Articoli relativi a ‘biodiversità’

Isola d’Elba: ogni rondine avrà il suo nido!

Il comune di Marciana Marina, nell’Isola d’Elba, ha appena apportato una modifica al regolamento edilizio per facilitare la nidificazione di rondini e rondoni. La nuova norma, infatti, prevede il ripristino delle vecchie tegole, quelle con i coppi aperti nelle prime file, per permettere l’ingresso alle rondini, che utilizzano quelle cavità come luogo per riprodursi. È la prima volta che in Italia accade una cosa del genere. D’ora in avanti, chi vorrà ristrutturare un edificio, dovrà tenere conto di questa esigenza.

Le trasformazioni edilizie sono la causa principale di diminuzione delle specie che da secoli nidificano in città sugli edifici dell’uomo – ha dichiarato il Sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi – con questa delibera il nostro Comune, primo in Italia, vuole dare un segnale positivo.

Negli ultimi anni è stato registrato un sensibile calo del numero degli esemplari di rondone in Europa, legato soprattutto al fatto che i nuovi palazzi e le ristrutturazioni dei vecchi edifici hanno comportato la chiusura di tutti i fori lungo le pareti e sui tetti. Due anni fa il comune di Milano predispose l’istallazione di “nidi artificiali” in alcuni parchi e quello di Rozzano adottò lo stesso provvedimento per alcuni edifici in cui i nidi erano stati rimossi. Ma la delibera di Marciana, oltre al tipo di tegole, comprende anche altre misure: è consigliato l’uso di intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi sotto i cornicioni delle case. L’iniziativa assume un significato particolare nell’anno della biodiversità.

Siamo orgogliosi che il comune abbia operato una scelta concreta a favore dell’ambiente – spiega Franca Zanichelli, direttore del Parco nazionale dell’Arcipelago – non poteva esservi un segnale migliore da parte di un ente locale compreso nel perimetro del Parco nazionale.

Fonte: LaRepubblica

 

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A Parigi spunta un giardino sugli Champs-Elysées

Dal 22 maggio fino al 24 maggio gli Champs-Élysées, la principale arteria della capitale francese, abitualmente teatro di manifestazioni o parate militari, è stata trasformata in un immenso giardino, lungo 1 km, con tanto di colture e animali di fattoria che pascolavano sotto l’Arco di Trionfo: 150 piante; 650 alberi; 8000 orti in cassetta; 11 alberi giovani; 150mila piante giovani. I parigini hanno evidentemente apprezzato e sono affluiti in massa nel centro città per partecipare all’evento. Obiettivo della manifestazione è quello di “sensibilizzare” i cittadini ai valori della natura, di sottolineare l’importanza della biodiversità e di far conoscere il “lavoro” del mondo agricolo francese.

Fonte: Liquida; MtvNews

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Federbio: l’agricoltura biologica e la tutela della biodiversità

Per l’inaugurazione dell’Anno Internazionale per la Biodiversità, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica evidenzia il ruolo dell’agricoltura biologica nella tutela e valorizzazione delle biodiversità in campo agricolo e alimentare. Nell’ultimo quarto di secolo in Europa, in seguito all’espandersi delle pratiche agricole intensive, forte è stato l’impoverimento in termini di varietà e quantità di specie presenti nelle campagne. La crescita dell’agricoltura biologica e una corretta informazione ed educazione ai consumatori è fondamentale, giacchè il consumatore che acquista prodotti Bio contribuisce a contrastare la perdita di biodiversità nelle campagne a beneficio dell’ambiente e del paesaggio naturale. Secondo la Royal Society – la più prestigiosa organizzazione scientifica della Gran Bretagna – nei terreni biologici si registra fino al doppio delle piante trovate in quelli convenzionali, fino al 50 per cento in più di ragni, il 60 per cento in più di uccelli e il 75 per cento in più di pipistrelli. L’agricoltura biologica è associata a livelli elevati di biodiversità.

Fonte BioEcoGeo_magazine

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L’eolico offshore favorisce la biodiversità

I piloni delle turbine eoliche offshore offrono asilo a vari organismi marini e aumentano la biodiversità locale. Le strutture solide sono particolarmente gradite quando emergono da fondali uniformemente sabbiosi, dove, col tempo, danno origine a barriere coralline artificiali. Funzionano bene anche i blocchi di ancoraggio dei sistemi che sfruttano l’energia delle onde marine. Gli studi di Dan Wilhelmsson, del dipartimento di zoologia dell’università di Stoccolma, hanno anche considerato la protezione del fondale offerta dalle wind farm offshore, nei confronti della pesca a strascico. I pescherecci devono evitare la zona, anche se l’abbondanza di pesce e’ maggiore che altrove. L’area della wind farm diventa in questo modo una sottospecie di area protetta. E’ addirittura possibile progettare i basamenti per invitare alcune particolari specie di colonizzatori: i ricercatori hanno praticato dei fori e questi si sono popolati di granchi (Cancer pagurus), ma sopra una certa soglia l’abbondanza di predatori come i granchi scoraggia le altre specie. Altri tipi di strutture favoriscono gli astici (Homarus gammarus), alcune conformazioni invitano i pesci, ed e’ possibile modulare l’impatto delle strutture sull’ecosistema pre-esistente.

Fonte Ecowiki

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