Articoli relativi a ‘Detroit’

Dagli scarti dell’industria auto nasce la casa sostenibile

Da container e altri scarti GM inventa la casa sostenibile

Piano recupero aree dismesse a Detroit con collaborazione di Gm.

A Detroit, nella capitale americana dell’auto, che a causa della crisi che ha colpito il settore ha subito il degrado e l’abbandono di vaste aree urbane, saranno proprio gli ‘scarti’ delle industrie automobilistiche a far rinascere la città. Per iniziativa dell’associazione no profit Michigan Urban Farming Initiative (MUFI) è stato infatti avviato un piano per recuperare le aree urbane abbandonate dotandole di abitazioni indipendenti e trasformando i terreni in coltivazioni agricole.

Un primo insediamento ‘pilota’ verrà realizzato nei prossimi giorni grazie alla collaborazione della General Motor che offrirà container dismessi ed altri materiali di recupero provenienti dallo stabilimento di Detroit Hamtramck.

Il progetto prevede la conversione di container standard da 40 piedi di lunghezza (quelli che si usano normalmente per i trasporti via mare o via ferrovia) in abitazioni da 30 metri quadrati circa di superficie, con zona living, due camere da letto, cucina e bagno. Un primo ‘monolocale’ riciclato sarà abitato per un anno da uno studente impegnato nel progetto, per verificare sul campo la correttezza delle soluzioni progettate a tavolino e mettere a punto i programmi di realizzazione delle coltivazioni agricole.

General Motors, oltre ai container, fornirà altre parti di scarto, come i contenitori delle batterie delle Chevrolet Volt, i pannelli insonorizzanti di diversi tipi di auto, i piccoli contenitori metallici delle linee di fabbricazione.

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Detroit punta ad abbattere interi quartieri per trasformarli in campagna

A spingere verso questa decisione è  l’annoso declino che ha portato una città che aveva quasi 2 milioni di abitanti nel 1950 a meno della metà di questa cifra. In qualche quartiere rimangono solo una o due case occupate circondate da spazzatura e muri bruciacchiati. Quello che sembrava impensabile sta diventando pensabile ha detto James W. Hughes, preside della School of Planning and Public Policy presso la Rutgers University, tra gli esperti urbanistici che guardano con interesse l’esperimento. Adesso c’è la consapevolezza del fatto che le glorie del passato non potranno essere replicate. Qualcuno probabilmente non lo accetta ma questa è la realtà. Il progetto consentirebbe  di tagliare le spese che la gestione che una vasta superficie urbana poco abitata comporta per l’amministrazione comunale e investire nella riqualificazione dei quartieri rimasti. I quartieri riqualificati saranno sacche di città in mezzo al verde in espansione. Al di là delle difficoltà economiche e politiche che la città dovrà affrontare per realizzare questo piano e della sua controtendenza rispetto ad un pianeta sempre più urbanizzato, la scelta di Detroit potrebbe essere precorritrice per numerose aree industriali abbandonate e degradate che sono presenti in tutto l’occidente, consentendo anche di recuperare parte di quelle aree verdi e agricole che scompaiono rapidamente in altre aree del globo. Forse l’idea che la decrescita non sia utopia può cominciare a prendere forma.

Fonte: Aess-Modena

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