Articoli relativi a ‘biomasse’

Biomasse: bene l’Europa, ma obiettivi ancora lontani

L’ energia prodotta da biomasse solide (legno, rifiuti di legno e vegetali solidi) nell’Unione europea è cresciuta nel 2010 del 4,8% rispetto all’anno precedente, che già aveva registrato un incremento del 3,6% sul 2008. Senza dubbio un buon risultato, ma che rimane molto lontano dal Piano d’azione per le biomasse della Ue. Infatti in base alle stime di EurObserver’ER (l’osservatorio europeo delle energie rinnovabili) si stima per il 2010 un aumento a 76,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) dell’energia nell’Ue prodotta da biomasse solide, contro i 72,8 milioni di tep del 2009. Solo che il Piano d’azione europeo per le biomasse prevedeva nel 2010 la produzione di 149 milioni di tep. E anche considerando biocombustibili, biogas e rifiuti urbani si arriva a 110,5 milioni di tep in tutto, un dato ben al di sotto degli obiettivi.
Nel rapporto di EurObserver’Er si sottolinea la crescita dell’ elettricità prodotta con biomasse, che nell’ultimo decennio è aumentata in media del 14,7% all’anno, passando dai 20,8 miliardi di kWh del 2001 ai 62,2 miliardi del 2009. E in quest’ambito domina la cogenerazione (produzione contemporanea di elettricità e calore), con il 62,9% nel 2009 della capacità di generazione elettrica da biomasse. Secondo il rapporto, la crescita esponenziale della cogenerazione è dovuta al fatto che molte nazioni Ue hanno puntato su questa strada per raggiungere gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili, che secondo gli impegni comuntari nel 2020 deve essere il 20% di tutta l’energia prodotta.
Germania, Francia, Svezia, Finlandia e Polonia si confermano anche nel 2009 ai primi cinque posti della classifica dei produttori di energia da biomasse e rappresentano insieme il 57% della produzione europea. L’Italia è in decima posizione, con 2,8 milioni di tonnellate bruciate nel 2009, che migliora all’ottavo posto per la sola generazione elettrica, mentre è al 23mo posto (su 27) nei consumi pro capite con 46 kg a testa, contro i 1.209 kg dei finlandesi, i 151 kg della Francia e i 137 kg della Germania.

Fonte: IlCorriere

 

 

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Dalle biomasse, energia elettrica per 30 milioni di cinesi

Lo sfruttamento delle biomasse per la produzione elettrica (impiego di residui di colture agricole, rifiuti urbani, fanghi di depurazione) potrebbe soddisfare il fabbisogno di 30 milioni di cinesi, soprattutto di coloro che abitano nelle aree rurali del Paese. Circa il 50% dei 200 milioni di abitanti di queste zone ancora utilizzano lampade a petrolio per illuminare le proprie abitazioni e bruciano legna o rifiuti agricoli per riscaldarsi e cuocere i cibi. Il dato è fornito dal rapporto Rural Biomass Energy 2020 in the People’s Republic of China, pubblicato dall’ Asian Development Bank . Per sfruttare questo grande potenziale la Cina deve riuscire a investire per lo sviluppo del settore 60 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni. I tre quarti di questa cifra dovrebbero andare direttamente alle famiglie, mentre il 20% per la realizzazione di impianti di generazione elettrica e di produzione di combustibile liquido. Ad investire sulle biomasse dovrebbe essere congiuntamente sia il settore pubblico che da quello privato. Gli investimenti pubblici sono indirizzati soprattutto ai progetti che coinvolgono gli agricoltori, mentre i finanziamenti privati sono rivolti, ad esempio, a stimolare il settore della ricerca tecnologia. Oggi – conclude il rapporto della ADB il governo cinese si sta concentrando molto sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare eolico, solare e idroelettrica. Ma il potenziale rappresentato dalle biomasse come fonte di energia rinnovabile è tuttora ampiamente sottovalutato a causa dei costi, dei vincoli tecnologici da superare e di una normativa ambientale locale a volte confusa.

Fonte: LaStampa

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