Archivio della categoria ‘INIZIATIVE’

Dagli scarti dell’industria auto nasce la casa sostenibile

Da container e altri scarti GM inventa la casa sostenibile

Piano recupero aree dismesse a Detroit con collaborazione di Gm.

A Detroit, nella capitale americana dell’auto, che a causa della crisi che ha colpito il settore ha subito il degrado e l’abbandono di vaste aree urbane, saranno proprio gli ‘scarti’ delle industrie automobilistiche a far rinascere la città. Per iniziativa dell’associazione no profit Michigan Urban Farming Initiative (MUFI) è stato infatti avviato un piano per recuperare le aree urbane abbandonate dotandole di abitazioni indipendenti e trasformando i terreni in coltivazioni agricole.

Un primo insediamento ‘pilota’ verrà realizzato nei prossimi giorni grazie alla collaborazione della General Motor che offrirà container dismessi ed altri materiali di recupero provenienti dallo stabilimento di Detroit Hamtramck.

Il progetto prevede la conversione di container standard da 40 piedi di lunghezza (quelli che si usano normalmente per i trasporti via mare o via ferrovia) in abitazioni da 30 metri quadrati circa di superficie, con zona living, due camere da letto, cucina e bagno. Un primo ‘monolocale’ riciclato sarà abitato per un anno da uno studente impegnato nel progetto, per verificare sul campo la correttezza delle soluzioni progettate a tavolino e mettere a punto i programmi di realizzazione delle coltivazioni agricole.

General Motors, oltre ai container, fornirà altre parti di scarto, come i contenitori delle batterie delle Chevrolet Volt, i pannelli insonorizzanti di diversi tipi di auto, i piccoli contenitori metallici delle linee di fabbricazione.

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Il museo sospeso sull’acqua di Renzo Piano

 

Santander, il progetto

La mostra inaugurale sarà dedicata a Carsten Holler.

Conto alla rovescia a Santander per il progetto spagnolo di Renzo Piano, il Centro de Arte Botin. La data di inaugurazione non è stata ancora annunciata, ma un primo step ci sarà il 22 luglio e riguarderà i Jardines de Pereda, per i quali è già pronto un programma culturale per agosto e settembre. ”Sarà come sospeso sull’acqua – ha detto Piano – libero da ogni barriera reale che impedisca l’accesso alle persone”. La mostra inaugurale sarà dedicata a Carsten Holler.
Direttore artistico sarà Benjamin Weil, supportato da una commissione presieduta da Vicente Todolì.
Il centro, che cambierà il volto di Santander un po’ come è stato in passato per Barcellona o Bilbao, sorgerà sul molo di Albareda, nel cuore della baia, e occuperà una superficie di 7mila metri quadri con un investimento di 80 milioni di euro (di cui 15 per il tunnel che collega il centro ai Jardines de Pereda, e altri 15 per rimodellare i giardini stessi) e 12,5 milioni annui per la programmazione. Una grande agora’ ”per l’arte, la cultura, la musica, la lettura e l’educazione”, con la vocazione di diventare uno dei maggiori poli culturali europei. Progettato in collaborazione con lo studio di Luis Vidal, e sviluppato su due volumi, il Centro avra’ una galleria espositiva su 2500 metri quadri nell’ala ovest, mentre l’ala est sara’ dedicata ad attivita’ educative, multiculturali, seminari con un Auditorium da 300 posti, con una vetrata di 200 metri quadrati affacciata sul Cantabrico, completamente apribile. Una parte del complesso entrera’ direttamente nel mare.

Fonte: ANSA

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I professionisti potranno accedere ai Fondi strutturali europei, Horizon 2020 e Cosme

f_38967_01Tajani: “Il nuovo orientamento dell’Unione Europea valorizza un giro d’affari di quasi 600 miliardi che dà lavoro a 11 milioni di persone”.

I professionisti potranno accedere ai fondi europei strutturali, Horizon 2020 e Cosme, prima riservati alle imprese. È la maggiore novità emersa dopo la conferenza dedicata alle libere professioni, svolta a Bruxelles mercoledì scorso, durante la quale è stato varato il Piano d’azione per le libere professioni.

Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha chiarito che saranno quindi disponibili per i professionisti i fondi strutturali gestiti a livello nazionale o regionale, gli 80 miliardi di fondi Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e i 2,4 miliardi di fondi Cosme, studiati per la competitività e la crescita economica.

L’apertura dell’Unione Europea verso i professionisti, ha affermato Antonio Tajani, è frutto della correzione dell’orientamento interpretativo finora tenuto da Bruxelles, che non permetteva ai professionisti di accedere alle agevolazioni per le imprese.

Col Piano d’azione per le libere professioni, l’Ue ha invece deciso di valorizzare il giro d’affari creato dai professionisti, che nel 2010 è arrivato a quasi 600 miliardi di euro e ha dato lavoro a 11 milioni di persone.

Durante la conferenza sono state inoltre presentate cinque linee d’azione studiate per sostenere le attività dei liberi professionisti. Si tratta di istruzione all’imprenditorialità, accesso ai mercati, riduzione dell’onere amministrativo, accesso al credito, rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo.

Per raggiungere questi obiettivi saranno predisposte iniziative per spiegare ai professionisti come usufruire dei fondi comunitari e le modalità con cui attivare i processi di internazionalizzazione.

“Il nuovo atteggiamento dell’Europa nei confronti delle professioni – ha commentato presidente di Confprofessioni Gaetano Stella – potrà favorirne la crescita in termini di innovazione, internazionalizzazione e credito”.

Secondo il presidente dell’Adepp Andrea Camporese, per rendere la novità subito operativa dovranno essere redatti bandi chiari, che includano i professionisti e considerino le loro esigenze, come l’accesso al microcredito, la creazione di start up, la formazione e la copertura eventi imprevisti.

Per chiudere il cerchio, a detta di Andrea Camporese sarebbe ora necessario rendere omogenea l’imposizione fiscale a livello europeo. In questo modo i professionisti italiani, che al momento sono i più tassati, non si troverebbero sempre in svantaggio competitivo rispetto ai colleghi europei.

Fonte: EdilPortale

Per ulteriori informazioni in merito al Bando HORIZON 2020: AssForm> Notizie

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Approvato il documento per l’aumento degli ecobonus su bioedilizia

 

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Il documento di Serena Pellegrino (Sel) raccoglie l’unanimità.

ROMA, 1 APR – “Oggi è più concreta la possibilità che i benefici fiscali collegati alla ristrutturazione degli immobili e al miglioramento delle prestazioni energetiche si avvantaggino di un ulteriore e significativo incremento applicando i criteri della bioedilizia e utilizzando materiali biocompatibili certificati”. Lo dichiara la parlamentare friulana Serena Pellegrino (SEL), presentatrice di una risoluzione, sottoscritta dalla maggior parte dei gruppi parlamentari, diretta ad aumentare la detraibilità fiscale alle ristrutturazioni effettuate con materiali e tecniche biocompatibili: il documento, oggi, è stato approvato all’unanimità in Commissione ambiente della Camera.

“Un plauso al Governo che ha dato il suo parere positivo. Abbiamo fatto un enorme passo avanti. – commenta Pellegrino – Il comparto edile nazionale si potrà qualificare non più come il principale nemico dell’ambiente del nostro Paese, in termini di cementificazione, speculazione e salute dei cittadini. Potrà invece diventare strumento per preservare la bellezza degli insediamenti civili, con l’obiettivo di diminuire i consumi energetici e equilibrare l’impatto ambientale attraverso una filiera a ciclo chiuso.” Prosegue la Pellegrino: “Sono particolarmente soddisfatta perché questo tipo di incentivazione produce effetti che vanno ben oltre il valore intrinseco di questa tipologia costruttiva, valore di per sé rilevantissimo in termini di favorevole bilancio energetico, consumo di materie prime e di salubrità abitativa”. E precisa: “Infatti , attraverso gli specifici benefici fiscali verrà positivamente coinvolta l’intera filiera verde della bioedilizia con la conseguente riduzione dell’impatto ambientale e importanti esternalità:maggiore utilizzo di risorse rinnovabili, ridotti consumi energetici e idrici, tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, maggiore sostenibilità delle problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti”.

Fonte: ANSA

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Presentato il progetto del nuovo STADIO dell’AS ROMA: è in arrivo il “moderno COLOSSEO”

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E’ stato presentato mercoledì mattina in Campidoglio dal presidente James Pallotta e dal sindaco della capitale Ignazio Marino il progetto per la costruzione del nuovo stadio della AS ROMA.

L’impianto, ribattezzato dalla cronaca internazionale e dal suo stesso progettista, l’architetto Dan Meis, il “moderno Colosseo”, verrà costruito impiegando le più moderne tecnologie al fine di integrare in maniera versatile e armoniosa materiali quali l’acciaio, il vetro, il teflon e la pietra. Una facciata in pietra, infatti, richiamerà alla memoria i classici archi dell’Anfiteatro Flavio a cui Dan Mais dichiara di essersi appunto ispirato per la sua progettazione.

L’opera sarà pronta entro l’estate 2016 e si prone di diventare una pietra miliare in una delle città più belle e più significative al mondo dal punto di vista architettonico. Il nuovo stadio sorgerà nell’area di Tor de Valle ed ospiterà 52.500 posti che diventeranno 60.000 mila per le partite internazionali e i grandi eventi. Le tribune saranno a ridosso del campo, «un vero muro umano per spaventare gli avversari» ha dichiarato il suo progettista.

Il “moderno Colosseo” comprenderà anche un ampio spazio dedicato all’intrattenimento di visitatori e tifosi che sarà aperto tutto l’anno sette giorni su sette. Al suo interno sorgeranno infatti negozi, ristoranti, bar e il museo interattivo sulla A.S. Roma (Hall of Fame). Inoltre, accanto al nuovo stadio sorgerà una struttura che ospiterà gli allenamenti della squadra. Il complesso comprenderà due campi regolamentari, un campo di piccole dimensioni, palestre e strutture di riabilitazione fisica progettati per garantire alla squadra tutti gli strumenti necessari per competere ai massimi livelli.

Come sottolineato dalle cronache statunitensi del Wall Street Journal e New York Times e da quelle inglesi del Financial Time, l’ investimento di un miliardo di euro previsto per la realizzazione dell’intero progetto (stadio ed infrastrutture) dovrebbe servire anche come spinta propulsiva per la ripresa economica della città di Roma, nonchè di quella del campionato italiano descritto come “in declino rispetto ai suoi principali concorrenti europei in termini di ricavi e prestazioni”.

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Riqualificare gli edifici per una ripresa economica del Paese

 

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Architetti e sindacati edili firmano protocollo

Riaprire i cantieri della riqualificazione del patrimonio edilizio e delle città è la strada prioritaria per tornare a creare lavoro, agganciare la ripresa e dare risposta ai problemi delle famiglie, sfruttando le opportunità dalle risorse previste dalla programmazione europea 2014-2020 proprio per l’efficienza energetica e le aree urbane. La pensano così gli architetti italiani – con l’Ordine di Roma e il Consiglio Nazionale – e le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil che hanno firmato oggi a Roma il Protocollo d’Intesa sulla promozione della cultura del progetto sostenibile e dell’efficienza energetica, per la valorizzazione delle professioni e dei lavori green.

Il Protocollo prevede, inoltre, la realizzazione di progetti di formazione e di divulgazione dei criteri di efficienza e contenimento energetico per il patrimonio edilizio pubblico e privato e per la riqualificazione, la rigenerazione, la valorizzazione e l’ efficientamento energetico delle trasformazioni urbane e la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio esistente. Investire nella rigenerazione urbana sostenibile e nelle città – che da oltre venti anni sono state private di interventi di valorizzazione rappresenta per Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil “una opportunità di promozione e di rinnovamento delle modalità di produzione, di crescita di lavoro qualificato ed innovativo anche per contribuire al riposizionamento dei professionisti, dei lavoratori e delle imprese italiane nello scenario economico nazionale, europeo ed internazionale”.

Per gli architetti italiani “le politiche di rigenerazione urbana sostenibile sono un’irripetibile ed improrogabile occasione per stimolare concretamente la riqualificazione architettonica, ambientale, energetica e sociale delle città italiane che può essere realizzata attraverso la trasformazione delle città ed il risparmio energetico”. Tra le finalità del Protocollo anche quelle di predisporre percorsi formativi e di alta specializzazione per i professionisti e i lavoratori del settore e di riconversione professionale e di promuovere presso le Amministrazioni comunali l’adozione di regolamenti edilizi sostenibili, nonché presso gli enti territoriali l’adozione di strumenti di programmazione territoriale e finanziaria e di pianificazione sostenibile.

Nel Protocollo viene anche indicato l’obiettivo di promuovere la diffusione e l’utilizzo di materiali ecocompatibili coniugati all’innovazione tecnologica nella progettazione ed esecuzione degli edifici il tutto per migliorare la qualità ambientale dei contesti territoriali e urbani oltre che l’impiego efficace ed efficiente delle risorse e delle conoscenze per la promozione, la diffusione della cultura del progetto sostenibile. Viene anche richiamato l’impegno – nell’ambito dei rispettivi obiettivi istituzionali – verso il recupero, la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente, la valorizzazione immobiliare attraverso il risparmio e l’efficienza energetica, massimizzando gli effetti positivi sull’ambiente.

Fonte: ANSA

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Nuove barriere fonoassorbenti su autostrade A1 e A14: il design del silenzio

laermschutzwall_autobahn_rimini_firenze__f755ccbd6aLe autostrade italiane stanno conoscendo un periodo di grande potenziamento e, nel quadro di restyling globale dell’infrastruttura, il viaggiatore rimane piacevolmente colpito dalle recenti sistemazioni sull’Autostrada Adriatica, nel tratto Rimini Nord – Porto S.Elpidio e sull’Autostrada del Sole tra Firenze e Siena.

Progetto: Archea Associati (autostrada A1), CIR Ambiente (autostrada A14)

Località: A1 Impruneta – Firenze, A14 Rimini Nord – Porto S. Elpidio, Italia

Chi di recente si trova a percorrere spesso l’A14 nel tratto che lambisce la Riviera Romagnola meridionale e le Marche rimane ogni volta colpito dalla cura con cui i ponti, le pile dei viadotti, le gallerie e le barriere fonoassorbenti si armonizzino con spettacolare coerenza l’un con l’altro e con il meraviglioso paesaggio circostante. La scelta di pochi materiali, che apparentemente non hanno alcunché di artificiale e sintetico, e il design semplice e lineare degli elementi fanno di questa infrastruttura un modello di integrazione paesaggistica e architettonica, unico in Europa.

Sulla direttrice parallela, nei pressi delle colline del Chianti, si ripete lo stesso scenario. In questo caso, coerentemente con il mutare delle tradizioni edilizie e delle matericità storiche della zona, all’acciaio Corten che domina il tratto adriatico si alterna la pregiata terracotta di Impruneta. Anche in questo caso il disegno è lineare e purista: non distrae il guidatore ma lo accompagna soavemente comunicandogli un cambio di paesaggio. La scelta dell’acciaio Corten ha permesso la produzione di barriere altamente resistenti agli agenti atmosferici poiché il materiale elabora spontaneamente una patina protettiva superficiale non appena è a contatto con gli agenti atmosferici.

Le parti trasparenti sono state realizzate con vetrazioni stratificate temperate senza l’utilizzo di alcun telaio perimetrale. Le “finestre” sul paesaggio, attentamente posizionate in un gioco di ripetizione lineare dell’andamento collinoso, si rivelano quasi invisibili.Il sistema di barriere sviluppate per l’Autostrada A14 sono state scelte a modello per lo sviluppo del progetto europeo QUIESST che pone come obbiettivo la messa a punto di un metodo per la valutazione della sostenibilità dei sistemi di barriera. Sia le barriere installate sull’A14, sia quelle dell’A1, offrono valori di assorbimento di Classe A4 e di isolamento di Classe B3 valutati secondo la normativa europea UNI EN 1793. Le barriere di entrambi i versanti sono state prodotte da CIR Ambiente spa nel rispetto delle più restrittive normative in materia ambientale e di Life Cysle Assessment.

Il verde dei campi, le nuance del Corten, la luminosità della terracotta riescono infine a trasformare un banale passaggio autostradale in un manufatto architettonico che connota il paesaggio e fa riflettere sulle infinite possibilità che in Italia abbiamo di dedicarci al tema del “bello”.

Dati di progetto

Barriere fonoassorbenti sul tratto autostradale A1 attorno a Firenze
Committente: Autostrade per l’Italia s.p.a.
Progetto: Archea Associati, Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Giovanni Polazzi
Engineering: SPEA, CIR Ambiente
Realizzazione: CIR Ambiente,
Inizio lavori: 2005
Fine lavori: in corso

Barriere fonoassorbenti sul tratto autostradale A14 adriatico
Committente: Autostrade per l’Italia s.p.a.
Progetto, Engineering: SPEA
Realizzazione: CIR Ambiente
Inizio lavori: 2010
Fine lavori: in corso

Approfondimenti:
www.archea.it
www.cir-ambiente.it

Fonte: Detail Das Architekturportal

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Con gli “alberi” solari, rinnovabili più vicine al cittadino

'Alberi Solari' di Strawberry Energy

Dalla Serbia,stazioni pubbliche “verdi” per ricaricare cellulare.

Per educare le persone sui benefici dell’energia rinnovabile, dalla Serbia arrivano gli “alberi” che ricaricano i dispositivi mobili dei cittadini con la forza del Sole. L’innovativo progetto di Strawberry Energy è volto a rendere le fonti “pulite” più accessibili nella quotidianità.

Le particolari stazioni solari, sviluppate per il momento in cinque differenti modelli, sono state progettate per essere installate in modo permanente negli affollati luoghi pubblici.

Ognuno dei 12 “alberi di ricarica” attualmente installati in Europa (10 dei quali in Serbia e due in Bosnia-Erzegovina) è dotato di 16 cavi usufruibili per ricaricare con la potenza del Sole ogni tipo di dispositivo mobile, dal cellulare al lettore musicale, passando per l’ebook o il tablet. Le stazioni inoltre in alcuni casi possono servire come hotspot per la connessione Wifi.

“Il modo migliore per aumentare la consapevolezza sui temi delle energie pulite è quello di presentare i loro benefici attraverso l’esempio pratico”, scrive la società di Belgrado.

Obiettivo è “dimostrare che tali tecnologie ‘verdi’ non sono più un concetto astratto”.

Come riporta Tree Huggher, la Strawberry Energy ha recentemente siglato un accordo di distribuzione negli Stati Uniti con una società californiana che potrebbe ora aprire la porta per una più ampia distribuzione degli alberi a ricarica solare.
Fonte: ANSA

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Usa, Obama punta sulle energie rinnovabili

l43-obama-130625220426_mediumAltro che protocollo di Kyoto. Dopo che per anni gli Stati Uniti si sono dimostrati sordi alle istanze ambientaliste e alle richieste d’aiuto di un pianeta sempre più in debito d’ossigeno, ecco la svolta ecologista della Casa Bianca.
Barack Obama ha un programma ambizioso e l’ha presentato alla Georgetown Uuiversity di Washington.
L’obiettivo è quello di arrivare nel 2020 a una netta riduzione dell’inquinamento, con il 20% dell’energia elettrica consumata dal governo federale proveniente da fonti rinnovabili.
FINANZIAMENTI PER 8 MLD. Non solo parole e promesse. Per portare a compimneto il suo progetto, Obama ha deciso di destinare 8 miliardi di dollari a garanzie sui prestiti per i progetti finalizzati a ridurre le emissioni da carbone e da altre materie prime fossili di almeno 3 miliardi di tonnellate cubiche entro il 2030.
Inoltre il governo ha intenzione di autorizzare il rilascio di permessi per progetti su energie rinnovabili sul suolo pubblico.
«Gli Stati Uniti vogliono essere il Paese leader globale nella lotta al cambio climatico. Non è né giusto, né sicuro che le centrali elettriche emettano quantità illimitate di anidride carbonica nell’ atmosfera. Dobbiamo fermarle», ha detto Obama.
OBAMA VOLA IN AFRICA. Intanto il presidente si prepara a un viaggio in Africa, terra d’origine del padre, e lo fa proprio in una fase in cui il suo «eroe personale» Nelson Mandela sta lottando tra la vita e la morte.
Così, dopo Senegal e Tanzania, Obama ha in programma di raggiungere Pretoria, e vorrebbe poter incontrare Madiba.
Dal governo del presidente Zuma, però, hanno fatto sapere che l’incontro è improbabile: «Il presidente Obama vorrebbe vedere il presidente Mandela ma lui soffre», ha detto il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoane Mashebane, «qui quando le persone sono malate cerchiamo di dare loro il tempo di recuperare».
L’INCONTRO DIFFICILE CON MANDELA. Ma sembra che che Madiba, leader della lotta all’apartheid e simbolo vivente dell’anti-razzismo, abbia dato timidi segnali di ripresa. Secondo la testimonianza della figlia avrebbe aperto gli occhi, e avrebbe addirittura sorriso quando gli è stato riferito del possibile incontro con Obama.
E se mai dovesse arrivare, quello, potrebbe essere un giorno storico.

Martedì, 25 Giugno 2013

 

FONTE: http://www.lettera43.it/ambiente/usa-obama-punta-sulle-energie-rinnovabili_43675100273.htm

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Go Green with Yamamay!

20100319_banner3Non solo Carpisa, ma anche il marchio Yamamay sente il richiamo della natura e dà il via alla campagna Yamamay Go Green.

Yamamay abbandona le buste di plastica e adotta la shopper GoGreen, in bio-cotone (per averla basta aggiungere 1 euro a una spesa minima di 49 euro, nei punti vendita Yamamay) i cui ricavi sono destinati a un progetto in collaborazione con WWF – Italia per la conservazione dell’Oasi di Macchiagrande. Con il catalogo della Collezione Primavera-Estate 2010, Yamamay ha compensato le emissioni di gas serra associate al catalogo primavera 2010, circa 289 tonnellate di CO2, relative ai consumi energetici, di materiali e dei trasporti, attraverso l’acquisto di 289 crediti di emissione, provenienti dal progetto di Forestazione in Italia e corrispondenti alla piantumazione di circa 400 alberi nel parco del Molgora, in provincia di Monza. Anche qui però, perchè non agire direttamente sulle emissioni piuttosto che compensarle? La collezione Spring 2010 di Yamamay è realizzata in cotone organico: l’Organic Cotton Collection ha ottenuto la certificazione OEKO Tex 100, rilasciata dall’Istituto Internazionale per la ricerca dell’Ecologia nel Tessile. Attestato che permette di etichettare i capi prodotti con il marchio ecologico. Continua a esplorare il mondo verde di Yamamay navigando nel sito: Yamamay Go Green

Fonte: Econote.it

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Roma: EcCo, il corriere ecologico

Roma presto sarà interessata da novità in campo logistico: il corriere ecologico. EcCo! è il nome del nuovo corriere di trasporto ecosostenibile e significa Ecological Courier. La sua promessa? Ora sarà possibile spedire senza inquinare l’aria che respiriamo. Senza produrre gas serra, smog, inquinamento acustico. Con il massimo dell’efficienza e il minimo dei costi.
Le consegne eco asaranno affidate ai 30 scooter elettrici, 5 auto elettriche, 5 biciclette elettriche con pedalata assistita. Anche packaging, tagliandi, materiale di cancelleria vario e promozionale saranno rigorosamente ecologici. Le emissioni di Co2 e le polveri sottili prodotte saranno sensibilmente inferiori rispetto alle consegne standard, e in più saranno compensate con la partecipazione a progetti di riforestazione in città. Tutti gli autisti dei mezzi saranno formati con corsi di “guida virtuosa”. Roma è la prima città in cui i servizi EcCo! saranno disponibili; presto arriveranno anche a Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli e in altre città italiane. Il progetto del corriere ecologico si amplierà grazie al franchising, e contribuirà a rendere l’aria più respirabile.

Fonte: BlogEcologia

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Nuovo piano europeo per efficienza energetica: obiettivo risparmio

All’inizio del nuovo anno verra’ presentato ufficialmente il nuovo piano europeo sull’efficienza energetica, questa volta dedicato agli interventi su ”scala minore”. Se e’ nelle abitazioni che si concentra il 40% dei consumi, e’ necessario che quello del risparmio sia un obiettivo condiviso dai cittadini coinvolti nelle misure, nelle strategie e nei piani nazionali e locali mirati a ridurre gli sprechi, nel settore dell’edilizia, in quello abitativo privato, in quello pubblico, ma anche in quello dei trasporto. Proprio per questo il piano prevede di mettere a punto una rete di accordi con autorita’ e poteri locali. Che potranno coinvolgere anche un altro pubblico cui si indirizzera’ il programma, quello delle piccole e medie imprese che non sempre hanno compreso la valenza economica di integrare nei loro piani di sviluppo del business il contenuto della riduzione degli sprechi e dell’inserimento di fattori di innovazione ed efficienza. Per enti, utenze private, cosi’ come le piccole e medie aziende verranno dunque studiate oltre che misure di incoraggiamento ed incentivazione, campagne di sensibilizzazione che riguarderanno l’efficienza, le misure per combattere la dispersione oltre che strategie ”dedicate” al miglioramento dei trasporti, altro fronte cruciale delle battaglie del risparmio come di quella contro il cambiamento climatico.

Fonte: Ansa

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Bologna inaugura la Casa dell’Energia: dibattiti, incontri e seminari

E’ stata inaugurata dall’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli e dal presidente della Commissione assembleare attività economiche Franco Grillini la Casa dell’energia, che per due mesi ospiterà dibattiti, incontri, seminari.
La Casa dell’energia è uno spazio espositivo in via Aldo Moro 46, a Bologna, in cui sino a metà dicembre si terranno numerose iniziative legate al tema energetico (il calendario completo è scaricabile qui). L’assessore Muzzarelli ha ricordato l’importanza del nuovo Piano attuativo triennale.
Lavoriamo per il Piano energetico in uno scenario europeo, la Regione Emilia-Romagna nel suo rapporto con il mondo trae le nuove opportunità di sviluppo – ha sottolineato – l’impegno per le fonti rinnovabili, per un ambiente che diventa la più importante ricchezza regionale è un caposaldo del nuovo Piano attuativo, in cui vogliamo alzare ancora l’asticella, sino ad arrivare entro questa legislatura ai 1000 Megawatt di energia prodotta da fonti rinnovabili. L’energia oggi è un fattore chiave per lo sviluppo economico, per la competitività e la sicurezza sociale – ha continuato l’assessore Muzzarelli – la Regione c’è e intende giocare questa partita: chiediamo a tutti coloro che in questi mesi vorranno confrontarsi insieme alla Regione su questi temi, di cogliere fino in fondo la sfida dell’economia verde, del risparmio energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Nella convinzione che non ci sono altre strade da percorrere, e che solo questa strada confermerà l’Emilia-Romagna in un ruolo di leader in Europa e di locomotiva del Paese. Questa Casa dell’Energia diventerà un percorso nuovo per arrivare al Piano attuativo dell’energia per il triennio 2011-2013 – ha detto Grillini – è un metodo partecipato, con cui intendiamo coinvolgere tutti i soggetti interessati: cittadini, imprese, organizzazioni imprenditoriali, istituzioni. Vicende anche drammatiche come quelle che stanno avvenendo a Terzigno sono il segnale più evidente che occuparci di energia oggi significa occuparci di qualità ambientale e qualità della vita. E proprio in un momento difficile come questo anche per l’occupazione dobbiamo sostenere ricerca e innovazione, che devono essere i caratteri distintivi dello sviluppo.
 
 
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Italia: arriva il distributore di bombe di semi

Le nostre città hanno bisogno di un assalto di Guerriglia Verde! Arriva in Italia il distributore di bombe di semi! Palline di terra argillosa e semi per far rifiorire gli spazi abbandonati della tua città.
Le Bombe di Semi sono fatte dello stesso impasto del làdiri, il mattone tradizionale sardo in terra cruda, fatto con terra argillosa e paglia ed essiccato al sole. Nell’impasto sono stati inseriri dei semi di calendula, nasturzium, astro, fiori di roccia ed altri semi ad alta germinabilità. Basta lanciare le Bombe di Semi in un campo incolto. La Natura farà il resto, e vedrai esplodere dei fiori! Chiamatele come volete: polpette di terra, granate di argilla, palle di làdiri. Solo una cosa è importante: lanciarle e farle fiorire! Le Bombe di Semi sono contenute in un vecchio distributore automatico da bar, che è stato recuperato e modificato per erogare – al prezzo simbolico di 1 euro – le nostre Bombe di Semi. In un’ottica di riuso le bustine per contenere le piccole bombe di semi sono state realizzate con carta di recupero delle vecchie stampanti a rullo (quei vecchi fogli coi buchetti laterali).
Il progetto è stato ideato e realizzato da Marrai a Fura, un’associazione che si occupa di comunicazione per la partecipazione attiva e la sostenibilità, oltre ad essere un portale web con le news dal mondo dello sviluppo sostenibile e della progettazione partecipata. Questo progetto delle Bombe di Semi vuol essere un esempio di pratica semplice, efficace e di forte impatto, a basso costo e facilmente riproducibile. Una azione dal basso, come è nella filosofia di Marrai a Fura. L’iniziativa, realizzata dall’associazione Marrai a Fura e cofinanziata dalla Bottega Eticando di Cagliari, è stata presentata a sorpresa giovedì 13 gennaio 2010 al festival “Dire, Fare, Sostenibile e Solidale” (in svolgimento dal 13 al 15 gennaio presso l’ex Liceo Artistico di Piazza Dettori a Cagliari). Dopo il festival il distributore di Bombe di Semi sarà a disposizione di tutti gli aspiranti guerriglieri verdi presso la bottega Eticando, in via Iglesias 19 a Cagliari (eticando.com).

Fonte: MarraiaFura 

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Bit: parte la sfida dei piccoli Comuni per un turismo dal gusto antico

Small is beautiful, piccolo è bello, si diceva un tempo in economia, ma oggi il detto è stato rilanciato alla Bit di MIlano che sta per chiudere i battenti. Infatti da MIlano è partita la sfida di un gruppo di piccoli comuni tra Lazio, Toscana e Umbria – capeggiati dal Comune di Porano, piccolo centro umbro di 2000 anime, in provincia di Terni, e circondato da mura medievali – ai grandi centri di attrazione turistica. L’amministrazione comunale è consapevole dei limiti, soprattutto economici, che hanno questi piccoli centri, ma non si perde d’animo. L’idea dei sindaci dei Comuni interessati, che per ora sono nove, è quella di poter dare un’offerta turistica incentrata sul recupero di un gusto antico e autentico dell’Italia profonda, anche se bisogna investire (e molto) in immagine e marketing. I Comuni di questa zona che si espande per una cinquantina di km dispongono di zone archeologiche, castelli, parchi naturalistici ma hanno poche infrastrutture. Non c’è l’autostrada o grosse arterie stradali e per questo scontano una difficoltà oggettiva.

Fonte: EcoSeven

 

 

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Ecolnet: la rete online dedicata all’ecoturismo

Favorirà lo scambio di informazioni e lo sviluppo di uno standard europeo.

Il Cts, il Centro turistico giovanile, ha dato annuncio dell’avvio di Ecolnet, un progetto europeo che si pone come obiettivo quello di creare, grazie alla cooperazione delle principali organizzazioni che si occupano di Ecoturismo, una rete in grado di favorire lo scambio di informazioni promuovendo lo sviluppo di uno standard europeo comune per questo settore che, negli ultimi, anni ha conosciuto un notevole incremento.

Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea per i prossimi tre anni, oltre all’Italia vede la partecipazione di Grecia, Germania, Olanda, Romania, Estonia, Regno Unito, Spagna e Finlandia. Per l’Italia oltre al Cts, che si occuperà nel nostro paese della realizzazione delle attività di progetto, vi è la presenza di Imaginary, azienda partner dell’Innovation Network del Politecnico di Milano, che metterà a punto gli strumenti informatici di auto-valutazione per le imprese eco-turistiche. Ma al progetto hanno aderito anche Wwf Italia, L’istituto per la certificazione etica e ambientale, Slow Tourism, Ecoworld Hotel, Agriturist, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Arp e le Aree protette di rilevanza nazionale e regionale.

Le attività previste dal progetto sono in sintesi: definizione degli indicatori e dei fabbisogni formativi per la valutazione on line; sviluppo di strumenti di valutazione online; sviluppo di metodi e contenuti e-learning per valutatori e imprese; test pilota sugli strumenti di formazione e valutazione online; revisione e pubblicazione degli strumenti di valutazione e dei pacchetti formativi online; creazione di una community di e-learning sugli standard di qualità eco-turistici.

 

Fonte: La Stampa

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Riciclo: con Esosport più di 45mila sneakers recuperate

Ricordate il progetto Esosport per riciclare le scarpe da ginnastica? A distanza di un anno dal lancio dell’iniziativa ‘Recycle you shoes. Repare your way’ sono oltre quarantacinquemila le sneakers tolte alla discarica (45590 al momento della redazione di questo articolo, come si può leggere dal contatore presente sul sito) trasformate in gomma per parco giochi o materiale per il fondo di piste di atletica.
La bella iniziativa voluta dal gruppo Eso srl, di cui anche noi vi avevamo parlato 12 mesi fa, ha avuto un successo quasi insperato con l’attivazione di oltre 1000 box di raccolta dislocati in tutta la penisola che hanno permesso di dare una seconda vita a migliaia di calzature che sarebbero altrimenti finite nel solito bidone. A sciorinare fiero i dati del progetto di riciclaggio delle scarpe da ginnastica è Gianluca Poddighe di Esosport che, in un’intervista all’Adnkronos Salute, spiega la nuova destinazione dei materiali recuperati: La gomma diventerà fondo per piste di atletica o base per parchi giochi. La tomaia sintetica darà vita all’interno dei palloni da calcio.
Compagne di tanta fatica ma anche di tanta soddisfazione, le vecchie scarpe sportive non meritano di finire nel cassonetto dei rifiuti indifferenziati, anche perché hanno ancora tanto da dare. Se è vero, infatti, che, come raccomandano gli esperti, correre, giocare a tennis o fare ginnastica con calzature dal fondo usurato può provocare infiammazioni al tendine rotuleo, stiramenti e dolori muscolari, è altrettanto vero che troppo spesso si gettano via con non curanza sneakers ancora utilizzabili.
E’ stato stimato che per tutelare la salute dell’atleta, ma anche dell’ambiente, ad esempio, un paio di calzature da corsa andrebbero cambiate dopo aver “percorso 600-700 chilometri”. Questo vale, ovviamente per chi corre in maniera amatoriale perché i professionisti possono arrivare a ‘distruggere’ durante stagione delle gare anche 12 paia di scarpe l’anno, anche se tali parametri variano molto in base alle caratteristiche fisiche dell’atleta e alla frequenza degli allenamenti.
E allora, quando è il momento giusto di cambiare un paio di scarpe da ginnastica? La cosa più sensata è affidarsi al buon senso e ai propri occhi: Se si osserva un logoramento interno ed esterno della suola, è ora di dire addio alle calzature e prenderne un altro paio, spega Fulvio Massini, training. Una volta stabilito che è ora di dire addio alle fedeli alleate di tante “battaglie”, cosa fare? Cercare la Eso Sport Box più vicino a casa propria, dislocate per lo più nei migliori negozi di articoli sportivi, supermercati e palestre – qui la mappa con tutti i punti di raccolta – , inserirle nell’apposita “bag” e dare avvio così al loro riciclo. Comodo no?

Fonte: GreenMe

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Vivitalia: da Legambiente, per un turismo più sostenibile

Si chiama Vivilitalia, la società di Legambiente nata il 14 marzo 2011 per la valorizzazione del Belpaese che mette a servizio d’istituzioni, enti locali e privati l’esperienza dell’associazione e la conoscenza del territorio per sviluppare un turismo sostenibile attento alle realtà più piccole d’Italia.
Vivilitalia si avvarrà dell’esperienza e competenza di altri due prestigiosi partner come SL&A, società che opera da 20 anni su ospitalità e turismo, accessibilità, ambiente, imprese ed economie locali e Extra, agenzia di comunicazione che propone percorsi di comunicazione integrati, originali e mai standardizzati.
Vivilitalia è presieduta da Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente. Giornalista pubblicista è stato per anni alla guida del settore Mare di Legambiente, si è occupato di Parchi e Aree Marine Protette, ha curato pubblicazioni come la Guida Blu, in collaborazione con il Touring Club e nel mondo ambientalista ha collaborato con le più importanti istituzioni italiane.
Vogliamo mettere a disposizione di amministratori locali e privati l’esperienza che abbiamo accumulato in questi anni nei territori della Piccola grande Italia – ha dichiaratoSebastiano Venneri-. Si tratta di luoghi marginali e spesso poco conosciuti, ma che hanno le caratteristiche per affermarsi nel panorama nazionale e internazionale come mete turistiche d’eccellenza e di qualità. Il turismo ambientale, sottolinea Legambiente, è oggi uno dei pochi settori turistici in forte ascesa sul quale si può puntare per scongiurare fenomeni di abbandono e marginalità di certe aree dove invece è possibile creare con efficacia microeconomie che assicurino futuro alla popolazione. I moltissimi piccoli comuni d’Italia, le Aree Protette e i Parchi, con i quali collaboriamo da anni – ha conclusoVenneri – sono i custodi di grandi tradizioni, eccellenze, qualità e bellezza, ma per apprezzarli vanno prima di tutto conosciuti e organizzati di conseguenza con competenze e professionalità adeguate. Vivilitalia lavorerà per questo.

Fonte: GreenNews

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