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(titolo, relatore, laureando)

Analisi e proposta di adattamento del Mercato Coperto di Osimo (AN).
Relatore: Prof. Arch. Silvio Van Riel
Correlatore/i: Prof. Alberto Bove
Laureando/i: Viviana Caravaggi
Anno accademico: 2000/2001
Copertura mercato coperto Osimo

Premessa

Il manufatto è situato a Osimo in provincia di Ancona e sorge nel centro storico a ridosso della cinta muraria cittadina, su un’altura di 245m circa dal livello del mare, da cui è possibile ammirare un bellissimo panorama.

Dispone in questo momento di due ingressi, uno dal Vicolo Malagrappa l’altro dalla piazzetta antistante la chiesa di S. Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo.  Il complesso edilizio possiede un solo affaccio verso nord, su Via Fonte Magna, unica via di accesso al centro storico per chi giunge dal capoluogo di provincia, dall’autostrada e dalla via del mare.

Allo stato attuale è utilizzato dal comune come mercato delle erbe con scarso risultato. L’ambito urbano ove sorge il manufatto è di notevole interesse sotto il profilo storico, sorge infatti su un territorio colonizzato dai Piceni prima e dai Romani poi, sono  state ritrovate molteplici testimonianze archeologiche, che hanno caratterizzato la Città di Osimo.

Mercato Coperto: Storia

Realizzato nel primo decennio del 900”, dal Comune di Osimo per  soddisfare la cittadinanza, che già da qualche tempo richiedeva un luogo coperto in cui svolgere il mercato giornaliero. Si presentava con impianto planimetrico e volumetrico diversi  dallo stato attuale, il progetto originario, prevedeva la copertura di un cortile dell’Ex Convento di S. Francesco con lastre di eternit sorrette da una struttura in ghisa. Successivamente, per venire incontro a delle esigenze dei padri conventuali fu spostato in un altro cortile dello stesso Convento. Ulteriori interventi hanno, poi,  modificato il tessuto urbano circostante venendo a configurare lo stato attuale del Manufatto. Oggi l’edificio del Mercato ha una planimetria irregolare, perché furono demolite alcune abitazioni per  far posto al volume del Mercato. Si può accede attraverso due ingressi che  si trovano sullo stesso piano principale, (rappresentano per la collettività una sorta di “scorciatoia” per divincolarsi nell’impianto Medioevale di Osimo), è presente un unico fronte e su tre livelli su Via Fonte Magna, il secondo piano sotto il Mercato si trova al livello di Via Fonte Magna ed è stato ricavato in un secondo momento dallo scavo delle fondamenta (si riscontrano tracce da documenti ritrovati presso il Comune risalenti all’immediato dopo guerra).

Allo stato attuale risulta difficile individuare lo spazio occupato dal Mercato nel tessuto cittadino proprio per la sua intrigata planimetria, infatti, si affacciano all’interno del Mercato alcuni negozio e abitazioni che sono accessibili da altri edifici, è facile comprendere come il Mercato non sia altro che uno spazio urbano coperto da una singolare struttura voltata (le volte poi sono due).

La copertura di notevole valore ingegneristico,  è stata realizzato su progetto dell’Ing. Carlo Morelli nell’immediato dopo Guerra, ma l’ideazione brevettata (numero di brevetto n.390812) della copertura voltata risale agli anni ’30.
All’epoca il Mercato serviva per gli scambi commerciali giornalieri e per l’essiccamento  dei bozzoli e cereali, oggi queste necessità sono venute a mancare, quindi il nuovo contesto suggerisce alternative d’uso più che mai opportune per i cittadini osimani e non, attraverso il recupero del fabbricato è possibile garantire nuovi spazi pubblici salvaguardando il patrimonio edilizio.

Storia della Città di Osimo

Auximum è l’antico nome di Osimo che si pensa fondata dai Siculi-Greci. In seguito sotto il potere dei Sabini-Piceni. Nell’anno 454 d.c. strinse alleanza con Roma e fece giuramento di fedeltà ai romani, ma continuo a conservare le proprie leggi. Nell’anno 484 d.c. decadde dalla condizione di confederata, per la guerra mossa al Piceno, che condusse Osimo in potere dei Romani. Più tardi, quando i Romani stabilirono colonie nel vinto Piceno, anche Osimo risorse, e fu ingrandita ed abbellita di edifici e di doppio Foro, ed ebbe tutti i magistrati delle più cospicue colonie romane, come i Decurioni, i Triumviri, i Seviri, gli Augustali, gli Edili, i Giudici della ragione, i Questori ed i Pretori, con giurisdizione sopra altre colonie. Nella stesso periodo fu scavata una Padusa, ossia un canale navigabile, che da Numana (un paese vicino ad Osimo sul mare) giungeva fino alle radici dei suoi colli e così la poneva in comunicazione con il mare.

Ai tempi di Pompeo Magno  fu denominata “Civitas quippe magna”. Pompeo stesso poi nel 670 d.c. qui si recò, come in un centro molto importante, a fare leva sulle truppe contro il Console Carbone, e più tardi nella guerra civile con Cesare, vi spedì un presidio sotto il comando di Azzio Varo. La città, saputo del passaggio del Rubicone e dell’arrivo di Cesare con la tredicesima legione, si schierò dalla parte di  Cesare, costrinse Azzio Varo a sloggiare e aperse le porte della città alla milizia di Cesare e della Repubblica. Osimo mantenne lustro e floridezza anche durante i primi secoli del Cristianesimo. Nel V secolo pare che abbia raggiunto il più gran grado di splendore fra le città Picene. Si pensa che i Romani, a questo proposito la consideravano la capitale del Piceno ed era la residenza del pretore e di altri magistrati della provincia. Da questo si vede che essa sul cadere di Roma aveva acquisito il territorio di Ascoli, già metropoli del Piceno negli ultimi secoli della Repubblica. Durante la guerra Gotica Vitige, Re dei Goti, pose in Osimo un presidio di 4000 soldati dei più scelti, i quali resistettero a lungo contro Bellisario, che s’impadronì di Osimo solo dopo aver avvelenato l’acqua della Fonte Magna che serviva ai bisogni della città e di cui esistono ancora antichi resti. Nell’anno 715 d.c., Osimo fu conquistata dai Longobardi, poi ritornò ai Greci e vi rimase per più di un secolo. In seguito chiese la protezione al Pontefice Gregorio II, e nel 728 d.c. fu rioccupata dai Longobardi con Re Liutprando e più tardi con Astolfo. Adriano I, travagliato da Desiderio, chiese aiuto a Carlo Magno, il quale, giunto in Italia, pose fine, in breve tempo, al regno Longobardo, confermò le donazioni fatte alla Chiesa, e così Osimo, governata da un duca, passò sotto il dominio della Santa Sede.

Nell'XI secolo ebbe i propri conti, nel decimo partecipò alle guerre civili di quei tempi, nelle quali ebbe molto a soffrire, e parteggio per l’Impero. In premio alla dimostrata fedeltà Federico II conferì alla città molti privilegi al Podestà  di essa. Dopo la morte di  FedericoII, gli Osimani seguirono per quanto poterono le parti e la fortuna di suo figlio Manfredi, ma alla discesa di Carlo D’Angiò cambiarono politica e si dichiararono dalla parte del Pontefice. Da lì a mezzo secolo dopo prevalse di nuovo la parte Ghibellina con Lipaccio e Andrea Guzzolini, che si impadronirono di varie terre vicine e si allearono con Federico da Montefeltro, che mosse guerra alla Chiesa. Giovanni XXII scomunicò il popolo di Osimo e tolse  ad Osimo il titolo di città. Agli inizi del secolo XV questa città cadde sotto il potere dei Malatesta. Durante il pontificato di Eugenio IV Francesco Sforza s’impadronì della città e dichiarò Osimo piazza d’armi ci lasciò un forte presidio, ma non poté però mantenervisi a lungo. Dopo gli Sforza, Osimo fu retta da un certo Buccolino, il quale due volte fu in essa assediato dalle truppe del pontefice, e due volte valorosamente le respinse.

Finche per interposizione di Lorenzo de’Medici cedette la città al Pontefice e si ritirò da prima a Firenze e poi a Milano, dove sospettato di tradimento, fu mandato a morte il 14 giugno 1494. Dopo di che la storia di Osimo non fu dissimile da quella d’Italia, Guerre, saccheggi, nascita di nuove alleanze, non modificarono la conformazione della città che anche attraverso la ricostruzione mantenne sempre le sua dignità storica ed artistica.

L’intervento

Il consolidamento della struttura del Mercato, nasce dall’esigenza di dotare la Città di Osimo, di nuovi spazi pubblici, a servizio della collettività, oltre che dalla volontà di recuperare un patrimonio edilizio che possa essere testimonianza delle radici tipologiche costruttive di un certo periodo storico.Il progetto proposto, è frutto di riflessioni non solo ed esclusivamente tecniche, vale a dire legate ad una scelta tecnica di recupero, ma anche una scelta guidata dall’esigenza dell’Amministrazione Comunale, che ha dimostrato l’intenzione di realizzare nuovi e più moderni spazi da adibire a Museo Civico per permettere la conservazione dei numerosi ritrovamenti archeologici che sono un dato certo della importanza storica di Osimo, e per permettere alla popolazione di interagire con le proprie origini. Per questo motivo è opportuno integrare agli spazi tipicamente adibiti ad esposizione, spazi interattivi dove attraverso l’uso del computer è possibile acquisire nuove conoscenze.

Linee guida del progetto

L’impianto distributivo originario del Mercato Coperto, sotto certi aspetti, ha conservato la sua logica funzionale nel progetto presentato, infatti, entrambi gli ingressi, sia quello dal Vicolo Malagrappa, sia quello prospiciente la Piazza S. Francesco sono validi tutt’oggi, allo scopo progettuale, inoltre la sua posizione urbana è tale da suggerirne una conferma funzionale.Il piano al livello del vecchio Mercato è mantenuto come piano principale. Nel primo spazio voltato, trovano posto degli spazi dedicati all’accoglienza, all’informazione, (internet__point). Date le caratteristiche in altezza dello spazio disponibile, è stato possibile creare un ulteriore volume, all’interno del “Mercato”, indipendente e accessibile soltanto con una scala a ridosso del muro del lato est. La forma architettonica è stata concepita come una scultura autonoma, capace di valorizzare lo spazio del Museo conferendogli maggiore carattere. Il filo conduttore del progetto è di avere una struttura indipendente all’interno dello spazio musseale con spazi eterogenei e flessibili capaci di adattarsi ad una serie diversificata di eventi minori, come seminari, conferenze e appuntamenti culturali. La nuova struttura si appoggia su quella  preesistente e sarà facilmente smontabile una volta che venga a mancare  la sua funzionalità. Questa struttura è completamente indipendente dagli spazi espositivi, può, essere tenuta aperta non curandosi degli orari di apertura tradizionali di un Museo. Anche l’altro spazio voltato, è interamente dedicato all’esposizione degli oggetti, con al centro una zona soppalcata, che è stata possibile realizzare,  grazie alla notevole altezza centrale dello spazio, nel quale si è ricavato una spazio per l’esposizione delle foto storiche di Osimo. L’ingresso è completamente indipendente, si è creato un percorso interno, con un uscita secondaria per far defluire l’utenza comodamente. Nel piano sotto il primo corpo di fabbrica, trovano spazio i locali di servizio igienico, distinti tra uomini, donne e disabili, oltre che agli uffici amministrativi, un ripostiglio e un guardaroba. Attraverso una scala interna e un montacarichi è possibile raggiungere il magazzino comunale, un locale ricavato dallo sbancamento delle fondamenta, al livello di Via Fonte Magna, accessibile anche dall’esterno.

Il consolidamento

Dal punto di vista tecnologico e strutturale, si seguita la linea di impiegare il più possibile il materiale e gli elementi esistenti, adottando opportuni accorgimenti di risanamento e di rinforzo, senza mascherare le eventuali necessarie sostituzioni. L’intervento si caratterizza per l’alto grado di conservazione della sostanza materica dell’edificio. Tutti gli elementi costitutivi sono consolidati, riparati, protetti, affiancati ad elementi di rinforzo.Il complesso manterrà l’immagine, originaria, per seguire un certo filo logico basato sul rispetto del costruito storico osimano, mentre all’interno si arricchirà di due nuove strutture che servono a riorganizzare l’aspetto distributivo plani volumetrico dello spazio a disposizione. Il volume autonomo ha come principale elemento strutturale un telaio in acciaio (pilastri e travatura principale profilati HE b 200, travatura secondaria HE b 160). Il telaio è rinforzato trasversalmente con traversi ed irrigidito alla base attraverso dei tirantini in acciaio che servono anche ad evidenziare un percorso. Il solaio è composto da lamiera grecata con soletta in calcestruzzo leggero, rete elettrosaldata  sul quale appoggia il pavimento, il tutto isolato acusticamente con un controsoffitto. Il nuovo volume monolitico, risulterà traslucido e leggero e allo stesso tempo si potrà distinguere come nuovo intervento dall’impianto originale.Il volume destinato all’esposizione delle foto, segue lo stesso criterio. Si è cercato di distinguere nettamente, dal punto di vista tecnologico e formale, le parti nuove da quelle preesistenti, per evidenziare l’appartenenza storica dei diversi elementi dell’edificio. Con un’accurata scelta dei materiali e degli elementi, sarà possibile ottenere un certo grado di qualità per gli utenti.

Le Tavole

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