La geotermia e la produzione di energia elettrica

Sapevate che la Toscana è l’unica regione in Italia dotata di impianti geotermoelettrici? Ebbene sì, il primato lo detiene la città di Pisa con il 47% degli impianti e una produzione pari al 54%! Seguono le province di Siena e Grosseto con il 28% e il 25% dei 32 impianti totali. Dati statistici che sembrano non essere confortanti, e invece in termini di produzione di energia geotermica l’Italia si colloca al terzo posto della produzione mondiale il cui primato spetta agli Stati Uniti, e al quarto posto per incidenza sulla produzione rinnovabile con il 7,7%, e per l’incidenza sulla produzione lorda totale con l’1,8%.
La geotermia è la fortuna energetica dell’Islanda. L’isola basa la sua esistenza energetico-climatica sul naturale equilibrio tra l’acqua calda di profondità e l’atmosfera glaciale esterna. Un equilibrio naturale sfruttato dagli islandesi anche per la produzione di energia elettrica con gli impianti geotermici.
Capiamone un po’ di più di questo tipo di scienza e di tecnologia spesso citata nelle descrizioni di numerosi progetti di Architettura Ecosostenibile. La geotermia è la scienza che studia il calore terrestre. Il calore terrestre nasce nella crosta e nel mantello a causa del decadimento radioattivo di alcuni elementi che li compongono, e successivamente viene trasferito verso la superficie terrestre mediante convezione del magma o di acque profonde. Da qui nascono la maggior parte dei fenomeni come le eruzioni vulcaniche, le sorgenti termali, i geyser, o le fumarole. Questo calore naturale proveniente dal sottosuolo può essere sfruttato per generare energia geotermica. Un impianto geotermoelettrico è una struttura in grado di produrre energia elettrica dall’energia termica interna ad un fluido geotermico. Per fluido geotermico si intende il vapor d’acqua o una miscela di acqua e vapore che negli strati profondi della crosta terrestre si riscalda a contatto con rocce calde. Si parlerà dunque a seconda della fonte principale, di sistemi geotermici a vapore dominante quando l’alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore o, ad acqua dominante, se l’acqua rimane allo stato liquido.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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