Archivio della categoria ‘ARCHITETTURA’

Il Ponte della Pace di Michele De Lucchi a Tbilisi

Un ponte è per definizione un’architettura simbolica, poiché luogo di coesione tra due punti, due circostanze sociali, due conformazioni territoriali, differenti e distanti, che tramite un monumento celebrano la loro unione.
Il Ponte della Pace, progettato dall’architetto italiano Michele De Lucchi per la città di Tbilisi, si trova sul fiume Mtkvari e connette il più antico quartiere di Bericoni con quello di Rikhe, oggetto di un recente piano di sistemazione di respiro internazionale.
Città dal controverso passato recente e dalle molteplici distanze culturali ed etniche, la capitale della Georgia cerca l’affermazione della propria identità, associando l’audacia del suo sviluppo urbanistico e architettonico a emergenze visive caratterizzanti il paesaggio. Nel punto dove sorge il Ponte della Pace, il fiume divide il centro urbano creando una frattura tra il nucleo storico a Ovest e il parco a Est, da cui ha inizio la nuova Tbilisi. Monumento al dialogo tra presente e passato, il ponte è composto da una passerella pedonale e da una copertura con profilo sinusoidale che sembra sospesa: non ha infatti altri appoggi che quattro pilastri sulle rive del fiume. Valicando le due arterie stradali che corrono ai lati del Mtkvari, la passerella ha una doppia accessibilità: dalle due sponde a una certa quota dei crinali e dai lungofiumi tramite quattro scale. La copertura, elemento di incontro tra architettura e ingegneria, appare come un’unica membrana risultante da una struttura di tubi di acciaio e da elementi in vetro di forma triangolare. La sua struttura a guscio, riconoscibile icona cittadina, è stabile per forma.
Gli archi trasversali sono generati tutti dalla stessa parabola in un’ottica di standardizzazione ed economia di scala, mentre il profilo longitudinale, che identifica il ponte, è anche il risultato del più efficace bilanciamento delle forze. Al centro del ponte si crea una “piazza” da cui i cittadini e i turisti possono godere di un punto di vista privilegiato su Tbilisi, un ideale luogo di incontro, intrattenimento e scambio culturale. Così dal Palazzo del Presidente, dalla Cattedrale o dai quartieri periferici che si estendono lungo la valle, il ponte è segno di riferimento e simbolo visivo per l’orientamento nella città.

Fonte: Archiportale

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Filippine: la scuola di plastica

Costruire una scuola con bottiglie di plastica e malta. Non è solo riciclo creativo di rifiuti, ma è molto di più. Il progetto Bottle school è stato portato a termine dalla MyShelter Foundation nelle Filippine, nella città di San Pablo Laguna nei pressi di Manila.
Tra gli obiettivi della Fondazione proprio la diffusione dell’architettura sostenibile che utilizzi materiale ricavato in loco. E a San Pablo Laguna abbondano le bottiglie in plastica e in vetro. A gestire il progetto Illac Diaz che ha raccontato di come lo abbiano anche deriso quando ha avanzato la sua idea: non è mai una cosa facile per le persone pensare a costruzioni alternative. E’ davvero molto difficile ottenere sostegno su qualcosa se la gente non sa cosa di cosa si sta parlando e se non è mai stato visto prima. Ogni anno ci mancano circa 7.000 classi. Questa carenza non è causata solo dalla crescente popolazione di studenti, ma anche dalle aule che sono danneggiate ogni anno dai forti tifoni. D’altra parte bere una soda richiede solo 7 minuti, mentre una bottiglia di plastica sopravvive almeno 700 anni. Così abbiamo pensato a questa nuova soluzione sostenibile, che è sia educativa sia ambientale.

Fonte: Ecoblog

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Starbucks cambia logo: delusione dei clienti!

Starbucks compie 40anni e, per immortalare il momento, cambia marchio! Che vi piaccia o no da Marzo tazze, bicchieri e gadget saranno marchiati con il nuovo marchio total green! Ma i dissensi già si fanno sentire! Rieccoci qua, dopo un bel periodo di vacanza, a riparlare di design! Il nuovo logo neanche uscito, già fa parlare di sè e, come avrete capito, non in maniera positiva! Via la scritta, via le stelle e largo solo alla sirena in un nuovo stile total green. Dal 1971 Starbucks ci delizia con bevande e dolci in più di 17mila shop in 49 diversi paesi! Noi italiani (per ora…) possiamo vivere l’esperienza dei coffe shop Starbucks solo durante i viaggi all’estero dividendoci nettamente tra super sostenitori del brand e incalliti oppositori. Sostenitori o no, cari lettori, da marzo si cambia musica e a molti la nuova composizione non piace. E’ vero che tutti i cambiamenti sono difficili, generano sempre smarrimento e insoddisfazione, soprattutto quando parliamo di brand design. Howard Shultz, presidente della Sturbucks company, appare entusiasta del cambiamento aggiungendo che non sarà l’unica novità del 2011 in casa Sturbucks! E non manca chi urla ad un nuovo caso GAP (la società di abbigliamento statunitense costretta a tornare sui suoi passi a seguito del discusso nuovo logo!) Per voi invece? Shock o piacevole novità?

Fonte: Architettura&Design

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L’Ark di Remizov: l’albergo ecosostenibile…e galleggiante

Noè aveva costruito la sua arca per mettere in salvo tutte le specie animali dal diluvio universale. L’architetto russo Alexander Remizov ha progetto la sua Ark ispirandosi, a quanto pare, agli effetti del riscaldamento globale. Si tratta di un hotel dalla gigantesca struttura a chiocciola realizzato con materiali eco-compatibili, energeticamente autosufficiente e in grado di accogliere fino a 10.000 persone. Questo grande piano edilizio progettato da Remizv ad impatto zero è adattabile in vari modi, secondo la destinazione d’uso e il luogo in cui si vorrà realizzare l’opera. Grazie alla collaborazione con un’azienda di ingegneria tedesca e con lo scienziato moscovita Lev Britvin, Alexander, infatti, ha ideato una struttura completamente autosufficiente, grazie ad un impianto dotato di generatori a energia eolica e solare. La forma di una cupola promuove la formazione di turbolenze d’aria, rafforzando il lavoro di generatori eolici. – ha fatto sapere Remizov – Dentro l’edificio, la forma a cupola promuove l’accumulo di aria calda nella parte superiore della struttura. Questo calore sarà trasformata in altri tipi di energia da raccogliere anche negli accumulatori termici. L’arca – che può essere costruita con il legno, l’acciaio e la plastica EFTE ad alta resistenza – si può adattare agli ambienti e ai climi più diversi e – grazie alla sua struttura modulare e prefabbricata – può prestarsi ad usi diversi, come uffici, hotel, abitazioni, ma anche luoghi di rifugio per emergenza. La struttura è stata studiata per svilupparsi su una superficie di 14.000 metri quadrati ed ospitare così fino a 10.000 persone con ampi spazi verdi al proprio interno.
Potrebbe essere costruita in soli 3 o 4 mesi, in qualsiasi parte del mondo – ha fatto sapere Remizov, specializzato in insediamenti a basso impatto ambientale. Ma non è tutto, perché il l’architetto russo ha pensato anche ad una variante: quella galleggiante! Grazie ad una particolare carena a nido d’ape, l’arca potrebbe anche essere costruita sull’acqua per far fronte alle conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai.

Fonte: GreenMe

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A Valencia: la vivienda eco di Luis de Garrido

Realizzare una casa altamente sostenibile dal punto di vista ambientale e bioclimatico, con un alto livello di illuminazione naturale nonostante le piccole dimensioni della facciata esterna ed il posizionamento tra due edifici interconnessi: era questo il punto di partenza del progetto sviluppato dall’architetto spagnolo Luis de Garrido per Casa Calabuig, una residenza privata realizzata a Benetusser, nella regione di Valencia (Spagna).
Ampia poco meno di 730 mq la vivienda sorge su un sito irregolare, connotato da una grande profondità di costruzione, caratteristica che ha portato de Garrido a costruire un grande patio centrale coperto, che regala al nucleo centrale della casa un’illuminazione zenitale. La corte centrale separa la zona giorno della zona notte e connette la vivienda al giardino pensile. Per pavimenti, scale e pareti divisorie è stato fatto ampio uso di superfici vetrate trasparenti, in modo da conservare il massimo livello di illuminazione naturale possibile, nonostante le piccole dimensioni del fronte sud della casa. Dal punto di vista costruttivo, la struttura consta di muratura a doppio strato, il cui rivestimento interno è realizzato in blocchi di legno-cemento (Durisols) di grandi dimensioni spessi 20 cm. Per il rivestimento esterno sono stati invece impiegati pannelli Trespa spessi 13 mm, su cui è stata applicata della pietra naturale. All’interno del doppio strato è inserito un pannello isolante in canapa spesso 6 cm assieme a una camera ad aria ventilata di 3 cm. Il pavimento è fatto di lastre di cemento armato prefabbricato.
Per le finiture esterne sono stati utilizzati pittura ai silicati, pannelli Trespa spessi 13 mm e lastre in pietra naturale lucidata 35 x 200 cm, spesse 4 cm. Per le finiture d’interni invece sono state selezionati: pitture vegetali, marmo lucidato e parquet di compensato di betulla trattato con oli vegetali.
La climatizzazione della casa è ottenuta attraverso un sistema radiante a pavimento (caldo e freddo), alimentato da collettori solari termici. Per la deumidificazione degli ambienti è sfruttato l’”effetto Peltier”. L’abitazione casa ha un comportamento bioclimatico perfetto, e in estate può offrire autonomamente una temperatura che si aggira sui 24 gradi centigradi. Tuttavia, l’elevato tasso di umidità interno viene ridotto tramite un semplice sistema meccanico a basso consumo energetico, si legge nella relazione di progetto. Le schermature solari dell’abitazione sono in legno massello di Iroko, trattato con oli vegetali. Altri elementi “efficienti” della vivienda sono le tubature idriche in propilene e le tubature per il drenaggio in polietilene; gli elettrodomestici a basso consumo energetico; i piani cottura in silestone antibatterico e pareti e pavimenti in vetro serigrafato ad alte prestazioni (anti-graffio, antiscivolo, facili da pulire).

Fonte: ArchiPortale

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L’intellegibilità a servizio della complessità architettonica

L’atelier d’architettura parigino A/ZC- Zündel & Cristea Architects ha recentemente vinto il concorso di progettazione per la metropolitana di Rennes, capitale della regione francese della Bretagna. Nello specifico al team spetta il compito di disegnare le stazioni di St Germain, Mabilais, Puits Mauger e Gares, destinate ad essere inaugurate entro il 2015. Anzitutto abbiamo voluto definire cosa intendessimo per stazione della metropolitana: un marcatore, lungo la traiettoria della linea metro, uno spazio pubblico facilmente accessibile, con percorsi fluidi e una segnaletica semplice e chiara e pulita. Il nostro progetto prova a rendere concreto e visibile questo nuovo modo di concepire la valenza urbana della metropolitana. Ci siamo concentrati su intelligibilità e qualità dello spazio della stazione. La complessità tecnica o architettonica di un’opera crea nell’utente una certa difficoltà nel comprendere o interpretare il suo incontro con essa. Se, solitamente la complessità deriva da un certo rigore e un alto grado di organizzazione, quando si manifesta nella confusione, per non dire nel caos, non riesce ad esprimersi chiaramente. L’architettura è cambiata poco nel corso del tempo, resta quindi essenziale per l’architetto introdurre nei progetti complessi idee universali, semplici e chiare, dichiarano dal team vincitore.

Fonte: Archiportale

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Concorso: idee e progetti per il paesaggio trentino

La provincia autonoma di Trento ha lanciato un concorso per la selezione dei soggetti ai quali affidare i seguenti incarichi:
– Arredo e riqualificazione delle aree artigianali;
– Organizzazione e ripristino panoramico;
– paesaggistico dei passi dolomitici;
– Indicazioni metodologiche per le trasformazioni delle aree agricole di versante a nuove tecniche produttive;
– Tecniche costruttive e compatibilità dei manufatti e delle costruzioni rurali in aree agricole;
– Tipizzazioni di modellazioni per il recupero di cave esaurite;
– Riordino e riqualificazione del nesso urbano Riva del Garda – Arco;
– Indicazioni metodologiche per una progettazione dell’area di Zambana Vecchia secondo criteri di alta qualità paesaggistica e di identità territoriale;
– Ipotesi di riorganizzazione e miglioramento dell’area in prossimità del lago di Toblino.
La selezione è effettuata sulla base della presentazione di proposte di idee che, rispetto ai temi sopra elencati, meglio avranno specificato i seguenti elementi:
1) indice degli argomenti che si intendono sviluppare;
2) metodologia dello studio;
3) principi progettuali di riferimento ed esemplificazione rispetto a specifiche aree del territorio provinciale;
4) documenti metodologici che si intendono elaborare per fornire indirizzi e criteri alla Provincia nonché alle comunità e ai comuni per la formazione di strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica che considerino i risultati dello studio.
Le proposte di idee possono essere presentate dai seguenti soggetti:
1) professionisti, iscritti ai relativi ordini professionali, competenti in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
2) docenti universitari in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
3) società di professionisti o raggruppamenti temporanei.
Ogni soggetto interessato può presentare una sola proposta mediante la scelta di uno dei temi di cui sopra. I soggetti che presentano la proposta di idee devono indicare il nominativo di un coordinatore del progetto, in possesso di diploma di laurea in architettura, pianificazione territoriale o ingegneria e iscritti ai relativi ordini della Provincia di Trento e prevedere obbligatoriamente la formazione di un gruppo di progettazione multidisciplinare. Indipendentemente dalla natura giuridica del concorrente, gli incarichi oggetto di selezione devono essere espletati da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati in sede di presentazione della proposta progettuale, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Le idee dovranno pervenire entro il prossimo 31 dicembre 2010. Il proponente che conseguirà per ciascun tema il punteggio maggiore sarà individuato come affidatario dello studio.

Fonte: Archiportale

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Parma, Architettura & Pubblicità

Il Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo dell’Università di Parma promuove due giornate di studi e una mostra di ricerca attorno al tema Architettura e Pubblicità / Pubblicità e Architettura, per proporre nuove modalità di analisi, di riflessione e di esposizione. Il convegno si svolgerà il 23 e il 24 novembre, nell’ Aula Magna dell’Università di Parma, come momento di confronto tra differenti prospettive, quella degli studi semiotici, quella della analisi storico-artistica, infine quella del progetto pubblicitario, visivo e spaziale. Le giornate di studi svilupperanno le ricerche e le indagini che nel 2005 un gruppo di lavoro che fa capo al Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo ha avviato sui meccanismi attraverso i quali si costruisce l’immaginario contemporaneo e pubblicitario, con l’obiettivo di confrontare gli strumenti di analisi e le ideologie e pratiche progettuali.
Gli interventi saranno articolati in cinque sezioni: Il progetto. Letture semiotiche. Storie di immagini. La pubblicità e le arti. La pubblicità e la strada.
Parteciperanno alla sezione dedicata al Progetto: Francalma Nieddu e Olav Jünke (Ondesign Amburgo), Pier Paolo Rossillo, (Akira lab, Milano), Pao, Luciano Nardi, (Kube Libre, Milano).
Le Letture semiotiche saranno di Ugo Volli, Guido Ferraro, Antonio Santangelo e Federica Turco dell’Università di Torino.
Nelle sezioni Le storie di immagini, La pubblicità e le arti e La pubblicità e la strada interveranno ricercatori e docenti dell’Ateneo di Parma: Carlo Quintelli, Rita Messori e il gruppo di ricerca che fa capo al Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo Michele Guerra, Gloria Bianchino, Cristina Casero, Vanja Strukelj, Francesca Zanella, Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Marco Scotti.
Nelle stesse giornate sarà allestita negli spazi del Dipartimento, presso i Contrafforti della Pilotta, una mostra di ricerca, innovativa per ideazione e allestimento: questa completerà il programma degli appuntamenti che si terranno dal 23 al 26 novembre, mettendo in scena le ricerche e coinvolgendo progettisti e professionisti, studiosi e artisti, rivolgendosi al pubblico di appassionati e di addetti ai lavori.
La mostra sarà visitabile gratuitamente durante gli orari di apertura della struttura, esclusivamente in piccoli gruppi. Il tema generale, come il titolo del convegno e della mostra immediatamente suggeriscono, si presta a livelli di lettura molteplici e paralleli: alla base, il desiderio di arricchire un lavoro avviato nel 2005 sulla base dell’intenso dibattito sviluppatosi alla fine degli anni ’90 sullo star system dell’architettura e sul ruolo dell’architetto quale protagonista della cultura occidentale contemporanea. Protagonista delle cronache, della stampa e dei media, l’architettura era infatti diventata lo strumento di rilancio dell’immagine urbana e l’architetto era presentato come il creatore, il vincente, colui a cui si richiede di inventare nuovi simboli urbani. Anche il sistema della pubblicità aveva riflesso questo fenomeno con un ‘utilizzo’ intensificato nelle campagne pubblicitarie di alcune delle architetture simbolo della fine del XX secolo e dell’inizio del XXI, dal Guggenheim a Bilbao al Disney Center, dalla città della scienza di Valencia piuttosto al grattacielo di Dubai. Se questo fenomeno era parallelo a quello dell’affermazione dell’idea di architettura come spettacolo e come immagine, con tanto di protezione dai diritti di copyright, e della figura dell’architetto quale creatore e protagonista contemporaneo, in quali termini la pubblicità può essere veicolo di una specifica idea di architettura e quale ruolo assume l’architettura all’interno del messaggio pubblicitario? Sono queste le domande che il convegno e la mostra intendono rileggere, sia analizzando il problema dei linguaggi artistici legati al mondo della pubblicità, sia riflettendo sul ruolo di nuove forme di pubblicità che definiscono inediti rapporti con il contesto urbano, rispetto alla tradizione del progetto pubblicitario. Architettura e Pubblicità / Pubblicità e Architettura è un evento collegato Festival Architettura 5.

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Pompei: crolla la Domus dei Gladiatori

La Domus dei Gladiatori del sito archeologico di Pompei, situata nella centralissima via dell’Abbondanza, è crollata il 6 novembre 2010. I custodi hanno trovato l’intera struttura polverizzata: il monumento, così chiamato perché al suo interno vi si allenavano gli atleti nell’antica Pompei, era stato rinvenuto durante gli scavi della città e ritenuto una delle rovine più importanti.
Il presidente dell’ ANA, Associazione Nazionale Archeologi, Tsao Cevoli, ha così denuciato questo avvenimento: Stavolta il crollo è di proporzioni clamorose, è una ferita insanabile al sito archeologico più importante del mondo. Come denunciamo da tempo, sono l’incuria e la mancata manutenzione ordinaria del patrimonio archeologico a provocare danni irreparabili come questo.
Ci si auspica che il governo attui presto una politica di prevenzione nel settore dei beni culturali e preservi al meglio le grandi meraviglie del patrimonio culturale italiano. Inoltre è stato predisposto un percorso alternativo per i molti turisti, in quanto la Domus è situata sulla via principale.

Fonte: ProgettoRestauro

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Quando il design entra in cantina, il vino diventa moderno

C’era una volta, nemmeno tanto tempo fa, una vigna, un contadino, una bottiglia, un cavatappi e un bicchiere. E il piacere, solitario o conviviale, di bere. Era (quasi) tutto qui. Oggi la sintesi dell’esperienza è in fondo la stessa. Ma non il contesto: futuristiche cantine di invecchiamento firmate dai più importanti architetti internazionali, stravaganti oggetti che accompagnano la degustazione e allo stesso tempo soddisfano le necessità del design d’avanguardia, riviste di critica specializzata, guide di settore che condizionano il mercato, rubriche televisive per aspiranti sommelier da tinello, comparsate d’autore al cinema e talebani della viticoltura biodinamica.
Il mondo del vino, nel corso degli ultimi trent’anni, è profondamente cambiato. Nessun altro comparto agroalimentare ha subito una tale rivoluzione sociale e mediatica. Nessun altro prodotto commestibile è così legato alla natura ma allo stesso tempo creatore di una potentissima cultura visiva, portatore di profondi e precisi significati estetici, geografici ed economici.
Ma quando, e soprattutto come, il vino è diventato moderno? E’ quello che si chiede il San Francisco Museum of Modern Art con “How Wine Became Modern: Design + Wine 1976 to Now“. La mostra, pensata in collaborazione con lo studio di architettura newyorchese Diller Scofidio + Renfro, è in programma fino al prossimo 17 aprile ed è dedicata all’universo enoico e al ruolo che il design e i media hanno avuto nella sua evoluzione/rivoluzione, nel corso di oltre tre decenni. Un’indagine e un percorso per comprendere la forza del vino nella vita contemporanea come perfetto emblema di localismo, territorialità e autenticità in una società sempre più globalizzata e virtuale.
Strumenti e artefatti storici, modelli architettonici, installazioni multimediali, opere d’arte commissionate ad hoc e un “muro di profumi” per una vivida esperienza multisensoriale: al SFMOMA il vino, più che da bere, è tutto da vedere. E in occasione della mostra, nello shop del museo è possibile acquistare edizioni limitate di accessori da vino, ovviamente di design, da scegliere fra decanter, tappi o termometri.

Fonte: Luxury24

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Tesi on line: Il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti

Due tesi  di Restauro discusse a Firenze sulle sezioni longitudinali e trasversali che analizzano il manufatto dell’Alberti in maniera puntuale e approfondita, sono visibili sul sito web www.prog-res.it nella sezione Tesi e Ricerche.

Un abstract delle tesi e le tavole integrali in formato digitale consultabili gratuitamente.

Il Tempio Malatestiano, conosciuto come Duomo di Rimini. sebbene incompleta, è una delle architetture più significative del Rinascimento, come passaggio fondamentale all’architettura moderna. Al progetto e realizzazione oltre che di Leon Battista Alberti, una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento oltre ad essere architetto è stato scrittore, matematico, umanista, filosofo e musicista, hanno contribuito anche Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, sotto la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Per visionarle  clicca qui:

Il Tempio Malatestiano di Rimini. Le sezioni longitudinali interne

Il Tempio Malatestiano di Rimini. Le sezioni trasversali

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Rotterdam: Hella Jongerius firma l’elogio dell’irregolarità

Mai titolo fu così azzeccato per questa mostra. “Misfit” infatti sta a indicare qualcosa che calza male, che non si adatta alla perfezione. E sono proprio le imperfezioni e il tocco individuale, che interrompono il processo industriale, alla base del successo internazionale della designer olandese Hella Jongerius, classe 1963, a cui il suo paese d’origine dedica, negli spazi del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, una mostra retrospettiva. Perché Jongerius, che ha avviato il suo studio all’inizio degli anni Novanta dopo il diploma alla Eindhoven Design Academy, è convinta che la qualità della fattura artigianale non sia leggibile in oggetti perfetti ma solo nei “misfits”. E che l’industria negli ultimi decenni si sia troppo concentrata sulla quantità e sulla standardizzazione. Ad esempio creando migliaia di colori che sono progettati per sembrare tutti uguali in ogni circostanza. A tutti questi colori però manca l’irregolarità, l’elemento di disturbo. Ed è proprio nella nuova serie di vasi colorati (serie 3), presentata per la prima volta a Rotterdam, che si riconosce la mano della designer. Trecento vasi, appoggiati sul pavimento, messi a punto la scorsa estate in stretta collaborazione con la Royal Tichelaar Makkum, utilizzando il vaso come una tela vera e propria e sperimentando su di esso la forza e le incredibili potenzialità del colore. High e low tech, tradizionale e contemporanea, artigianale e industriale, la ricerca di Jongerius è eclettica e gioca proprio sugli opposti. Sul cortocircuito dei materiali quasi sempre associati in modo inusuale e originale. Cosa ci farebbe altrimenti una rana gigante appoggiata sul bordo in un tavolo? È la celebre Frog Table del 2009 che il museo ha recentemente acquisito e che si va così ad aggiungere agli altri suoi oggetti già in collezione. Dai tavoli, ai tessuti, dalle sedie ai sofà, dalle scarpe (frutto della collaborazione con Camper) ai vasi (tra cui quelli creati per IKEA), è la prima volta che l’intera opera della designer viene esposta in Olanda. I prodotti in mostra sono allestiti per cromia, non seguono un percorso cronologico e sono organizzati in modo tale da distanziarli volutamente e il più possibile dal loro uso quotidiano. In occasione della mostra è stata inoltre pubblicata una monografia curata da Louise Schouwenberg in stretta collaborazione con la designer per la Phaidon Press (la seconda per la stessa casa editrice), di cui 300 copie vendute in una speciale edizione limitata con i vasi colorati dell’ultima serie. La mostra ” Hella Jongerius – Misfit” è in corso al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam fino al 13 febbraio.
www.boijmans.nl
www.jongeriuslab.com

Fonte: Luxury24

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Cina: il Museo delle Sculture in Legno di MAD

Lo studio cinese MAD fondato da Yansong Ma ha reso note le immagini del progetto per il Nuovo Museo per le Sculture in Legno Cinesi che sorgerà nella città di Harbin, capitale della regione dell’Heilongjiang, nel nord est della Cina, ai confini con la Siberia. La principale città della Cina settentrionale, attualmente in rapida espansione, sta attraversando una fase di definizione di sé come hub regionale per le arti. La città di Harbin, i cui paesaggi invernali sono stati fonte di ispirazione per il progetto del Museo, è sede ogni anno dal 1963 del Festival Internazionale delle Sculture di Ghiaccio e Neve (The Harbin International Ice and Snow Sculpture Festival).
Il Museo di MAD è un contrasto tra l’eleganza della natura e la velocità della vita quotidiana. I suoi 200 metri di lunghezza hanno la forma di un fluido congelato che riflette ed esplora la relazione tra l’edificio e l’ambiente. L’interno del museo combina due diverse mostre collegate da un accesso centralizzato che separa i due “musei” e contemporaneamente li unisce, conseguendo un rapporto simbiotico. Lucernari inondano di luce i “vuoti” adiacenti alle gallerie, creando ottimali condizioni visive e “momenti scenici” all’interno e all’esterno dell’edificio. A MAD è stata commissionata la progettazione di tre edifici culturali nel 2009; la struttura del museo è stata completata recentemente, mentre i progetti dell’opera house e del centro culturale saranno terminati il prossimo mese di febbraio.

Fonte: Archiportale

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Da Trivago la classifica dei migliori alberghi-design: estetica, funzionalità, prezzi accessibili

Dormire in un hotel progettato da un architetto di grido non è roba per tutti. Ma ci sono dei casi, pochi al mondo, che fanno eccezione. Hotel pensati da professionisti estrosi, arredati in modo originale, dove è possibile dormire con appena 30 euro a notte a persona.
Il sito comparatore di prezzi http://www.trivago.it/ ha selezionato i migliori 10 “cheap” design hotel d’Europa, da Madrid a Budapest, da Vienna a Lisbona. Camere dai colori stravaganti, soluzioni all’avanguardia e armoniose, il tutto impacchettato per un massimo di 60 euro a camera doppia.
Se pensate che sia una cosa impossibile, provate a dare un’occhiata al sito del Soho Hotel di Budapest, un albergo trendy nel cuore della capitale ungherese. La facciata esterna di luci al neon blu elettrico fa da cornice a una struttura a quattro stelle con camere arredate con stile e fantasia. Mobili d’epoca decorati in oro sono combinati con elementi di design moderno e colori audaci. Il resto lo fanno le bellezze della cittadina magiara, con il suo Ponte delle Catene e il Castello di Buda, fino ai capolavori dell’Espressionismo della Galleria Nazionale. L’hotel è prenotabile a partire da 30 euro a persona in camera doppia per notte via Otel.com (3.12.2010 – 5.12.2010).
C’è poi il Roomz di Vienna, dal design fresco e accattivante, con camere suddivise in quattro colori (verde, blu, marrone e rosa) e decorate con stile raffinato. Ogni dettaglio, dalle tende agli arredamenti, è coordinato e ogni dispositivo, interruttori inclusi, in tinta. Per quanto riguarda Vienna, la Kunsthalle presenta una mostra di pop-art e, ancora per poco, si può ammirare una rassegna dedicata a Frida Kahlo nel Kunstforum Bank Austria. L’hotel è prenotabile a partire da 54 euro a persona in camera doppia per notte via Onhotels (3.12.2010 – 5.12.2010).
Il Novus City Hotel di Metaxourgio, il quartiere alla moda di Atene, offre invece ai visitatori uno stile minimalista e dinamico, con una terrazza dalla quale godere la vista sull’Acropoli. Prenotabile a partire da 37 euro a persona in camera doppia per notte via Booking.com (3.12.2010 – 5.12.2010).
Elegantissimo anche il Ku Damm 101 di Berlino, nella Kurfürstendamm della splendida capitale tedesca. Dalla hall alle sale comuni fino alle camere, si possono trovare opere di alto design. Prenotabile a partire da 41 euro a persona in camera doppia per notte via Venere (3.12.2010 – 5.12.2010).
L’hotel Yasmin di Praga si trova invece nel quartiere di Nove Mesto dell’affascinante capitale ceca e con le sue forme nette e i colori tenui rappresenta un piccolo gioiello di arte moderna. A pochi passi da Piazza Venceslao, l’albergo è anche un punto di partenza perfetto per scoprire le tante bellezze della città, dall’Orologio Astronomico alla Cattedrale di San Vito. Il costo parte da 37 euro a persona in camera doppia per notte, prenotando via Logitravel (3.12.2010 – 5.12.2010).
Un concept moderno e funzionale caratterizza invece l’hotel Bloom, nel cuore di Bruxelles. L’albergo racchiude nelle sue 305 camere e suite piccole opere di diversi artisti. Il ristorante “SmoodS” è un mix di stili fantasiosi fuori schema, dai tavoli arredati in stile vintage ad angoli in “safari style”. E, per chi ancora non conoscesse la capitale belga, il museo degli strumenti musicali in stile Art Nouveau è un gioiello da non perdere. L’hotel è prenotabile a partire da 39 euro a persona in camera doppia per notte via Booking.com (3.12.2010 – 5.12.2010).

Fonte: LaRepubblica

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Pompei a pezzi: crollano altri muri

Pompei si sbriciola giorno dopo giorno. Dopo il crollo del muro di contenimento della Casa del Moralista, nella notte si sono staccate altre due pareti che però, secondo le prime informazioni, non sarebbero affrescate. La notizia è stata confermata dal sindaco di Pomepi, Claudio d’Alessio. Ieri si era staccato un muretto grezzo di sei-sette metri nel giardino della Casa del Moralista, la domus pompeiana che deve il nome alle frasi moralizzatrici che il proprietario aveva fatto incidere sui muri per i suoi ospiti. Niente di che, se si pensa alla recente ferita del crollo della vicina Schola Armaturarum, ben più imponente, ma quanto basta per svelare le magagne di un sistema di manutenzione che vede una tra le aree archeologiche più importanti del mondo impotente rispetto alle piogge abbondanti. Gli ultimi crolli riaccendono le polemiche nei confronti del ministro Sandro Bondi. Viviamo una emergenza continuadice il soprintendente degli Scavi di Pompei Jeannette Papadopoulos – Pompei è una città fragile e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio. Purtroppo sono due mesi che sto qui e non fa che piovere.
Per il futuro l’impegno è quello di procedere con la mappatura dell’area, ma si capisce che di fronte al perdurare delle piogge non si possono escludere nuovi crolli: Spero di no, stiamo lavorando per evitarli è la replica. I carabinieri, intanto, hanno acquisito una serie di documenti negli uffici della Soprintendenza degli Scavi: l’obiettivo è ricostruire la gestione recente e verificare la correttezza degli interventi.
Bondi è sulla graticola. Contro di lui si scaglia il Pd con Bossa, Marcucci e Vaccaro e l’Idv con Belisario. Per Casini (Udc) il ministro non ha colpa ma questi crolli sono la metafora dello stato in cui versano i beni culturali. Dalla Regione Campania si leva la voce dell’assessore al Turismo Giuseppe De Mita che chiede al ministro un’azione più efficace e concreta. Occorre – è la replica di Bondi evitare ogni inutile allarmismo. La situazione a Pompei è continuamente monitorata dalla soprintendenza: il cedimento non ha coinvolto alcun manufatto di pregio storico, artistico o archeologico.

Fonte: LaStampa

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Lussemburgo: nuovo edificio per la Commissione Europea

La cordata composta da JSWD Architects (Colonia), Chaix & Morel et Associés (Parigi) e Bertrand Schmit (Lussemburgo) si è classificata al primo posto del concorso internazionale di progettazione per l’edificio Jean Monnet 2 nel quartier generale della Commissione Europea a Lussemburgo.
La nuova struttura sorgerà nel grande parcheggio del complesso “JeanMonnet”, in sostituzione a un edificio per uffici edificato nel 1975. I lavori di realizzazione dello stabile saranno ultimati nel 2016. Un secondo edificio, che sarà eretto in sostituzione del volume “Jean Monnet 1”, sarà realizzato entro la fine del 2019. I due edifici saranno collegati e daranno vita a un’area uffici ampia circa 120.000 mq, con una capienza totale di 2.900 dipendenti.
Il progetto vincitore di basa sul principio della “comunicazione diretta all’interno dell’ambiente di lavoro”. L’edificio disporrà di molte zone comuni che, oltre a portare la luce naturale nelle zone centrali dell’edificio grazie a una serie di pareti trasparenti, attiveranno relazioni visive tra gli uffici di uno stesso piano ed anche tra i diversi livelli, in modo da favorire la comunicazione tra i dipendenti. Quest’ idea ha guidato anche la progettazione di: zona conferenze, il ristorante, biblioteca e mensa aziendale, e area sportiva per i dipendenti della struttura.
La struttura sarà conforme a quanto previsto dagli standard costruttivi delle passive house. Solo per fare qualche esempio: ai classici impianti d’aria condizionata per il raffrescamento degli uffici, sono stati preferiti dei sistemi per lo stoccaggio dell’aria fredda che circolerà attraverso l’edificio nelle ore notturne e verrà poi distribuita negli ambienti interni durante le ore lavorative.
Per riscaldare il complesso verranno impiegati il calore ottenuto dalle celle solari termiche inserite sul tetto del volume e le grandi masse d’aria calda prodotta dal centro di calcolo informatico. Infine, uno schermo solare esterno proteggerà l’edificio dal surriscaldamento nei mesi estivi e permetterà di recuperare calore dalla luce solare nei mesi invernali.

Fonte: Archiportale

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Siviglia e i parasol contemporanei di J. H. Mayer. Ad aprile l’inaugurazione.

Nella primavera di quest’anno Plaza de la Encarnacion a Siviglia riaprirà al pubblico con un look del tutto nuovo: è infatti in fase di ultimazione il cantiere di “Metropol Parasol“, l’intervento di restyling urbano progettatoda J. Mayer H. Architects.
Sviluppato per trasformare Plaza de la Encarnacion in un’area urbana contemporanea e in un nuovo luogo-simbolo di Siviglia, l’intervento ha come contesto la fitta fabbrica della città medievale e accoglierà un grande ventaglio di attività commerciali, culturali e per il tempo libero, a servizio di turisti e cittadini.
Secondo quanto previsto dal progetto J. Mayer H., delle strutture fungiformi proteggono e mettono in comunicazione le diverse attrazioni della “Plaza”: il sito archeologico, un mercato agricolo, una piazza sopraelevata, bar e ristoranti, e una terrazza panoramica. Calcestruzzo e legno rivestito da un involucro inpoliuretanosono i materiali costruttivi degli enormi ombrelloni destinati a costellare l’area. I pilastri portanti della struttura (completati nel 2008) divengono punti di accesso a un museo archeologico sotterraneo, alla piazza ed a un ponte panoramico.

Fonte: ArchiPortale

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Bioarchitettura: realtà nella Puglia del 2012

Abitare un luogo, scriveva Luigi Zanzi, in Le case dei Walser sulle Alpi della Fondazione Enrico Monti – è qualcosa di assai diverso che l’insediare in esso una costruzione: l’abitare un luogo comincia con l’aver cura di esso, nel senso di un disegno vitale che sappia far sì che quel luogo stesso diventi la radice della propria cultura, la risorsa prima della propria sopravvivenza, l’occasione creativa per l’invenzione della propria sorte.
Tutti ormai sappiamo che oggi oltre il 40% delle emissioni di gas serra proviene proprio dagli edifici pubblici e privati, non certo nati secondo i criteri di cui parla Zanzi.
Fortunatamente negli ultimi anni una nuova “coscienza ambientale e architettonica” sta prendendo sempre più piede. Anche in Puglia. In provincia di Brindisi, in un paesino chiamato Ceglie Messapica, stanno infatti per sorgere bellissimi appartamenti di 100 mq costruiti rispettando l’ambiente. E la notizia più sorprendente è che i finanziamenti per la realizzazione di questi bio-edifici provengono dalla Regione Puglia, in un quadro più ampio di riqualificazione delle periferie. L’obiettivo è quello di dare alle fasce più svantaggiate la possibilità di comprare casa nel proprio comune. Perché una casa in classe A può non costare di più di quelle tradizionali.
Ne costituisce un esempio “La piccola residenza”, un edificio costruito a Milano secondo criteri di bioedilizia e con prezzi concorrenziali. Gli esempi da citare sono davvero tanti, ma li troviamo soprattutto nel Nord Italia dove sono sorte anche le prime case popolari sostenibili (in provincia di Lucca). Il piccolo paese pugliese, invece, è un bell’esempio di “bioedilizia meridionale” e risponde a tutte quelle obiezioni secondo cui costruire rispettando l’ambiente e il portafoglio è possibile solo nell’Italia settentrionale. Le case, situate nella zona PEEP di Ceglie Messapica saranno interamente costruite con materiali ecologici, pannelli solari e infissi di ultima generazione. Garantiranno un notevole risparmio energetico e le acque saranno trattate con un sistema di depuratori che assicureranno il minimo inquinamento. Saranno assegnate alle famiglie con una procedura simile a quella usata dall’Istituto autonomo per le case popolari, ma gestita dal Comune con una graduatoria basata sulla reale condizione di necessità per le famiglie in emergenza abitativa. L’augurio è che questo bell’ esempio di civiltà venga presto seguito anche da altre amministrazioni comunali meridionali e settentrionali perché il “prendersi cura” del luogo in cui si vive significa prima di tutto prendersi cura di se stessi e delle generazioni future.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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