Articoli relativi a ‘ARCHITETTURA’

Da Trivago la classifica dei migliori alberghi-design: estetica, funzionalità, prezzi accessibili

Dormire in un hotel progettato da un architetto di grido non è roba per tutti. Ma ci sono dei casi, pochi al mondo, che fanno eccezione. Hotel pensati da professionisti estrosi, arredati in modo originale, dove è possibile dormire con appena 30 euro a notte a persona.
Il sito comparatore di prezzi http://www.trivago.it/ ha selezionato i migliori 10 “cheap” design hotel d’Europa, da Madrid a Budapest, da Vienna a Lisbona. Camere dai colori stravaganti, soluzioni all’avanguardia e armoniose, il tutto impacchettato per un massimo di 60 euro a camera doppia.
Se pensate che sia una cosa impossibile, provate a dare un’occhiata al sito del Soho Hotel di Budapest, un albergo trendy nel cuore della capitale ungherese. La facciata esterna di luci al neon blu elettrico fa da cornice a una struttura a quattro stelle con camere arredate con stile e fantasia. Mobili d’epoca decorati in oro sono combinati con elementi di design moderno e colori audaci. Il resto lo fanno le bellezze della cittadina magiara, con il suo Ponte delle Catene e il Castello di Buda, fino ai capolavori dell’Espressionismo della Galleria Nazionale. L’hotel è prenotabile a partire da 30 euro a persona in camera doppia per notte via Otel.com (3.12.2010 – 5.12.2010).
C’è poi il Roomz di Vienna, dal design fresco e accattivante, con camere suddivise in quattro colori (verde, blu, marrone e rosa) e decorate con stile raffinato. Ogni dettaglio, dalle tende agli arredamenti, è coordinato e ogni dispositivo, interruttori inclusi, in tinta. Per quanto riguarda Vienna, la Kunsthalle presenta una mostra di pop-art e, ancora per poco, si può ammirare una rassegna dedicata a Frida Kahlo nel Kunstforum Bank Austria. L’hotel è prenotabile a partire da 54 euro a persona in camera doppia per notte via Onhotels (3.12.2010 – 5.12.2010).
Il Novus City Hotel di Metaxourgio, il quartiere alla moda di Atene, offre invece ai visitatori uno stile minimalista e dinamico, con una terrazza dalla quale godere la vista sull’Acropoli. Prenotabile a partire da 37 euro a persona in camera doppia per notte via Booking.com (3.12.2010 – 5.12.2010).
Elegantissimo anche il Ku Damm 101 di Berlino, nella Kurfürstendamm della splendida capitale tedesca. Dalla hall alle sale comuni fino alle camere, si possono trovare opere di alto design. Prenotabile a partire da 41 euro a persona in camera doppia per notte via Venere (3.12.2010 – 5.12.2010).
L’hotel Yasmin di Praga si trova invece nel quartiere di Nove Mesto dell’affascinante capitale ceca e con le sue forme nette e i colori tenui rappresenta un piccolo gioiello di arte moderna. A pochi passi da Piazza Venceslao, l’albergo è anche un punto di partenza perfetto per scoprire le tante bellezze della città, dall’Orologio Astronomico alla Cattedrale di San Vito. Il costo parte da 37 euro a persona in camera doppia per notte, prenotando via Logitravel (3.12.2010 – 5.12.2010).
Un concept moderno e funzionale caratterizza invece l’hotel Bloom, nel cuore di Bruxelles. L’albergo racchiude nelle sue 305 camere e suite piccole opere di diversi artisti. Il ristorante “SmoodS” è un mix di stili fantasiosi fuori schema, dai tavoli arredati in stile vintage ad angoli in “safari style”. E, per chi ancora non conoscesse la capitale belga, il museo degli strumenti musicali in stile Art Nouveau è un gioiello da non perdere. L’hotel è prenotabile a partire da 39 euro a persona in camera doppia per notte via Booking.com (3.12.2010 – 5.12.2010).

Fonte: LaRepubblica

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Casa della Memoria: progettazione di un edificio pubblico per funzioni civiche e culturali

La società Hines Italia SGR S.p.A. in collaborazione con il Comune di Milano, ha lanciato concorso di idee privato, articolato in due fasi, per la progettazione di un edificio pubblico destinato a funzioni civiche e culturali denominato “Casa della Memoria”.
Il concorso ha per oggetto la definizione di una proposta progettuale di un edificio pubblico, avente una superficie utile pari a circa 2mila mq, destinato ad ospitare le sedi di alcune delle associazioni che conservano la memoria della conquista della libertà e della democrazia nel nostro Paese oltre a spazi dedicati al quartiere Isola.
Le soluzioni progettuali dovranno porre particolare attenzione:
– ai caratteri distributivi e tipologici
– alla flessibilità ed efficienza spaziale e organizzativa
– alla qualità tecnologica, materica oltre che architettonica – spaziale
– all’ottimizzazione delle superfici
– alle relazioni con gli spazi aperti, con particolare attenzione alle connessioni con l’ambito urbano di riferimento e le trasformazioni per esso previste
– alla fattibilità tecnica, strutturale e impiantistica in osservanza della vigente normativa oltre che nel rispetto di criteri di sostenibilità ambientale degli interventi.
Il concorso è aperto alla partecipazione di architetti che non siano inibiti all’esercizio della professione e che siano iscritti agli Albi dei rispettivi Ordini professionali.
La prima fase concorsuale, che si svolgerà tra il 23 dicembre 2010 e il 14 gennaio 2011, sarà volta alla raccolta delle manifestazioni di interesse a partecipare al concorso da parte di architetti. Al termine della prima fase un’apposita giuria, presieduta dall’arch. Stefano Boeri, selezionerà 5 candidati che saranno invitati a partecipare alla seconda fase del concorso.
Nella seconda fase concorsuale, che si terrà indicativamente dal 14 febbraio 2011 al 31 marzo 2011, i concorrenti selezionati dovranno predisporre un progetto architettonico e presentarlo secondo le modalità che saranno specificate nella lettera di invito alla seconda fase.
Hines Italia SGR S.p.A. si riserva, dopo la proclamazione del vincitore, la facoltà di rendere pubbliche le proposte dei concorrenti tramite una mostra dei progetti presentati.

Fonte: ArchiPortale

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MilanoZero: il nuovo quartiere (per uffici) certificato Leed Platinum

Sarà inaugurato nella primavera del 2013 il quartiere per uffici ecosostenibile da 220 milioni di euro “MilanoZero”, destinato a sorgere sul sito una volta occupato dall’ex sito industriale della Domenico Altieri Chimica. Progettata da Studio FZ (Milano) su commissione della famiglia Altieri, l’area di lavoro, a un minuto dall’aeroporto di Linate, occuperà una superficie di oltre 40.000 metri quadrati e sarà percorribile esclusivamente a piedi, in bici o con minicar elettriche. La struttura, articolata su 10 edifici di differente funzione, sarà dotata di un assai ampio ventaglio di soluzioni ecosostenibili, individuate dai progettisti nell’ottica di realizzare un complesso certificato Leed, classe Platinum. Tra i volumi di MilanoZero vi sarà il ZeroHotel, una struttura ricettiva di lusso high-tech, destinata a rappresentare il primo complesso alberghiero italiano classe A.
Nel progetto di Studio FZ i tetti a shed degli edifici accolgono pannelli fotovoltaici di terza generazione ad altissima efficienza, in grado di regalare al complesso l’autonomia energetica per coprire i consumi energetici dipesi da climatizzazione e gestione ordinaria. Impianti per il recupero e lo sfruttamento delle acque meteoriche nei servizi igienici e per l’irrigazione dei giardini sono inseriti su tetti e piazzali. Nei mesi più caldi, un’alimentazione automatica ausiliaria garantisce l’approvvigionamento idrico attraverso la rete dell’acqua potabile.
MilanoZero sfrutta anche il sottosuolo, dove l’acqua si mantiene alla temperatura costante di 14°C tutto l’anno. Un pozzo geotermico di estrazione consente al centro di disporre di questa preziosa risorsa costantemente e di portarla alla temperatura desiderata grazie all’energia solare – si legge nella proposta vincitrice. Il calore accumulato viene poi conservato con l’applicazione delle più studiate regole di isolamento e coibentazione. Questo ciclo perfettamente chiuso e autonomo si compone di tre parti distinte: i pozzi geotermici dell’acqua di falda, le macchine di climatizzazione, fulcro dell’impianto, e le apparecchiature di erogazione del calore. Apparecchi moderni, tra i migliori e i più sicuri che la tecnologia odierna possa offrire. Sulle sommità degli edifici crescono lunghi e rigogliosi giardini pensili, con i colori e la vegetazione tipici della Valle del Lambro. Ognuno di questi contribuirà non solo a rendere esteticamente più piacevole la veduta dall’alto del nuovo innovativo complesso, ma sarà anche in grado di migliorare il rendimento energetico degli edifici e di ridurre l’effetto del deflusso delle acque a causa delle tempeste. Gli spazi avranno un costo di realizzazione di circa 1500/ 2000 € al mq e verranno affittati a un prezzo che si aggira attorno ai 250 euro al metro quadrato l’anno.

Fonte: ArchiPortale

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Mondo Juve: il progetto di Design International

Partiranno nel 2011 i lavori di costruzioni per lo shopping center MONDOJUVE, destinato a sorgere tra i comuni di Nichelino e Vinovo, sul sito confinante allo Juventus Training Center.
Lo scorso 1 dicembre è stato presentato ufficialmente il progetto sviluppato dallo studio Design International su commissione di Campi di Vinovo S.p.A., del Gruppo Finanziaria Gilardi S.p.A., che ha acquisito l’area dalla Juventus F.C. insieme al nome e al marchio stesso.
Il centro commerciale occuperà una superficie totale di 82.000 mq, su una superficie territoriale di circa 340.000 mq e conterà su uno staff commerciale di 1.500 persone. Sono previsti circa 4.000 parcheggi, la sistemazione a verde di 80.000 mq, dei quali 30.000 mq a bosco lungo la Debouchè con alberi d’alto fusto.
Dal punto di vista formale il progetto di Design International riprende le caratteristiche-chiave dell’architettura nordeuropea contemporanea: essenzialità e chiarezza compositiva, ricerca di interazione continua tra interni e paesaggio ed ampio impiego di materiali naturali.
Tra le soluzioni sostenibili che verranno inserite nel complesso sono previsti: sistemi di recupero energia, di produzione di energia pulita e di controllo energia consumata. La presenza di  pavimentazione drenante permetterà la raccolta delle acque piovane dai parcheggi, accumulata, insieme alle acque di prima pioggia, in apposite vasche e sfruttata per l’irrigazione e il sistema antincendio.
Il costo complessivo dell’intervento si aggira sui 220 milioni di euro, di cui circa 40 milioni destinati ad opere pubbliche per le modifiche necessarie alla viabilità dei comuni di Vinovo e Nichelino. Infatti, parallelamente alla costruzione del Parco Commerciale MONDOJUVE, a cura di CGG ‐Costruzioni Generali Gilardi S.p.A., saranno realizzate opere di viabilità connessa, disciplinate dall’Accordo di Programma sottoscritto nell’anno 2008 tra Regione Piemonte ‐comune di Nichelino – comune di Vinovo ‐Campi di Vinoso S.p.A.
Lo schema di progetto della nuova viabilità presenta una serie di articolazioni dovute a nuove infrastrutture stradali che si connettono a strade esistenti e a interventi di adeguamento e potenziamento di infrastrutture già presenti.
Oltre ad accogliere il traffico generato dal nuovo insediamento commerciale, il nuovo assetto viario contribuirà a risolvere alcune criticità già oggi presenti. In particolare gli Assi denominati Debouchè ‐Complanare – Rottalunga, si inscrivono in uno scenario volto ad eliminare il traffico veicolare di transito nel parco di Stupinigi. Contemporaneamente verrà realizzato anche un collegamento ciclopedonale con il parco di Stupinigi e i comuni di Vinovo e Nichelino.

Fonte: Archiportale

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Donne a Napoli: proposte per la sostenibilità di percorsi urbani

Il Soroptimist International Club di Napoli e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Sezione Provinciale di Napoli, hanno lanciato un concorso di idee dal titolo: “Proposte per la sostenibilità di percorsi urbani”. Il concorso è riservato a giovani donne laureate in Architettura e in Ingegneria Edile in possesso di laurea magistrale o laurea quinquennale che non abbiano superato i 35 anni di età, con iscrizione individuale o di gruppo.
Il concorso è finalizzato ad ottenere idee progettuali per riqualificare percorsi urbani, garantendone la sostenibilità e la vivibilità, anche attraverso l’uso di materiali eco-compatibili e di energie rinnovabili. Il concorso vuole proporre  la valorizzazione del contributo di giovani donne professioniste, nonché la promozione di criteri progettuali per la sostenibilità ambientale nella città di Napoli. Le partecipanti potranno proporre, nel quadro del recupero ambientale e urbanistico della città, idee di progetto sul tema indicato con proposte di interventi anche alla scala dell’arredo urbano, pur nella libertà della scelta dei modi e delle procedure di rappresentazione. Le richieste di iscrizione dovranno pervenire entro il prossimo 23 febbraio 2011  mentre per gli elaborati ci sarà tempo fino al 18 maggio 2011. Al termine del concorso saranno distribuiti i seguenti premi:
– primo premio mille euro;
– secondo premio 500 euro;
– terzo premio 300 euro.

Fonte: Archiportale

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Eco-city 2020: in Siberia nasce la città sotterranea

Una città sottoterra per 100mila abitanti, al centro del nulla nella Siberia sterminata, là dove fino a qualche anno fa i minatori estraevano diamanti dalle viscere. È questo il progetto di Eco-City 2020, un luogo che ancora non esiste ma che già fa parlare di sé. L’inizio dei lavori non è ancora deciso, per ora in Rete circolano solo modellini, foto, descrizioni tecniche: tutta verticale, sarà ricoperta da una enorme cupola di vetro per riparare dal clima rigido della zona e portare all’interno energia dalla luce.
Sebbene si tratti solo di un progetto la cui realizzazione non ha certezza, i progettisti russi di Ab Elis hanno già pensato a tutto e hanno studiato la vita della comunità sotterranea su tre sezioni che si sviluppano in verticale. Ci saranno fattorie, foreste e coltivazioni costruite in altezza, spazi ricreativi per la socializzazione della comunità, aree con le abitazioni costruite su terrazzamenti, un po’ come avviene in terreni impervi anche in Italia, per esempio alle Cinque Terre. La città si potrà spingere fino a 525 metri sotto terra, tanto quanto è profonda oggi la miniera, e allargarsi per tutto il diametro della cava, oggi di 1.200 metri. E sarà ricoperta da una enorme cupola di cristallo, dotata di pannelli fotovoltaici per scaldare e dare energia al suo interno e permettere alla luce di filtrare all’interno. Lo spazio della miniera a cielo aperto di Mir, oggi in disuso e ufficialmente chiuso già nel 2001, è il secondo “buco” scavato nella terra più grande al mondo (il primo è una cava di rame nello Utah). Qui e nelle aree della repubblica siberiana di Jacuzia (o Repubblica di Sakha), dove l’inverno è così rigido da raggiungere i 25 gradi sotto lo zero, opera Alrosa, la società in mano al governo russo e oggi in fase di privatizzazione per via dei suoi debiti miliardari che detiene di fatto il monopolio per l’estrazione dei diamanti e che ne produce il 40 per cento a livello mondiale. Intorno all’estrazione mineraria (diamanti, ma anche oro) sono nati piccoli villaggi dove si sono insediati gli operai russi ucraini e nativi del luogo, soprattutto giovani, che sfidano il clima rigido e che oggi potrebbero divenire i primi abitanti della città del futuro.
La città che ancora non c’è è uno dei molti progetti che negli ultimi anni hanno immaginato villaggi interi racchiusi in strutture geometriche, dove tutto è contenuto in un gigantesco involucro futuristico autosufficiente: è il caso dell’enorme piramide proposta per New Orleans, che dovrebbe sorgere sulle rive del Mississippi. Ma il concetto di città racchiusa sotto una campana di vetro è caro anche al cinema, e ricorda film come The Truman Show o la sua parodia nel lungometraggio dei Simpson, così come è oggetto di trame fantascientifiche. L’ultimo romanzo di Stephen King, The dome, racconta per esempio di una cittadina ricoperta da una cupola e il prossimo anno diverrà una serie televisiva prodotta da Stephen Spielberg.

Fonte: IlCorriere

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Nuovi spazi per Spoleto: in gara idee per un nuovo insediamento in prossimità dell’ex “Piazza d’Armi”

Parte la quarta edizione del Premio di Architettura FBM, dal titolo Nuovi spazi per Spoleto. Organizzato da Fornaci Briziarelli Marsciano in collaborazione con Il Giornale dell’Architettura, impegna i partecipanti nella progettazione di un nuovo insediamento a destinazione mista nell’area abitata in prossimità dell’enorme e importante area militare dell’ex- “Piazza d’Armi”. La zona è collocata in posizione nevralgica a nord della città e dall’alto potenziale per il futuro sviluppo di Spoleto.
L’insieme degli interventi è volto alla costruzione di spazi pubblici che usino la nuova strada come occasione per definire nuove relazioni urbane tra gli spazi adiacenti, inclusa l’area della stazione ferroviaria. Come nelle precedenti edizioni il premio è diviso in due fasi: una prima fase a procedura aperta, verte sul tema della riqualificazione urbana e porta alla selezione di 6 gruppi di progettazione che vengono invitati ad incontrare rappresentanti dell’amministrazione comunale per approfondire quello che sarà il tema della seconda fase. Sarà oggetto di valutazione la capacità da parte dei concorrenti di trovare il migliore rapporto tra pieni e vuoti in relazione alla qualità urbana interna al progetto e al rapporto con il tessuto esistente, con particolare attenzione al disegno e alla calibrazione del disegno degli spazi aperti. Grande importanza rivestirà la capacità, da parte dei partecipanti, di inquadrare la collocazione delle funzioni richieste all’interno delle aree individuate per la riqualificazione di tutto il contesto urbano che gravita intorno al nuovo asse viario. A questo proposito, è lasciata piena libertà nel togliere alberature esistenti, oppure nel piantare nuove essenze arboree per creare una nuova condizione paesaggistica che valorizzi le relazioni con le preesistenze monumentali ed ambientali del sito.
Sono ammessi a partecipare al Premio di Architettura tutti gli studenti di corsi di laurea italiani in architettura e i neolaureati da non più di 5 anni, anche se già in possesso di abilitazione all’esercizio della professione, purchè di età inferiore ai 30 anni alla data del 30 Gennaio 2009. E’ ammessa la partecipazione di gruppi di progettazione.
La consegna degli elaborati in prima fase è fissata per il 30 Gennaio 2011, mentre per la consegna in seconda fase la data di scadenza è fissata per il 20 giugno 2011. Il Premio di Architettura terminerà con la nomina di un vincitore e di 5 menzioni secondo quanto deciso dalla Giuria e con l’assegnazione di un premio in denaro di 3mila euro per il vincitore e di cinque rimborsi spese di mille e 500 euro per gli altri partecipanti alla seconda fase.

Fonte: Archiportale

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Siena: un insolito ritratto architettonico della città

S’intitola  Architettura nelle terre di Siena. La prima metà del Novecento la mostra in corso presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena.
L’esposizione, visitabile fino al prossimo 17 novembre, indaga gli stili architettonici della prima metà del ventesimo secolo attraverso più di cento tra disegni e progetti d’architettura, oggi facenti parte di collezioni poco note o difficilmente accessibili come l’Archivio della Società di Esecutori di Pie Disposizioni, l’Archivio Storico del Comune di Siena o l’Archivio Chierici di Torino. A realizzare l’evento sono la Provincia di Siena, la Fondazione Musei Senesi e dalla Fondazione MPS con la collaborazione della Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici, del comune di Siena e dell’Università degli studi di Siena.
La mostra rappresenta la tappa conclusiva di un percorso di ricerca durato quasi tre anni, che ha censito le architetture più importanti del territorio, reperito e confrontato la documentazione ad esse inerente e analizzato il lavoro degli architetti attivi nelle prima metà del secolo passato, rintracciandone il percorso professionale.  Le cinque aree espositive, rispettivamente dedicate a “Gli alunnati delle Pie Disposizioni”,”Eclettismo e Liberty”, “Angiolo Mazzoni e la Stazione di Siena”, “Sabatini e gli anni Trenta”, e “Virgilio Marchi a Siena”, mostrano in pubblico per la prima volta progetti realizzati e proposte rimaste sulla carta, rivelando ambizioni tecniche, sperimentazioni formali e clima culturale di epoche differenti.
Risultato finale: una rassegna ricca di suggestioni, capace di offrire un ritratto insolito di una città nota per il grande patrimonio architettonico di stampo medievale e rinascimentale.

Fonte: Archiportale

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Architettura di carta: Cardboard Banquet, il padiglione di fogli di cartone

Al dipartimento di Architettura dell’Università di Cambridge, gli studenti si danno da fare e già dai primi anni di studio fanno parlare di sé. E’ il caso di Tom Emerson e Max Beckenbauer che, dopo aver partecipato ad un workshop tenuto da Rentaro Nishimura, famosissimo designer di oggetti di carta, hanno progettato Cardboard Banquet, un padiglione di carta in grado di ospitare circa 80 persone. Applicando all’architettura le lezioni del maestro, i due giovani studenti hanno sperimentato le potenzialità della carta. Leggera, sostenibile e modulare, la carta si presta bene come elemento da costruzione ed è per questo che il padiglione di Tom e Max è realizzato esclusivamente con fogli di cartone. Eh sì, perché il progetto dei due studenti, dopo essere stato accuratamente disegnato, ma volutamente non riprodotto con strumenti di modellazione 3D, è stato anche realizzato e si trova presso il Fellows Garden, nel Kings College di Cambridge. Il tempo impiegato per tirarlo su dal nulla è stato minimo: solo tre giorni per vedere realizzato il Cardboard Banquet, un progetto che ha il fascino e la leggerezza degli origami.
Fonte: ArchitetturaEcosostenibile
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Proposta di legge 3493: ingegneri e architetti contro l’ampliamento delle competenze dei geometri

Non è ancora iniziato l’iter in Parlamento, ma la proposta di legge 3493 che amplia le competenze dei geometri e dei periti edili, sta già tirandosi addosso critiche di ingegneri e architetti. Il disegno di legge 3493, presentato il 20 maggio scorso dal deputato Daniele Toto, riprende pressoché integralmente il disegno di legge 1865 presentato alla fine del 2009 dalla senatrice Simona Vicari e propone di consentire a geometri, geometri laureati, periti industriali specializzati in edilizia e periti industriali laureati di occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico e amministrativo, ristrutturazioni. Contro il ddl Toto si sono già espressi i Consigli Nazionali di architetti e ingegneri che, in una nota congiunta, hanno sottolineato che per esercitare le professioni di architetto e di ingegnere occorre superare percorsi universitari e non può una legge, prevedendo un semplice corso di 120 ore, annullare 5 anni di studio e hanno invitato i geometri e i periti edili a percorrere comunemente la strada della ragionevolezza preannunciando, in caso contrario, la propria ferma opposizione a proposte di legge basate sulle solite, inopportune ed antistoriche regalie all’“italiana”.
Nei giorni successivi si sono mobilitate le associazioni degli Ingegneri e degli architetti liberi professionisti.
Non su uno ma su quattro progetti di legge si concentra la protesta di INARSIND, il Sindacato nazionale ingegneri e architetti liberi professionisti italiani secondo cui dopo la sciagurata riforma dell’Università, varata da Berlinguer, dopo le liberalizzazioni di Bersani, dopo la catastrofe voluta, certamente in buona fede, dalla sinistra […] alcuni onorevoli di destra provano a distruggere in modo assolutamente casuale quello che resta delle libere professioni e più segnatamente delle professioni tecniche svolte dai laureati Architetti ed Ingegneri.
I progetti di legge nel mirino sono il ddl 503 “Disciplina delle libere professioni” presentato da Maria Grazia Siliquini – già contestato dagli ingegneri e dagli ingegneri juniores  – il ddl 1865 Vicari sulle competenze dei geometri e dei periti edili, il successivo ddl 3493 Toto sulla stessa materia e la proposta di legge 3522 “Delega al Governo per l’istituzione dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei liberi professionisti” presentata il 1° giugno 2010.
Con riferimento al ddl 3493 Toto, secondo INARSIND è incomprensibile che l’Avvocato Toto abbia ripresentato sostanzialmente la stessa proposta della Vicari (con la differenza che la modesta costruzione si è abbassata a 4.500 mc) aggravata dal fatto che, se la legge venisse approvata, queste competenze potrebbero essere svolte anche in “zona a rischio sismico non elevato per edifici con non più di tre piani fuori terra oltre al piano interrato o seminterrato e in  zona a rischio sismico elevato per edifici con  non più di due piani fuori terra, oltre al piano interrato o seminterrato”.
Crediamo – afferma INARSIND – che la buona politica debba impedire queste azioni che non sottostanno ad alcun disegno organico di riforma. Soprattutto in  questo momento in cui il Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano, si è dichiarato intenzionato a condurre in porto  la riforma delle professioni, attesa da oltre 25 anni, entro la fine della legislatura. Gli Architetti e gli Ingegneri Liberi Professionisti Italiani, in veste di garanti della qualità edificatoria sul territorio italiano, avevano già lanciato una petizione online per fermare la proposta di legge 3493 come è stato già fatto per il ddl 1865, chiedendo, inoltre, di avere in futuro l’opportunità, nel comune interesse, di esprimere un parere su disegni di legge di competenza propria della Professione di Architetto e Ingegnere con laurea quinquennale e triennale.

Approfondisci su: EdilPortale

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Architetti calabresi vincono il concorso “Progettiamo Messina”

Sono calabresi i quattro giovani architetti Alba Guerrera, Giuseppe Amalfa, Giulia Caridi e Anna Lucia Milone vincitori del concorso di idee Progettiamo Messina, promosso da Club service Rotary “Stretto di Messina” e “Messina Peloro” e Lions “Messina Peloro”. L’edizione 2010 della competizione, rivolta a laureandi o laureati da non oltre due anni in ingegneria e architettura, chiedeva ai partecipanti di pensare soluzioni e proposte per il miglioramento della qualità e della vivibilità degli Orti della Maddalena di Messina.
L’area militare degli Orti della Maddalena è baricentrica rispetto allo sviluppo dell’attuale città, posta al limite tra la maglia regolare di isolati e il tessuto più disordinato che si snoda al di sopra della circonvallazione, se restituita alla città potrebbe trasformarsi in un moderno parco attrezzato, un vero e proprio polo collettivo e valida alternativa a piazza Cairoli e alla piazza Sagrato della Cattedrale che di fatto sono gli unici punti di incontro della città. Un’area da connettere con il resto della città perché l’attuale destinazione d’uso militare priva la parte centrale di Messina di un’importante porzione di tessuto urbano che potrebbe dare respiro al ritmo serrato degli isolati. Sull’area insistono, oltre agli edifici militari, l’Ospedale Piemonte, unica struttura sanitaria nel centro della città, il santuario di S. Antonio, meta di pellegrinaggi per la presenza delle reliquie di S. Annibale Maria di Francia, e un mercato rionale. La riqualificazione degli orti della Maddalena di fatto valorizzerebbe anche queste istituzioni pubbliche e religiose, che a Messina, nella maggior parte dei casi, mancano di una piazza – spiegano dal team vincitore. La nostra proposta, partendo da quanto lo stesso strumento urbanistico prevede in quell’area, trasforma il grande quadrato degli Orti della Maddalena in un parco attrezzato contenente funzioni fortemente legate alla città col tentativo di restituirle quello che per molti anni gli è stato tolto. E’ il Piano Borzì il protagonista del progetto perché penetra prepotentemente nell’area attraverso tre grandi segni planimetrici che si configurano rispettivamente nel mercato ipogeo, nel percorso attrezzato e nel complesso polifunzionale. Altri importanti segni sono le piazze. Una si apre di fronte all’Ospedale Piemonte, al di sotto della quale viene pensato un parcheggio interrato collegato con il mercato. La piazza si sviluppa su tre livelli e riflette sul parco con un vuoto l’ingombro dell’ospedale, tra la piazza e il viale Europa si collocano dei contenitori di servizi. La seconda fa da cerniera tra il centro polifunzionale e gli edifici che vengono mantenuti dell’area militare e l’ultima è pensata per organizzare spettacoli all’aperto.
Al team vincitore va un premio pari a 2.000 euro.
La commissione giudicatrice ha assegnato un secondo premio agli architetti Daniele Pino e Antonietta D’Amico, destinatari di una somma pari a 1.000 euro.

Fonte: EdilPortale

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Torino: una “nuvola verde” sul nuovo centro direzionale Lavazza

Ha immaginato una “nuvola verde” per il nuovo centro direzionale Lavazza a Torino il team guidato di Cino Zucchi Architetti, vincitore del concorso di progettazione lanciato nel 2009 dalla nota azienda produttrice di caffè. La proposta di Zucchi, sviluppata assieme a Ai Engineering (tecnologie e strutture), Manens -TiFS (strategie ambientali e impianti) e Atelier G’Art (verde e paesaggio) ha superato i progetti di altri tre noti studi che hanno preso parte al conocorso a inviti, ovvero Mario Cucinella, Vanja Frlan Jansen e Luciano Pia. Il nuovo quartier generale di Lavazza sorgerà entro il 2014 sull’area dismessa dell’ex centrale Enel cittadina. La proposta vincitrice prevede il restyling del lotto di destinazione in un’ottica di maggiore apertura del tessuto urbano. Una nuova grande piazza alberata, al cuore dell’isolato, fungerà da membrana osmotica, favorendo il dialogo tra l’architettura industriale della centrale dismessa ed il nuovo volume della Lavazza. “L’edificio prende la forma di una grande “nuvola” che raccorda tra loro i vari fronti e gli edifici industriali conservati e convertiti a nuove funzioni, regalando una piazza verde alla città e aprendo un inedito accesso verso il lungo Dora. Il nuovo centro direzionale Lavazza si innesta sulla città esistente con grande attenzione: le altezze dei corpi edilizi e la qualità delle facciate sono attentamente studiati in rapporto agli edifici del contesto, alla qualità degli spazi aperti e all’orientamento solare. Il risultato è un progetto che fa riferimento all’architettura della Torino storica con una sensibilità contemporanea, attenta alle tecniche attuali e ai valori di durata e di rispetto per l’ambiente”, si legge nella relazione di progetto.

Il progetto preliminare della struttura è stato sviluppato coerentemente con quanto stabilito dai parametri di certificazione LEED (Leader in Energy and Environmental Design Green Bui lding Rating System). L’alto profilo del cliente e l’eccezionalità del luogo ci hanno stimolato a cercare un equilibrio tra il radicamento nel contesto e la creazione di una nuova architettura capace di comunicare al mondo il rapporto vivo tra un’azienda globale e la sua città. Gli spazi di lavoro Lavazza e la nuova piazza verde trasformeranno il recinto industriale esistente in un nuovo luogo urbano animato a tutte le ore, capace di incarnare stili di vita più consapevoli ha dichiarato Cino Zucchi.

Fonte: Archiportale

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Masdar: l’eco city center

Il team austro-tedesco del Laboratory for visionary architecture (Lava) ha vinto il primo premio per il progetto del centro città ecologico di Masdar, che verrà completato entro il 2016 negli Emirati Arabi. Gli architetti hanno presentato un progetto completamente sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia che sarà adottato per la realizzazione di “Masdar, l’oasi del futuro”. Punto cardine del progetto sono i giganteschi girasoli, dotati di tecnologie fotovoltaiche e dislocati su tutta la piazza. Durante il giorno questi grandi ombrelloni resteranno aperti inglobando calore e luce solare, offrendo frescura ai passanti e ombra per le attività sottostanti. Alla sera gli enormi petali si chiuderanno per dar vita a grandi boccioli luminosi a graduale rilascio di calore. Lampade a sensori termici regoleranno l’intensità della diffusione della luce in base all’avvicinamento dei pedoni, oppure saranno attivabili on-demand con l’uso del cellulare. Il progetto vuole minimizzare il consumo di energia attraverso l’uso di superfici radianti, giardini pensili, sistemi di ventilazione a incremento delle naturali correnti d’aria, sistemi di raffreddamento a vapore, lastre rinfrescanti e pannelli con effetto oscurante, ombreggiamento delle facciate esterne che si affacciano sulla piazza e sensori automatici attiveranno o meno caratteristiche e funzioni ad hoc, in correlazione con il flusso pedonale. Sarà l’oasi del futuro: “una piazza dove vivere e adattarsi con l’ambiente concepita come un’esperienza spaziale e aperta, dove la qualità sia degli interni che all’esterno è eccelsa e il comfort più totale: 24 ore ininterrotte di accesso user-friendly a tutte le strutture pubbliche, uso flessibile dello spazio e tecnologia”.

Fonte: BioEcoGeo

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Sugamo Shinking Bank: l’arcobaleno ‘mille-feuille’

Un arcobaleno “mille-feuille”, così la francese Emmanuelle Moureaux, a capo dell’omonimo studio d’architettura con sede a Tokyo, ha definito l’edificio progettato e realizzato per la Sugamo Shinking Bank nella capitale giapponese.  
A comporre la spettacolare facciata dell’edificio, situato nel distretto cittadino di Shimura, è una successione di piani di diversa lunghezza, colorati in 12 tonalità cromatiche, che sembrano attraversare un monolitico, grande corpo bianco per “romperne” l’introversione e rallegrarne la candida superficie con una moltitudine di riflessi cangianti. Nelle ore notturne gli inserti colorati sono illuminati artificialmente a seconda della stagione e del momento della giornata, creando atmosfere sempre differenti. Tre i livelli su cui si sviluppa l’edificio. Il primo ospita ATM, sportelli, uffici e uno spazio aperto, popolato di sedute in 14 colori differenti. Il secondo accoglie uffici, sale riunioni e una caffetteria, mentre il terzo è riservato al personale. La ricerca della leggerezza caratterizza tutto il progetto. Gli interni sono illuminati da tre pozzi di luce di forma ellittica che percorrono altrettanti livelli dell’edificio, contribuendo alla ventilazione delle sale e l’afflusso di luce naturale. Le pareti sono decorate con un motivo a“dente di leone” (il fiore dall’impalpabile corolla). Per la pavimentazione è stato selezionato del parquet chiaro.

Fonte: Archiportale

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Harpa Concert Hall: un monolite luminoso affacciato sull’Atlantico

Un’architettura suggestiva come la terra che la ospita  inaugurata il 4 maggio, nella città di Reykjavik (Islanda): si tratta dell’Harpa Concert Hall e Conference Center progettata da Henning Larsen Architects, quale nuova sede ufficiale dell’Orchestra Sinfonica e del Teatro dell’Opera d’Islanda.

L’intervento, finanziato dalla città di Reykjavik e dal Governo Islandese, rientra nel più ampio “East Harbour Project”, un piano per lo sviluppo urbano e la rivitalizzazione della banchina portuale orientale della città attraverso la creazione di una nuova piazza, una via dello shopping, un hotel, edifici residenziali istituzioni educative ed edifici industriali.

Situata in una zona poco urbanizzata, al confine tra terra e Oceano Atlantico, la struttura appare come un’enorme scultura luminosa, sulla quale si riflettono i colori del cielo e della banchina portuale di Faxaflói. Elemento caratteristico dell’edificio è la spettacolare facciata (progettata in stretta collaborazione con lo studio d’architettura islandese Batteriid e con l’artista danese-islandese Olafur Eliasson, assieme agli studi d’ingegneria tedeschi Rambøll e GmbH artengineering), su cui è riprodotto il pattern geometrico del basalto cristallizzato. Realizzata in vetro e acciaio con un sistema geometrico modulare dodecagonale a nido d’ape, detto “quasi-mattone”, la pelle esterna trasforma l’edificio in un caleidoscopico gioco di superfici trasparenti ed opache variamente colorate, riflesso negli oltre mille “quasi-mattoni” che compongono la sola facciata meridionale. Le altre facciate e la copertura dell’auditorium sono costituite da rappresentazioni in sezione di questo sistema geometrico, con facciate bidimensionali piane di telai strutturali a cinque o sei facce.

La trasparenza e la luminosità della pelle esterna “de-materializzano” l’edificio quale elemento statico e trasformano il fronte esterno in una superficie sensibile ai cambiamenti climatici esterni, variamente sfaccettata e dall’aspetto cangiante a seconda della posizione dell’osservatore. L’impiego congiunto di modelli tridimensionali, modeling finiti, tecniche di visualizzazione digitale bozzetti, modelli e mock-up ha permesso lo sviluppo di un design tanto complesso e spettacolare.

Dal punto di vista funzionale, il complesso da 29mila mq si affaccia su una nuova piazza, realizzata  in posizione frontale rispetto alla hall d’accesso. Al centro della struttura 4 grandi sale raggiungibili dal foyer, sviluppato circolarmente attorno al perimetro dell’auditorium principale. Nella parte posteriore del volume sono inseriti uffici amministrativi, sala prova e camerini. Le tre sale principali sono poste l’una accanto all’altra, con un ingresso al pubblico sul lato sud e un accesso alla porzione del backstage sul fronte nord. Inoltre il quarto piano dell’edificio ospita una sala polifunzionale dove poter allestire spettacoli più piccoli e ricevimenti.

 

Fonte: Archi Portale

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Ischia di architettura 2011: al via il premio internazionale

E’ appena partita l’edizione 2011 del “premio internazionale Ischia di architettura“. Quest’anno il Premio è frutto della collaborazione tra l’associazione PIDA, l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia e l’Associazione Nazionale Architettura Bio Ecologica.
Anche quest’anno si pone l’obiettivo di mettere a confronto le architetture del mondo del turismo italiane con quelle estere – quest’anno emiratine – con l’ambizione di diventare il premio di riferimento per “Gli Alberghi e le SPA più belle del mondo”. Evidenziare con occhio critico il ruolo e la responsabilità che l’architettura e l’architetto assumono nel processo di trasformazione del paesaggio e di costruzione delle politiche di sviluppo. Un processo dal quale la società può trarre grandi benefici ambientali, sociali, economici ma che negli ultimi decenni invece ha prodotto in Italia degrado ambientale ed impoverimento culturale. I feroci abusi perpetrati a danno dell’ambiente naturale richiedono all’ architettura un’ inversione di tendenza, una “rivoluzione culturale” che parta dall’equilibrio tra ambiente naturale e ambiente costruito e porti ad una trasformazione del territorio che abbia nei suoi principi la “Bellezza della Natura”, la “Bellezza dell’Arte”, la “Bellezza della Tecnica”. L’architettura oggi, come nel passato, ha il compito di definire l’identità dei luoghi e degli spazi di una società in continua evoluzione, ma deve insieme confrontarsi con uno scenario radicalmente mutato; deve favorire la crescita culturale e civile del cittadino ma deve anche essere capace di emozionare.
La qualità in architettura deve essere garantita dall’utilizzo efficiente e trasparente degli strumenti concorsuali. Un progetto democratico e partecipato è un’ investimento ed un diritto del quale la società civile moderna non può farne a meno. Gli esempi in tale senso di città e borghi europee quali quelle francesi, austriache, olandesi e danesi, sono sotto gli occhi di tutti e sono per noi un riferimento.
Essendo l’Italia un paese che vive di turismo, una buona parte dell’architettura che si realizza nel nostro paese è dedicata a questo settore, ed è per tale motivo che intervenendo su questa tematica si può incidere sulla qualità di vita della società civile. Tema del premio è dunque la qualità dell’ospitare. Ospitare, accogliere, ricevere sono vocazioni ataviche dell’architettura. Il premio viene assegnato alle opere di architettura ultimate e documentabili riferite all’ospitalità turistica quali: alberghi, terme, SPA, parchi termali, villaggi turistici, agriturismi ecc. che sappiano coniugare la qualità dell’ospitare con il rispetto dell’ambiente. Le opere possono riguardare la realizzazione di nuova architettura o il recupero, la riqualificazione, l’ampliamento di edifici esistenti purché sia chiaramente leggibile un esplicito ed autonomo dialogo con la contemporaneità. Per la sezione Interior Design il tema viene ristretto agli interventi che abbiano riguardato il solo arredamento ed allestimento interno o esterno degli spazi legati al tema (comunemente definito contract).
Tutto il materiale dovrà pervenire entro il prossimo 13 Giugno 2011. Ai soli primi cinque classificati sarà richiesto di integrare il materiale entro il 9 luglio 2011. La proclamazione dei vincitori verrà comunicata ai media il giorno 24 giugno 2011 attraverso i siti web istituzionali ed attraverso l’invio di comunicazione ufficiale tramite email a tutti i partecipanti .
• Al primo classificato di ogni sezione sarà riconosciuto un premio di 3mila euro più scultura PIDA.
• Al secondo classificato di ogni sezione sarà riconosciuto un premio di mille e 500 euro.
• Al terzo classificato di ogni sezione sarà riconosciuto un premio di 750euro.
Verrà allestita, dal 21 al 31 luglio 2011, nella Villa La Colombaia sita in Forio d’Ischia (NA), una mostra dei progetti dei primi cinque classificati della sezione a concorso.

Fonte: Archiportale

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Europan 11: concorso biennale europeo under 40

È partita la 11ª edizione del concorso biennale europeo Europan 11 rivolto a tutti i giovani architetti e professionisti della progettazione europei con meno di quarant’anni.
Tema del 2011 è “Risonanza fra i territori e modi di vita. Quali architetture per una città sostenibile?” Europan è una procedura concorsuale coordinata dall’organizzazione europea Europan, unica in Europa, che riunisce, in un organismo, le Associazioni nazionali che ne condividono la missione.
Con la undicesima edizione, si festeggia il superamento dei suoi venti anni di attività. In ciascun paese le Associazioni nazionali di Europan coinvolgono rappresentanti del mondo dell’architettura, delle istituzioni pubbliche, degli operatori e del mondo della ricerca interessati ai temi dell’abitare ed alle sperimentazioni sull’avvenire dell’ambiente residenziale e sulle trasformazioni dei “modi di vita”.
Tra gli obiettivi di Europan:
• aiutare gli Enti e gli Amministratori pubblici, che aderiscono ai concorsi Europan, ad affrontare problematiche complesse difficilmente riconducibili ad altre procedure concorsuali e a dotarsi di un portafoglio di progetti di sicura qualità architettonica e urbana, contenenti elementi progettuali di livello più avanzato di un preliminare;
• promuovere attraverso le reti di pubblicizzazione proprie di Europan le politiche urbane delle Amministrazioni evidenziando problematiche, programmi e risultati ottenuti dagli esiti del concorso;
• promuovere, attraverso la pubblicizzazione delle proposte premiate e l’organizzazione di momenti di dibattito intorno ai temi della residenza e dei processi urbani innovativi, nei paesi che partecipano ad Europan, la realizzazione di studi urbani e programmi sperimentali affidati ai giovani architetti premiati;
• aiutare i giovani professionisti europei a far conoscere, al livello nazionale ed internazionale, le loro migliori idee progettuali.
Nella prospettiva di un’apertura e di una cooperazione all’interno di un’Europa allargata, il concorso mira ad approfondire le conoscenze e le riflessioni sulla residenza e sull’urbanistica e a favorire gli scambi in materia fra i vari paesi europei. Il concorso intende quindi promuovere, nei paesi partecipanti, studi urbani ed interventi sperimentali nel settore dell’edilizia residenziale e attivare processi innovativi di sviluppo urbano. In particolare il concorso è aperto a tutti i gruppi composti da un architetto, che può partecipare in forma singola oppure associato ad uno o più giovani professionisti della stessa o di altre discipline ( architetti, urbanisti, paesaggisti, ingegneri, artisti, etc.). Tutti i candidati (capogruppo, associato, collaboratore), indipendentemente dalla loro professione, dovranno avere meno di quarant’anni alla data di scadenza della consegna dei progetti. La data di chiusura delle registrazioni è prevista per il prossimo 10 Giugno 2011, mentre per gli elaborati c’è tempo fino al 30 giugno 2011. L’iscrizione si effettua attraverso il sito web europeo: www.europan-europe.com. Per un sostegno alla partecipazione si può fare riferimento al sito Europan Italia.

Fonte: Archiportale

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Logos Edizioni e l’Atlante per l’architettura sostenibile

Con il nuovissimo Atlante di architettura sostenibile Logos Edizioni arricchisce, con altre 600 pagine, il percorso di documentazione della contemporaneità avviato con l’ Atlante di architettura del paesaggio. Quest’ultimo, a cura di Michel Collin e Arne Saelen (Euro 39,95) presenta una raccolta dei migliori interventi realizzati sul paesaggio nel nostro secolo. In un percorso di 600 pagine illustrate con fotografie, piante, sezioni, prospetti e disegni, il lettore ha la possibilità di avvicinarsi a progetti accuratamente documentati e realizzati dai più prestigiosi paesaggisti del panorama attuale: Burgerlandschaftsarchitekten, Janet Rosenberg Associates, JML Arquitectura del Agua, Landworks Studio, Mosbach Paysagistes, NIPpaysage, PWP Landscape Architecure, Landslag, Rosa Grena Kliass, SCAPELAB, Turenscape e Vladimir Djurovic Landscape Architecture. Il libro è suddiviso in diversi capitoli tematici, sulla base di differenti tipi di intervento, dai paesaggi su grande scala, a quelli realizzati sull’acqua, da quelli effettuati in aree urbane, in piazze e spazi chiusi, fino a quelli sviluppati per abitazioni private.
L’Atlante di Architettura Sostenibile (Euro 39,95), a cura di Sergi Costa Duran e Julio Fajardo Herrero, presenta invece una selezione delle opere più significative dell’architettura ecosostenibile contemporanea. In 70 progetti il libro esamina una varietà di casi che spaziano dalla semplice progettazione bioclimatica all’applicazione di complesse innovazioni tecnologiche. Dall’Accademia delle Scienze della California di Renzo Piano, alla Biblioteca di Spijkenisse di MVRDV, dalla Off the Grid House di Cass Smith, all’Hemiciclo Solar di Ruiz-Larrea & Asociados, all’interno dei capitoli sono proposte sette differenti tipologie costruttive, illustrate con dovizia di particolari e numerosi esempi di edifici, planimetrie e progetti di architettura del paesaggio. Vengono inoltre trattati temi attuali quali i sistemi off the grid, le energie alternative, i moduli prefabbricati e le ristrutturazioni in chiave ecologica, esaustivamente integrati da schizzi, disegni e schemi. Atlante di architettura ecosostenibile si propone come fonte di ispirazione per i “pensatori verdi”, gli architetti del prossimo millennio e tutti coloro che sono curiosi di conoscere in che direzione si stanno muovendo le nuove e più innovative pratiche architettoniche. Due volumi rilegati di grande formato (23,5×29 cm) indispensabili per i professionisti del settore ma estremamente interessanti anche per gli appassionati di questi temi.

Fonte: AltrenativaSostenibile

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