Energie rinnovabili: la svolta viene dal mare

Le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia dal mare (onde, correnti e maree) promettono ormai da vari anni di iniziare una consistente fase di sviluppo, legata al fatto che, da un punto di vista quantitativo, mari e oceani hanno risorse di energia tra le più consistenti in assoluto. Nei fatti si è assistito ad un enorme sforzo di progettazione e studio, cui sono però seguite poche sperimentazioni industriali. Ora il settore sembra essere finalmente giunto al punto di svolta, al momento cioè potrà (e dovrà) dimostrare le sue effettive potenzialità di contribuire in modo sostenibile ed economico alla crescente domanda mondiale di energia. Nel 2009 sono stati installati nel mondo 9 impianti dimostrativi per trarre energia dal moto ondoso, ma già oggi – secondo una ricerca di mercato condotta dalla IHS Emerging Energy Research – si contano 45 prototipi ed altri progetti sono in cantiere in 16 Paesi per una capacità totale di circa 1.800 MW.
Le aspettative intorno alle tecnologie marine sono in crescita e stanno esercitando una forte attrazione su un gran numero di compagnie energetiche, soprattutto tra quelle che vantano esperienza nel settore dell’eolico offshore. Con riferimento ai singoli Paesi, è senz’altro il Regno Unito il primo mercato mondiale dell’energia marina con 300 MW di progetti in cantiere che saranno portati a compimento nei prossimi cinque anni. In particolare il governo britannico punta a ricavare dalla fonte marina 1.300 MW entro il 2020.
Ma oltre al Regno Unito altri mercati chiave dell’energia marina stanno emergendo sia in Europa (Irlanda, Francia e Portogallo), sia in altri continenti (Corea del Sud e Australia). Riguardo alle forme di utilizzo dell’energia marina, la tecnologia che sfrutta le correnti di marea sembra quella destinata a maturare per prima con la promessa di fornire in tempi ragionevoli energia elettrica a basso costo ed un design impiantistico standard.

Fonte: LaStampa

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