Erg: guarda eolico in Brasile

8073172808c355e7295ab39169dcc19dVIENNA – Erg, ormai numero uno in Italia nell’eolico e fresca di due acquisizioni in Romania e Bulgaria, punta al Brasile e si lascia aperta la porta della Russia, se mai si aprirà a Mosca un mercato per l’energia del vento, da sfruttare nel caso col partner Lukoil, cui il gruppo genovese ha appena ceduto la raffineria in Sicilia.

Nella Penisola Erg guarda invece al settore del ‘waste to energy’ consapevole di avere lunga esperienza in impianti difficili: ”una raffineria è più complicata da gestire in un inceneritore”, spiega il presidente Edoardo Garrone. Nella distribuzione di carburanti, dove il gruppo intende mantenere il 51% in TotalErg, la joint venture coi francesi, già attiva con 3.300 pompe di benzina, sta intanto valutando l’acquisto delle 800 stazioni di servizio messe in vendita da Shell per passare da una quota di mercato del 12% al 18 per cento.

‘Abbiamo cambiato pelle. Il 2013 in particolare rappresenta la fine di un’era: abbiamo chiuso con la raffinazione dopo 70 anni. Da oggi non potrete più chiamarci petrolieri”, osserva Edoardo Garrone, tornando a incontrare la stampa, dopo quattro anni di crisi e cambiamenti, per una panoramica a tutto tondo. Escluso solo un tema, quello calcistico, con la Sampdoria in coda alla classifica.

Su un alta questione, Banca Carige, interviene il fratello Alessandro Garrone, vicepresidente di Erg, per negare un interesse della famiglia a entrare nel capitale coi Malacalza o altri: ”Non abbiamo mai lavorato molto con Carige per varie ragioni e per nostre esigenze” e ora ”Fare un investimento in un pool di imprenditori non è un tema che ci interessa”.

”Oggi la sfida è la crescita – afferma l’a.d di Erg, Luca Bettonte -. Nell’eolico dobbiamo muoverci fuori dai confini nazionali in aree meno dipendenti dagli incentivi. Stiamo parlando con potenziale partner locali in Brasile e non disdegniamo l’Europa occidentale dove la Spagna potrebbe essere un Paese interessante. In Russia è prematuro, ma siamo pronti a cresce con Lukoil se si dovesse aprire all’eolico”.

Nel frattempo l’impianto siciliano potrebbero fornire energia elettrica anche a Malta. La Valletta ha infatti annunciato un cavo sottomarino con l’isola. C’è poi in prospettiva il business dell’energia dai rifiuti: ”siamo curiosi per le enormi potenzialità del settore”, spiega Bettonte indicando che l’idea iniziale non è quella di costruire inceneritori, piuttosto di ”acquisire impianti esistenti che hanno bisogno di un innalzamento delle performance operative”.

Da qui a fine anno infine il manager conferma l’obiettivo di un margine operativo lordo ”sopra i 500 milioni” ed esclude di distribuire sotto forma di extra-dividendo i 400 milioni incassati con la vendita dell’ultimo 20% dell’Isab di Priolo a Lukoil.

 

FONTE: ANSA 

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