Archivio della categoria ‘PAESAGGISTICA’

A Parigi spunta un giardino sugli Champs-Elysées

Dal 22 maggio fino al 24 maggio gli Champs-Élysées, la principale arteria della capitale francese, abitualmente teatro di manifestazioni o parate militari, è stata trasformata in un immenso giardino, lungo 1 km, con tanto di colture e animali di fattoria che pascolavano sotto l’Arco di Trionfo: 150 piante; 650 alberi; 8000 orti in cassetta; 11 alberi giovani; 150mila piante giovani. I parigini hanno evidentemente apprezzato e sono affluiti in massa nel centro città per partecipare all’evento. Obiettivo della manifestazione è quello di “sensibilizzare” i cittadini ai valori della natura, di sottolineare l’importanza della biodiversità e di far conoscere il “lavoro” del mondo agricolo francese.

Fonte: Liquida; MtvNews

Benvenuti ad Hackney City Farm!

Questo piccolo paradiso – oltre 60mila visitatori l’anno -  si chiama Hackney City Farm, non si trova in una sperduta campagna della brughiera inglese, ma nel cuore di Londra all’interno di Haggerstone Park. Fino a venticinque anni fa era una fabbrica di birra e ora è il simbolo verde della zona Est della città dove da qualche anno si vedono fiorire creatività e mode, dove la riqualificazione urbana ha lasciato spazio anche a stili di vita alternativi che hanno fatto lievitare i prezzi degli appartamenti del 20% negli ultimi tre anni.

Nei weekend di primavera le strade di Hackney si animano di famiglie in bicicletta, il piccolo ristorante all’interno della fattoria, Frizzante Café, è gestito da italiani: ottimi piatti mediterranei a base di prodotti biologici provenienti direttamente dall’orto. Tutto quello che scartano cercano di riciclarlo: gli avanzi di cibo diventano pastone per i maiali, l’olio da cucina viene trasformato in biodiesel per alimentare i macchinari della fattoria. Hanno attivato un programma di sensibilizzazione della comunità locale per la riduzione delle emissioni di carbonio, si vantano di aver già ridotto il proprio impatto ambientale del 30% nel 2009, e ora si propongono di abbassarlo ulteriormente con piccoli accorgimenti come la sostituzione della vecchia caldaia con fonti rinnovabili. Hanno un programma di assistenza per i rifugiati politici e per i richiedenti asilo, e una grande attenzione rivolta ai bambini e a sistemi di educazione attraverso il contatto con i prodotti della terra e le attività pratiche.

Il 72% dei londinesi, secondo una recente indagine, si dichiara sensibile ai problemi ambientali e vuole che questa non sia più considerata una delle città più inquinanti d’Europa. A partire da zone come Hackney e dal coinvolgimento dei cittadini, Londra ha iniziato un lungo percorso per dissipare il suo antico “smoke”: la prima tappa e primi conti si faranno presto, con le Olimpiadi 2012.

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L’importanza del verde in città!!!

Il verde urbano, sia pubblico che privato, è uno degli elementi più necessari per il benessere dell’uomo. Le città, negli ultimi cinquant’anni, sono state sottoposte ad una notevole espansione urbanistica e, in rapporto, gli spazi verdi previsti da destinare a vegetazione, sono rimasti spesso nelle previsioni, cedendo il passo ad uno sviluppo abitativo sfrenato ed approssimativo, con la conseguenziale ridotta attenzione per la qualità della vita. I segni più evidenti sono congestione urbana, inquinamento atmosferico ed acustico, paesaggi privi di armonia e di equilibrio. Da qualche tempo, per via di una crescente sensibilità, in sede di sviluppi e nuove progettazioni strutturali ed infrastrutturali, si pone molta attenzione alle problematiche connesse alle tematiche ed agli impatti ambientali. Ogni opera è studiata alla presenza di molteplici e diverse figure, dall’ingegnere, all’architetto, all’agronomo, al biolgogo ed al paesaggista che, di concerto, sviluppano le migliori strategie, nella piena condivisione e rispetto delle peculiarità paesaggistiche del luogo, oltre che la salvaguardia della salute ed il benessere dell’uomo. Ultimamente si parla molto di forestazione urbana, che consiste nella riqualificazione di spazi urbani, ove dare origine a delle piccole oasi verdi e, quando ciò è possibile, ad un sistema interconnesso di aree naturali. Non necessariamente realizzazione di parchi, ma spazi verdi fruibili, che servono a garantire degli ecosistemi collegati alla rete ecologica del territorio rurale. Interventi mirati alla ricostruzione di habitat naturali per talune specie vegetali, favorendo anche l’inurbamento di animali, in particolar modo selvatici.. Non dimentichiamo, infatti, che la città è un ecosistema dinamico ed eterogeneo, un particolare habitat, che consente la sopravvivenza della biodiversità. Si è dato vita, in molte città, ad importanti esperienze di riqualificazione di ambiti urbani con il recupero di tratti fluviali o spazi degradati, dove sono stati realizzati dei canali verdi o parchi, indispensabili a favorire il ricambio dell’aria. Non si sottovaluta più l’importanza che riveste il verde urbano!! E’ un fattore indispensabile in misura decisiva!! Le aree verdi, alberature stradali, terreni agricoli e spazi aperti in generale, costituiscono un elemento fondamentale e garantista della qualità della vita nelle città. Le piante con le loro foglie, infatti, sono capaci di catturare ed assorbire le polveri sottili, filtrandole naturalmente. Delle vere e proprie aspirapolveri!! Le cinture verdi, come le siepi o aiuole spartitraffico, proteggono la popolazione dalla maggior parte delle emissioni nocive. E’ ovvio che come qualsiasi aspirapolvere non va sovraccaricata, poiché l’accumulo di sostanze nocive può danneggiare le funzioni vitali delle piante e impedire il processo di fotosintesi e di ricambio di ossigeno, pertanto, il problema bisogna cercare sempre di risolverlo alla fonte, con il contenimento di emissioni. La vegetazione negli spazi urbani, oltre alla produzione di ossigeno ed alla riduzione dei livelli di rumore, svolge la funzione di regolazione del microclima....Infatti gli alberi creano ombra, favoriscono la ventilazione d’estate e proteggono dai venti in inverno. Anche un semplice prato è utile a ridurre il calore nelle giornate molto calde, poiché assorbe le radiazioni solari. Una corretta progettazione e giusta manutenzione del verde contribuisce ad innalzare il valore estetico-ornamentale delle città.. oltre alla funzione sociale con spazi ricreativi ed educativi, percorsi paesaggistico-naturali, passeggiate, sport e quant’altro. Rappresenta un’occasione educativa ed istruttiva, un contatto immediato con la natura e, soprattutto, benessere e qualità della vita in città!!!

Fonte: articolando.net

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Acidificazione oceani minaccia sopravvivenza di Nemo

Le variazioni climatiche minacciano Nemo.

Il famosissimo pesce pagliaccio, splendido protagonista di un film d’animazione della Pixar Animation e della Walt Disney, potrebbe scomparire a causa della crescente acidificazione degli oceani. Secondo uno studio dell’Università di Bristol, di cui oggi dà notizia l’Independent, l’aumento del livello di acidità delle acque oceaniche influisce sulle capacità uditive dei pesciolini a strisce bianco-arancioni, soprattutto di quelli in tenera età, che diventano così facile preda dei barracuda o di altri pesci predatori.

In base ai risultati degli esperimenti, Nemo e altri pesci di specie simili, diventeranno sordi quando l’acidità degli oceani raggiungerà una percentuale tale (a metà di questo secolo) da interferire con l’abilità di questi pesci di percepire le vibrazioni nell’acqua causate dall’avvicinarsi dei predatori.

Gli scienziati hanno dimostrato che la capacità uditiva dei pesci può venir compromessa da alte concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera, che causa l’acidificazione degli oceani e quindi influisce la capacità delle creature marine di sviluppare le cartilagini del labirinto osseo.

 

Fonte: La Stampa

Occhi puntati sui monumenti a rischio della bella Sicilia

Il patrimonio culturale rappresenta per l’Italia una risorsa straordinaria, l’unico vero, irriproducibile “valore aggiunto”.

Non è facile stimare la consistenza dei Beni culturali, dei siti museali, archeologici, storici e artistici presenti sul nostro territorio. L’Italia, infatti, conserva su di sé le tracce di una storia millenaria, segnata da una continuità temporale e da una ricchezza spaziale senza confronti.

Attraverso SOS Heritage di Salvalarte Sicilia, Legambiente lancia la campagna di sensibilizzazione per la valorizzazione e tutela dei luoghi e dei siti culturali “a rischio” del Bel Paese. “Da dieci anni – dichiara Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia – ci occupiamo, con la campagna Salvalarte, dei beni e monumenti a rischio nella nostra isola. Abbiamo stilato una prima black list dei monumenti che corrono i maggiori rischi, ma vogliamo coinvolgere i cittadini per renderli protagonisti, per partecipare in prima persona alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale”.
Per farlo basta scattare una foto al bene ed inviarlo, con un breve testo di 8 righe, all’indirizzosalvalartesicilia@libero.it. Le foto saranno, quindi, pubblicate sul sito www.salvalartesicilia.it

Nella nostra lista, non a caso, abbiamo inserito al primo posto il teatro greco – romano di Taormina, uno dei siti più conosciuti e visitati in Sicilia. Ebbene, è dal 2004 che è stato lanciato l’allarme, che si è a conoscenza del grave rischio che corre il teatro, oggetto di numerosi studi, ma non è stato fatto nulla. Proprio nel 2004 è stata stilata la Carta di Siracusa per la salvaguardia dei teatri antichi, ma, ad oggi, è rimasta lettera morta.. E ancora un’altra battaglia che da anni conduciamo è quella per Villa Napoli a Palermo, sospesa in un sorta di limbo fra rimpalli di vari assessorati della Regione siciliana, con la conseguenza del suo inesorabile disfacimento”.

Di seguito la black list con i primi dieci siti:

1. TEATRO GRECO-ROMANO (Taormina, ME).

E’ per vastità il secondo dei teatri classici di Sicilia (dopo quello di Siracusa), con un diametro massimo di 109 metri: costruito in epoca ellenistica, mediante lo spianamento della cima del colle, fu ampliato o quasi interamente rifatto dai romani. E’ il sito culturale più visitato della Sicilia (circa 500mila presenze). Come se non bastasse la pressione antropica, ospita più volte all’anno spettacoli, che, con le strutture provvisorie e gli eccessivi livelli delle amplificazioni, aggravano i numerosi degradi causati da errati interventi di restauro più accentuati nel portico superiore e nella galleria inferiore.

2. CATTEDRALE DI SAN GELARDO (Agrigento).

Edificata dai Normanni che dopo aver conquistato la Sicilia si occuparono anche della riorganizzazione religiosa. La sua mole imponente domina il vasto panorama circostante, ben visibile sia dal mare che dall’entroterra, ma il luogo ove è stata costruita è un blocco calcarenitico poco profondo, che poggia su un costone argilloso e quindi poco stabile, suscettibile sempre di scivolamenti a valle. Ciò ha provocato nel corso dei secoli problemi all’edificio, sempre bisognoso di continui ingenti costosi restauri. E’ chiusa al culto da alcuni anni.

3. PALAZZO DELLO SCIBENE (Palermo).

Di origine incerta: probabilmente araba e poi modificato durante il regno di Ruggero II (prima metà del XII secolo). Gli scarsi e degradati resti rimasti sono ormai poco leggibili, anche perché parte del palazzo è stato inglobato dalle case adiacenti. Oggi non rimane più niente del vasto giardino e del bacino d’acqua adiacente. E’ di proprietà privata e si spera, da molti anni, in un efficace restauro che possa salvarlo dall’incuria. Non ha nessun vincolo di tutela.

4. SELINUNTE, TEMPIO (Castelvetrano, TP).

Fondata dai Greci di Megara Hyblaea nel 650 a. C., fu distrutta nel 409 a. C. dai Cartaginesi alleati di Segesta. E’ considerata la più grande area archeologica d’Europa. Un numero imprecisato di templi, tra i quali il Tempio E, dedicato a Era. Molte delle sue colonne, cadute per un terremoto, furono rimesse al loro posto negli anni Cinquanta utilizzando ferro e cemento, che adesso stanno cedendo facendo crollare le strutture. Buona parte del Tempio è stata transennata e non è più visitabile.

5. KAMARINA, (Santa Croce Camarina, RG).

Fondata dai Greci di Siracusa nel VI secolo a. C., fu distrutta e ricostruita diverse volte. Il perimetro delle mura che circondavano la città era di ben 7 chilometri. Il recente completamento del porto di Scoglitti ha cambiato notevolmente l’andamento delle correnti marine. Il loro distruttivo effetto sta seriamente minacciando l’integrità del promontorio sul quale è sorta l’antica città. Una parte delle mura è già crollata in mare, mentre gli scavi non sono più protetti visto che le provvisorie e precarie coperture in tubi dalmine e onduline sono quasi del tutto distrutte.

6. TORRE DI ISOLA DELLE FEMMINE (Isola delle Femmine, PA).

Torre di avvistamento costruita alla fine del XVI secolo su progetto dell’architetto toscano Camillo Camilliani. Versa in uno stato di fortissimo degrado, con molte delle sue parti crollate.

7. SOFFITTO LIGNEO DELLO STERI (Palermo).

Datato tra il 1377 e il 1380, rappresenta un documento di grandissimo valore storico, artistico e etnoantropologico, realizzato da “mastri” e artisti siciliani. E’ un originale foglio di cronaca che “fotografa” con meticolosità i particolari della società del tempo. Il soffitto è da tempo violentemente attaccato dalle termiti. Le infestazioni appaiono molto diffuse e interessano sia le travi che i pannelli decorativi che le ricoprono e sia i lacunari tra le travi.

8. EX FORNACE PENNA (contrada Sampieri – Scicli, RG).

E’ un monumento di archeologia industriale, realizzata tra il 1909 ed il 1912. Lo stabilimento (attivo fino al 1924) produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei: gran parte di Tripoli (Libia), dopo la guerra del 1911, fu costruita con le sue produzioni. Negli ultimi anni, grazie anche al fascino delle sue rovine, è stata utilizzata come set cinematografico. Adesso attende un suo destino.

9. VILLA NAPOLI (Palermo).

Una delle tantissime ville settecentesche costruite in quella che era la Conca d’Oro, oggi inghiottita dall’esasperata espansione urbanistica. Di proprietà della Regione Siciliana, che dopo un primo intervento di restauro è riuscita a lasciarla al degrado e all’incuria, abbandonando anche il giardino che la circonda. Senza più custodia è stata più volte saccheggiata. Posta di recente sotto sequestro dall’Autorità giudiziaria.

10. POGGIOREALE, RUDERI DELL’ANTICO PAESE (Poggioreale, TP).

L’impianto urbanistico dell’abitato, comune ai centri neofeudali, è a scacchiera disposto secondo un asse principale lungo il quale si allineano i brani delle superstiti facciate delle abitazioni patrizie, sopravvissute al sisma del gennaio 1968 che investi tutta la Valle del Belìce. A seguito dell’evento calamitoso il paese venne integralmente trasferito in nuovo sito, essendo dichiarate le abitazioni tutte inagibili. Oggi, l’antico paese si presenta come una città fantasma; un luogo che ha perso la propria identità civica e su cui impera la presenza inquietante e magnifica del sisma. Dopo più di 40 anni si sta inesorabilmente sbriciolando, portandosi dietro una parte importantissima della nostra memoria.

 

Fonte: Architetti.info

 

Livello oceani: salirà di un metro entro 2100

Primo rapporto commissione clima governo australiano.

Il livello degli oceani salirà du un metro entro il 2100 a causa del riscaldamento globale, rischiando di moltiplicare le inondazioni catastrofiche nelle regioni costiere del mondo. Sono le conclusioni del primo rapporto della commissione clima del governo australiano, secondo la quale le prove del riscaldamento globale sono ormai incontrovertibili e l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato. Basato sui dati più recenti, lo studio afferma che le emissioni di gas serra sono senza dubbio responsabili dell’aumento delle temperature, del riscaldamento degli oceani e della salita dei mari. “Penso che l’aumento medio del livello dei mari nel 2100 rispetto al 1990 sarà tra 50 centimetri e un metro” scrive nell’introduzione della ricerca il professor Will Steffen, responsabile della commissione. Secondo l’esperto la sua previsione, superiore a quelle formulata nel 2007 dagli scienziati Onu dell’Ipcc (80 centimetri) non è in contraddizione con quest’ultima dato che il panel Onu ammetteva la possibilità di una salita delle acque superiore. “Sono passati cinque anni, sappiamo di più del comportamento delle calotte glaciali. Abbiamo ottime informazioni sulla Groenlandia. Sappiamo che il ghiaccio si scioglie a ritmi crescenti” ha detto Steffen ai giornalisti. “Questo ci dice che dobbiamo tendere alla stima di un metro. E c’è chi sostiene che occorre andare oltre”. Il rapporto afferma che un aumento di 50 centimetri del livello del mare provocherebbe inondazioni estreme in città costiere dell’Australia come Sydney e Melbourne. Secosn Steffen catastrofi che oggi avvengono una volta ogni cento anni, potrebbero in futuro accadere ogni anno.

 

Fonte: La Stampa

Direttiva nitrati: è necessaria una proroga

Per applicare la direttiva nitrati occorre prima un aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei Piani di azione.

È questa la decisone alla quale è giunta la Conferenza Stato-Regioni che si è tenuta nei giorni scorsi, sollecitata dalle regioni dove sono più diffusi gli allevamenti e maggiormente interessate al problema: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Ora tutto si sposta a Bruxelles, dove il ministro dell’Agricoltura potrà presentare la posizione della Conferenza Stato-Regioni e chiedere una proroga in attesa che nuovi studi scientifici in corso consentano di definire limiti meno restrittivi di quelli attuali. Una valutazione positiva viene espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’iniziativa finalizzata a ridefinire le misure di mitigazione dell’impatto dei nitrati sulle acque, in funzione di una approfondita analisi sulle diverse origini delle fonti e delle ragioni dell’inquinamento da nitrati.

Viene quindi auspicato dalla Cia che l’iniziativa della Conferenza Stato-Regioni possa effettivamente portare, in tempi brevi, a una rigorosa designazione delle “aree vulnerabili ai nitrati”, a una ridefinizione del quadro normativo per la valorizzazione della sostanza organica ai fini agronomici ed energetici e per la semplificazione degli adempimenti tecnici e amministrativi per la gestione degli effluenti degli allevamenti.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Coldiretti secondo cui l’approvazione dello schema di accordo è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi made in Italy. “In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate – ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati”.

Fonte: Agrinews

Api impazziscono vicino a cellulare

Onde elettromagnetiche forse sono tra le causa di scomparsa degli insetti.

I segnali del cellulare fanno letteralmente ‘impazzire’ le api. Lo ha scoperto uno studio di Daniel Favre, un ex ricercatore dello Swiss Federal Institute of Technology, che ha piazzato un telefonino proprio sotto un’arnia per verificare l’effetto sullo sciame.

Durante l’esperimento, pubblicato dalla rivista Apidologie, l’esperto ha verificato le reazioni quando il telefono era in stand-by e quando invece era in funzione per una chiamata: nel secondo caso le api hanno iniziato ad emettere il tipico suono prodotto subito prima di sciamare, che e’ continuato fino a qualche minuto dopo il termine della telefonata. Le api, precisa Favre, fanno tutti i movimenti tipici di quando stanno per spiccare il volo, ma non decollano neanche se l’esposizione al segnale dura 20 ore: ”Questo disturbo dell’attivita’ delle api potrebbe avere conseguenze drammatiche – scrive il ricercatore – le onde elettromagnetiche potrebbero essere fra le cause della scomparsa delle api in tutto il mondo”.

Sui motivi della moria delle api che si registra nel mondo occidentale ci sono diverse teorie, che coinvolgono oltre che i cellulari anche la nuova generazione di pesticidi, la perdita dell’habitat naturale e un parassita letale per le colonie.

 

Fonte: Ansa

Legambiente: grattacieli in riva al mare e centri commerciali sulla spiaggia?

“Addio chioschetti e tradizionali stabilimenti. Al loro posto avremo centri commerciali, centri fitness e alberghi, negozi e appartamenti vista mare”. A lanciare l’allarme è Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente di fronte alle norme contenute nel dl Sviluppo 1 relative al diritto di superficie, sul quale Bruxelles ha chiesto all’Italia chiarimenti 2. Il provvedimento, dice Venneri, “è una vergogna”: “Per la prima volta si apre al condono degli edifici abusivi su terreni demaniali. E si potrà costruire sui trecento metri dal mare aggirando la Legge Galasso. Invitiamo i ministri Prestigiacomo e Galan a leggere attentamente il testo del decreto”.
Secondo Venneri, i modelli sono la Versilia, in Toscana, e Ostia, la spiaggia di Roma. “A rischio – dice il vicepresidente di Legambiente - ci sono le spiagge di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana”. Per quanto riguarda le regioni più tradizionalmente marine “rischiano il cemento con la trasformazione delle cabine in bungalow e poi in piccoli villaggi vacanze”. Le norme, spiega Venneri “non distinguono tra edifici che hanno una concessione e quelli abusivi, e si aprono così le porte al condono per centinaia di edifici e interi villaggi – come Triscina in Sicilia - costruiti in barba a qualsiasi legge”. E per il futuro, il dl Sviluppo apre le porte a una spaventosa devastazione del paesaggio costiero italiano 3″. “E’ incredibile – continua Venneri - che nel testo c’è scritto che nel demanio costiero ‘sulle aree inedificate l’ attività edilizia è consentita in regime di diritto di superficie e nel rispetto delle norme esistentì. Ma il Decreto, escludendo completamente il ministero dei Beni culturali dalla identificazione delle aree inedificabili e dalla concessione del diritto di superficie, di fatto apre le porte a nuovi edifici sulle spiagge“. Senza dimenticare che la norma relativa alla possibilità di costruire anche nella fascia dei trecento metri dalla battigia “trasformerà inevitabilmente il paesaggio costiero”.

Fonte: LaRepubblica

Coop, stop prodotti da foreste primarie

Deforestazione cancella ogni 3 secondi area pari a campo calcio.

ROMA – La deforestazione fa scomparire, secondo la Fao, ogni tre secondi l’equivalente di un campo di calcio, e in un decennio e’ andata distrutta una foresta grande come l’intero Egitto. Davanti a questa emergenza ambientale Coop si impegna, come annuncia in una nota, a non commercializzare prodotti fabbricati con legno provenienti da foreste primarie o da alberi a rischio di estinzione.

”Gia’ oggi – sottolinea la principale catena della grande distribuzione in Italia, con 12,9 milioni di euro di fatturato – con le nostre azioni sui prodotti a base carta salviamo ogni anno l’equivalente di oltre 500 campi di calcio. Il nostro obiettivo e’

raddoppiare il risultato alla fine della campagna contro la deforestazione”.

Entro la fine del 2011 – nell’ambito della campagna promossa in collaborazione con Greenpeace, Wwf e Legambiente – tutti i mobili da arredo interno ed esterno i 1.450 punti vendita della rete dei supermercati saranno prodotti con legno certificato Fsc o Tft. Mentre la carta utilizzata per la comunicazione (dai volantini alle riviste per i soci ai cataloghi) e’ gia’ in carta riciclata post consumo o certificata. E tutti i prodotti a marchio Coop a base carta sono realizzati secondo rigorosi standard di ecosostenibilita’ come Fsc o con cellulosa riciclata.

”Si tratta di una campagna di lungo raggio – conclude Vincenzo Tassinari, presidente Consiglio di Gestione di Coop Italia – che va avanti per tappe successive e arrivera’ fino al 2015. Ogni consumatore puo’ tramite un gesto quotidiano dare un contributo alla salvaguardia di boschi e foreste. E noi agiamo sui prodotti per parlare di foreste, ovvero di un importante capitolo del piu’ delicato problema dell’equilibrio ambientale, della difesa della biodiversita’ e anche dei cambiamenti climatici”.

 

Fonte: Ansa

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