Articoli relativi a ‘cemento’

In Trentino Alto Adige: legno certificato sostituisce il cemento

Per chi pensa che Il Trentino Alto Adige sia famoso solo per le suggestive montagne, le ottime grappe e le buonissime mele dobbiamo comunicargli che non è proprio così. Questa regione, infatti, è quella che sta promuovendo maggiormente (con ottimi risultati) l’utilizzo del legno come alternativa al cemento. Non tutti sanno che l’edilizia del legno ha tutta una serie di caratteristiche che dovrebbero fargli meritare una fetta ben più ampia di mercato. Il legno è leggero, flessibile, di facile reperibilità, lavorabile, ha un buon comportamento strutturale ed è facile da montare. Ciononostante occupa una percentuale irrisoria come numero di edifici costruiti sul mercato italiano. Come mai? La risposta è semplicissima: lobby del cemento. Nella regione più settentrionale d’Italia, fortunatamente, la situazione è decisamente in controtendenza. Da queste parti, infatti, tutto il sistema produttivo che vede il legno protagonista non è solo sviluppato alla perfezione, ma è anche tarato nei migliori e più scrupolosi canoni dell’eco-sostenibilità.
Le due province, Trento e Bolzano, partono proprio dal principio, considerando il bosco come fulcro portante per la costruzione di case in legno. Da un lato c’è l’Alto Adige dove la maggior parte dei boschi è in mano a privati. Nel capoluogo di provincia, invece, sono i comuni ad aver in mano la gestione. Nonostante questa diversità, però, entrambe hanno capito l’importanza del bosco come bene collettivo. Deducendone tutti i benefici che possono trarne: come quelli ambientali attraverso l’assorbimento di C02, in termini turistici, promuovendo l’economia e i valori ad esso legati e – infine – anche con tutte quelle funzioni ricreative. E per valorizzare, al meglio, tutte queste risorse forestali cosa occorre? Niente di impossibile. Esiste una certificazione che si chiama  PEFC. Questa non fa altro che garantire che la provenienza del legno che tu hai sotto mano sia quella di un bosco gestito in maniera corretta ed ecosostenibile. Proprio come fanno, in modo ottimale, da queste parti. In Trentino Alto Adige ben l’80% dei boschi è certificato, in Italia solo il 10%. Questa regione dimostra di essere speciale non solo nel suo statuto, avendo sposato questo modo di gestione ha anche facilitato la diffusione di realtà edili che vogliano costruire utilizzando il legno. Il comune di Trento, ha addirittura deciso di promuovere maggiormente questa possibilità. Chi, infatti, decida di costruire in legno certificato è come se costruisse in modo “invisibile”, in altre parole le parti in questione non vengono conteggiate nelle perizie abitative, facendo aumentare altezze e l’area della struttura. I vantaggi di una scelta del genere sembrano evidenti, ma fortunatamente non sono finiti. Anche i prezzi sono pressoché identici a quelli del cemento. Il mito che vorrebbe le costruzioni in legno lussuose o economicamente esose è proprio da considerare tale. I costi, infatti, sono solo leggermente più alti. Evidenti, però, i vantaggi. Una casa in legno è veloce, pensate in 72 ore può essere fatta! E’ antisismica. E’ economica, contribuendo in modo evidente ad aumentare il risparmio energetico. E’ più sicura: il legno “avverte”. Questo vuol dire che nella malaugurate ipotesi di crollo, questo materiale “canta” facendo capire che qualcosa non va. Il cemento, al contrario, si distrugge da un momento all’altro. Ricordate il terremoto umbro del 1997, dove crollò una parte della Basilica di Assisi? Indovinate quale parte rimase su? Esatto, quella in legno! Insomma, il mercato del legno deve crescere perché migliora le qualità della vita. Il Trentino Alto Adige l’ha capito e sta giustamente investendo. Promuovere il certificato PEFC è solo il primo fondamentale passo per arginare l’industria del cemento, provando a combattere la sua speculazione. D’altronde certificare deriva dal latino certus (certo) e facere (fare): fare con certezza. Fidatevi, le civiltà classiche difficilmente si sbagliavano.

Fonte: GreenMe

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Bioedilizia: il cemento armato è sostenibile?

Come scegliere il prodotto migliore, che soddisfi le nostre esigenze e contemporaneamente non danneggi l’ambiente? Ci soffermiamo su cemento e ferro per cercare di capire se una costruzione in conglomerato cementizio armato può considerarsi sostenibile. Il conglomerato cementizio armato è formato da pasta di cemento, sabbia, inerti e acqua a cui vengono aggiunti in opera tondini di ferro che lo rendono armato. Pur essendo uno dei materiali da costruzione più utilizzati in Italia, non è certamente sostenibile.
Il calcestruzzo, per le sue caratteristiche fisico-tecniche, non è consigliato in bioedilizia. Trattiene l’umidità, ha scarsa traspirabilità ed elevata conducibilità ed è facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici. A causa delle difficoltà di posa in opera inoltre, nell’impasto vengono sempre inseriti degli additivi che da un lato riducono il rischio di formazione di pori e facilitano lo scivolamento all’interno delle casseforme, dall’altro hanno un forte impatto ambientale. Eppure oggi il calcestruzzo armato è spesso la soluzione scelta per realizzare fondazioni ed altri elementi strutturali. Se proprio non se ne può fare a meno, a quello additivato con scarti di lavorazioni industriali o prodotti di sintesi, meglio preferire il cemento puro. Oppure tentare con il cemento che assorbe la CO2 o con il calcestruzzo ricavato dal riso.
Anche sul fronte ferro, ovvero tondini metallici, il calcestruzzo armato perde punti rispetto all’acciaio. In un edificio in cui la presenza di parti metalliche è molto evidente, infatti, si verificano due fenomeni: l’effetto Faraday e l’effetto antenna. Il primo consiste nello squilibrio del campo elettromagnetico naturale proveniente dal suolo e dal cosmo, il secondo nell’alterazione del campo elettromagnetico artificiale prodotto dalle linee ad alta tensione, dai trasmettitori radio e tv ecc. Fenomeni sono negativi perché determinano interferenze con il funzionamento cellulare degli uomini e degli esseri viventi in generale. Converrebbe preferire tondini in acciaio ad alta resistenza in modo da limitarne le quantità impiegate. Ancora meglio i tondini in acciaio inox che consente l’eliminazione delle azioni di disturbo del campo elettromagnetico naturale.

Fonte: Architetturaecosostenibile

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