Archivio della categoria ‘Prodotti’

Ecooler: dal Medio Oriente, lo schermo solare di raffrescamento passivo

Il vincitore degli IIDA 2010 Award e della Green Heart International competition è Ecooler, una schermata di mattonelle che prende spunto da elementi di design dell’antico Medio Oriente ed è una combinazione tra due elementi tradizionali: il mashrabiya e la Jara.
Il mashrabiya è una tessitura di separazione progettata per consentire all’aria e alla luce di filtrare tra gli spazi ed è un elemento architettonico di elegante e nobile effetto perché sintesi di contatto tra il dentro ed il fuori, tra il privato ed il pubblico.
La Jara è una brocca antica di argilla, utilizzata per il raffrescamento degli ambienti e che sfrutta il principio di evaporazione dell’acqua. Dalla sintesi di questi due elementi tradizionali nasce Ecooler, un semplice, ma innovativo, dispositivo ceramico di raffrescamento degli ambienti. Creatori di questo dispositivo sono i progettisti dello studio Kahn. Il sistema è molto semplice: si tratta di un coppo in ceramica in grado di trasportare e trasferire l’acqua, in grado, a sua volta, di rinfrescare gli ambienti interni. Utilizzando un connettore opportunamente designato, inoltre, il singolo elemento può essere collegato ad altre piastrelle, creando un vero e proprio schermo di raffrescamento passivo.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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L’impegno eco-sostenibile della Nike

La parola ecosostenibile non basta più. Né a molti consumatori, né alle aziende, che cercano strade sempre più sofisticate – e credibili – per essere rispettose dell’ambiente e per consegnare così alle generazioni future un pianeta in buone condizioni e non prosciugato dagli eccessi consumistici delle società occidentali.
Si inserisce in questo quadro l’iniziativa del colosso americano dell’abbigliamento sportivo Nike, che ha progettato – e rilasciato sul mercato – un innovativo software “open source”. Battezzato “Environmental apparel design tool“, il programma è nato con l’obiettivo di supportare le imprese che operano nel campo dell’abbigliamento per diminuire l’impiego di risorse naturali nella produzione di capi e prodotti. Il software fa parte del progetto Considered Design e metterlo a punto non è stata impresa semplice: ci sono voluti sette anni e un investimento di sei milioni di dollari.
Ma il risultato è che usando l’Environmental apparel design tool, i designer possono fare scelte in tempo reale che contribuiscono a diminuire sensibilmente l’impatto ambientale del loro lavoro. Ogni software però, come sanno sia gli sviluppatori sia gli utenti, è perfettibile e per questo Nike ha deciso di farne un programma “open source”.
Questo strumento è nato per aiutare i designer a porre in essere scelte sostenibili all’inizio del processo di creazione del prodotto – spiega Hannah Jones, vice presidente Nike Sustainable business and innovation –. Negli ultimi quattro anni ci ha permesso di creare prodotti con standard di sostenibilità innovativi. Rendendo fruibile il nostro tool vogliamo in primo luogo migliorarlo e al contempo speriamo di porre le basi per creare in futuro standard industriali globali, comuni a tutti i produttori, per far si che vengano adottati processi di progettazione che tutelino l’ambiente e vengano messi in vendita prodotti davvero ecosostenibili.
Le magliette da calcio Nike, indossate in occasione dei campionati del mondo in Sud Africa, sono un esempio di come l’Environmental apparel design tool sia stato d’aiuto per progettare le divise più ecologiche e tecnologicamente avanzate della storia del calcio, che sono state realizzate in poliestere riciclato al 100% grazie al riutilizzo di quasi 13 milioni di bottiglie in plastica, pari a circa 254 tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alla discarica.
Soltanto nell’ultimo anno, Nike ha raddoppiato l’utilizzo di poliestere riciclato risparmiando complessivamente 82 milioni di bottiglie di plastica altrimenti destinate anch’esse alla discarica. Secondo i calcoli fatti da Nike, se tutti i produttori di abbigliamento si impegnassero a convertire almeno un terzo della loro produzione in poliestere riciclato, la domanda di questo materiale sarebbe maggiore rispetto alla produzione annuale di bottiglie in Pet, che non contribuirebbero quindi ad alimentare le discariche di rifiuti.
In aggiunta all’Environmental apparel design tool, Nike lancerà nel corso del 2011 il Footwear design tool, il Material assessment tool e il Water assessment tool, tutti programmi creati per ottimizzare l’uso di risorse. Impegni che si integrano con il recente lancio da parte di Nike di GreenXchange (GX), un mercato basato sul web dove le aziende possono collaborare e condividere brevetti e strumenti che possano condurre a nuovi modelli di business sostenibili e innovativi.
Il 2010 è stato per Nike – che controlla, tra gli altri, i marchi Converse e Cole Haan – un ottimo anno, specie considerando l’ancora incerto clima economico generale: nel primo trimestre fiscale 2011 (che per il calendario americano è finito il 31 agosto 2010), Nike ha avuto ricavi per 5,2 miliardi di dollari, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2009 a cambi correnti e del 10% a cambi costanti. Ottima anche la redditività, con dividendi in crescita del 10% a 1,14 dollari per azione.

Fonte: Luxury24

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Moda autunnale: in arrivo guanti e cappelli fotovoltaici

 

Per i freddi più intensi e le giornate sulla neve, ecco due accessori immancabili. Ci piacciano o meno, siano all’ultima moda o out, guanti e cappello non possiamo lasciarli a casa!
La novità nel campo, arriva da Yiran Qian, un designer tedesco che partecipando al Green Life nella categoria Green Design per le persone, ha presentato Endless Warm: guanti e cappello con qualcosa in più.
Si tratta di piccoli e sottili pannelli fotovoltaici a forma di fiocchi di neve che accumulano tutta l’energia che riescono a catturare dal sole e la rilasciano gradualmente sulle mani e sulle orecchie sotto forma di tepore. La bellezza di questo progetto di eco design sta nel fatto che fa capire come il sole, seppure così lontano, ci possa essere d’aiuto anche nelle piccole cose e ci possa essere vicino, raggiungendo la punta delle nostre dita per riscaldarcele. Dopo la borsa fotovoltaica, Endless Warm, è un accessorio green di cui non si può proprio fare a meno! Peccato però che non sia ancora in commercio. Per ora, infatti, è solo un concept e non è ancora stato realizzato.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Abiti e accessori eco: createli con le carte delle caramelle

Creare abiti e accessori eco con le carte delle caramelle potrebbe essere un modo divertente ed originale per ridurre i rifiuti ed avere nuovi accessori da indossare. Se avete un pizzico di fantasia e voglie improvvise di dolci, questa soluzione di design eco è quello che fa per voi…Borse, vestiti e non solo, tutti all’insegna del riciclo creativo.
E’ pieno pomeriggio, vi viene voglia di qualcosa di buono e vi trovate a passare vicino ad un supermercato. Allora entrate, cercate un reparto in cui vendano dolcetti di tutti i tipi e alla fine decidete di acquistare un pacco di gommosissime caramelle. Andate alla cassa, pagate e la commessa infila questo pacco in una busta gigante che gentilmente rifiutate. E’ arrivato il momento di gustare i dolcetti tanto desiderati. Allora aprite il pacco di plastica, scartocciate l’involucro di plastica e… e vi accorgete di quanta plastica serva per soddisfare una piccola voglia pomeridiana! … nonostante abbiate rifiutato la busta offerta dalla commessa.
Ridurre il packaging dei prodotti o renderlo “intelligente”, è possibile, ma in questo articolo vi voglio parlare del modo in cui riciclarlo. Perché riciclare la plastica che avvolge gomme e caramelle è possibile, e a volte perfino divertente! Si possono creare borse e vestiti, cinture e vari accessori di design eco. Esistono per esempio delle borse realizzate da Ecoist a partire da carte di caramelle e giornali, piegate con cura e poi intrecciate in modo da creare fantasie per stili di tutti i tipi. Scuri ed eleganti o argentati e riflettenti, tecno direi, soprattutto se abbinati a cerniere verde fosforescente. Altrettanto eco sono le borse realizzate da Nahui Ollin con lo stesso sistema, solo con carte di caramelle più colorate provenienti dal Messico. Ne servono tra le 150 e le 4000 per realizzare una creazione del genere ed il tempo per metterle insieme può andare da 1 a 5 giorni. Infine, per concludere questa raccolta di eco idee per un riciclo creativo delle carte di caramelle, vi presento il Candy Wrapper Dress. Perché il riciclo va anche in passerella, si mette in mostra, si fa guardare bene, per convincerci di quanto sia utile e convenga.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Cina: l’aria condizionata e’ rinnovabile

Un climatizzatore alimentato con l’energia fornita da un pannello solare termico.
La Shandong Vicot, un’azienda cinese, ha presentato ufficialmente un prototipo di questo innovativo sistema. Si tratta di un passo in avanti nell’industria della climatizzazione, verso produzioni più verdi e un atto dimostrativo della Cina decisa a percorrere la strada delle rinnovabili. In questo caso, il progetto è condiviso tra Cina e Usa, i cui ingegneri lavorano da anni alla sua realizzazione.
E’ un progetto che presenta standard altissimi sia dal punto di vista delle prestazioni ambientali, che da quello del rendimento con un’efficienza di conversione raffreddamento e riscaldamento dell’85% e una potenzialità di utilizzazione dell’energia solare 27 volte superiore rispetto alla media di un sistema per la produzione di acqua calda. L’unità di condizionamento, tra l’altro, fornisce anche calore e acqua calda, con la possibilità di integrare il gas naturale come fonte supplementare di energia.

Fonte: Ansa

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Il legno cemento: un materiale performante da riscoprire

Il legno-cemento nasce in Germania nel 1946 e da allora sono stati realizzati numerosi edifici con questo materiale altamente performante.
Si pensi che, solo in Austria, questo materiale è stato usato per circa il 40% delle costruzioni esistenti. Questo materiale nasce dalla perfetta miscelazione di un prodotto naturale dalle ottime proprietà termiche, il legno, e da un materiale da costruzione plasmabile, il cemento portland. Viene prodotto utilizzando scarti di lavorazioni del legno, macinati e miscelati con parte di ossido di ferro, acqua, e cemento portland. Inizia così il processo detto di “mineralizzazione”. I blocchi prodotti vengono asciugati attraverso forni e richiedono poi una stagionatura di circa 28 giorni. Il legno cemento garantisce una ottime prestazioni dal punto di vista acustico, termico, di traspirazione degli ambienti, di resistenza al fuoco e verso le azioni sismiche. Ulteriore vantaggio è quello di erigere una costruzione in modo rapido ed economico, poiché non necessita di malta ed i blocchi vengono, quindi, montati a secco. Dentro i blocchi viene poi gettato del calcestruzzo che garantirà la struttura portante dell’edificio. Le ottime prestazioni del legno cemento mineralizzato garantiscono, quindi, un ottimo comfort abitativo ed un notevole risparmio energetico che si traduce in un minor costo del riscaldamento d’inverno e del condizionamento d’estate.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Polemica su lampadine verdi: basso consumo al mercurio

E’ polemica sulla decisione della Commissione Ue di procedere con l’interdizione progressiva delle lampadine incandescenti a favore di quelle a basso consumo di energia. Un test dell’Ufficio tedesco dell’ambiente ha confermato le preoccupazioni sollevate da un gruppo di eurodeputati tedeschi, secondo i quali le lampadine ‘verdi’ si rileva una presenza di mercurio, per quanto bassa.
Su pressione di una follia climatica, si è deciso rapidamente di interdire le lampadine incandescenti, senza tenere conto della presenza di mercurio in quelle a lungo consumo, ha protestato Silvana Koch-Mehrin, vice-presidente del Parlamento europeo, chiedendo la sospensione immediata del provvedimento. Il test ha segnalato che il livello di 0,35 microgrammi di mercurio per metro cubo tollerato potrebbe essere moltiplicato per venti in caso di rottura della lampadina. L’ufficio ha consigliato ai consumatori di privilegiare le lampadine che sono protette da un involucro di plastica ed ha sollecitato in generale l’eliminazione di questo tipo di prodotto a “medio termine”.
La Commissione europea ha confermato la decisione di procedere con l’interdizione progressiva delle vecchie lampadine, definendo “esagerate” le preoccupazioni degli eurodeputati. Le conclusioni degli studi fatti da esperti scientifici hanno escluso rischi per la salute per gli adulti anche in caso di rottura accidentale di una lampadina a basso consumo di energia, ha riferito la portavoce Marlene Holzner. Per le conseguenze sui bambini, invece, non ci sono dati sufficienti per giungere a conclusioni certe.
Mentre quindi la Commissione mantiene il programma di interdizione delle vecchie lampadine, ha deciso al tempo stesso di imporre ai produttori nuovi limiti sulla presenza di mercurio, che dovranno passare da 5,0 a 2,5 microgrammi al metro cubo entro il 2013, con un obiettivo intermedio di 3,5 microgrammi nel 2012. Sul mercato esistono però anche lampadine a basso consumo energetico prive di mercurio, ha aggiunto la portavoce. I consumatori che hanno questo tipo di preoccupazione, possono rivolgersi ad altri prodotti.

Fonte: Ansa

 

Secondo il programma per tutta la Ue, dopo l’interdizione per i 100 e i 75 watt, nel settembre del 2011 dovranno andare in pensione le lampadine a incandescenza a 60 watt ed entro la fine del 2012 dovranno sparire quelle di 40 e 25 watt. L’Ue stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potranno risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone, il consumo di uno stato come la Romania in un anno intero.

 

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Natale e i regali sostenibili

Natale energetico e sostenibile. Tante sono le proposte per un regalo attento al risparmio energetico, tra le tantissime la redazione ne ha scelte tre.
Andare in bicicletta e contemperaneamente ricaricare le batterie del telefonino o dell’iPod. L’idea è venuta al designer cinese Fandi Meng, che ha inventato un semplice aggeggio che, facendo girare una ventola grazie all’aria che fende la bicicletta nel suo moto, carica un piccolo accumulatore sufficiente a ricaricare le batterie del cellulare. L’apparecchio viene montato sul telaio della bici e pesa pochissimo, quindi non va a intaccare le prestazioni del ciclista. Semplice e «verde», anche se nulla di veramente innovativo in quanto questi sistemi esistono da decenni, ma Meng ha dato un tocco da designer.
Secondo una ricerca del gruppo 7Pixel nel periodo 14 novembre-13 dicembre sui suoi portali per lo shopping online Trovaprezzi e Shoppydoo, nella top ten dei prodotti più ricercati a sorpresa ci sono due prodotti eco-sostenibili: al secondo posto il gasatore per l’acqua di rubinetto Imetec e al terzo il caminetto a bioetanolo.

Fonte: CorriereDellaSera

 

 

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Slooow: l’orologio di design solidale che elogia la lentezza

Slooow. Con tre “o”, casomai una non fosse sufficiente. Un elogio della lentezza. Un invito a far scorrere meglio il tempo. Perché il tempo è prezioso. E per una persona con sindrome di Down lo è ancora di più. Ecco allora un orologio speciale: brevettato dall’Associazione Italiana Persone Down per tutte le persone con disabilità intellettive, ma adatto a chiunque abbia voglia di tornare ad assaporare il tempo e a seguire uno stile di vita che rompe con i ritmi frenetici e accelerati.
Uno degli obiettivi di autonomia sociale per i ragazzi con sindrome di Down è quello di capire e gestire lo scorrere del tempo in tutte le necessità e attività quotidiane. Per molti di loro si è riscontrata la difficoltà nella comprensione di quale ora indica la lancetta quando questa, superando la mezz’ora, si allontana dall’ora indicata e gradualmente si avvicina all’ora successiva. Nel quadrante a spicchi a lettura facilitata la lancetta delle ore rimane sullo spicchio colorato corrispondente all’ora in corso.
Dodici colori, una limited edition nell’azzurro istituzionale AIPD, un morbido cinturino: il design contemporaneo e accattivante di Slooow è merito dei creativi dell’Istituto Europeo di Design, coadiuvati dagli studenti del del Master “Graphic Design. Direzione e Progettazione Creativa”.
L’orologio sarà disponibile in molti punti vendita selezionati in tutta Italia, presso le sezioni AIPD e soprattutto sul sito www.slooow.com. Il ricavato contribuirà alla realizzazione dei progetti di educazione all’autonomia per i ragazzi con sindrome di Down.

Fonte: Luxury24

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Curface:mobili eco dai fondi del caffè

Prendete un caffè, macchiato, lungo o decaffeinato che sia e immaginate di voler riciclare il più possibile. Tazzina o bicchiere, cucchiaio o paletta… tutto! Tazzina e cucchiaino, a meno che non siano in plastica, si riutilizzano; l’eventuale palettina invece, può essere trasformata in originali mobili, trasparenti o meno firmati dal gruppo Verissimo. Restano solo i fondi del caffè che finiscono nell’organico.
E se invece non fosse così?
Se anche i fondi di caffè potessero essere riciclati? Sembra strano ma è possibile. Ad inventare il sistema è stata l’azienda londinese Re-worked che ha sperimentato un metodo per trasformare i fondi del caffè in oggetti di arredamento, in particolare tavoli e sedie. Il nuovo materiale ecologico inventato dal gruppo di designer a capo dell’azienda, è Curface, un mix tra Coffee e Surface ed è ottenuto mescolando ai fondi di caffè della plastica riciclata post-consumo. Naturali, riciclati e disponibili in grandi quantità (basti pensare a quanti caffè ognuno di noi prende in un giorno…), i fondi del caffè hanno tutti i vantaggi di un materiale ecologico!
I fondi utilizzati per produrre Curface, provengono da uffici, caffetterie e fabbriche alimentari e prima di essere miscelati a plastica riciclata post consumo (in particolare quella proveniente da RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), vengono opportunamente sterilizzati e compressi in lastre. La plastica riciclata per il confezionamento di Curface, viene fornita da Axion Polymer, un’azienda specializzata nel riciclo di materiali plastici.
Si ottengono delle superfici (Surfaces) di un colore scuro come caffè del quale emanano l’aroma. Si tratta di superfici che possono essere adoperate per realizzare tavoli oppure sedie e che, stando alle dichiarazioni di chi ha avuto il piacere di vederle, sono al tatto un misto tra la pelle ed il legno.
La Re-worked intende proporre inizialmente il suo prodotto ecologico in bar e caffetterie, così da sensibilizzare i clienti sul tema del riciclo e fare in modo che i più “eco” possano sorseggiare il proprio caffè con serenità sapendo che gli scarti che ne derivano avranno una nuova vita.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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Bioedilizia: le piastrelle da soffitto nascono dalle bottiglie di plastica

Grazie ad una costante attività di ricerca, alla dedizione e al desiderio di sperimentare degli addetti ai lavori, la bioedilizia sta davvero facendo passi da gigante. L’obiettivo principale è di studiare e realizzare progetti che siano salutari sia per l’uomo che per l’ambiente, impiegando esclusivamente materiali atossici ed eco-compatibili. È questo il caso, ad esempio, di un prodotto proveniente dalla costa occidentale degli Stati Uniti: pannelli e piastrelle da soffitto derivati dal riciclo della plastica. A prima vista, sembrerebbe un po’ assurdo o, alla meglio, improbabile, riuscire a conciliare plastica e bioedilizia: e invece la soluzione escogitata da Ceilume, un’azienda californiana all’avanguardia nella produzione di rivestimenti per interni, ha smentito ogni possibile pregiudizio. L’azienda ha infatti lanciato una linea di piastrelle in un materiale innovativo, appositamente realizzato, testato e brevettato. Stiamo parlando di Ceilume-P40-Plus, un composto proviene per il 60% dal riciclo; di questa percentuale, ril 40% è rappresentata proprio da bottiglie di plastica destinate a finire in discarica. L’ innovativa collezione di piastrelle da soffitto ecosostenibili di Ceilume, Sustainable Ceiling Tiles, è attualmente disponibile in sei stili diversi. Oltre a provenire dal riciclo, le piastrelle sono a loro volta riciclabili. Sono poi semplici da installare, non avendo bisogno di trattamenti particolari. Tra le loro caratteristiche troviamo la proprietà di riflettere la luce, che consente di sfruttare al meglio l’illuminazione naturale e di risparmiare sia energia che costi di bolletta, e quella di non assorbire né umidità né cattivi odori. Per questo, e per il fatto di essere facilmente pulibili, le Sustainable Ceiling Tiles sono particolarmente indicate per i soffitti di bagni e cucine.Il Ceilume-P40-Plus, il materiale “inventato” dalla Ceilume per rendere ecologici e sostenibili i suoi pannelli e le sue piastrelle, è stato recentemente premiato ai Bloom Awards dell’American Society of Interior Design, nella categoria dei materiali innovativi.

Fonte: Greenme

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L’arte di Gaetano Pesce per risollevare l’economia del design italiano

Posso mandare un messaggio al Presidente Napolitano? Dovrebbe cambiare la scenografia del discorso alla Nazione: design contemporaneo italiano al posto della solita libreria stile impero. Aiuterebbe l’industria.
Gaetano Pesce ha verve da vendere e sempre un’ idea nuova in testa. Mentre parla di come risollevare l’economia del design italiano – il migliore, sempre all’avanguardia – è a Milano per presentare Melissa+Gaetano Pesce uno stivaletto di plastica che ha realizzato per il marchio brasiliano, nato nel 1979 e fiore all’occhiello del gruppo Grendene.
L’archietto spezzino, da oltre vent’anni trapiantato nella Grande Mela, è uno dei designer italiani più amati. Nella sua carriera, cominciata sui banchi dello IUAV di Venezia dove si è laureato, Pesce ha sperimentato nuove linee e nuovi materiali, diventando un esponente del “Radical Design” negli anni Settanta. Oggi, a 71 anni, non ha smesso di guardare avanti e si è buttato a capofitto anche nella moda. L’incontro con Melissa – brand hi-tech e di successo, pronto a sbarcare negli Usa e in Europa con i suoi flagship store, a partire da New York – ha dato vita ad un modello fatto di dischetti di plastica. Il valore aggiunto della scarpa è quello di essere personalizzabile: la si può trasformare in una ballerina o in un sabot tagliando parte dei dischi. Melissa non è nuovo a collaborazioni di prestigio: ha lavorato con Jean-Paul Gaultier per ben due volte, con Thierry Mugler e Vivienne Westwood. Fino a gennaio 2011 la capsule è in vendita in esclusiva per l’Italia nel concept store milanese 10Corso Como, poi sarà acquistabile in tutti i retailer del marchio. Prendere un paio di forbici e modificare l’ opera di un grande artista: per realizzare completamente il concept di questa scarpa bisogna avere un bel coraggio…
È proprio questo il bello: partecipare al processo creativo significa appropriarsi dell’opera stessa. E per un prodotto di design credo che questo sia molto importante. Ho voluto ribadire un concetto: siamo tutti artisti, basta provarci. In Brasile il prodotto ha avuto un grande successo. È il punto di partenza per una collaborazione più ampia? Credo di sì. Per Melissa avevo pensato a una collezione molto varia: scarpe, sandali, borse, cinture. Questo modello ha fatto da apripista. Il ruolo della plastica sta cambiando: verrà bandita o quasi dall’uso quotidiano per motivi ambientali, ma è un materiale sempre più amato da moda e design. Cosa ne pensa? La plastica è un ottimo materiale da lavorare: versatile, funzionale. E comunque, secondo me, pensare di eliminarlo dalla vita quotidiana è sbagliato: il progresso avrà i suoi risvolti negativi, ma è necessario. Immagini se qualcuno si fosse messo a soppesare i rischi che derivano dall’ uso dell’elettricità e avesse deciso di eliminarla. L’essenza del design è sempre e comunque la pura sperimentazione? Oggi il design è un’espressione culturale adulta, è strettamente legato alla macchina economica. Il suo ruolo è quello di commentare la realtà. Io ho cercato di fargli assumere questo ruolo già in passato: alla fine degli anni Sessanta la mia Up Chair voleva simboleggiare la donna imprigionata in una rete di pregiudizi. Era un punto di vista sulla società. Se potesse dare un consiglio agli emergenti cosa direbbe loro? Rispondete alle vostre continue curiosità, cercando di non ripetervi. Cosa che ho sempre fatto anche io. Abita da anni a New York, ma per i 150 anni della Repubblica Italiana ha disegnato una collezione di tavoli con Cassina. Il legame con il nostro Paese è ancora forte? Vengo spesso in Italia. Vorrei però che l’immagine del Paese all’estero fosse diversa. All’ultima parata del Columbus day hanno sfilato quattro bersaglieri e dei bambini che sventolavano le bandierine tricolori. Avrebbero dovuto sfilare le Ferrari, le Tod’s, i mobili Made in Italy. Che progetti ha in cantiere? Un centro civico a Tel Aviv. E poi ho appena finito di realizzare una piscina coperta a San Pietroburgo. Poi ci sarà il salone: ho in mente una linea ispirata al circo e una a Thomas Jefferson. Ha scritto la dichiarazione d’Indipendenza: credo che sia uno stimolo interessante per il mercato americano.

Fonte: Luxury24

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Biogrì: il barbecue a energia solare

Biogrì: il barbecue solareBiogrì è un’innovativo barbecue ecosostenibile funzionante esclusivamente ad energia solare. Non utilizza dunque fiamme dirette o indirette, piastre riscaldate, resistenze o altro, col vantaggio dunque di una cottura priva di fumi e particelle derivanti da combustione (come ad esempio avviene con i classici barbecue a legna o carbone). E’ dotato di un doppio dispositivo di rotazione grazie al quale si orienta verso il sole. La sola luce solare, opportunamente riflessa raggiunge temperature di 230-240°C, determinando la cottura dei cibi. Essendo facilmente trasportabile e non avendo bisogno di combustibili, è particolarmente adatto all’utilizzo in campeggi, pic-nic in campagna, boschi, al mare. Non ci sono pericoli di incendio in quanto privo di fiamme libere. Biogrì è un modello brevettato, ideato e realizzato in Italia. Per ulteriori informazioni su questa interessante innovazine ecologica vi invitiamo a consultare direttamente il sito www.biogri.com.

Fonte: BlogEcologia

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Kinetic Energia: il braccialetto che genera energia

 

Kinetic Energy: il braccialetto che produce energiaKinetic Energy è un braccialetto. Inventato da due progettisti coreani. Accumula l’energia cinetica prodotta dai movimenti del corpo di chi lo indossa e la trasforma in energia elettrica, utile ad alimentare piccoli dispositivi elettronici. Gli ideatori sono Yun-Jung Sik e Choi Hyung-Suk, grandi osservatori del mondo che li circonda, che li ha ispirati nella progettazione del piccolo generatore di energia. Ogni giorno ci muoviamo e l’energia che impieghiamo per compiere i gesti quotidiani, va sprecata. Per evitare questo spreco, nasce Kinetic Energy, il braccialetto che accumula energia. Certo, l’energia che una singola persona è in grado di raccogliere, è sufficiente ad alimentare piccoli oggetti elettronici, non case ed elettrodomestici, ma se lo indossassero tutti?

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Photovoltaic Floor: piastrelle fotovoltaiche per un pavimento a risparmio energetico

Piastrella fotovoltaicaUn pavimento mai visto prima, costituito da piastrelle fotovoltaiche, è stato progettato in Spagna. Ci si cammina su, come su un normalissimo pavimento, ma il Photovoltaic Floor, sviluppato dalla divisione spagnola Butech del gruppo Porcelanosa, è assolutamente innovativo. Mai fino ad ora, infatti, la tecnologia del fotovoltaico era stata applicata ad un pavimento e così perfettamente integrata dal punto di vista architettonico. Ampi lastrici solari saranno utili non solo per feste in terrazza e barbecue, ma anche per accumulare tanta energia e potranno non essere occupate da ingombranti pannelli. Le ampie superfici agli ultimi piani di palazzi e villette, le piazze pubbliche, e le zone pavimentate dei giardini, si presteranno per il nobile scopo del risparmio energetico. Il Photovoltaic Floor, realizzato in collaborazione con Onyx Solar, azienda specializzata nel fotovoltaico, sarà in commercio a partire dalla fine del 2010. La grande innovazione del sistema, rispetto ai tradizionali pannelli, è l’uso di piastrelle fotovoltaiche in luoghi calpestabili, il che comporta che abbiano grande resistenza e durevolezza. Il prodotto potrà essere perfettamente integrato in tutti i progetti perché, in quanto nascosto, non ne danneggerà l’estetica. Utilità ed estetica sono coniugate in un unico prodotto che permette di eliminare i tradizionali pannelli fotovoltaici senza rinunciare al risparmio energetico e all’accessibilità degli spazi.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Bio-Glass: Superfici Riciclate e Riciclabili

bio-glassBio-Glass è un prodotto di Coverings Etc: l’azienda afferma che è al 100% riciclato e riciclabile. Come molti altri prodotti sul mercato, anche questo è realizzato con bottiglie riciclate. Tuttavia, secondo il Green Building, il prodotto è fatto con con contenuto riciclato pre-consumo, post-consumo in una miscela di entrambi, a seconda del colore. Bio-Glass è disponibile in sei colori: acquamarina, smeraldo, ambra fossile, malachite, giada orientale e bianco diamante. Viene fornito di una superficie in argento con la certificazione di Cradle 2 Cradle e non contiene coloranti o additivi. Bio-Glass è venduto con una finitura naturale in fogli da 110x49x3/4.

La provenienza della materia prima determina il colore del prodotto finale: le piastrelle bianche derivano da vetro riciclato pre-consumo (di cui è possibile controllare la contaminazione e l’esatta derivazione), mentre le colorazioni più scure identificano le lastre realizzate con materia prima riciclata post-consumo. Katherine Salant del Washington Post ha segnalato Bio-Glass a Greenbuild  di recente ed è stato valutato 1900 € circa al metro quadrato (installazione esclusa) da Coverings Etc. Ha affermato che il materiale di cui è composta la superficie è ottenuto dal riscaldamento e dalla fusione di schegge di vetro riciclate, un processo che gli conferisce un “look” distintivo. “Bio-Glass offre un materiale verde ma senza compromessi sull’estetica. 100% vetro riciclato: no coloranti o altri additivi. Riciclabile al 100% e può essere inserito nel contenitore stesso riciclo del vetro insieme a bottiglie di bevande”, spiega il web site dell’azienda produttrice che presenta un prodotto riciclato e riciclabile ma esteticamente pregiato.

Links utili e approfondimenti

Fonte: GenitronSviluppo

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Pop, minimal o riciclata: la bicicletta solidale dei designer

Ci riuscirono gli inglesi, già qualche anno fa, a sdoganare la bicicletta nell’immaginario chic al punto da renderla bandiera dell’eco-sostenibile di classe. Niente sudore a nudo da Critical Mass o abiti stropicciati da studente trafelato, ma il caschetto politicamente corretto ed ecologicamente sostenibile del biondissimo sindaco di Londra Boris Johnson (che lo salvò più volte dal lancio inconsulto di oggetti dai finestrini dei Suv nel traffico). Allora i giornali britannici narravano indignati il ratto delle due ruote del futuro premier conservatore, David Cameron, e Vivienne Westwood arrivava pedalando al suo atelier milanese.
Adesso in Francia ci si sono messi anche 12 creativi di tutto il mondo a ricordare quanto è cool andare in bicicletta, soprattutto in edizione limitatissima. Il progetto charity si chiama Be Cycle and Fashion e fra i suoi organizzatori ha un portale multimediale internazionale dedicato alla solidarietà, La Chaine du Coeur. I proventi delle vendite saranno destinati ad Act Responsible, un’associazione che promuove campagne pubblicitarie di utilità sociale o ambientale.
Risultati molto diversi fra loro ma stessa base di partenza per tutti e 12: una “fixed gear” della Peugeot – per dirla con i tecnicismi un modello celebre di bici “a scatto fisso”, quelle nate per la pista da corsa e adattate alle strade di città. La più bella in assoluto (almeno se siete femmine, da piccole vi lasciavate vestire da confetto e tuttora possedete una Graziella con cestino) è quella disegnata dalla madrina del progetto, la spagnola Agatha Ruiz De La Prada, che sotto la canna ha appiccicato uno dei suoi cuori fuxia e l’ha abbinato con pedali arancioni. Chi invece la vorrebbe griffatissima, con buona pace del minimalismo, le preferirà probabilmente la bicicletta secondo Kenzo, con due fiori colorati al posto dei raggi. Per chi ha le gambe lunghe (molto lunghe) c’è la bici geometricamente modificata da Marithé+François Girbaud (i due francesi, moglie e marito, che fra il resto si sono inventati un modo di stingere i loro vendutissimi jeans evitando di sprecare acqua), e per le maniache della raccolta differenziata il trentenne Ylan Anoufa ha usato tappi di alluminio avanzati (più di 500). Se poi per voi la vita è una lotta e vi siete francamente stancate di scegliere, il designer di Peugeot, François Duris, ha inventato una bicicletta con due facce e due anime, mezza kitsch e mezza essenziale. Fra gli altri creativi che hanno partecipato al progetto – il cui prototipo però non è ancora stato svelato dagli organizzatori – c’è anche l’enfant prodige belloccio del design europeo, Ito Morabito (marchio Ora Ito), il ragazzo che divenne famoso per aver virtualmente creato una borsa ergonomica di Louis Vuitton che le clienti cercavano inutilmente nelle boutique monomarca. Guarda la galleria.

Fonte: Luxury24

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Eolico: la turbina senza pale che produce energia a basso costo

Una turbina eolica di nuova concezione, senza pale, potrà produrre energia a costi convenienti. Lo afferma l’azienda americana Solar Aero, che ha brevettato e sta sviluppando il nuovo modello di centralina eolica, denominata turbina Fuller, dal cognome dell’inventore. Secondo la società, considerando tutti i costi del suo ciclo di vita, la nuova turbina consentirà di produrre energia a circa 9 centesimi di euro al kWh: una cifra del tutto paragonabile a quella dell’elettricità oggi immessa in rete.
Il progetto è un’evoluzione di un modello brevettato nel 1913 dal geniale scienziato e inventore serbo Nikola Tesla. La tecnica consiste in una serie di sottili dischi metallici, impilati uno sull’altro ma separati da spazi vuoti. La loro disposizione è studiata in modo che quando il vento soffia in questi spazi, crea un movimento d’aria che aziona il movimento rotatorio dei dischi. L’energia meccanica del movimento è poi trasferita a un albero motore collegato ad un normale generatore. Secondo il brevetto depositato, il vantaggio principale della nuova turbina è che “grazie al disegno aerodinamico è efficiente a velocità del vento molto diverse, il che la rende più indicata rispetto alle turbine quelle tradizionali”. Ad esempio il piccole esemplare nella foto ha una potenza di 10 kw, secondo Solar Aero.
Un altro lato positivo dell’assenza di pale è la possibilità di installare le turbine su piloni più bassi rispetto a quelle tradizionali, o anche sui tetti degli edifici cittadini. Inoltre l’impatto paesaggistico sarà minore, così come non ci sono rischi di danneggiare gli uccelli in volo. Oltre che nell’energia eolica, il nuovo modello potrà essere utilizzato in campo geotermico, dove è un fluido riscaldato a muovere la turbina. Anche in questo caso il vantaggio sarà notevole: la turbina potrà funzionare a temperature più basse rispetto a quelle oggi in uso, e sarà quindi particolarmente indicata nei casi in cui la fonte geotermica non produce abbastanza calore per una turbina tradizionale.

Fonte: LaStampa

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