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Pompei a pezzi: crollano altri muri

Pompei si sbriciola giorno dopo giorno. Dopo il crollo del muro di contenimento della Casa del Moralista, nella notte si sono staccate altre due pareti che però, secondo le prime informazioni, non sarebbero affrescate. La notizia è stata confermata dal sindaco di Pomepi, Claudio d’Alessio. Ieri si era staccato un muretto grezzo di sei-sette metri nel giardino della Casa del Moralista, la domus pompeiana che deve il nome alle frasi moralizzatrici che il proprietario aveva fatto incidere sui muri per i suoi ospiti. Niente di che, se si pensa alla recente ferita del crollo della vicina Schola Armaturarum, ben più imponente, ma quanto basta per svelare le magagne di un sistema di manutenzione che vede una tra le aree archeologiche più importanti del mondo impotente rispetto alle piogge abbondanti. Gli ultimi crolli riaccendono le polemiche nei confronti del ministro Sandro Bondi. Viviamo una emergenza continuadice il soprintendente degli Scavi di Pompei Jeannette Papadopoulos – Pompei è una città fragile e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio. Purtroppo sono due mesi che sto qui e non fa che piovere.
Per il futuro l’impegno è quello di procedere con la mappatura dell’area, ma si capisce che di fronte al perdurare delle piogge non si possono escludere nuovi crolli: Spero di no, stiamo lavorando per evitarli è la replica. I carabinieri, intanto, hanno acquisito una serie di documenti negli uffici della Soprintendenza degli Scavi: l’obiettivo è ricostruire la gestione recente e verificare la correttezza degli interventi.
Bondi è sulla graticola. Contro di lui si scaglia il Pd con Bossa, Marcucci e Vaccaro e l’Idv con Belisario. Per Casini (Udc) il ministro non ha colpa ma questi crolli sono la metafora dello stato in cui versano i beni culturali. Dalla Regione Campania si leva la voce dell’assessore al Turismo Giuseppe De Mita che chiede al ministro un’azione più efficace e concreta. Occorre – è la replica di Bondi evitare ogni inutile allarmismo. La situazione a Pompei è continuamente monitorata dalla soprintendenza: il cedimento non ha coinvolto alcun manufatto di pregio storico, artistico o archeologico.

Fonte: LaStampa

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