Archivio della categoria ‘PAESAGGISTICA’

Parco della Musica: torna il Festival del Verde e del Paesaggio

h_39216_01In arrivo 1 km di esposizione di giardini sperimentali, installazioni e design outdoor

Dal 16 al 18 maggio fa ritorno l’appuntamento tanto atteso dagli appassionati di verde e architettura del paesaggio: è in arrivo la quarta edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, organizzato negli spazi del Parco Pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Volgono al termine i preparativi per l’allestimento di un chilometro di esposizione tra giardini sperimentali, installazioni, arredamento e design da esterni, artigianato, arte contemporanea, spazi e laboratori a tema dedicati ai bambini.

L’itinerario, che accoglie ogni anno oltre un milione di visitatori, offre per tre gironi la possibilità di ammirare non solo le specie più rare e più belle dei migliori vivai italiani, ma anche di curiosare tra le ultime tendenze del verde e del design outdoor del Garden Show, e di scoprire le proposte delle numerose iniziative presviste durante il Festival, tra cui le sperimentazioni delle Follie d’Autore, gli allestimenti di Avventure creative e le proposte di Balconi per Roma.

Come ogni anno il Festival del Verde e del Paesaggio assegna un premio per ogni sezione (7 sculture originali raffiguranti un albero, simbolo del paesaggio e della natura), consegnato da una giuria di gironalisti, esperti del settore e appassionati, e anima la già suggestiva location del Parco Pensile grazie ad installazioni d’arte, performance musicali e teatrali, corsi di giardinaggio, aperitivie pic-nic.

Share

Nuove barriere fonoassorbenti su autostrade A1 e A14: il design del silenzio

laermschutzwall_autobahn_rimini_firenze__f755ccbd6aLe autostrade italiane stanno conoscendo un periodo di grande potenziamento e, nel quadro di restyling globale dell’infrastruttura, il viaggiatore rimane piacevolmente colpito dalle recenti sistemazioni sull’Autostrada Adriatica, nel tratto Rimini Nord – Porto S.Elpidio e sull’Autostrada del Sole tra Firenze e Siena.

Progetto: Archea Associati (autostrada A1), CIR Ambiente (autostrada A14)

Località: A1 Impruneta – Firenze, A14 Rimini Nord – Porto S. Elpidio, Italia

Chi di recente si trova a percorrere spesso l’A14 nel tratto che lambisce la Riviera Romagnola meridionale e le Marche rimane ogni volta colpito dalla cura con cui i ponti, le pile dei viadotti, le gallerie e le barriere fonoassorbenti si armonizzino con spettacolare coerenza l’un con l’altro e con il meraviglioso paesaggio circostante. La scelta di pochi materiali, che apparentemente non hanno alcunché di artificiale e sintetico, e il design semplice e lineare degli elementi fanno di questa infrastruttura un modello di integrazione paesaggistica e architettonica, unico in Europa.

Sulla direttrice parallela, nei pressi delle colline del Chianti, si ripete lo stesso scenario. In questo caso, coerentemente con il mutare delle tradizioni edilizie e delle matericità storiche della zona, all’acciaio Corten che domina il tratto adriatico si alterna la pregiata terracotta di Impruneta. Anche in questo caso il disegno è lineare e purista: non distrae il guidatore ma lo accompagna soavemente comunicandogli un cambio di paesaggio. La scelta dell’acciaio Corten ha permesso la produzione di barriere altamente resistenti agli agenti atmosferici poiché il materiale elabora spontaneamente una patina protettiva superficiale non appena è a contatto con gli agenti atmosferici.

Le parti trasparenti sono state realizzate con vetrazioni stratificate temperate senza l’utilizzo di alcun telaio perimetrale. Le “finestre” sul paesaggio, attentamente posizionate in un gioco di ripetizione lineare dell’andamento collinoso, si rivelano quasi invisibili.Il sistema di barriere sviluppate per l’Autostrada A14 sono state scelte a modello per lo sviluppo del progetto europeo QUIESST che pone come obbiettivo la messa a punto di un metodo per la valutazione della sostenibilità dei sistemi di barriera. Sia le barriere installate sull’A14, sia quelle dell’A1, offrono valori di assorbimento di Classe A4 e di isolamento di Classe B3 valutati secondo la normativa europea UNI EN 1793. Le barriere di entrambi i versanti sono state prodotte da CIR Ambiente spa nel rispetto delle più restrittive normative in materia ambientale e di Life Cysle Assessment.

Il verde dei campi, le nuance del Corten, la luminosità della terracotta riescono infine a trasformare un banale passaggio autostradale in un manufatto architettonico che connota il paesaggio e fa riflettere sulle infinite possibilità che in Italia abbiamo di dedicarci al tema del “bello”.

Dati di progetto

Barriere fonoassorbenti sul tratto autostradale A1 attorno a Firenze
Committente: Autostrade per l’Italia s.p.a.
Progetto: Archea Associati, Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Giovanni Polazzi
Engineering: SPEA, CIR Ambiente
Realizzazione: CIR Ambiente,
Inizio lavori: 2005
Fine lavori: in corso

Barriere fonoassorbenti sul tratto autostradale A14 adriatico
Committente: Autostrade per l’Italia s.p.a.
Progetto, Engineering: SPEA
Realizzazione: CIR Ambiente
Inizio lavori: 2010
Fine lavori: in corso

Approfondimenti:
www.archea.it
www.cir-ambiente.it

Fonte: Detail Das Architekturportal

Share

Ecco le ‘idee green’ per le piccole isole

BEEboat, primo classificato per Mobilità sostenibile

Progetti made in Italy che sfruttano le energie solare, eolica e marina nel rispetto del paesaggio come il taxi boat a Ponza o il faro energeticamente autosufficiente a Strombolicchio.

Ecco di seguito i progetti premiati al concorso d’idee internazionale ‘Sole vento e mare-Energie rinnovabili e paesaggio’ delle Isole minori e delle aree marine protette italiane nelle quattro categorie: mobilità sostenibile, aree portuali, edifici, fari.

MOBILITÀ SOSTENIBILE.

– Primo Premio: ‘Beeboat’ – Servizio di ‘taxi-boat’ volto ad un miglioramento della mobilità nell’isola di Ponza (Latina). Il progetto prevede l’utilizzo di piccoli gozzi elettrici alimentati da energia prodotta e immagazzinata da una serie di stazioni di ricarica che sfruttano energia solare ed eolica.

– Secondo Premio: ‘Hydrogen2Boat’ – Sistema di propulsione ad idrogeno per una barca a vela. L’idea vede trasformata l’energia prodotta da sole, acqua e vento in idrogeno (attraverso il processo di elettrolisi) che viene accumulato per alimentare le cella a combustibile per la propulsione elettrica o per il fabbisogno interno della barca.

– Terzo Premio: ‘Freedom Power’ – Struttura galleggiante modulare finalizzata alla nautica, che produce energia elettrica con lo sfruttamento simultaneo del moto ondoso, dell’energia del vento e del sole.

CATEGORIA – AREE PORTUALI.

– Primo Premio: ‘PER- Pontile Ecologico Reversibile’ – Pontile galleggiante, modulare e componibile in grado di potenziare ‘temporaneamente’, durante i periodi di maggiore affluenza turistica, strutture portuali incrementando anche i servizi offerti grazie alle fonti di energia ‘pulite’.

– Secondo Premio: ‘Ecoisola’ – Progetto sulla gestione dei rifiuti destinati alla raccolta differenziata. La struttura, con un compattatore e un tritavetro al suo interno alimentati dall’energia solare prodotta in loco, è in grado di ‘chiamare’ il servizio di smaltimento solamente quando è necessario.

– Terzo Premio: ‘Asteroidea’ – Boa galleggiante in grado di fornire servizi alle imbarcazioni (anche in ottica di una riduzione del traffico portuale nei periodi di punta) attraverso lo sfruttamento dell’energia solare ed eolica.

CATEGORIA – EDIFICI.

‘Cannizzo Blu’ – Modulo fotovoltaico “invisibile”, nascosto all’interno di una struttura di finte canne di bambù, che richiama le caratteristiche incannucciate che si vedono nei terrazzi delle case delle isole minori.

CATEGORIA – FARI. ‘Sotto una nuova luce’ – Riqualificazione energetica e funzionale del faro di Strombolicchio – la piccola isola vulcanica delle Isole Eolie – con la creazione di uno spazio ricettivo energeticamente autosufficiente attraverso l’adozione di sistemi attivi e passivi per la produzione di energia incentrati su solare ed eolico.

Menzione Speciale dalla giuria a ‘Jellyfish’. Avveniristica struttura offshore in grado di catturare energia dal moto ondoso e concepito per essere allacciato alla rete elettrica sulla terra ferma.

Fonte: ANSA

Share

Occhi puntati sui monumenti a rischio della bella Sicilia

Il patrimonio culturale rappresenta per l’Italia una risorsa straordinaria, l’unico vero, irriproducibile “valore aggiunto”.

Non è facile stimare la consistenza dei Beni culturali, dei siti museali, archeologici, storici e artistici presenti sul nostro territorio. L’Italia, infatti, conserva su di sé le tracce di una storia millenaria, segnata da una continuità temporale e da una ricchezza spaziale senza confronti.

Attraverso SOS Heritage di Salvalarte Sicilia, Legambiente lancia la campagna di sensibilizzazione per la valorizzazione e tutela dei luoghi e dei siti culturali “a rischio” del Bel Paese. “Da dieci anni – dichiara Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia – ci occupiamo, con la campagna Salvalarte, dei beni e monumenti a rischio nella nostra isola. Abbiamo stilato una prima black list dei monumenti che corrono i maggiori rischi, ma vogliamo coinvolgere i cittadini per renderli protagonisti, per partecipare in prima persona alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale”.
Per farlo basta scattare una foto al bene ed inviarlo, con un breve testo di 8 righe, all’indirizzosalvalartesicilia@libero.it. Le foto saranno, quindi, pubblicate sul sito www.salvalartesicilia.it

Nella nostra lista, non a caso, abbiamo inserito al primo posto il teatro greco – romano di Taormina, uno dei siti più conosciuti e visitati in Sicilia. Ebbene, è dal 2004 che è stato lanciato l’allarme, che si è a conoscenza del grave rischio che corre il teatro, oggetto di numerosi studi, ma non è stato fatto nulla. Proprio nel 2004 è stata stilata la Carta di Siracusa per la salvaguardia dei teatri antichi, ma, ad oggi, è rimasta lettera morta.. E ancora un’altra battaglia che da anni conduciamo è quella per Villa Napoli a Palermo, sospesa in un sorta di limbo fra rimpalli di vari assessorati della Regione siciliana, con la conseguenza del suo inesorabile disfacimento”.

Di seguito la black list con i primi dieci siti:

1. TEATRO GRECO-ROMANO (Taormina, ME).

E’ per vastità il secondo dei teatri classici di Sicilia (dopo quello di Siracusa), con un diametro massimo di 109 metri: costruito in epoca ellenistica, mediante lo spianamento della cima del colle, fu ampliato o quasi interamente rifatto dai romani. E’ il sito culturale più visitato della Sicilia (circa 500mila presenze). Come se non bastasse la pressione antropica, ospita più volte all’anno spettacoli, che, con le strutture provvisorie e gli eccessivi livelli delle amplificazioni, aggravano i numerosi degradi causati da errati interventi di restauro più accentuati nel portico superiore e nella galleria inferiore.

2. CATTEDRALE DI SAN GELARDO (Agrigento).

Edificata dai Normanni che dopo aver conquistato la Sicilia si occuparono anche della riorganizzazione religiosa. La sua mole imponente domina il vasto panorama circostante, ben visibile sia dal mare che dall’entroterra, ma il luogo ove è stata costruita è un blocco calcarenitico poco profondo, che poggia su un costone argilloso e quindi poco stabile, suscettibile sempre di scivolamenti a valle. Ciò ha provocato nel corso dei secoli problemi all’edificio, sempre bisognoso di continui ingenti costosi restauri. E’ chiusa al culto da alcuni anni.

3. PALAZZO DELLO SCIBENE (Palermo).

Di origine incerta: probabilmente araba e poi modificato durante il regno di Ruggero II (prima metà del XII secolo). Gli scarsi e degradati resti rimasti sono ormai poco leggibili, anche perché parte del palazzo è stato inglobato dalle case adiacenti. Oggi non rimane più niente del vasto giardino e del bacino d’acqua adiacente. E’ di proprietà privata e si spera, da molti anni, in un efficace restauro che possa salvarlo dall’incuria. Non ha nessun vincolo di tutela.

4. SELINUNTE, TEMPIO (Castelvetrano, TP).

Fondata dai Greci di Megara Hyblaea nel 650 a. C., fu distrutta nel 409 a. C. dai Cartaginesi alleati di Segesta. E’ considerata la più grande area archeologica d’Europa. Un numero imprecisato di templi, tra i quali il Tempio E, dedicato a Era. Molte delle sue colonne, cadute per un terremoto, furono rimesse al loro posto negli anni Cinquanta utilizzando ferro e cemento, che adesso stanno cedendo facendo crollare le strutture. Buona parte del Tempio è stata transennata e non è più visitabile.

5. KAMARINA, (Santa Croce Camarina, RG).

Fondata dai Greci di Siracusa nel VI secolo a. C., fu distrutta e ricostruita diverse volte. Il perimetro delle mura che circondavano la città era di ben 7 chilometri. Il recente completamento del porto di Scoglitti ha cambiato notevolmente l’andamento delle correnti marine. Il loro distruttivo effetto sta seriamente minacciando l’integrità del promontorio sul quale è sorta l’antica città. Una parte delle mura è già crollata in mare, mentre gli scavi non sono più protetti visto che le provvisorie e precarie coperture in tubi dalmine e onduline sono quasi del tutto distrutte.

6. TORRE DI ISOLA DELLE FEMMINE (Isola delle Femmine, PA).

Torre di avvistamento costruita alla fine del XVI secolo su progetto dell’architetto toscano Camillo Camilliani. Versa in uno stato di fortissimo degrado, con molte delle sue parti crollate.

7. SOFFITTO LIGNEO DELLO STERI (Palermo).

Datato tra il 1377 e il 1380, rappresenta un documento di grandissimo valore storico, artistico e etnoantropologico, realizzato da “mastri” e artisti siciliani. E’ un originale foglio di cronaca che “fotografa” con meticolosità i particolari della società del tempo. Il soffitto è da tempo violentemente attaccato dalle termiti. Le infestazioni appaiono molto diffuse e interessano sia le travi che i pannelli decorativi che le ricoprono e sia i lacunari tra le travi.

8. EX FORNACE PENNA (contrada Sampieri – Scicli, RG).

E’ un monumento di archeologia industriale, realizzata tra il 1909 ed il 1912. Lo stabilimento (attivo fino al 1924) produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei: gran parte di Tripoli (Libia), dopo la guerra del 1911, fu costruita con le sue produzioni. Negli ultimi anni, grazie anche al fascino delle sue rovine, è stata utilizzata come set cinematografico. Adesso attende un suo destino.

9. VILLA NAPOLI (Palermo).

Una delle tantissime ville settecentesche costruite in quella che era la Conca d’Oro, oggi inghiottita dall’esasperata espansione urbanistica. Di proprietà della Regione Siciliana, che dopo un primo intervento di restauro è riuscita a lasciarla al degrado e all’incuria, abbandonando anche il giardino che la circonda. Senza più custodia è stata più volte saccheggiata. Posta di recente sotto sequestro dall’Autorità giudiziaria.

10. POGGIOREALE, RUDERI DELL’ANTICO PAESE (Poggioreale, TP).

L’impianto urbanistico dell’abitato, comune ai centri neofeudali, è a scacchiera disposto secondo un asse principale lungo il quale si allineano i brani delle superstiti facciate delle abitazioni patrizie, sopravvissute al sisma del gennaio 1968 che investi tutta la Valle del Belìce. A seguito dell’evento calamitoso il paese venne integralmente trasferito in nuovo sito, essendo dichiarate le abitazioni tutte inagibili. Oggi, l’antico paese si presenta come una città fantasma; un luogo che ha perso la propria identità civica e su cui impera la presenza inquietante e magnifica del sisma. Dopo più di 40 anni si sta inesorabilmente sbriciolando, portandosi dietro una parte importantissima della nostra memoria.

 

Fonte: Architetti.info

 

Share

Acidificazione oceani minaccia sopravvivenza di Nemo

Le variazioni climatiche minacciano Nemo.

Il famosissimo pesce pagliaccio, splendido protagonista di un film d’animazione della Pixar Animation e della Walt Disney, potrebbe scomparire a causa della crescente acidificazione degli oceani. Secondo uno studio dell’Università di Bristol, di cui oggi dà notizia l’Independent, l’aumento del livello di acidità delle acque oceaniche influisce sulle capacità uditive dei pesciolini a strisce bianco-arancioni, soprattutto di quelli in tenera età, che diventano così facile preda dei barracuda o di altri pesci predatori.

In base ai risultati degli esperimenti, Nemo e altri pesci di specie simili, diventeranno sordi quando l’acidità degli oceani raggiungerà una percentuale tale (a metà di questo secolo) da interferire con l’abilità di questi pesci di percepire le vibrazioni nell’acqua causate dall’avvicinarsi dei predatori.

Gli scienziati hanno dimostrato che la capacità uditiva dei pesci può venir compromessa da alte concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera, che causa l’acidificazione degli oceani e quindi influisce la capacità delle creature marine di sviluppare le cartilagini del labirinto osseo.

 

Fonte: La Stampa

Share

L’importanza del verde in città!!!

Il verde urbano, sia pubblico che privato, è uno degli elementi più necessari per il benessere dell’uomo. Le città, negli ultimi cinquant’anni, sono state sottoposte ad una notevole espansione urbanistica e, in rapporto, gli spazi verdi previsti da destinare a vegetazione, sono rimasti spesso nelle previsioni, cedendo il passo ad uno sviluppo abitativo sfrenato ed approssimativo, con la conseguenziale ridotta attenzione per la qualità della vita. I segni più evidenti sono congestione urbana, inquinamento atmosferico ed acustico, paesaggi privi di armonia e di equilibrio. Da qualche tempo, per via di una crescente sensibilità, in sede di sviluppi e nuove progettazioni strutturali ed infrastrutturali, si pone molta attenzione alle problematiche connesse alle tematiche ed agli impatti ambientali. Ogni opera è studiata alla presenza di molteplici e diverse figure, dall’ingegnere, all’architetto, all’agronomo, al biolgogo ed al paesaggista che, di concerto, sviluppano le migliori strategie, nella piena condivisione e rispetto delle peculiarità paesaggistiche del luogo, oltre che la salvaguardia della salute ed il benessere dell’uomo. Ultimamente si parla molto di forestazione urbana, che consiste nella riqualificazione di spazi urbani, ove dare origine a delle piccole oasi verdi e, quando ciò è possibile, ad un sistema interconnesso di aree naturali. Non necessariamente realizzazione di parchi, ma spazi verdi fruibili, che servono a garantire degli ecosistemi collegati alla rete ecologica del territorio rurale. Interventi mirati alla ricostruzione di habitat naturali per talune specie vegetali, favorendo anche l’inurbamento di animali, in particolar modo selvatici.. Non dimentichiamo, infatti, che la città è un ecosistema dinamico ed eterogeneo, un particolare habitat, che consente la sopravvivenza della biodiversità. Si è dato vita, in molte città, ad importanti esperienze di riqualificazione di ambiti urbani con il recupero di tratti fluviali o spazi degradati, dove sono stati realizzati dei canali verdi o parchi, indispensabili a favorire il ricambio dell’aria. Non si sottovaluta più l’importanza che riveste il verde urbano!! E’ un fattore indispensabile in misura decisiva!! Le aree verdi, alberature stradali, terreni agricoli e spazi aperti in generale, costituiscono un elemento fondamentale e garantista della qualità della vita nelle città. Le piante con le loro foglie, infatti, sono capaci di catturare ed assorbire le polveri sottili, filtrandole naturalmente. Delle vere e proprie aspirapolveri!! Le cinture verdi, come le siepi o aiuole spartitraffico, proteggono la popolazione dalla maggior parte delle emissioni nocive. E’ ovvio che come qualsiasi aspirapolvere non va sovraccaricata, poiché l’accumulo di sostanze nocive può danneggiare le funzioni vitali delle piante e impedire il processo di fotosintesi e di ricambio di ossigeno, pertanto, il problema bisogna cercare sempre di risolverlo alla fonte, con il contenimento di emissioni. La vegetazione negli spazi urbani, oltre alla produzione di ossigeno ed alla riduzione dei livelli di rumore, svolge la funzione di regolazione del microclima....Infatti gli alberi creano ombra, favoriscono la ventilazione d’estate e proteggono dai venti in inverno. Anche un semplice prato è utile a ridurre il calore nelle giornate molto calde, poiché assorbe le radiazioni solari. Una corretta progettazione e giusta manutenzione del verde contribuisce ad innalzare il valore estetico-ornamentale delle città.. oltre alla funzione sociale con spazi ricreativi ed educativi, percorsi paesaggistico-naturali, passeggiate, sport e quant’altro. Rappresenta un’occasione educativa ed istruttiva, un contatto immediato con la natura e, soprattutto, benessere e qualità della vita in città!!!

Fonte: articolando.net

Se sei interessato a corsi di formazione in Progettazione del verde e dei giardini visita:

Share

Api impazziscono vicino a cellulare

Onde elettromagnetiche forse sono tra le causa di scomparsa degli insetti.

I segnali del cellulare fanno letteralmente ‘impazzire’ le api. Lo ha scoperto uno studio di Daniel Favre, un ex ricercatore dello Swiss Federal Institute of Technology, che ha piazzato un telefonino proprio sotto un’arnia per verificare l’effetto sullo sciame.

Durante l’esperimento, pubblicato dalla rivista Apidologie, l’esperto ha verificato le reazioni quando il telefono era in stand-by e quando invece era in funzione per una chiamata: nel secondo caso le api hanno iniziato ad emettere il tipico suono prodotto subito prima di sciamare, che e’ continuato fino a qualche minuto dopo il termine della telefonata. Le api, precisa Favre, fanno tutti i movimenti tipici di quando stanno per spiccare il volo, ma non decollano neanche se l’esposizione al segnale dura 20 ore: ”Questo disturbo dell’attivita’ delle api potrebbe avere conseguenze drammatiche – scrive il ricercatore – le onde elettromagnetiche potrebbero essere fra le cause della scomparsa delle api in tutto il mondo”.

Sui motivi della moria delle api che si registra nel mondo occidentale ci sono diverse teorie, che coinvolgono oltre che i cellulari anche la nuova generazione di pesticidi, la perdita dell’habitat naturale e un parassita letale per le colonie.

 

Fonte: Ansa

Share

Direttiva nitrati: è necessaria una proroga

Per applicare la direttiva nitrati occorre prima un aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei Piani di azione.

È questa la decisone alla quale è giunta la Conferenza Stato-Regioni che si è tenuta nei giorni scorsi, sollecitata dalle regioni dove sono più diffusi gli allevamenti e maggiormente interessate al problema: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Ora tutto si sposta a Bruxelles, dove il ministro dell’Agricoltura potrà presentare la posizione della Conferenza Stato-Regioni e chiedere una proroga in attesa che nuovi studi scientifici in corso consentano di definire limiti meno restrittivi di quelli attuali. Una valutazione positiva viene espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’iniziativa finalizzata a ridefinire le misure di mitigazione dell’impatto dei nitrati sulle acque, in funzione di una approfondita analisi sulle diverse origini delle fonti e delle ragioni dell’inquinamento da nitrati.

Viene quindi auspicato dalla Cia che l’iniziativa della Conferenza Stato-Regioni possa effettivamente portare, in tempi brevi, a una rigorosa designazione delle “aree vulnerabili ai nitrati”, a una ridefinizione del quadro normativo per la valorizzazione della sostanza organica ai fini agronomici ed energetici e per la semplificazione degli adempimenti tecnici e amministrativi per la gestione degli effluenti degli allevamenti.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Coldiretti secondo cui l’approvazione dello schema di accordo è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi made in Italy. “In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate – ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati”.

Fonte: Agrinews

Share

Legambiente: grattacieli in riva al mare e centri commerciali sulla spiaggia?

“Addio chioschetti e tradizionali stabilimenti. Al loro posto avremo centri commerciali, centri fitness e alberghi, negozi e appartamenti vista mare”. A lanciare l’allarme è Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente di fronte alle norme contenute nel dl Sviluppo 1 relative al diritto di superficie, sul quale Bruxelles ha chiesto all’Italia chiarimenti 2. Il provvedimento, dice Venneri, “è una vergogna”: “Per la prima volta si apre al condono degli edifici abusivi su terreni demaniali. E si potrà costruire sui trecento metri dal mare aggirando la Legge Galasso. Invitiamo i ministri Prestigiacomo e Galan a leggere attentamente il testo del decreto”.
Secondo Venneri, i modelli sono la Versilia, in Toscana, e Ostia, la spiaggia di Roma. “A rischio – dice il vicepresidente di Legambiente – ci sono le spiagge di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana”. Per quanto riguarda le regioni più tradizionalmente marine “rischiano il cemento con la trasformazione delle cabine in bungalow e poi in piccoli villaggi vacanze”. Le norme, spiega Venneri “non distinguono tra edifici che hanno una concessione e quelli abusivi, e si aprono così le porte al condono per centinaia di edifici e interi villaggi – come Triscina in Sicilia – costruiti in barba a qualsiasi legge”. E per il futuro, il dl Sviluppo apre le porte a una spaventosa devastazione del paesaggio costiero italiano 3″. “E’ incredibile – continua Venneri – che nel testo c’è scritto che nel demanio costiero ‘sulle aree inedificate l’ attività edilizia è consentita in regime di diritto di superficie e nel rispetto delle norme esistentì. Ma il Decreto, escludendo completamente il ministero dei Beni culturali dalla identificazione delle aree inedificabili e dalla concessione del diritto di superficie, di fatto apre le porte a nuovi edifici sulle spiagge“. Senza dimenticare che la norma relativa alla possibilità di costruire anche nella fascia dei trecento metri dalla battigia “trasformerà inevitabilmente il paesaggio costiero”.

Fonte: LaRepubblica

Share

Coop, stop prodotti da foreste primarie

Deforestazione cancella ogni 3 secondi area pari a campo calcio.

ROMA – La deforestazione fa scomparire, secondo la Fao, ogni tre secondi l’equivalente di un campo di calcio, e in un decennio e’ andata distrutta una foresta grande come l’intero Egitto. Davanti a questa emergenza ambientale Coop si impegna, come annuncia in una nota, a non commercializzare prodotti fabbricati con legno provenienti da foreste primarie o da alberi a rischio di estinzione.

”Gia’ oggi – sottolinea la principale catena della grande distribuzione in Italia, con 12,9 milioni di euro di fatturato – con le nostre azioni sui prodotti a base carta salviamo ogni anno l’equivalente di oltre 500 campi di calcio. Il nostro obiettivo e’

raddoppiare il risultato alla fine della campagna contro la deforestazione”.

Entro la fine del 2011 – nell’ambito della campagna promossa in collaborazione con Greenpeace, Wwf e Legambiente – tutti i mobili da arredo interno ed esterno i 1.450 punti vendita della rete dei supermercati saranno prodotti con legno certificato Fsc o Tft. Mentre la carta utilizzata per la comunicazione (dai volantini alle riviste per i soci ai cataloghi) e’ gia’ in carta riciclata post consumo o certificata. E tutti i prodotti a marchio Coop a base carta sono realizzati secondo rigorosi standard di ecosostenibilita’ come Fsc o con cellulosa riciclata.

”Si tratta di una campagna di lungo raggio – conclude Vincenzo Tassinari, presidente Consiglio di Gestione di Coop Italia – che va avanti per tappe successive e arrivera’ fino al 2015. Ogni consumatore puo’ tramite un gesto quotidiano dare un contributo alla salvaguardia di boschi e foreste. E noi agiamo sui prodotti per parlare di foreste, ovvero di un importante capitolo del piu’ delicato problema dell’equilibrio ambientale, della difesa della biodiversita’ e anche dei cambiamenti climatici”.

 

Fonte: Ansa

Share

ARSPAT, un’associazione per il Restauro dei Beni Ambientali, Paesaggistici e del Territorio

Il paesaggio sottovalutato nel tempo, esposto processi di degrado, mutilazione e distruzione da spinte connesse  alla modernizzazione degli apparati infrastrutturali e alla globalizzazione delle dinamiche economiche e sociali, è stato nelle specificità e differenze offuscato, alterato, reso irriconoscibili o cancellato. La diversificazione dei percorsi di sviluppo all’interno del quadro ambientale, produce nuove differenze e pone le basi di nuovi “ambienti insediativi”, nei quali stentano a prendere forma nuove coerenti configurazioni paesistiche.

Il restauro dei beni ambientali paesaggistici e del territorio prenderà spunto da questa situazione, considerando  che lo spettro d’indagine risulta ampio, puntando sul far interagire più apporti disciplinari che non sono proprio materia di restauro ambientale.

Per approfondimenti visita il sito www.arspat.it

Share

Concorso: idee e progetti per il paesaggio trentino

La provincia autonoma di Trento ha lanciato un concorso per la selezione dei soggetti ai quali affidare i seguenti incarichi:
– Arredo e riqualificazione delle aree artigianali;
– Organizzazione e ripristino panoramico;
– paesaggistico dei passi dolomitici;
– Indicazioni metodologiche per le trasformazioni delle aree agricole di versante a nuove tecniche produttive;
– Tecniche costruttive e compatibilità dei manufatti e delle costruzioni rurali in aree agricole;
– Tipizzazioni di modellazioni per il recupero di cave esaurite;
– Riordino e riqualificazione del nesso urbano Riva del Garda – Arco;
– Indicazioni metodologiche per una progettazione dell’area di Zambana Vecchia secondo criteri di alta qualità paesaggistica e di identità territoriale;
– Ipotesi di riorganizzazione e miglioramento dell’area in prossimità del lago di Toblino.
La selezione è effettuata sulla base della presentazione di proposte di idee che, rispetto ai temi sopra elencati, meglio avranno specificato i seguenti elementi:
1) indice degli argomenti che si intendono sviluppare;
2) metodologia dello studio;
3) principi progettuali di riferimento ed esemplificazione rispetto a specifiche aree del territorio provinciale;
4) documenti metodologici che si intendono elaborare per fornire indirizzi e criteri alla Provincia nonché alle comunità e ai comuni per la formazione di strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica che considerino i risultati dello studio.
Le proposte di idee possono essere presentate dai seguenti soggetti:
1) professionisti, iscritti ai relativi ordini professionali, competenti in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
2) docenti universitari in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
3) società di professionisti o raggruppamenti temporanei.
Ogni soggetto interessato può presentare una sola proposta mediante la scelta di uno dei temi di cui sopra. I soggetti che presentano la proposta di idee devono indicare il nominativo di un coordinatore del progetto, in possesso di diploma di laurea in architettura, pianificazione territoriale o ingegneria e iscritti ai relativi ordini della Provincia di Trento e prevedere obbligatoriamente la formazione di un gruppo di progettazione multidisciplinare. Indipendentemente dalla natura giuridica del concorrente, gli incarichi oggetto di selezione devono essere espletati da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati in sede di presentazione della proposta progettuale, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Le idee dovranno pervenire entro il prossimo 31 dicembre 2010. Il proponente che conseguirà per ciascun tema il punteggio maggiore sarà individuato come affidatario dello studio.

Fonte: Archiportale

Share

A Parigi spunta un giardino sugli Champs-Elysées

Dal 22 maggio fino al 24 maggio gli Champs-Élysées, la principale arteria della capitale francese, abitualmente teatro di manifestazioni o parate militari, è stata trasformata in un immenso giardino, lungo 1 km, con tanto di colture e animali di fattoria che pascolavano sotto l’Arco di Trionfo: 150 piante; 650 alberi; 8000 orti in cassetta; 11 alberi giovani; 150mila piante giovani. I parigini hanno evidentemente apprezzato e sono affluiti in massa nel centro città per partecipare all’evento. Obiettivo della manifestazione è quello di “sensibilizzare” i cittadini ai valori della natura, di sottolineare l’importanza della biodiversità e di far conoscere il “lavoro” del mondo agricolo francese.

Fonte: Liquida; MtvNews

Share

Benvenuti ad Hackney City Farm!

Questo piccolo paradiso – oltre 60mila visitatori l’anno –  si chiama Hackney City Farm, non si trova in una sperduta campagna della brughiera inglese, ma nel cuore di Londra all’interno di Haggerstone Park. Fino a venticinque anni fa era una fabbrica di birra e ora è il simbolo verde della zona Est della città dove da qualche anno si vedono fiorire creatività e mode, dove la riqualificazione urbana ha lasciato spazio anche a stili di vita alternativi che hanno fatto lievitare i prezzi degli appartamenti del 20% negli ultimi tre anni.

Nei weekend di primavera le strade di Hackney si animano di famiglie in bicicletta, il piccolo ristorante all’interno della fattoria, Frizzante Café, è gestito da italiani: ottimi piatti mediterranei a base di prodotti biologici provenienti direttamente dall’orto. Tutto quello che scartano cercano di riciclarlo: gli avanzi di cibo diventano pastone per i maiali, l’olio da cucina viene trasformato in biodiesel per alimentare i macchinari della fattoria. Hanno attivato un programma di sensibilizzazione della comunità locale per la riduzione delle emissioni di carbonio, si vantano di aver già ridotto il proprio impatto ambientale del 30% nel 2009, e ora si propongono di abbassarlo ulteriormente con piccoli accorgimenti come la sostituzione della vecchia caldaia con fonti rinnovabili. Hanno un programma di assistenza per i rifugiati politici e per i richiedenti asilo, e una grande attenzione rivolta ai bambini e a sistemi di educazione attraverso il contatto con i prodotti della terra e le attività pratiche.

Il 72% dei londinesi, secondo una recente indagine, si dichiara sensibile ai problemi ambientali e vuole che questa non sia più considerata una delle città più inquinanti d’Europa. A partire da zone come Hackney e dal coinvolgimento dei cittadini, Londra ha iniziato un lungo percorso per dissipare il suo antico “smoke”: la prima tappa e primi conti si faranno presto, con le Olimpiadi 2012.

Approfondisci su: Luxury24_Ilsole24ore
Share

Livello oceani: salirà di un metro entro 2100

Primo rapporto commissione clima governo australiano.

Il livello degli oceani salirà du un metro entro il 2100 a causa del riscaldamento globale, rischiando di moltiplicare le inondazioni catastrofiche nelle regioni costiere del mondo. Sono le conclusioni del primo rapporto della commissione clima del governo australiano, secondo la quale le prove del riscaldamento globale sono ormai incontrovertibili e l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato. Basato sui dati più recenti, lo studio afferma che le emissioni di gas serra sono senza dubbio responsabili dell’aumento delle temperature, del riscaldamento degli oceani e della salita dei mari. “Penso che l’aumento medio del livello dei mari nel 2100 rispetto al 1990 sarà tra 50 centimetri e un metro” scrive nell’introduzione della ricerca il professor Will Steffen, responsabile della commissione. Secondo l’esperto la sua previsione, superiore a quelle formulata nel 2007 dagli scienziati Onu dell’Ipcc (80 centimetri) non è in contraddizione con quest’ultima dato che il panel Onu ammetteva la possibilità di una salita delle acque superiore. “Sono passati cinque anni, sappiamo di più del comportamento delle calotte glaciali. Abbiamo ottime informazioni sulla Groenlandia. Sappiamo che il ghiaccio si scioglie a ritmi crescenti” ha detto Steffen ai giornalisti. “Questo ci dice che dobbiamo tendere alla stima di un metro. E c’è chi sostiene che occorre andare oltre”. Il rapporto afferma che un aumento di 50 centimetri del livello del mare provocherebbe inondazioni estreme in città costiere dell’Australia come Sydney e Melbourne. Secosn Steffen catastrofi che oggi avvengono una volta ogni cento anni, potrebbero in futuro accadere ogni anno.

 

Fonte: La Stampa

Share

Logos Edizioni e l’Atlante per l’architettura sostenibile

Con il nuovissimo Atlante di architettura sostenibile Logos Edizioni arricchisce, con altre 600 pagine, il percorso di documentazione della contemporaneità avviato con l’ Atlante di architettura del paesaggio. Quest’ultimo, a cura di Michel Collin e Arne Saelen (Euro 39,95) presenta una raccolta dei migliori interventi realizzati sul paesaggio nel nostro secolo. In un percorso di 600 pagine illustrate con fotografie, piante, sezioni, prospetti e disegni, il lettore ha la possibilità di avvicinarsi a progetti accuratamente documentati e realizzati dai più prestigiosi paesaggisti del panorama attuale: Burgerlandschaftsarchitekten, Janet Rosenberg Associates, JML Arquitectura del Agua, Landworks Studio, Mosbach Paysagistes, NIPpaysage, PWP Landscape Architecure, Landslag, Rosa Grena Kliass, SCAPELAB, Turenscape e Vladimir Djurovic Landscape Architecture. Il libro è suddiviso in diversi capitoli tematici, sulla base di differenti tipi di intervento, dai paesaggi su grande scala, a quelli realizzati sull’acqua, da quelli effettuati in aree urbane, in piazze e spazi chiusi, fino a quelli sviluppati per abitazioni private.
L’Atlante di Architettura Sostenibile (Euro 39,95), a cura di Sergi Costa Duran e Julio Fajardo Herrero, presenta invece una selezione delle opere più significative dell’architettura ecosostenibile contemporanea. In 70 progetti il libro esamina una varietà di casi che spaziano dalla semplice progettazione bioclimatica all’applicazione di complesse innovazioni tecnologiche. Dall’Accademia delle Scienze della California di Renzo Piano, alla Biblioteca di Spijkenisse di MVRDV, dalla Off the Grid House di Cass Smith, all’Hemiciclo Solar di Ruiz-Larrea & Asociados, all’interno dei capitoli sono proposte sette differenti tipologie costruttive, illustrate con dovizia di particolari e numerosi esempi di edifici, planimetrie e progetti di architettura del paesaggio. Vengono inoltre trattati temi attuali quali i sistemi off the grid, le energie alternative, i moduli prefabbricati e le ristrutturazioni in chiave ecologica, esaustivamente integrati da schizzi, disegni e schemi. Atlante di architettura ecosostenibile si propone come fonte di ispirazione per i “pensatori verdi”, gli architetti del prossimo millennio e tutti coloro che sono curiosi di conoscere in che direzione si stanno muovendo le nuove e più innovative pratiche architettoniche. Due volumi rilegati di grande formato (23,5×29 cm) indispensabili per i professionisti del settore ma estremamente interessanti anche per gli appassionati di questi temi.

Fonte: AltrenativaSostenibile

Share

In the wood: in gara idee per la realizzazione di prodotti dal design creativo

Il comune di S.Agata Militello, in provincia di Messina, ha bandito un concorso dal titolo “Nel bosco-in the wood” per la valorizzazione di contesti architettonici, urbanistici e paesaggistici, connessi alle attività artistiche contemporanee e alla produzione artistica e artigianale che opera nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea. 
Il concorso è finalizzato all’acquisizione di idee progettuali per la realizzazione di prodotti di design creativo, con la tematica comune del bosco, da inserire all’interno degli spazi pubblici rifunzionalizzati da adibire a laboratori sperimentali e creativi delle diverse forme di arte contemporanea. 
Il concorso si inserisce nella proposta progettuale denominata “Nel Bosco/in the Wood” che mira a rafforzare l’offerta culturale rifunzionalizzando strutture pubbliche inutilizzate da destinare alla frequentazione di diverse sensibilità artistiche in grado di rileggere e riproporre in chiave nuova i contesti e l’offerta culturale volgendola sui temi della contemporaneità. L’adeguamento e l’allestimento degli spazi pubblici sarà effettuato tramite interventi di architettura contemporanea che partendo proprio dal bosco contribuiranno alla reinterpretazione di detti luoghi. 
Si invita pertanto i concorrenti ad ideare oggetti di design, quali complementi ed accessori di arredo degli spazi pubblici sia interni che esterni a scelta tra i seguenti oggetti:
– tavoli da laboratorio;
– sedie da laboratorio;
– tavoli per conferenze;
– sedie per conferenze;
– rivestimenti e dispositivi fonoassorbenti e isolanti;
– teche e bacheche espositive per workshop;
– rivestimenti murali atti ad ospitare l’affissione di tavole espositive;
– pavimentazioni in pietra per interni ed esterni;
– dispositivi illuminotecnici per interni ed esterni;
– sedute collettive per interni ed esterni;
– cestini per la raccolta dei rifiuti;
– info – point;
– box office;
– segnaletica per la fruizione dei contesti architettonici, urbanistici e paesaggistici.
 
Tutti gli oggetti sopraelencati dovranno avere come tema progettuale il bosco dei Nebrodi e soprattutto l’utilizzo nella loro ideazione e costruzione di materiali provenienti dal bosco. La consegna degli elaborati progettuali dovrà avvenire entro il prossimo 18 Ottobre 2010.

Fonte: Archiportale

Share

Situazione acque in E.Romagna: risponde l’Ing.Cecchini

Il patrimonio idrico dell’Emilia-Romagna, costituito dalle acque superficiali e sotterranee, è molto ricco e rappresenta una risorsa insostituibile. La corretta gestione di tale risorsa deve essere priorità della regione. A fronte di problemi quali quelli inerenti le acque di balneazione, l’erosione delle coste diventa necessario progettare interventi di difesa idraulica.
Intervista ad Andrea Cecchini, Consorzio di Bonifica Romagna.

Share