Archivio della categoria ‘Fotovoltaica’

Addio amianto. Arrivano gli incentivi per il fotovoltaico

In Italia l’amianto è bandito dal 1992, con la legge 257 ne fu vietata l’estrazione, l’importazione e qualsiasi utilizzo di questa sostanza cancerogena. Nonostante ciò non è raro vedere ancora i tetti di molti capannoni industriali, magazzini e aziende rurali ancora ricoperti da lamiere in eternit di cui in molte Regioni manca una mappa di tali edifici, nonostante siano passati ormai 18 anni dal termine prefissato dalla stessa legge per completare la mappatura.
Il motivo principale del ritardo italiano nella bonifica dell’amianto è costituito dagli alti costi delle operazioni di smantellamento e smaltimento dei materiali; ostacolo che ora potrà essere superato più facilmente con gli incentivi per il fotovoltaico, grazie ai quali sarà possibile coprire parzialmente le spese di bonifica: sostituendo l’eternit con moduli fotovoltaici sarà possibile produrre e vendere energia elettrica pulita beneficiando delle tariffe incentivanti previste dal Conto energia. Il Conto energia riconosce un incremento del 5% della tariffa (10% dal prossimo anno) per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit, o comunque contenenti amianto. I risultati di tali politiche incentivanti in Italia sono già positivi: secondo i dati del Gse (Gestore dei servizi energetici) riferiti all’inizio di settembre, il fotovoltaico sostitutivo dell’eternit sfiora ormai i 100Mw di potenza installata. La Lombardia è la regione che ha saputo usufruire maggiormente di tali incentivi. Al secondo posto c’è l’Emilia Romagna (quasi 147mila mq) davanti al Piemonte (quasi 115mila mq).

Fonte: BlogEcologia

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Obama e la centrale solare da 1.000 megawatt e 7.600 posti di lavoro

L’amministrazione Obama sta per annunciare l’approvazione della costruzione della più grande centrale di energia solare al mondo. Come riporta il Wall Street Journal, il dipartimento del Territorio ha dato il via libera ad un progetto di una centrale solare da 1.000 megawatt su un territorio controllato dal governo vicino a Blythe, in California. Il progetto costerà 6 miliardi di dollari ed è affidato a Solar Trust America, una joint venture tra le società tedesche Solar Millenium e Ferrostaal. La costruzione dovrebbe cominciare già quest’anno. Secondo le stime il progetto dovrebbe creare circa 7.600 posti di lavoro.

Fonte: LaStampa

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Roma: architettura verso il solare

Nella cornice del Maxxi a Roma, premiati i tre migliori progetti italiani che hanno inserito il fotovoltaico in complessi edilizi.
Una struttura ricettiva a San Martino di Badia, un’abitazione privata a Pordenone e la Cittadella delle imprese sede della Camera di Commercio di Taranto sono i tre progetti vincitori del premio ‘tecnologie solari e qualita’ del progetto: integrazione del fotovoltaico in architettura’ promosso dal gestore dei Servizi Energetici (Gse) e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, Belle Arti e Architettura del Ministero per i beni Culturali (Pabaac). Il premio rientra in un protocollo d’ intesa siglato tra il Gse e Pabaac per promuovere le sinergie tra architettura e le rinnovabili.
Il progetto vincitore riguarda una piccola struttura turistica inserita nel complesso sciistico di Pian de Corones: Abbiamo realizzato una copertura con lastre di vetro temprato e inserito all’interno le celle fotovoltaiche – spiega il progettista Matteo Ruzza – con un’autoproduzione di energia elettrica di 9mila kw all’anno. Per il prossimo anno, Gse, Pabaac e il Maxxi hanno Annunciato un Concorso di idee rivolto all’architettura bio. Bisogna puntare sempre di più sull’architettura sostenibile, dichiara l’architetto Cinzia Abbate, responsabile scientifico del premio Gse e Mininistero Beni culturali che oggi ha ‘incoronato’ i tre progetti italiani legati al fotovoltaico.
Il premio è stato finanziato dal secondo Conto Energia Gse: Un progetto che ha visto 1.467 megawatt di energia prodotti dal fotovoltaico – sottolinea Abbate – e che registra come il 62% di energia fotovoltaica venga proprio dall’architettura sostenibile.
In quest’ottica, si inserisce il Concorso di Idee lanciato da Gse-Beni Culturali-Maxxi, il cui bando uscira’ il prossimo anno e che intende sollecitare l’industria di settore, gli istituti di ricerca e i professionisti a investire nella ricerca progettuale per migliorare l’efficienza energetica. Oltre ai tre premi conferiti , anche 6 menzioni tra le quali figura la nuova Fiera di Roma.

Fonte: Ansa

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Reggio Emilia e le scuole fotovoltaiche

In tempi in cui la scuola italiana viene tirata in ballo solo per parlare di tagli al bilancio, c’è chi ha deciso di puntare sul fotovoltaico per far quadrare i conti, o per lo meno per risparmiare qualcosa sulla bolletta dell’energia elettrica.
Accade nella provincia di Reggio Emilia, nell’ambito di un più vasto progetto di riqualificazione energetica che, tra le altre cose, doterà dodici scuole di altrettanti impianti fotovoltaici, per una superficie complessiva di 9.600 metri quadrati.
Ad annunciarlo sono stati l’assessore provinciale alla Qualità dell’aria Alfredo Gennari e quello all’Istruzione Ilenia Malavasi, dopo che il bando pubblico per l’assegnazione dei lavori si era già concluso (a vincerlo, la ditta emiliana Gesta, nata dallo scorporo delle attività Gestione Servizi e Impianti di Orion S.C.).
A fronte di un investimento complessivo di 4.750.000 euro, gli impianti avranno una potenza di 1,2 MW e produrranno circa 1.320.000 KW/anno. Grazie agli incentivi del “Conto Energia 2011” – secondo gli assessori e il presidente di Gesta – il conseguente ritorno economico di una simile produzione basterà a ripagare fino all’ultimo centesimo i costi previsti, senza gravare quindi sul bilancio della provincia. Inoltre, la spesa per la bolletta elettrica delle scuole (100.000 euro l’anno circa) dovrebbe in questo modo azzerarsi.
Che i conti siano stati fatti attentamente o no, sta di fatto che gli impianti, se saranno davvero realizzati, oltre al valore economico e a quello ambientale (700 tonnellate di CO2 in meno ogni anno) ne avranno anche uno sociale e di educazione ambientale. Verrà infatti installato anche un pannello in cui sarà possibile visualizzare in ogni momento l’energia prodotta e l’anidride carbonica risparmiata. Ad oggi i lavori di installazione dei pannelli fotovoltaici sono già iniziati nell’istituto Cattaneo di Castelnovo Monti e nel Nobili di Reggio Emilia, dove termineranno entro il prossimo mese di dicembre. E chissà che Babbo Natale, invece dei doni, porti un po’ di sole.

Fonte: Greenme

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Enel Green Power realizza impianto fotovoltaico a Cancun

In occasione della conferenza delle parti (COP16) della ‘Framework Convention on Climate Change’ dell’Onu, che si terra’ a Cancun a fine novembre, Enel Green Power ha realizzato un impianto fotovoltaico progettato per soddisfare con energia da fonte rinnovabile il fabbisogno energetico della sede dell’evento.
Il progetto – precisa una nota – realizzato con il supporto del Ministero dell’Ambiente italiano e del Ministero dell’Ambiente messicano, rappresenta un importante esempio di cooperazione pubblico-privata per la protezione ambientale e lo sviluppo delle energie rinnovabili tra Italia e Messico. L’impianto e’ composto da 903 pannelli fotovoltaici ad alta tecnologia, per una potenza installata pari a 130 kilowatt, in grado di produrre 220 MWh all’anno e di evitare l’immissione in atmosfera di 110 tonnellate di CO2, contribuendo a diminuire l’impatto ambientale della conferenza.

Fonte: Ansa

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A Brasilia l’ambasciata Italiana è verde

L’ambasciata italiana in Brasile, capolavoro di Pierlugi Nervi sulla riva del lago di Brasilia, ha inaugurato un sistema di pannelli fotovoltaici che si inquadra nel progetto pilota di fornire energia solare via via a tutte le sedi diplomatiche italiane nel mondo. Ambasciata Verde, cosi’ si chiama il rivoluzionario programma, e’ stata realizzata in partnership con l’Enel Green Power, la Ceb e l’Aneel, compagnie energetiche brasiliane, e Itaipu’ Binazionale. L’Ambasciata Verde va collocata nel contesto di un progetto piu’ grande che e’ Farnesina Verde – ha detto all’ANSA l’ambasciatore d’Italia a Brasilia, Gherardo La Francesca – Oggi sono stati presentati i risultati della prima fase sperimentale. Abbiamo un impianto di 50 Megawatt gia’ in funzione e i pannelli sono stati collocati: il progetto intende incrementare la collaborazione scientifica e tecnologica fra l’Italia e il Brasile, che gia’ da tempo presenta eccellenti risultati.
L’Aneel (Agenzia Nazionale Energia Elettrica) ha installato nell’ambasciata un contatore in grado di calcolare quanta energia verra’ ceduta alla rete dai pannelli solari e dare all’Ambasciata Verde un’analoga quantita’ di energia convenzionale nelle ore in cui non si produce elettricita’. Con questo sistema di scambio di energia, del tutto nuovo per gli aspetti regolatori del Brasile – ha aggiunto La Francesca – e’ possibile rimborsare Enel Green Power, che ci ha fornito i pannelli fotovoltaici, con i risparmi sulla rete elettrica. All’inaugurazione di Ambasciata Verde, primo esperimento pilota tra le sedi diplomatiche in Brasile per l’uso di energie rinnovabili, ha preso parte il ministro dell’energia brasiliano, Edson Lobao, il presidente in America Latina della Enel Green Power, Valerio Cecchi, e i direttori generali di Aneel, Nelson Jose’ Ubner Moreira, e di Itaipu’ (la diga piu’ grande del mondo fra il Brasile e il Paraguay), Jorge Miguel Samec.

Fonte: Ansa

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La più grande centrale fotovoltaica pubblica

Primato europeo di una piccola valle italiana: in Val Sabbia la più grande centrale fotovoltaica pubblica d’Europa.

Mentre l’Italia si divide sul tema nucleare, dal Nord emerge una piccola comunità montana virtuosa, distiguendosi per essersi dotata della più grande centrale pubblica fotovoltaica d’Europa. Essa istribuisce elettricità gratis a tutti gli uffici municipali, le strade, i semafori, le scuole e tutti gli altri edifici pubblici.

Stiamo parlando della Valle Sabbia, situata a nord-est di Brescia, lungo il fiume Chiese. La zona per secoli è stata poverissima, terra di forte emigrazione verso l’Australia, le Americhe, il Belgio, il Brasile. Per la costruzione della centrale si è partiti nel giugno dello scorso anno. Approfittando dei finanziamenti per le energie alternative in scadenza il 31 dicembre 2010, dunque era necessario agire in fretta in quanto il tempo a disposizione era di appena 3 mesi, durante i quali era necessario districarsi nei meandri della burocrazia tartassando gli uffici preposti per le autorizzazioni necessarie.

Ai primi di settembre 2010 partirono i lavori: demoliti i capannoni e portato via l’amianto dei relativi tetti.

La centrale oltre a fornire energia elettrica (è previsto un aumento di 1 milione di kilowatt l’anno), ha contribuito a bonificare la valletta grazie alla rimozione di amianto.

 

Fonte: BlogEcologia

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Fotovoltaico: la foglia solare artificiale che scalda una casa

Così ha titolato il Daily Mail a proposito dell’invenzione messa a punto da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) guidati dal prof. Daniel Nocera.
In base a quanto riportato dallo storico quotidiano britannico, la scienza avrebbe scoperto il Sacro Graal del fotovoltaico, una cella solare uguale in tutto e per tutto a una foglia, che, proprio come una foglia, pare sia in grado di imitare il processo di fotosintesi clorofilliana. Con una piccola differenza: la produzione di energia, secondo quanto riportato, sarebbe fino a 10 volte superiore rispetto alla fotosintesi naturale.
Il meccanismo è grossomodo quello che tutti noi abbiamo imparato alla scuola elementare, ma in versione artificiale: sostanze presenti nella foglia (in questo caso nichel e cobalto) catalizzano l’azione del sole, la cui energia viene utilizzata per separare le molecole di idrogeno e ossigeno che compongono l’acqua (H2O) in cui è immersa la foglia stessa. In seguito, i due elementi finiscono in un’apposita cella a combusatione, dove sono sfruttati per creare energia elettrica. Con meno di 4 litri d’acqua, secondo gli studiosi, la foglia sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un’abitazione tipo di un paese in via di sviluppo. Per lo meno per quanto riguarda il riscaldamento.
E pensare che non più di dieci anni fa un’invenzione simile era stata collaudata da John Turner, ricercatore dell’U.S. National Renewable Energy Laboratory di Boulder (Colorado) ma il costo di produzione si era rivelato troppo elevato e l’energia prodotta… poca. Il cosiddetto Sacro Graal messo a punto dal Mit, al contrario, potrebbe cambiare la vita di miliardi di persone: africani, asiatici e in parte sud americani che ancora oggi non hanno accesso all’energia elettrica, nemmeno per ricaricare un telefonino.
Non a caso il gigante automobilistico indiano Tata ha già sottoscritto un accordo per la costruzione – entro i prossimi 18 mesi – di una mini-centrale elettrica grande quanto la cella di un frigorifero.
Ma saranno davvero gli abitanti poveri, spesso privi di un accesso all’acqua, a beneficiare di questa nuova e incredibile invenzione?

Fonte: GreenMe

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Energia solare: il fotovoltaico disturba le tartarughe

Gli impianti di sfruttamento dell’energia solare sarebbero dannosi per la vita delle tartarughe. A sostenerlo è uno studio condotto su quanto sta avvenendo nella Contea di San Bernardino, dove è in fase di realizzazione un importantissimo progetto fotovoltaico, e dove – stando alle stime – oltre 3 mila esemplari di tartarughe del deserto potrebbero essere seriamente disturbate.
Non solo. Stando alla rilevazione, durante i tre anni di costruzione dell’impianto, a morire per cause conseguenti all’installazione dei pannelli solari sarebbero circa 700 esemplari di tali tartarughe, con ovvie conseguenze nocive per quanto concerne il mantenimento dei biosistemi locali. Alle tartarughe scomparse a causa dei lavori di realizzazione dell’impianto andranno inoltre aggiunte quelle (circa 160) spostate altrove per permettere l’installazione delle unità fotovoltaiche. Insomma, l’impianto di San Bernardino, uno dei punti di riferimento fotovoltaici della nazione, non sembra essere proprio a impatto zero, per lo meno per la salvaguardia dello stato di salute di questi animali. Vedremo se le proteste dei biologi e degli ambientalisti avranno un seguito.

Fonte: Ecoo

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Tibet: fotovoltaico ad alta quota

Non sarà certo l’impianto più grande del mondo, ma sicuramente il più alto. Siamo nel Tibet sud-orientale (villaggio Chek Kang, contea di Sangri) e tra qualche mese nascerà la centrale solare più alta del mondo, parliamo di un’ altitudine di circa 4.000 metri (per una potenza di 10 megawatt e una produzione annua di circa 20.000.000 kilowattora).
Investimento importante da parte di una terra che ha sempre basato il proprio fabbisogno elettrico sulla risorsa idrica. Il Tibet guarda avanti, riflette sull’ ormai ridotta capacità dei suoi bacini idroelettrici e scommette sul fotovoltaico: valida alternativa per scongiurare il rischio di crisi energetica e, perchè no, diversificare il sistema di approvvigionamento usufruendo dello straordinario irraggiamento solare di cui beneficia. Per non parlare del risvolto economico che ne deriverebbe.
Esegue i lavori la cinese Suntech Power, leader mondiale nella produzione di moduli fotovoltaici, che ha già investito in Tibet in passato costruendo un impianto, sempre fotovoltaico, che procura energia agli alpinisti nel campo base dell’Everest, oltre a impianti isolati, donati a scuole, e strutture varie per aiutare lo sviluppo economico tibetano.
Zhengrong Shi, fondatore e presidente della Suntech Power commenta così la presenza del colosso cinese in Tibet: «Grazie alla intensa luce solare e alle temperature fresche, l’altopiano del Tibet è particolarmente adatto per l’utilizzo di tecnologie fotovoltaiche avanzate. Siamo orgogliosi di contribuire a preservare il fragile ecosistema della regione mettendo a disposizione una soluzione economica e sostenibile per la produzione di elettricità. Dalle sabbie del deserto dell’Arizona alle cime dell’Himalaya, chiunque può infatti sfruttare la risorsa più pulita e abbondante della natura: il sole». Orgoglioso lui, orgogliosi noi!

Fonte: FotovoltaicoBlog

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In Belgio treni con pannelli solari su tunnel

Il primo convoglio ecologico e’ partito dalla stazione di Anversa

Non un solo treno, ma quattromila: tanti saranno i convogli in Belgio che viaggeranno ogni anno grazie all’energia solare. Il primo treno ‘verde’ e’ partito oggi dalla stazione di Anversa e l’impresa e’ stata resa possibile grazie all’installazione di 16.000 pannelli fotovoltaici su un tunnel della linea ad alta velocita’ che collega Parigi ad Amsterdam, nei comuni fiamminghi di Brasschaat e Schoten. Il progetto del ‘tunnel del sole’, costato 15,7 milioni di euro, copre una superficie complessiva equivalente a circa otto campi da calcio ed e’ lungo 3,4 km. L’energia prodotta, che si stima arrivi a circa 3.300 MWH di elettricita’ ogni anno, potrebbe alimentare quasi mille famiglie. La nuova fonte ‘verde’ servira’ sia alla circolazione di quattromila treni all’anno, anche ad alta velocita’, sia ad alimentare infrastrutture ferroviarie come segnaletica, riscaldamento in stazione, illuminazione. Con il progetto saranno tagliate 2.400 tonnellate di CO2 l’anno e secondo il gestore Infrabel rappresenta un’esperienza unica di questo tipo a livello europeo, perche’ l’infrastruttura non alimenta solo i treni, ma si autorifornisce di energia.

 

Fonte:Ansa

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Fotovoltaico: obbligatorio aderire a consorzi per il riciclo

Dal 30 giugno 2012 le aziende produttrici dovranno aderire a un consorzio o sistema che garantisca il riciclo dei pannelli.

Niente più pannelli in pensione abbandonati a se stessi. Ora dovranno per legge essere smaltiti in modo tale da non provocare danni all’ambiente. Fissato infatti al 30 giugno 2012 il termine massimo entro il quale le aziende produttrici dovranno aderire a un sistema o a un consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici, inclusi di recente nella direttiva europea sui Rifiuti di apparecchiatura elettriche ed elettroniche (Raee).

L’art. 11.6(a) del decreto ministeriale 5 maggio 2011, il cosiddetto IV Conto Energia, cui si aggiunge anche l’indicazione dell’Unione Europea, prevede quindi che i produttori di moduli fotovoltaici forniscano ai loro clienti garanzie sul riciclo dei pannelli per poter accedere agli incentivi previsti.

Un bene per l’economia e per l’ambiente, come sottolinea Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia, uno dei consorzi che in Italia si occupa di raccogliere, trattare e riciclare tutte le componenti degli impianti fotovoltaici:«Il fotovoltaico può portare un beneficio all’ambiente anche a fine vita: dagli impianti fotovoltaici, infatti, si possono ricavare per esempio vetro, alluminio ma soprattutto indio, gallio, selenide, a rischio di esaurimento per la richiesta esponenziale. In prospettiva un recupero di questi materiali su larga scala consentirà di poter attingere a una miniera urbana di materie prime seconde, riducendo le emissioni di CO2 e ilconsumo di energia».

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Come sarà la città del futuro?

Ecoboulevard, Madrid, Spain.
L’obiettivo per il 2020 è quello di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra e portare al 20% la quota di rinnovabili nel consumo energetico, per arrivare infine al 30%. Alla domanda come sarà la città del futuro? possiamo rispondere: sostenibile, intelligente, inclusiva.
Fra pochi giorni apre a Padova la mostra “SUPERURBANO. RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE”. Dal 27 ottobre al 13 febbraio 2012.
Vedremo il racconto di 19 esperienze di riqualificazione e rinnovo urbano in chiave sostenibile realizzate in diverse città del mondo: da Milano a Copenaghen, da Siviglia a Tripoli, e ancora Torino, Nantes, Vienna, Madrid, Medellin, Seul, New York, Dublino, Barcellona…
Progetti realizzati in contesti socioeconomico e culturali anche molto diversi tra loro, che si caratterizzano per l’essere costruzioni aperte e condivise, intrinsecamente connesse al paesaggio e al territorio circostante.
La mostra è pensata come una scena teatrale, in cui si propone in forma allegorica uno spaccato di città del futuro entro cui il visitatore può muoversi, vedere, imparare e interagire. Grazie a un sofisticato progetto multimediale, il pubblico entra virtualmente nelle diverse realtà rappresentate dai singoli progetti, attraverso una sorta di labirinto sensoriale fatto di suoni, voci e rumori, che lo accompagnano all’interno di una città ideale dal forte impatto scenografico. Le tre torri-edifici principali accolgono al loro interno scorci urbani raccontati attraverso un’interfaccia dinamica e interattiva, che lascia il visitatore libero di fruire dei contenuti

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Rinnovabili: il futuro del fotovoltaico è vegetale

La bio-elettronica fa passi da gigante e sostituisce lo strato di Silicio delle celle fotovoltaiche tradizionali con un impasto di molecole adibite alla fotosintesi, puntando alla produzione di energia rinnovabile, dalle foglie morte e dall’erba tagliata nei nostri giardini. La notizia appare molto interessante, soprattutto per la produzione di energie rinnovabili da fonti sostenibili.

La ricerca condotta da Andreas Mershin, biofisico e ricercatore del MIT, Massachusetts Institute of Technology (Usa), consiste nell’estrazione delle molecole adibite alla fotosintesi delle specie vegetali, chiamate fotosistema I (PS-I), stabilizzarle e spruzzarle su un substrato di vetro ricoperto da nanofili di ossido di zinco e spugne di biossido di titanio. Nel momento in cui i raggi solari incidono sulla superficie così ottenuta, il biossido di titanio e il materiale foto sintetico assorbono la luce, trasformandola in elettricità che viene portata via dai nanofili. La chiave per raggiungere ulteriori miglioramenti dell’efficienza, secondo lo studioso, sarebbe quella di trovare un modo per esporre una maggiore superfiche del PS-I al sole.

Il ricercatore, ad oggi, ha dimostrato un rendimento del suo materiale del solo 0,1%, mentre per essere di qualche utilità il dispositivo deve raggiungere almeno il 2%, ma annuncia di proseguire nei suoi studi, promettendo risultati migliori.

Fonte:  Tecnologiaericerca.com

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Tunnel solari: luce naturale in stanze buie e si risparmia energia

Con l’arrivo dell’inverno e l’avvento dell’ora solare si sono perse ore di luce. Durante i mesi più freddi il consumo di energia aumenta e questo in primo luogo per riscaldare gli ambienti interni, in secondo luogo per illuminarli.

Un’alternativa alla luce artificiale è rappresentata dai tunnel solari. Questi ultimi sono sistemi architettonici che permettono di portare la luce naturale in quei locali accessori come cantine, cabine armadio, bagni ciechi e corridoi, dove l’unica fonte di illuminazione è rappresentata dalla luce artificiale.

Come si legge su CasaEnergia, «si tratta di un lucernario tubolare in grado di captare la luce naturale esterna e di trasportarla attraverso speciali condotti nelle stanze prive di finestre o con scarsa illuminazione». Il funzionamento di questa tecnologia avviene grazie al principio degli specchi. In pratica, «uno speciale captatore, posto in copertura, convoglia i raggi solari all’interno di un condotto tubolare, completamente rivestito di materiale riflettente, il quale, a sua volta, trasporta la luce naturale fin dove necessario, coprendo anche distanze elevate e raggiungendo, per esempio, ambienti interrati».

Una soluzione ottimale non solo dal punto di vista del comfort visivo, che si ottiene grazie all’effetto positivo della luce naturale in una stanza buia, ma è una scelta vincente anche dal punto di vista del risparmio energetico: con un tunnel solare, infatti, si arriva a risparmiare oltre il 40% sui costi tradizionali imputabili all’illuminazione artificiale e questo perché il suo utilizzo è limitato alle sole ore notturne.

Un altro aspetto vantaggioso è rappresentato dal comfort termico che i tunnel solari garantiscono agli ambienti. «Grazie a una speciale schermatura – si legge su CasaEnergia – posta sulla sommità del cavedio in copertura, che blocca i raggi ultravioletti, i tunnel solari, a differenza delle normali finestre, trasportano la luce, ma non il calore, illuminando le stanze senza scaldarle» e questo risulta particolarmente importante nel periodo estivo quando c’è bisogno di luce, ma si vuole contenere il consumo di energia dovuto al raffrescamento dei locali.

Questo sistema può essere utilizzato non solo in case di nuova costruzione, ma anche in caso di ristrutturazione, con una spesa che si attesta generalmente attorno ai 500 euro e a cui si devono aggiungere le spese di installazione. Qualora si decidesse per l’acquisto di un impianto di questo tipo, si raccomanda di rivolgersi a tecnici specializzati o direttamente alle aziende produttrici. Considerando che, al momento, l’Italia è leader europeo di installazioni, con oltre 33.000 interventi effettuati, non dovrebbe essere un problema rintracciare un rivenditore qualificato.

 

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/green-design/tunnel-solari-luce-naturale-stanze-buie-risparmia-energia_4766.html

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Fotovoltaico: Imq rilascia il certificato per +10% di incentivi

Le associazioni di settore hanno già sollevato le principali problematiche relative alle Regole Applicative del IV Conto Energia che sono state pubblicate dal Gse.

Uno dei problemi più grandi riguarda la necessità di far certificare impianti in costruzione o già entrati in esercizio dal primo giugno come Made in Europe. «I produttori si stanno attrezzando per le certificazioni – ha osservato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare – ma si rischia di rendere inapplicabile la norma se non si ammetterà nel transitorio l’autocertificazione da parte dei produttori».

L’importanza del certificato d’ispezione di fabbrica è determinato dal fatto che, una volta ottenuto, sia possibile accedere al bonus del 10%sulle tariffe incentivanti previsto dal IV Conto Energia.

La notizia è che Imq – Istituto Italiano del Marchio di Qualità, attivo nel settore della certificazione, è stato appena riconosciuto comeorganismo abilitato al rilascio anche di questa tipologia di certificato, in quanto «ente terzo notificato a livello nazionale ed europeo, nonché Membro della IECEE in ambito fotovoltaico».

Per l’ottenimento del documento, Imq dovrà accertare che per l’impianto fotovoltaico il costo di investimento in moduli, inverter e sistemi di acquisizione dati, componentistica elettrica, trasformatori, strutture di sostegno e opere civili (ossia componenti diverse dal lavoro) sia attribuibile per almeno il 60% a dispositivi di provenienzaeuropea.

Per gli impianti che entreranno in funzione dal 30 giugno 2012, Imq può anche provvedere al rilascio degli altri documenti obbligatori per il Gse: ISO 9001 (Sistema di gestione della qualità); OHSAS 18001(Sistema di gestione della salute e sicurezza del lavoro); ISO 14000 (Sistema di gestione ambientale).

Inoltre, all’Istituto si può richiedere:
  • la certificazione dei componenti (moduli, inverter, strutture di sostegno);
  • la certificazione degli impianti;
  • la qualificazione degli installatori fotovoltaici;
  • le verifiche ispettive periodiche degli impianti;
  • i corsi di formazione per gli installatori anche delle reti in franchising.
Fonte: go green.virgilio.it
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Innovazioni: pronto il fotovoltaico che funziona senza Sole

 

Le innovazioni in campo tecnologico continuano a fare passi da gigante e prospettano come possibile qualcosa che, solo fino a poco tempo fa, sarebbe stato impensabile. E, spesso, le rivoluzioni più grandi sono dovute a un cambio di paradigma, a uno sguardo diverso sulla realtà.

 

È quello che è successo anche al Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston dove è stato appena creato un nuovo sistema fotovoltaico super efficiente che è capace di produrre energia elettrica sfruttando il caloreinvece della luce solare diretta.

 

I ricercatori hanno realizzato dei dispositivi “sun-free” che, grazie a una piastrina di tungsteno su cui sono state incise miliardi di piccole buche, riescono ad assorbire calore (di qualsiasi tipo) e convertirlo in luce riemessa con particolarilunghezze d’onda che possono essere facilmente catturate dalle celle fotovoltaiche per poi produrreelettricità.

 

Sfruttando questo principio, al Mit sono riusciti a produrre un generatore delle dimensioni di unbottone e lo hanno alimentato a butano; in questo modo l’apparecchio è in grado di durare tre volte più a lungo rispetto alle batterie al litio dello stesso peso. Nel caso in cui, poi, il dispositivo fosse alimentato con il calore generato dal decadimento di un radioisotopo, potrebbe generare elettricità per 30 anni senza bisogno di ricariche omanutenzione.

 

In futuro, la nuova tecnologia potrebbe essere usata per la ricarica degli smartphone o perstrumentazioni medicali, ma potrebbe anche rappresentare la fonte ideale di elettricità per le navicelle spaziali impegnate in missioni lontane dal Sole.

 

 

 

«Essere in grado di convertire il calore da varie fonti in energia elettrica senza parti meccaniche in movimento potrebbe portare a enormi benefici – afferma Ivan Celanovic, ingegnere ricercatore del Mit  – soprattutto se fossimo in grado di farlo in modo efficace, relativamente a buon mercato e su piccola scala».

 

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Fotovoltaico: l’Italia può diventare leader se investe nella ricerca

«Adesso rielaboriamo una nuova strategia energetica nazionale. Stiamo lavorando a incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, bisogna fare in modo che ci siacertezza pluriennale per coloro che la vogliono produrre, ma anche certezza per le imprese che la consumano e che in Italia pagano più dei concorrenti stranieri». Sono queste le ultime dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo EconomicoPaolo Romani sul futuro energeticodel paese a seguito delle consultazioni referendarie dello scorso giugno.

Dunque, il governo sembra aver recepito le richieste delle associazioni di settore che da tempo invocano a gran voce una revisione del Quarto Conto Energia.

In questa situazione, ancora provvisoria, Virgilio Go Green ha contattato Thomas Brown, ricercatore e docente di Elettronica Organica e Biologica presso il Polo Solare Organico dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nato con i finanziamenti dellaRegione Lazio, per approfondire l’argomento.

È innegabile che in questo momento, nonostante ilfotovoltaico pesi poco sulla produzione e sulconsumo energetico nazionale, «la sua crescita negli ultimi anni sia stata molto forte, con tassi medi annui di circa il 30%». Certo, la situazione è legata al sistema di incentivazione nazionale, tuttavia «è prevedibile che tale crescita continui e, anzi, i numeri aumentino nei prossimi anni». Questo anche perché la tecnologia sta avanzando, ad esempio, negli ultimi cinque anni il costo deipannelli fotovoltaici convenzionali in silicio si è molto ridotto.

Il futuro di questa tecnologia è sicuramente vario proprio a causa della grande crescita prevista nel mercato. «Si stanno sviluppando e facendo largo nel mercato le nuove tecnologie a film sottile. C’è da considerare anche la loro diversità in base alle applicazioni che possono avere: per esempio, sono molto diverse le tecnologie FV adatte a ai sistemi su grande scala, rispetto a quelle distribuite su piccola scala, superfici curve, applicazioni portatili o per il building integrated».

Tra l’altro, vista l’esplosione di nuovi produttori e tecnologie comincia a diventare importante la questione delle certificazioni. Di recente, infatti, IFI (Comitato industrie fotovoltaiche italiane), e l’organismo internazionale di certificazione KIWA hanno definito le linee guida per il riconoscimento della qualifica Made in Europe dei moduli fotovoltaici; «le certificazioni sui pannelli – in termini di parametri come i watt picco prodotti, l’efficienza di conversione, ecc. – sono importanti per far sì che l’acquirente possa scegliere con fiducia il tipo di pannello o anche tecnologia più adatta per i suoi scopi e budget».

Ma il vero punto cruciale per rendere l’Italia uno dei leader del settore è il continuo investimento inricerca e sviluppo. Molte università e centri di ricerca stanno entrando in questo campo, così come i privati: negli ultimi anni infatti sono nate diverse realtà di produzione di pannelli in silicio convenzionale e alcune altre per lo sviluppo di film sottili. Di certo, «con nazioni come la Cinadiventa difficile competere sui prezzi delle tecnologie convenzionali. È per questo che puntare sulla ricerca e sviluppo diventa ancora più importante e, vista anche la grande crescita che si avrà nel PV, l’investimento dovrà essere continuo in modo che l’Italia possa beneficiare a livello tecnologico/commerciale di tale opportunità».

Si può anche decidere di non investire solo sulla produzione e messa sul mercato di un prodotto finito, ci si può anche specializzare nello sviluppo di una tecnologia da esportare, attraverso ad esempio illicensing di intellectual property. «Sicuramente bisogna trovare modi intelligenti per incentivare la produzione e la ricerca e sviluppo, sia a livello universitario che privato, in modo da far diventare l’Italia un leader, non solo nell’installazione, ma anche nella fabbricazione di moduli e pannelli fotovoltaici ed elettronica di controllo. Inoltre, ci saranno rewards enormi anche per chi sviluppa metodi efficienti e cost-effective per l’accumulotrasporto gestione della potenza prodotta dal fotovoltaico oltre che per la fabbricazioni di moduli: sviluppati insieme possono spingere il fotovoltaico a diventare una sorgente massiccia di energia (in un paese dove c’è Sole) oltre che fornire quel competitiveadvantage a chi le sviluppa».

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