Articoli relativi a ‘casa passiva’

Genova risparmia con le abitazioni autosufficienti

Progettare senza gravare sull’ambiente. E’ questo lo spirito di chi realizza una casa passiva. Autosufficienti sia d’estate che d’inverno, sono in grado di far risparmiare notevolmente sulle bollette. Niente condizionatori né termosifoni, a tenerci al caldo in inverno e freschi in estate, ci pensano le mura domestiche ed un’accorta progettazione. La casa passiva in questione, è quella realizzata da PassivHaus Zentrum in collaborazione con Saint-Gobain a Cogoleto, in provincia di Genova.
A guardarla, non sembrerebbe poi così speciale, ma andando oltre l’apparenza, si scoprono i suoi molteplici pregi. Si tratta infatti di una casa energeticamente autosufficiente, ben isolata sia termicamente che acusticamente, dotata di un sistema di recupero e ricircolo delle acque piovane, utilizzate per gli scarichi domestici e per scopi irrigui. Un impianto di solare termico provvede al riscaldamento dell’acqua e uno fotovoltaico alla fornitura di energia elettrica. La ventilazione, necessaria per il comfort termo-igrometrico, avviene tramite un apposito impianto, che garantisce i dovuti ricambi d’aria.
A testimonianza che quella di realizzare case passive è una pratica che, qualora diventasse abitudine, gioverebbe all’ambiente quanto ai proprietari, c’è l’azzeramento della spesa annua per riscaldamento e raffrescamento della casa. Il costo annuo della climatizzazione, sia invernale che estiva per un edificio che, come quello in esame, è caratterizzato da un indice energetico di 8,8 kWh/mq annui, sarebbe in realtà di 65 euro, azzerati però dalla presenza di pannelli fotovoltaici in copertura. Un risultato simile, nella casa passiva di Cogoleto, è stato ottenuto grazie sia a pannelli in lana di vetro per la tamponatura esterna che a serramenti con doppia vetrocamera.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Risparmiare energia: la casa passiva

La casa passiva, tra le più interessanti frontiere della bioedilizia, sta conoscendo una grande diffusione nell’Europa centro-settentrionale e da qualche tempo anche in Italia, specie nel Trentino Alto Adige. L’aggettivo passivo in questo caso ha una connotazione positiva e indica l’autosufficienza energetica.

Il risparmio energetico è una delle ragioni principali di chi sceglie di costruire una casa passiva, i cui costi si stanno ridimensionando negli ultimi tempi grazie soprattutto al crescente interesse attorno a questa possibilità. Una costruzione di questo tipo prevede una combinazione efficiente di fonti energetiche rinnovabili, conservazione del calore e coibentazione degli ambienti. Il fabbisogno energetico per riscaldare la casa viene soddisfatto da pannelli solari fotovoltaici – posti sul tetto ed eventualmente nel giardino – insieme a fonti poco inquinanti, come ad esempio caldaie a pellet di piccole dimensioni. Non serve l’installazione di un impianto di riscaldamento tradizionale, anche perché il 90% del calore generato all’interno non sarà disperso: utilizzando i materiali tradizionali o quelli più consoni alla bioedilizia, infatti, i costruttori prestano una grande attenzione all’isolamento termico degli ambienti e al recupero del calore. In una casa passiva tutte queste le fessure di una casa ordinaria (dagli infissi alle prese elettriche) sono isolate con materiali leggeri e altamente efficienti (a base di cartone o legno), mentre le finestre sono dotate di un triplice vetro per favorire l’effetto serra e intrappolare i raggi del sole. Per conservare e riutilizzare il calore, prodotto anche da elettrodomestici e dagli stessi abitanti della casa, viene adoperato un complesso sistema di areazione con prese d’aria e bocchette distribuite un po’ in tutti gli angoli della casa: il loro compito è quello di sottrarre calore all’aria calda interna e cederlo, mediante il sistema noto come pompa di calore, a quella fredda proveniente dall’esterno. Così  la casa si garantisce un livello termico ottimale e un’altrettanto buona qualità dell’aria, che non risulterà mai secca. In una casa passiva, infatti, le finestre vanno aperte molto raramente e il ricambio d’aria deve avvenire solo attraverso il sistema di ventilazione, mentre una struttura analoga recupera il calore anche dall’acqua degli scarichi.

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