Articoli relativi a ‘degrado’

Condizioni dell’Acquedotto Mediceo Pisa-Asciano

L’Acquedotto Mediceo è un’opera di ingegneria della fine del Cinquecento/primi Seicento, che servì per portare l’acqua di Asciano, di ottime qualità minerali, fino alla città di Pisa, con un percorso di oltre 5 chilometri.

Fu Cosimo I de’ Medici a volere il progetto di un acquedotto in grado di rifornire la città di Pisa dell’acqua dei Monti Pisani. Si deve tuttavia al Granduca Ferdinando I la costruzione del lungo acquedotto che dal Bottino di San Rocco nella valle delle Fonti arriva sino alle mura di Pisa. Iniziato nel 1592 su disegno dell’architetto Raffaello di Zanobi di Pagno, a cui successe il senese Andrea Sandrini, comprendeva più di 900 archi e si snodava su un percorso di 6 chilometri.

Oggi, l’acquedotto si staglia nella campagna fra Asciano e Pisa, in gran parte ancora esistente, presenta però gravi problemi di conservazione, che possono determinare a breve danni irreversibili, specie in caso di terremoto.

Immagini riprese dal video del canale Youtube ‘sersaba‘.

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Sferisterio riminese (1816): ciò che ne resta

Lo sferisterio di Rimini, cominciato nell’ottobre del 1815, fu terminato nel giugno dell’anno seguente e inaugurato il 24 giugno 1816 con una partita fra locali e noti giocatori forestieri. Nell’Ottocento lo sport di gran lunga più popolare era il gioco del pallone, che – a dispetto del nome – niente ha a che spartire col calcio attuale. Si giocava con una coriacea palla di cuoio e nodosi bracciali di legno ricoperti di aculei, in quattro contro quattro. Gli sferisteri dove si disputavano le partite, erano muniti, da un lato, di un altissimo muro di mattoni, contro cui si faceva rimbalzare la palla. In questo secondo dopoguerra è stata fatta piazza pulita dei generosi doni di Angelo Antimi, abbattendo improvvidamente lo sferisterio e radendo al suolo Villa Sartoni col suo parco, per costruirvi proprio il Palazzetto dello Sport. A Rimini dell’antico sferisterio resta solo un portale coperto d’edera, che fu murato nel secondo dopoguerra e si trova tuttora in Via Massimo D’Azeglio.

Servizio di Chiara Vannoni.

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Edicola del VII secolo, complesso S.Girolamo di Rimini

L’Oratorio di San Girolamo a Rimini, andato distrutto nel bombardamento del 24 marzo 1944, fu costruito negli anni 1626-38 sul luogo del quattrocentesco oratorio di San Primo, grazie alle offerte degli aggregati della confraternita.Ad oggi una delle poche cose rimaste dell’antico oratorio è l’edicola. Compresa nel complesso del San Girolamo, posizionata sul retro e forse per questo dimenticata. Si tratta di una antica edicola del VII secolo ad oggi affacciata su un parcheggio retrostante il San Girolamo.

Servizio Chiara Vannoni.

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L’antico Palazzo Lettimi a Rimini

Palazzo Lettimi rientra sicuramente tra le maggiori perdite che la seconda guerra mondiale ha arrecato al patrimonio storico artistico di Rimini, che costituiva uno dei pochissimi palazzi nobili di epoca rinascimentale della provincia. Il vuoto che ha lasciato la distruzione di palazzo Lettimi non è solo visiva, ma anche culturale: la storia del palazzo costituisce infatti una pagina importante delle vicende riminesi che con la scomparsa dell’edificio vanno recuperate dalle nebbie della storia. Questo video a testimonianza della attuale situazione in cui versa l’edificio cinquecentesco.

Servizio di Chiara Vannoni.

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