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Chicza: anche in Italia il chewing gum biodegradabile

In tema di impatto ambientale non si può non ricordare che Chicza, il chewing gum biodegradabile ora è anche in Italia. Tutto è partito dalla Farmacia Comunale di Capannori, in provincia di Lucca, dove ha avuto inizio la vendita di questa gomma da masticare naturale, che non provoca danni ambientali. Dobbiamo infatti ricordare che le tradizionali gomme sono realizzate utilizzando polimeri a base di benzina. Per questo si attaccano saldamente a terra e non si degradano facilmente. Tutto ciò porta a una forma di inquinamento ambientale. Da qui l’idea di mettere a punto un chewing gum ecologico.
Lo stesso chewing gum biodegradabile, all’insegna di un masticare ecologico, è già stato oggetto di vendita presso i supermercati inglesi e adesso è approdato nel nostro Paese. Si tratta di una forma apprezzabile di sostenibilità ambientale, che ha l’obiettivo di partire dai semplici e piccoli comportamenti ecocompatibili della vita quotidiana, per portare avanti un’azione decisa in termini di conservazione ambientale. La gomma da masticare a basso impatto ambientale è costituita da una base organica, che non si appiccica. Il tutto è possibile grazie all’utilizzo del chiche. Quest’ultimo è il lattice che viene estratto dagli alberi Chicozapote rintracciabili in Messico e in particolare nelle foreste pluviali dello Yucatan. Il chiche viene mescolato a delle cere naturali. Il chewing gum green potrebbe rientrare fra le definizioni e le regole per vivere a impatto zero. In effetti è da ricordare che questa particolare gomma da masticare può essere soggetta ad un facile smaltimento, anche perché gli agenti atmosferici la decompongono, trasformandola in polvere. Un po’ come succede con il legno, le foglie o qualunque altro materiale organico. Una soluzione ecocompatibile da apprezzare, come la confezione delle patatine biodegradabile a favore di un basso impatto ambientale.

Fonte: Ecoo

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Campagne elettorali ad emissioni zero

Le “campagne ad emissioni 0” sono campagne elettorali in cui la sostenibilità sta nel dimostrare di amare la natura piantando alberi, raccogliendo rifiuti nei luoghi degradati, organizzando meeting e passeggiate in parchi abbandonati, non agendo al cuore del problema. Quando vedremo un candidato che per scelta propria, sentita, non usa veicoli per muoversi all’interno del proprio paese? Che si fa pubblicità solo ed esclusivamente con mezzi a combustibile rigenerabile? Che si fa stampare bigliettini e manifesti in materiale riciclato? Che si serve del passaparola e della rete anziché dei megafoni per avvisare dei propri comizi pubblici? Che non usa sedi in affitto illuminate giorno e notte da lampadine a incandescenza bensì spazi quanto più illuminati e areati in maniera naturale o da fonti rinnovabili?
Ma soprattutto, quando i comuni si doteranno di regolamenti davvero sostenibili per far si che tutto ciò accada? Quando le “orribili” plance metalliche di affissione spariranno per far posto ad altri sistemi di arredo urbano in materiali ecocompatibili con l’ambiente circostante? Quando ci sarà l’obbligo per tutti di rispettare la quantità di materiale stampato e riversato per le pubbliche vie e nei pubblici esercizi? Quanto tempo e quali costi comporterà questo inaudito inquinamento ambientale? Ma soprattutto, qualcuno pagherà per tutto questo? Dal momento che l’ambiente è un bene di elevatissima tutela da parte del nostro ordinamento giuridico, dovrebbero scattare le sanzioni penali. Ma al momento a parte le ordinanze delle forze dell’ordine affinché ci si limiti a restare nei limiti dell’”ambito del non abusivo” non esistono mea culpa da parte di nessuno coinvolto nelle campagne.
Nelle settimane che precedono il voto intanto si intensificano i disagi e piuttosto che promettere di costruire una città nuova e di riaggiustare quella vecchia, di far nascere industrie e di coprire di verde le aree dismesse, sarebbe auspicabile partire dai piccoli buoni esempi!

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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SAIEConcrete e SAIE Precast Technology

Alla prossima edizione di SAIE, tornano in contemporanea, i saloni SAIEConcrete e , organizzati in collaborazione con la Consulta del Calcestruzzo.
L’accordo recentemente siglato tra ATECAP e SAIE – Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, oltre a rinnovare fino al 2015 una collaborazione già consolidata nel tempo, sancisce la vitalità di un settore cruciale nel panorama delle costruzioni italiane e la posizione di spicco che SAIE mantiene nel mondo dell’edilizia.
SAIEConcrete, in programma a SAIE 2011, assicura, anche attraverso la partnership con ATECAP e la Consulta del Calcestruzzo, un programma di iniziative in grado di coinvolgere tutti gli operatori della filiera del calcestruzzo, che qualificano ulteriormente la manifestazione quale momento di cultura specializzata di altissimo livello per gli operatori e i professionisti del mondo delle costruzioni.
“Stringere un’alleanza progettuale che vada oltre la partecipazione episodica a eventi fieristici e che si inserisca in un percorso di più ampio respiro per la crescita industriale del settore del calcestruzzo – dichiara Silvio Sarno, presidente Atecap – rappresenta un punto di snodo fondamentale nelle politiche dell’Atecap. Siamo convinti infatti che la “fiera” possa diventare un attore sempre più determinante nel processo di valorizzazione delle caratteristiche e delle potenzialità dell’intera filiera. Inoltre, ciò rientra anche in una logica di ottimizzazione economica degli investimenti nel sistema delle presenze e degli eventi aggregativi.”
Alcune anticipazioni sulle iniziative di SAIE 2011 nello speciale dedicato a SAIE “Constraction” in allegato a Edilizia e Territorio e Ambiente&Sicurezza di giugno. La versione integrale è disponibile cliccando qui.

SAIE 2011 è il luogo dove esporre i vostri materiali, sistemi e tecnologie.

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In cerca di giovani talenti. Il futuro dell’architettura.

Torna SAIESelection, il concorso internazionale riservato a studenti e progettisti under 40.

Dopo le due fortunatissime edizioni del 2009 e 2010 che hanno visto la partecipazione di centinaia di progetti provenienti da tutto il mondo, torna SAIESelection, il concorso incentrato sui temi di maggiore attualità nel panorama delle costruzioni, organizzato da BolognaFiere con l’ausilio di Archi-Europe e dedicato a studenti e progettisti under 40. Titolo dell’edizione 2011 è “Innovare, Integrare, Costruire – Soluzioni innovative sostenibili”, pensato per promuovere e selezionare progetti di architettura che, integrando sistemi, prodotti e tecnologie innovative, propongano edifici di nuova realizzazione e interventi di recupero sostenibili. L’obiettivo è mantenere l’altissimo livello qualitativo dei lavori delle scorse edizioni, come espresso dalla commissione giudicatrice presieduta da Mario Cucinella.

Tre i parametri fondamentali richiesti ai progetti in concorso: l’applicazione di criteri di sostenibilità in riferimento a tutto il ciclo di vita dell’edificio; la scelta di soluzioni innovative volte all’integrazione di differenti tecnologie, con particolare riferimento agli aspetti energetici, alle soluzioni che utilizzino sistemi ad alta integrazione e alle tecnologie di particolare efficienza in termini di sicurezza nelle operazioni di cantiere; infine, la valutazione dei costi di progetto, accompagnati da schemi che ne evidenzino il vantaggio in termini di costi di costruzione, di esercizio e di manutenzione.

I progetti saranno selezionati e valutati sulla base di una delle quattro tecnologie prevalenti adottate: metallo&vetro, laterizio, legno, calcestruzzo. Data di lancio del concorso è il 15 marzo 2011, mentre la data di scadenza per la presentazione dei lavori è il 3 settembre 2011. I progetti selezionati – 3 per ciascuna categoria – verranno premiati nel corso di SAIE 2011, in programma dal 5 all’8 ottobre, durante il Forum “L’Architettura delle Nuove Generazioni“, e verranno esposti nell’ambito di una mostra allestita per tutta la durata della manifestazione. Il regolamento di SAIESelection 2011 è scaricabile dal sito www.archi-europe.com.

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Acerra: bruciano le ecoballe

Attorno alle ore 20,00 del 20 marzo, una piazzola di stoccaggio delle famigerate ecoballe campane, situata proprio nell’area antistante l’ingresso dell’inceneritore di Acerra, è andata a fuoco. Fiamme altissime ed oltre 200 vigili del fuoco impegnati nello spegnimento del rogo più tossico che si sia mai visto in Campania. Con buona pace per chi sostiene che l’emergenza rifiuti sia un ricordo del passato.
Di emergenza campana e di Ecoballe, Altrenotizie.orgse ne occupa da circa sei anni con attenzione costante. Le ecoballe prodotte dalla FIBE per anni nei sette impianti di CDR campani, realizzati per risolvere una minima parte dell’emergenza rifiuti, quella relativa ai rifiuti urbani, non sono mai state utilizzabili. Indagini della magistratura, analisi sia pubbliche sia di enti indipendenti, hanno dimostrato la loro irregolarità sia sul piano legale che su quello chimico-fisico.
Sono troppo umide per poter essere incenerite, contengono sostanze ed oggetti che avrebbero dovuto essere eliminati in fase di selezione, e che non possono essere bruciati. Nessun impianto d’incenerimento, e non solo in Italia, è in grado o è disposto a bruciare combustibile derivato dai rifiuti che, nella migliore delle ipotesi, farebbe balzare alle stelle le emissioni nocive, ben oltre i limiti di legge, nonostante filtraggi e attenzioni varie riguardo i fumi. Nella peggiore, potrebbero addirittura danneggiare gli impianti d’incenerimento.
Non possono essere indirizzate verso alcuna discarica, si tratta di rifiuti speciali che hanno bisogno di discariche di tipo II B, e sommando la capacità di tombamento di tutta l’Italia, non si potrebbe smaltire che una piccola parte di CDR, saturando tutto il sistema nazionale di discariche.
Niente discariche, impossibile esportarle poiché sono talmente velenose che nessuno le vuole, niente incenerimento; in pratica al momento – anche da un punto di vista puramente scientifico – il problema non ha soluzione: non si sa cosa fare dei 4 milioni e mezzo di ecoballe (ciascuna pesa 1,4 tonnellate) sparse principalmente sul territorio campano.
Senza soluzione tecnica, ma pesano tutte, una ad una, quelle ecoballe, sul groppone politico di chi è responsabile della loro eliminazione, e della bonifica del territorio martoriato dai veleni. Per questo motivo, non è remota la possibilità, come avvenuto per altri motivi all’Aquila in occasione del terremoto, che stanotte qualcuno abbia brindato: si è liberato di una piccola quantità di quel veleno non eliminabile.

E qui le cose si complicano. Dai primi rilievi effettuati, appare chiaro che l’incendio è di natura dolosa. Ad appiccare il fuoco sarebbe stato un dispositivo a tempo, collocato attraverso due fori sotto il telone protettivo. In due punti, uno verso nord e uno verso ovest. Tecnicamente, si voleva distruggere appositamente il sito: due focolai iniziali, perpendicolari tra loro, per generare due fronti di fiamma. Fiamme e fumo, ma stavolta senza i filtri attivi applicati in fase di post-combustione dagli impianti d’incenerimento, ma a cielo aperto. Paradossalmente, il danno sarebbe stato minore se fossero state incenerite, pertanto è sintomatico che nessun inceneritore abbia voluto procedere alla combustione.
Le fiamme hanno immediatamente superato i 20 metri di altezza, ben visibili anche dai comuni limitrofi, hanno scatenato panico e allarmismo in tutta la zona. I vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente con 6 squadre di circa 40 unità ciascuna, e tre autogru per separare le balle del fronte fiamma dal resto della piazzola, la numero 2 dell’area di Pantano ad Acerra.
Non si è potuto procedere immediatamente con lo spegnimento: i Vigili del Fuoco hanno dovuto  attendere i militari del l nucleo specializzato NBCR, sigla che sta per Nucleo batteriologico e Contaminazioni Radioattive, per la messa in sicurezza del sito.
Gli interrogativi a questo punto si moltiplicano: la zona di Pantano, non solo l’inceneritore ma anche le piazzole per le ecoballe, compresa quella andata a fuoco, sono state dichiarate, all’inizio del governo Berlusconi del 2008, “area di interesse strategico nazionale”. In pratica, sono zone militari sottoposte ad un vero e proprio segreto di Stato. L’area dell’inceneritore, ed anche la piazzola numero 2, sono sottoposte ad un controllo perimetrale da parte dell’esercito, 24 ore su 24. Allora la domanda spontanea è: com’è possibile entrare in una zona militare, bucare il telone in due punti, applicare un dispositivo a tempo per accendere l’incendio, e andare via senza essere visti?
Il danno è enorme. La nube tossica è già stata spinta dai venti un po’ ovunque, a quest’ora le ceneri sono già ricadute sulla Campania. Impossibile indicare con certezza chi sia il mandante, anche perché sono in parecchi ad avere interesse a far sparire le ecoballe. Probabilmente, nei prossimi giorni s’inizierà a parlare per l’ennesima volta, sui giornali e in TV, di camorra, si userà ancora una volta l’alibi camorristico per seppellire motivazioni politiche.
Sta a chi ha a cuore il problema, provare a smentire l’eventuale depistaggio dell’opinione pubblica. La camorra, se è entrata nella vicenda, al limite ha messo a disposizione della manovalanza per l’esecuzione, ma le responsabilità politiche sono certamente più grandi rispetto a quelle della criminalità organizzata.
Tanto per fare un esempio, nel territorio del comune di Acerra giacciono (o meglio giacevano) 58.000 tonnellate di ecoballe. Il tutto in modo non legale o in deroga alle leggi vigenti, alla luce di un’emergenza che non è mai finita.

Quando si dice “in modo non legale” ci si riferisce ad esempio, – ma non solo – al fatto che le piazzole di Pantano sono sprovviste di Valutazione di Impatto Ambientale. Ebbene, le ecoballe di Pantano sono state soggette ad un’ordinanza della Provincia di Napoli, firmata dal presidente Luigi Cesaro, del giugno 2011.
In tale ordinanza, Cesaro ordinava la rimozione delle ecoballe disseminate per Acerra in tanti piccoli terreni, e individuava proprio nella piazzola 2 di Pantano il sito dove stoccarle temporaneamente. Essendo la piazzola priva di VIA, lo stoccaggio non poteva superare i 90 giorni: le ecoballe andavano sgomberate entro 90 giorni.
I 90 giorni sono passati da parecchio, e la presidenza della Provincia di Napoli non è stata in grado di risolvere il problema, reperire un sito adatto e sgomberare le ecoballe. Ora, come per miracolo, il problema è risolto: la piazzola due è stata sgomberata. Dalle fiamme.

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Centro visitatori sull’altipiano di Trollstigen

Ogni anno numerosi visitatori giungono sulla costa occidentale della Norvegia attirati da ripide pareti di roccia, fiordi verdazzurri, cascate fragorose e baie cristalline. 18 percorsi selezionati del circuito delle “Strade panoramiche norvegesi” sono stati arricchiti, dal 1998, con una serie di delicati interventi architettonici. Sulla rinomata strada del valico di Trollstigen è stato realizzato un centro visitatori con ristorante e spazio mostre.

Architetti: Reiulf Ramstad Arkitekter, Oslo

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Andil e Confindustria Ceramica al SAIE 2011

Andil e Confindustria Ceramica parteciperanno, attraverso la loro comune Federazione Confindustria Ceramica Laterizi, al SAIE 2011. Una presenza importante, su una superficie complessiva di 1.000 metri quadri all’interno del padiglione 22 (LaterSaie), con aree espositive dedicate all’impiego delle diverse tipologie di materiali e ai prodotti innovativi. Inoltre, uno spazio comune raccoglierà le attività di documentazione sui materiali, i prodotti e le iniziative intraprese a favore delle imprese, soprattutto quelle nel campo dello sviluppo sostenibile. 

In particolare, nell’area espositiva allestita da Andil verranno mostrate le più recenti novità tecniche e strutturali in materia di costruzioni relative all’uso delle diverse tipologie di laterizio. Applicazioni che sottolineeranno una volta di più il rispetto dell’ambiente che questi materiali sono in grado di fornire in termini d’uso delle materie prime, di ottimizzazione produttiva, di risparmio energetico, affidabilità strutturale e comfort abitativo. Leggi il documento completo.

Dell’impiego del laterizio come materiale ideale per la ricostruzione post-sismica si parlerà anche a L’Aquila nell’ambito del Salone della Ricostruzione, 7 – 9 luglio, in un seminario organizzato da SAIE in collaborazione con GBC Italia e con il patrocinio di ANDIL.

SOSTENIBILITA’ E MATERIALI TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE
Prodotti e tecnologie in laterizio per il costruire sicuro e sostenibile

L’Aquila, 8 luglio ore 10.00 – 13.30

SALONE DELLA RICOSTRUZIONE – SALA GAUDì, Via Rodolfo Volpe, (AQ)

Partecipazione gratuita. Iscrizione su www.edilio.it

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www.saie.bolognafiere.it

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Accordo BolognaFiere – Ance sul “saper costruire”

BolognaFiere, organizzatore di SAIE, e ANCE hanno siglato un importante accordo di collaborazione, finalizzato alla diffusione della cultura del “saper costruire” e a sostegno del settore.

L’accordo di collaborazione prevede la realizzazione e la promozione, in ambito SAIE negli anni 2011 e 2012, di un articolato programma di iniziative dedicate alle tematiche di maggiore importanza e attualità da sviluppare in collaborazione e dando vita a un gruppo di lavoro che ottimizza strategicamente i rispettivi know-how, mettendoli al servizio delle aziende, degli operatori e dei professionisti del mondo delle costruzioni.

“L’intesa raggiunta mira all’affermazione di una nuova cultura del costruire che restituisca vigore ad un settore ancora assediato dalla crisi” – ha sottolineato il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti.

Attraverso il protocollo di collaborazione siglato, Ance mette a disposizione delle proprie associate la piattaforma espositiva SAIE, che assicura una visione completa della filiera delle costruzioni e di quanto il mondo delle industrie è
pronto ad offrire alle aziende in termini di prodotti, tecnologie e macchinari innovativi.

Maggiori informazioni all’indirizzo www.saie.bolognafiere.it/stampa/comunicati_2011.

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I materiali innovativi – Seminario Online SAIEnergia 7 giugno

Il secondo appuntamento con i seminari on-line, coordinati da Mario Cucinella, è per martedì 7 giugno, ore 15 – 17. Il seminario dal titolo “I materiali Innovativi”, si propone di approfondire il tema dell’integrazione dei materiali innovativi in architettura attraverso il dialogo di un progettista con esperti e aziende che studiano e realizzano materiali e tecnologie innovative per il settore delle costruzioni.

“L’architettura deve trovare nuove forme d’espressione attraverso l’interazione delle sue tecnologie. Non si tratta solo di utilizzare nuovi materiali, ma anche di ripensare alla forma, di procedere con il cambiamento del modo di pensare un edificio in modo da renderlo capace di utilizzare poca energia. La tecnologia deve lasciare spazio alla conoscenza del costruire, alla relazione con il clima, alla materia.
Credo molto nella ricerca di materiali tecnologicamente avanzati capaci di migliorare la nostra vita e le performance degli edifici. Molto meno in una ricetta bioecologica del momento.
Sostenibilità e architettura possono integrarsi in una grande opportunità creativa per disegnare edifici con nuovi linguaggi e un atteggiamento maggiormente etico, sensibile”.
Mario Cucinella ne parla con Graniti Fiandre, un’azienda che sta lavorando per produrre soluzioni tecnologicamente avanzate, e con Chiara Tonelli che sta seguendo l’esperienza della Università di Roma nella progettazione e costruzione del modulo abitativo solare MEDinItaly che partecipa al concorso SolarDecathlon Europe 2012 e il cui progetto sarà presentato in anteprima a SAIE.

Programma
Relatore e coordinatore del webinar: Mario Cucinella, MCA – Mario Cucinella Architects

Intervengono:
Mario Cucinella, MCA – Mario Cucinella Architects
Chiara Tonelli, DIPSA – UniRomaTre, Faculty Advisor SDE2012
Graziano Verdi – Presidente e AD Graniti Fiandre
Gianfranco Sassi – Key Account Manager Graniti Fiandre

Partecipazione gratuita e iscrizione su www.edilio.itwww.saie.bolognafiere.it

 

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Entro 2012 primo impianto trattamento vetro al sud

Entro metà dell’anno prossimo entrerà in funzione il primo impianto di trattamento del vetro ottenuto dalla raccolta differenziata del sud Italia.
Lo ha annunciato il presidente della sezione produttori di Assovetro Lorenzo Lui durante un incontro con la stampa. “L’impianto è in provincia di Frosinone e la produzione partirà entro metà dell’anno prossimo – ha affermato – e permetterà di trattare 200mila tonnellate di rottami di vetro l’anno. Questo potrebbe aiutare a superare alcune criticità che ci sono ancora nel riciclo soprattutto nel meridione, e permettere di ridurre la quota di rottami di vetro importata”.
In generale la situazione del recupero del vetro in Italia è abbastanza buona, ha confermato l’esperto: “Non ci sono ancora i dati definitivi del 2010, ma di sicuro c’é un aumento rispetto al passato, e siamo sopra al 60% – ha spiegato Lui – ci sono ancora molti margini di miglioramento sia sulla quantità della raccolta, soprattutto al sud, sia alla qualità: troppo spesso nei contenitori si trovano anche altri tipi di rifiuti, e questo rende molto difficoltoso il recupero. Noi stiamo cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica nelle scuole e nelle amministrazioni locali, ad esempio pagando di più i rottami di maggiore qualità”.
Oltre ad essere di per sé positiva per l’ambiente, hanno spiegato gli esperti durante l’incontro, la raccolta differenziata e il conseguente uso dei rottami in produzione permette di abbassare la temperatura dei forni, e di utilizzare meno materie prime. Secondo i dati presentati i 38 produttori italiani sono riusciti nel 2010 a tornare ai livelli precrisi di produzione, grazie anche a un sempre maggiore utilizzo di contenitori di vetro per i farmaci (+11% rispetto al 2009): “Le linee di produzione funzionano al 100% – conferma Lui – anche se il settore risente dell’aumento dei prezzi dell’energia”.

Fonte: Ansa

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Locomotiva elettrica tedesca: la Merkel rilancia l’auto verde

La Germania di Angela Merkel non vuole solo restare la locomotiva economica d’Europa: è decisa anche a diventare il paese di punta per lo sviluppo, la produzione, la diffusione a casa e l’export di auto elettriche. Il paese che nel mondo delle quattro ruote è simbolo per eccellenza delle vetture di qualità e di alte prestazioni anche nella produzione di massa lancia, per iniziativa della cancelliera, una vera e propria rivoluzione culturale per restare primi della classe nell’automobile anche nell’èra del dopo-petrolio. 
Con investimenti sia statali sia dell’industria, con norme e leggi che incoraggeranno l’uso di auto elettriche e sostanziali sgravi fiscali per chi le acquista, Berlino vuole diventare prima nel mondo nel settore, e cambiare le abitudini dell’automobilista tedesco medio: deve imparare a preferire l’auto elettrica in nome dell’ambiente e della sostenibilità energetica.
Di qui al 2020, secondo il piano che Angela Merkel ha illustrato lunedì nella capitale insieme a responsabili dei big del comparto, dovranno circolare almeno un milione di auto elettriche nella Repubblica federale. Insomma, dopo la svolta a sinistra su welfare e integrazione imposta al suo partito, dopo lo strappo con la scelta dell’addio il più veloce possibile al nucleare civile, ‘Angie’ Merkel lancia un’altra rivoluzione culturale e strutturale della società tedesca e del modo di pensare dei conservatori europei. “Il nostro paese – ha detto la cancelliera– nel futuro deve essere al vertice nel mercato globale delle auto elettrica: il miglior produttore e fornitore.” Ha aggiunto al suo fianco Henning Kagermann, ex numero uno del colosso del software Sap e ora presidente della Npe, l’agenzia nazionale per l’elettromobilità:“E’ chiaro a tutti che l’elettromobilità saprà imporsi, e sarà una storia di successo per la nostra economia”.
Pian piano, ma neanche poi tanto piano, insomma, gli automobilisti tedeschi dovranno imparare a disaffezionarsi alle loro poderose 12 cilindri e preferire auto elettriche, le quali però dovranno comunque offrire le migliori prestazioni possibili e piacere di guidare. E la clientela di tutto il mondo, sperano la Merkel, la Npe e i big dell’auto made in Germany, potrà preferire auto elettriche tedesche a quelle della concorrenza francese, americana, asiatica. Il gap con Usa, Francia, Giappone va colmato al più presto. Anche grazie all’alleanza strategica con la Cina, che sta diventando lo specialista nella progettazione e produzione in massa di batterie e cellule d’energia per le auto elettriche e già ha stretto intese con Volkswagen e Mercedes.
Ma con quali politiche e strumenti riuscirà la rivoluzione dell’auto elettrica a Berlino? Ecco i principali punti del piano del governo Merkel, della Npe e dei produttori d’auto:
1 – La ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie. Entro il 2013 il governo investirà un miliardo di euro.
2 – Gli investimenti delle aziende. I produttori del comparto sono decisi a investire a breve circa 17 miliardi di euro nello sviluppo e produzione di auto elettriche made in Germany.
3 – Gli incentivi fiscali: primo, chi compra un’ auto elettrica di qui al 2015 sarà esentato per dieci anni dal pagamento della tassa di circolazione. Inoltre, la tassazione sarà diversificata anche per le auto di servizio dei poteri pubblici o delle aziende. Inoltre chi usa l’auto elettrica come seconda auto potrà immatricolarne una sola delle due e non entrambe.
4 – Privilegiare la circolazione di auto elettriche: i comuni dovranno permettere a chi guida un’auto elettrica di viaggiare sulle veloci corsie preferenziali riservate ad autobus e taxi, che in Germania ovviamente sono rispettate molto più che non altrove e quindi consentono ben altre velocità effettive di spostamento.
5 – L’ aiuto all’uso dell’auto elettrica: parcheggi gratuiti e garanzia di posto per il parcheggio nei centri urbani se guidi un’auto elettrica.
6 – Gli aiuti all’industria e alla clientela: gli investimenti nell’auto elettrica e l’acquisto di auto elettriche saranno agevolati concrediti a basso tasso della KfW, la banca pubblica per l’aiuto all’economia.
7 – Le prospettive per l’occupazione. Berlino calcola che lanciandosi decisa nella produzione delle auto del dopo-petrolio potrà creare a breve trentamila nuovi posti di lavoro, un totale pari a circa un terzo dei dipendenti Volkswagen in Germania.
Fin qui il piano governativo. Restano incognite e difficoltà: dai problemi progettuali per le auto elettriche, alla loro autonomia, cruciale per un popolo di grandi turisti in auto come i tedeschi. O problemi relativi alla scarsa diffusione di prese elettriche o colonnine di rifornimento di elettricità. Ma anche su questo terreno, il governo si sta muovendo in accordo con i produttori d’energia. Per l’auto made in Germany, che già oggi nell’autunno dell’epoca del motore a combustione interna è punto di riferimento e concorrente più temuto per ogni produttore, l’èra del dopo-petrolio sta già cominciando alla grande. Con l’appoggio e visioni strategiche da parte del potere politico, il centrodestra illuminato di ‘Angie’ Merkel, e con l’appoggio esterno indiretto dei Verdi, il più dinamico partito d’opposizione.

Fonte: LaRepubblica

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Il contributo dei sistemi informatici, dall’analisi dell’efficienza energetica alla gestione e manutenzione dell’edificio.

Sostenibilità e Sistemi Informatici

Terza tappa del percorso di incontri verso SAIE 2011

25 maggio, ore 9.30 – 13.30

Roma – Casa dell’Architettura — Sala Grande Acquario –
Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia
Piazza Manfredo Fanti, 47

Info

http://www.saie.bolognafiere.it/

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Prodotti e soluzioni sostenibili per l’edilizia e l’architettura

Sostenibilità e involucro

Seconda tappa del percorso di incontri verso SAIE 2011

18 maggio, ore 9.30 – 13.30

Udine – Polo Scientifico dei Rizzi – Aula A
Via delle Scienze 208

Info

http://www.saie.bolognafiere.it/


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Eco-innovation 2011: il bando europeo

Per affrontare una competizione a livello europeo come quella del bando Eco-innovation 2011, dedicato a nuovi prodotti e servizi sostenibili, occorre seguire alcune “regole d’oro”. Ecco un vademecum essenziale da seguire per affrontare il lavoro che precede la domanda di finanziamento, che nel 2010 ha visto gli italiani capofila per numero di candidature:

BANDO – La prima regola d’oro è quella di leggerlo tutto con attenzione, per capire obiettivi e condizioni necessarie per partecipare all’iniziativa. Non si parla di ricerca, ma di riuscire a portare sul mercato idee innovative in termini di prodotti, servizi e processi di produzione, quantificando sia i costi sia i benefici ambientali;

MODELLI – Se l’idea dell’impresa rientra nei parametri indicati dal bando, occorre esaminare i modelli per presentare la proposta: se ci sono aree dove si è carenti o ci sono domande alle quali non è ancora possibile rispondere, significa che mancano elementi fondamentali per concorrere;

AMBIZIONE – Per un bando come quello di Eco-innovation la competizione vede premiata una proposta su sei, quindi meglio presentare idee ambiziose, con i maggiori benefici dal punto di vista dell’impatto ambientale e con un chiaro sbocco valido per il mercato;

CHIAREZZA – Non sempre un’idea eccellente viene tradotta chiaramente sulla carta. Spiegare bene allora in maniera semplice la proposta e sottoporla a qualcuno estraneo al progetto per verificare di aver dato il messaggio corretto, specificando bene cosa si vuole fare, cosa si mette sul mercato, dove si produce e dove si vende;

GESTIRE PROGETTO IN AZIENDA – Non affidare all’esterno la gestione del progetto, perché è utile che sia il coordinatore a rispondere in maniera diretta ad eventuali chiarimenti, su possibili problemi e tempi. Un aiuto esterno può arrivare ad esempio per riempire i moduli e le traduzioni in inglese;

OBBLIGHI NAZIONALI – Un errore nel calcolo della tempistica é quello di sottovalutare la necessità di eventuali permessi (ad esempio di costruzione) o altri obblighi a livello nazionale, per l’attività proposta. Meglio informarsi prima di sottoporre la domanda, considerando che fra la scadenza di settembre alla partenza dei progetti passano circa sette-otto mesi.

Fonte: Ansa

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Caricatore universale per auto elettriche

Al Salone di Shanghai Audi ha presentato il caricatore universale per auto elettriche, frutto della collaborazione con altre Case. Audi ha presentato al Salone Auto di Shangai un piccolo ma importante gadget sogno nel cassetto dei possessori di auto elettriche, cioè il caricatore universale, valido per qualunque Paese. Con la speranza che una simile presa sia adottata anche per gli apparecchi elettrici di uso comune come computer, stampanti o telefoni cellulari. In attesa di vedere i dettagli di questi nuovo sistema di ricarica (in realtà si tratta solo di una presa multiuso), si sa che non vi saranno più limitazioni né sul tipo di corrente che ricaricherà le batterie né sul tipo di spina da inserire. “Una minor varietà di interfacce per i veicoli ridurrebbe la difficoltà di lanciare sul mercato auto elettriche. Questo sistema universale di ricarica permette al costruttore di risparmiare sui costi di progettazione delle prese e ai consumatori di utilizzare il mezzo dove meglio credono e con un’unica spina”. Il nuovo sistema è stato creato grazie alla collaborazione tra i 3 grandi costruttori tedeschi e mondiali – Audi, Bmw e Mercedes – in vista della messa sul mercato europeo di veicoli ad emissioni zero. Negli Stati Uniti, la presa di ricarica universale è stata sviluppata in collaborazione con i costruttori del Michigan, in modo da poter essere impiegata anche da loro. Al momento è in fase un ulteriore processo di standardizzazione a livello internazionale che sarà completato a breve.

Fonte: BlogEcologia

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SAIE -Workshop Internazionale

Un appuntamento con il patrocinio di SAIE e SAIEnergia- BolognaFiere

 

La Provincia di Bologna e Urban Center Bologna hanno il piacere di invitarla al
WORKSHOP INTERNAZIONALE

DOPO L’ESPLOSIONE URBANA
una nuova alleanza tra città e campagna

Bologna, 2-7 Maggio 2011
Sala Borsa / Urban Center
Piazza  Nettuno 3

martedì  >  3 maggio  >  ore 17.00 – 19.30
conferenza > progetto urbano e periferie
Paolo Feltrin  Università di Trieste
Carles Llop  Universitat Politècnica de Catalunya
Cino Zucchi  Politecnico di Milano
modera Filippo de Pieri  Politecnico di Torino
introduce Giacomo Venturi  Vicepresidente Provincia di Bologna

mercoledì  >  4 maggio  >  ore 17.00 – 19.30
conferenza >  città contemporanea e paesaggio agrario
Andrea Branzi Politecnico di Milano
Antonio Di Gennaro Studio Risorsa SRL, Napoli
Richard Ingersoll  Syracuse University, Firenze
modera Annalisa Trentin  Università di Bologna

giovedì > 5 maggio  >  ore 17.00 – 19.30
conferenza > lo spazio dell’uomo e lo spazio della natura
Cristina Bianchetti  Politecnico di Torino
Aldo Cibic  Studio CIBIC & PARTNERS, Milano
Pierpaolo Tamburelli Studio BAUKUH, Genova
modera Michele Bonino  Politecnico di Torino

venerdì  >  6 maggio  >  ore 16.00 – 18.30
conferenza >  la campagna in città
Pierre Donadieu  Ecole du Paysage de Versailles
Maria Mininni  Politecnico di Bari
modera Alessandra Furlani  Direttore editoriale “Territori”

sabato  >  7 maggio  >  ore 10.00 – 13.30
dopo l’esplosione urbana, i risultati del workshop
Matteo Agnoletto  Università di Bologna
Michele Bonino  Politecnico di Torino
Francesco Evangelisti  Urban Center Bologna
Giovanni Franceschelli  Rizoma Studio Bologna
Marco Guerzoni  Provincia di Bologna
Jovan Ivanovski  University of  Skopje
Carles Llop  Universitat Politècnica de Catalunya
Gilles Novarina  Istituto di Urbanistica di Grenoble
Federico Zanfi  Politecnico di Milano
introduce Giacomo Venturi  Vicepresidente Provincia di Bologna
modera Alessandro Delpiano  Provincia di Bologna

lectio magistralis
Xaveer De Geyter   XDGA Brusseles
introduce Matteo Agnoletto  Università di Bologna

Il consumo di territorio agricolo, la dispersione insediativa, la compromissione dei paesaggi periurbani, rappresentano gli effetti negativi dello sviluppo di una parte delle città occidentali.
In questi ultimi tempi riviste specializzate e quotidiani generalisti ospitano – con progressiva enfasi – dati e notizie sull’invasione del cemento verso le zone agricole, testimoniando una preoccupazione dell’opinione pubblica sempre più diffusa.  Si guarda preoccupati al futuro del territorio e delle città, chiedendo spesso come azione urgente l’interruzione del consumo di nuovo suolo agricolo, arginando lo sviluppo urbano a favore di pratiche di riqualificazione degli insediamenti esistenti. Questo ciclo di conferenze si intreccia con il workshop “dopo l’esplosione urbana”; attività che insieme interrogano i partecipanti (e tutti i cittadini) circa i futuri possibili (e desiderabili) delle città a partire da “una nuova alleanza” con l’agricoltura. Per produrre idee e suggestioni progettuali, raccontare casi concreti, dialogare tra differenti saperi, attorno al bene comune “città”.

è una iniziativa promosso da
Provincia di Bologna | URBANIA
con Urban Center Bologna
nell’ambito del programma europeo CREPUD-MED

coordinamento
Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”, Alma Mater Università degli Studi di Bologna

con la partecipazione di
Universitat Politècnica de Catalunya (ES), Institut d’Urbanisme de Grenoble (FR), University “SS. Cyril and Methodius” of Skopje (MK), Politecnico di Milano (IT), Politecnico di Torino (IT),
Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” Cesena (IT

con il Patrocinio di
Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
Ordine degli Architetti di Bologna
Biblioteca Sala Borsa
BolognaFiere
SAIE Salone Internazionale dell’Edilizia
SAIE Energia

in occasione di
150° Anniversario dell’Unità d’Italia

 

INFO

www.provincia.bologna.it/pianificazione

www.saie.bolognafiere.it

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Ecoturismo a portata di click: nasce Ecolnet

Ha preso il via ‘Ecolnet‘, progetto europeo dedicato interamente all’ecoturismo con l’obiettivo di creare, grazie alla cooperazione delle principali organizzazioni che si occupano di Ecoturismo, una rete in grado di favorire lo scambio di informazioni promuovendo lo sviluppo di uno standard europeo comune per questo settore che, negli ultimi, anni ha conosciuto un notevole incremento. Ne da’ notizia in una nota il Cts, il Centro turistico giovanile.
Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea per i prossimi tre anni, oltre all’Italia vede la partecipazione di Grecia, Germania, Olanda, Romania, Estonia, Regno Unito, Spagna e Finlandia. Per l’Italia oltre al Cts, che si occupera’ nel nostro paese della realizzazione delle attivita’ di progetto, vi e’ la presenza di Imaginary, azienda partner dell’Innovation Network del Politecnico di Milano, che mettera’ a punto gli strumenti informatici di auto-valutazione per le imprese eco-turistiche. Ma al progetto hanno aderito anche Wwf Italia, L’istituto per la certificazione etica e ambientale, Slow Tourism, Ecoworld Hotel, Agriturist, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Arp e le Aree protette di rilevanza nazionale e regionale.
Le attivita’ previste dal progetto sono in sintesi: definizione degli indicatori e dei fabbisogni formativi per la valutazione on line; sviluppo di strumenti di valutazione online; sviluppo di metodi e contenuti e-learning per valutatori e imprese; test pilota sugli strumenti di formazione e valutazione online; revisione e pubblicazione degli strumenti di valutazione e dei pacchetti formativi online; creazione di una community di e-learning sugli standard di qualita’ eco-turistici.

Fonte: Ansa

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Nucleare: sondaggio, 3 italiani su 4 contrari all’atomo

Cresce la percentuale dei cittadini italiani contrari al nucleare, passata dal 71% prima della catastrofe giapponese al 75% attuale, pari a 3 italiani su 4.
Nel mondo il numero di contrari all’atomo e’ passato dal 32% nella situazione pre-catastrofe all’attuale 43%. E’ il risultato di un sondaggio della Doxa, che in Italia ha condotto 1000 interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 15 anni ed oltre, e da Win-Gallup International, il piu’ grande e storico network di istituti di ricerca indipendenti, che tra il 21 marzo e il 10 aprile 2011 ha intervistato un campione di oltre 34.000 individui in 47 paesi di tutto il mondo.
In Italia, dopo il disastro di Fukushima, la percentuale dei contrari al nucleare è cresciuta al 75% (+4%), i favorevoli sono il 24% (-4%) e gli indecisi 1%. Ma gli italiani si dicono preoccupati anche relativamente al “rischio prossimità”. Il 30% si direbbe “moltissimo preoccupato” da un incidente nucleare in Italia originato da un Paese vicino o lontano che ha delle centrali nucleari, il 30% “molto”. A costoro si aggiungono un 25% di mediamente preoccupati, mentre i non preoccupati sono il 15%. Il 51% del campione, poi, e’ in disaccordo con l’idea secondo cui le centrali nucleari piu’ vicine all’Italia sono opportunamente sicure contro il rischio d’incidenti.
Nel mondo in media il numero dei contrari al nucleare è passato al 43%, l’11% in piu’ rispetto al periodo precedente alla tragedia di Fukushima. E se i favorevoli al nucleare superavano del 25% i contrari, in seguito ai recenti avvenimenti tale differenza è scesa al 6%. La caduta più evidente è stata rilevata in Giappone, dove i favorevoli al nucleare sono passati dal 62% al 39%, mentre i contrari sono passati dal 28% al 47%. Negli Usa i contrari sono passati dal 37% pre-catastrofe all’attuale 44% (+7%). Anche in Francia si evidenzia un aumento dei contrari al nucleare che passano dal 33% pre-Fukushima all’attuale 41%. L’Austria è la nazione al mondo con la maggiore avversione al nucleare con il 90% di contrari, (+3%), subito seguito dalla Grecia 89% (+3%). Anche in Germania si è avuto un sensibile aumento dei contrari (dal 64% all’attuale 72%).

Fonte: Ansa

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