Articoli relativi a ‘ambiente’

La bolla geodetica giapponese, pensata per i più giovani per insegnare loro un nuovo modo di abitare

defaultViene chiamata Harima Eco House ed è una bolla geodetica che sorge su una collina poco distante da Osaka, progettata da un giovane architetto giapponese, Shuhei Endo, famoso per le sue ricerche sulla ecologia delle forme. Detto altrimenti è il Palazzo dell’Esperienza Ambientale, al suo interno vengono svolte attività con l’obiettivo di sensibilizzare bambini e ragazzi sui grandi temi dell’eco-sostenibilità, mescolando lezioni, gioco e spettacolo.

La Eco House si compone di tre padiglioni tra loro collegati e disposti a trifoglio, per la struttura dell’edificio Endo utilizza solo legno locale, ricavato dal diradamento necessario per mantenere in buona salute il bosco.  Per rivestire esternamente l’edificio, l’architetto ha optato per il cosiddetto acciaio vellutato, o Corten, un sottile strato metallico dal colore brunito che non necessita di alcuna manutenzione periodica perché il suo speciale punto di ossidazione lo rende resistente agli agenti atmosferici e al processo di deterioramento, senza bisogno di alcuna verniciatura.

E’ proprio sul concetto di sfera che si basa l’esperimento della casa ecologica di Shuhei Endo: la forma naturale più semplice viene scomposta e ricomposta geometricamente, costruita con materiali naturali, legno e acciaio, per ospitare una scuola di ecologia e di ambiente per i più piccoli, i nuovi abitanti del pianeta. A loro viene dimostrato concretamente, all’interno di questi spazi essenziali e naturali, che l’impronta ecologica di un individuo passa dalla lettura semplificata che esso deve avere della Natura, e dal rispetto che deve muovere ogni sua scelta.

La semplificazione delle forme è uno dei temi essenziali della cultura giapponese: nell’ assenza di tutto ciò che è superfluo prende forma la concretezza più efficace.

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Energia rinnovabile: raccogliere elettricità dall’umidità dell’aria

Si prospetta una nuova fonte di energia pulita e rinnovabile. Raccogliere elettricità dall’umidità dell’aria. Dalle goccioline di vapore acqueo presenti nell’atmosfera. L’idea – del tutto nuova – sarebbe da guardare con un certo sospetto se non fosse contenuta in una ricerca presentata durante questa settimana al convegno dell’ American Chemical Society, una società scientifica e professionale che conta quasi 160.000 iscritti e che pubblica libri e riviste scientifiche.
Ecco di cosa si tratta. Fernando Galembeck, un ricercatore dell’Università di Campinas in Brasile, dice che le goccioline di vapore acqueo presenti nell’atmosfera non sono elettricamente neutre, ma si caricano di una piccolissima quantità di elettricità quando vengono a contatto con microscopiche particelle di polvere o di altri materiali presenti nell’aria. Non solo. Una volta accumulata la carica elettrica, le goccioline possono trasferirla ad altri materiali con cui entrano in contatto. Basta scegliere i materiali più adatti, dice Galembeck: si potranno realizzare dei pannelli con cui coprire tetti ed edifici. Egli ha battezzato l’elettricità così raccolta hygroelectricity, cioè elettricità umida o elettricità dall’umidità. I luoghi migliori per trasformare in energia elettrica i raggi del sole sono notoriamente quelli più soleggiati. Per raccogliere l’ hygroelectricity sarebbero invece ideali i climi umidi. Anzi, sostiene ancora Galembeck: assorbendo elettricità dall’atmosfera si preverrebbe addirittura la formazione dei fulmini che possono recare gravi danni a cose e persone.

Sul sito della American Chemical Society: “l’elettricità raccolta dall’aria potrebbe diventare la nuova energia alternativa” (qui).

Sulle Bbc News “il dibattito sulla possibilità di ricavare energia elettrica dall’aria” (qui).

Fonte: Blogeko

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“Natura è cultura”, la filosofia di Floracult

A Roma dal 13  al 15 maggiopresso l’azienda agricola I Casali del Pino,  174 ettari di campagna a pochi chilometri dal centro,  si terrà la seconda edizione di Floracult, mostra mercato florovivaistica .

La manifestazione è  nata dall’incontro tra Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola di un’azienda  convertita al biologico e creativa con la passione del riciclo e riuso, e Antonella Fornai, designer di giardini, o “giardiniera” come ama definirsi, oltre che curatrice di mostre florovivaistiche di successo. I Casali del Pino, con i vecchi casali oggi in ristrutturazione, sono il luogo ideale dove trascorrere una giornata immersi nel verde di una campagna romana ancora intatta all’interno del Parco di Veio. Natura è cultura. Questa è la filosofia di FLORACULT.

Salvaguardia ambientale, sostenibilità, passione per il verde, tutto quello che ruota intorno ad una visione culturale della natura rientra negli obiettivi della fiera.

Floracult privilegia la qualità e l’innovazione, offrendo ad un pubblico non necessariamente esperto la possibilità di scoprire,  ritrovare o far conoscere meglio – grazie ai consigli dei vivaisti – specie vegetali interessanti per le loro qualità estetiche, botaniche o decorative. Tre giorni per poter scegliere e acquistare piante per il proprio giardino o terrazzo, alberi, arbusti, bulbi e fioriture selezionati con una grande cura da più di 100 vivaisti-produttori.

Oltre ad essere un luogo di incontro e di divulgazione unico tra specialisti, amanti o futuri cultori del verde, l’evento offre la possibilità di approfondire temi come il riciclo riuso di materiali, l’artigianato e le arti visive legati alla natura, l’editoria che si occupa di piante,ecologia, architettura ambientale.

Tante le novità di quest’anno: collezioni di rose botaniche e rose antiche, piante spontanee della costiera amalfitana, 30 varietà di gelsomino, nuove varietà di piante rampicanti, frutti antichi dalla Sicilia, piante succulente esotiche, le più raffinate varietà di agrumi, bulbi da tutto il mondo e il più grande collezionista di salvie con oltre 400 varietà in catalogo.

Paolo Pejrone sarà l’ospite d’onore di questa seconda edizione, aprirà la manifestazione venerdì alle ore 12.00 con una conversazione dal titolo “Un bel giardino è senza veleni”. Molti vivaisti inoltre porteranno piante da giardino e da terrazzo adatte ad attirare le farfalle che in Europa, a causa dei pesticidi, stanno quasi scomparendo.  Si potrà anche ammirare il suggestivo spettacolo offerto dall’installazione  “La Stanza delle farfalle”, un cubo che ospita farfalle vive dai colori esotici. Guido  Giubbini esporrà la sua collezione privata di circa 1.000 esemplari.  Gianumberto Accinelli e Giorgio Sandrolini presenteranno il libro “Il giardino delle farfalle”. Gli autori incontreranno Lauro Marchetti, Direttore e Curatore dei Giardini di Ninfa, il più bell’esempio in Italia di “giardino inglese” dove è stato realizzato un fantastico giardino pieno di farfalle.

Si parlerà anche di ecologia urbana e di Compost, un concime naturale così importante, facile da fare, ma ancora così poco praticato; ci sarà l’occasione di imparare a farlo in collaborazione con l’AMA (Azienda Municipalizzata Ambiente). All’interno della fiera, un’area recintata verrà infatti  utilizzata per la dimostrazione pratica di come si ottiene il Compost.

Ci sarà anche Paola Maugeri, che presenterà “La mia vita a  impatto zero”, l’esperienza  di una giornalista ambientalista in una città complessa come Milano che insegnerà a costruire in casa una compostiera per terrazzo.

Anche quest’anno RE(f)USE, lo spazio di Carmina Campus che propone moda e design realizzati con materiali  di riciclo, partecipa a FloraCult portando la sua filosofia legata al riuso creativo. Oltre agli accessori e ai mobili di Carmina Campus RE(f)USE presenterà i lavori di Serve Van de Put, scultore belga che recupera vecchi pneumatici e copertoni per costruire figure di uomini, animali e oggetti. Artista autodidatta, con esperienze nel campo della pubblicità, della modellistica e della decorazione, Van de Put è un eccellente disegnatore capace di dare massa e volume alle sue sculture, come il colossale elefante installato nelle acque della laguna di Venezia durante la biennale del 2009.  Esaurita la sua originaria destinazione d’uso, la gomma diventa un rifiuto della civiltà industriale, ma Van de Put, con l’ausilio di strumenti come taglierini, viti e chiodi, ne fa materiale per oggetti carichi di significati etici ed estetici. L’immediatezza dei suoi lavori è la conseguenza di un atteggiamento fondamentalmente orizzontale e aperto nei confronti della platea a cui ama rivolgersi, ben più ampia di quella costituita dai soli addetti ai lavori.

 

Faranno da protagonista anche i libri, gli incontri e i dibattiti: sarà possibile il confronto con esperti del   verde, entomologi, scrittori, personaggi famosi con il pollice verde: Giorgio Celli, il più famoso entomologo italiano presenterà il suo libro “Le piante non sono angeli. Astuzie, sesso e inganni del mondo vegetale”. Sarà presente anche Serena Dandini, appassionata di giardinaggio, che presenterà in anteprima il suo libro “Dai diamanti non nasce niente”, storie di vita giardiniera, riflessioni personali e ironiche sul rapporto con la natura e con noi stessi da parte di un’appassionata giardiniera.

Federico Fazzuoli infine incontrerà i giovani imprenditori di Coldiretti che partecipano al concorso Oscar Green 2011, organizzato da Coldiretti Giovani Impresa per premiare le aziende agricole che hanno saputo costruire progetti di impresa sostenibili e competitivi.

Fonte: Green News

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Scrivi green e vinci un master con Repubblica.it

Ti interessa l’ambiente? Vinci un master, con Repubblica.it. E’ il premio in palio per il concorso di scrittura giornalistica dedicata a tematiche verdi, con particolare attenzione alle fonti di energie rinnovabili: green economy, buone pratiche, strategie efficaci contro la crisi delle fonti energetiche tradizionali; buoni esempi, sia a livello locale che globale, ma anche quelli cattivi, da denunciare.
L’importante è raccontare una storia e far aprire gli occhi su un tema chiave, che domina oggi il dibattito mondiale e tocca la vita di tutti noi, ogni giorno. “Rinnoviamoci”, è questo il nostro invito. Ed è anche il nome dato al premio 1, promosso da Repubblica.it, legato al Master 2 in “Comunicazione ambientale. Giornalismo, divulgazione, green economy”, organizzato dal centro studi Cts 3 e da Modus Vivendi 4, patrocinato, fra gli altri, dall’Università La Sapienza – Facoltà di Scienze della Comunicazione, e dall’Enea.
Un’occasione unica per trasformare la passione per la narrazione – a parole o con immagini – in un’opportunità davvero privilegiata di approfondire il tema, e imparare a fare comunicazione in modo innovativo, tornando sui banchi di scuola. Per partecipare bisogna inviare un articolo giornalistico originale e inedito in italiano – testo e se si vuole anche fotografie – dedicato all’ambiente, di massimo 3600 battute. La chiave di lettura da privilegiare è quella della rapida trasformazione del mondo delle energie più tradizionali, tra la crisi delle fonti più classiche, petrolio in primis, e l’emergenza gas serra; le energie alternative, dal fotovoltaico all’eolico; i centri di ricerca all’avanguardia, le politiche ad ampio raggio ma anche i singoli che si mettono in gioco per trovare soluzioni efficaci. L’importante è trovare un “filo verde” e raccontare una storia. Ogni settimana un pezzo verrà scelto dalla giuria creata ad hoc, e verrà pubblicato su Repubblica.it. Al vincitore finale andrà una borsa di studio a copertura totale per partecipare all’edizione 2011 del Master in Comunicazione Ambientale promosso dal Centro Studi CTS e dalla rivista Modus Vivendi – Ecolavoro, che comincia il prossimo 10 gennaio.
Come fare? I contributi dovranno essere mandati a questo indirizzo e-mail . Oltre all’articolo, bisogna inviare anche la liberatoria firmata e nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di posta elettronica e recapito telefonico. E sbrigarsi: per partecipare c’è tempo fino al 10 dicembre 2010.

Fonte: LaRepubblica

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