Energia: rischio di non consumare incentivi per gli ecoedifici

C’è ancora una buona fetta d’incentivi a disposizione per il comparto dell’efficienza: dei 300 milioni di euro messi a disposizione lo scorso 15 aprile dal ministero dello Sviluppo Economico sono andati in esaurimento quelli destinati alle due ruote, alla banda larga, alla nautica e alle macchine movimento terra: 72 milioni di euro già consumati.
Vanno più a rilento gli incentivi per l’efficienza:  ai dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo, sono poco gettonate le richieste di agevolazioni relative all`efficienza energetica industriale (solo lo 0,35% della somma predisposta pari a 10 milioni), per gli scaldabagni in pompe di calore (pochissimi pezzi) ma anche quelle per le gru a torre (14% di 40 milioni) e gli immobili ad alta efficienza energetica (24%) il cui incentivo ammonta a 60 milioni come per le cucine componibili. Poco entusiasmo anche per gli elettrodomestici. Dei 50 milioni di euro stanziati per l`acquisto di elettrodomestici, solo il 42% e` stato utilizzato. 
Secondo i dati dell’Ance sono circa 250 le imprese in grado di costruire edifici a basso consumo, dislocate principalmente al Nord, per circa 40-50 mila abitazioni sul mercato. Di conseguenza, afferma Legambiente, le regioni centro meridionali sono nel complesso escluse dagli aiuti statali. Secondo una stima delle associazioni saranno al massimo 10mila le abitazioni di classe energetica A e B interessate dai 60 milioni di incentivi messi a disposizione dal decreto legge approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Per ora ne hanno beneficiato poco più di 2000 edifici. Questo significa che sono disponibili ancora 45 milioni di euro che però sono a rischio, perché si sta riflettendo se indirizzare verso i settori più frizzanti le somme ancora disponibili non ancora consumate dalle categorie a cui sono state assegnate.
L’ importo dell’agevolazione all’acquisto è rispettivamente 116 Euro al metro quadro per un massimo di 7.000 Euro per le case in classe A e 83 Euro al metro quadro per un massimo di 5.000 euro a quelle in classe B.
Una nota interpretativa diffusa dal Ministero conferma che l’erogazione del contributo è vincolata alla sostituzione di un bene di pari categoria e funzione tranne le misure riguardanti i componenti elettrici ed elettronici, gli immobili, gli stampi in vetroresina per la nautica da diporto e gli accessi a Internet per i giovani. Ad ogni codice fiscale corrisponde un solo incentivo sul fronte di elettrodomestici, cucine componibili, motocicli, banda larga. L’amministrazione statale tratterrà dal rimborso una quota di circa l’1% come spese di gestione della pratica. Nel caso di acquisto di un immobile di nuova costruzione ad alta efficienza energetica il rogito andrà stipulato entro il 31 dicembre 2010.
Le domande per i prodotti efficienti per cappe climatizzate e scaldabagni in pompa di calore sono pochissime. Il massimale di 400 euro euro previsto per la sostituzione di scaldabagni con sistemi in pompa di calore e di 500 euro per la sostituzione con cappe climatizzate avrebbero dovuto godere di uno slancio maggiore.
Che il mercato non sia ancora pienamente a conoscenza di queste tecnologie?

Fonte: Casa&Clima

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