Archivio della categoria ‘Fotovoltaica’

Borsa Solare: il fotovoltaico a portata di mano!

Applicare pannelli solari a qualsiasi oggetto di uso comune sta diventando una mania contagiosa: telefonini, condizionatori, ombrelloni, computer portatile… ogni scusa è buona pur di produrre energia pulita a costo zero. Eppure, a nessuno era ancora venuto in mente difornire un servizio personalizzato. Ci ha pensato un italiano, Marco Ballini, il cui progetto “Borsa Solare” prevede l’applicazione di un piccolo pannello fotovoltaico di terza generazione su ogni tipo di borsa. Basta inviare qualche foto, prendere le misure e… il gioco è fatto! Le celle solari dei moduli sono le cosiddette Dye Sensitized Cells, basate sulla tecnologia organica messa a punto dallo svizzero Michael Gratzel.
L’azienda produttrice è invece la statunitense Konarka, che ha appena ottenuto dal National Energy Renewable Laboratory il record mondiale di efficienza energetica per le sue celle organiche, totalizzando un più che dignitoso 8.3% (il silicio, per intenderci, ha un rendimento del 15-20%).
Una tecnologia innovativa, messa per la prima volta in commercio in Italia, che ha il vantaggio non trascurabile di rendere i pannelli riciclabili (o quasi) a fine ciclo vita. Anche il succo di mirtilli, ad esempio, può diventare un ottimo fotoattivatore di celle solari organiche!
Nello stesso sito internet dov’è possibile prenotare il servizio e riciclare le borse che non ci piacciono più, dando loro “nuova energia”, inoltre, saranno presto messe in vendita le Borse Solari pronte all’uso dell’azienda tedesca Neuber’s, vincitrici nel 2010 del Premio Miglior Prodotto Innovativo ID TechEx Printed Electronics Europe. In entrambi i casi, il sistema di ricarica è tutt’altro che complicato: il sole colpisce il pannello della borsa, il pannello ricarica le batterie al litio integrate, le batterie – grazie agli appositi cavi in dotazione – ricaricano telefonini, lettori mp3, fotocamere, eccetera… Il tutto nel massimo rispetto dell’ambiente! Per maggiori info sul riciclo della vecchia borsa scrivi a info@borsasolare.it, oppure visita il sito borsasolare.it.

Fonte: GreenMe

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Solar Impulse: l’aereo solare

L’idea di un aereo solare nasce nel 2003 in Svizzera, presso l’École polytechnique fédérale de Lausanne, con la collaborazione ed il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Europea, Dessault, Solvay, Omega SA, Deutsche Bank, Bayern Material Science, Altran Technologies e Swisscom.
Fu Bertrand Piccard, già protagonista di imprese da record come il giro del mondo non-stop su un pallone aerostatico, a dare il via al progetto con André Borschberg, Luigino Torrigiani e Brian Jones; l’obiettivo era ed è quello di ripetere la circumnavigazione del globo, ma questa volta su un velivolo completamente alimentato dalla luce solare. Così il progetto crebbe, finché il team non divenne un grande gruppo di lavoro multi-disciplinare di una cinquantina di specialisti provenienti da sei Nazioni, assistiti da circa 100 consulenti esterni. Dopo anni di studio e di sviluppo, nel 2009 nasce il primo prototipo del Solar Impulse. L’aereo, chiamato HB-SIA, non è un vero e proprio velivolo, ma solo un progetto dimostrativo, dotato di una cabina di pilotaggio non pressurizzata e con una limitata quota di tangenza; è ultra-leggero poiché la sua struttura a nido d’ape è progettata in fibre di carbonio ed è un monoposto con un’apertura alare pari a quella di un Airbus 340. Le celle fotovoltaiche sono poste sopra l’ala e sulla coda per alimentare l’aereo durante i voli diurni, mentre parte dell’energia accumulata viene immagazzinata in delle batterie, così da permettere anche il volo in notturna. Il 7 luglio 2010, coi suoi quattro motori, il primo Solar Impule è finalmente decollato alle 6:51 a.m. da un campo di aviazione di Payerne, in Svizzera. Ha fatto ritorno per l’atterraggio il mattino seguente alle ore 9:00 a.m., ora locale. Più di 24h di volo. Si è dunque pronti alla costruzione di un secondo e più evoluto velivolo, che prenderà il nome di HB-SIB e che dovrebbe vedere la luce (in ogni senso) proprio nel 2011, per esser pronto a circumnavigare il globo nel 2012. Se l’obiettivo del suo ideatore è soprattutto quello di compiere un nuovo record, ciò che a noi interessa è la reale speranza di avere un mezzo di trasporto come l’aeroplano in una versione tutta sostenibile, che dia la possibilità di muoversi senza inquinare il pianeta. Certamente bisognerà aspettare qualche anno, forse qualche decennio, ma i limiti non sembrano affatto invalicabili e si può sperare di salire un giorno, poi non così lontano, su un Solar Impulse passeggeri, alla portata di tutti.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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Canadian Solar & SunEdison per il più grande impianto fotovoltaico d’Europa

Canadian Solar, una delle più importanti aziende nel settore dell’energia solare, ha contribuito alla realizzazione del più grande impianto fotovoltaico d’Europa sviluppato dalla società americana SunEdison – l’operatore leader nei servizi di energia solare, parte di MEMC Electronic Materials.
Il nuovo sistema è in grado di erogare 70 megawatt (MW), copre un’area di 850 mila metri quadrati a San Bellino, in provincia di Rovigo ed è stato completato in soli 9 mesi. L’installazione produrrà energia verde equivalente al fabbisogno di circa 16.500 famiglie e assicurerà un risparmio annuale in termini di CO2 pari a 40 mila tonnellate equiparabile alle emissioni prodotte da 8.000 automobili. La grandezza di questo progetto dimostra l’elevata qualità del lavoro svolto da SunEdison e dai suoi partner, incluso Canadian Solar. Siamo davvero orgogliosi che i nostri moduli siano stati scelti per far parte dell’impianto di Rovigo grazie alla comprovata qualità ed affidabilità dei nostri prodotti commenta Shawn Qu, Chairman, President & Chief Executive Officer (CEO) di Canadian Solar. Canadian Solar ha già installato oltre 1 GW di moduli in tutto il mondo negli ultimi 8 anni e il nostro prossimo obiettivo sarà continuare a lavorare con clienti come SunEdison, per promuovere la diffusione dell’energia solare a livello mondiale. Il progetto è stato acquistato da First Reserve, attraverso la joint venture, già oggetto di comunicazione pubblica, stabilita tra First Reserve Corporatione SunEdison. Programmi di investimento gestiti o coordinati da Partners Group AG e Perennius Capital Partners SGR hanno partecipato al progetto con la joint venture First Reserve. E’ stato recentemente annunciato l’intervento in project finance per 276 milioni di euro con la partecipazione di alcune delle maggiori banche europee, tra cui Banco Santander, Unicredit Corporate Banking, Dexia Crediop, Natixis, Société Générale e Crédit Agricole.

Fonte: PienoSole

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MilanoZero: il cuore verde della capitale economica

Nel 2013 nascerà MilanoZero. Quartiere per uffici, eco-sostenibile e innovativo. Nasce dalla collaborazione di Renato Ferrari (studio architettura FZ) con il Politecnico di Milanosu commissione della famiglia Altieri, proprietaria dell’area su cui sorgerà la nuova area e dove, anni addietro, sorgeva il vecchio sito industriale della Domenico Altieri Chimica.Milano zero è un complesso composto da 10 strutture, avente ognuna una funzione diversa, dotato di soluzioni eco-sostenibili, individuate dai progettisti per realizzare un complessocertificato Leed, classe Platinum. MilanoZero si estenderà per oltre 50 mila metri quadri, di cui 40 mila destinati agli uffici e 10mila agli hotel, in una zona poco distante dall’ aeroporto di Linate. L’acceso è riservato a pedoni, bici o minicar elettriche. Per il funzionamento del complesso verranno impiegati, oltre a pannelli fotovoltaici (con una produzione di circa 960 mila kilowattora di energia di cui 900mila per il centro) anche due pozzi geotermici a 35-40 metri di profondità, 20 centimetri di coibente negli edifici e giardini pensili (9.250 metri quadri) realizzati in cima alle costruzioni. Questi ultimi contribuiranno non solo a rendere esteticamente più gradevole il complesso visto dall’alto, ma miglioreranno il rendimento energetico degli edifici e ridurranno l’effetto del deflusso delle acque causato dalle tempeste. Ciclo chiuso e autonomo fatto di tre parti distinte: i pozzi geotermici dell’acqua di falda, le macchine di climatizzazione, fulcro dell’impianto, e le apparecchiature di erogazione del calore. Questo, sempre secondo Ferrari, eviterà l’emissione in atmosfera di 190.000 kg di anidride carbonica. Il costo di realizzazione previsto è di circa 1500/2000 euro al metro quadro e verranno affittati a un prezzo che si aggira attorno ai 250 euro al metro quadrato l’anno. Il cuore verde milanese presto inizierà a pulsare.

Fonte: FotovoltaicoBlog

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Enel Green Power: nuovo impianto fotovoltaico in Umbria

Prosegue la crescita nel fotovoltaico di Enel Green Power. Nel Comune di Deruta, in provincia di Perugia, la societa’ delle rinnovabili di Enel, ha completato un impianto fotovoltaico a terra realizzato con 3.330 moduli in silicio policristallino, installati presso un terreno agricolo di proprieta’ dell’ Universita’ di Perugia, per un’estensione totale di circa 2,5 ettari. L’impianto, si legge in una nota, ha una potenza installata di 1 MW, in grado di produrre piu’ di 1,2 milioni di kWh all’anno, pari al consumo medio di circa 450 famiglie. Sara’ cosi’ possibile ottenere un risparmio in combustibili fossili per quasi 105 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) l’anno, e di circa 700 tonnellate di Co2 che non verranno emesse in atmosfera.

Fonte: Ansa

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Wicsolaire: le pale frangisole fotovoltaiche

Wicsolaire è il nuovo sistema di pale frangisole in alluminio, di Wicona, in grado di calibrare l’apporto di luce naturale limitando l’uso di quella artificiale e, di conseguenza, ridurre l’eccessivo calore proveniente dai raggi solari. Per il raggiungimento del comfort abitativo è fondamentale limitare in modo efficace l’effetto serra che si potrebbe creare all’interno degli ambienti. Spesso, la sola tipologia del vetro non è sufficiente a creare uno sbarramento al surriscaldamento ed è quindi importante, dopo aver valutato l’orientamento dell’edificio in base a latitudine, territorio e inclinazione del sole durante la giornata, scegliere la giusta tipologia di oscuramento.
Wicsolaire si propone sul mercato con pale frangisole fotovoltaiche. Integrati sulle lame, i moduli fotovoltaici permettono di catturare l’irraggiamento incidente trasformandolo in energia.
Wicsolaire unisce 3 funzioni in un solo prodotto: modula la luce naturale, protegge gli ambienti dal fastidioso effetto serra, trasforma il calore del sole in energia. Wicona fa sapere che si potranno installare sistemi di pale fisse con diverse inclinazioni e distanze l’una dall’altra, posizionabili sia orizzontalmente che verticalmente seguendo le esigenze dello specifico progetto. Progettista e committente potranno inoltre scegliere tra sistema di movimentazione manuale o motorizzata.

Fonte: Casa&Clima

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Fotovoltaico in Italia: una strada ancora in salita

 

 La tecnologia fotovoltaica (FV) permette di trasformare direttamente l’energia solare in elettricità. Questi sistemi di impianti producono elettricità gratuita, hanno una vita media di 20-25 anni e una bassissima necessità di manutenzione (solitamente un controllo annuale).

La legge finanziaria 2008 stabilisce che, a decorrere dal 1 gennaio 2009, deve essere prevista per gli edifici di nuova costruzione l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1kW per ogni unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento.

Grazie agli incentivi statali, l’anno 2010 ha visto un notevole incremento degli impianti installati. Il 2011 si apre con circa 127.000 impianti installati sul territorio nazionale per un totale di 2400 MW. Lombardia e Veneto, seguite di poco da Emilia Romagna e Piemonte, sono le Regioni che la fanno da padrone.

Abbiamo pensato allora di contattare il titolare di uno Studio Tecnico presente sul territorio Lombardo. Al Dott.Arch. Fausto Redondo (www.studioredondo.it) abbiamo posto alcune veloci domande:

Ci può raccontare quale è il suo ruolo attuale e come ha fatto ad avvicinarsi al mondo del fotovoltaico e delle energie alternative in generale?Sono titolare di uno studio tecnico a Ospitaletto, in provincia di Brescia, e da oltre 20 anni mi occupo di bioarchitettura; in quel periodo non c’erano incentivi ed era raro installare impianti FV per l’elevato costo; ricordo che solo alcuni rifugi alpini li installarono

Come valuta la situazione del fotovoltaico in Italia rispetto al resto dell’Europa e del mondo?Molto buona ed ancora in crescita

Quanto può costare mediamente un impianto fotovoltaico per le esigenze di una famiglia di 4 persone? Attualmente da 3200 a 3800 €/Kwp + iva

Come a visto cambiare il mercato del fotovoltaico in questi anni? In assoluta crescita!

Può spiegare brevemente come funzionano gli incentivi nel nostro Paese? Ci vorrebbe molto tempo per raccontare in dettaglio; vi rimando al link del GSE: http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/

Quali motivi indicherebbe ad un privato o ad una azienda per convincerli a passare al fotovoltaico? È un investimento a lungo termine: al posto degli investimenti finanziari usuali (fondi, BOT, ecc.,) attualmente e capitalizzato a oggi rende il 6-9 % a seconda dell’impianto

Quali sono i dubbi che la gente normalmente le evidenzia relativamente a questa tipologia di impianto? La gente si preoccupa per il costo elevato e per il lungo tempo di ammortizzamento

Relativamente al rendimento energetico (soprattutto nel periodo invernale e nelle ore notturne), l’Italia può essere considerata una unica zona oppure ci sono delle fasce di territorio dove gli impianti fotovoltaici sono molto più convenienti? Solo per le ore notturne si possono considerare una unica zona

Quale è secondo lei la preparazione tecnica dei venditori e negli installatori nel nostro Paese? Ci si può fidare tranquillamente oppure c’è ancora tanta strada da fare? Si possono trovare venditori ed installatori con vari gradi di preparazione; il mercato selezionerà …

Lei ha esperienze in molti settori; oltre al fotovoltaico, quali pensa siano i settori nei quali bisognerebbe investire maggiormente? Il settore dell’ impiantistica “evoluta” come ad esempio la trigenerazione (la trigenerazione è un particolare campo dei sistemi di cogenerazione che, oltre a produrre energia elettrica, consente di utilizzare l’energia termica recuperata dalla trasformazione anche per produrre energia frigorifera, ovvero acqua refrigerata per il condizionamento o per i processi industriali)

Pensa che dal punto di vista politico ci sia la giusta volontà di “spingere” verso le energie alternative? Non troppo

Che dal punto di vista politico si possa fare ancora molto è il pensiero di moltissime persone. E’ sicuramente vero che il 2010 ha visto un notevole incremento degli impianti installati ma è anche vero che sono aumentati notevolmente i grossi impianti, quelli cioè che richiedono un investimento non indifferente e che quindi vedono impegnati grossi gruppi privati. Bisognerebbe invece favorire maggiormente anche le persone comuni, quelle che vorrebbero fare qualcosa di ecologico senza però investire grosse cifre.

La strada è ancora in salita…e noi continueremo a monitorarla.

Autore: Roberto Conti

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Fotovoltaico: Emilia Romagna perde posizioni, Ravenna scalza Rimini nella classifica regionale

Rimini diventa fanalino di coda tra le province dell’Emilia-Romagna per energia fotovoltaica installata. A fine 2010 viene superata anche da Parma, e ormai la capitale del turismo occupa l’ultimo posto in questa classifica di territori virtuosi. Il 2010 riserva un’altra sorpresa per la regione, con il cambio al vertice: Bologna perde la prima posizione che occupava da sempre, scavalcata da Ravenna che conferma il trend positivo del 2009 e chiude il 2010 diventando la provincia leader per fotovoltaico in Emilia-Romagna.
In Italia, l’Emilia-Romagna chiude il 2010 al quarto posto per potenza installata (perde una posizione rispetto al 2009) con 223 megawatt, preceduta da Puglia (468 MW), Lombardia (241 MW) e scavalcata dal Veneto (239 MW). In totale in Italia al 27 dicembre 2010 la potenza da fotovoltaico installata è di 2.314 MW: i 223 megawatt dell’Emilia-Romagna rappresentano il 9,6% del totale nazionale. Per impianti installati, l’Emilia-Romagna conserva il terzo posto del 2009: il totale è di 11.454 impianti, preceduta in Italia solo da Lombardia (18.993 impianti) e Veneto (14.878 impianti). In regione c’è un impianto fotovoltaico ogni 383 abitanti. Nella provincia di Ravenna la maggiore densità: un impianto ogni 256 residenti.
I dati elaborati dalla Ubisol sono quelli ufficiali del Gse, il Gestore dei servizi energetici, l’ente italiano che sovrintende alle installazioni degli impianti fotovoltaici. Il riferimento è al 27 dicembre 2010: tra le province dell’Emilia-Romagna il primo posto viene conquistato da Ravenna con 75.040 chilowatt installati (un aumento di ben 68.290 kWp rispetto al 2009) scalando ben quattro posizioni. Anche per quel che riguarda gli incrementi percentuali di potenza installata nel 2010, leader della classifica regionale è la provincia di Ravenna, che ha fatto un balzo impressionante, arrivando a superare quota mille per cento nei dodici mesi del 2010, arrivando al 1011% per l’esattezza. Il numero di impianti fotovoltaici rapportato agli abitanti sembra evidenziare la linea di demarcazione tra Romagna ed Emilia. Sono infatti le tre province romagnole a primeggiare in questa significativa classifica. C’è sempre Ravenna leader in graduatoria, con un impianto fotovoltaico ogni 256 abitanti, seguita da Forlì-Cesena, Rimini, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Piacenza e, in ultimo, Parma.

Fonte: EarthcareMagazine

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Greenpeace: Italia leader nel fotovoltaico

L’energia solare potrà soddisfare il 5% del fabbisogno elettrico mondiale entro il 2020 e il 9% della domanda globale di energia elettrica al 2030, secondo il rapporto ‘Solar generation 2010’ pubblicato da Greenpeace International e EPIA (Associazione europea delle industrie fotovoltaiche).
Il solare fotovoltaico è una soluzione che risponde all’esigenza urgente di produrre energia pulita e rispettosa dell’ambiente – dice Domenico Belli, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – Gli investimenti mondiali sul solare fotovoltaico hanno raggiunto il record di 35 miliardi di euro nel 2009 e si prevede di arrivare a 70 miliardi nel 2015. L’Italia è tra i Paesi più attivi, con quasi 1 miliardo di investimenti.
Nei prossimi cinque anni il costo dei moduli fotovoltaici scenderà del 40%, dopo essere già sceso della stessa percentuale dal 2007 a oggi. In questo modo, il prezzo dell’energia prodotta dal solare potrà competere con quello delle altre fonti energetiche, anche senza gli incentivi pubblici e la ‘grid parity’. Nei prossimi tre/cinque anni, quindi, il fotovoltaico sarà una realtà per la maggior parte dei Paesi industrializzati, dove il costo dell’energia è sempre molto alto. Il solare sarà determinante anche per la fornitura di energia globale, specie nei Paesi in via di sviluppo. Entro il 2030, infatti, oltre 2,5 miliardi di persone potranno accedere all’energia elettrica grazie a questa tecnologia. Non solo, per ogni Kwh prodotto dai pannelli, si calcola un risparmio di 0,6 Kg di CO2 immessa in atmosfera, un contributo importante per la lotta al cambiamento climatico.
Il solare fotovoltaico si dimostra una tecnologia chiave nella lotta al cambiamento climatico che assicura l’accesso diffuso all’energia da fonti rinnovabili – continua Belli -. I miglioramenti tecnologici e l’abbassamento dei costi faranno raddoppiare entro 5 anni l’incidenza del fotovoltaico nella fornitura di energia primaria. Oltre ai benefici ambientali, il solare fotovoltaico assume un ruolo sempre più importante sia come strumento di stabilizzazione dei costi energetici, sia come creatore di nuova occupazione. Ad oggi, sono 230.000 le persone occupate nel mondo nel settore fotovoltaico e saranno 1.5 milioni nel 2015; in Italia, secondo un rapporto Ires/Cgil, a metà del 2009 gli occupati nel settore erano circa 6.000 e, ad oggi, se ne calcolano circa 10.000.

Fonte: Ansa

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Moda autunnale: in arrivo guanti e cappelli fotovoltaici

 

Per i freddi più intensi e le giornate sulla neve, ecco due accessori immancabili. Ci piacciano o meno, siano all’ultima moda o out, guanti e cappello non possiamo lasciarli a casa!
La novità nel campo, arriva da Yiran Qian, un designer tedesco che partecipando al Green Life nella categoria Green Design per le persone, ha presentato Endless Warm: guanti e cappello con qualcosa in più.
Si tratta di piccoli e sottili pannelli fotovoltaici a forma di fiocchi di neve che accumulano tutta l’energia che riescono a catturare dal sole e la rilasciano gradualmente sulle mani e sulle orecchie sotto forma di tepore. La bellezza di questo progetto di eco design sta nel fatto che fa capire come il sole, seppure così lontano, ci possa essere d’aiuto anche nelle piccole cose e ci possa essere vicino, raggiungendo la punta delle nostre dita per riscaldarcele. Dopo la borsa fotovoltaica, Endless Warm, è un accessorio green di cui non si può proprio fare a meno! Peccato però che non sia ancora in commercio. Per ora, infatti, è solo un concept e non è ancora stato realizzato.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Investimenti record nel 2010: grazie a Cina e micro impianti

Cinque volte la cifra del 2004, il doppio del 2006 e un +30% rispetto al 2009. Con un totale di 243 miliardi di dollari investiti nel 2010, la corsa mondiale all’energia rinnovabile sembra non conoscere ostacoli. A certificare il nuovo record toccato nel corso dell’anno appena chiuso è l’ ultimo rapporto  di Bloomberg New Energy Finance. Si tratta di un risultato spettacolare – si entusiasma il direttore generale dell’agenzia Michael Liebreich – il precedente record di investimenti è stato battuto con un netto margine di 50 miliardi di dollari. Un dato – prosegue – che va a sbattere dritto in faccia allo scetticismo sul settore dell’energia pulita e alle tante difficoltà dell’anno passato: dai dubbi sulla sostenibilità degli incentivi europei, al fallimento dell’amministrazione Obama a legiferare in materia, fino alle crescenti e infondate perplessità sulla gravità dei cambiamenti climatici.
Il rapporto di Bloomberg entra anche nel dettaglio geografico del flusso del denaro e delle sue destinazioni settoriali. A trainare i nuovi investimenti – si legge – sono state la crescita delle attività in Cina e i settori europei dell’eolico offshore e del piccolo fotovoltaico. Il dato più soprendente e carico di ripercussioni sulle tendenze di lungo termine è proprio quest’ultimo. Bloomberg rileva infatti come gli investimenti in centrali di piccole dimensioni per la produzione distribuita di energia sono cresciuti del 91% in un anno, toccando quota 59,6 miliardi di dollari. A dominare questo settore – precisa il rapporto – sono state in particolare le installazioni di pannelli fotovoltaici sui tetti e altri impianti di piccola taglia soprattutto in Germania, ma anche negli Stati Uniti, nella Repubblica Ceca e in Italia.
Una tendenza che è quanto di più lontano possa esistere dal gigantismo delle maxi centrali, in particolare nucleari, e che sembra dare credito al sogno di chi, come lo scomparso Hermann Scheer, lega lo sviluppo delle rinnovabili a quello della democrazia attraverso l’abbattimento dei monopoli energetici. Stiamo osservando con particolare entusiasmo quanto sta accadendo alla generazione distribuita – dice ancora Liebreich – la sua crescita straordinaria lo scorso anno ci ha sorpreso e dobbiamo capire cosa accadrà ora con la riduzione delle tariffe incentivanti per il solare in Germania. Per quanto gli investimenti destinati ai piccoli impianti contino ormai per un sesto del totale, a fare la parte del leone sono ancora i grandi progetti messi in campo nell’eolico, in particolare in Cina (sulla terraferma) e in Europa (al largo del Mare del Nord). L’altro fattore che si impone all’attenzione del rapporto Bloomberg riguarda proprio l’Asia e soprattutto Pechino. Con 51,1 miliardi di dollari investiti nel 2010, un +30% rispetto al 2009, la Cina è ora la nazione regina nelle rinnovabili. Una spinta che ha trascinato con sé un intero continente. La cifra totale degli invetimenti in energia verde in Asia e Oceania ha superato infatti quello messo in campo dalle Americhe e si sta avvicinando sempre più alla leadership europea. Altra notizia molto positiva che emerge dallo studio è il record di investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, passati dai 15,8 miliardi di dollari del 2009 ai 21 dello scorso anno. Per anni – ricorda Liebreich – ci siamo ripetuti che per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica nel 2020 e poi iniziare a ridurle occorrono investimenti per 500 miliardi di dollari l’anno in energia pulita. Quello che ci dicono i nuovi dati – conclude – è che siamo a metà strada e si tratta di un’ottima notizia.

Fonte: Corriere

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Fotovoltaico: nasce il telescopio solare

La Fondazione Scientifica dell’Arizona (SFAZ) ha annunciato di aver finanzianziato con una sovvenzione di un milione di dollari il progetto di fotovoltaico a concentrazione portato avanti da Roger Angel, uno dei più famosi ricercatori a livello internazionale nel campo dell’ottica e dell’energia solare. Si tratta di un telescopio solare volto a trasformare la produzione di energia elettrica dal Sole su larga scala rendendola più economica ed efficiente.
Il telescopio energetico di Angel, infatti, lavora essenzialmente come una grossa lente di ingrandimento in grado di inseguire la luce del sole secondo i principi dell’ottica e di concentrarla, moltipilicata per 1000, sulle celle fotovoltaiche che convertiranno poi la luce in elettricità. Questa tecnologia presenta diversi vantaggi a partire dalle dimensioni ridotte e dal bassissimo impatto ambientale in quanto produce un elevato volume di energia elettrica con una ridotta superficie di terreno utilizzata per le apparecchiature. Una tecnologia, dunque particolarmente efficace nel deserto e in alte regioni del mondo con molto sole diretto, come l’Arizona. I fondi messi a disposizione della Fondazione verranno utilizzati per completare la ricerca e massimizzare l’efficienza del telescopio solare. Questi verranno concessi alla REHnu, la società fondata da Angel con una licenza esclusiva dell’Università dell’Arizona per portare la tecnologia sul mercato.
Siamo grati al Science Foundation Arizona per questa concessione, che ci porterà un passo più vicino dal rendere l’energia solare abbastanza economica e competitiva con i combustibili fossili, ha dichiarato Angel.
Le tecnologie innovative – come il telescopio di energia – rappresentano la chiave per sostenere l’economia del nostro Stato e la creazione di posti di lavoro attraverso la promettente ricerca e sviluppo di prodotti sostenibili, ha detto William C. Harris, presidente e CEO di SFAz. Come molti altri progetti sostenuti attraverso SFAz, questo ha il potenziale per fare dell’Arizona un Hub della scienza e dell’innovazione. Sono lieto che SFAz finanzierà Roger Angel per continuare lo sviluppo del suo nuovo metodo per catturare la luce solare e convertirla in energia elettrica in modo più efficiente – e più a buon mercato – ha dichiarato Leslie Tolbert, UA vice presidente per la ricerca, gli studi universitari e per lo sviluppo economico. Roger ha una storia e un esperienza impressionante in questo campo che ci porta a pensare che egli è davvero la persona in grado di creare quell’innovazione necessaria per rendere l’energia solare economica. Per maggiori informazioni:  www.rehnu.com e il sito dell’Università dell’Arizona

Fonte: GreenMe

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Parigi: incentivi al fotovoltaico congelati per 3 mesi

Il primo ministro francese Francois Fillon ha annunciato che il Governo è costretto, a causa dell’impennata del numero di installazioni, a sospendere per tre mesi gli incentivi al fotovoltaico di taglia superiore a 3 kWp. Questo periodo servirà all’esecutivo per mettere mano al nuovo sistema d’incentivi alle rinnovabili che è diventato troppo oneroso per EDF, l’operatore elettrico d’Oltralpe costretto a riacquistare a prezzo incentivato l’energia prodotta.
Il meccanismo d’incentivazione: per sostenere l’energia verde ancora non competitive, EDF infatti è obbligata ad acquistare l’energia elettrica generata dai pannelli solari ad un tasso 10 volte superiore al suo prezzo sul mercato all’ingrosso. Ciò avrebbe avuto un’influenza negativa di circa 1,6 miliardi di euro nei conti del colosso francese. Le reazioni da parte delle associazioni di categoria all’annuncio del Governo sono state a dir poco feroci. Le pagine dei giornali francesi riportano termini come “decisione criminale”, “inaccettabile”, “assurda”.
Aumentano le bollette: ma c’erano già stati segnali premonitori molto chiari di una situazione che, in periodo di crisi, ha spostato a sostegno del settore Fv troppo denaro che pesa sulle bollette dei consumatori. I consumatori francesi, abituati al modesto costo dell’energia nel paese d’Oltralpe, quest’estate hanno registrato criticamente un primo, modesto ma significativo, aumento: +3% per le famiglie e +4-5,5% per le Pmi. Si tratta del dato più alto registrato da luglio 2003. Ma per gennaio 2011 un ulteriore rincaro del 3% è stato preannunciato dal Governo. Uno scenario simile non si presentava in Francia dagli anni’80, epoca della costruzione del parco nucleare.
Exploit del FV francese: la causa di questo nuovo aumento è da ricercarsi nell’esplosione del fotovoltaico che, nel 2009, complici i generosi incentivi protrattisi nel tempo di 0,58 euro a kW, ha registrato un grosso incremento. La potenza del parco impianti FV francese si è, infatti, moltiplicata per dieci nel giro di un solo biennio, passando dagli 81 MW di fine 2008 agli 850 MW di fine 2010. Ma ci sono progetti in attesa di approvazione per 4000 MW.
Il contributo al servizio pubblico dell’elettricità: nelle bollette elettriche francesi, la nuova voce di spesa figurerà con il nome di CSPE (contributo al servizio pubblico di energia elettrica), tassa con cui i consumatori contribuiranno a finanziare l’acquisto di elettricità FV prodotta in Francia da parte della compagnia Edf.
Il CSPE ha ricevuto accoglienze contrastanti in patria. In sua difesa si è schierato Michel Deifenbacher, autore dell’emendamento: “Non si può volere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e non assumersene i costi”. Mentre l’UFC, Associazione di difesa dei consumatori, si è detta “sbalordita”. In proposito Caroline Keller, portavoce dell’organizzazione, ha dichiarato: “E’ un cattivo segno: già l’impennata di agosto doveva far pensare”. Ma la Keller punta l’indice sul conflitto d’interessi del Governo, azionista di Edf e beneficiario diretto del miglioramento dei conti del fornitore elettrico d’Oltralpe.
Anche in Germania: ma la Francia non è la sola ad aver sollevato la questione. A fine settembre le prime pagine dei quotidiani tedeschi preannunciavano allarmisticamente un aumento delle bollette elettriche di 70 euro a famiglia a partire del 2011 (leggi). La causa starebbe nei favorevoli incentivi concessi al fotovoltaico (circa 8 miliardi stimati nel 2010) che hanno spinto privati e investitori a puntare su questa rinnovabile solare anche nelle poco assolati lander dell’Europa centrale.

Fonte: Casa&Clima

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Innovazione fotovoltaica: nuova “vernice solare” che assorbe meglio la luce

Una nuova sostanza, da “spalmare” sulle celle fotovoltaiche come una vernice, assorbe meglio la luce solare rispetto ai materiali usati finora, e potrebbe quindi migliorare notevolmente l’efficienza dei pannelli. La “vernice” è stata messa a punto da un gruppo di chimici delle università di Buffalo e Rochester (Stato di New York), guidati da Michael Detty e Richard Eisenberg; secondo gli scienziati permetterà lo sviluppo di tecnologie più competitive a livello commerciale. La nuova invenzione è particolarmente promettente per le celle solari del tipo “di Grätzel”, che producono energia sfruttando un meccanismo chimico simile alla fotosintesi delle piante: il funzionamento della cella rimane lo stesso, ma grazie alla nuova sostanza migliora l’assorbimento della luce. L’energia solare che arriva sulla Terra in un’ora sarebbe sufficiente per soddisfare il fabbisogno elettrico di tutto il mondo per un anno. Le piante la sfruttano per le loro esigenze, mentre noi usiamo il petrolio. Ma se vogliamo l’indipendenza energetica dobbiamo guardare anche noi al sole, ha commentato Detty. Oltre che per i pannelli fotovoltaici, questa innovazione potrà essere utilizzata per produrre elettricità con la tecnologia delle celle a idrogeno, in cui la luce solare è sfruttata per spezzare le molecole d’acqua e isolare quelle di idrogeno. Nei test di laboratorio i ricercatori hanno verificato che con la nuova sostanza si produce idrogeno a ritmi mai registrati prima. I ricercatori hanno già presentato due richieste di brevetto per la nuova vernice: una per l’applicazione ai pannelli solari e una per le celle a idrogeno.

Fonte: LaStampa

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In Amazzonia lo sviluppo è rinnovabile

Il premio Rinnoviamoci!, il concorso di scrittura giornalistica dedicato alle tematiche ambientali, promosso da Repubblica. it insieme al Centro Studi Cts e Modus Vivendi è arrivato a conclusione. Di seguito l’articolo vincitore che vale una borsa di studio per un master in “Comunicazione ambientale. Giornalismo, divulgazione, green economy”.
Con un investimento di quasi 53 milioni di dollari, il governo dell’Ecuador lancia una sfida: migliorare le condizioni di vita degli abitanti dell’Oriente ecuadoriano mediante l’uso di energia rinnovabile. Questa regione, pur rappresentando il motore economico del paese per gli importanti giacimenti di greggio, soffre di un grave ritardo nello sviluppo economico e sociale.
L’obiettivo del progetto PERVA (Programa de energización rural para 15.000 viviendas de la Amazonía) è quello di portare energia elettrica in 2.145 comunità delle province amazzoniche. In questa regione, che copre quasi il 50% del paese ed in cui risiede il 5% degli ecuadoriani, la maggioranza della popolazione rurale non dispone di energia elettrica (CONELEC, 2008). Fino ad ora il processo di elettrificazione nelle zone rurali con i mezzi tradizionali non è stato effettivo a causa dell’isolamento e della dispersione delle singole comunità, degli alti costi in virtù della scarsa domanda di energia, della lontananza dalle fonti di produzione di energia e difficoltà di manutenzione. Ancora oggi la maggior parte della popolazione dipende da fonti di energia come legna, paraffina e combustibili liquidi, fonti fisicamente ed economicamente dispendiose.
L’intenzione non è solamente quella di fornire energia elettrica, bensì promuovere lo sviluppo socio-economico dell’area. Lo Stato investe in energia pulita, principalmente nel fotovoltaico, per aumentare l’autosufficienza elettrica di famiglie che vivono di un’economia di sussistenza. Nel caso di comunità isolate, il progetto prevede la formazione di tecnici all’interno delle stesse comunità in grado di operare, con una certa indipendenza, nella gestione e manutenzione del sistema. Ogni singola operazione sarà pianificata in base alle caratteristiche della popolazione beneficiaria, alla domanda di energia e alle risorse disponibili nella zona.
La realizzazione del progetto porterà ad un miglioramento della qualità di vita nelle case. Sostituendo i metodi attuali di illuminazione, consistenti principalmente in candele e lampade a cherosene, e mettendo a disposizione energia elettrica più sicura e continua a costo zero, sarà possibile accedere a servizi fondamentali come la conservazione degli alimenti e delle medicine, e migliorare complessivamente le condizioni di salute e lavoro.
Il governo, in una regione gravemente contaminata dall’estrazione petrolifera, investe nelle risorse rinnovabili per elevare il tenore di vita degli abitanti dell’Amazzonia, dimostrando che l’uso di tecnologie appropriate e sostenibili può garantire un servizio prioritario come l’energia elettrica. Tutto ciò permetterà lo sviluppo di attività educative, mediche e sociali, favorendo la riduzione della migrazione, l’uso appropriato delle risorse naturali e una maggiore cura dell’ambiente.

Fonte: LaRepubblica

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Toscana: individuate le aree vietate al fotovoltaico

Dopo l’Emilia-Romagna, che con una delibera approvata il 6 dicembre dall’Assemblea legislativa ha disciplinato la localizzazione degli impianti fotovoltaici sul territorio, anche la Toscana interviene nella materia attraverso una proposta di delibera, approvata dalla Giunta regionale e che andrà all’esame del Consiglio regionale dopo il confronto con gli enti locali. Con il provvedimento, firmato dagli assessori all’ambiente e energia Anna Rita Bramerini, al governo del territorio Anna Marson e all’agricoltura Gianni Salvadori, viene fornita una prima individuazione delle zone dove sarà vietata l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, in attuazione delle linee guida nazionali sulle rinnovabili emanate lo scorso settembre.
La delibera pone un limite alla diffusione in area agricola di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (superiori ai 200 kW), favorendo gli impianti di piccola dimensione (da 5 kW a 20 kW) e media dimensione (da 20 a 200 kW), e privilegiando la funzione di integrazione del reddito agricolo.
Con una tabella viene fornito un primo elenco delle aree non idonee al fotovoltaico, distinte per potenza degli impianti e dimensione (da 5 a 20 kW, da 20 a 200 kW ed oltre 200 kW) e per tipologia. Le zone inidonee al fotovoltaico sono: “siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco”, tra cui spicca la Val D’Orcia; “aree e beni immobili di notevole interesse culturale”, “aree e immobili vincolati”, “zone all’interno di coni visivi e panoramici la cui immagine è storicizzata”, “emergenze culturali e zone contigue a parchi archeologici e culturali”, “aree naturali protette”, “zone umide ai sensi della convenzione di Ramsar”; “aree Dop, Doc, Docg e Igp”; “aree classificate a rischio idraulico e geomorfologico e aree adibite a interventi di messa in sicurezza” e infine “zone vincolate in base all’art.142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio”. Sono definite caso per caso le eventuali eccezioni ammesse, per esempio le aree già urbanizzate prive di valore culturale-paesaggistico, le aree degradate e i siti di ex attività estrattive e infine le attività connesse all’agricoltura purché le modalità di installazione abbiano il minor impatto possibile.
I criteri di inserimento degli impianti nelle aree idonee, spiega una nota regionale, saranno invece specificati in un atto successivo così come l’individuazione delle aree non idonee per le altre tipologie di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico, biomasse, ecc.). Con questa proposta – ha commentato l’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini – la Toscana si allinea agli indirizzi nazionali coniugando lo sviluppo del fotovoltaico con la valorizzazione del territorio rurale e della sua economia. Nei prossimi giorni si aprirà una ulteriore fase di lavoro in cui sarà fatta una rapida ricognizione presso Province e Comuni per raccogliere proposte di individuazione di ulteriori aree non idonee per il fotovoltaico e per le altre energie rinnovabili.
Con questa scelta – afferma l’assessore al governo del territorio Anna Marson – salvaguardiamo il paesaggio rurale e l’agricoltura, attività essenziale alla riproduzione del paesaggio stesso, indirizzando le installazioni di grandi impianti nelle aree già urbanizzate o degradate. Nelle prossime settimane, con atto successivo, specificheremo i criteri per l’inserimento nel paesaggio degli impianti fotovoltaici anche nelle aree idonee.

Fonte: Casa&Clima

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MilanoZero: il nuovo quartiere (per uffici) certificato Leed Platinum

Sarà inaugurato nella primavera del 2013 il quartiere per uffici ecosostenibile da 220 milioni di euro “MilanoZero”, destinato a sorgere sul sito una volta occupato dall’ex sito industriale della Domenico Altieri Chimica. Progettata da Studio FZ (Milano) su commissione della famiglia Altieri, l’area di lavoro, a un minuto dall’aeroporto di Linate, occuperà una superficie di oltre 40.000 metri quadrati e sarà percorribile esclusivamente a piedi, in bici o con minicar elettriche. La struttura, articolata su 10 edifici di differente funzione, sarà dotata di un assai ampio ventaglio di soluzioni ecosostenibili, individuate dai progettisti nell’ottica di realizzare un complesso certificato Leed, classe Platinum. Tra i volumi di MilanoZero vi sarà il ZeroHotel, una struttura ricettiva di lusso high-tech, destinata a rappresentare il primo complesso alberghiero italiano classe A.
Nel progetto di Studio FZ i tetti a shed degli edifici accolgono pannelli fotovoltaici di terza generazione ad altissima efficienza, in grado di regalare al complesso l’autonomia energetica per coprire i consumi energetici dipesi da climatizzazione e gestione ordinaria. Impianti per il recupero e lo sfruttamento delle acque meteoriche nei servizi igienici e per l’irrigazione dei giardini sono inseriti su tetti e piazzali. Nei mesi più caldi, un’alimentazione automatica ausiliaria garantisce l’approvvigionamento idrico attraverso la rete dell’acqua potabile.
MilanoZero sfrutta anche il sottosuolo, dove l’acqua si mantiene alla temperatura costante di 14°C tutto l’anno. Un pozzo geotermico di estrazione consente al centro di disporre di questa preziosa risorsa costantemente e di portarla alla temperatura desiderata grazie all’energia solare – si legge nella proposta vincitrice. Il calore accumulato viene poi conservato con l’applicazione delle più studiate regole di isolamento e coibentazione. Questo ciclo perfettamente chiuso e autonomo si compone di tre parti distinte: i pozzi geotermici dell’acqua di falda, le macchine di climatizzazione, fulcro dell’impianto, e le apparecchiature di erogazione del calore. Apparecchi moderni, tra i migliori e i più sicuri che la tecnologia odierna possa offrire. Sulle sommità degli edifici crescono lunghi e rigogliosi giardini pensili, con i colori e la vegetazione tipici della Valle del Lambro. Ognuno di questi contribuirà non solo a rendere esteticamente più piacevole la veduta dall’alto del nuovo innovativo complesso, ma sarà anche in grado di migliorare il rendimento energetico degli edifici e di ridurre l’effetto del deflusso delle acque a causa delle tempeste. Gli spazi avranno un costo di realizzazione di circa 1500/ 2000 € al mq e verranno affittati a un prezzo che si aggira attorno ai 250 euro al metro quadrato l’anno.

Fonte: ArchiPortale

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Fotovoltaico: calano i prezzi negli Stati Uniti

Resi noti i risultati di uno studio condotto dal Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL, uno dei centri di ricerca del Dipartimento dell’Energia USA) sull’andamento dei costi delle installazioni fotovoltaiche negli Stati Uniti dal 1998 ad oggi. Risulta che il costo medio è sceso (a valuta costante 2009) dai 10,8 dollari/Watt del 1998 ai 7,50 dollari/Watt del 2009. Lo studio è stato effettuato analizzando i dati provenienti da 78.000 sistemi fotovoltaici (residenziali e non) per un totale di 874 MW installati, che rappresentano il 70% del fotovoltaico connesso alla rete elettrica nazionale negli USA. I dati preliminari estrapolati dallo studio suggeriscono che la tendenza alla discesa dei costi si è ulteriormente consolidata nell’anno in corso. Ad esempio il costo dei sistemi fotovoltaici installati tramite la “California Solar Initiative” è infatti diminuito di 1 dollaro/Watt nel corso dei primi dieci mesi del 2010 e addirittura di 1,20 dollari/Watt nel New Jersey durante i primi sei mesi dell’anno. L’entità della diminuzione varia in base alle dimensioni del sistema, traendo i maggiori benefici dalla realizzazione di economie di scala. Ad esempio, nel caso di un piccolo sistema da 2 kW, il costo medio è di 9,9 dollari/Watt, contro i 7 dollari di un impianto da circa 1.000 kW (1 MW). Ma nel caso di due impianti “multimegawatt” installati su terreni pubblici nel 2009, si sono registrati costi molto più bassi, in un caso di ben 2,5 dollari/W.

Fonte: LaStampa

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