Archivio della categoria ‘Fotovoltaica’

Germania: entro il 2016 fotovoltaico converrà più del metano?

Secondo le stime della società A.T. Kerney, società di ricerca e di consulenza, entro il 2016 il costo dell’energia solare in Germania verrà dimezzato: si passerà dagli attuali 24 centesimi al kilowattora a poco più di 12. Tra cinque anni, dunque, il fotovoltaico tedesco costerà meno del metano. Diminuendo rapidamente nel corso dei prossimi anni, raggiungendo quota 12,6 centesimi di euro per kilowattora, rispetto ai 15,6 centesimi di euro per le energie da fonti tradizionali. Entro il 2016, il prezzo dell’energia solare, potrebbe dimezzarsi rispetto ai 23,9 centesimi per kilowatt orario del 2010. Un abbassamento così drastico potrebbe in pochi anni portare ad un vero e proprio boom nel settore solare, che dalla Germania potrebbe propagarsi in tutta Europa, grazie a nuove tecnologie più performanti e sempre meno costose.

Fonte: BlogEcologia

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Fotovoltaico: Conto Energia 2011. Previsioni per il mercato con i nuovi incentivi

Anno nuovo, incentivi nuovi per il fotovoltaico. Da Gennaio 2011 sono in vigore, infatti, le nuove tariffe incentivanti previste dal Conto Energia 2011, meno vantaggiose rispetto a quelle del Conto Energia 2010 ma, tuttavia, ancora assai favorevoli. Infatti, dopo un 2010 positivo sul fronte del fotovoltaico, ci si attende un 2011 altrettanto promettente.
Il 2010 si è chiuso con la corsa per terminare gli impianti entro fine anno e presentare al Gse la documentazione necessaria, in modo da potersi assicurare, per i prossimi venti anni, le tariffe più favorevoli (circa il 15-20% rispetto a quelle del 2011) del Conto Energia 2010. Ed in certi settori del mondo produttivo legato al fotovoltaico, in effetti, è ancora viva la delusione per il mancato differimento dei termini (ci si attendeva, con il Decreto Milleproroghe, lo spostamento alla fine di gennaio 2011) almeno per presentere la asseverazione di fine lavori da parte di un tecnico abilitato. Invece la proroga non c’è stata e chi aveva in corso la installazione di un impianto fotovoltaico ha dovuto terminare i lavori entro il 31 dicembre 2010 e, entro la stessa data, presentare anche la documentazione necessaria, a corredo della domanda per avere accesso al Conto Energia, asseverazione compresa.
Complice anche la corsa agli incentivi del 2010, dunque, l’ultimo trimestre dall’anno appena concluso hanno fatto registrare un incremento significativo della potenza installata: 975 MW, circa il doppio rispetto ai 487 MW del trimestre precedente. Le cifre sono contenute nell’ultimo rapporto redatto da iSuppli, che ha raccolto i dati basandosi su interviste fatte agli operatori del settore. Rispetto al 2009, addirittura, si avrebbe una maggiorazione del 239% rispetto ai 288 MW dello stesso periodo. I dati, se confermati, andrebbero oltre le già rosee previsioni fatte dal Gse, con una capacità fotovoltaica installata, nel 2010, pari a 1,9 GW, quando, prima di Natale, il Gse aveva stimato un incremento di oltre il 100% rispetto ai 720 GW installati nel 2009. Ma non è tutto: iSuppli prevede un altro raddoppio del mercato nel 2011, con una nuova capacità installata intorno ai 3,9 GW. Attendiamo un calo all’inizio del primo trimestre del 2011, ma si tratterà solo di poche settimane dopo di che il tasso delle nuove installazioni tornerà a salire – spiega Henning Witch, senior director di iSuppli. La riduzione degli incentivi, dunque, non dovrebbe penalizzare l’indice di ritorno degli investimenti nel fotovoltaico, che in Italia resterà uno dei più elevati al mondo, con installazioni destinate addirittura a crescere, nel 2011, di un GW a trimestre. Anche i dati rilevati dal GSE registrano una crescita di rilievo, sia pure minori rispetto a quelle evidenziate da iSuppli. Tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW ha spiegato il gestore a fine dicembre: considerando le comunicazioni trasmesse dagli operatori e relative agli impianti entrati in esercizio tra novembre e dicembre, la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno potrebbe sfiorare i 3 GW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW. Una crescita che, tornando alle considerazioni di iSuppli, potrebbe paradossalmente indurre il Governo a rivedere le stesse regole sugli incentivi del fotovoltaico o, ad esempio, indurre le regioni a limitare ulteriormente le zone destinate ad ospitare grandi impianti fotovoltaici a terra, per la felicità di alcune associazioni di imprenditori agricoli che, non da adesso, gridano al pericolo di speculazioni e si oppongono ai grandi impianti a terra che sarebbero colpevoli di sottrarre spazio alla agricoltura, specie quella di qualità. Rimane ancora da chiarire, poi, la situazione riguardo al recepimento delle Linee Guida per la installazione di impianti destinati a produrre energia elettrica facendo ricorso alle fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, sono poche le Regioni italiane che hanno legiferato in materia, quando il recepimento delle Linee Guida sarebbe dovuto avvenire entro il 1° Gennaio 2011. Ma, fino ad ora, sono solo sette le Regioni “virtuose”: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise, Puglia e Basilicata e, peraltro, non tutte hanno concluso definitivamente l’iter legislativo di approvazione. Se, dunque, le nuove regole dovrebbero snellire il percorso per la realizzazione di nuovi impianti, è probabile che siano definiti anche nuovi vincoli per la salvaguardia del paesaggio e per il rispetto delle zone agricole. In alcune Regioni del sud Italia, poi, c’ è il concreto timore che ci possano essere dei problemi nell’allaccio alla rete elettrica. Speriamo, dunque, che nel corso del 2011 l’ Italia, grazie anche ad una maggiore chiarezza normativa, possa raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea, nonostante da uno studio pubblicato dall’ EWEA (European Wind Energy Association) emerga che il nostro Paese nel 2020 produrrà solo il 16,1% dei consumi da fonti rinnovabili, e non sarà nelle condizioni di raggiungere la quota del 17% definita dall’Unione Europea. Ci sarà da rimboccarsi le maniche.

Fonte: GreenMe

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Gse: dal 1° dicembre più semplice chiedere incentivi per il fotovoltaico

Richiedere al Gestore dei Servizi Energetici gli incentivi per il fotovoltaico sarà più semplice, rapido ed economico. Per semplificare l’accesso al Conto energia fotovoltaico infatti dal 1 dicembre prossimo il Gse avvia la nuova procedura telematica che permette a tutti i titolari di impianti fotovoltaici di ottenere gli incentivi con un semplice click.
Non sarà quindi più necessario inviare tramite posta o corriere le domande per richiedere gli incentivi: l’accesso alle tariffe avverrà infatti esclusivamente attraverso il portale web www.gse.it e tutti i documenti necessari saranno inviati al GSE esclusivamente mediante formato elettronico. Il solo utilizzo di procedure informatiche consentirà di ridurre sensibilmente il tempo necessario per l’ammissione al Conto Energia e aumenterà l’efficienza del servizio. La crescita esponenziale, in Italia, di impianti fotovoltaici e di soggetti pubblici e privati che richiedono i relativi incentivi al GSE – a oggi risultano in esercizio in Italia circa 115mila impianti per oltre 1.700 MW di potenza installata – ha suggerito l’adozione di un sistema gestionale che consenta di offrire un servizio ancora più efficiente ed economicamente vantaggioso sia per gli utenti che per le Pubbliche Amministrazioni. Per meglio utilizzare la procedura, infine, il GSE ha reso disponibile agli utenti una guida online.

Fonte: LaStampa

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Coca Cola Hbc Italia: dal 2011 pannelli fotovoltaici sugli impianti italiani

In attesa di trovare realmente la ricetta della felicità Coca Cola sta cercando anche quella del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente.
La notizia, diffusa dalla stessa Coca Cola Hbc Italia, è che a partire dal 2011 l’azienda doterà i suoi otto stabilimenti produttivi in Italia di pannelli fotovoltaici piazzati sui tetti. L’investimento previsto è di circa 25 milioni di euro e gli impianti fotovoltaici saranno allacciati alla rete nazionale, quindi ci sarà anche una parziale cessione dell’energia prodotta da fonte rinnovabile. I pannelli solari, in realtà, sono solo un tassello di una strategia di risparmio energetico e ottimizzazione della produzione più ampia.
Coca Cola, infatti, da parecchio tempo è accusata di consumare troppa acqua per la produzione delle sue bevande e di consumare troppo vetro e plastica. Negli ultimi anni, per questo, ha dovuto lavorare parecchio all’alleggerimento delle bottiglie e ha ottenuto qualche risultato positivo: -21% del consumo idrico per l’imbottigliamento di ogni litro di acqua (la Coca Cola Hbc produce anche acqua minerale in bottiglia), -25% per le emissioni di anidride carbonica per litro di acqua imbottigliata e -11% per il consumo energetico per ogni un litro di bevanda prodotta. A giugno, infine, Coca Cola ha inaugurato, in provincia di Verona, il primo impianto di cogenerazione che dovrebbe abbassare le emissioni di Co2 del 66% e incrementare l’efficienza energetica fino all’83%.

Fonte: EcoBlog

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Petizione Usa: Obama installi pannelli solari sulla Casa Bianca!

E’ iniziata una campagna per convincere il presidente americano Obama a dotare la Casa Bianca di pannelli solari. C’è anche una petizione on line. Chissà se avrà successo come quella che gli chiedeva di realizzare un orto biologico. Per indurlo ad agire, nei prossimi giorni gli verrà simbolicamente consegnato uno dei 32 pannelli solari installati nel 1979 dall’allora presidente Carter, e rimossi nel 1986 da Ronald Regan.
C’è una foto di quello storico e pionieristico impianto degli Anni 70 sul tetto del numero civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington. Come dicono gli attivisti pro-pannelli solari, l’orto biologico della Casa Bianca non ha minacciato l’industria del petrolio. L’impianto fotovoltaico sarebbe un segnale di svolta verde ancor più netto rispetto all’annunciata decisione di ristrutturare la Casa Bianca all’insegna dell’efficienza energetica. Un gruppo di società attive nel settore fotovoltaico ha offerto in regalo un impianto fotovoltaico del valore di 107.900 dollari che, dicono, ridurrebbe dell’81% la bolletta dell’elettricità della Casa Bianca. L’amministrazione Obama ha deciso di fornire prestiti garantiti dallo Stato per la costruzione di centrali nucleari. Gli eventuali pannelli solari sul tetto di Pennsylvania Avenue non li cancellerebbero. Ma almeno terrebbero in vita la speranza.

Fonte: Blogeko

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Sgarbi denucia: “no ai pannelli solari, se deturpano il paesaggio”

Vittorio Sgarbi nel richiamare la tutela dell’integrità del paesaggio e di quei luoghi del cuore e della storia, come Salemi e Calatafimi, lo scorso maggio ho ricordato al presidente le pagine dello scrittore Cesare Brandi:
Per andare a Mozia da Palermo, se uno vuol fare una delle strade più belle del mondo, prende da Costiera e passa da Castellammare e quello che vede è così multiplo e diverso, come se invece di percorrere quelle poche centinaia di chilometri, ne facesse migliaia: tanto in poco spazio il panorama è variato e il mare si offre in modi così differenti e così belli.
Il paesaggio raccontato da Brandi è quello in cui sono state installate le pale eoliche e in cui oggi si vorrebbero distendere migliaia di pannelli solari, come è già avvenuto a Ragusa dove hanno montato oltre 10 mila pannelli, distruggendo secolari muretti a secco e la campagna circostante. Al posto della civiltà agricola un immenso specchio di vetro.
L’incombenza di questa nuova minaccia all’integrità del paesaggio — pannelli solari al posto di vigneti e uliveti — mi spinge a chiedere nuovamente al presidente della Repubblica di aiutarci a difendere il grande paesaggio italiano. Lo faccio ora che, passata la sbornia di un finto ambientalismo che ha assistito in silenzio allo sfregio del territorio da parte degli impianti eolici, un nuovo miraggio di facili guadagni sembra abbia accalappiato agricoltori in crisi e molti imprenditori in cerca di provvidenze pubbliche. Nuovi posti di lavoro e cospicue remunerazioni per i proprietari dei terreni che smetterebbero di coltivare l’uva, le arance, gli ulivi, per dare in affitto i poderi. Un nuovo business viene dunque prospettato agli agricoltori, mentre si ignora che le infiltrazioni mafiose nell’eolico, indipendentemente dalla devastazione del paesaggio, inducono oggi tutta la classe politica della Regione Siciliana e Confindustria a dire che non vanno più bene. Temo che si ripeta quel che è accaduto con gli impianti eolici. Qualcuno li ha visti installare, qualcuno ne ha ricavato un immediato beneficio economico. Certamente la politica è rimasta a guardare, non ha fatto nulla per impedirle. E allora dico: se la politica oggi può prevenire la devastazione del paesaggio non vedo perché non lo debba fare. Non vedo perché si debba cancellare la civiltà agricola per dare spazio a fonti di energia rinnovabile. E poco importa se certe indicazioni sono previste dal protocollo di Kyoto. Si scelgano altri siti. Il miraggio di questo nuovo business legato al fotovoltaico è arrivato anche a Salemi, la città di cui sono sindaco dal 2008. In un’assemblea con una minoranza di agricoltori vittime della globalizzazione e disperati per l’erosione dei redditi, e con imprenditori pronti a utilizzare il fiume di contributi pubblici dell’Unione Europea, mi è stato chiesto di autorizzare l’installazione di impianti fotovoltaici nelle campagne. Ho risposto: fin quando sono sindaco, decido io. E faccio parlare Salemi in tutto il mondo per la sua civiltà, non per lo stupro del paesaggio. Tuttavia, non avendo pregiudizi sul fotovoltaico, ho anche indicato un’alternativa. In Italia abbiamo un numero impressionante di edifici orrendi su cui si possono installare i pannelli. Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l’agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell’Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un’alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l’articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell’Unione Europea, indirizziamoli all’unica energia vera che è l’energia dell’agricoltura. Questi soldi, diamoli all’agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti.

Fonte: CorrieredellaSera

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Deep Green: un aquilone sottomarino che produce energia

Modi per produrre energia alternativa ne esistono tanti, ma Deep Green è davvero innovativo: si tratta di un aquilone sottomarino, collegato a 100 metri di cavo con una turbina di un metro di diametro, che può generare elettricità a partire dalla correnti subacquee. Il progetto è stato sviluppato dall’azienda anglo-svedese Minesto
Per generare energia, Deep Green sfrutta i suoi movimenti ondulatori e può operare sia nelle correnti lente che a profondità elevate. La trovata è molto ingegnosa soprattutto se si pensa che un solo aquilone è in grado di sviluppare circa 500 kW di elettricità, praticamente quella necessaria per alimentare 10 case. Per realizzare il prototipo in scala 1:4 di Deep Green, la Minesto riceverà un finanziamento di due milioni di euro; i test dovrebbero avvenire nel 2011 sulle coste irlandesi, e se dovessero risultare positivi, verrà costruito un set di 10 aquiloni in scala definitiva. Secondo quanto dichiarato dalla Minesto, l’aquilone Deep Green potrebbe essere commercializzabile già nei prossimi quattro anni e offrirà il vantaggio di sfruttare le maree per produrre energia.

Fonte: FotovoltaicoBlog

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India: i postini si muovono con i risciò solari

La promessa fatta nel 2008 è stata mantenuta: ai Commonwealth Games è avvenuta la presentazione del Soleckshaw, il risciò solare, un tre ruote elettrico a pedalata assistita, alimentato da pannelli fotovoltaici, sarà consegnato ai postini indiani. Per ora gli esemplari presentati sono 10 ma a breve ne saranno consegnati in 1000 uffici postali del Rajastan fino a essere implementati nel resto del paese nei prossimi 3 mesi. Il vantaggio per gli indiani è innegabile: consente ai postini di percorrere più facilmente anche le zone impervie; grazie alla pedalata assistita si è aumentato di circa 50-60 km il loro tragitto; riescono a trasportare pacchi più pesanti; a fronte di tanta efficienza non aumentano le emissioni di Co2. Anzi, grazie alla ricarica a pannelli solari le emissioni sono praticamente ridotte a zero. Il progetto noto come Mark I è nato in otto mesi al CMERI, Central Mechanical Engineering Research Institute di Durgapur.

Fonte: Ecoblog

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Un ecovillage a Roma: dal 3 luglio al 3 agosto 2010

Dal 3 luglio al 3 agosto 2010 a Roma verrà allestito l’ecovillage, prima manifestazione dedicata all’ecologia della capitale. L’ ecovillage sarà allestito in piazza San Giovanni Battista della Salle, e si tratterà di un villaggio ecologico nel quale i cittadini potranno ricevere informazioni sulle energie rinnovabili, l’istallazione di pannelli solari, lo smaltimento dei rifiuti, l’ecoturismo, la green arte, i gruppi di acquisto solidali e tutto ciò che ha a che fare con l’ambiente e l’essere green. I principali obiettivi dell’istallazione dell’ecovillage sono di informazione e sensibilizzazione sul mondo dell’ecologia e delle energie rinnovabili, attraverso un percorso di divertimento e di svago; durante la permanenza del villaggio ecologico a Roma, saranno organizzate diverse iniziative (spettacoli, mostre, convegni, aperitivi biologici e appuntamenti per i bambini in modo da farli approcciare fin da piccoli con il mondo dell’ecologia). L’ecovillage è nato grazie alle iniziative della Green Generation, movimento nato su Facebook nel 2004, che si basa su uno stile di vita ecologico ed ecosostenibile, patrocinato dalla Regione Lazio, dal Comune di Roma e dal XVIII Municipio.

Fonte: FotovoltaicoBlog

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Nokero: nasce la lampadina solare

Una società di Honk Kong ha ideato una lampadina alimentata da quattro mini pannelli solari, con la quale i produttori sperano di raggiungere i milioni di persone che non hanno ancora accesso all’elettricità, oppure zone momentaneamente al buio a causa di una calamità naturale.  L’omonima azienda produttrice della Nokero N100 stima che oltre 1,6 miliardi di persone utilizzano il fuoco come fonte principale di illuminazione, soprattutto tramite lampade a kerosene che emettono ogni anno in atmosfera 190 milioni di tonnellate di CO2. 
Questa piccola lampadina, secondo l’azienda, fornisce cinque volte la luce delle lampade a petrolio utilizzando una minima quantità di energia. Ha le stesse dimensioni di una lampadina a incandescenza standard a cui sono stati aggiunte le celle solari, 5 led e una batteria NiMH (nichel-metallo idruro) sostituibile e ricaricabile. Le condizioni meteorologiche, le stagioni, e la latitudine possono ovviamente influenzare i tempi di ricarica. Ma l’azienda afferma che una giornata di ricarica al sole è in grado di fornire circa due ore di luce. Con la ricarica completa, che si ottiene con due giorni di esposizione al sole, le ore di luce prodotte dal bulbo solare diventano quattro. Sembra poco, ma secondo quanto afferma Tom Boyd, rappresentante della Nokero, uno studio realizzato dalle Nazioni Unite riferisce che l’utilizzo medio di una lanterna di kerosene è di 1,5 ore al giorno. Basterebbero quindi i raggi solari di un solo giorno per sostituire l’uso quotidiano di una lanterna a petrolio. Boyd afferma infine che la batteria è sostituibile a basso costo, il che significa che può durare molto di più di 2 anni, soprattutto se si considera che i pannelli solari sono fatti per durare 10 anni e i led possono essere usati da 50.000 a 100.000 ore. In definitiva la vita della lampadina dovrebbe essere di circa 5-10 anni. Il costo di una singola lampadina è di 15 dollari ma una scatola da  48 costa 480 dollari.

Fonte: Casa&Clima

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Parcheggio fotovoltaico in provincia di Novara

Il più grande impianto fotovoltaico integrato sulle pensiline di un parcheggio del Nord Italia sorgerà a Recetto, in provincia di Novara. L`impianto, della potenza complessiva di 2,8 MWp, sorge all`interno di un`area di circa 48 mila metri quadrati che ospita il parcheggio da 1.140 posti-auto del centro sportivo del Parco nautico del Sesia, nato dal recupero delle cave utilizzate per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Torino. L`impianto fotovoltaico, totalmente integrato nella copertura del parcheggio, produrrà circa 3.200 MWh di energia elettrica all`anno, soddisfacendo i bisogni energetici di 1.100 famiglie e contribuendo a ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa 1.700 tonnellate all`anno. NextPower Development, società specializzata nello sviluppo di iniziative nel campo delle energie rinnovabili, ha curato lo sviluppo del progetto mentre gli sponsor dell`iniziativa sono stati zouk Solar Opportunities e NextEnergy Capital, banca d`affari londinese specializzata nel settore delle energie rinnovabili in Europa. L`operazione è stata finanziata in project financing da Centrobanca (Ubi Banca), con una linea di credito da circa 12 milioni di euro. TerniEnergia realizzerà l`impianto entro l`autunno.

Fonte: Ilcorriere

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Torino Porta Susa: prima stazione energeticamente autosufficiente

Riparte il progetto Torino Porta Susa, la stazione di arrivo e partenza dei treni “Alta velocità” e di interscambio con le reti metropolitane. L’imponente scrigno di cristallo e acciaio sarà pronto entro il prossimo anno in occasione del 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia, e sarà coperto da oltre 3.000 pannelli fotovoltaici per il massimo risparmio energetico. Lo scorso 13 dicembre sono stati inaugurati i primi 2 binari dei 6 previsti. Tra le caratteristiche della nuova stazione Porta Susa che la renderanno unica nel suo genere: l’autosufficienza energetica della stazione, alimentata interamente ad energia solare. Saranno oltre 3 mila, infatti, i pannelli solari che andranno a rivestire la galleria superficiale della stazione, lunga 385 metri. L’impianto fotovoltaico si estenderà su una superficie di 6 mila metri quadrati ed avrà un costo complessivo di oltre 5 milioni di euro: 865 euro a pannello solare a cui va aggiunto 1 milione e mezzo di euro per la copertura in silicio e vetro. La galleria superficiale della stazione che collega corso Bolzano e corso Inghilterra, sarà il cuore dell’impianto fotovoltaico. Rivestita dai pannelli in silicio, la galleria, infatti, garantirà una produzione di circa 825 kWh l’anno. “I pannelli come spiegano gli architetti del progetto sono disposti in tutta la lunghezza e vengono irradiati instantaneamente con lo stesso angola d’incidenza. A ciascuna zona verrà collegato un inverter di caratteristiche elettriche in grado di lavorare al meglio delle sue potenzialità.” La nuova stazione Porta Susa, con i suoi 15 mila metri quadrati di superficie, 500 treni al giorno e i suoi 3 mila pannelli solari, oltre a diventare la prima stazione della città di Torino, rappresenterà un perfetto esempio di sintesi tra tecnologia e rispetto dell’ambiente.

Fonte: BlogEcologia

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Risparmiare energia: la casa passiva

La casa passiva, tra le più interessanti frontiere della bioedilizia, sta conoscendo una grande diffusione nell’Europa centro-settentrionale e da qualche tempo anche in Italia, specie nel Trentino Alto Adige. L’aggettivo passivo in questo caso ha una connotazione positiva e indica l’autosufficienza energetica.

Il risparmio energetico è una delle ragioni principali di chi sceglie di costruire una casa passiva, i cui costi si stanno ridimensionando negli ultimi tempi grazie soprattutto al crescente interesse attorno a questa possibilità. Una costruzione di questo tipo prevede una combinazione efficiente di fonti energetiche rinnovabili, conservazione del calore e coibentazione degli ambienti. Il fabbisogno energetico per riscaldare la casa viene soddisfatto da pannelli solari fotovoltaici – posti sul tetto ed eventualmente nel giardino – insieme a fonti poco inquinanti, come ad esempio caldaie a pellet di piccole dimensioni. Non serve l’installazione di un impianto di riscaldamento tradizionale, anche perché il 90% del calore generato all’interno non sarà disperso: utilizzando i materiali tradizionali o quelli più consoni alla bioedilizia, infatti, i costruttori prestano una grande attenzione all’isolamento termico degli ambienti e al recupero del calore. In una casa passiva tutte queste le fessure di una casa ordinaria (dagli infissi alle prese elettriche) sono isolate con materiali leggeri e altamente efficienti (a base di cartone o legno), mentre le finestre sono dotate di un triplice vetro per favorire l’effetto serra e intrappolare i raggi del sole. Per conservare e riutilizzare il calore, prodotto anche da elettrodomestici e dagli stessi abitanti della casa, viene adoperato un complesso sistema di areazione con prese d’aria e bocchette distribuite un po’ in tutti gli angoli della casa: il loro compito è quello di sottrarre calore all’aria calda interna e cederlo, mediante il sistema noto come pompa di calore, a quella fredda proveniente dall’esterno. Così  la casa si garantisce un livello termico ottimale e un’altrettanto buona qualità dell’aria, che non risulterà mai secca. In una casa passiva, infatti, le finestre vanno aperte molto raramente e il ricambio d’aria deve avvenire solo attraverso il sistema di ventilazione, mentre una struttura analoga recupera il calore anche dall’acqua degli scarichi.

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