Archivio della categoria ‘Fotovoltaica’

Le celle solari imparano a respingere il calore

selfcoolingsCelle solari ad alta efficienza non significa solo dispositivi capaci di convertire un’ampia percentuale della luce in entrata in elettricità, ma anche in grado di “vivere” a lungo, resistendo ai fattori di stress fisico. Uno di questi è l’ovvio surriscaldamento dovuto ai raggi del sole a picco. A trovare la soluzione al problema potrebbero essere stati gli scienziati della Stanford University in California. Guidati dall’ingegnere elettronico Shanhui Fan, i ricercatori hanno messo a punto un modo per mantenere al fresco le celle anche in presenza di forti radiazioni termiche. In condizioni operative normali, le celle fotovoltaiche possono raggiungere temperature di 55° C o più che ne “fiaccano” rapidamente l’efficienza, riducendone notevolmente la durata di vita.
Il nuovo design proposto dagli ingegneri evita il problema adottando un elegante approccio di raffreddamento passivo; incorporando piccole strutture a forma di cono e di piramide su uno strato estremamente sottile di vetro di silice, i ricercatori sono riusciti a reindirizzare il calore indesiderato – sotto forma di radiazione infrarossa – dalla superficie delle celle all’atmosfera. Il segreto è tutto nelle proprietà fisiche della luce e dei materiali: controllando con precisione la larghezza e l’altezza delle piramidi e dei micro-coni, il team ha sintonizzato la superficie della cella solare per rifrangere e reindirizzare solo le lunghezze d’onda infrarosse indesiderate. “Il nostro nuovo approccio può abbassare passivamente la temperatura di esercizio delle celle solari, migliorarne l’efficienza di conversione e aumentare significativamente l’aspettativa di vita”, ha commentato Linxiao Zhu, uno degli autori principali dello studio. “Questi vantaggi dovrebbero consentirne il successo”. I ricercatori descrivono il loro design innovativo nel primo numero di The Optical Society (OSA), nuova rivista open-access Optica.

Fonte: Rinnovabili.it

Share

Con i nuovi materiali nati in Italia la casa diventa un grande pannello solare

The International Photovoltaic Power Generation Expo in JapanNon più solo i tetti, ma tutte le parti di un edificio possono diventare pannelli solari, incluse finestre e facciate, grazie a lastre di plexiglass ‘drogate’ con speciali nanoparticelle fluorescenti che catturano e concentrano la luce del sole trasformando ogni elemento architettonico in un generatore di energia pulita. Questa tecnologia, descritta su Nature Photonics, è stata messa a punto dall’Università Milano-Bicocca in collaborazione con il Laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa. Per catturare la luce solare senza dispersione, i ricercatori hanno sviluppato dei concentratori solari luminescenti, ovvero dei dispositivi costituiti da una lastra plastica o vetrosa nella quale sono incorporate specie otticamente attive che assorbono parte della luce solare e la ri-emettono all’interno della lastra. La luce viene quindi convogliata verso i bordi sfruttando il fenomeno della riflessione totale interna e lì viene trasformata in energia elettrica da piccole celle solari poste lungo gli spigoli.

Scegliendo in modo opportuno il grado di trasparenza ed il colore del dispositivo, è possibile trasformare delle normali finestre in elementi fotovoltaici a tutti gli effetti senza sensibili aumenti di costo.

“Questa tecnologia, di cui noi abbiamo fornito la prova di principio – spiega Sergio Brovelli, del dipartimento di scienza dei materiali dell’università Bicocca – è immediatamente scalabile per l’industria e può essere utilizzata nella green architecture e nella building sustainability. Inoltre, la possibilità di realizzare dispositivi di qualsiasi forma e colore offre nuove eccitanti opportunità nel design di elementi architettonici intelligenti”.

Fonte: ANSA

Share

Con gli “alberi” solari, rinnovabili più vicine al cittadino

'Alberi Solari' di Strawberry Energy

Dalla Serbia,stazioni pubbliche “verdi” per ricaricare cellulare.

Per educare le persone sui benefici dell’energia rinnovabile, dalla Serbia arrivano gli “alberi” che ricaricano i dispositivi mobili dei cittadini con la forza del Sole. L’innovativo progetto di Strawberry Energy è volto a rendere le fonti “pulite” più accessibili nella quotidianità.

Le particolari stazioni solari, sviluppate per il momento in cinque differenti modelli, sono state progettate per essere installate in modo permanente negli affollati luoghi pubblici.

Ognuno dei 12 “alberi di ricarica” attualmente installati in Europa (10 dei quali in Serbia e due in Bosnia-Erzegovina) è dotato di 16 cavi usufruibili per ricaricare con la potenza del Sole ogni tipo di dispositivo mobile, dal cellulare al lettore musicale, passando per l’ebook o il tablet. Le stazioni inoltre in alcuni casi possono servire come hotspot per la connessione Wifi.

“Il modo migliore per aumentare la consapevolezza sui temi delle energie pulite è quello di presentare i loro benefici attraverso l’esempio pratico”, scrive la società di Belgrado.

Obiettivo è “dimostrare che tali tecnologie ‘verdi’ non sono più un concetto astratto”.

Come riporta Tree Huggher, la Strawberry Energy ha recentemente siglato un accordo di distribuzione negli Stati Uniti con una società californiana che potrebbe ora aprire la porta per una più ampia distribuzione degli alberi a ricarica solare.
Fonte: ANSA

Share

Riciclabili e flessibili,nuovi pannelli solari made in Italy

Un veicolo elettrico alimentato anche con energia solare prodotta dai pannelli flessibili

ROMA – Sottili e flessibili, super leggeri, riciclabili e tre volte più efficienti. Sono la nuova gamma di pannelli fotovoltaici prodotti in Italia.

”I nostri pannelli sono studiati per essere integrati in una miriade di applicazioni – afferma Francesco Trisolini, amministratore delegato EnEco group che li produce a Firenze – si adattano a qualunque superficie e prodotto su cui devono essere applicati. Siamo l’azienda con la maggiore esperienza al mondo nelle forniture industriali di pannelli fotovoltaici ultraleggeri e flessibili”.

I pannelli in questioni, spiega, rispondono a diverse esigenze, in particolare la capacità di produrre energia in ogni condizione e offrendo la possibilità di rendere autosufficienti i diversi prodotti. Dai mezzi di trasporto al settore nautico, dall’edilizia alla bio-architettura, i nuovi pannelli possono contribuire all’autosufficienza energetica. Lo spessore e il peso ridotti sono dovuti all’assenza del vetro e della cornice.

Secondo Trisolini, i nuovi pannelli “hanno un’efficienza triplicata rispetto a quelli in silicio amorfo e sono costruiti con materiali plastici completamente riciclabili”.

Fonte: ANSA 

Share

Google, 1 mld dollari in rinnovabili

1318d6605beb204ab151b6551047a9c6ROMA – Google per l’ambiente “ha fatto tredici”: la grande azienda del web ha annunciato un nuovo, ulteriore investimento nelle rinnovabili, che giunge dopo altre 12 analoghe iniziative. In tutto la somma investita raggiunge ora il miliardo di dollari.

L’impianto fotovoltaico Mount Signal Solar è attualmente in costruzione nella contea di Imperial, nella parte sud orientale della California e genererà entro il 2014 fino a 265,7 Megawatt di elettricità; energia sufficiente per alimentare oltre 80.000 case. La partecipazione finanziaria di Google è di 103 milioni di dollari. Come riporta Bloomberg, la struttura venderà l’energia catturata dal sole alla San Diego Gas & Electric, nell’ambito di un accordo di acquisto energetico a lungo termine. “Il nostro investimento in Mount Signal Solar è il risultato del continuo impegno di Google nel settore delle energie rinnovabili e mette in evidenza la nostra forte convinzione che investire nelle energie rinnovabili aiuta ad avere successo negli affari”, ha detto Kojo Ako-Asare, responsabile di Google per il Corporate Finance.

Partecipando insieme alla Silver Ridge Power al progetto californiano, il colosso del web è arrivata al tredicesimo investimento nel settore delle energie rinnovabili in soli tre anni. In totale infatti Google – come riporta sul suo blog – si è impegnata ad impiegare più di un miliardo di dollari in progetti che consentano la generazione di oltre due Gigawatt di elettricità; una potenza in grado di alimentare oltre 500.000 abitazioni.

In questo percorso “verde”, grande sforzo è stato destinato al settore solare: oltre al progetto in California, vi sono ad esempio l’investimento da 12 milioni di dollari nel Jasper Solar Energy Project in Sud Africa e l’interesse nello sviluppo del fotovoltaico “residenziale” negli Stati Uniti, con i 75 milioni di dollari utilizzati per sovvenzionare i progetti Clean Power Finance e i 280 milioni di dollari per Solar City.

Nel cammino “pulito” di Google non manca però l’energia del vento. L’azienda ha dato il suo contributo per numerosi parchi eolici come lo Spinning Spur Wind Project in Texas da 161 MW (200 milioni di dollari), l’Alta Wind Energy Center da 270 MW in California(157 milioni di dollari). Fiore all’occhiello di Google in questo campo è lo Shepherd’s Flat, ad Arlingtomn (Oregon), uno dei più grandi parchi eolici del mondo, con una capacità generativa di 845 MW, al quale ha contribuito investendo 100 milioni di dollari.

 

FONTE: ANSA

 

 

Share

Arriva Apollon, impianto fotovoltaico “girasole”

e884d2e36cdc0e8464355d35ff0b0e2c_37364MILANO – Un impianto fotovoltaico ‘girasole’, capace di muoversi per inseguire la nostra stella, il Sole, e catturare i suoi raggi concentrandoli fino ad una intensità pari a quella di oltre 750 soli: ecco Apollon, il frutto di un progetto di ricerca europeo che ha coinvolto 17 partner pubblici e privati di otto Paesi tra cui l’Italia, in prima fila con Rse (Ricerca sul Sistema Energetico). Il prototipo è stato presentato a Parigi in occasione della 28esima conferenza europea su energia solare e fotovoltaico.

Il ‘cacciatore’ di soli Apollon è sempre in movimento, come spiega Luigi Mazzocchi, direttore del dipartimento tecnologie di generazione di Rse: ”il sistema è dotato di due motori che gli consentono di muoversi su due assi” per ‘mirare’ con precisione il Sole. In questo modo Apollon riesce a far cadere nella sua ‘rete’ i raggi solari che colpiscono in modo diretto e perpendicolare la sua superficie. Da qui vengono fatti scivolare lungo degli specchi simili a tegole che concentrano la luce sulle celle fotovoltaiche, più piccole di una moneta da un centesimo. Grazie a questa soluzione, si ottengono due importanti vantaggi: un’efficienza più alta e costi più contenuti. ”I moduli presentano valori di efficienza superiori al 30%, mentre i sistemi tradizionali si fermano al 18% circa.

Inoltre – aggiunge l’esperto – dentro il modulo fotovoltaico a concentrazione, l’area attiva per la conversione dell’energia solare in elettrica è circa 750 volte più piccola dell’area esposta: così le celle solari, che sono la componente più preziosa, pesano per una piccolissima parte sul costo complessivo del sistema”. Si è così raggiunto un target di costo pari a 2 euro per watt installato: Apollon è dunque un sistema competitivo che, se impiegato in zone con bassa nuvolosità (come nel Sud Italia e nel Nord Africa) consente di produrre ”fino al 40% di energia in più rispetto al fotovoltaico tradizionale a parità di spazio occupato”.

 

FONTE: ANSA 

Share

Fotovoltaico: Australia e Cile paradisi dell’energia rinnovabile

downloadUna fotografia della situazione sul fotovoltaico illustra come l’Italia abbia davanti a sé ancora moltissima strada nel campo delle energie rinnovabili. I due esempi di Australia e Cile giungono da qualenergia.it e danno un quadro degli obiettivi possibilmente raggiungibili anche in Italia.

In Australia oltre il 10% della popolazione possiede impianti fotovoltaici: l’equivalente per noi di 2,3 milioni di impianti fotovoltaici sui tetti. L’Università di Melbourne ha presentato in autunno una “road map” per rendere la produzione energetica dell’Australia totalmente sostenibile nel giro di qualche decennio. C’è da dire che questo è possibile perché il territorio offre vento, sole abbondante, e ampi spazi per lo sviluppo dell’energia solare ed eolica.

Progetti a parte, il cambiamento in Australia è nell’aria: il Parlamento australiano ha elaborato un documento dal titolo “The critical decade: Australia’s future-solar Energy” dal quale si può dedurre che in Australia è in corso una “rivoluzione energetica silenziosa”, ed ecco perché: l’11% della popolazione nazionale già utilizza sistemi fotovoltaici per l’alimentazione elettrica delle proprie case. Gli impianti fotovoltaici australiani sono passati da 8000 a oltre 1 milione dal 2007 ad oggi, fornendo elettricità a 2,6 milioni di persone. Di questo passo, secondo la Commissione parlamentare autrice del rapporto, nel 2050 un terzo dell’elettricità australiana sarà di origine solare, e si andrà ancora oltre.

Ma esiste un altro Paese nel quale si sta verificando una “corsa al sole”, nonostante lo Stato non conceda finanziamenti a parte l’uso delle terre demaniali, ed è il Cile. Anche qui, si parla di uno dei paesi del mondo più esposti alla luce.

Il governo cileno ha ricevuto domande per concessioni su un totale di 50.478 ettari di terreno. Queste terre sarebbero destinate 256 progetti Renc, “risorse energetiche non convenzionali” che comprendono: sole, vento e geotermia. A fine 2012 già 16 di questi progetti erano stati approvati, si tratta di 12 impianti fotovoltaici con 795 MW di potenza totali. E le approvazioni non sono finite: fra i progetti approvati nel 2013 dal Ministero del Patrimonio Nazionale si trovano i 250 MW di impianti fotovoltaici nelle mani di Enel Green Power, che in Cile costruirà anche impianti eolici e la prima centrale geotermica dell’America del Sud. Secondo Bloomberg, 1 GW di potenza fotovoltaica dovrebbe entrare in produzione entro il 2015, ma i progetti in attesa di essere approvati valgono almeno altri 3 GW.

Insomma, per l’Italia non ci sono scuse. Le energie rinnovabili sono alla portata di tutti, basta crederci. Al momento abbiamo oltre 550.000 impianti fotovoltaici: la strada è imboccata.

 

FONTE: www.energia.supermoney.eu

Share

Ancora fotovoltaico per Apple

130715-130715-fotovoltaico-apple-300x168Ce ne sono già due nel North Carolina, adesso è il turno del Nevada: è a Reno che Apple intende costruire la sua nuova  solar farm, ovvero una sorta di “campo” di pannelli solari  per alimentare i propri data center.

Il fotovoltaico serve anche a questo, a creare impianti che forniscano energia assolutamente naturale ad altri impianti.

In 55 ettari di terreno ci sarà così la possibilità di dare origine a una potenza compresa tra 18 e 20 megawatt. È ormai prerogativa del  colosso dell’informatica la produzione energetica da fonti rinnovabili, ivi compresi vento, acqua e geotermia.

Molte strutture sono ormai completamente alimentate da questo genere di fonti, così innocue eppure così trascinanti; altri centri lo sono per tre quarti, ma l’obiettivo finale rimane l’eliminazione dell’uso di energia originata da combustibili fossili.

43,5 milioni di chilowattora – tanto produrrà questa nuova centrale pulita a cielo aperto – significano tonnellate di anidride carbonica in meno. Come se all’improvviso quasi 6.500 tubi di scappamento smettessero di appestare l’aria per un anno intero. L’operazione, approvata a metà giugno, sarà approntata insieme a NV Energy.

L’idea è quella di applicare, per la realizzazione del progetto, un nuovo metodo, che prevede l’annessione di specchi ai pannelli solari, per una resa sette volte superiore al normale. Inoltre, ci si avvarrà della forza di un impianto geotermico presente nei dintorni di Reno, località a questo punto scelta non per caso. Senza contare che alla costruzione parteciperà un centinaio di operai.

In definitiva, a quanti lavori di installazione si può attribuire un così esteso valore ecologico? Non solo il prodotto finito non inquinerà affatto, ma anche dalla sua preparazione trarranno beneficio – in termini di economia e di salute – in molti.

 

FONTE: www.fotovoltaico-sicuro.it

Share

Dal Brasile i pannelli fotovoltaici di plastica

 

Pannelli-Solari-fotovoltaici-in-PlasticaPannelli fotovoltaici in plastica: è davvero possibile realizzarli? Secondo quanto hanno messo a punto i ricercatori del Csem, istituto di ricerca dello stato di Minas Gerais, sì. Gli studiosi, infatti, hanno realizzato pannelli fotovoltaici in plastica che risultano meno costosi, meno pesanti e più facili da maneggiare rispetto ai pannelli convenzionali: per questo motivo, tale innovazione potrebbe mutare in maniera rivoluzionaria l’intero settore dell’energia solare. Si tratta, in pratica, di fogli di plastica rigati e trasparenti: pannelli stampati con celle fotovoltaiche che hanno la capacità di convertire in elettricità l’energia solare.

Secondo le dichiarazioni del direttore del Csem Tiago Maranhao Alves, “questi fogli fotovoltaici hanno la stessa capacità di produrre energia dei pannelli normali in silicio: il vantaggio di ricorrere ad essi, invece, sta nelle dimensioni inferiori, che rendono possibili applicazioni non adatte ai pannelli convenzionali”. In virtù delle loro peculiarità, infatti, questi fogli, che sono prodotti includendo in comuni polimeri delle celle fotovoltaiche, potrebbero essere impiegati per caricare le parti elettriche di computer, cellulari o altri dispositivi portatili, ma anche delle automobili.


Secondo i primi studi, un pannello di plastica non più grande di tre metri quadri sarebbe in grado di mettere a disposizione di una casa con quattro persone tutta l’energia di cui esse avrebbero bisogno. Non solo: questo tipo di prodotto, essendo caratterizzato da un rapporto costi – benefici eccellente, potrebbe rivelarsi fondamentale per far arrivare energia in zone prive di elettricità (e sul territorio brasiliano sono numerose le aree di questo tipo).

 

FONTE: www.rinnovabili7.it

Share

Eolico galleggiante per un futuro energetico sicuro

siemens-statoil_floating-windpowerQuarta tornata di finanziamenti per la Real Estate che ha deciso di supportare lo sviluppo dell’eolico galleggiante offshore dando il via ad una nuova serie di aiuti che possano incoraggiare gli investitori. Sfruttando la consulenza della DNV KEMAla Real Estate sta appoggiando il nuovo standard di produzione delle turbine che la DNV pare voglia presentare a breve e che garantirebbero la diffusione della tecnologia e il calo dei costi dell’energia elettrica prodotta.

 

Gli esperti ritengono infatti che le fondazioni galleggianti per le turbine eoliche potrebbero svolgere un importante ruolo nella diffusione della tecnologia portando il settore ad ottenere la riduzione dei prezzi dell’energia eolica offshore a circa 120 euro per MWh. E’ infatti il costo delle fondazioni ad incidere sul prezzo di realizzazione degli impianti offshore, ridurre questo si tradurrebbe nel calo del prezzo dell’energia al consumatore. Tuttavia la tecnologia dietro la realizzazione delle turbine galleggianti è ancora agli inizi e gli sviluppatori spesso non si fidano. La nuova norma dovrebbe dare maggiore fiducia al comparto e permetterne l’espansione soprattutto nel Regno Unito dove però molti dei progetti in fase di approvazioni si sono poi dimostrati irrealizzabili a causa delle condizioni non adatte dei fondali, troppo bassi, e delle coste proposte per ospitare il parco. Grazie alla nuova tornata di aiuti il settore potrebbe riuscire a dimostrare che la tecnologia ha del potenziale e la capacità di ridurre i costi energetici.

 

Fonte: www.rinnovabili.it

Share

New York, telefonino si ricarica al parco con energia solare

StreetChargeROMA – A New York da quest’estate lo smartphone e il tablet si potranno ricaricare anche al parco e a energia solare. L’operatore di telefonia AT&T, insieme al partner GoalZero, ha lanciato il progetto pilota ”Street Charge”: stazioni mobili, alimentate a energia solare, pubbliche e gratuite dalle quali ricaricare i propri dispositivi mobili in caso di bisogno. Un’idea nata dopo il disastro dell’uragano Sandy e il blackout elettrico che colpi’ la Grande Mela.

Sono gia’ operative due stazioni a Brooklyn e altre tre a Governor’s Island, Union Square e al Pier 1 di Riverside Park.

Entro la fine dell’estate saranno installate in totale 25 stazioni in cinque distretti della citta’. New York fa da apripista a un progetto che potrebbe in futuro essere ampliato, nella metropoli e anche ad altre citta’ negli Usa. Le stazioni rimarranno operative come test fino a ottobre e un monitoraggio del loro utilizzo indichera’ in quali aree della metropoli occorrera’ potenziare o meno il servizio. Le stazioni comprendono sei connettori di vario tipo, adatti per iPhone, iPad, dispositivi Android e Windows Phone. Sono alimentate da tre pannelli solari da 15 watt e da una batteria da 168 watt/h, abbastanza per consentire alle stazioni di funzionare per alcuni giorni senza esposizione ai raggi solari.

L’iniziativa si aggiunge alle 26 postazioni per WiFi gratuito che AT&T ha installato nei parchi di New York l’anno scorso.

 

FONTE: ANSA

Share

Energia “fai da te”: 31.000 centrali mini-fotovoltaico

L’Italia aspetta il nucleare, ma intanto si affida a piccoli impianti per soddisfare la propria sete di energia. E’ la generazione distribuita, vale a dire il sistema di piccoli centri di produzione di elettricità delocalizzati sul territorio e spesso messi su da privati intraprendenti, che stando agli ultimi dati dell’Autorità per l’energia, cresce sempre di più. Nel 2008 risultavano infatti installati quasi 35mila impianti, contro i 10.371 dell’anno precedente, con una potenza efficiente lorda corrispondente di 6.627 MW, vale a dire circa il 6,5% del totale nazionale, e una produzione lorda di 21,6 TWh (6,8% dell’intera produzione nazionale di energia). Fortissimo è il contributo alla crescita del numero degli impianti dovuto al solare: le mini-centrali fotovoltaiche sono infatti passate da poco più di 4mila del 2006 a oltre 31mila del 2008.

Fonte: Ansa

Share

Energia: il 20% dell’energia fotovoltaica nazionale è pugliese

Con oltre 310 megaWatt proviene dalla Puglia più del 20% dell’energia fotovoltaica nazionale. E la nostra regione conferma il proprio primato assoluto nella produzione di energia solare  ecco le parole  di Loredana Capone, la  Vice Presidente dell Giunta pugliese e Assessore allo Sviluppo economico.
La dichiarazione è avvenuta a margine della Fiera del Levante, nel corso della 4° giornata dell’energia pulita dal titolo Sviluppo del mercato delle energie rinnovabili e nuovo conto energia. La Puglia – ha continuato la Vice Presidente – secondo la rilevazione del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, il 14 settembre ha raggiunto il 310,256 megaWatt di potenza elettrica installata, staccando la Lombardia (seconda dopo la Puglia) di 136,337 Mw. Un risultato importante per il raggiungimento degli obiettivi del Pear (il Piano energetico ambientale regionale) che tuttavia deve farci riflettere per gli effetti sull’ambiente. La Puglia è la prima Regione in Italia per eolico e fotovoltaico, ma è anche tra le Regioni che spicca nelle presenze turistiche per l’innegabile bellezza dei suoi paesaggi, che abbiamo il dovere di salvaguardare. Per questo – ha concluso la vice Vendola – gli assessorati regionali stanno lavorando alacremente per redigere le linee guida, in materia di energia, importanti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e allo stesso tempo per la tutela del territorio.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Share

Bari: riqualifica edifici ERP con impianti fotovoltaici

L’ Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Bari, ha lanciato un concorso di idee per la riqualificazione energetica di edifici residenziali al quartiere Japigia. Obiettivo è quello di promuovere l’uso razionale dell’energia dando l’opportunità a giovani architetti e ingegneri di individuare progettualità innovative nella realizzazione di impianti fotovoltaici integrati.
Il concorso, ispirato ai principi della sostenibilità ambientale è finalizzato alla riqualificazione energetica di edifici residenziali di proprietà dell’ente banditore situati nel territorio comunale di Bari al quartiere Japigia. Tale riqualificazione sarà ottenuta tramite la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati a servizio di tutte le parti ad uso condominiale degli edifici. Il concorso prevede inoltre la riqualificazione delle aree di pertinenza dei medesimi con la previsione di impianti di illuminazione con tecnologia a LED.
Sono ammessi a pertecipare al concorso architetti e ingegneri iscritti al massimo da 5 anni ai rispettivi ordini professionali. Tutta la documentazione dovrà pervenire entro il prossimo 1 dicembre 2010. Al progetto vincitore sarà corrisposto un premio di 5mila euro. Ai progetti secondo e terzo classificati sarà riconosciuto a titolo di rimborso spese un premio di mille euro.

Fonte: Edilportale
Share

L’ Epia crea l’Osservatorio europeo del settore

L’ Associazione europea dell’industria fotovoltaica  (Epia) ha dato vita al primo Osservatorio europeo fotovoltaico al fine di monitorare le dinamiche di mercato e studiare le condizioni più vantaggiose per la crescita del settore fotovoltaico. Lanciato in occasione del 25 ° European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition l’osservatorio, si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Epia,  avrà come oggetto di analisi i meccanismi di incentivazione tariffaria in modo da permettere uno sviluppo competitivo del mercato e  servirà anche a facilitare lo snellimento delle procedure burocratiche previste con la creazione di uno sportello unico . Si tratta di “uno strumento essenziale per aiutare le istituzioni nazionali ed europei a mettere in atto adeguate politiche di sostegno al settore del fotovoltaico”. Per maggiori informazioni consultare il sito.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Share

Fotovoltaico: Lombardia prima in Italia

La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di impianti fotovoltaici, oltre 11.000 a fine 2009, con un incremento del 118% rispetto al 2008. Lo ha ricordato l’assessore lombardo all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, durante un dibattito alla quinta Conferenza Mondiale sull’energia fotovoltaica, in corso a Valencia, in Spagna. La potenza totale installata in Lombardia è cresciuta in un anno di oltre il 150%. Tutto questo è avvenuto in un periodo che a livello internazionale ha visto, anche a causa della crisi finanziaria, una riduzione del mercato del fotovoltaico. Alla conferenza mondiale sono rappresentate oltre 100 nazioni, 900 imprese e organizzazioni del settore con 4.500 delegati e oltre 40.000 i visitatori previsti.

Fonte: LaStampa

 

Share

Fotovoltaico: la strada che produce energia

I pannelli fotovoltaici potrebbero presto trovare nuovi spazi alternativi ai consueti tetti. Sono infatti allo studio, ormai da tempo, nuove interessanti ipotesi molto ambiziose e stimolanti, tra queste una delle più promettenti ci pare il cosiddetto asfalto fotovoltaico che permetterebbe a km di strade di produrre energia pulita.
L’idea è venuta alla società americana Solar roadways, ed è stata rilanciata da una intervista dell’autorevole rivista New scientist. Si tratterebbe di usare dei particolari pannelli solari per pavimentare le strade al posto di impiegare il comune asfalto. Si calcola che solo negli Stati Uniti la superficie totale di strade, autostrade e parcheggi sia superiore ai 100.000 chilometri quadrati, pari a quasi un terzo del nostro Paese. Solar roadways, supportata da un finanziamento dell’ente autostradale americano, sta quindi progettando a questo scopo dei pannelli fotovoltaici quadrati di 3,7 metri di lato, pari alla larghezza standard delle corsie stradali negli Stati Uniti. Calcolando un’esposizione al sole per una media di appena 4 ore quotidiane, ogni pannello, potrebbe comunque produrre 7,6 kwh al giorno. Questa energia potrebbe poi essere immessa nella rete oppure immagazzinata, sempre lungo le strade, magari per ricaricare le auto elettriche, risolvendo così un’altra annosa questione. Le potenzialità quindi sono immense, ma non mancano anche le difficoltà, la prima e forse più evidente è la necessità di realizzare pannelli che riescano a sopportare il passaggio degli automezzi. Altra questione è rendere la superficie dei pannelli adatta alla guida, infatti non possono essere troppo lisci per evitare pericoli per le vetture. La Solar roadways sta già studiando delle soluzioni e sarebbe ad un buon punto, il percorso non è facile, ma le potenzialità giustificano impegno ed investimenti ingenti.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Share

Storia e mappa del fotovoltaico in Italia

In Italia la pagina dell’incentivazione per il fotovoltaico viene aperta con un Decreto datato 28 luglio 2005. I risultati sono stati immediati: aziende e cittadini privati hanno iniziato a guardare verso questa nuova tecnologia tanto che le domande ricevuto sono state di molto superiori alle aspettative e, soprattutto, alla potenza massima incentivabile. Con un Decreto del 19 febbraio 2007, approvato dalla Conferenza Unifica e siglato dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro dell’Ambiente, sono state introdotte nuove disposizioni, riviste e aggiornate rispetto ai vecchi decreti; si è semplificato il meccanismo dell’incentivazione, sia riducendo gli aspetti di carattere burocratico sia abbattendo il tetto massimo di potenza installabile. Sono state così definite le regole che hanno consentito l’avvio del nuovo “Conto Energia”; anche nel nostro Paese quindi vengono a crearsi condizioni più favorevoli per lo sviluppo del mercato fotovoltaico.

L’ultima puntata della storia del fotovoltaico in Italia è recentissima e porta la data del 24 agosto 2010: il Conto Energia 2011/2013; è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che regolerà le tariffe incentivanti da riconoscere alla produzione di energia elettrica ottenuta da impianti fotovoltaici che entreranno in servizio nel triennio 2011-2013. Il Conto Energia 2007/2010 sarà in vigore fino a fine 2010 e – ai sensi della legge 129/2010 recentemente approvata – si applicherà, alle condizioni indicate dalla legge, anche agli impianti realizzati entro la fine dell’anno che entreranno in servizio entro il 30 giugno 2011. Sul sito del Gestore Servizi Energetici (GSE) è possibile scaricare un documento nel quale sono riportate le principali novità.

Ricordiamo che Il Gestore dei Servizi Energetici- GSE S.p.a ha un ruolo centrale nella promozione, nell’incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. Azionista unico del GSE è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che esercita i diritti dell’azionista con il Ministero dello Sviluppo Economico. GSE mette anche a disposizione un sistema informativo geografico chiamato Atlasole che informa, in tempo reale, sulla situazione della penisola in merito agli impianti fotovoltaici installati.

Nella fotografia potete vedere la situazione aggiornata al 13 Settembre 2010.

Ad oggi quindi gli oltre 96.000 impianti installati sul territorio permettono di produrre potenza per circa 1550MW. Le regioni nelle quali il fotovoltaico si è più sviluppato sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le uniche regioni al Sud che producono un sufficiente quantitativo di energia sono Sardegna e Puglia. Il quantitativo più basso è invece registrato dalla Valle d’Aosta. Tramite la mappa di Atlasole è possibile anche “cliccare” sulle varie regioni per restringere il campo fino ad individuare le singole province e i singoli comuni.

Autore: Roberto Conti

Share