Archivio della categoria ‘Eolica’

Eolico off-shore: burocrazia e polemiche in Italia

Non bastava il taglio agli incentivi per il fotovoltaico. Adesso il governo minaccia di ridurre anche il margine di crescita dell’eolico, tagliando gli aiuti statali e rendendo ancora più complicati i passaggi burocratici. Questa volta però l’opposizione non è stata a guardare e ha presentato un’interrogazione parlamentare, perché l’energia eolica offshore è di fatto ostacolata dal Governo.
I piani per la realizzazione di impianti eolici off-shore sottoposti a parere della Commissione tecnica per la valutazione dell’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente sono attualmente 19, ma per sei di questi è stato richiesto anche il parere del Ministero per i beni e le attività culturali, che ha dato un giudizio complessivo sull’intero progetto.
Non si comprende perché un impianto eolico off-shore, per la parte che non insiste su ambiti territoriali e che spesso non è visibile dalla costa, debba essere sottoposto a questo doppio parere. – hanno commentato i parlamentari del PD – Naturalmente è doveroso che nell’autorizzare ogni impianto eolico off-shore si tenga conto del suo impatto sull’ambiente marino, ma questo compito è di stretta competenza del Ministero dell’ambiente. Non vorremmo che questo supplemento di indagine compiuto dal Ministero dei beni culturali fosse l’ennesimo tentativo di imbrigliare il settore delle energie rinnovabili. Al Ministero dell’ Ambiente – hanno continuato i parlamentari del Pd – con la Commissione Via si possono fare tutte le verifiche necessarie per gli impianti eolici off-shore escludendo quelli che impattano sul paesaggio senza bisogno di ostacoli da parte di un Ministero, quelli dei Beni Culturali, che troppo spesso si dimostra nemico delle rinnovabili per pregiudizio ideologico.
E mentre nel resto d’Europa si dismette il nucleare per mettere a punto nuovi impianti per l’eolico, l’Italia segue la direzione opposta: l’Inghilterra è il Paese con più centrali, e nel 2009 in Danimarca è stato inaugurata la più grande centrale eolica offshore al mondo mentre negli Stati Uniti, – hanno continuato i parlamentari – dove secondo le previsioni i venti marini potrebbero arrivare a coprire il 20% del fabbisogno energetico, si stanno realizzando grandi investimenti. E c’è ancora chi afferma che il nucleare è indispensabile perché le rinnovabili non arriveranno mai a coprire l’intero fabbisogno!

Fonte: GreenMe

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Power Flowers: quando l’eolico è bello

Amsterdam, la patria dei mulini a vento, è ora la patria dei Power Flowers. Dietro al suggestivo nome si nasconde un modo per usare l’energia eolica in zone densamente abitate. Create dall’ Amsterdam Based Studio, NL Architects, i Power Flowers sono molto di più di quanto dice il loro nome. Gli architetti hanno dotato le turbine di piccole eliche che raggruppate in piccoli gruppi aiutano a generare energia elettrica.
I Power Flower sono costruiti con una struttura simile a un albero. Montati su un asse verticale questi ”fiori” possono produrre energia dal vento e le turbine possono anche essere collegare con smart grid o pannelli solari. Ideali anche per un uso domestico o commerciale.

Fonte: EcoBlog

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Eolico: Obama accelera su sviluppo offshore

L’obiettivo dell’amminsitrazioen statunitense è accelerare lo sviluppo di impianti eolici in mare (offshore). A tal fine i responsabili dei Dipartimenti degli Interni e dell’Energia, Ken Salazar e Steven Chu, hanno annunciato finanziamenti di 50,5 milioni di dollari per sviluppare una rete di distribuzione elettrica idonea al trasporto dell’elettricità da esse prodotte nelle aree ad alta densità abitativa del Medio Atlantico. L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione di un piano strategico nazionale a favore dell’eolico offshore, una tecnologia che è oggi considerata negli USA un tassello essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo indicato dal presidente Obama di coprire entro il 2035 l’80% della domanda elettrica USA con fonti pulite e a ridotta emissione di CO2. Il programma, che sarà coordinato dai due Dipartimenti, è volto a promuovere e a sostenere lo sviluppo di un’industria eolica nazionale che sia competitiva a livello mondiale. Al tempo stesso, il varo del programma sottintende l’impegno degli uffici federali a favorire una crescita che sia rispettosa dei vincoli ambientali e che non entri in conflitto con gli altri usi della risorsa oceanica. Sotto il profilo tecnico il piano intende fornire assistenza a tutte le iniziative che promettono di contenere i costi, di fornire soluzioni ingegneristiche affidabili e ad elevato rendimento e di garantire un adeguato livello di integrazione con la rete elettrica. Secondo quanto ha dichiarato Chu, la strategia nazionale per lo sviluppo di questo settore si pone come obiettivo quello di ottenere l’installazione di 10.000 MW di potenza entro il 2020 e di accelerare la crescita nel decennio successivo per arrivare entro il 2030 ad un contributo di 54.000 MW dall’eolico offshore.

Fonte: LaStampa

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Eolico sì, eolico no. 25% in meno le installazioni in Italia

Nuova fiammata nella diatriba tra favorevoli e contrari alle pale eoliche in Italia. Alcune organizzazioni ambientaliste, piu’ sensibili alla tutela del paesaggio, ne parlano come un supremo e inutile scempio, e denunciano la cecita’ di chi difende questo ”imbroglio da fermare”. Amici della terra, Comitato nazionale del paesaggio, Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia hanno rinfocolato la polemica con una recente conferenza stampa congiunta in cui si sono dichiarati ”favorevoli alle rinnovabili e all’ efficienza”, ma assolutamente contrari all’eolico e al ‘fotovoltaico a terra’, ovvero ai grandi impianti solari sui terreni una volta agricoli. Cosi’, nonostante l’Associazione nazionale energia del vento (Anev) sottolinei come nell’ultimo anno in Italia ci sia stato un crollo delle istallazioni eoliche (-25%), Rosa Filippini, leader storica degli Amici della terra, chiede una moratoria di tutte le istallazioni e autorizzazioni per evitare assalto alla diligenza prima che entrino in vigore le nuove regole del settore che sono ora all’esame delle Camere. Oreste Rutigliano, di Italia Nostra, parla di un massacro in pieno svolgimento, con una lobby dell’eolico ancora piu’ rabbiosa e intenta a succhiare incentivi all’infinito nonostante che nel nostro paese il funzionamento delle pale eoliche sia modesto, con una media di ‘pieno regime’ di appena 1550 ore l’anno. Anche Vittorio Sgarbi ci va giu’ duro definendo l’eolico una turpe speculazione economica.
Il presidente del Comitato nazionale del paesaggio, Carlo Ripa di Meana si appella al Presidente della Repubblica perche’ ci difenda ”dall’assalto ai valori tutelati dall’articolo 9 della Costituzione” e chiede ”un contrattacco” che ci liberi da questa vergogna: un prelievo delle gia’ scarse risorse operato da ”speculatori di una finanza torbida”, con l’ acquiescenza, quando non addirittura complicita’ di settori dell’ambientalismo nostrano. E cosi’ – chiamata in causa direttamente da una ‘lettera aperta’ inviata dal presidente onorario di Mountain Winderness, Carlo Alberto Pinelli – Legambiente risponde alle accuse di ”sacrificare l’ambiente al mantenimento in vita della costosa Goletta Verde”, ovvero di vendersi in qualche modo alla lobby dell’eolico. Il responsabile energia dell’associazione del cigno verde, Edoardo Zanchini difende senza se e senza ma l’eolico come ”fonte di energia che funziona”, pur riconoscendo che ”senza dubbio in alcune parti d’Italia, soprattutto al sud, si sono fatti errori”. Per Zanchini, ”occorre un cambio di modello energetico” e Legambiente, insieme ad altre organizzazioni, si batte per questo. ”Ci battiamo per l’eolico. Sono sette anni che su questo, come sul solare a terra, chiediamo delle regole e finalmente nel luglio 2010 sono state approvate le linee guida per l’approvazione dei progetti di impianti eolici”, sette anni di lavoro, mentre ”altri si occupavano solo di paesaggio”. Le pecche dell’eolico – sottolinea Zanchini – come i ‘certificati verdi’ troppo generosi o le infiltrazioni mafiose, sono colpe della politica e che la politica e’ chiamata a risolvere. In quanto alla questione ‘estetica’ Zanchini ricorda come gli impianti eolici di una certa taglia, in Italia rappresentino solo il 3%, e quindi, sul nostro territorio si possono percorrere centinaia e centinaia di chilometri senza vedere una sola pala eolica. Discorso analogo per il fotovoltaico a terra: e’ vero, occupa terreno agricolo ma, una volta smontato, ”il terreno torna agricolo, mentre non accade cosi’ per la cementificazione delle nostre coste e delle nostre periferie”.

Fonte: Ansa

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Normandia: progetto per un impianto eolico nel 2015

Nel 2015 un parco eolico sorgerà a soli 11 chilometri di distanza dalla costa dove il 6 giugno del 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, sbarcarono gli Alleati. Il progetto, denominato “Fierville”, avrà un costo complessivo di 10 miliardi di euro; sarà composto da 80 turbine da circa 400MW dislocate su altrettanti torri di 160 metri di altezzezza. Le torri, nonostante la loro imponenza, saranno poco visibili in quanto posizionate a 11 chilometri dalla spiaggia.
Il progetto Fierville dovrà comunque superare l’esame di impatto ambientale per una importante area costiera che il governo francese ha intenzione di promuovere all’Unesco come patrimonio dell’Umanità.

Fonte: BlogEcologia

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Eolico: bando egiziano da mille megawatt

Annunciata per il prossimo gennaio in Egitto la gara per scegliere le imprese cui affidare la costruzione di impianti eolici per circa 1.000 MW , da realizzare prevalentemente lungo la costa del Mar Rosso.
Lo ha dichiarato alla stampa il ministro egiziano dell’Energia, Hassan Younes, precisando che lo svolgimento della gara si comporrà di due fasi. Durante la prima, che si svolgerà appunto a gennaio, saranno assegnati i lavori per i primi 500 MW, mentre i rimanenti 500 MW troveranno allocazione nel mese di luglio.
Il contratto di vendita dell’energia prodotta dai nuovi impianti prevede l’acquisto per 20 anni da parte della compagnia elettrica nazionale, che la distribuirà ai consumatori sulla base di prezzi stabiliti dal governo. Il ministro ha ribadito l’impegno del governo di ricavare entro il 2020 da fonti rinnovabili, e in particolare dall’eolico e dal solare, il 20% dell’energia necessaria a coprire il fabbisogno del Paese.
L’intera capacità di generazione dell’Egitto assomma oggi a 25.000 MW e l’intenzione del governo è quella di portare questo valore a 58.000 MW entro il 2027, mobilitando investimenti per 110 miliardi di dollari.

Fonte: LaStampa

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Mar del Nord: rete offshore per 10 paesi dell’Unione Europea

La costruzione di una rete elettrica che collega i parchi eolici offshore del mare del nord con i Paesi che vi si affacciano è ormai una realtà. I ministri di Svezia, Danimarca, Germania, Olanda, Lussemburgo, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia e Belgio, hanno firmato il 3 novembre a Bruxelles, insieme alla commissione Europea, un accordo per dare il via alla realizzazione dei lavori. Ciò comporta l’impegno a superare non solo problemi tecnici, commerciali, ma anche burocratici e amministrativi. Bisogna, infatti, abbattere le costose barriere che esistono tra i Paesi dell’Unione europea per poter importare ed esportare facilmente l’elettricità. L’accordo prevede, inoltre, una necessaria semplificazione delle procedure di autorizzazione e definisce un programma di lavoro con la descrizione precisa delle azioni che andranno intraprese. Vengono istituiti tre gruppi di lavoro, che includono i governi, i regolatori, gli operatori del sistema di trasmissione e la commissione Europea, che faranno rapporto due volte l’anno ai ministri dell’Energia. Per realizzare la supergrid, così viene chiamata la rete offshore del mare del nord, si dovranno posizionare migliaia di chilometri di cavi sottomarini su una superficie di 760 chilometri quadrati. La spesa finale ammonterà a 32 miliardi di euro, meno di quanto si spenderebbe se ogni Paese facesse indipendentemente i suoi collegamenti. Al di là degli enormi vantaggi a livello di approvvigionamento energetico, per cui si stima che la capacità energetica dell’offshore europeo sia superiore a quella fornita dal petrolio medio orientale, non vanno ignorate le possibilità occupazionali. Si parla della creazioni da 100 a 150.000 posti di lavoro per la realizzazione del progetto entro il 2020-2030. La supergrid offshore è destinata a produrre entro il 2030, secondo la commissione Ue, una capacità di energia eolica di 150 GW. Si produrranno 563 Twh (terawattora), pari al 16% del consumo elettrico europeo, ma nel 2050 la rete potrà rispondere al 46% della domanda.

Fonte: Ansa

 

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Eolico: arriva la pala mobile, montata su un camion

Anche l’irregolarità dei venti non sarà più un problema per l’energia eolica: ora le pale eoliche si potranno spostare a piacimento, a seconda dell’andamento dei venti (ma anche delle necessità energetiche). La società americana Pope Design, specializzata in veicoli ad alta tecnologia, ha infatti costruito una pala eolica mobile, montata su un camion. Durante il trasporto la pala è disposta orizzontalmente, e viene issata quando arriva a destinazione.
Il meccanismo è semplicissimo, tanto che basta una sola persona per guidare il veicolo, montare la pala, ancorarla al suolo e metterla in funzione. Il veicolo è alimentato da un motore elettrico, che può essere rifornito direttamente sfruttando l’energia prodotta dalla sua stessa turbina, ma che può anche passare al diesel, in caso di necessità. La pala mobile potrà essere usata per vari scopi, per esempio per fornire l’elettricità stagionale a scuole e uffici, ma sarà particolarmente utile per rifornire le località lontane dalla rete elettrica, fra cui basi militari e centri di ricerca in ambienti isolati come le zone polari. Se si vuole avere una potenza maggiore, basterà schierare una flotta di camion, ognuno con la sua pala, e spostarli nella località desiderata. Insomma, la pala mobile potrà essere usata in tutti i campi di applicazione delle pale eoliche fisse. Tranne, per ora, i parchi eolici off-shore.

Fonte: LaStampa

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Eolico: la turbina senza pale che produce energia a basso costo

Una turbina eolica di nuova concezione, senza pale, potrà produrre energia a costi convenienti. Lo afferma l’azienda americana Solar Aero, che ha brevettato e sta sviluppando il nuovo modello di centralina eolica, denominata turbina Fuller, dal cognome dell’inventore. Secondo la società, considerando tutti i costi del suo ciclo di vita, la nuova turbina consentirà di produrre energia a circa 9 centesimi di euro al kWh: una cifra del tutto paragonabile a quella dell’elettricità oggi immessa in rete.
Il progetto è un’evoluzione di un modello brevettato nel 1913 dal geniale scienziato e inventore serbo Nikola Tesla. La tecnica consiste in una serie di sottili dischi metallici, impilati uno sull’altro ma separati da spazi vuoti. La loro disposizione è studiata in modo che quando il vento soffia in questi spazi, crea un movimento d’aria che aziona il movimento rotatorio dei dischi. L’energia meccanica del movimento è poi trasferita a un albero motore collegato ad un normale generatore. Secondo il brevetto depositato, il vantaggio principale della nuova turbina è che “grazie al disegno aerodinamico è efficiente a velocità del vento molto diverse, il che la rende più indicata rispetto alle turbine quelle tradizionali”. Ad esempio il piccole esemplare nella foto ha una potenza di 10 kw, secondo Solar Aero.
Un altro lato positivo dell’assenza di pale è la possibilità di installare le turbine su piloni più bassi rispetto a quelle tradizionali, o anche sui tetti degli edifici cittadini. Inoltre l’impatto paesaggistico sarà minore, così come non ci sono rischi di danneggiare gli uccelli in volo. Oltre che nell’energia eolica, il nuovo modello potrà essere utilizzato in campo geotermico, dove è un fluido riscaldato a muovere la turbina. Anche in questo caso il vantaggio sarà notevole: la turbina potrà funzionare a temperature più basse rispetto a quelle oggi in uso, e sarà quindi particolarmente indicata nei casi in cui la fonte geotermica non produce abbastanza calore per una turbina tradizionale.

Fonte: LaStampa

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Eolico. Al via primo grande impianto offshore cinese

Il parco eolico offshore Lufeng Jiahuwan Wind Power Project, che sorgerà vicino alla città di Shanwei, sulla costa sudorientale della Cina, sarà il più grande del Paese e probabilmente del mondo, con un’area di 240 chilometri quadrati e una potenza di 1.250 MW. Lo costruirà la società Baoxin Energy con un investimento di 20 miliardi di yuan (2,3 miliardi di euro). La scelta della località è legata alle condizioni climatiche, ideali per la generazione eolica, con venti regolari sia come direzione sia come velocità. La Cina sta puntando molto sulle energie rinnovabili per ridurre le proprie emissioni di gas serra, dovute al fatto che produce circa 75% dell’elettricità con il carbone. Negli ultimi 5 anni ha raddoppiato ogni hanno la potenza eolica installata: i 13.800 MW installati nel 2009 (pari a un terzo dell’intera potenza installata nel mondo in tale anno) hanno portato la capacità totale a circa 25.900 MW. Tuttavia, contrariamente ad alcuni Paesi europei, ha finora realizzato quasi solo impianti a terra. Le uniche eccezioni sono costituite dall’impianto off-shore di Donghai Bridge (presso Shanghai, evidentemente giudicato non “grande” solo per il metro cinese, poiché è di ben 102 MW) e dal piccolo impianto di Liaodong Bay (1,5 MW) al servizio di una piattaforma petrolifera.

Fonte: LaStampa

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Enel: Green Power raddoppia capacità eolica in Bulgaria

Enel annuncia l’entrata in esercizio oggi a Shabla, in Bulgaria, una nuova centrale eolica da 21 megawatt (MW) di Enel Green Power, la società di del gruppo per lo sviluppo e la gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo. Con sette pale eoliche da 3 MW ciascuna, il nuovo impianto è in grado di produrre annualmente circa 55 milioni di chilowattora, pari ai consumi di 19 mila famiglie, e di evitare così ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 45.000 tonnellate di CO2.

L’entrata in esercizio di Shabla – spiega Enel in una nota – raddoppia la capacità eolica installata in Bulgaria da Enel Green Power, portandola a 42 MW. Questo progetto è l’ulteriore conferma dell’impegno di Enel Green Power per lo sviluppo della generazione di energia da fonti rinnovabili – ha detto il presidente di Enel Green Power – Operiamo anche in Romania e in Grecia, un’area con un grande potenziale di sviluppo per le rinnovabili, che può soddisfare la crescente domanda di energia di questi Paesi.

A fine 2008, Enel Green Power Bulgaria ha firmato un accordo con Global Wind Power Bulgaria, controllata di Danish Global Wind Power, per l’acquisizione dei progetti eolici di Kamen Briag e Shabla. Il primo impianto, quello di Kamen Briag a Kavarna, è entrato in esercizio a ottobre 2009, con una capacità installata di 21 MW

Fonte: LaStampa

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Google investe 39 milioni di dollari nell’eolico

Se la tendenza generale è investire sulle energie rinnovabili, Google segue l’onda annunciando il suo primo investimento in un progetto di energia rinnovabile su larga scala: 38,8 milioni di dollari investiti per implementare un parco eolico in Nord Dakota, fornendo l’energia necessaria ad alimentare più di 55mila case.

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Eolico. La Francia punta sull’off-shore

Nel corso del dibattito parlamentare per il rinnovo della legge per lo sviluppo sostenibile (cosiddetta Grenelle Environnement, del 2007), il governo di Parigi ha presentato un programma di sviluppo dell’energia eolica che prevede un’accelerazione della potenza installata off-shore, con circa 6.000 MW entro il 2020. L’obiettivo esplicitamente dichiarato è duplice: da un lato soddisfare le esigenze ambientali e di riduzione delle emissioni climalteranti previste dalla legge in discussione; dall’altro sviluppare una industria nazionale capace di competere a livello internazionale nel settore. Un piano per il quale il governo francese si è mosso con largo anticipo. Già dalla primavera 2009, infatti, l’esecutivo parigino ha chiesto ai prefetti delle regioni costiere considerate più favorite (Bretagna, Loira, Alta-Normandia, Aquitania e Provenza-Costa Azzurra) di avviare una ampia consultazione tra tutte le parti interessate per identificare tutti gli eventuali ostacoli e i problemi tecnici, normativi e ambientali delle varie zone. Questa indagine, che dovrà concludersi entro la fine di giugno, consentirà di presentare nell’estate una selezione di una dozzina di aree favorevoli allo sviluppo dell’eolico-off-shore. Parallelamente è inoltre intenzione del governo adottare nuove norme che semplifichino fortemente le procedure per l’approvazione dei progetti e per la connessione degli impianti alla rete elettrica nazionale. Quindi entro ottobre 2010 è prevista la prima gara per l’assegnazione di concessioni in mare per 3.000 MW eolici. I progetti dovranno essere selezionati entro il marzo 2011.

Fonte: LaStampa

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Eolico: riprende a correre dopo rallentamento nel 2010

Nel 2011 saranno installati a livello mondiale impianti eolici per 45.000 MW, portando a 240.000 MW la potenza cumulata in funzione nel mondo. La previsione è della World Wind Energy Association (WWEA) che corregge al rialzo le stime diffuse recentemente dalla GWEC (Global Wind Energy Association), sottolineando però che i 37.642 MW eolici installati nel 2010 hanno rappresentano, in termini percentuali di crescita, il risultato più deludente dal 2004. Un risultato che peraltro sarebbe stato di molto più modesto senza lo straordinario concorso della Cina, che ha realizzato da sola quasi 19.000 MW, compensando in parte il calo registrato in Europa e nel Nord America. In base al nuovo rapporto fornito dal WWEA, a fine 2010 la capacità eolica installata nel mondo ha raggiunto i 196.630 MW, equivalenti ad una produzione annua di 430 miliardi di kWh, corrispondente a sua volta al 2,5% dei consumi elettrici del Pianeta. Con riferimento al valore di mercato, il WWEA stima in 40 miliardi di euro il fatturato globale del settore nel 2010 ed indica in 670.000 unità il personale addetto. Quanto alle previsioni a medio e a lungo termine, il WWEA prevede che per il 2015 la capacità eolica globale installata si porterà a 600.000 MW, per poi raggiungere e superare 1,5 milioni di MW nel 2020. Alla crescita dell’eolico prevista per l’anno in corso è però probabile che l’Italia parteciperà in modo ridotto. Commentando i dati del WWEA, l’Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV) ha osservato che il nostro Paese ha già subito nel 2010 “il primo vero stop da molti anni nella crescita di potenza installata” e rischia pertanto di essere scavalcato in Europa nel 2011 sia dalla Francia che dal Regno Unito.

Fonte: Ansa

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Eolico: realizzata la prima mappa italiana

Realizzata la prima mappa eolica italiana contenente tutte le informazioni sui parchi eolici presenti in Italia. Il documento, che per la prima volta viene realizzato per l’Italia, contiene i dati delle società titolari di impianti, il numero di aerogeneratori, la potenza di ogni parco eolico e l’indicazione georeferenziata dei medesimi. La cartina, ricca di informazioni, notizie, indicazioni e dati regione per regione, rientra nelle iniziative promosse dall’Anev (Associazione nazionale energia del vento) nell’ambito della Giornata nazionale del vento per promuovere una corretta informazione sull’eolico, oggetto di recente di alcuni tentativi di delegittimazione attraverso azioni di disinformazione. Scaricabile dal sito di Anev e distribuita gratuitamente ai visitatori del Palaenergia di Villa Borghese a Roma fino al prossimo 20 giugno, la mappa realizzata da La Tene contiene tutti gli impianti eolici, con informazione su operatore, potenza, numero di aerogeneratori e georeferenziazione visiva sulla Carta del nostro Paese, con anche le linee elettriche.

Fonte: Casa&Clima

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Eolico: supera 1.000 mw l’installato offshore in Gran Bretagna

I parchi eolici offshore del Regno Unito hanno varcato la soglia dei 1.000 MW di potenza installata, grazie a due nuovi progetti entrati in funzione nell’aprile 2010. Lo riferisce l’associazione Renewable UK, sottolineando come il Regno Unito consolidi così la sua posizione di leader mondiale dell’eolico off-shore, conquistata nel 2008 con il sorpasso sulla Danimarca. I due nuovi parchi sono quello di Robin Rigg (sulla costa occidentale, al confine fra Scozia e Inghilterra) della società E.ON e quello di Gunfleet Sands (Inghilterra sud-orientale) della danese DONG. La grande espansione delle centrali eoliche costruite in mare aperto è confermata dai dati economici: “Solo nei primi tre mesi del 2010 gli investimenti privati dell’eolico off-shore britannico hanno raggiunto la cifra di 500 milioni di sterline (580 milioni di euro)”, ha spiegato Maria McCaffery, direttore esecutivo di Renewable UK. I progetti per centrali off-shore presentati ammontano ormai ad una potenza complessiva di circa 40.000 MW, di cui 4.000 MW sono in costruzione o comunque già approvati. “Stiamo ponendo le condizioni per sfruttare al massimo il potenziale delle nostre risorse eoliche, in modo da creare migliaia di posti di lavoro e produrre energia pulita e affidabile con i nostri soli mezzi”, ha commentato Ed Miliband, segretario di Stato al Dipartimento dell’energia e dei cambiamenti climatici.

Fonte: LaStampa

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L’eolico offshore favorisce la biodiversità

I piloni delle turbine eoliche offshore offrono asilo a vari organismi marini e aumentano la biodiversità locale. Le strutture solide sono particolarmente gradite quando emergono da fondali uniformemente sabbiosi, dove, col tempo, danno origine a barriere coralline artificiali. Funzionano bene anche i blocchi di ancoraggio dei sistemi che sfruttano l’energia delle onde marine. Gli studi di Dan Wilhelmsson, del dipartimento di zoologia dell’università di Stoccolma, hanno anche considerato la protezione del fondale offerta dalle wind farm offshore, nei confronti della pesca a strascico. I pescherecci devono evitare la zona, anche se l’abbondanza di pesce e’ maggiore che altrove. L’area della wind farm diventa in questo modo una sottospecie di area protetta. E’ addirittura possibile progettare i basamenti per invitare alcune particolari specie di colonizzatori: i ricercatori hanno praticato dei fori e questi si sono popolati di granchi (Cancer pagurus), ma sopra una certa soglia l’abbondanza di predatori come i granchi scoraggia le altre specie. Altri tipi di strutture favoriscono gli astici (Homarus gammarus), alcune conformazioni invitano i pesci, ed e’ possibile modulare l’impatto delle strutture sull’ecosistema pre-esistente.

Fonte Ecowiki

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