Articoli relativi a ‘EDILIZIA’

Tecnica e tecnologie: sistemi a secco e isolante minerale

picture-32872-zoomIl parco dei Mulini di Lugo, a Ravenna, è il primo housing sociale in Italia ad aver ottenuto la certificazione «Green Building Council Italia» per il «Gbc Home», grazie alle soluzioni Gyproc e Isover Saint-Gobain.

Il complesso residenziale «Parco dei mulini» è una suggestiva iniziativa immobiliare di housing sociale che sorge all’interno di un grande parco, delimitato dall’antico canale dei Mulini e caratterizzato dalla presenza del cosiddetto «Ponte delle Lavandaie», interessante opera storicomonumentale risalente al 1600 e tuttora in buono stato di conservazione.
Rappresenta inoltre il primo intervento in Italia ad aver ottenuto la prestigiosa «Green Building Council Italia», protocollo dedicato all’edilizia residenziale e nato per verificare e premiare i cantieri più attenti agli aspetti sostenibili, dal risparmio di energia e di acqua potabile all’isolamento termoacustico e, più in generale, al comfort abitativo degli edifici.
Il riconoscimento di Gbc Italia poggia le basi anche sull’adozione, sia in fase progettuale sia realizzativa, di alcune soluzioni Saint-Gobain.

La tecnologia

È stata utilizzata la nuova tecnologia dei sistemi a secco Habito activ’air di Gyproc Saint-Gobain, in grado di assicurare ottimali performance sia nella rapidità d’installazione e versatilità progettuale, sia per la qualità dell’aria all’interno degli ambienti. Per le sue prestazioni termo-acustiche è stato scelto l’isolante minerale Par G3 touch, di Isover Saint-Gobain, concepito per l’isolamento dei sistemi a secco, idrorepellente e trattato con resina termoindurente a base di componenti organici e vegetali, per offrire protezione in termini di isolamento e protezione dal fuoco.

L’intervento

Tutti gli alloggi, certificati in classe energetica A, sono stati progettati per rispondere alle diverse esigenze degli utenti finali e sono disposti in funzione dell’esposizione solare. Questo nuovo complesso è stato realizzato con l’ausilio della tecnica costruttiva «Easy building system» (Ebs), brevettata dalla società Cogefrin e contraddistinta da una serie di accorgimenti progettuali che consentono d’ottenere edifici ecocompatibili ed efficienti dal punto di vista energetico.
L’obiettivo consiste nel promuovere il controllo e la diminuzione dello sfruttamento delle risorse ambientali, attraverso l’applicazione di processi produttivi a basso consumo energetico e con ridotte emissioni di anidride carbonica, nonchè l’impiego di materiali sostenibili che rendono possibile la reversibilità degli interventi.

L’Isolamento

Il sistema Habito activ’air per le pareti interne, le contropareti e i divisori tra appartamenti, è una soluzione costruttiva che unisce flessibilità nella posa in opera e prestazioni in termini di benessere abitativo, grazie all’abbinamento di lastre speciali Gyproc Habito 13 activ’air e Rigidur H con i pannelli in isolante minerale Isover Par G3 touch che, posti nell’intercapedine delle strutture metalliche, garantiscono isolamento acustico e sicurezza al fuoco.
Habito activ’air è stato studiato per purificare gli spazi domestici in modo continuo e duraturo: è in grado di captare il 70% dei Voc (Composti organici volatili) contenuti nell’aria degli ambienti chiusi, innescando una reazione chimica che trasforma la formaldeide e gli aldeidi in composti inerti non più pericolosi.

I materiali

Nel cantiere sono state impiegate le soluzioni Gyproc e Isover Saint-Gobain. Habito activ’air è la lastra di tipo speciale con incrementata densità del nucleo, il cui gesso è additivato con fibre di vetro. Tali caratteristiche conferiscono durezza superficiale e resistenza meccanica. La tecnologia activ’air del sistema Habito migliora la qualità dell’aria all’interno degli ambienti neutralizzando la formaldeide. Gyproc Rigidur H è la lastra di tipo speciale in gesso fibrato, a base di gesso, fibre cellulosiche ed additivi minerali. Adatta per la realizzazione di pareti divisorie con resistenza agli urti, intonaci a secco, contropareti su struttura e controsoffitti di coperture a falda. È ecologica secondo certificato IbrInstitut fur Baubiologie Rosenheim. Isover Par G3 touch è il pannello arrotolato in isolante minerale G3 touch, concepito per l’isolamento termoacustico dei sistemi a secco, idrorepellente e trattato con resina termoindurente a base di componenti organici e vegetali, per isolamento e protezione dal fuoco. Questa soluzione permette gradevolezza di posa per gli applicatori, grazie al rivestimento su una faccia con velo di vetro «Soft touch», brevetto internazionale di Saint-Gobain.

Chi ha fatto Cosa

Committente
Parco dei Mulini srl, Lugo
Progetto e direzione lavori
Studio Conti e Galegati architetti associati, Lugo
Impresa esecutrice
Cogefrin spa
Castel Maggiore (Bo)

La certificazione Gbc Home

L’impegno di Gbc Italia, dopo aver realizzato una versione per il mercato nazionale del protocollo Leed
2009 Nuove costruzioni e ristrutturazioni, è stato quello di produrre uno strumento che si rivolgesse al mercato residenziale. Si tratta di un prodotto a marchio Gbc Italia, che ha preso come punto di partenza «Leed for homes», ma che è stato sviluppato considerando le caratteristiche abitative e le diversità nel modello costruttivo proprie della realtà italiana. Gbc Home vuole promuovere la salubrità, la durabilità, l’economicità e le migliori pratiche ambientali nella progettazione e nella costruzione degli edifici.

Fonte: EdiliziaNews

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Approvato il documento per l’aumento degli ecobonus su bioedilizia

 

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Il documento di Serena Pellegrino (Sel) raccoglie l’unanimità.

ROMA, 1 APR – “Oggi è più concreta la possibilità che i benefici fiscali collegati alla ristrutturazione degli immobili e al miglioramento delle prestazioni energetiche si avvantaggino di un ulteriore e significativo incremento applicando i criteri della bioedilizia e utilizzando materiali biocompatibili certificati”. Lo dichiara la parlamentare friulana Serena Pellegrino (SEL), presentatrice di una risoluzione, sottoscritta dalla maggior parte dei gruppi parlamentari, diretta ad aumentare la detraibilità fiscale alle ristrutturazioni effettuate con materiali e tecniche biocompatibili: il documento, oggi, è stato approvato all’unanimità in Commissione ambiente della Camera.

“Un plauso al Governo che ha dato il suo parere positivo. Abbiamo fatto un enorme passo avanti. – commenta Pellegrino – Il comparto edile nazionale si potrà qualificare non più come il principale nemico dell’ambiente del nostro Paese, in termini di cementificazione, speculazione e salute dei cittadini. Potrà invece diventare strumento per preservare la bellezza degli insediamenti civili, con l’obiettivo di diminuire i consumi energetici e equilibrare l’impatto ambientale attraverso una filiera a ciclo chiuso.” Prosegue la Pellegrino: “Sono particolarmente soddisfatta perché questo tipo di incentivazione produce effetti che vanno ben oltre il valore intrinseco di questa tipologia costruttiva, valore di per sé rilevantissimo in termini di favorevole bilancio energetico, consumo di materie prime e di salubrità abitativa”. E precisa: “Infatti , attraverso gli specifici benefici fiscali verrà positivamente coinvolta l’intera filiera verde della bioedilizia con la conseguente riduzione dell’impatto ambientale e importanti esternalità:maggiore utilizzo di risorse rinnovabili, ridotti consumi energetici e idrici, tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, maggiore sostenibilità delle problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti”.

Fonte: ANSA

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Presentato il progetto del nuovo STADIO dell’AS ROMA: è in arrivo il “moderno COLOSSEO”

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E’ stato presentato mercoledì mattina in Campidoglio dal presidente James Pallotta e dal sindaco della capitale Ignazio Marino il progetto per la costruzione del nuovo stadio della AS ROMA.

L’impianto, ribattezzato dalla cronaca internazionale e dal suo stesso progettista, l’architetto Dan Meis, il “moderno Colosseo”, verrà costruito impiegando le più moderne tecnologie al fine di integrare in maniera versatile e armoniosa materiali quali l’acciaio, il vetro, il teflon e la pietra. Una facciata in pietra, infatti, richiamerà alla memoria i classici archi dell’Anfiteatro Flavio a cui Dan Mais dichiara di essersi appunto ispirato per la sua progettazione.

L’opera sarà pronta entro l’estate 2016 e si prone di diventare una pietra miliare in una delle città più belle e più significative al mondo dal punto di vista architettonico. Il nuovo stadio sorgerà nell’area di Tor de Valle ed ospiterà 52.500 posti che diventeranno 60.000 mila per le partite internazionali e i grandi eventi. Le tribune saranno a ridosso del campo, «un vero muro umano per spaventare gli avversari» ha dichiarato il suo progettista.

Il “moderno Colosseo” comprenderà anche un ampio spazio dedicato all’intrattenimento di visitatori e tifosi che sarà aperto tutto l’anno sette giorni su sette. Al suo interno sorgeranno infatti negozi, ristoranti, bar e il museo interattivo sulla A.S. Roma (Hall of Fame). Inoltre, accanto al nuovo stadio sorgerà una struttura che ospiterà gli allenamenti della squadra. Il complesso comprenderà due campi regolamentari, un campo di piccole dimensioni, palestre e strutture di riabilitazione fisica progettati per garantire alla squadra tutti gli strumenti necessari per competere ai massimi livelli.

Come sottolineato dalle cronache statunitensi del Wall Street Journal e New York Times e da quelle inglesi del Financial Time, l’ investimento di un miliardo di euro previsto per la realizzazione dell’intero progetto (stadio ed infrastrutture) dovrebbe servire anche come spinta propulsiva per la ripresa economica della città di Roma, nonchè di quella del campionato italiano descritto come “in declino rispetto ai suoi principali concorrenti europei in termini di ricavi e prestazioni”.

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Eccellenza in edilizia, un ‘trofeo’ ai migliori cantieri

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In gara alla seconda edizione del Trofeo Gyproc Italia esempi di qualita’ e innovazione nell’applicazione dei sistemi a secco e degli intonaci.

Sarà Milano a ospitare, il prossimo 28 marzo, la premiazione della seconda edizione del Trofeo Gyproc Italia, istituito per premiare la qualità e l’eccellenza nell’uso delle soluzioni e dei sistemi a secco e intonaci.

Sei sono le categorie attraverso le quali si sviluppa il Trofeo: “sistemi a secco”, “intonaci”, “innovazione”, “residenziale”, “complessi polifunzionali” e “interventi di settore”. Per ognuna di esse concorreranno tre cantieri realizzati e completati tra gennaio 2012 e dicembre 2013, selezionati da un comitato tecnico Gyproc Saint-Gobain e votati online suwww.gyproclive.it. I primi classificati nelle sei categoriepotranno poi rappresentare l’Italia alle fasi finali dell’International Trophy, che il Gruppo Saint-Gobain promuove ogni due anni dal 1998 e che quest’anno si terrà a Berlino il 6 giugno 2014.

Nella categoria “sistemi a secco”, i cantieri in concorso sono: Teatrino di Palazzo Grassi (Venezia)Trilogia Navile (Bologna) e Cantina Fonzone Caccese (Paternopoli – Avellino). Nella categoria “intonaci” concorrono al primo posto Teatro Mercadante, (Altamura – Bari)Must – Museo storico città di Lecce e sede giunta regionale Calabria (Catanzaro).

Antinori nel Chianti (Classico Bargino – Firenze)Chiesa “Maria Madre dei Giovani” (Torino) e Hotel Aqualux (Bardolino – Verona)sono i finalisti nella categoria “innovazione”. Cenni di cambiamento (Milano)The Number 6 (Torino) e Giardini Milano Life (Segrate – Milano)sono i tre cantieri selezionati nella categoria “residenziale”.

Per la categoria “complessi polifunzionali” sono stati selezionati i seguenti cantieri: Archivio di Stato (Verona)Nuovo edificio dell’Università Iulm di Milano e Marina Verde Wellness Resort (Caorle – Venezia). La categoria “interventi di settore” i finalisti sono Hotel Esperia Palace (Zafferana Etnea – Catania)Park Hotel Pacchiosi (Parma) e Hotel Lunetta (Roma).

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: valorizzare e dare visibilità, da una parte, ad alcuni dei migliori esempi italiani per innovazione e qualità nell’utilizzo di queste soluzioni a base gesso a favore della comunità di applicatori, architetti, progettisti, costruttori e operatori del settore; dall’altra, il Trofeo Gyproc Italia vuole dimostrare il ruolo crescente dei sistemi a secco nel mercato delle costruzioni, in virtù di evoluzioni e innovazioni che ne hanno incrementato fortemente nel tempo le possibilità applicative.

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Pubblicato da: ARCHITETTO.INFO

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La bolla geodetica giapponese, pensata per i più giovani per insegnare loro un nuovo modo di abitare

defaultViene chiamata Harima Eco House ed è una bolla geodetica che sorge su una collina poco distante da Osaka, progettata da un giovane architetto giapponese, Shuhei Endo, famoso per le sue ricerche sulla ecologia delle forme. Detto altrimenti è il Palazzo dell’Esperienza Ambientale, al suo interno vengono svolte attività con l’obiettivo di sensibilizzare bambini e ragazzi sui grandi temi dell’eco-sostenibilità, mescolando lezioni, gioco e spettacolo.

La Eco House si compone di tre padiglioni tra loro collegati e disposti a trifoglio, per la struttura dell’edificio Endo utilizza solo legno locale, ricavato dal diradamento necessario per mantenere in buona salute il bosco.  Per rivestire esternamente l’edificio, l’architetto ha optato per il cosiddetto acciaio vellutato, o Corten, un sottile strato metallico dal colore brunito che non necessita di alcuna manutenzione periodica perché il suo speciale punto di ossidazione lo rende resistente agli agenti atmosferici e al processo di deterioramento, senza bisogno di alcuna verniciatura.

E’ proprio sul concetto di sfera che si basa l’esperimento della casa ecologica di Shuhei Endo: la forma naturale più semplice viene scomposta e ricomposta geometricamente, costruita con materiali naturali, legno e acciaio, per ospitare una scuola di ecologia e di ambiente per i più piccoli, i nuovi abitanti del pianeta. A loro viene dimostrato concretamente, all’interno di questi spazi essenziali e naturali, che l’impronta ecologica di un individuo passa dalla lettura semplificata che esso deve avere della Natura, e dal rispetto che deve muovere ogni sua scelta.

La semplificazione delle forme è uno dei temi essenziali della cultura giapponese: nell’ assenza di tutto ciò che è superfluo prende forma la concretezza più efficace.

Leggi l’articolo completo qui.
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Isola d’Elba: ogni rondine avrà il suo nido!

Il comune di Marciana Marina, nell’Isola d’Elba, ha appena apportato una modifica al regolamento edilizio per facilitare la nidificazione di rondini e rondoni. La nuova norma, infatti, prevede il ripristino delle vecchie tegole, quelle con i coppi aperti nelle prime file, per permettere l’ingresso alle rondini, che utilizzano quelle cavità come luogo per riprodursi. È la prima volta che in Italia accade una cosa del genere. D’ora in avanti, chi vorrà ristrutturare un edificio, dovrà tenere conto di questa esigenza.

Le trasformazioni edilizie sono la causa principale di diminuzione delle specie che da secoli nidificano in città sugli edifici dell’uomo – ha dichiarato il Sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi – con questa delibera il nostro Comune, primo in Italia, vuole dare un segnale positivo.

Negli ultimi anni è stato registrato un sensibile calo del numero degli esemplari di rondone in Europa, legato soprattutto al fatto che i nuovi palazzi e le ristrutturazioni dei vecchi edifici hanno comportato la chiusura di tutti i fori lungo le pareti e sui tetti. Due anni fa il comune di Milano predispose l’istallazione di “nidi artificiali” in alcuni parchi e quello di Rozzano adottò lo stesso provvedimento per alcuni edifici in cui i nidi erano stati rimossi. Ma la delibera di Marciana, oltre al tipo di tegole, comprende anche altre misure: è consigliato l’uso di intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi sotto i cornicioni delle case. L’iniziativa assume un significato particolare nell’anno della biodiversità.

Siamo orgogliosi che il comune abbia operato una scelta concreta a favore dell’ambiente – spiega Franca Zanichelli, direttore del Parco nazionale dell’Arcipelago – non poteva esservi un segnale migliore da parte di un ente locale compreso nel perimetro del Parco nazionale.

Fonte: LaRepubblica

 

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Giugiaro design firma le nuove case prefabbricate per Albe Case di Wood Albertani S.p.A.

GIUGIARO DESIGN FIRMA LE NUOVE CASE PREFABBRICATE per ALBE CASE di WOOD ALBERTANI S.p.A.
Giugiaro Design ha firmato un nuovo modello di villa prefabbricate di design, realizzate dall’azienda italiana ALBE CASE di WOOD ALBERTANI S.p.A.
Nel nascente mondo dell’edilizia prefabbricata di alto livello, Giugiaro Design ha portato la propria trentennale esperienza nel campo dell’industrial design per interpretare con soluzioni costruttive e impiantistiche di ultima generazione il tema proposto da ALBE CASE.
Abbiamo voluto portare la nostra visione personale – ha dichiarato Fabrizio Giugiaro, direttore stile di Giugiaro Design – in un tema molto personale come quello della casa, senza tuttavia stravolgere le metodologie e le tecniche costruttive adottate e collaudate in questi anni da ALBE CASE. Dopo diversi anni di presenza nel mercato delle costruzioni in legno ed dopo che ci siamo affermati a più livelli in questo settore – dice Natale Albertani , direttore tecnico di ALBE CASE – era ora di dare una svolta alla nostra immagine legata alle costruzioni completamente in legno con uno stili marcatamente nordico o alpino. L’occasione di un rapporto personale di lavoro con Fabrizio Giugiaro ci ha dato l’opportunità di concretizzare il nostro sogno di vedere progettata una casa innovativa e di design, con tratti piacevoli e moderni.

Fonte: Maggioli Editore

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Charrat: vecchio e nuovo convivono nella quiete della montagna

Valéry Claviene Nicolas Rossier dello studio svizzero clavienrossier architectes hanno trasformato una vecchia casa con annesso fienile in questa splendida residenza privata a Charrat, piccolo comune del Canton Vallese. Situata lontana dal paese, la casa aveva una superficie troppo vasta per essere rinnovata nella sua totalità e si è scelto, dunque, di conservare solo gli elementi che potessero essere facilmente riutilizzati, come le cantine e i solai della struttura preesistente, demolendo tutto il resto. I volumi di cemento a vista colorato mettono in evidenza il tetto e tutte le zone oggetto di trasformazione. Le grandi aperture create permettono alla luce di penetrare in maniera più abbondante. La geometria delle sovrastrutture è il risultato sia di un desiderio formale sia di una volontà di eliminare lo spessore murario. Le facce esterne dei nuovi volumi, diversamente inclinate, migliorano il gioco delle ombre che varia durante il giorno. All’interno non vi sono corridoi e la circolazione avviene lungo la parete esterna, da una stanza all’altra. La visione d’insieme continua al di là delle finestre, affacciandosi sul paesaggio circostante.

Fonte: Archiportale

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Edilizia: geometri e responsabili di cantiere le figure più richieste

Ha un’età compresa tra i 25 e i 29 anni, un diploma di maturità e 5-10 anni di esperienza. È il candidato tipo alla ricerca di un lavoro nel settore dell’edilizia, secondo i dati forniti dalla società di recruitment online InfoJobs.it, che ha delineato un quadro del mercato del lavoro nel settore edilizio che evidenzia la tipologia di candidati interessati e ricercati, le province italiane con il maggior numero di offerte e le categorie più richieste.
Dai dati riferiti ai primi mesi del 2011 emerge che la maggioranza dei candidati ha un’età compresa tra 25 e 29 anni (24,7%) che supera però solo di poco la fascia di età tra 30 e 34 anni (24,2%). Seguono i candidati con età tra 35 e 40 anni (18,6%), quelli tra 18 e 24 anni (13,3%), quelli con più di 45 anni (10,4%) e quelli con età compresa tra 41 e 45 anni (8,6%). Quasi irrilevante invece le fascia d’età che identifica i minori di 18 anni (0,1%). Per quanto riguarda il livello d’istruzione dei candidati, il 46,1% possiede il diploma di maturità, il 21,3% la licenza media, il 21% la laurea specialistica e l’8,1% la laurea breve. Dall’analisi di InfoJobs.it risulta che la maggioranza dei candidati ha dai 5 ai 10 anni di esperienza (32,8%), seguono quelli con 3-5 anni di esperienza (23%) e i candidati con più di 10 anni di esperienza (10,6%). Nei primi due mesi del 2011 le categorie di lavoratori maggiormente richieste sono risultate i geometri/responsabili di cantiere e i commerciali/settore immobiliare/agenti. Nella provincia di Milano si concentra il 41,7% delle richieste di lavoro, seguono le province di Roma (26,1%), Torino (19,7%) e Bologna (12,5%).

Fonte: Casa&Clima

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Dal Messico il nuovo cemento ecologico

Arriva da Città del Messico la notizia che gli scienziati del Cinvestav, stanno sviluppando un nuovo tipo di cemento ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica fino all’80 % diminuendo la quantità di energia consumata nel processo di produzione di ben il 50 %.
Il cemento è il secondo prodotto più consumato al mondo dopo l’acqua per la crescita della popolazione, che in molte città richiede lo sviluppo di nuove infrastrutture, edifici e case, affermano dal Cinvestav, in un comunicato. Sfortunatamente, l’uso intensivo del cemento è dannoso per l’ambiente, bombardato dall’enorme quantità di anidride carbonica generata dalla produzione del materiale da costruzione, secondo il quanto affermato. Gli scienziati del Cinvestav hanno sviluppato diversi tipi di alternative al cemento negli ultimi 13 anni, tra cui un cemento a base di geopolimeri con una maggiore resistenza e durata nel tempo e un minore impatto ambientale ed economico, dice la nota. Il progetto, condotto da José Iván Escalante García, prevede di sviluppare un sostituto per il cemento “Portland”, che è il più utilizzato dall’industria delle costruzioni a livello mondiale poiché, per ogni chilo di questo tipo di cemento prodotto, viene rilasciata esattamente la stessa quantità di anidride carbonica. Secondo i dati forniti dallo scienziato, circa 2,5 miliardi di tonnellate di cemento vengono prodotti ogni anno nel mondo, il che corrisponde a oltre l’8 % delle emissioni di gas serra causate dall’uomo. Escalante ha affermato che, nel processo tradizionale di produzione del cemento, gran parte della quantità di anidride carbonica viene emessa a causa dell’uso di carbone o coke per portare il calcare, l’argilla e lo scisto a una temperatura di 1450 °C per ottenere un composto noto come clinker , che viene mescolato con del gesso e ridotto in polvere per la produzione di cemento.
Di segno opposto il cemento a base di geopolimeri, che viene composto e trattato a temperature di soli 750 °C. Oltretutto, i sottoprodotti industriali come le ceneri volatili residue dal processo di produzione a base di carbone, le scorie metallurgiche e altre materie prime, che non richiedono alcun tipo di trattamento termico, possono essere incorporati nella produzione di cemento a base di geopolimeri e contribuire in tal modo a ridurre le emissioni di anidride carbonica fino all’80 %, ha affermato Escalante. L’esperto ha aggiunto che i geopolimeri possono essere utilizzati per ottenere materiali dotati di maggiore resistenza e durata nel tempo, spiegando che il processo di fabbricazione di questi è più conveniente di quello del cemento tradizionale, perché l’energia consumata è il 50 % in meno di quella attualmente necessaria. Escalante e la sua squadra prevedono di iniziare presto le prove sul campo e di ottenere risultati ancora migliori di quelli conseguiti attraverso le ricerche in laboratorio. Speriamo, allora, di ricevere presto delle buone notizie dal Mexico’s Research and Advanced Studies Center: nel frattempo, per coloro che masticano un po’ di spagnolo e di chimica, potete leggere i risultati della ricerca del dottor Escalante qui.

Fonte: GreenMe

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Ecco il MAI: modulo abitativo tecnologico

Dal lavoro congiunto tra CEii Trentino, Cnr-Ivalsa e Habitech, in collaborazione con circa 30 aziende artigiane trentine, nasce MAI (Modulo Abitativo Invalsa), prefabbricata in casa passiva legno ad elevato livello di modularità e sostenibilità. Si tratta di un modello di abitazione ecosostenibile al 100%, costituita da materiali riciclati rinnovabili il cui reperimento e produzione avviene entro un raggio limitato dal luogo d’origine. Il legno, naturalmente, proviene da foreste certificate di conifere.
La casa è composta da cinque moduli prefabbricati e trasportabili (superficie di 2,5×4 m per un’altezza di 3,5 m) che, insieme, formano un edificio di 33 metri quadrati. L’interno è composto da cinque vani: due stanze da letto, un bagno, una cucina, un soggiorno, totalmente arredati e completi di tutti i comfort ad alto risparmio energetico, a cui vanno aggiunte due terrazze esterne di 16 metri quadrati. Per quanto concerne poi gli aspetti tecnologici, la scelta dei progettisti di MAI è stata quella di adoperare un sistema integrato di solare termico in copertura ed un tetto verde, capace di controllare lo scarico a terra delle acque piovane, per coprire due dei cinque moduli. Gli involucri esterni delle pareti consentono di ottenere valori di trasmittanza e sfasamento termici pari a quelli di una casa passiva, eliminando completamente l’uso dei sistemi di riscaldamento tradizionali.
Il risparmio energetico è garantito da sistemi di controllo e gestione degli impianti meccanici e di illuminazione, oltre che da accorgimenti in fase di progetto. La resistenza al fuoco, infine, è garantita sia dall’uso di una facciata ventilata di tavole in legno con guaina traspirante impermeabile, sia da uno speciale rivestimento interno: tale combinazione consente la protezione totale degli strati di fibra di legno dagli agenti esterni.
Con questo sistema, fa notare con legittimo orgoglio il responsabile scientifico del progetto Ario Ceccotti, “una volta arrivati sul posto, non bisogna fare altro che avvitare dei bulloni… inoltre, è possibile costruire edifici di qualsiasi grandezza e forma architettonica”. Oltre al sistema a incastro, l’aspetto innovativo di ‘Mai’ è il ri-uso dei pannelli. La sua struttura portante (solai, pareti e coperture) è interamente realizzata con tavole di X-lam provenienti dalle prove effettuate nei quattro anni di studi in seno al progetto Sofie. Un vero e proprio ‘riciclo’, che rende questo edificio un prototipo dal design e dall’architettura estremamente curati, un concentrato di tecnologia, ricerca ed estetica. Tali peculiarità rendono per adesso MAI un’ottima testimonial adatta alla partecipazione ad eventi sulla sostenibilità ed un valido tester per indagini non invasive condotte da Cnr-Ivalsa: la strada per un abitare sostenibile è lunga ma credo che la direzione sia finalmente quella giusta.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Bioedilizia: il biomattone di canapa e calce che cattura la CO2

Dopo il cemento ecologico, a base di geopolimeri, arriva anche il Biomattone, che si caratterizza per la sua particolare e innovativa capacità di catturare le emissioni di CO2 dall’atmosfera.
Il rivoluzionario mattone – prodotto dall’azienda di Lecco Equilibrium – è costituito da un composto biologico a base di canapa e calce, ottenuto dalla combinazione della parte legnosa dello stelo di canapa con un legante a base di calce. Una volta indurito, il composto diventa rigido e leggero allo stesso tempo e può quindi essere utilizzato sia nella costruzione di nuovi edifici sia nella ristrutturazioni di stabili già esistenti. Oltre a garantire un ambiente salutare, un ottimo isolamento termo-acustico, la permeabilità al vapore e un alto confort abitativo, il biomattone garantisce un impatto ambientale ridotto – in particolare riesce a ridurre le emissioni di C02 durante la produzione – e la capacità di catturare le emissioni inquinanti dall’atmosfera.
La notizia di questo nuovo eco-mattone è già arrivata al Parlamento europeo, dove l’eurodeputato, Oreste Rossi della Lega Nord, ha presentato una interrogazione con la quale chiede alla Commissione di favorire la produzione, la diffusione e la commercializzazione del composto ecologico a base di calce e legno di canapa.
Con il nostro prodotto vogliamo veicolare non solo un materiale ecocompatibile e a emissioni zero, ma un modo nuovo di concepire l’edilizia – ha commentato ha dichiarato il General Manager di Equilibrium, Paolo Ronchetti. – Se anche la politica si sta accorgendo di quanto è importante risparmiare energia e vivere in un ambiente più salubre e confortevole, allora vuol dire che qualcosa sta veramente cambiando. La nostra realtà è guidata da giovani professionisti, che hanno condotto ricerca e sviluppo all’estero sui nuovi materiali a ridotto impatto ambientale e sulle più innovative tecniche costruttive per ridurre al minimo la quantità di energia consumata sia nella produzione dei materiali che lungo il ciclo di vita degli edifici – ha continuato Ronchetti – Abbiamo deciso di tornare in Italia ed investire in questa impresa perché amiamo il nostro Paese e vogliamo contribuire a migliorarlo attraverso il nostro lavoro. La sfida che Equilibrium si appresta a lanciare è semplice: dimostrare che si può fare business, sviluppare indotto e realizzare edifici ad emissioni zero confortevoli da abitare, anche in un momento di crisi.

Fonte: GreenMe

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Milano: al Salone del Mobile sfilano i prodotti naturali

Sughero, paglia, pannelli in truciolato. Sono soltanto alcuni dei materiali 100% naturali che stanno vivendo un vero e proprio revival di questi tempi. A darne la consacrazione ufficiale, stand e proposte del Salone del Mobile, iniziato il 12 aprile 2011, a Milano. Una gamma di prodotti, soluzioni e allestimenti in cui l’aspetto della riciclabilità e della sostenibilità dei materiali diventa una discriminante decisiva, dimostrando il diffondersi di una nuova mentalità attenta all’ambiente e rigorosa in tema di ambiente.
A sottolinearlo Gianluigi Zani, presidente della Coldiretti mantovana, in un intervento al Salone milanese: I materiali dell’abitare guardano sempre più ai prodotti di origine agricola per garantire un buon isolamento termo acustico, una corretta umidità dell’aria e un maggiore rispetto per l’ambiente. Ecco che allora le pareti degli edifici si rivestono internamente di paglia o lana di pecora, con benefici termici sia in inverno, che in estate, e ancora, le tegole lasciano il posto a coperture verdi e naturali. Grazie ai giardini verticali, agli orti a parete o a quelli sui terrazzi, piante e fiori stanno diventando sempre più elementi attivi di uno stile dell’abitare che guarda non solo all’estetica ma anche all’ambiente e al benessere psicofisico delle persone, commenta la Coldiretti Lombardia, stimando, all’interno della regione, oltre un milione di balconi in verde, di cui quasi la metà concentrati proprio a Milano.

Fonte: Casa&Clima

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Edilizia agevolata: in Alto Adige contributi per il risanamento dell’esistente

Incentivare il risanamento della cubatura già esistente all’interno dei centri abitati, riducendo così il rischio di ‘fuga’ verso le zone di espansione. È questo l’obiettivo che si è data la Provincia autonoma di Bolzano, che ha approvato una riforma dei criteri per i contributi a fondo perduto in tema di edilizia agevolata.
Chi, attualmente, costruisce alloggi per l’edilizia abitativa agevolata nelle zone di espansione può contare su contributi a fondo perduto, da parte della Provincia, pari al 50% dei costi di acquisto dei terreni e al 50% degli oneri di urbanizzazione.
Chi invece – ha spiegato il presidente Luis Durnwalder (foto) – acquista e risana una cubatura già esistente in centro abitato, non riceve questo tipo di sostegno. I rischi di tutto ciò sono piuttosto evidenti: c’è un forte incentivo a costruire ex-novo in periferia, utilizzando nuovi terreni e contribuendo a svuotare i centri abitati nei quali abbondano le cubature non utilizzate.
Prendendo come riferimento i comuni di Bolzano, Sluderno e San Lorenzo, la Giunta provinciale ha partorito una proposta che punta a ribaltare questo gap a favore del risanamento di alloggi già esistenti. In sostanza, il sostegno della Provincia si concretizzerà in un contributo a fondo perduto che potrà raggiungere al massimo il 50% del valore della cubatura. Il presidente Durnwalder ha citato come esempio il comune di Sluderno.
Per l’acquisto e il risanamento di un alloggio di 100 metri quadrati in centro abitato – ha spiegato – il contributo potrà raggiungere un massimo di 49mila euro, mentre per una costruzione ex-novo in una zona di espansione non potrà superare i 21mila euro. L’obiettivo finale è quello di favorire un maggiore sfruttamento della cubatura già esistente, evitando allo stesso tempo che nei nostri paesi e nelle nostre città si assista al fenomeno dello svuotamento dei centri abitati.

Fonte: Casa&Clima

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In Trentino Alto Adige: legno certificato sostituisce il cemento

Per chi pensa che Il Trentino Alto Adige sia famoso solo per le suggestive montagne, le ottime grappe e le buonissime mele dobbiamo comunicargli che non è proprio così. Questa regione, infatti, è quella che sta promuovendo maggiormente (con ottimi risultati) l’utilizzo del legno come alternativa al cemento. Non tutti sanno che l’edilizia del legno ha tutta una serie di caratteristiche che dovrebbero fargli meritare una fetta ben più ampia di mercato. Il legno è leggero, flessibile, di facile reperibilità, lavorabile, ha un buon comportamento strutturale ed è facile da montare. Ciononostante occupa una percentuale irrisoria come numero di edifici costruiti sul mercato italiano. Come mai? La risposta è semplicissima: lobby del cemento. Nella regione più settentrionale d’Italia, fortunatamente, la situazione è decisamente in controtendenza. Da queste parti, infatti, tutto il sistema produttivo che vede il legno protagonista non è solo sviluppato alla perfezione, ma è anche tarato nei migliori e più scrupolosi canoni dell’eco-sostenibilità.
Le due province, Trento e Bolzano, partono proprio dal principio, considerando il bosco come fulcro portante per la costruzione di case in legno. Da un lato c’è l’Alto Adige dove la maggior parte dei boschi è in mano a privati. Nel capoluogo di provincia, invece, sono i comuni ad aver in mano la gestione. Nonostante questa diversità, però, entrambe hanno capito l’importanza del bosco come bene collettivo. Deducendone tutti i benefici che possono trarne: come quelli ambientali attraverso l’assorbimento di C02, in termini turistici, promuovendo l’economia e i valori ad esso legati e – infine – anche con tutte quelle funzioni ricreative. E per valorizzare, al meglio, tutte queste risorse forestali cosa occorre? Niente di impossibile. Esiste una certificazione che si chiama  PEFC. Questa non fa altro che garantire che la provenienza del legno che tu hai sotto mano sia quella di un bosco gestito in maniera corretta ed ecosostenibile. Proprio come fanno, in modo ottimale, da queste parti. In Trentino Alto Adige ben l’80% dei boschi è certificato, in Italia solo il 10%. Questa regione dimostra di essere speciale non solo nel suo statuto, avendo sposato questo modo di gestione ha anche facilitato la diffusione di realtà edili che vogliano costruire utilizzando il legno. Il comune di Trento, ha addirittura deciso di promuovere maggiormente questa possibilità. Chi, infatti, decida di costruire in legno certificato è come se costruisse in modo “invisibile”, in altre parole le parti in questione non vengono conteggiate nelle perizie abitative, facendo aumentare altezze e l’area della struttura. I vantaggi di una scelta del genere sembrano evidenti, ma fortunatamente non sono finiti. Anche i prezzi sono pressoché identici a quelli del cemento. Il mito che vorrebbe le costruzioni in legno lussuose o economicamente esose è proprio da considerare tale. I costi, infatti, sono solo leggermente più alti. Evidenti, però, i vantaggi. Una casa in legno è veloce, pensate in 72 ore può essere fatta! E’ antisismica. E’ economica, contribuendo in modo evidente ad aumentare il risparmio energetico. E’ più sicura: il legno “avverte”. Questo vuol dire che nella malaugurate ipotesi di crollo, questo materiale “canta” facendo capire che qualcosa non va. Il cemento, al contrario, si distrugge da un momento all’altro. Ricordate il terremoto umbro del 1997, dove crollò una parte della Basilica di Assisi? Indovinate quale parte rimase su? Esatto, quella in legno! Insomma, il mercato del legno deve crescere perché migliora le qualità della vita. Il Trentino Alto Adige l’ha capito e sta giustamente investendo. Promuovere il certificato PEFC è solo il primo fondamentale passo per arginare l’industria del cemento, provando a combattere la sua speculazione. D’altronde certificare deriva dal latino certus (certo) e facere (fare): fare con certezza. Fidatevi, le civiltà classiche difficilmente si sbagliavano.

Fonte: GreenMe

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Il legno cemento: un materiale performante da riscoprire

Il legno-cemento nasce in Germania nel 1946 e da allora sono stati realizzati numerosi edifici con questo materiale altamente performante.
Si pensi che, solo in Austria, questo materiale è stato usato per circa il 40% delle costruzioni esistenti. Questo materiale nasce dalla perfetta miscelazione di un prodotto naturale dalle ottime proprietà termiche, il legno, e da un materiale da costruzione plasmabile, il cemento portland. Viene prodotto utilizzando scarti di lavorazioni del legno, macinati e miscelati con parte di ossido di ferro, acqua, e cemento portland. Inizia così il processo detto di “mineralizzazione”. I blocchi prodotti vengono asciugati attraverso forni e richiedono poi una stagionatura di circa 28 giorni. Il legno cemento garantisce una ottime prestazioni dal punto di vista acustico, termico, di traspirazione degli ambienti, di resistenza al fuoco e verso le azioni sismiche. Ulteriore vantaggio è quello di erigere una costruzione in modo rapido ed economico, poiché non necessita di malta ed i blocchi vengono, quindi, montati a secco. Dentro i blocchi viene poi gettato del calcestruzzo che garantirà la struttura portante dell’edificio. Le ottime prestazioni del legno cemento mineralizzato garantiscono, quindi, un ottimo comfort abitativo ed un notevole risparmio energetico che si traduce in un minor costo del riscaldamento d’inverno e del condizionamento d’estate.

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Curface:mobili eco dai fondi del caffè

Prendete un caffè, macchiato, lungo o decaffeinato che sia e immaginate di voler riciclare il più possibile. Tazzina o bicchiere, cucchiaio o paletta… tutto! Tazzina e cucchiaino, a meno che non siano in plastica, si riutilizzano; l’eventuale palettina invece, può essere trasformata in originali mobili, trasparenti o meno firmati dal gruppo Verissimo. Restano solo i fondi del caffè che finiscono nell’organico.
E se invece non fosse così?
Se anche i fondi di caffè potessero essere riciclati? Sembra strano ma è possibile. Ad inventare il sistema è stata l’azienda londinese Re-worked che ha sperimentato un metodo per trasformare i fondi del caffè in oggetti di arredamento, in particolare tavoli e sedie. Il nuovo materiale ecologico inventato dal gruppo di designer a capo dell’azienda, è Curface, un mix tra Coffee e Surface ed è ottenuto mescolando ai fondi di caffè della plastica riciclata post-consumo. Naturali, riciclati e disponibili in grandi quantità (basti pensare a quanti caffè ognuno di noi prende in un giorno…), i fondi del caffè hanno tutti i vantaggi di un materiale ecologico!
I fondi utilizzati per produrre Curface, provengono da uffici, caffetterie e fabbriche alimentari e prima di essere miscelati a plastica riciclata post consumo (in particolare quella proveniente da RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), vengono opportunamente sterilizzati e compressi in lastre. La plastica riciclata per il confezionamento di Curface, viene fornita da Axion Polymer, un’azienda specializzata nel riciclo di materiali plastici.
Si ottengono delle superfici (Surfaces) di un colore scuro come caffè del quale emanano l’aroma. Si tratta di superfici che possono essere adoperate per realizzare tavoli oppure sedie e che, stando alle dichiarazioni di chi ha avuto il piacere di vederle, sono al tatto un misto tra la pelle ed il legno.
La Re-worked intende proporre inizialmente il suo prodotto ecologico in bar e caffetterie, così da sensibilizzare i clienti sul tema del riciclo e fare in modo che i più “eco” possano sorseggiare il proprio caffè con serenità sapendo che gli scarti che ne derivano avranno una nuova vita.

Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile

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Bio-Glass: Superfici Riciclate e Riciclabili

bio-glassBio-Glass è un prodotto di Coverings Etc: l’azienda afferma che è al 100% riciclato e riciclabile. Come molti altri prodotti sul mercato, anche questo è realizzato con bottiglie riciclate. Tuttavia, secondo il Green Building, il prodotto è fatto con con contenuto riciclato pre-consumo, post-consumo in una miscela di entrambi, a seconda del colore. Bio-Glass è disponibile in sei colori: acquamarina, smeraldo, ambra fossile, malachite, giada orientale e bianco diamante. Viene fornito di una superficie in argento con la certificazione di Cradle 2 Cradle e non contiene coloranti o additivi. Bio-Glass è venduto con una finitura naturale in fogli da 110x49x3/4.

La provenienza della materia prima determina il colore del prodotto finale: le piastrelle bianche derivano da vetro riciclato pre-consumo (di cui è possibile controllare la contaminazione e l’esatta derivazione), mentre le colorazioni più scure identificano le lastre realizzate con materia prima riciclata post-consumo. Katherine Salant del Washington Post ha segnalato Bio-Glass a Greenbuild  di recente ed è stato valutato 1900 € circa al metro quadrato (installazione esclusa) da Coverings Etc. Ha affermato che il materiale di cui è composta la superficie è ottenuto dal riscaldamento e dalla fusione di schegge di vetro riciclate, un processo che gli conferisce un “look” distintivo. “Bio-Glass offre un materiale verde ma senza compromessi sull’estetica. 100% vetro riciclato: no coloranti o altri additivi. Riciclabile al 100% e può essere inserito nel contenitore stesso riciclo del vetro insieme a bottiglie di bevande”, spiega il web site dell’azienda produttrice che presenta un prodotto riciclato e riciclabile ma esteticamente pregiato.

Links utili e approfondimenti

Fonte: GenitronSviluppo

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