conosciuti, ma che hanno le caratteristiche per affermarsi nel panorama nazionale e internazionale come mete turistiche d’eccellenza e di qualità. Il turismo ambientale, sottolinea Legambiente, è oggi uno dei pochi settori turistici in forte ascesa sul quale si può puntare per scongiurare fenomeni di abbandono e marginalità di certe aree dove invece è possibile creare con efficacia microeconomie che assicurino futuro alla popolazione. I moltissimi piccoli comuni d’Italia, le Aree Protette e i Parchi, con i quali collaboriamo da anni – ha conclusoVenneri – sono i custodi di grandi tradizioni, eccellenze, qualità e bellezza, ma per apprezzarli vanno prima di tutto conosciuti e organizzati di conseguenza con competenze e professionalità adeguate. Vivilitalia lavorerà per questo.

Fonte: GreenNews

Edifici efficienti: dall’UE un progetto che coinvolge i Comuni

La Direzione Generale Energia della Commissione europea propone ai Comuni europei un progetto per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, finanziato attraverso la Banca europea per gli investimenti (Bei). Lo ha spiegato Antonello Pezzini, rappresentante di Confindustria in Europa e Consigliere Cese (Comitato economico e sociale europeo), durante il seminario internazionale sulla direttiva 2010/31/CE (leggi qui) che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano.
Spagna, Italia, Germania – ha detto Pezzini - potrebbero partecipare con un opportuno progetto al Pic (competitive innovation programme) che ha i finanziamenti per sostenerlo. La Dg Energia, invece, triangolando con la Bei mediante il poderoso strumento del Patto dei sindaci, propone ai comuni di diventare soci dell’Europa per mettere a regime soprattutto gli edifici pubblici, attraverso un piano d’azione che preveda un finanziamento da parte della Bei e la restituzione del prestito in vent’anni, con un tasso di interesse 10-15 basic point sotto l’euribor a sei mesi.

I criteri per l’applicazione della nuova direttiva
Nel corso del seminario, focalizzato sullo stato dell’applicazione della nuova direttiva 2010/31/CE (sulla prestazione energetica degli edifici) nei diversi Paesi dell’Unione Europea e nelle differenti regioni italiane, sono stati illustrati i criteri da seguire per giungere nel giugno 2011 all’adozione della direttiva “EPBD recast”, al suo recepimento entro il luglio 2012 e alla sua applicazione tra gennaio e giugno 2013. Se si vorrà raggiungere l’obiettivo del 2020 – ha sottolineato Emmanul Cabau, rappresentante della Dg Energia Ue – bisognerà tener conto di tutte le forme di energia, non solo rinnovabili, e bilanciare il costo degli investimenti e il costo di manutenzione, per raggiungere il costo netto di efficacia energetica secondo la metodologia già applicata nell’ecodesign.

Direttiva sull’Eco-label e Direttiva sulle fonti rinnovabili
Dunque, i contenuti della direttiva 2010/31/CE andranno coniugati con quelli della direttiva 2010/30/CE sull’eco-label. L’Italia – ha spiegato Pezzini – dovrà normare entro l’anno prossimo, recependo tutti i contenuti della progettazione ecocompatibile, e considerando fondamentale nella assegnazione di un appalto il consumo energetico dell’edificio e le scelte adottate per la produzione degli impianti. Si tratta, ha aggiunto, di una rivoluzione dei criteri di valutazione, che avanza affrontando con la direttiva 2009/28/CE il tema del risparmio di energia da fonti rinnovabili, e introduce l’aerotermia come nuova fonte applicabile per il recupero termico (25-28%) attraverso l’uso di pompe di calore a bassa entalpia.

Ricerca su nuovi materiali
Pezzini ha inoltre ricordato che la DG Ricerca & Innovazione della Commissione europea ha a disposizione 2 miliardi di euro per sperimentare nuovi materiali per avere una trasmittanza su una parete verticale opaca comparabile con il risparmio energetico. Inoltre, l’Eie (Energia intelligente per l’Europa) propone con vari bandi centri di studio sull’omogeneità di calcolo per l’efficienza energetica degli edifici.

Fonte: Casa&Clima

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