Archivio della categoria ‘Bio-architettura’

Bosco Verticale a Milano, sarà la prima foresta verticale al mondo

Si parla ampiamente di palazzi verdi con integrazione di piante sulla loro facciata, ma a differenza di molti  progetti, eccone uno che va al di là dell’essere un semplice concetto. Progettato da Stefano Boeri – architetto, ex direttore della rivista di architettura Domus – il Bosco Verticale è una imponente struttura di 27 piani, attualmente in costruzione a Milano.
Una volta completata, la torre ospiterà la prima foresta verticale al mondo.

 

Il Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera, e produce energia. Coperto di vegetazione, l’edificio bilancia il microclima e filtra le particelle di polvere contenute  nell’ambiente urbano ( Milano è una delle città più inquinate in Europa). Le piante producono  umidità, assorbono le particelle di CO2 e polveri sottili, producono ossigeno e proteggono l’edificio dalle radiazioni e dall’inquinamento acustico. Questo non solo migliora la qualità degli spazi abitativi, ma contribuisce ad un drastico risparmio energetico durante l’anno.
Ogni appartamento dell’edificio avrà un balcone piantumato con alberi che sono in grado di contrastare il clima della città – forniranno ombra durante l’estate, filtrando l’inquinamento della città, e in inverno gli alberi spogli permetteranno alla luce del sole di penetrare  attraverso la spazi. L’impianto di irrigazione sarà sostenuto attraverso il filtraggio e il riutilizzo delle acque nere prodotte dalla costruzione. Inoltre, pale Eoliche e pannelli fotovoltaici continueranno a sostenere l’auto efficienza energetica.
Il design del Bosco Verticale è una risposta sia alle esigenze di sviluppo urbano che alla scomparsa della natura dalla nostra vita.

 

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Bioarchitettura sostenibile in Africa grazie a un italiano

Mario Cucinella, architetto italiano noto per la realizzazione di edifici a basso consumo, sarà il responsabile del nuovo progetto eco-sostenibile in Africa: realizzare un complesso di 21mila metri quadrati a One Airport Square, nella piazza antistante la zona degli affari della città di Accra, capitale dello Stato del Ghana. A commissionarlo è stata la Società Actis & laurus development partners con lo scopo di mettere in piedi un nuovo centro destinato a divenire punto nevralgico del commercio, ad uso per lo più dei dipendenti. I lavori sono iniziati l’8 settembre del 2011 e si stima termineranno fra 24 mesi.
L’edificio è posto in un ambiente ostile, per cui l’architetto italiano Mario Cucinella ha pensato bene di valutare la possibilità di gestire al meglio gli spazi servendosi di una serie di escamotage architettonici per rendere ospitale e gradevole una struttura di fatto posta in un’area particolarmente assolata. Nell’area nord-est è stata pensata una piazza di raccolta aperta al pubblico, mentre i negozi e gli uffici saranno dislocati nella parte opposta.

Essendo una zona esposta continuamente aforti radiazioni solari, l’architetto ha previsto delle terrazze a sbalzo, in grado di impedire che i raggi arrivino direttamente sulle vetrate, oltre alla presenza di una fitta vegetazione per creare un microclima adeguato. Le facciate principali sono state organizzate verso i lati nord e sud dell’edificio,  risultati come meno assolati, mentre nella parte interna sono previsti dei cortili per facilitare la ventilazione.
Con questi piccoli accorgimenti, secondo Cucinella, sarà possibile diminuire anche i consumi dell’aria condizionata.
Ennesimo esempio di come l’architettura possa andare a braccetto con l’ecologia!

 

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Inquinamento indoor

Parliamo spesso dell’importanza del preservare e rispettare l’ambiente e l’ecosistema: alberi, mari, colline, uccelli, pesci ed altre infinite immagini appaiono nella nostra mente al suono di queste parole. Di certo la visione non è sbagliata, ma spesso dimentichiamo che anche noi e le nostre inquinate città facciamo parte dell’ambiente e non solo i verdi campi irlandesi o la foresta pluviale.
Oggi capiremo cos’è e come prevenire, un tipo d’inquinamento spesso poco considerato: l’inquinamento indoor.

La vita del 90% degli abitanti cittadini (e con molta probabilità anche la tua) si svolge principalmente all’interno di case, uffici, sale riunione…insomma: stanze ed edifici. Questi ambienti possono spesso essere inquinati per diverse cause, eccone alcune.

Materiali da costruzione, rivestimenti, impianti di riscaldamento, cottura di alcuni cibi, prodotti per la pulizia, arredi, fumo e tantissimi altri. Questo problema assume ancor più rilevanza se si considera che, oggigiorno, le case sono sempre più sigillate (per evitare la fuoriuscita dell’aria calda, per diminuire i rumori provenienti dall’esterno e per altre centinaia di motivi).
Prendiamo, ad esempio, i materiali da costruzione ed i rivestimenti. Molti di quelli utilizzati tutt’oggi sono tossici, nocivi o perfino cancerogeni. È il caso della Formaldeide, utilizzata come collante per i pannelli truciolati; deiclorofluorocarburi (come il Freon); dei Ftalati utilizzati per ammorbidire il PVC; di molte vernici che rilasciano composti tossici nell’aria e che, senza un’adeguata ventilazione, possono provocare diverse problematiche ecc.

Anche gli uffici sono soggetti agli stessi problemi se non di più: si è recentemente notato come i toner delle stampanti rilascino nell’aria delle micropolveri altamente dannose per chi le respira. Per prevenire questo problema è stato recentemente inventato un attrezzo molto interessante: l’InghiotToner: una vera e propria “cappa” per stampanti che assorbe le micropolveri e rilascia aria pulita e filtrata.

Prevenire è sempre meglio che curare: come evitare l’inquinamento indoor?

Fortunatamente l’inquinamento indoor è qualcosa che possiamo facilmente abbattere e prevenire adottando delle semplici misure d’accorgimento.
La prossima volta che dovrai riverniciare la casa, ad esempio, utilizza delle vernici ecologiche: composti ottenuti dalle resine vegetali, oli, coloranti vegetali ecc. che garantiscono la massima “eco-compatibilità” e nessuna emissione di sostanze nocive.
Quando pulisci la tua abitazione, utilizza dei prodotti fatti in casa che rispettano le tue mattonelle ma soprattutto la tua salute (su internet potrai trovare un’infinità di articoli su come produrli semplicemente). Se, invece, non vuoi rinunciare al supermercato ti basterà controllare bene le etichette dei vari prodotti per trovare quello più naturale.
Un altro piccolo accorgimento è di non lasciare i prodotti chimici in un ambiente poco ventilato: anche se sono chiusi nelle loro bottiglie piccole dosi di vapori fuoriescono ugualmente e, in un ambiente chiuso, possono formare delle condensazioni nocive.
Fai ventilare la tua casa o il tuo ufficio. Un po’ d’aria fresca farà bene a te ed all’ambiente dove passi gran parte della giornata, soprattutto se sei un fumatore!

Anche nella prevenzione, il verde è sempre tuo amico

Aumenta il verde in casa tua: studi condotti dalla NASA hanno dimostrato che alcune piante riescono ad eliminare componenti nocive dall’aria persino in una stanza chiusa ermeticamente.
Tra le verdi amiche dell’ambiente domestico puoi trovare:

Areca Palm (Chrysalidocarpus lutescens), perfetta per il salotto: quattro di queste piante possono coprire il fabbisogno di una persona;
Mother-in-law’s tongue (Sansevieria trifasciata), ottima per la camera da letto: di notte trasforma l’anidride carbonica in ossigeno favorendo un sonno migliore (anche se il nome “lingua di suocera” potrebbe dare un’altra impressione); 
Money Plant (Epipremnum aureum) che completa il lavoro delle altre due: questa pianta ha la capacità di filtrare l’aria assorbendo molte sostanze nocive in essa contenute e rilasciando ossigeno pulito.

Cercando su internet potrai trovare tantissime altre piante utili e belle da poter tenere in casa, ma queste tre sono le più comuni e le più facilmente reperibili.

Meno vita sedentaria, più tempo con la natura
Ultimo accorgimento, ma non per importanza, è quello di passare all’aria aperta più tempo possibile, magari vicino alla verde natura o in prossimità del mare, la cui aria (com’è risaputo) offre innumerevoli benefici. Quale meta migliore della suggestiva Riviera romagnola può darvi entrambe le cose?

ily:� o;`� �(�st-font-family: Symbol;mso-bidi-font-family:Symbol;color:#545454′>·            Shell Eco-marathon Asia: 08-10 luglio a Kuala Lampur, Malaysia

 

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Teshima Art Museum

Il museo è rannicchiato, come una goccia di cemento bianco, ai bordi della costa a picco della regione collinare di Teshima. Il guscio curvilineo di calcestruzzo bianco, che trascende ogni distinzione tra arte e architettura, è stato realizzato da Ryue Nishizawa in stretta collaborazione con l’artista Rei Naito. Il Teshima Art Museum, come punto di attrazione per gli appassionati della cultura, è destinato a contribuire alla rinascita dell’isola di Teshima, in passato tristemente nota come “Isola dei rifiuti”.

Architetti: Office of Ryue Nishizawa, Tokio
Ryue Nishizawa, Yusuke Ohi
Artista: Rei Naito, Tokio

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Monte dei Paschi di Siena: il bancomat solare

Con lo scopo di incrementare la capillarità dei propri servizi la Banca Monte dei Paschi di Siena decise di realizzare delle postazioni di self banking da posizionare in occasioni di manifestazioni, in prossimità di insediamenti produttivi o turistici, oppure in quartieri e località distanti dalle proprie dipendenze. La soluzione più ovvia, fino a quel momento adottata, era quella di realizzare un piccolo manufatto in muratura, con caratteristiche fisiche idonee a garantire la sicurezza dell’apparecchiatura elettronica di self banking contro le effrazioni, dotandola nel contempo degli impianti idonei a creare all’interno un microclima ottimale per il funzionamento degli apparati elettronici. Alla luce della politica socio ambientale adottata da alcuni anni dalla Banca MPS, il progettista, l’arch. Franco Biondi, ha cercato di conferire alla postazione dei contenuti che andassero al di là della mera funzionalità e del rapporto con il contesto circostante. L’obiettivo era quello di realizzare un’architettura con un impatto nullo nei confronti dell’ambiente ma che addirittura contribuisse ad un apporto positivo nei confronti del suddetto alla stregua di un albero. Inoltre la postazione di self-banking doveva essere realizzata in serie in officina per poi essere facilmente trasportabile e assemblabile sul posto.
Ne è scaturito un manufatto costituito essenzialmente da cinque elementi distinti: un elemento di forma cubica atto a contenere gli impianti e l’apparecchiatura self-service; una struttura di sostegno della copertura rivestita in acciaio cor-ten; una copertura inclinata per proteggere il cubo dalle intemperie, per ombreggiare la postazione e per generare l’energia necessaria al funzionamento delle apparecchiature elettroniche e di illuminazione; una parete metallica frangisole; una “pelle esterna”, tipo facciata ventilata GRANITECH, costituita da piastrelle di grès porcellanato Fiandre Extra White ACTIVE.
La facciata ventilata del cubo espleta due delle tre funzioni che attribuiscono al bancomat solare l’appellativo di “architettura attiva”: generare, grazie ad uno studio attento delle ombre portate della copertura fotovoltaica e della rete laterale, fra la superficie ceramica e quella blindata, un moto convettivo dell’aria (effetto camino) che contribuisce a creare naturalmente all’interno del cubo un microclima, per temperatura e tasso di umidità, ideale al funzionamento delle apparecchiature elettroniche senza l’ausilio di un impianto di climatizzazione che dissipa energia; contribuire all’abbattimento degli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera grazie all’azione foto catalitica del biossido di titanio presente nelle piastrelle di grès porcellanato Fiandre Extra White ACTIVE. La terza funzione “attiva” del bancomat solare è rappresentata dalla produzione di energia elettrica, necessaria al funzionamento delle apparecchiature e del sistema di illuminazione, tramite i pannelli fotovoltaici installati nella copertura inclinata. La parete frangisole è realizzata con una rete metallica in acciaio inox di tipo architettonico ed ha, come già descritto in precedenza, sia la funzione di proiettare sulla parete ventilata GRANITECH del cubo più esposta ai raggi solari una superficie di ombra e sia quella di sostenere insegne o messaggi pubblicitari della Banca. La modularità della “pelle esterna Fiandre ACTIVE” è stata studiata appositamente per l’installazione di monitor LCD idonei per la pubblicità e l’informazione dinamica, oppure, come nell’ultima postazione realizzata, una piastrella 600×600 mm. è stata resa apribile per occultare le prese di ricarica di veicoli ecologici.
Sono stati progettati due diversi tipi di postazione self-banking: una statica con allaccio alle reti elettrica e telefonica, utilizzando il sistema di scambio di energia con il gestore e beneficiando degli incentivi di legge e una “nomade” completamente affrancata dalla rete elettrica e telefonica via cavo. Quest’ultima postazione, particolarmente indicata per installazioni temporanee ed in zone non raggiunte dalle reti dei gestori delle linee elettriche e telefoniche, è equipaggiata con un set di accumulatori che riescono a garantire il funzionamento degli apparati per tre giorni, nel caso del tutto remoto, che i pannelli non contribuiscano per tale lasso di tempo ad un minimo di ricarica. Dalle esperienze desunte dalle postazioni fin qui installate, in un arco temporale significativo, è risultato che nel corso di un anno solare l’energia elettrica prodotta dai pannelli è maggiore di quella consumata dalle apparecchiature. Pertanto la postazione di self banking può essere associata ad una piccola stazione di generazione di energia che immette nella rete, laddove questa è presente, energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La postazione “bancomat solare” è stata studiata per poter ospitare anche altri servizi di pubblica utilità che vanno al di là della funzione bancaria, come ad esempio le prese per la ricarica di energia, monitor per fornire informazioni e altre apparecchiature self service per i più svariati servizi.
L’arch. Franco Biondi ha affermato: La “pelle esterna” rivestita con piastrelle di grès porcellanato Fiandre ACTIVE ha una superficie di circa 25 mq., la loro azione nei confronti dell’ambiente, come risulta da specifiche ricerche, equivale a quella di un albero di medio fusto. Pertanto possiamo affermare che l’installazione di un bancomat solare, grazie ad ACTIVE di Fiandre, equivale a piantare un albero nell’ambiente dove viviamo.

Fonte: Archiportale

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Emirati Arabi: il grattacielo sostenibile, il primo con turbine eoliche integrate

Il primo grattacielo al mondo ad integrare turbine eoliche nel proprio design è il Bahrain World Trade Center, negli Emirati Arabi. Più che un grattacielo, in verità sono due, unite dalla sostenibilità. Eh sì perché le due torri di quello che è chiamato anche BWTC, sono collegate tra loro da tre ponti, su ognuno dei quali è installata una pala eolica. Progettate dallo studio di architettura Atkins ed ultimate nel 2008, le due torri del Bahrain World Trade Center hanno vinto il “2006 LEAF Award” per il miglior uso della tecnologia all’interno di una grande struttura e “The Arab Construction World for Sustainable Design Award”.
Le torri del BWTC hanno una forma particolare! Come due vele spiegate al vento, fanno in modo che le correnti del Golfo Persico, attraversandole, accelerino, così da mettere in moto le pale eoliche, in grado di produrre 225kW l’una.Per continuare con i numeri, le turbine, di 29 metri di diametro, generano un totale di 675kW e forniscono circa il 13% dell’energia totale necessaria agli edifici, cioè l’illuminazione sufficiente a 300 degli appartamenti situati all’interno delle due torri di 50 piani, alte 240 metri l’una. Prima di diventare realtà, il progetto era stato sottoposto al test della Galleria del Vento, che aveva dimostrato che i venti, per la conformazione degli edifici, entrano a 45° nell’”imbuto” formato dalle torri e si dispongono, in corrispondenza delle turbine, ortogonalmente ad esse.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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Roof-pond: una piscina sul tetto per una casa sostenibile

Progettare piscine sul tetto non è solo un simbolo del lusso, anzi è un’idea per abitazioni sostenibili. Il tetto d’acqua, anche detto roof pond, serve infatti a ridurre il calore che le case nei climi più caldi accumulano nella stagione estiva. L’idea del roof pond ha radici antiche ed è ascrivibile tra le soluzioni di climatizzazione passiva. Certo non si tratta di una vera e propria piscina come provocatoriamente anticipato, ma di una vasca che contiene acqua piovana movimentata da una pompa, che serve a tenere più bassa la temperatura della copertura.
Lo stratagemma del tetto d’acqua è stato utilizzato dallo studio GAD per un progetto realizzato in Turchia, a Bodrum ed intitolato Exploded House perché i diversi corpi che compongono l’abitazione sembrano come esplosi in parti diverse. Sono tre unità di 75 metri quadri separate da piccoli spazi vetrati ed unite al centro dall’arioso ingresso. Ogni unità ha una funzione precisa e contiene un ambiente tra camera da letto, cucina e sala da pranzo. Il clima caldo della zona, ha indotto il progettista a disegnare ampie vetrate che si aprono elettronicamente e scompaiono per lasciare che la ventilazione naturale faccia il suo effetto raffrescando gli ambienti e consentire un affaccio a 180° sul panorama. L’acqua presente sul tetto più alto dei tre blocchi, cade a cascata sugli altri favorendo il raffrescamento dell’aria esterna e garantendo un ottimo isolamento di quella interna. Agli spigoli duri dell’appartamento, si contrappongono le dolcissime curve della copertura, che si inserisce alla perfezione nella natura. Lo specchio d’acqua del tetto riflette il cielo e la vegetazione circostante nascondendo la casa all’interno di un paesaggio del quale è entrata a far parte con discrezione.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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Bioarchitettura: scuola modulare ed economica in Tanzania

La Morogoro International School è un collegio del sud della Tanzania progettato dallo studio londinese Alma-nac.
Un edificio, per ora solo su carta, in grado di riassumere, nella sua semplicità, i principi cardine della bioarchitettura.
Partendo dalla conoscenza della quantità di spazio necessaria a soddisfare i bisogni richiesti, gli architetti dell’Alma-nac, l’hanno distribuita in modo lineare ed orientata con l’asse principale lungo la direttrice est-ovest . L’edificio così disposto infatti, sarà caratterizzato da facciate est ed ovest con un carico termico estivo inferiore rispetto a quello che avrebbe un edificio diversamente orientato. La rottura della linearità dell’edificio e la provenienza sud dei venti, consentirà poi agli ambienti, di godere della ventilazione naturale, con immancabili benefici sulla qualità dell’aria ed il benessere abitativo.
Nel collegio, che comprende circa 100 posti letto, la zona maschile è separata dalla femminile dalla zona pranzo che si configura come il fulcro della struttura. Vicino alla zona pranzo si trovano le camere dei responsabili che, disposte nelle vicinanze dell’entrata, consentono un costante controllo degli accessi notte e giorno. La perfetta modularità della struttura significa sostenibilità perché consente un risparmio di tempo, costi e materiali che tra l’altro sono stati scelti tutti locali.
E’ un’unica sezione infatti quella che caratterizza l’edificio. Una sezione ripetuta più e più volte a definire i diversi ambienti il cui numero può facilmente variare in funzione delle esigenze della popolazione. L’uso di schermi solari retraibili consente al collegio di proteggersi dall’esterno e chiudersi in se stesso durante il giorno per ridurre la quantità di calore accumulata e proteggere i ragazzi dal caldo. Allo stesso tempo però si tratta di una struttura molto ben ventilata di giorno e di notte in completa sicurezza. Oltre alle strategie di controllo ambientale appositamente studiate per il collegio, sarà installato un sistema per il recupero e riciclo delle acque grigie. Economica e di facile manutenzione, la Morogoro International School è anche predisposta per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Più che come semplice collegio, la struttura vuole rappresentare un fulcro per la comunità del posto e si spera che il suo rispetto per la natura influisca positivamente sulle loro scelte quotidiane.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Premio Fassa Bortolo 2011: l’architettura che soddisfa l’uomo e rispetta l’ambiente

Aperte le iscrizioni del II Premio Architettura Sostenibile, ideato e da Fassa S.p.A., edizione 2011
Il premio  nasce dalla volontà di premiare e far conoscere ad un ampio pubblico architetture che sappiano rapportarsi in maniera equilibrata con l’ambiente, che siano pensate per le necessità dell’uomo e che siano capaci di soddisfare i bisogni delle nostre generazioni senza limitare, con il consumo indiscriminato di risorse e l’inquinamento prodotto, quelli delle generazioni future. Aperto alla partecipazione di opere di nuova realizzazione, interventi di riqualificazione e ampliamento di edifici esistenti, interventi sul paesaggio e qualsiasi altro campo realizzativo che rivesta un significato concreto in termini di sostenibilità. 
II Premio ha cadenza annuale ed è suddiviso in due sezioni:
– opere realizzate da professionisti;
– progetti elaborati come Tesi di Laurea, Tesi di Dottorato, Tesi per Master o Corsi di Formazione Post-Laurea.
Saranno assegnati per ciascuna sezione un Premio al primo classificato e due Menzioni Speciali alle opere e ai progetti ritenuti, a giudizio della giuria, meritevoli per aspetti particolari. Per la sezione delle “opere realizzate da professionisti” i Premi consistono in:
– una Medaglia d’oro al vincitore del Premio “Architettura Sostenibile”;
– una Medaglia d’argento a ciascuna delle due Menzioni Speciali. La giuria, se lo riterrà opportuno, potrà individuare ulteriori Menzioni Speciali e comunque definire in maniera diversa l’attribuzione dei Premi.
Per la sezione dei progetti elaborati come Tesi di Laurea il monte premi complessivo è di 8mila euro così distribuito:
– un premio al vincitore del Premio “Architettura Sostenibile” pari a 4mila euro;
– due premi alle Menzioni Speciali pari a 2mila euro ciascuno.
La giuria, se lo riterrà opportuno, potrà distribuire diversamente il monte premi complessivo della sezione “progetti elaborati come Tesi di Laurea”. La candidatura al Premio potrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre 2010, mentre per gli elaborati ci sarà tempo fino al prossimo 31 gennaio 2011. I progetti vincitori insieme a tutti quelli ritenuti onorevoli di menzione saranno pubblicati in un fascicolo e CD dedicato all’edizione del Premio.

Fonte: Archiportale

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La Monte Paschi di Siena verso l’eco-sostenibilità

La Banca Monte dei Paschi ha iniziato a progettare le sue filiali agendo sulla riduzione dei consumi energetici e cercando di minimizzare l’impatto ambientale delle sue dipendenze e del patrimonio immobiliare strumentale in genere. Sulla scia di questa politica Paschi Gestioni Immobiliari, societa’ che gestisce il patrimonio immobiliare del Gruppo, svolge da anni un’attività di ricerca, sperimentazione e realizzazione al di la’ dei limiti minimi di carattere normativo. In questo senso una delle prime realizzazioni è stata quella che ha visto nascere e svilupparsi la prima filiale ecologica con un piano di recupero dell’ex complesso rurale La Vigna, a Castelnuovo Berardenga (Siena). Un fienile, realizzato all’inizio del secolo scorso e da anni in stato di abbandono, e’ stato recuperato con un’attenzione particolare sia all’immobile che alle problematiche ambientali e del risparmio energetico con l’introduzione di nuovi elementi architettonici e impiantistici. Persino le opere di consolidamento, sono state realizzate con criteri e tecnologie congruenti alla conservazione degli elementi storici di bioarchitettura già presenti quale, ad esempio, la calce idraulica strutturale in sostituzione del cemento. Lavori specifici sono stati fatti per ottenere un reale risparmio energetico, limitando al massimo le dispersioni termiche e con tecnologie ad alto rendimento come la pompa di calore geotermica capace di garantire un risparmio energetico di circa il 30% rispetto ad analoga apparecchiatura tradizionale. La stessa cosa e’ stata fatta per l’illuminazione, sintesi di un perfetto equilibrio fra l’apporto di luce artificiale e naturale, quest’ultima introdotta negli ambienti grazie ai cosiddetti camini captatori di luce solare. In estrema sintesi e’ stato valutato che il risparmio totale, in termini di consumi energetici rispetto ad una filiale tradizionale, e’ di circa il 40% annuo. Tutto questo evita un’immissione in atmosfera, sempre nell’arco temporale di un anno, di circa 7.000 Kg. di anidride carbonica. E questo sfruttando le fonti rinnovabili di energia disponibili nel sito e fino ad oggi completamente trascurate: le radiazioni solari immagazzinate giorno dopo giorno dalla crosta terrestre sotto forma di energia pulita e rinnovabile. Tale azione del sole fa si che la temperatura del sottosuolo, dopo una certa profondita’, e’ costante per tutto l’arco dell’anno. Questo fenomeno fisico permette di cedere al terreno la temperatura degli ambienti interni durante le stagioni calde e di prelevare calore dallo stesso durante le stagioni fredde con un consumo di energia notevolmente ridotto. I maggiori costi di realizzazione, assicurano il responsabile di Paschi Gestione Immobili e il responsabile della realizzazione della prima filiale ecologica, Marco Baldi e Franco Biondi verranno ammortizzati in 4/5 anni. Un tempo che consente al Gruppo BMps di cominciare a pensare anche ad una filiale ecologica piu’ grande di quella di Castelnuovo Berardenga , magari a Milano dove ancora siamo ad una fase di idea progettuale, ma questo, spiega il presidente del Gruppo Giuseppe Mussari ”e’ il futuro e noi dobbiamo cominciare a realizzarlo”.

Fonte: Ansa

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Edifici sostenibili: è reale l’applicabilità? Risponde Francesco Leccese

Sostenibilità vuol dire prima di tutto individuare dove insediare nuove zone produttive, siti abitativi, infrastrutture. Il primo pensiero che deve avere chi si occupa di edilizia è legato alla sostenibilità e a quale sarà l’impronta ecologica che, qualsiasi nuova progettazione, lascerà alle generazioni future. In questo senso si inserisce il nuovo sistema di certificazione LEED, ma quando parliamo di edifici sostenibili quale è il grado rìdi reale applicabilità.

A seguito l’intervista all’ Ing. Francesco Leccese, dell’Università di Pisa.

Realizzazione Chiara Vannoni.

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Il trattamento dell’energia nel LEED: Fabio Viero

L’energia è uno degli elementi fondamentali per la sostenibilità di un edificio durante la sua vita utile. Attualmente le certificazioni energetiche si concentrano sui consumi che si possono avere durante i periodi invernali.

Fabio Viero ci illustra le differenze tra la certificazione energetica e quella ambientale, il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).

Montaggio video Chiara Vannoni.

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Andrea Rinaldi: Architettura>Energia e sostenibilità ambientale

Gli edifici consumano circa il 40% delle energie disponibili, per cercare di raggiungere una sostenibilità dei processi edilizi è necessario investire tempo e risorse nella ricerca di soluzioni ecocompatibili. Il centro Architettura>Energia si propone come struttura che indaga tutti gli aspetti del costruire e del costruito per raggiungere un elevato grado di sostenibilità dell’opera edificatoria.

Intervista ad Andrea Rinaldi, direttore del centro Architettura>Energia.

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Riqualificazione energetica del patrimonio storico: Marta Calzolari.

A fronte della quantità di edifici esistenti in Europa ed in particolar modo al numero di quelli di storica importanza in Italia, è necessario definire un protocollo\sistema che permetta una riqualificazione successiva, sempre adottando massima attenzione nei termini di sostenibilità dell’intervento e della successiva vita utile dell’edificio.

L’Arch. Marta Calzolari ci aiuta ad affrontare l’argomento.

Montaggio video Chiara Vannoni.

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Verso una progettazione integrata: interviene Biolcati Rinaldi.

L’ introduzione in Italia dello standard internazionale LEED permette di orientarci verso una intensa e profiqua progettazione integrata, mirata alla sostenibilità.

L’ Ing. Maurizio Biolcati Rinaldi, professore dell’ Università di Ferrara, spiega la progettazione integrata nel ciclo di vita di un edificio a cui si vuole far raggiungere la sostenibilità.

Montaggio video Chiara Vannoni.

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Premio Nazionale di Bioarchitettura. Tema per il 2010: centri storici italiani

Lanciata la seconda edizione del Premio Nazionale di Bioarchitettura dedicata quest’anno ai centri storici. Promosso dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura con il sostegno di LegnoFinestraItalia il premio intende contribuire al recupero e alla tutela qualitativa del patrimonio architettonico dei nostri centri storici, soprattutto in quelle realtà territoriali dove le dimensioni contenute implicano maggior impegno economico e culturale da parte delle amministrazioni e dei cittadini. L’intervento dovrà testimoniare la presenza di tale dialogo, volto a valorizzare ciò che il contesto già comprende, anche attraverso l’interpretazione bioclimatica degli spazi urbani condivisi. La partecipazione è aperta a istituzioni pubbliche e progettisti, distinti in due diverse categorie, che abbiano realizzato, a partire dal 1990 interventi di recupero su centri storici di comuni italiani fino a 20.000 abitanti, ovvero in realtà territoriali dove le contenute dimensioni urbane implicano un maggiore impegno economico e culturale da parte delle amministrazioni locali e dei loro cittadini. Il premio è suddiviso in tre sezioni di valori geografico territoriali: centri storici nord Italia, centri storici centro Italia e centri storici del sud Italia e isole. Il plico contenente la documentazione di partecipazione al premio dovrà pervenire entro il prossimo 30 luglio 2010. La giuria assegnerà il Premio al migliore progetto pervenuto nelle tre sezioni di partecipazione. La giuria, inoltre, potrà esprimere anche “menzioni” di merito sui progetti partecipanti.
 
Il premio consiste:
nell’assegnazione di una targa di riconoscimento istituzionale;
nella pubblicazione ufficiale del progetto in forma estesa, con il commento di studiosi ed esperti di architettura sostenibile.

Fonte: Archiportale

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