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	<title>Prog,res</title>
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	<description>Progetto e Restauro</description>
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		<title>Una piscina galleggiante ripulirà la Moldava</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle menti degli architetti Lipensky e Kubna nasce la nuova oasi ricreativa di Praga. Piscina d’estate e pista di pattinaggio d’inverno (Rinnovabili.it) – Dopo anni di contaminazione nelle mani dell’industria pesante, la Moldava, il fiume più lungo della Repubblica Ceca, sta vivendo una sorta di rinascita sociale ed ambientale, riguadagnando lentamente il suo patrimonio naturale. Per accelerare la riconversione verde, una coppia di architetti di Praga, Ondrej Lipensky e Andrea Kubna, hanno deciso di elaborare un’originale proposta progettuale che potrebbe permettere di ripristinare lo stato di salute delle acque del Vltava creando al contempo un nuovo spazio ricreativo per gli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_piscina_di_praga.jpg" rel="lightbox[9704]" title="piscina-di-praga"><img class="alignleft size-medium wp-image-9705" title="piscina-di-praga" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_piscina_di_praga-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Dalle menti degli architetti Lipensky e Kubna nasce la nuova oasi ricreativa di Praga. Piscina d’estate e pista di pattinaggio d’inverno</p>
<p>(Rinnovabili.it) – Dopo anni di contaminazione nelle mani dell’industria pesante, la Moldava, il fiume più lungo della Repubblica Ceca, sta vivendo una sorta di rinascita sociale ed ambientale, riguadagnando lentamente il suo patrimonio naturale. Per accelerare la riconversione verde, una coppia di architetti di Praga, Ondrej Lipensky e Andrea Kubna, hanno deciso di elaborare un’originale proposta progettuale che potrebbe permettere di ripristinare lo stato di salute delle acque del Vltava creando al contempo un nuovo spazio ricreativo per gli abitanti della Città d’Oro.</p>
<p>L’idea è quella di realizzare una sorta di oasi galleggiante circolare che ospiti al suo interno una piscina nei mesi più caldi ed una pista per il pattinaggio in quelli più freddi; 900 m2 per oltre un metro e mezzo di profondità e una capacità massima di 300 persone, la piscina è stata pensata per sfruttare le stesse acque del fiume filtrate attraverso un sistema di membrane tessili poste sul fondo della struttura, in grado di eliminare odori, batteri e contaminanti. Il filtro fornirebbe acqua pulita agli ospiti della piscina e potrebbe anche contribuire a migliorare la qualità del canale stesso. L’oasi è stata disegnata per offrire nei mesi estivi anche una serie di servizi aggiuntivi come la sauna, le docce e gli spogliatoi, rigorosamente riscaldati sfruttando l’ambiente naturale e le condizioni climatiche.</p>
<p>Non mancano di certo i precedenti al progetto ceco. Prima ancora della +Pool newyorkese pensata per l’East River a Brooklyn, aveva fatto parlar di sé la famosa Piscine Josephine Baker realizzata nel 2006 su delle chiatte lungo la Senna e dotata anch’essa di sistemi di filtraggio simili a quelli previsti nel progetto Lipensky-Kubna.</p>
<p>Fonte:<a title="Ambiente Rinnovabili.it" href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/una-piscina-galleggiante-ripulira-la-moldava3316/" target="_blank">Ambiente Rinnovabili.it</a></p>
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		<title>In Spagna sboccia il “tulipano solare” che viene da Israele</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>

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		<description><![CDATA[Attende solo la messa in funzione la centrale termodinamica dimostrativa da 100 kWe di realizzata ad Almeria (Rinnovabili.it) – L’israeliana AORA Solar ha “piantato” un seme speciale nei dintorni del comune spagnolo di Almeria. Dopo sette mesi ne è spuntato fuori un tulipano giallo, dallo stelo lungo 35 metri. Si tratta dell’innovativo impianto solare termodinamico ibrido, seconda centrale elettrica di questo tipo dopo quella realizzata nel Kibbutz Samar. Il sistema in questione, spiega AORA, è progettato per richiedere meno terra e meno acqua, ed è in grado di funzionare mentre la produzione di energia e calore più usabile rispetto ad...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_tulipanp_solare.jpg" rel="lightbox[9694]" title="tulipano solare"><img class="alignleft size-medium wp-image-9699" title="tulipano solare" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_tulipanp_solare-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Attende solo la messa in funzione la centrale termodinamica dimostrativa da 100 kWe di realizzata ad Almeria</p>
<p>(Rinnovabili.it) – L’israeliana AORA Solar ha “piantato” un seme speciale nei dintorni del comune spagnolo di Almeria. Dopo sette mesi ne è spuntato fuori un tulipano giallo, dallo stelo lungo 35 metri. Si tratta dell’innovativo impianto solare termodinamico ibrido, seconda centrale elettrica di questo tipo dopo quella realizzata nel Kibbutz Samar. Il sistema in questione, spiega AORA, è progettato per richiedere meno terra e meno acqua, ed è in grado di funzionare mentre la produzione di energia e calore più usabile rispetto ad altri sistemi ad energia solare. Il rivoluzionario approccio ibrido dell’azienda concede al sistema la possibilità di funzionare non solo sfruttando la radiazione solare, ma anche con quasi tutti i carburanti alternativi dal metano, al biogas fino al biodiesel. Ciò consente una grande varietà di modalità di funzionamento: dal only-solar mode all’hybrid-mode, dove il combustibile contribuisce a generare energia elettrica quando la luce solare è insufficiente.</p>
<p>Oltre a generare energia elettrica (capacità di 100 kW), il tulipano di Almeria produce come sottoprodotto calore con una potenza di 170 kW che viene reimpiegato per alimentare un impianto di dissalazione. La stazione offre inoltre ampie opzioni di implementazione modulare e permette la costruzione in località remote e su piani inclinati. “Siamo molto entusiasti di aver completato la realizzazione della nostra seconda centrale CSP, e non vediamo l’ora di dimostrare la nostra capacità unica di fornire ai clienti ininterrottamente energia pulita 24 ore su 24″, ha commentato Zev Rosenzweig, CEO di AORA. “La nostra tecnologia è scalabile e può essere facilmente personalizzata per una varietà di applicazioni e ambienti e sono sicuro che questa unità dimostrativa sarà presto seguita da ulteriori impianti in Spagna e in tutto il mondo”.</p>
<p>Fonti:<a title="Energie Rinnovabili.it" href="http://www.rinnovabili.it/energia/termodinamico/in-spagna-sboccia-il-%E2%80%9Ctulipano-solare%E2%80%9D-che-viene-da-israele6414/">Energie Rinnovabili.it</a></p>
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		<title>L’importanza del verde in città!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[PAESAGGISTICA]]></category>
		<category><![CDATA[URBANISTICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il verde urbano, sia pubblico che privato, è uno degli elementi più necessari per il benessere dell’uomo. Le città, negli ultimi cinquant’anni, sono state sottoposte ad una notevole espansione urbanistica e, in rapporto, gli spazi verdi previsti da destinare a vegetazione, sono rimasti spesso nelle previsioni, cedendo il passo ad uno sviluppo abitativo sfrenato ed approssimativo, con la conseguenziale ridotta attenzione per la qualità della vita. I segni più evidenti sono congestione urbana, inquinamento atmosferico ed acustico, paesaggi privi di armonia e di equilibrio. Da qualche tempo, per via di una crescente sensibilità, in sede di sviluppi e nuove progettazioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.venetostato.com/2011/11/indipendenza-per-proteggere-e-valorizzare-il-nostro-ambiente/" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-9774" title="rispettare-natura-ambiente" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_20120221_rispettare_natura_ambiente_300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a></p>
<p align="left"><strong>Il verde urbano, sia pubblico che privato, è uno degli elementi più necessari per il benessere dell’uomo. </strong>Le città, negli ultimi cinquant’anni, sono state sottoposte ad una notevole espansione urbanistica e, in rapporto, <strong>gli spazi verdi previsti da destinare a vegetazione, sono rimasti spesso nelle previsioni, cedendo il passo ad uno sviluppo abitativo sfrenato ed approssimativo, </strong>con la conseguenziale ridotta attenzione per la qualità della vita. I segni più evidenti sono congestione urbana, inquinamento atmosferico ed acustico, paesaggi privi di armonia e di equilibrio. <strong>Da qualche tempo, per via di una crescente sensibilità, in sede di sviluppi e nuove progettazioni strutturali ed infrastrutturali, </strong>si pone molta attenzione alle problematiche connesse alle tematiche ed agli impatti ambientali. <strong>Ogni opera è studiata alla presenza di molteplici e diverse figure,</strong> dall’ingegnere, all’architetto, all’agronomo, al biolgogo ed al paesaggista che, di concerto, sviluppano le migliori strategie, <strong>nella piena condivisione e rispetto delle peculiarità paesaggistiche del luogo, oltre che la salvaguardia della salute ed il benessere dell’uomo.</strong> Ultimamente si parla molto di forestazione urbana, che consiste nella <strong>riqualificazione di spazi urbani, ove dare origine a delle piccole oasi verdi e, quando ciò è possibile, </strong>ad un sistema interconnesso di aree naturali. Non necessariamente realizzazione di parchi, ma spazi verdi fruibili, che servono a garantire degli ecosistemi collegati alla rete ecologica del territorio rurale. Interventi mirati alla ricostruzione di <strong>habitat naturali</strong> per talune specie vegetali, favorendo<strong> anche l’inurbamento di animali, in particolar modo selvatici.</strong>. Non dimentichiamo, infatti, che la <strong>città è un ecosistema dinamico ed eterogeneo, un particolare habitat,</strong> che consente la sopravvivenza della <strong>biodiversità.</strong> <strong>Si è dato vita, in molte città, ad importanti esperienze di riqualificazione di ambiti urbani </strong>con il recupero di tratti fluviali o spazi degradati, dove sono stati realizzati dei canali verdi o parchi, indispensabili a favorire il ricambio dell’aria. <strong>Non si sottovaluta più l’importanza che riveste il verde urbano!! E’ un fattore indispensabile in misura decisiva!!</strong> Le aree verdi, alberature stradali, terreni agricoli e spazi aperti in generale, costituiscono un elemento fondamentale e garantista della qualità della vita nelle città. <strong>Le piante con le loro foglie, infatti, sono capaci di catturare ed assorbire le polveri sottili, filtrandole naturalmente. Delle vere e proprie aspirapolveri!!</strong> Le cinture verdi, come le <strong>siepi o aiuole spartitraffico,</strong> proteggono la popolazione dalla maggior parte delle emissioni nocive. E’ ovvio che come qualsiasi aspirapolvere non va sovraccaricata, poiché l’accumulo di sostanze nocive può danneggiare <strong>le funzioni vitali delle piante e impedire il processo di fotosintesi e di ricambio di ossigeno, </strong>pertanto, il problema bisogna cercare sempre di risolverlo alla fonte, con il contenimento di emissioni.<strong> La vegetazione negli spazi urbani, oltre alla produzione di ossigeno ed alla riduzione dei livelli di rumore, svolge la funzione di regolazione del microclima..</strong>..Infatti gli <strong>alberi creano ombra</strong>, favoriscono la ventilazione d’estate e proteggono dai venti in inverno. <strong>Anche un semplice prato è utile a ridurre il calore nelle giornate molto calde, </strong>poiché assorbe le radiazioni solari. Una corretta progettazione e giusta manutenzione del verde contribuisce ad innalzare <strong>il valore estetico-ornamentale delle città.. oltre alla funzione sociale con spazi ricreativi ed educativi, percorsi paesaggistico-naturali, passeggiate, sport e quant’altro. </strong>Rappresenta un’occasione educativa ed istruttiva, <strong>un contatto immediato con la natura e, soprattutto, benessere e qualità della vita in città!!!</strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.articolando.net/2008/03/27/limportanza-del-verde-in-citta/" target="_blank">articolando.net</a></p>
<p>Se sei interessato a corsi di formazione in <strong>Progettazione del verde e dei giardini</strong> visita:</p>
<p><a style="float: right;" href="http://www.assform.it/corso-progettazione-verde-e-giardini-firenze_366.php" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-9776" title="LOGO_ASSFORM" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_logo_assform-300x144.png" alt="" width="200" /></a></p>
<p style="clear: both;">
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		</item>
		<item>
		<title>L’impatto acustico dei bar e dei locali pubblici.</title>
		<link>http://www.prog-res.it/blog/2012/02/l%e2%80%99impatto-acustico-dei-bar-e-dei-locali-pubblici/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[EDILIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[URBANISTICA]]></category>

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		<description><![CDATA[L’impatto acustico dei bar e dei locali pubblici in genere è oggi sempre più argomento di attualità. La questione è delicata perché oltre al rumore dei classici apparecchi presenti in tutti i bar d’Italia si aggiunge spesso il suono della musica (diffusa o suonata) e il rumore generato dai clienti anche quando sono fuori dal locale (seduti ai tavoli o in piedi). La legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 obbliga i comuni a richiedere che vengano eseguiti degli studi previsionali per tutte le attività rumorose, ciò succede contestualmente alla dichiarazione di inizio dell’attività (nella burocrazia della D.I.A.P. ma spesso anche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blucubo.it/index.php/acustica/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-9753" title="acustica" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_acustica.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a>L’impatto acustico dei bar e dei locali pubblici in genere è oggi sempre più argomento di attualità. La questione è delicata perché oltre al rumore dei classici apparecchi presenti in tutti i bar d’Italia si aggiunge spesso il suono della musica (diffusa o suonata) e il rumore generato dai clienti anche quando sono fuori dal locale (seduti ai tavoli o in piedi).</p>
<p>La legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 obbliga i comuni a richiedere che vengano eseguiti degli studi previsionali per tutte le attività rumorose, ciò succede contestualmente alla dichiarazione di inizio dell’attività (nella burocrazia della D.I.A.P. ma spesso anche nella S.C.I.A. per apertura o modifiche all&#8217;attività di somministrazione all&#8217;interno di pubblici esercizi), succede sempre più spesso che vengano richieste delle valutazioni di impatto acustico (V.I.A.) anche per le attività già esistenti: gran parte dei locali pubblici sono oggi considerati essere potenziali inquinanti per quanto riguarda il rumore.<br />
Si noti come in caso di esposto al comune da parte dei vicini oggi molti uffici ARPA chiedono di effettuare uno studio sull&#8217;esistente con progetto di bonifica prima di uscire a fare i controlli e comunque obbligano sempre il gestore a farlo dopo aver fatto dei controlli con esito di superamento die limiti e multa conseguente.</p>
<p>Il titolare deve incaricare <strong>un tecnico competente in acustica ambientale</strong> riconosciuto da una regione Italiana: questo professionista effettuerà delle misure fonometriche approfondite sull&#8217;area interessata e una serie di calcoli per dimostrare se l’attività inquini o meno verso i vicini di casa, nel caso ci sia uno sforamento dei limiti di legge è suo dovere individuare tutte le possibili soluzioni per diminuire l’impatto verso di essi e far rientrare le immissioni sonore nei limiti di legge.</p>
<p>Lo studio è effettuato in via previsionale (V.P.I.A.) se l&#8217;attività non si è ancora insediata, è fatto sulla situazione esistente (V.I.A.) se l&#8217;attività è già avviata.<br />
I controlli vengono effettuati dall’ARPA provinciale competente su richiesta del comune che raccoglie gli esposti dei cittadini e può multare le attività inquinanti (ammenda, più pagamento delle spese dei tecnici, più conseguenti limitazioni sulla licenza).<br />
L&#8217;intervento di un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto dalla regione è obbligatorio per legge quando si deve studiare la bonifica della situazione ma è utile anche per conciliare situazioni delicate extra-giudiziali o a supporto di un avvocato di una delle parti quando si arriva all&#8217;accertamento tecnico e poi alla causa legale.</p>
<p>Purtroppo sono ancora poche le zonizzazioni acustiche che prevedano questa problematica e la affrontino seriamente e serenamente verso tutte le persone coinvolte: all’estero è normale che ci siano zone dedicate della città dove si incoraggia l’apertura di locali notturni rumorosi, o che vengano date delle prescrizioni d’orario ben definite, nel nostro paese si riempiono i centri storici senza valutazioni tecniche approfondite e si va sempre più spesso alla guerra degli avvocati con grosse spese e tempi lunghi per tutte le parti coinvolte.</p>
<p>La nostra esperienza diretta è che la classica attività di bar al chiuso con radio/tv o filodiffusione a basso volume raramente risulta inquinante, lo è se lo stabile e/o il locale in cui è posta l&#8217;attività ha dei difetti edili o impiantistici o se alcune semplici norme di buon senso tecnico e di civile educazione non sono rispettate. Solitamente i livelli sonori interni a queste attività sono vicini ai 65 dB(A).</p>
<p>La questione cambia quando l’attività nell’ happy hour o la sera preveda musica diffusa a volume sostenuto o suonata dal vivo, quando ci siano tavolini e clienti che consumano e/o sostano all’aperto, quando ci siano impianti particolarmente rumorosi all’interno o all’esterno del locale (p.e. aria condizionata, frigoriferi, videopoker, etc.) e i vicini siano proprio a ridosso del locale. In questi casi il livello sonoro interno può superare gli 80 dB(A) e i 90 dB(A) rendendo la situazione delicata anche dal punto di vista tecnico.</p>
<p>L’insonorizzazione dello spazio può essere concepita al meglio e con risparmio in fase di ristrutturazione, l’ingegnere acustico da informazioni per la realizzazioni delle opere di isolamento ma controlla e cura i dettagli dei progetti di tutti gli impianti in gioco (elettrico, aria, idrico, audio, etc.) confrontandosi con l&#8217;architetto/il geometra incaricato e tutti i tecnici del caso.<br />
Le opere di isolamento possono integrarsi con la ristrutturazione e con il progetto architettonico dell’interno dei locali.<br />
Come già detto l’insonorizzazione e la bonifica acustica dei locali deve essere studiata per legge da un tecnico competente in acustica ambientale (sigla TCAA) riconosciuto, ogni situazione è differente e va analizzata nei dettagli dell’edificio e del contesto: il problema è risolvibile in gran parte dei casi se c’è l&#8217;impegno e la competenza specifica di tutte le persone coinvolte.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.suonoevita.it/it/l_impatto_acustico_dei_bar_e_dei_locali_pubblici" target="_blank">suonoevita.it</a></p>
<p>Se sei interessato a corsi in <strong>Tecnico in acustica ambientale ed edilizia</strong> visita:</p>
<p><a style="float: right;" href="http://www.assform.it/corso-tecnico-acustico-bologna_345.php" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-9754" title="LOGO_ASSFORM" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_logo_assform-300x144.png" alt="" width="200" /></a></p>
<p style="clear: both;">
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		<title>Protocollo LEED</title>
		<link>http://www.prog-res.it/blog/2012/02/protocollo-leed/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[EDILIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) sono parametri per l’edilizia sostenibile, sviluppati negli Stati Uniti e applicati in 40 Paesi del mondo. Rivolgendosi all’intero processo (dalla progettazione, alla fase di costruzione e di occupazione) e ad ogni parte dell’edifico, il LEED opta per una visione olistica della sostenibilità, sfruttando ogni possibilità di ridurre impatti ambientali di vario genere ed emissioni nocive degli edifici in costruzione. Si individuano e delineano così le “best practice” per ingegneri, architetti, professionisti e l’intera comunità del settore, destinate a divenire linee guida nella certificazione di parte terza. Il GBC Italia ha avuto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9743" title="immagine-e1302690190547" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_immagine_e1302690190547.jpg" alt="" width="194" height="157" />Gli standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) sono parametri per l’edilizia sostenibile, sviluppati negli Stati Uniti e applicati in 40 Paesi del mondo.<br />
Rivolgendosi all’intero processo (dalla progettazione, alla fase di costruzione e di occupazione) e ad ogni parte dell’edifico, il LEED opta per una visione olistica della sostenibilità, sfruttando ogni possibilità di ridurre impatti ambientali di vario genere ed emissioni nocive degli edifici in costruzione. Si individuano e delineano così le “best practice” per ingegneri, architetti, professionisti e l’intera comunità del settore, destinate a divenire linee guida nella certificazione di parte terza.<br />
Il GBC Italia ha avuto il compito di sviluppare, secondo le linee guida comuni a tutti gli aderenti alla comunità internazionale LEED, le caratteristiche del sistema LEED Italia, che sarà attivo da Aprile 2010 e terrà presenti le specificità climatiche, edilizie e normative del nostro Paese.<br />
Il sistema si basa sull’attribuzione di crediti per ciascuno dei requisiti caratterizzanti la sostenibilità dell’edificio. Dalla somma dei crediti deriva il livello di certificazione ottenuto.<br />
I criteri sono raggruppati in sei categorie, che prevedono prerequisiti prescrittivi obbligatori e un numero di performance ambientali, che assieme definiscono il punteggio finale dell’edificio:<br />
• Siti sostenibili<br />
• Gestione efficiente dell’acqua<br />
• Energia ed atmosfera<br />
• Materiali e risorse<br />
• Qualità degli ambienti interni<br />
• Progettazione ed innovazione</p>
<p>Sommando i crediti conseguiti all’interno di ciascuna delle sei categorie, si ottiene uno specifico livello di certificazione, che attesta la prestazione raggiunta dall’edificio in termini di sostenibilità ambientale. La certificazione LEED si articola in:<br />
- Certificazione Base (Certified)<br />
- Certificazione Argento (Silver)<br />
- Certificazione Oro (Gold)<br />
- Certificazione Platino (Platinum)</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.tbest.it/index.php/it/leed" target="_blank">Sistemi di energy managment</a></p>
<p>Se sei interessato a corsi di <strong>formazione</strong> sul <strong>protocollo LEED</strong> visita:</p>
<p><a style="float: right;" href="http://www.assform.it/corso-protocollo-leed-bologna_347.php" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-9740" title="LOGO_ASSFORM" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_logo_assform-300x144.png" alt="" width="200" /></a></p>
<p style="clear: both;">
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		<item>
		<title>Efficienza energetica e sostenibilità a misura di condominio</title>
		<link>http://www.prog-res.it/blog/2012/02/efficienza-energetica-e-sostenibilita-a-misura-di-condominio/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[EDILIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Formazione in materia energetica e attenzione al sociale per sostenere le famiglie italiane. Questo quanto previsto dall’accordo quadro firmato dalla più grande associazione italiana di amministratori immobiliari Combattere  l’attuale momento di crisi economica e venire incontro alle esigenze delle famiglie sul fronte dei servizi energetici. Con questo duplice obiettivo nasce l’accordo quadro firmato oggi da ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, e Metaenergia, società specializzata nella fornitura di energia elettrica e gas. L’intesa prevede l’apertura di sportello dedicato alle problematiche condominiali in materia di energia, consultabile dai 13mila associati ANAMMI che potranno così contare su una consulenza a tutto campo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Formazione in materia energetica e attenzione al sociale per sostenere le famiglie italiane. Questo quanto previsto dall’accordo quadro firmato dalla più grande associazione italiana di amministratori immobiliari</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9724" title="fotoarticolo_2677" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_fotoarticolo_2677.jpg" alt="" width="295" height="295" /></p>
<p>Combattere  l’attuale momento di crisi economica e venire incontro alle esigenze delle famiglie sul fronte dei servizi energetici. Con questo duplice obiettivo nasce l’accordo quadro firmato oggi da ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, e Metaenergia, società specializzata nella fornitura di energia elettrica e gas. L’intesa prevede l’apertura di sportello dedicato alle problematiche condominiali in materia di energia, consultabile dai 13mila associati ANAMMI che potranno così contare su una consulenza a tutto campo sia in merito all’erogazione dei servizi sia per ciò che concerne le soluzioni energetiche più adatte alle esigenze di ogni singolo condominio. Lo scopo ultimo è quello di garantire un effettivo risparmio sulle bollette dei condòmini, migliorando l’efficienza energetica negli edifici.</p>
<p>Spiega Maurizio Molinari, presidente di Metaenergia, <em>“</em>l’obiettivo primario è la fornitura di un servizio moderno e qualificato, che consenta una gestione trasparente dei contratti di fornitura ai condomini”. “Sono previste misure – continua Molinari – che tengono conto delle particolari condizioni in cui si possono trovare le famiglie italiane in questo momento di crisi, studiate appositamente da Metaenergia e che rappresentano un’ulteriore novità all’interno dell’accordo raggiunto”.</p>
<p>FONTE : <a href="http://www.rinnovabili.it/energia/efficienza-energetica/efficienza-energetica-e-sostenibilita-a-misura-di-condominio6444/" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p>
<p>Se sei interessato alla <strong>formazione</strong> in materia di <strong>certificazione energetica</strong> degli edifici visita :</p>
<p><a style="float: right;" href="http://www.assform.it/corso-certificatore-energetico-bologna_354.php" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-9726" title="LOGO_ASSFORM" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120221_logo_assform-300x144.png" alt="" width="200" /></a></p>
<p style="clear:both;">&nbsp;</p>
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		<title>Uk: avviate le istallazioni per il parco offshore dei record</title>
		<link>http://www.prog-res.it/blog/2012/02/uk-avviate-le-istallazioni-per-il-parco-offshore-dei-record/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ iniziata a fine gennaio l’istallazione delle prime due turbine che daranno vita all’impianto eolico offshore che toccherà il GW di potenza istallata (Rinnovabili.it) – Il progetto per la costruzione della più grande centrale eolica offshore ha preso il via. Lo scorso 27 e 28 gennaio si è infatti proceduto all‘istallazione delle sue prime due turbine delle 175 previste dal progetto, con la previsione di farle entrare in funzione entro marzo prossimo. Il parco eolico della London Array, costruito alla foce del Tamigi, rappresenterà la fattoria eolica dei record e, secondo i dati rilasciati dall’azienda, il completamento dell’impianto è previsto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_eolico1.jpg" rel="lightbox[9688]" title="eolico1"><img class="alignleft size-full wp-image-9689" title="eolico1" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_eolico1.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>E’ iniziata a fine gennaio l’istallazione delle prime due turbine che daranno vita all’impianto eolico offshore che toccherà il GW di potenza istallata</p>
<p>(Rinnovabili.it) – Il progetto per la costruzione della più grande centrale eolica offshore ha preso il via. Lo scorso 27 e 28 gennaio si è infatti proceduto all‘istallazione delle sue prime due turbine delle 175 previste dal progetto, con la previsione di farle entrare in funzione entro marzo prossimo.</p>
<p>Il parco eolico della London Array, costruito alla foce del Tamigi, rappresenterà la fattoria eolica dei record e, secondo i dati rilasciati dall’azienda, il completamento dell’impianto è previsto per fine anno. Durante i mesi rimanenti bisognerà quindi provvedere anche alla realizzazione delle 75 piattaforme che ancora non sono state gettate. Nella prima fase di costruzione si arriverà a toccare una potenza istallata di 630 MW mentre nella seconda fase si prevede l’implemento della potenza con la previsione di raggiungere il GW istallato segnando così il record mondiale per capacità.</p>
<p>Nel frattempo risulta in fase di completamento anche il parco eolico offshore con una capacità istallata di 500 MW realizzato sulle coste della contea di Suffolk, nell’East Anglia, dove sono stati già posizionati 133 rotori di cui 108 già producono energia elettrica, collegati alla rete con la previsione di portare il progetto a compimento entro la fine dell’anno.</p>
<p>Fonti:<a title="Energie Rinnovabili.it" href="http://www.rinnovabili.it/energia/eolico/uk-iniziano-le-istallazioni-per-il-parco-offshore-dei-record3408/" target="_blank">Energie Rinnovabili.it</a></p>
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		<title>Cina: sforbiciata ai sussidi per le istallazioni solari off-grid</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>

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		<description><![CDATA[Pechino ha deciso di decurtare, a partire da quest’anno, le sovvenzioni concesse nell’ambito del programma di sostegno “Golden Sun” (Rinnovabili.it) – Con i prezzi della componentistica solare in continuo ribasso, la Cina ha deciso di rimettere mano ai sussidi statali e tagliare le tariffe incentivanti concesse all’interno del ‘Golden Sun Program’. Fino ad oggi il programma di sostegno ha concesso sussidi a quanti dal 2009 hanno realizzato tetti fotovoltaici o impianti a terra ‘off grid’, ovvero con una produzione di energia destinata all’autoconsumo anziché alla vendita all’operatore di rete. Per il paese divenuto ormai il più grande produttore mondiale di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_cina.jpg" rel="lightbox[9683]" title="Cina"><img class="alignleft size-medium wp-image-9684" title="Cina" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_cina-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Pechino ha deciso di decurtare, a partire da quest’anno, le sovvenzioni concesse nell’ambito del programma di sostegno “Golden Sun”</p>
<p>(Rinnovabili.it) – Con i prezzi della componentistica solare in continuo ribasso, la Cina ha deciso di rimettere mano ai sussidi statali e tagliare le tariffe incentivanti concesse all’interno del ‘Golden Sun Program’. Fino ad oggi il programma di sostegno ha concesso sussidi a quanti dal 2009 hanno realizzato tetti fotovoltaici o impianti a terra ‘off grid’, ovvero con una produzione di energia destinata all’autoconsumo anziché alla vendita all’operatore di rete. Per il paese divenuto ormai il più grande produttore mondiale di moduli fotovoltaici è arrivato però il momento di riformulare la propria politica di incentivi adeguandola alle attuali condizioni di mercato. Pechino, attraverso il proprio ministro delle Finanze, ha in questi giorni annunciato di essere pronta a decurtare il sussidio concesso ai progetti, che passerà pertanto dagli attuali 1,09 euro/Watt per i moduli in silicio cristallino e 0,97 euro/Watt per quelli a film sottile, ad un 0,84euro/Watt per entrambe le tecnologie.</p>
<p>L’aumentata produzione cinese ha fatto si che il costo dei pannelli scendesse del 47% lo scorso anno, portando ad un eccesso di capacità dopo i tagli apportati a vari FiT europei. ”La riduzione delle sovvenzioni non è significativa, data la caduta dei prezzi dei componenti solari”, ha commentato Lian Rui, analista senior per la società di ricerca Solarbuzz società di ricerca, ha detto oggi per telefono. ”Nonostante i tagli però, gli sviluppatori possono ancora assicurarsi rendimenti elevati”. Il governo ha inoltre deciso di concedere sovvenzioni supplementari ai progetti che utilizzano la tecnologia delle smart-grid e micro-grid, ma non sono stati rivelati dettagli in merito.</p>
<p>Fonti:<a title="Energia Rinnovabili.it" href="http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/cina-sforbiciata-ai-sussidi-per-le-istallazioni-solari-off-grid6375/" target="_blank">Energia Rinnovabili.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le rinnovabili riducono il costo del ritardo sugli obiettivi di Kyoto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia nel quadriennio 2008-2011 ha accumulato un debito di 700 milioni € per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Le rinnovabili stanno però contribuendo a ridurre il deficit. Il contatore Kyoto Club visualizza ora in tempo reale la riduzione del debito grazie alla produzione di elettricità verde, riduzione che a fine 2012 arriverà a 800 milioni €. L&#8217;Italia ha accumulato nei primi quattro anni di conteggio di Kyoto un debito di oltre 700 milioni di euro. Conteggiando anche la quota attribuita all&#8217;Italia per la forestazione (quota che però va assicurata secondo le metodologie IPCC) il debito si ridurrebbe a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_eolico.jpg" rel="lightbox[9677]" title="eolico"><img class="alignleft size-full wp-image-9678" title="eolico" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_eolico.jpg" alt="" width="260" height="173" /></a>L’Italia nel quadriennio 2008-2011 ha accumulato un debito di 700 milioni € per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Le rinnovabili stanno però contribuendo a ridurre il deficit. Il contatore Kyoto Club visualizza ora in tempo reale la riduzione del debito grazie alla produzione di elettricità verde, riduzione che a fine 2012 arriverà a 800 milioni €.</p>
<p>L&#8217;Italia ha accumulato nei primi quattro anni di conteggio di Kyoto un debito di oltre 700 milioni di euro. Conteggiando anche la quota attribuita all&#8217;Italia per la forestazione (quota che però va assicurata secondo le metodologie IPCC) il debito si ridurrebbe a 300 milioni di euro.</p>
<p>Questi dati, aggiornati al 2011, sono migliori rispetto agli anni passati e tengono conto del calo delle emissioni climalteranti dovuto alla crisi economica e ai positivi risultati sul fronte dell’efficienza e delle energie verdi.</p>
<p>In particolare, la produzione elettrica da rinnovabili nel periodo 2008-2011 (vedi grafici sotto) ha consentito una riduzione pari al 40% del taglio delle emissioni climalteranti rispetto al 1990 previsto per l’Italia (14 milioni di tonnellate/anno). Inoltre, ulteriori riduzioni delle le emissioni vengono dalla crescita del contributo delle rinnovabili termiche, dei biocombustibili e dai miglioramenti dell’efficienza energetica.</p>
<p>Va ricordato che l’obiettivo assegnato all&#8217;Italia come media nel periodo 2008-2012, è di 485 Mt CO2 eq, cioè il -6,5% rispetto alle 519 Mt del 1990. Nel 2008 le emissioni climalteranti erano arrivate a 542 Mt, mentre una prima stima sui valori del 2011 indica emissioni per 486 Mt.</p>
<p>Quest’anno, l’ultimo del periodo di Kyoto, il nuovo contatore del sito del Kyoto Club (nel sito in alto a sinistra) calcolerà il vantaggio economico dato dal calo delle emissioni climalteranti legato proprio all’aumento della produzione di rinnovabili elettriche.</p>
<p>La nostra stima indica che l’elettricità verde dal 1° gennaio 2008 al 16 febbraio 2012, anniversario di Kyoto, ha già contribuito a ridurre di 590 milioni di euro i costi di Kyoto.</p>
<p><img src="http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/rinnovabili-emissioni_italia2008-2012.jpg" alt="grafico andamento 1" width="650" /></p>
<p>L’incremento del guadagno dall’inizio dell’anno è di 31 milioni €, un valore che alla fine del 2012 dovrebbe portare il contributo delle rinnovabili elettriche in termini di riduzione delle emissioni a 800 milioni €. Senza questo contributo il debito per Kyoto sarebbe stato a fine 2012 di circa 1,5 miliardi di euro.</p>
<p><img src="http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/produzione-rinnovabili-italia_2000-2012.jpg" alt="grafico andamento 2" width="650" /></p>
<p>Anche di questo risultato si parlerà nel corso del Convegno annuale di Kyoto Club dal titolo &#8220;I cambiamenti climatici come opportunità. Da Durban al Rio+20 Earth Summit&#8221; (Roma, 16 febbraio 2012).</p>
<p>FONTE:<a title="QUALENERGIA.IT" href="http://qualenergia.it/articoli/20120215-le-rinnovabili-riducono-il-costo-del-ritardo-sugli-obiettivi-di-kyoto" target="_blank">QUALENERGIA.IT</a></p>
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		</item>
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		<title>Rinnovabili: il futuro del fotovoltaico è vegetale</title>
		<link>http://www.prog-res.it/blog/2012/02/rinnovabili-il-futuro-del-fotovoltaico-e-vegetale/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaica]]></category>

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		<description><![CDATA[La bio-elettronica fa passi da gigante e sostituisce lo strato di Silicio delle celle fotovoltaiche tradizionali con un impasto di molecole adibite alla fotosintesi, puntando alla produzione di energia rinnovabile, dalle foglie morte e dall’erba tagliata nei nostri giardini. La notizia appare molto interessante, soprattutto per la produzione di energie rinnovabili da fonti sostenibili. La ricerca condotta da Andreas Mershin, biofisico e ricercatore del MIT, Massachusetts Institute of Technology (Usa), consiste nell’estrazione delle molecole adibite alla fotosintesi delle specie vegetali, chiamate fotosistema I (PS-I), stabilizzarle e spruzzarle su un substrato di vetro ricoperto da nanofili di ossido di zinco e spugne di biossido di titanio. Nel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_mit_solar1.jpg" rel="lightbox[9667]" title="MIT_solar1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9674" title="MIT_solar1" src="http://www.prog-res.it/blog/wp-content/uploads/20120216_mit_solar1-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>La bio-elettronica fa passi da gigante e sostituisce lo strato di Silicio delle celle fotovoltaiche tradizionali con un impasto di molecole adibite alla fotosintesi, puntando alla produzione di energia rinnovabile, dalle foglie morte e dall’erba tagliata nei nostri giardini. La notizia appare molto interessante, soprattutto per la produzione di energie rinnovabili da fonti sostenibili.</p>
<p>La ricerca condotta da Andreas Mershin, biofisico e ricercatore del MIT, Massachusetts Institute of Technology (Usa), consiste nell’estrazione delle molecole adibite alla fotosintesi delle specie vegetali, chiamate fotosistema I (PS-I), stabilizzarle e spruzzarle su un substrato di vetro ricoperto da nanofili di ossido di zinco e spugne di biossido di titanio. Nel momento in cui i raggi solari incidono sulla superficie così ottenuta, il biossido di titanio e il materiale foto sintetico assorbono la luce, trasformandola in elettricità che viene portata via dai nanofili. La chiave per raggiungere ulteriori miglioramenti dell’efficienza, secondo lo studioso, sarebbe quella di trovare un modo per esporre una maggiore superfiche del PS-I al sole.</p>
<p>Il ricercatore, ad oggi, ha dimostrato un rendimento del suo materiale del solo 0,1%, mentre per essere di qualche utilità il dispositivo deve raggiungere almeno il 2%, ma annuncia di proseguire nei suoi studi, promettendo risultati migliori.</p>
<p>Fonte:  <a href="http://www.tecnologiaericerca.com/" target="_blank">Tecnologiaericerca.com</a></p>
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