Archivio della categoria ‘EDILIZIA’

Nuova Cantina Bolzano: l’architettura “green” a servizio del vino di qualità

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Il nuovo sito produttivo di Cantina Bolzano sarà un edificio perfettamente integrato nella superficie collinare circostante, sfrutterà la pendenza del suolo per realizzare il processo di lavorazione a caduta del vino e sarà la prima cantina sociale ad avere la certificazione CasaClimaWine®. Si tratta di un progetto all’avanguardia che unisce i principi di funzionalità e valorizzazione del vino a quelli di ecosostenibilità e tutela del paesaggio. La nuova cantina è in costruzione nella zona di San Maurizo alle porte della città di Bolzano e riunirà in sè la produzione proveniente da tutti i vigneti cittadini.

La prima cantina sociale certificata CasaClimaWine®

Il nuovo edificio è in costruzione su una superficie agricola di circa 20.000 metri quadrati ed ha richiesto uno scavo profondo circa 31 metri con lo spostamento di 180.000 metri cubi di terreno.La struttura è stata costruita seguendo principi di sostenibilità all’avanguardia. Per rispondere ai requisiti di controllo della temperatura, che viene mantenuta costante tutto l’anno tra i 14°e i 16°, l’isolamento a cappotto è stato fatto in tutte le aree vicine alla superficie, il soffitto e le pareti laterali della cantina sono isolate fino ad una profondità di tre metri. La ventilazione degli ambienti sotterranei è garantita da un sistema a quattro pozzi di ventilazione con aperture controllabili che sono regolate in funzione della temperatura interna ed esterna: è possibile sfruttare l”effetto camino” e mantenere la ventilazione senza ventilatori ausiliari quindi con nessun consumo di energia elettrica. L’energia termica necessaria per il processo di riscaldamento dell’acqua si ottiene grazie ad un impianto a pellet completamente autonomo, supportato in caso di guasto da una caldaia a gas. L’acqua refrigerata necessaria per il raffreddamento di ambienti e serbatoi viene prodotta con moderni chiller a CO2. Il calore scartato dalla produzione di freddo e di aria compressa, viene utilizzato per la produzione di acqua calda, riducendo del 45% il consumo energetico per la sua produzione. Negli spazi di lavoro e di accoglienza saranno garantiti un alto comfort microclimatico e acustico, accompagnati da un’elevata qualità dell’aria e da un uso ottimale della luce naturale. La nuova Cantina Bolzano sarà la prima cantina sociale ad ottenere la certificazione CasaClimaWine®.

L’uva in “caduta libera”

La lavorazione dell’uva a caduta gravitazionale è un sistema che permette di rispettarne la qualità e che consente un notevole risparmio energetico durante le varie fasi di produzione. Tale sistema è stato scelto da Cantina Bolzano e l’edificio produttivo è strutturato su diversi livelli che permettono lo sfruttamento dell’altezza per la produzione di vino.

Strutture edilizie di alto livello a basso impatto ambientale

L’intero edificio produttivo, i cui lavori sono già terminati, è costruito sotto il livello del terreno ed è coperto in superficie da terrazze dove verranno piantati dei vigneti, in modo da mimetizzare totalmente la struttura. L’unico edificio in superficie sarà la parte centrale: un prisma che diventerà il simbolo della nuova cantina Bolzano e che ricorda nel suo aspetto una foglia di vite. La struttura del prisma sarà di vetro e lo strato esterno verrà costituito da foglie di vite stilizzate realizzate in lamiera traforata di alluminio color bronzo.

Un’opera simbolo per l’intera città di Bolzano

La nuova Cantina Bolzano, la cui fine dei lavori è prevista per la prossima vendemmia 2018, darà la possibilità ai visitatori di fare tour guidati nella struttura. La grande terrazza panoramica permetterà di osservare i vigneti terrazzati con le Dolomiti sullo sfondo. Sarà possibile vedere la cantina di affinamento situata alla base dell’edificio produttivo dove il vino riposa nelle barrique. L’enoteca sarà aperta ai visitatori che vorranno conoscere da vicino il lavoro della più grande cantina urbana dell’intero arco alpino.

Scheda progetto:

Nome: Nuova Cantina Bolzano

Luogo: San Maurizio-Bolzano

Pianificazione Generale: Dell’Angolo-Kelderer studio di architettura Bolzano

Superficie d’intervento: 20.000 mq

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PIDA – Premio Internazionale Ischia di Architettura 2014

pida concorso internazionale di architetturaIl concorso dedicato agli Alberghi e alle SPA più belle del mondo.

Al via la settima edizione del PIDA – Premio Internazionale Ischia di Architettura, nato con l’ambizione di diventare il premio di riferimento per gli alberghi e le SPA più belle del mondo. Anche quest’anno gli architetti, i designer, i progettisti sono chiamati a confrontarsi sul tema impegnativo dell’ “Architettura dell’Ospitalità”.
I premi della settima edizione si sono moltiplicati e diversificati in:
– Premio PIDA Alberghi e SPA (opere realizzate);
– Premio PIDA Concept Alberghi e SPA (opere non realizzate);
– Premio PIDA Ottagono (l’albergo del 2030 che rispecchi i principi enunciati nel tema dell’EXPO 2015);
– Premio PIDA CasaClima (l’albergo che rispetti l’ambiente);
– Premio PIDA Analist (il premio sugli alberghi dato da una giuria popolare che vota il suo progetto preferito su Facebook).

Il PIDA, in coerenza con il tema del prossimo Expo2015, si pone una domanda, semplice e complessa al tempo stesso: “È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?”. Da tale riflessione, incentrata sulla sostenibilità applicata all’alimentazione, nasce il tema della sezione del premio “PIDA Ottagono”: è necessario, infatti, immaginare attraverso un concept il modello ideale di albergo che, nell’orizzonte 2030, riesca a soddisfare il quesito sopraenunciato, riunendo al proprio interno almeno 100 posti letto, SPA, ristorante, palestra, piscina e centro congressi per 200 persone.

La scadenza per la inoltrare la propria candidatura è fissata per il 22 giugno 2014.

Il 4 luglio la graduatoria dei vincitori sarà comunicata su sito istituzionale: i primi tre classificati, però, saranno svelati soltanto nella cerimonia di premiazione finale il 25 luglio.

Questi i premi in palio:
1° classificato sezione Premio PIDA “Alberghi” = € 3.000;
1° classificato sezione Premio PIDA “SPA”= € 1.000;
1° classificato sezione Premio PIDA “Concept Alberghi”= € 1.500;
1° classificato sezione Premio PIDA “Concept SPA”= € 500;
1° classificato sezione Premio PIDA “Ottagono” = € 1.000, un abbonamento al magazine e la pubblicazione del progetto;
1° classificato della sezione Premio PIDA “CasaClima”: corso base + corso avanzato CasaClima;
2° classificato della sezione Premio PIDA “CasaClima”= corso base CasaClima +2 testi+abbonamento per un anno alla rivista ufficiale;
3° classificato della sezione Premio PIDA “CasaClima”= corso base CasaClima;
1° classificato della sezione PIDA Analist: software e formazione tecnica in materia di risparmio energetico per un controvalore di € 2.000;
2° e 3° classificato di tutte le sezioni= attestato di riconoscimento PIDA.

Fonte:  EdilPortale

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L’edificio salubre: la traspirazione dell’involucro per evitare le condense

tetto-in-legno_ok La regolazione del flusso di vapore acqueo e la tenuta ermetica all’aria sono fattori fondamentali per evitare la formazione di condensa interstiziale all’interno dell’isolamento termico di tetti e pareti: ciò può essere facilmente realizzato mediante l’applicazione di schermi e membrane traspiranti (Smt).

La permeabilità all’aria regola la modalità e la quantità di aria che fluisce attraverso un sistema costruttivo. Questo concetto viene spesso confuso con la traspirazione che invece regola la capacità e la velocità di smaltimento del vapore acqueo attraverso gli strati funzionali di tetto e pareti.
L’aria calda può contenere più vapore acqueo dell’aria fredda prima di raggiungere il livello di saturazione e condensare: se in un edificio sussistono i presupposti per cui dell’aria calda e umida possa passare in modo diretto verso gli strati esterni più freddi, il rischio di condensa diventa sostanzialmente inevitabile.
L’aria calda che dall’interno si disperde in modo incontrollato attraverso il tetto (per convezione) si raffredda e l’umidità in essa contenuta, condensandosi, ristagna e danneggia l’isolamento.
La quantità di condensa generata può facilmente far perdere, anche drasticamente, le prestazioni termiche dell’isolamento soprattutto per i materiali fibrosi come lane o pannelli in fibra di legno, oggi sempre più utilizzati.
Questo fenomeno risulta ancora più evidente e rischioso nell’ambito di costruzioni «leggere» come tetti in legno o sistemi costruttivi a secco che non venissero opportunamente protetti.

La regolazione del flusso di vapore acqueo e la tenuta ermetica all’aria diventano quindi fattori fondamentali per evitare la formazione di condensa interstiziale all’interno dell’isolamento termico di tetti e pareti: ciò può essere facilmente realizzato mediante l’applicazione di schermi e membrane traspiranti (Smt).

La combinazione di uno schermo freno vapore posato sotto l’isolamento termico e di una membrana altamente traspirante/traspirante al di sopra come strato di protezione sottotegola consente di prevenire l’insorgere di fenomeni di condensa. Lo schermo freno vapore regola il quantitativo di vapore acqueo che passa nell’isolante ed evita che possa raggiungere i livelli di saturazione anche a causa di una diminuzione di temperatura, la membrana altamente traspirante/traspirante consentirà il suo rapido smaltimento attraverso la camena di ventilazione.
Questo sistema garantirà il mantenimento delle caratteristiche termiche, delle prestazioni e la protezione a lungo termine del coibente.
Il posizionamento di Smt è una condizione necessaria ma non sufficiente per un lavoro realizzato a regola d’arte: sarà infatti necessario garantirne l’ermeticità in tutti i punti di discontinuità come ad esempio gli elementi passanti (tubi, camini, abbaini) nei raccordi, sovrapposizioni o perforazioni.
Se gli elementi costitutivi il sottotetto non garantiscono la tenuta ermetica, la differenza di pressione tra l’ambiente interno ed esterno l’abitazione causa una fuoriuscita/ingresso d’aria con conseguente:
1. Ingresso di calore d’estate.
2. Condensa in inverno quando l’aria interna più calda si raffredda negli strati esterni del tetto.
3. Condensa in estate, ove l’aria esterna calda umida incontra aria più fredda nell’ambiente climatizzato.
4. Riduzione drastica delle prestazioni dell’isolamento termico.
5. Ingresso di polvere e sporcizia nel sottotetto.
6. Insorgenza di muffe e inestetismi negli elementi di finitura.
7. Riduzione del comfort interno per gli spifferi dovuti al vento.
8. Aumento del dispendio energetico sia estivo sia invernale.
9. Passaggio di rumore.
La perfetta tenuta ermetica degli Smt può essere facilmente realizzata tramite bande adesive, colle e guarnizioni compatibili consigliate dai produttori.

Fonte: EdiliziaNews

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Dagli scarti dell’industria auto nasce la casa sostenibile

Da container e altri scarti GM inventa la casa sostenibile

Piano recupero aree dismesse a Detroit con collaborazione di Gm.

A Detroit, nella capitale americana dell’auto, che a causa della crisi che ha colpito il settore ha subito il degrado e l’abbandono di vaste aree urbane, saranno proprio gli ‘scarti’ delle industrie automobilistiche a far rinascere la città. Per iniziativa dell’associazione no profit Michigan Urban Farming Initiative (MUFI) è stato infatti avviato un piano per recuperare le aree urbane abbandonate dotandole di abitazioni indipendenti e trasformando i terreni in coltivazioni agricole.

Un primo insediamento ‘pilota’ verrà realizzato nei prossimi giorni grazie alla collaborazione della General Motor che offrirà container dismessi ed altri materiali di recupero provenienti dallo stabilimento di Detroit Hamtramck.

Il progetto prevede la conversione di container standard da 40 piedi di lunghezza (quelli che si usano normalmente per i trasporti via mare o via ferrovia) in abitazioni da 30 metri quadrati circa di superficie, con zona living, due camere da letto, cucina e bagno. Un primo ‘monolocale’ riciclato sarà abitato per un anno da uno studente impegnato nel progetto, per verificare sul campo la correttezza delle soluzioni progettate a tavolino e mettere a punto i programmi di realizzazione delle coltivazioni agricole.

General Motors, oltre ai container, fornirà altre parti di scarto, come i contenitori delle batterie delle Chevrolet Volt, i pannelli insonorizzanti di diversi tipi di auto, i piccoli contenitori metallici delle linee di fabbricazione.

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Solarexpo, via da domani alla 15esima edizione

okApproccio multi tecnologico per la mostra convegno in programma a Fiera Milano fino al 9 maggio

Inizia domani la quindicesima edizione di Solarexpo – The Innovation Cloud, la piattaforma espositiva internazionale dedicata a tutte le tecnologie energetiche innovative che sarà presente a Fiera Milano fino a venerdì 9 maggio.
L’esposizione sarà dedicata a tutte le tecnologie energetiche low carbon e alla loro ‘ibridazione’: dalle rinnovabili elettriche alle tecnologie per lo storage e le smart grid, dalla mobilità elettrica alle smart city, dalle rinnovabili termiche all’efficienza energetica in edilizia.

Secondo Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo – The Innovation Cloud, anche quest’anno i fattori chiave del successo dell’evento saranno la specializzazione, l’approccio trasversale a tutte le tecnologie energetiche innovative e la loro integrazione, l’internazionalizzazione e i contatti di qualità.

La manifestazione, ha aggiunto Zingale durante la presentazione dell’evento, punta a sostenere le imprese anche nella loro proiezione internazionale, ma è anche la sede ideale per comprendere le tendenze in atto, condividere e rielaborare nuovi modelli di business e fare networking.

The Innovation Cloud, ha concluso Zingale, corrisponde appieno all’esigenza delle imprese del fotovoltaico di guardare con decisione all’integrazione fra tecnologie innovative, ma anche di incoraggiarle nella difficile fase di transizione dopo la fine della stagione degli incentivi.

Fonte: EdilPortale

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Tecnica e tecnologie: sistemi a secco e isolante minerale

picture-32872-zoomIl parco dei Mulini di Lugo, a Ravenna, è il primo housing sociale in Italia ad aver ottenuto la certificazione «Green Building Council Italia» per il «Gbc Home», grazie alle soluzioni Gyproc e Isover Saint-Gobain.

Il complesso residenziale «Parco dei mulini» è una suggestiva iniziativa immobiliare di housing sociale che sorge all’interno di un grande parco, delimitato dall’antico canale dei Mulini e caratterizzato dalla presenza del cosiddetto «Ponte delle Lavandaie», interessante opera storicomonumentale risalente al 1600 e tuttora in buono stato di conservazione.
Rappresenta inoltre il primo intervento in Italia ad aver ottenuto la prestigiosa «Green Building Council Italia», protocollo dedicato all’edilizia residenziale e nato per verificare e premiare i cantieri più attenti agli aspetti sostenibili, dal risparmio di energia e di acqua potabile all’isolamento termoacustico e, più in generale, al comfort abitativo degli edifici.
Il riconoscimento di Gbc Italia poggia le basi anche sull’adozione, sia in fase progettuale sia realizzativa, di alcune soluzioni Saint-Gobain.

La tecnologia

È stata utilizzata la nuova tecnologia dei sistemi a secco Habito activ’air di Gyproc Saint-Gobain, in grado di assicurare ottimali performance sia nella rapidità d’installazione e versatilità progettuale, sia per la qualità dell’aria all’interno degli ambienti. Per le sue prestazioni termo-acustiche è stato scelto l’isolante minerale Par G3 touch, di Isover Saint-Gobain, concepito per l’isolamento dei sistemi a secco, idrorepellente e trattato con resina termoindurente a base di componenti organici e vegetali, per offrire protezione in termini di isolamento e protezione dal fuoco.

L’intervento

Tutti gli alloggi, certificati in classe energetica A, sono stati progettati per rispondere alle diverse esigenze degli utenti finali e sono disposti in funzione dell’esposizione solare. Questo nuovo complesso è stato realizzato con l’ausilio della tecnica costruttiva «Easy building system» (Ebs), brevettata dalla società Cogefrin e contraddistinta da una serie di accorgimenti progettuali che consentono d’ottenere edifici ecocompatibili ed efficienti dal punto di vista energetico.
L’obiettivo consiste nel promuovere il controllo e la diminuzione dello sfruttamento delle risorse ambientali, attraverso l’applicazione di processi produttivi a basso consumo energetico e con ridotte emissioni di anidride carbonica, nonchè l’impiego di materiali sostenibili che rendono possibile la reversibilità degli interventi.

L’Isolamento

Il sistema Habito activ’air per le pareti interne, le contropareti e i divisori tra appartamenti, è una soluzione costruttiva che unisce flessibilità nella posa in opera e prestazioni in termini di benessere abitativo, grazie all’abbinamento di lastre speciali Gyproc Habito 13 activ’air e Rigidur H con i pannelli in isolante minerale Isover Par G3 touch che, posti nell’intercapedine delle strutture metalliche, garantiscono isolamento acustico e sicurezza al fuoco.
Habito activ’air è stato studiato per purificare gli spazi domestici in modo continuo e duraturo: è in grado di captare il 70% dei Voc (Composti organici volatili) contenuti nell’aria degli ambienti chiusi, innescando una reazione chimica che trasforma la formaldeide e gli aldeidi in composti inerti non più pericolosi.

I materiali

Nel cantiere sono state impiegate le soluzioni Gyproc e Isover Saint-Gobain. Habito activ’air è la lastra di tipo speciale con incrementata densità del nucleo, il cui gesso è additivato con fibre di vetro. Tali caratteristiche conferiscono durezza superficiale e resistenza meccanica. La tecnologia activ’air del sistema Habito migliora la qualità dell’aria all’interno degli ambienti neutralizzando la formaldeide. Gyproc Rigidur H è la lastra di tipo speciale in gesso fibrato, a base di gesso, fibre cellulosiche ed additivi minerali. Adatta per la realizzazione di pareti divisorie con resistenza agli urti, intonaci a secco, contropareti su struttura e controsoffitti di coperture a falda. È ecologica secondo certificato IbrInstitut fur Baubiologie Rosenheim. Isover Par G3 touch è il pannello arrotolato in isolante minerale G3 touch, concepito per l’isolamento termoacustico dei sistemi a secco, idrorepellente e trattato con resina termoindurente a base di componenti organici e vegetali, per isolamento e protezione dal fuoco. Questa soluzione permette gradevolezza di posa per gli applicatori, grazie al rivestimento su una faccia con velo di vetro «Soft touch», brevetto internazionale di Saint-Gobain.

Chi ha fatto Cosa

Committente
Parco dei Mulini srl, Lugo
Progetto e direzione lavori
Studio Conti e Galegati architetti associati, Lugo
Impresa esecutrice
Cogefrin spa
Castel Maggiore (Bo)

La certificazione Gbc Home

L’impegno di Gbc Italia, dopo aver realizzato una versione per il mercato nazionale del protocollo Leed
2009 Nuove costruzioni e ristrutturazioni, è stato quello di produrre uno strumento che si rivolgesse al mercato residenziale. Si tratta di un prodotto a marchio Gbc Italia, che ha preso come punto di partenza «Leed for homes», ma che è stato sviluppato considerando le caratteristiche abitative e le diversità nel modello costruttivo proprie della realtà italiana. Gbc Home vuole promuovere la salubrità, la durabilità, l’economicità e le migliori pratiche ambientali nella progettazione e nella costruzione degli edifici.

Fonte: EdiliziaNews

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I professionisti potranno accedere ai Fondi strutturali europei, Horizon 2020 e Cosme

f_38967_01Tajani: “Il nuovo orientamento dell’Unione Europea valorizza un giro d’affari di quasi 600 miliardi che dà lavoro a 11 milioni di persone”.

I professionisti potranno accedere ai fondi europei strutturali, Horizon 2020 e Cosme, prima riservati alle imprese. È la maggiore novità emersa dopo la conferenza dedicata alle libere professioni, svolta a Bruxelles mercoledì scorso, durante la quale è stato varato il Piano d’azione per le libere professioni.

Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha chiarito che saranno quindi disponibili per i professionisti i fondi strutturali gestiti a livello nazionale o regionale, gli 80 miliardi di fondi Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e i 2,4 miliardi di fondi Cosme, studiati per la competitività e la crescita economica.

L’apertura dell’Unione Europea verso i professionisti, ha affermato Antonio Tajani, è frutto della correzione dell’orientamento interpretativo finora tenuto da Bruxelles, che non permetteva ai professionisti di accedere alle agevolazioni per le imprese.

Col Piano d’azione per le libere professioni, l’Ue ha invece deciso di valorizzare il giro d’affari creato dai professionisti, che nel 2010 è arrivato a quasi 600 miliardi di euro e ha dato lavoro a 11 milioni di persone.

Durante la conferenza sono state inoltre presentate cinque linee d’azione studiate per sostenere le attività dei liberi professionisti. Si tratta di istruzione all’imprenditorialità, accesso ai mercati, riduzione dell’onere amministrativo, accesso al credito, rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo.

Per raggiungere questi obiettivi saranno predisposte iniziative per spiegare ai professionisti come usufruire dei fondi comunitari e le modalità con cui attivare i processi di internazionalizzazione.

“Il nuovo atteggiamento dell’Europa nei confronti delle professioni – ha commentato presidente di Confprofessioni Gaetano Stella – potrà favorirne la crescita in termini di innovazione, internazionalizzazione e credito”.

Secondo il presidente dell’Adepp Andrea Camporese, per rendere la novità subito operativa dovranno essere redatti bandi chiari, che includano i professionisti e considerino le loro esigenze, come l’accesso al microcredito, la creazione di start up, la formazione e la copertura eventi imprevisti.

Per chiudere il cerchio, a detta di Andrea Camporese sarebbe ora necessario rendere omogenea l’imposizione fiscale a livello europeo. In questo modo i professionisti italiani, che al momento sono i più tassati, non si troverebbero sempre in svantaggio competitivo rispetto ai colleghi europei.

Fonte: EdilPortale

Per ulteriori informazioni in merito al Bando HORIZON 2020: AssForm> Notizie

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Shopping village a basso impatto ambientale: dai pannelli solari al riutilizzo acqua piovana

fotoNasce all’insegna della sostenibilità ambientale Shoppinn, il nuovo shopping village tra le Cinque Terre e la Versilia, che apre i battenti sabato prossimo, 12 aprile. Utilizzo di energia da fonti rinnovabili, pannelli solari, riutilizzo delle acque piovane, raccolta differenziata, mobilità sostenibile, materiali riciclati, forestazione a compensare le emissioni di CO2 e una grande attenzione per tutto ciò che può essere fatto a km zero. C’e’ poi il Progetto Coccinelle: per garantire la conservazione dell’ambiente, il bosco di Brugnato sarà ripopolato con le coccinelle, vere e proprie pioniere della lotta biologica ai parassiti che infestano le piante. La presenza delle coccinelle infatti ha l’obiettivo di garantire un efficace monitoraggio ambientale e di mantenere l’equilibrio dell’ecosistema locale. Lo studio di architettura che ha progettato Shopinn ha studiato soluzioni per realizzare un complesso commerciale sostenibile: sono stati previsti interventi per il recupero delle acque piovane sui tetti, da riutilizzare nelle irrigazioni delle aree verdi e nel drenaggio del sottosuolo. Saranno installati pannelli fotovoltaici in grado di coprire il 50% del fabbisogno energetico annuo, utilizzate pareti opache per minimizzare le dispersioni termiche e bilanciare l’apporto di calore estivo, reso possibile anche da un orientamento est-ovest dell’intero complesso: questa posizione garantisce la presenza di ombra nelle aree di passeggio. L’illuminazione delle aree esterne (ad alta efficienza energetica) e dei parcheggi sarà dotata di sistemi inverter per regolare il flusso luminoso in funzione delle necessità; l’orto del giardino sarà coltivato con i rifiuti compostabili derivanti dalle attività di bar e ristoranti presenti nel mall. La sostenibilità del progetto è garantita dall’impiego di materiale privo di emissioni inquinanti in aria, terreno, acqua, con certificazioni di provenienza da fonti rinnovabili e da processi di riciclaggio e di uso di elementi tecnici o da demolizioni selettive e a filiera corta per diminuire l’impatto inquinante legato ai trasporti.

Fonte: ANSA

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Il Bim assembler per l’analisi preventiva e il monitoraggio

picture-33046-zoom L’utilizzo di strumenti Bim mediante la definizione di un modello idoneo supporta sia la fase a carattere simulativo-valutativa, sia la fase di gestione e controllo attività.

Nell’attività edilie sprechi o errori non possono essere recuperati nel medesimo ciclo produttivo.
L’attuale condizione economica vede molte aziende del comparto edile in forte difficoltà; la crisi impone alle imprese la massima attenzione alla programmazione, all’analisi dei preventivi, alla definizione dei tempi e delle risorse, a una quasi assoluta certezza dei costi nei tempi preventivati. Si tratta di porre in atto una concreta e approfondita attività di project management al fine di definire in maniera completa i termini della commessa stessa.
Allo stato attuale, inoltre, il margine di utile delle imprese è sempre più ridotto e, quindi, errori nella definizione dei costi da sostenere o nei tempi di realizzazione possono portare a conseguenze significative soprattutto in realtà imprenditoriali medio-piccole.
L’attenzione al tema della previsione e della gestione della commessa è, pertanto, pratica che si va consolidando in maniera sempre più mirata e approfondita all’interno dell’iter progettuale; la presenza sul mercato di un numero sempre maggiore di software specialistici dimostra la crescente attenzione all’aspetto gestionale della fase progettuale ed esecutiva.

L’utilizzo di programmi specifici, tuttavia, anche in questo settore, riscontra una varietà di differenti approcci che spesso determinano lavori a compatimenti stagni e non un reale approccio integrato. Molte sono le variabili che, sia nella fase di presentazione dell’offerta che in quella di realizzazione dell’opera, possono influire sulla gestione del contratto, come testimonia l’alto livello di contenziosi che si aprono anche in sede di appalti pubblici.
Tutte queste variabili si palesano nella fase di cantiere, fase nella quale è di fondamentale importanza la coincidenza delle attività preventivate con quelle effettivamente eseguite, contabilizzate e liquidate. Questo accade perché, spesso, il livello di progettazione delle varie discipline progettuali non è adeguato alla natura dell’opera o, comunque, non spinto e dettagliato sino ai livelli operativi e di scheduling o, perché la progettazione operativa non prevede sistemi di controllo interni che possano evidenziare scostamenti dalle procedure ipotizzate.
Un altro aspetto critico è da ricercare nel disallineamento dei tempi previsti per le singole attività in fase di progettazione esecutiva rispetto alle reali tempistiche di cantiere e, complessivamente, nel disruption (collasso del cantiere), ovvero, quando si ha una mancanza o insufficiente attività di coordinamento tra le diverse imprese che lavorano nella medesima area di cantiere, caso, questo, che spesso è fonte primaria degli extra-oneri nativi delle attività di cantiere.

Il tema della programmazione operativa e più in generale del rispetto dei tempi e dei costi è argomento storicamente dibattuto e fa parte del complesso di attività che sono assegnate tradizionalmente al project manager e al contract manager. In particolare è a quest’ultimo che teoria e prassi si affidano molte delle attività di controllo.
Il contract manager è, infatti, un professionista con competenze multidisciplinari che, affiancato da un suo team di specialisti, opera secondo quattro linee di attività in sede di gara e pre-commessa e quattro in sede di gestione della commessa.
In fase di pre-attività affronta lo studio della documentazione di gara con attenzione ai capitolati, sovraintende la redazione degli elaborati di concorso e cura il coordinamento degli stessi oltre a gestire i rapporti con le altre aziende che partecipano alla gara.
In sede di gestione della commessa sovraintende la gestione dei sub appalti, supervisiona le attività di contabilità, monitora gli stati di avanzamento lavori attivi e passivi nella visione globale dei costi di commessa, e affi anca i project manager nella gestione dei contenziosi e la direzione aziendale nelle scelte di livello strategico della commessa.
È quindi questo ruolo che appare il più idoneo ad assumere un livello di integrazione con i sistemi e le architetture Bim.

Il modello Bim come supporto alla gestione della commessa

Il tema che si vuole in qualche modo analizzare è, quindi, quello dell’utilizzo della tecnologia Bim nella gestione integrale della commessa sino agli aspetti di controllo e verifica richiesti nel cantiere edile e, soprattutto, nell’individuazione dei vantaggi concreti e controllo attività che si esplica nell’esecuzione dei lavori. L’attività edilizia è di fatti una attività unica dove eventuali sprechi o errori non possono essere recuperati nel medesimo ciclo produttivo.
La sola individuazioni di parametri generali nella stima dei costi e dei tempi rischia di non essere sufficiente nella determinazione del costo complessivo presunto di costruzione, senza la capacità di inglobare nel sistema di controllo le possibili varianti in corso d’opera e la gestione degli imprevisti.
È sicuramente condivisibile che la definizione di uno studio di fattibilità economica, perché sia efficace e possa ridurre i rischi di una operazione, necessiti dell’analisi di tutto il complesso flusso operativo realizzativo inglobando riflessioni non solo di natura economica, ma anche tecnica operativa come la corretta sequenza delle fasi costruttive, l’esecuzione secondo procedure preventivamente concordate, le verifi che di qualità e il rispetto delle indicazioni del contratto e dei relativi capitolati prestazionali.
Ed è in questa modalità di gestione delle informazioni che il Bim, come concetto generale, come approccio metodologico, offre le migliori opportunità.

Per il Building Information Modeling esistono molte definizioni e declinazioni, tuttavia, quello che meglio spiega l’apporto dello stesso alla gestione di una commessa è quella di database grafico parametrico relazionale, che bene esplica la possibilità di contenere in unico spazio digitale il complesso delle informazioni e dei dati. Dati che, se correttamente inseriti, possono essere interrogati per via di query settoriali che consentono analizzare e valutare i diversi aspetti di una commessa. I maggiori costi e i ritardi nelle costruzioni sono, spesso, la conseguenza di inadeguati strumenti di pianificazione e controllo, oltre che di una complessiva insufficiente attività di progettazione, che comportano sovente il rifacimento di parte di lavori mal eseguiti. Con una buona e accurata programmazione iniziale dei tempi e dei costi unita a un’efficace attività di controllo dell’avanzamento dei lavori è possibile minimizzare il rischio di impresa.

In generale, pianificare una commessa sin dall’inizio mediante la definizione di un idoneo modello Bim consente di isolare e, quindi, evidenziare i problemi che potrebbero influenzare lo sviluppo nel corso dell’esecuzione.
L’intero processo edilizio, nella sua accezione più ampia – sequenza delle operazioni, che riguardano la creazione, la realizzazione, l’uso e il mantenimento di un’opera edile dalla sua progettazione iniziale, alla sua costruzione e alla sua gestione per tutto il tempo di vita utile – è, infatti, oggetto di studi sempre più approfonditi e di simulazioni strategiche che mirano ad aumentare gradualmente l’efficienza di filiera. Ricerche e applicazioni sperimentali condotte su casi studio reali confermano come l’utilizzo di strumenti Bim ben supporta sia la fase a carattere simulativo-valutativa, operazione strategica preliminare nella definizione dei parametri della commessa, sia la fase di gestione con l’elevato numero di apporti disciplinari così come la necessaria presenza di differenti imprese specialistiche rende necessario per la definizione di un modello condiviso Bim l’utilizzo di tecniche di destrutturazione quali la Work Breakdown Structure Wbs o la Organization Break Down Structure Obs.
Questi modelli classici del Project Management ben si coordinano con la logica dell’architettura del Building Information Modeling consentendo così non solo di assegnare le responsabilità operative ma permettendo di visualizzare graficamente le operazioni singolarmente assegnate a ogni componente operativa. Questa opportunità, in sede di realizzazione, permette di misurare in maniera oggettiva e grafi camente visualizzabile il reale avanzamento del progetto, di individuare le criticità di processo e di assegnare di volta in volta i carichi e i compiti da svolgere.
L’integrazione dei modelli della teoria del management con i software basati su tecnologia Bim può avvenire attribuendo agli oggetti del modello parametri identificativi della fase temporale, della sequenza operativa o dell’area logica di appartenenza. La commessa gestita attraverso questo tipo di modelli permette, inoltre, un controllo anche visuale dell’avanzamento dei tempi e soprattutto nella individuazione dei tempi residui di lavorazione.

Forse, l’aspetto più interessante di un possibile utilizzo del Bim nella gestione delle commesse è il contributo che si può avere nel controllo dei costi; infatti, sempre utilizzando la possibilità di attribuire parametri identificativi e caratterizzanti agli oggetti è possibile affiancare ai tradizionali documenti della contabilità dei lavori aspetti grafi ci relazionali che permettono nella evoluzione, sia progettuale che realizzativa, un controllo effi cace limitando gli extra costi.
In generale, quindi, un approccio Bim alla formalizzazione e gestione di una commessa pone anche l’obiettivo di anticipazione ed eliminazione del possibile contenzioso attraverso la previsione grafica di possibili situazioni di confl itto con i sub-appaltatori «claim prevention» mediante incontri preventivi in ambiente digitale Bim.

Il controllo di commessa attraverso i Bim Assembler

In conclusione si deve sottolineare che, abbracciando la filosofia Building Information Modeling, non vi è distinzione tra il modello previsionale di gestione della commessa e il modello di gestione in itinere della commessa stessa.
Il modello Bim, infatti, è un modello dinamico; il prototipo gestionale di partenza, pertanto, viene calibrato con un criterio previsionale che esperienza e confronto tra i vari operatori consentono di estrapolare come più probabile dell’andamento di produzione. Il modello di controllo della commessa è lo stesso modello di partenza sul quale vengono costantemente monitorati e aggiornati i parametri fondamentali di riferimento che si erano inizialmente ipotizzati.
Ecco, allora, che in questa rivoluzione metodologica del Bim una commessa va preventivamente analizzata e successivamente monitorata anche tramite l’ausilio di nuove figure professionali come i Bim Assembler che, coincidendo o affiancando i ruoli classici del Management, siano in grado, con le proprie specifi che competenze, di fondere i vari aspetti di una progettazione finalmente integrata.

Fonte: EDILIZIA NEWS

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Approvato il documento per l’aumento degli ecobonus su bioedilizia

 

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Il documento di Serena Pellegrino (Sel) raccoglie l’unanimità.

ROMA, 1 APR – “Oggi è più concreta la possibilità che i benefici fiscali collegati alla ristrutturazione degli immobili e al miglioramento delle prestazioni energetiche si avvantaggino di un ulteriore e significativo incremento applicando i criteri della bioedilizia e utilizzando materiali biocompatibili certificati”. Lo dichiara la parlamentare friulana Serena Pellegrino (SEL), presentatrice di una risoluzione, sottoscritta dalla maggior parte dei gruppi parlamentari, diretta ad aumentare la detraibilità fiscale alle ristrutturazioni effettuate con materiali e tecniche biocompatibili: il documento, oggi, è stato approvato all’unanimità in Commissione ambiente della Camera.

“Un plauso al Governo che ha dato il suo parere positivo. Abbiamo fatto un enorme passo avanti. – commenta Pellegrino – Il comparto edile nazionale si potrà qualificare non più come il principale nemico dell’ambiente del nostro Paese, in termini di cementificazione, speculazione e salute dei cittadini. Potrà invece diventare strumento per preservare la bellezza degli insediamenti civili, con l’obiettivo di diminuire i consumi energetici e equilibrare l’impatto ambientale attraverso una filiera a ciclo chiuso.” Prosegue la Pellegrino: “Sono particolarmente soddisfatta perché questo tipo di incentivazione produce effetti che vanno ben oltre il valore intrinseco di questa tipologia costruttiva, valore di per sé rilevantissimo in termini di favorevole bilancio energetico, consumo di materie prime e di salubrità abitativa”. E precisa: “Infatti , attraverso gli specifici benefici fiscali verrà positivamente coinvolta l’intera filiera verde della bioedilizia con la conseguente riduzione dell’impatto ambientale e importanti esternalità:maggiore utilizzo di risorse rinnovabili, ridotti consumi energetici e idrici, tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, maggiore sostenibilità delle problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti”.

Fonte: ANSA

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Presentato il progetto del nuovo STADIO dell’AS ROMA: è in arrivo il “moderno COLOSSEO”

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E’ stato presentato mercoledì mattina in Campidoglio dal presidente James Pallotta e dal sindaco della capitale Ignazio Marino il progetto per la costruzione del nuovo stadio della AS ROMA.

L’impianto, ribattezzato dalla cronaca internazionale e dal suo stesso progettista, l’architetto Dan Meis, il “moderno Colosseo”, verrà costruito impiegando le più moderne tecnologie al fine di integrare in maniera versatile e armoniosa materiali quali l’acciaio, il vetro, il teflon e la pietra. Una facciata in pietra, infatti, richiamerà alla memoria i classici archi dell’Anfiteatro Flavio a cui Dan Mais dichiara di essersi appunto ispirato per la sua progettazione.

L’opera sarà pronta entro l’estate 2016 e si prone di diventare una pietra miliare in una delle città più belle e più significative al mondo dal punto di vista architettonico. Il nuovo stadio sorgerà nell’area di Tor de Valle ed ospiterà 52.500 posti che diventeranno 60.000 mila per le partite internazionali e i grandi eventi. Le tribune saranno a ridosso del campo, «un vero muro umano per spaventare gli avversari» ha dichiarato il suo progettista.

Il “moderno Colosseo” comprenderà anche un ampio spazio dedicato all’intrattenimento di visitatori e tifosi che sarà aperto tutto l’anno sette giorni su sette. Al suo interno sorgeranno infatti negozi, ristoranti, bar e il museo interattivo sulla A.S. Roma (Hall of Fame). Inoltre, accanto al nuovo stadio sorgerà una struttura che ospiterà gli allenamenti della squadra. Il complesso comprenderà due campi regolamentari, un campo di piccole dimensioni, palestre e strutture di riabilitazione fisica progettati per garantire alla squadra tutti gli strumenti necessari per competere ai massimi livelli.

Come sottolineato dalle cronache statunitensi del Wall Street Journal e New York Times e da quelle inglesi del Financial Time, l’ investimento di un miliardo di euro previsto per la realizzazione dell’intero progetto (stadio ed infrastrutture) dovrebbe servire anche come spinta propulsiva per la ripresa economica della città di Roma, nonchè di quella del campionato italiano descritto come “in declino rispetto ai suoi principali concorrenti europei in termini di ricavi e prestazioni”.

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Riqualificare gli edifici per una ripresa economica del Paese

 

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Architetti e sindacati edili firmano protocollo

Riaprire i cantieri della riqualificazione del patrimonio edilizio e delle città è la strada prioritaria per tornare a creare lavoro, agganciare la ripresa e dare risposta ai problemi delle famiglie, sfruttando le opportunità dalle risorse previste dalla programmazione europea 2014-2020 proprio per l’efficienza energetica e le aree urbane. La pensano così gli architetti italiani – con l’Ordine di Roma e il Consiglio Nazionale – e le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil che hanno firmato oggi a Roma il Protocollo d’Intesa sulla promozione della cultura del progetto sostenibile e dell’efficienza energetica, per la valorizzazione delle professioni e dei lavori green.

Il Protocollo prevede, inoltre, la realizzazione di progetti di formazione e di divulgazione dei criteri di efficienza e contenimento energetico per il patrimonio edilizio pubblico e privato e per la riqualificazione, la rigenerazione, la valorizzazione e l’ efficientamento energetico delle trasformazioni urbane e la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio esistente. Investire nella rigenerazione urbana sostenibile e nelle città – che da oltre venti anni sono state private di interventi di valorizzazione rappresenta per Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil “una opportunità di promozione e di rinnovamento delle modalità di produzione, di crescita di lavoro qualificato ed innovativo anche per contribuire al riposizionamento dei professionisti, dei lavoratori e delle imprese italiane nello scenario economico nazionale, europeo ed internazionale”.

Per gli architetti italiani “le politiche di rigenerazione urbana sostenibile sono un’irripetibile ed improrogabile occasione per stimolare concretamente la riqualificazione architettonica, ambientale, energetica e sociale delle città italiane che può essere realizzata attraverso la trasformazione delle città ed il risparmio energetico”. Tra le finalità del Protocollo anche quelle di predisporre percorsi formativi e di alta specializzazione per i professionisti e i lavoratori del settore e di riconversione professionale e di promuovere presso le Amministrazioni comunali l’adozione di regolamenti edilizi sostenibili, nonché presso gli enti territoriali l’adozione di strumenti di programmazione territoriale e finanziaria e di pianificazione sostenibile.

Nel Protocollo viene anche indicato l’obiettivo di promuovere la diffusione e l’utilizzo di materiali ecocompatibili coniugati all’innovazione tecnologica nella progettazione ed esecuzione degli edifici il tutto per migliorare la qualità ambientale dei contesti territoriali e urbani oltre che l’impiego efficace ed efficiente delle risorse e delle conoscenze per la promozione, la diffusione della cultura del progetto sostenibile. Viene anche richiamato l’impegno – nell’ambito dei rispettivi obiettivi istituzionali – verso il recupero, la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente, la valorizzazione immobiliare attraverso il risparmio e l’efficienza energetica, massimizzando gli effetti positivi sull’ambiente.

Fonte: ANSA

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Eccellenza in edilizia, un ‘trofeo’ ai migliori cantieri

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In gara alla seconda edizione del Trofeo Gyproc Italia esempi di qualita’ e innovazione nell’applicazione dei sistemi a secco e degli intonaci.

Sarà Milano a ospitare, il prossimo 28 marzo, la premiazione della seconda edizione del Trofeo Gyproc Italia, istituito per premiare la qualità e l’eccellenza nell’uso delle soluzioni e dei sistemi a secco e intonaci.

Sei sono le categorie attraverso le quali si sviluppa il Trofeo: “sistemi a secco”, “intonaci”, “innovazione”, “residenziale”, “complessi polifunzionali” e “interventi di settore”. Per ognuna di esse concorreranno tre cantieri realizzati e completati tra gennaio 2012 e dicembre 2013, selezionati da un comitato tecnico Gyproc Saint-Gobain e votati online suwww.gyproclive.it. I primi classificati nelle sei categoriepotranno poi rappresentare l’Italia alle fasi finali dell’International Trophy, che il Gruppo Saint-Gobain promuove ogni due anni dal 1998 e che quest’anno si terrà a Berlino il 6 giugno 2014.

Nella categoria “sistemi a secco”, i cantieri in concorso sono: Teatrino di Palazzo Grassi (Venezia)Trilogia Navile (Bologna) e Cantina Fonzone Caccese (Paternopoli – Avellino). Nella categoria “intonaci” concorrono al primo posto Teatro Mercadante, (Altamura – Bari)Must – Museo storico città di Lecce e sede giunta regionale Calabria (Catanzaro).

Antinori nel Chianti (Classico Bargino – Firenze)Chiesa “Maria Madre dei Giovani” (Torino) e Hotel Aqualux (Bardolino – Verona)sono i finalisti nella categoria “innovazione”. Cenni di cambiamento (Milano)The Number 6 (Torino) e Giardini Milano Life (Segrate – Milano)sono i tre cantieri selezionati nella categoria “residenziale”.

Per la categoria “complessi polifunzionali” sono stati selezionati i seguenti cantieri: Archivio di Stato (Verona)Nuovo edificio dell’Università Iulm di Milano e Marina Verde Wellness Resort (Caorle – Venezia). La categoria “interventi di settore” i finalisti sono Hotel Esperia Palace (Zafferana Etnea – Catania)Park Hotel Pacchiosi (Parma) e Hotel Lunetta (Roma).

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: valorizzare e dare visibilità, da una parte, ad alcuni dei migliori esempi italiani per innovazione e qualità nell’utilizzo di queste soluzioni a base gesso a favore della comunità di applicatori, architetti, progettisti, costruttori e operatori del settore; dall’altra, il Trofeo Gyproc Italia vuole dimostrare il ruolo crescente dei sistemi a secco nel mercato delle costruzioni, in virtù di evoluzioni e innovazioni che ne hanno incrementato fortemente nel tempo le possibilità applicative.

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Pubblicato da: ARCHITETTO.INFO

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Wood Building the Future: il legno in mostra a Milano dal 21 al 31 marzo

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Il capoluogo lombardo è la prima tappa di una mostra itinerante che sottolinea la rilevanza del legno nell’edilizia pubblica. Lo scopo è mettere a confronto autorità, progettisti, imprese edili, industrie del legno e ricerca per costruire efficaci reti di comunicazione.

Milano è la prima tappa dei Wooddays, un roadshow internazionale che, con dibattiti, conferenze e manifestazioni di presentazione delle migliori pratiche, approfondirà il tema delle possibilità offerte dal legno come materiale da costruzione in ambito urbano. L’esposizione mobile Wood Building the Future, sotto forma di Woodbox, sarà collocata nel cuore di Milano in Piazza Cordusio.
Promosso da proHolz Austria, in collaborazione con promolegno per la manifestazione italiana, il Roadshow prevede, dopo la prima di Milano, altre tappe a Bratislava, Lubiana e Bruxelles nel 2014, a Torino, Zagabria e Praga nel 2015, a Firenze, Belgrado e Budapest nel 2016.
L’idea di fondo del roadshow internazionale è quella di valorizzare il legno come materiale da costruzione in tutte le sue possibilità applicative, collocandolo proprio nei punti nevralgici nei quali in futuro l’edilizia in legno avrà un ruolo importante: nel cuore delle città.

Woodbox: 38 progetti di architettura urbana in legno che guardano al futuro
Partendo da alcuni significativi progetti architettonici già realizzati, Woodbox mostra come l’edilizia in legno si stia affermando in nuovi ambiti, dalla realizzazione di strutture portanti con ampie campate alla costruzione di grattacieli, e come si possa utilizzare il legno per effettuare interventi innovativi di ampliamento del patrimonio edilizio preesistente, di riqualificazione e di costruzione di agglomerati abitativi. La mostra itinerante sottolinea inoltre quale rilevanza abbia il legno anche nell’edilizia pubblica, dalle scuole alle case di riposo.

Wooddays | Piattaforma di dialogo esclusiva
È l’idea della creazione di un network dell’edilizia in legno a fare da sfondo ai Wooddays, gli eventi offrono infatti un’esclusiva piattaforma di dialogo internazionale. L’obiettivo è far incontrare politica e autorità, architettura e progettazione, industria del legno e imprese edili, nonché scienza e ricerca, per un confronto comune che permetta di definire le condizioni in cui l’edilizia in legno può aver successo e di costruire efficaci reti di comunicazione.

Wood Growing Cities | Il contributo del legno per una crescita urbana sostenibile
Focus dei dibattiti sarà soprattutto il tema del rinnovamento e della presenza, all’interno delle città di strutture in legno. Le città smart necessitano di edifici sostenibili che comportino una riduzione delle emissioni di CO2 e il legno offre un contributo fondamentale per una metodologia costruttiva pulita, all’insegna dell’efficienza energetica e della salvaguardia delle risorse.

Partnership internazionale
proHolz Austria, l’organizzatrice dell’articolato Roadshow, è sostenuta in questa iniziativa dall’Organizzazione europea delle segherie (Eos) e dalla Federazione europea dei produttori di pannelli (Epf).
L’ideazione dei contenuti avviene in stretta collaborazione con la Technische Universität di Monaco di Baviera. L’idea e l’impostazione del Woodbox sono opera di Hermann Kaufmann, architetto e pioniere dell’edilizia in legno nonché docente di Edilizia in legno alla Technische Universität di Monaco.

Programma | 21-31 marzo Milano, Piazza Cordusio
21.03 | ore 18:00, Opening
26.03 | ore 10:00 – 13:00, Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele – Milano
Dialogo tra città Wood Growing Cities Milano – Zurigo

  • La politica municipale di Zurigo per la sostenibilità edilizia e la Società a 2000 Watt
  • Edifici multipiano in legno a Zurigo: lo stato dell’arte
  • Edifici multipiano in legno a Milano: il complesso residenziale di via Cenni
  • Situazione dei progetti urbani in legno in Europa e oltreoceano
  • Normative, regolamenti edilizi, stato della tecnica nella sicurezza antincendi e antisismica

28.03 | ore 14:30 – 18:30, Palazzo Giureconsulti – Piazza Mercanti 2 – Milano
Convegno di architettura Wood. Building the Future
Impiego del legno nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente

  • Riconversione e rilancio delle aree dismesse nel tessuto urbano
  • Sviluppo dell’edilizia in legno nelle metropoli : l’esempio di Zurigo
  • Edilizia scolastica moderna, intelligenza e sostenibilità: una case history dell’Austria.

Fonte: Edilizia news

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Dubino, Sondrio. Un importante intervento di coibentazione esterna a cappotto

021Intervento realizzato con Ecap, pannello termoisolante made in Edilteco scelto per l’occasione da Edilizia Colombini, diventa un vero e proprio “campo dimostrativo”. Succede a Dubino, antico borgo in provincia di Sondrio.  “Crediamo che il nostro cantiere possa essere di esempio per chiunque aspiri all’isolamento termico ottimale.  Ecap garantisce tempi rapidi e una posa semplice, pulita e sicura –  spiega il geometra Daniele Zarucchi responsabile tecnico di Edilizia Colombini – Abbiamo l’opportunità di mostrare alle imprese interessate i risultati ottenuti grazie ad un prodotto innovativo di facile impiego e dunque dall’elevato valore aggiunto. Promuovere la qualità è per noi fondamentale” .

“Il pannello termoisolante Ecap già dotato di rasatura e rete in fibra di vetro. Inoltre è predisposto per l’applicazione dei tasselli di fissaggio. Un valore aggiunto che rende la posa oltremodo semplice, quasi un gioco da ragazzi”. Parola di Daniele Zarucchi, responsabile tecnico di Edilizia Colombini, rivendita associata BigMat nonché realtà assai vivace nell’ambito immobiliare e delle costruzioni. Siamo a Dubino, Dübìn nell’idioma locale, comune di 3mila500 abitanti  in provincia di Sondrio. Sorto a 223 metri sopra il livello del mare sulla linea di confine tra Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario,  Dubino diventa ben presto crocevia di passaggio obbligato. E tale resta, almeno sino agli albori del XIX secolo. A chiunque infatti si avventuri all’ombra delle Alpi Retiche, i capricci dell’Adda, passato alla storia per le sue piene implacabili e ricorrenti, non sembrano concedere alcuna alternativa. Sono gli austriaci i primi a tentare di addomesticare l’irruento fiume. Ma la completa bonifica delle paludi del Pian di Spagna, lembo ti terra alle foci dell’Adda e ora riserva naturale di cui Dubino è fiero baluardo,  si deve soprattutto a Don Luigi Guanella. Venerato dai posteri alla stregua di Beato, nel 1900  Don Luigi fonda Nuova Olonio (fagocitata da una feroce piena l’antica Olonio esalò il suo ultimo respiro nel 1598) luogo deputato al sostegno di giovani e anziani in difficoltà ad un tiro di schioppo da Dubino. Oggi, nonostante il proliferare di attività  commerciali e di servizio, il cuore pulsante della “vecchia” Dübìn è ancora l’attività agricola. Non è infatti raro incontrare sul proprio cammino solide magioni che vantano tutte le peculiarità dell’insediamento rurale. Consapevole di quanto il patrimonio esistente meriti la medesima attenzione delle strutture di nuova generazione  Edilteco, azienda di San Felice sul Panaro (Modena) leader internazionale nella produzione di malte alleggerite termoisolanti, è pioniera nel porre la propria esperienza e competenza al servizio di un puntuale retrofit energetico e acustico degli edifici. Frontiera in buona parte inesplorata della bioedilizia, una riqualificazione dell’hic et nunc  che rispetti le esigenze logistico ambientali è per i fratelli Stabellini e i loro collaboratori punto di partenza di un ritrovato benessere. Ecap, innovativo pannello termoisolante prefinito nato per l’isolamento termico di soffitti e pareti (esterne e/o interne), consente l’eliminazione di ponti termici e protegge le facciate dalla acque meteoriche. Frutto di una ricerca sempre al passo con i tempi che ne ha fatto paladino del risparmio energetico, Ecap  è pensato ad hoc per coibentare in modo ottimale gli edifici di nuova e antica generazione. E dunque garantire  gradevoli temperature interne in qualsiasi momento dell’anno, in primis durante i mesi più rigidi. Qui, alle porte della riserva naturale del Pian di Spagna, l’inverno è severo e lascia poco spazio a qualsivoglia improvvisazione. Le sue sono impronte gelide che indugiano a lungo. Un isolamento termico adeguato delle abitazioni non solo è necessario ma rappresenta un vantaggio tanto per la salute quanto per il portafoglio.  “L’intervento in questione, che ha richiesto l’impiego di 500 mq di Ecap L/100 da 10cm – precisa Zarucchi – riguarda le pareti esterne di  una palazzina ad uso privato forte di due piani fuori terra e con mansarda non abitabile. Gli appartamenti sono otto, quattro per ogni piano. Il pannello  Ecap è stato applicato senza alcuna difficoltà alla muratura portante costruita con il classico mattone forato del 25. Conosciamo da tempo il prodotto firmato Edilteco e abbiamo potuto testarne l’elevato livello prestazionale.  Motivo per cui è nostra intenzione invitare le ditte interessate a toccare con mano i risultati ottenuti grazie alla sua applicazione. Per Edilizia Colombini Il cantiere  è anche e soprattutto un vero e proprio luogo di dimostrazione e formazione”. Grazie ad una posa rapida l’impiego di Ecap scongiura l’eccessiva produzione di polvere e garantisce una limitata permanenza dei ponteggi. Inoltre è’ sufficiente un solo strato di finitura per ottenere un risultato finale che corrisponde alle aspettative. La linea Ecap contempla: Ecap L, pannello termoisolante prefinito in polistirene espanso sinterizzato (λ 0,035W/mK), Ecap GT addittivato con grafite (λ 0,031 W/mk), Ecap Stif nuovo pannello termoisolante prefinito  in stiferite class SK.

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Architettura temporanea e modulare, IKEA Refugee Shelter

ikeaKEA, marchio ormai divenuto sinonimo di design economico e fai da te, ha recentemente presentato IKEA Refugee Shelter, il prototipo frutto di tre anni di lavoro tra IKEA Foundation e UNHCR, l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati in partnership con diverse università e aziende private.

Moduli abitativi prefabbricati componibili, di superficie totale 17,5 mq e 110 kg di peso, imballati nel noto stile IKEA e assemblabili in sole quattro ore grazie ad una struttura modulare basata su un telaio autoportante in acciaio ultra-leggero, pannelli di tamponamento per le superfici esterne e uno strato-membrana da applicare 20 centimetri sopra la copertura per contribuire all’ombreggiamento dell’unità abitativa.

I pannelli di tamponamento sono in polipropilene trattato mediante un processo di laminazione che lo rende resistente ai raggi UV; secondo l’azienda svedese il polipropilene fornisce isolamento termico e acustico, è completamente riciclabile nonché comunemente disponibile nella catena di approvvigionamento globale.
La membrana posta ad ombreggiamento della copertura è dotata di un pannello solare in silicone, flessibile e leggero, che può alimentare cellulari o piccoli dispositivi elettrici o fornire da tre ad un massimo di cinque ore di illuminazione serale.

Sebbene il prototipo abbia spunti interessanti, a prima vista sembra aver ancora bisogno di alcuni studi riguardo al design e all’adattabilità alle diversi condizioni culturali in cui potrebbe essere contestualizzato, poiché purtroppo l’aspetto ricorda ancora un triste container.

 

FONTE: www.architetti.com

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L’edificio piu’ grande al mondo e’ tre volte il Pentagono

17696_newcenturyglobalchengduhigh_ingegneri_LÈ stato ufficialmente inaugurato l’edificio “più grande del mondo”: si tratta del New Century Global Centre, un grande centro commerciale collocato a Chengdu, la metropoli da 14 milioni nella provincia cinese del Sichuan, proprio a breve distanza dal Chengdu Contemporary Arts Centre progettato da Zaha Hadid.

Con la sua superficie complessiva pari a 1,76 milioni di mq, il centro è grande venti volte la Sydney Opera House o tre volte l’intero Pentagono. L’edificio ospita hotel, uffici, un resort, un cinema, una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Al centro della struttura, poi, è previsto il Paradise Island Oceanic Park, un grande parco acquatico con una spiaggia in sabbia artificiale da 400 mq e il più grande schermo Led indoor del mondo, che proietta immagini di paesaggi e orizzonti.

Costruito al di sopra di una stazione della metro recentemente completata, l’edificio si sviluppa su 18 livelli ed è dotato di un soffitto ondulato in vetro e acciaio. È lungo 500 metri, largo 400 e alto 100. Sono molti i ‘record’ che il centro intende battere, tra essi va ricordato lo shopping mall più grande del mondo e il suo ‘sole artificiale’, un impianto di illuminazione progettato per ricreare l’effetto della fonte di luce naturale. Queste e altre ‘meraviglie’ del centro sono visibili in un lungo video promozionale.

 

Fonte: www.ingegneri.info

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La scala illuminata di Arup che sfida le regole della progettazione

17632_arupvillamallorca_ingegneri_LL’ultima realizzazione di Arup, la società multinazionale di ingegneria e architettura, è un’autentica sfida alle ‘regole’ tradizionali della progettazione di scale. Realizzata per “Villa Mallorca”, edificio collocato nel sud della Spagna, la scala è pensata come un oggetto scultoreo illuminatoche nelle forme e nella tecnologia del progetto sviluppa il concetto di tridimensionalità. Collocata al centro della struttura, è realizzata mediante rame perforato, ripiegato e senza fissaggi visibili.

Il progetto nasce nel 2010, quando il russo Studio Mishin, responsabile principale del progetto, contatta Arup per intervenire nell’ideazione della scala centrale, in quel momento l’unico elemento mancante della costruzione. L’idea dell’architetto era quella di una scala che collegasse tre piani e che generasse un collegamento visivo tra l’interno e l’esterno dell’edificio, mediante l’impiego di pannelli di rame perforati. Per sviluppare una richiesta così particolare Arup si è affidato al suo team per il Lighting Design a Berlino, che ha dovuto tradurre la sfida progettuale in qualcosa di effettivamente fattibile. Proprio l’illuminazione dell’oggetto, concepita in una fase iniziale del progetto, si è resa necessaria chiave di svolta, per fornire elementi sia funzionali che decorativi al volume, considerando che il sistema luci già esistente non sarebbe stato sufficiente.

È stato necessario realizzare molti modelli di coppie di pannelli in legno e rame per sviluppare una soluzione che rendesse possibile tecnicamente l’intento progettuale di un pezzo di rame continuo e senza giunte, individuata in una serie di connessioni in sequenza tra i pannelli e in una delicata sotto-struttura. Il risultato è una spettacolare scala composta da circa 200 mq di pannelli composti da rame trattato e legno strutturale, con circa 12 mila perforazioni realizzate tramite perforatrice ad acqua.

“Il nostro approccio generale ai nuovi progetti è cercare di scoprire cosa c’è di unico in ciascuno di essi e provare ad amplificarne quelle qualità caratteristiche in senso estetico”, spiega Emily Dufner, capo della sezione Lighting Design per Arup Germania. “La luce rivela imateriali e gioca un ruolo-chiave nella creazione di un’atmosfera: due elementi che hanno rappresentato entrambi una sfida nel progetto”. La luce progettata accentua la geometria della perforazione dei pannelli di rame attraverso una tecnologia diretroilluminazione, mentre un’ulteriore fonte luminosa dal basso rivela la texture e le proprietà del rame e del legno laminato.

 Fonte: www.ingegneri.info

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