Articoli relativi a ‘Fotovoltaica’

Energia “fai da te”: 31.000 centrali mini-fotovoltaico

L’Italia aspetta il nucleare, ma intanto si affida a piccoli impianti per soddisfare la propria sete di energia. E’ la generazione distribuita, vale a dire il sistema di piccoli centri di produzione di elettricità delocalizzati sul territorio e spesso messi su da privati intraprendenti, che stando agli ultimi dati dell’Autorità per l’energia, cresce sempre di più. Nel 2008 risultavano infatti installati quasi 35mila impianti, contro i 10.371 dell’anno precedente, con una potenza efficiente lorda corrispondente di 6.627 MW, vale a dire circa il 6,5% del totale nazionale, e una produzione lorda di 21,6 TWh (6,8% dell’intera produzione nazionale di energia). Fortissimo è il contributo alla crescita del numero degli impianti dovuto al solare: le mini-centrali fotovoltaiche sono infatti passate da poco più di 4mila del 2006 a oltre 31mila del 2008.

Fonte: Ansa

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Vivere secondo natura a Ozzano dell’Emilia: Dulcamara

A Ozzano dell’Emilia si trova Dulcamara una piccola cooperativa che vuole costruire qualcosa insieme: vivere con quello che la terra ci dà, creare in autonomia il nostro lavoro, mangiare cibi sani e puliti, confrontarsi e crescere, ricercare una soddisfazione di lavoro e di vita, personale e di gruppo, scegliere e sperimentare comportamenti più rispettosi della Terra. Abbiamo fatto la scelta di non fuggire per i monti ma di restare vicini alla città, di scommettere anche sulla sostenibilità economica del nostro lavoro. Crediamo profondamente nel valore della diversità come garanzia per il futuro, diversità biologica ma anche culturale.
Cosa offre Dulcamara? Ospitalità: che non è solo consumo turistico ma scambio e partecipazione: abbiamo fatto la scelta di non fuggire per i monti ma di restare vicini alla città, di scommettere anche sulla sostenibilità economica del nostro lavoro. Crediamo profondamente nel valore della diversità come garanzia per il futuro, diversità biologica ma anche culturale.

Per conoscere le attività e le iniziative di Dulcamara, per fare un salto in questo piccolo paradiso situato alle porte bolognesi, vai qui.

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Il tetto energetico di Perugia

La foto è stata scattata a Perugia e il ponte futuristico tra i due palazzi si chiama energy roof, un ingresso alla Perugia sotterranea. Il sistema e’ in grado di produrre energia sia dal vento che dal sole. Lo strato superiore e’ composto da vetri fotovoltaici, che lasciano filtrare la luce naturale e si orientano automaticamente per massimizzare la resa. L’energy roof misura 80 metri di lunghezza per 16 di larghezza e ha una potenza di 100 kWp, di cui 73 dati dal solare. Il progetto e’ dello studio di architettura Coop Himmelb(l)au e l’intero progetto di valorizzazione del patrimonio storico cittadino e’ seguito dall’università di Perugia. La struttura, che ombreggia via Mazzini, si distingue nettamente dal contesto architettonico degli edifici circostanti che si affacciano su piazza Matteotti e serve a dare energia e valorizzare l’ingresso alla stazione sotterranea della minimetro. Si sono evitati i carichi sui muri esterni degli edifici adiacenti e sono stati previsti anche i carichi straordinari della neve e dei possibili. Approfondisci qui.

Fonte dell’articolo: ecowiki

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India: grande progetto per il fotovoltaico, ma vuole solo pannelli indiani

Il governo indiano ha deciso che nella prima fase del programma che prevede la realizzazione di 20 mila MW solari (tra fotovoltaico e a concentrazione) da installare entro il 2022, potranno essere utilizzate solo celle fotovoltaiche costruite in India. Saranno consentite importazioni di celle solo nel caso in cui l’industria nazionale non sia in grado di far fronte alla domanda. Lo hanno anticipato alla stampa indiana funzionari del ministero per le Energie nuove e rinnovabili, precisando che per la prima fase del programma solare verranno emesse rigide linee-guida da rispettare. Sulla decisione hanno influito le pressioni esercitate dall’industria nazionale, che nel solare è ancora piccola ma in forte crescita. In passato molte aziende estere si sono dimostrate interessate a entrare nel mercato solare indiano, in particolare quelle cinesi. Per evitare di dover dipendere massicciamente dall’importazione, l’India sta ora tentando di recuperare il tempo perduto.
La prima fase del programma Jawaharlal Nehru National Solar Mission prevede l’installazione di 1.300 MW solari entro il marzo 2013. Le tariffe incentivanti previste per la prima fase del programma sono pari a circa 0,30 euro/kWh per il fotovoltaico e 0,26 euro/kWh per il solare termodinamico. Dopo aver scatenato una guerra dei prezzi che ha colpito duramente l’industria europea e statunitense di pannelli e celle solari di silicio cristallino (-20% per le tedesche Conergy e Solarworld), la Cina ora punta a conquistare il mercato anche nelle turbine eoliche. Questo settore è ora dominato dalla danese Vestas, dall’americana General Electric e dalla spagnola Gamesa, ma le cinesi Sinovel Wind, Xinjiang Goldwind Science & Technology Co. e Dongfang Electric hanno già scalato la top ten dei produttori mondiali e sono pronte a competere sui mercati mondiali. Goldwind, dopo aver realizzato unità produttive in Germania e in Australia, ne ha aperta un’altra a Chicago. Sinovel ha esportato quest’anno in India dieci turbine da 1,5 megawatt ognuna e ha acquistato tecnologie americane per turbine da 5 MW. Una turbina in Cina costa cirta 600 mila euro per megawatt, mentre in Europa e negli Usa il costo è superiore agli 815 mila.

Fonte: CorrieredellaSera

 

 

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Dupont: moduli fotovoltaici integrati

Dupont® ha ideato un sistema fotovoltaico per l’integrazione nel tetto, composto da un generatore fotovoltaico su una cornice in materiale termoplastico DuPontTM Rynite® stampato in un unico pezzo. La cornice è progettata per integrare il generatore fotovoltaico e costituire allo stesso tempo l’elemento di copertura e tenuta del tetto. Tenuta che longitudinalmente è assicurata dall’ inscatolamento delle cornici, e trasversalmente da profili estrusi che riuniscono due pannelli tra loro tramite fissaggio a clip. I pannelli fotovoltaici sono collegati al resto del tetto tradizionale con profili d’acciaio galvanizzato ed elementi di fissaggio di acciaio inossidabile sui quattro lati. Compatibile con la quasi totalità di tetti e tegole, il sistema è fornito di inverter e scatole di connessione, per fornire un kit completo pronto per l’installazione. Rapido e facile da installare, garantisce una notevole riduzione delle fasi di installazione e dei punti di fissaggio, elementi del sistema pronti per l’installazione senza bisogno di adattamenti particolari, eccellente tenuta all’acqua, con scarico perfetto dell’acqua e ventilazione ottimale dei moduli e materiali affidabili, dalle elevate prestazioni: è usato nell’industria automobilistica e aeronautica, resistente agli agenti atmosferici e alla corrosione. Fonte Archinfo.it

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Più fotovoltaico. Meno polvere.

Uno strato sottilissimo di nanotubi respinge acqua e polvere da una superficie. Applicato al vetro di protezione di un pannello fotovoltaico ne diminuisce i costi di manutenzione e ne aumenta il rendimento. La polvere forma uno schermo che ombreggia il pannello, impedendo alla luce di arrivare a destinazione e ne può abbassare il rendimento fino al 30%. Spolverare i pannelli, specie quando sono montati su un tetto o sulla facciata di un palazzo, e’ una operazione che richiede tempo, mezzi e fatica, e un rischio considerevole. I nanotubi si formano per deposizione dal vapore in condizioni di alta temperatura e si assemblano spontaneamente in una specie di prateria. Questa struttura funziona bene anche come ultracondensatore, di cui si intravedono applicazioni nelle auto elettriche e nelle batterie al litio. Il materiale costa come l’aspartame, il dolcificante che rimpiazza lo zucchero. Il materiale e’ stato scoperto nel corso di ricerche su un particolare peptide collegato con l’Alzheimer, dal gruppo di ricerca di Lihi Adler-Abramovich all’università di Tel Aviv, che ora intende commercializzarlo. Potrebbe essere utilizzato anche nei deserti dove si pensa di installare solar farm come nel progetto desertec, vista l’alta presenza di polvere.

Fonte dell’articolo: ecowiki

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L’Africa e il fotovoltaico

Il fotovoltaico in Africa potrebbe combattere povertà e cambiamenti climatici. Allo stato attuale due miliardi di persone non hanno accesso alla rete elettrica: utilizzano kerosene e legna per procurarsi luce e calore, combustibili fossili che producono tonnellate di anidride carbonica e fumi tossici. In Africa, serve luce, calore, energia per pompare l’acqua, caricare i cellulari, ascoltare la radio e pescare di notte, energia per le scuole, gli ospedali e i servizi comunitari. E se c’è qualcosa che in Africa non manca è il sole. Il fotovoltaico ridurrebbe la dipendenza dai combustibili fossili rendendo le comunità più indipendenti e in grado di svilupparsi e diminuirebbe fortemente le emissioni di gas serra. Il primo a introdurre il fotovoltaico in Africa fu nel 1077 il missionario Bernard Verspieren, fondatore di una scuola agronomica a Mali mettendo in funzione la prima pompa fotovoltaica. L’unico inconveniente di questi pozzi è che la luce solare ha fluttuazioni continue: corrente e potenziale aumentano e diminuiscono, il motore accelera e decellera in proporzione all’ora della giornata e alle condizioni metereologiche. Il motore non funziona di notte e gira lentamente in situazioni metereologiche di nuvoloso. Per ovviare a questi inconvenienti si utilizzano degli accumulatori per garantire la presenza di energia a tutte le ore. Nello stesso periodo una studentessa del Politecnico di Parigi, Dominique Campana, svolgeva la sua tesi di dottorato sulla possibilità di alimentare pompe con celle fotoelettriche. Dominique costruì un prototipo e riuscì a farlo funzionare in una regione molto arida della Corsica, con ottimi risultati. La notizia fece il giro del mondo. Numerosi sono i progetti umanitari che si impegnano ad aiutare le popolazioni ad acquistare pannelli fotovoltaici, uno di questi programmi è Solar Aid.

Fonte: Energia in tutte le sue forme.

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Padova e il fotovoltaico

Entro il 2010 a Padova nascerà uno dei piu’ grandi impianti fotovoltaici al mondo, che si estendera’ su una superficie di oltre 250 mila metri quadrati, verra’ costruito sul tetto dei fabbricati dell’Interporto e dei Magazzini generali di Padova. L’impianto, una volta ultimato, sara’ formato da 67.500 pannelli fotovoltaici, e avra’ una capacita’ energetica complessiva di 15 MWp, che consentira’ di produrre 17 milioni di chilowattora annui di energia dal sole. L’energia prodotta sui tetti dell’interporto e dei magazzini generali equivarra’ a quella consumata in un anno da 5.000 famiglie. L’investimento e’ di circa 50 milioni di euro, i lavori coinvolgeranno circa 450 persone a livello occupazionale, ma saranno notevoli anche i risparmi in termini di costi energetici e i benefici per l’ambiente. Fonte Il corriere della sera

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Lux, la collana fotovoltaica

Lux, la collana a energia rinnovabile, disegnata da Mae Yokoyama, studentessa della Konstfack University, in Svezia.

I piccoli pannelli fotovoltaici danno energia a una serie di led che si accendono e formano una collana di perle luminose. Ma per funzionare, la collana ha bisogno di essere esposta alla luce per qualche tempo, quindi non la si può tenere in un cassetto per indossarla di corsa appena prima di uscire per una serata. E se le aziende del settore fotovoltaico la regalassero come omaggio ai proprio clienti? Fonte Ecowiki

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L’asfalto fotovoltaico

Il Dipartimento dell’Energia degli StatiUniti ha finanziato un progetto che prevede la costruzione di un tratto autostradale costituito da pannelli solari. Si tratta di sostituire il vecchio manto stradale con un enorme pannello capace di sviluppare energia. Scott e Julie Brusaw basandosi sui consumi medi nordamericani, hanno calcolato che un miglio di strada a quattro corsie potrebbe fornire energia a più di 400 abitazioni, se si sostituisse l’asfalto della pavimentazione con moduli fotovoltaici Solar Roadways. I due hanno ottenuto 100mila dollari di finanziamento governativo per studiare e testare le strade fotovoltaiche. Le strisce sono illuminate da led incorporati nel manto stradale e possono fornire informazioni mutevoli, in caso di bisogno (corsie di emergenza, avviso di lavori in corso, rallentamenti per incidente…). I pannelli solari sono anche in grado di riscaldare le strade per evitare la formazione di ghiaccio, senza ricorrere a sali chimici (inquinanti e che richiedono una logistica non indifferente per essere resi disponibili al momento in cui sono necessari). La superficie di vetro dei pannelli e’ stata studiata per offrire aderenza alle ruote dei veicoli, anche in caso di pioggia. E’ impermeabile e resistente all’usura.

I problemi sono ancora tanti, sotto lo strato fotovoltaico vi è quello dei servizi, con il sistema dei cavi di telefono, web, TV, elettricità e altronon sono disponibili analisi sul ciclo di vita delle Solar Roadways, quindi non e’ chiaro in quanti anni venga ripagata l’energia necessaria alla produzione e allo smaltimento. Ma la direzione è quella giusta. Fonte Ecowiki

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Il Gse pubblica il nuovo rapporto sul fotovoltaico

Insieme al rapporto sui Certificati Verdi, è stato pubblicato nei giorni dal GSE, anche quello sulla situazione del fotovoltaico in Italia. Ebbene, numeri alla mano, emerge che nel nostro Paese si dispone attualmente di una potenza fotovoltaica installata di 815 MW, costiutita da circa 60.000 impianti distribuiti nello stivale.

I seguenti dati ci indicano la situazione nel periodo compreso fra il settembre 2008 e l’agosto 2009. Ed ecco che emerge come le Regioni che più si distinguono in positivo per diffusione di questa tecnologia sono l’Emilia Romagna (in modo particolare per impianti sino a 20 kW), la Basilicata e la Puglia (queste ultime per impianti con una potenza compresa fra i 20 e i 50 kW, mentre la Puglia è leader in solitario anche per le potenze sino a 1 MW). Capitolo Conto Energia.

Il Gse comunica che al gennaio 2009 sono in esercizio 61.874 impianti che hanno avuto accesso al Conto Energia di 813 MW. La considerazione che più balza all’occhio è il fatto che sarebbero appena 2 i MW di potenza installata che non usufruiscono dell’incentivo. Probabilmente si tratta di impianti stand-alone (quindi non connessi alla rete) e di impianti che per diversi motivi (burocratici e/o di cattiva organizzazione dei proprietari degli impianti) hanno perso la possibilità di usufruire dell’incentivo.
Probabilmente si tratta di impianti stand-alone (quindi non connessi alla rete) e di impianti che per diversi motivi (burocratici e/o di cattiva organizzazione dei proprietari degli impianti) hanno perso la possibilità di usufruire dell’incentivo.

Il Gse stima che la potenza fotovoltaica con il Conto energia supererà a breve i 900 MW e prevede che il limite di potenza fotovoltaica (che è di 1.200 MW) di questo passo dovrebbe raggiungersi nel luglio di quest’anno.

Da quel momento in poi sarà curioso sapere quali saranno le strategie della nostra politica considerando che, di pari passo all’avvento del Conto Energia, si è creato un indotto di imprese specializzate nel settore che rappresentano una realtà economica non trascurabile nel Paese.

Via | Gse.it
Foto | Flickr

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TerniEnergia, avviati cantieri per 10 nuovi impianti fotovoltaici

TerniEnergia ha annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione di 10 impianti fotovoltaici nelle regioni Umbria, Marche, Sicilia, Puglia, per una capacità complessiva di circa 10 MWp. La società, attiva nel campo dell’energia da fonti rinnovabili, quotata sul Mercato MTA di Borsa Italiana, ha reso noto in un comunicato che sono destinati alle Joint Venture circa 4,5 MWp, mentre sono realizzati per conto di clienti terzi i restanti 5,5 MWp, di cui 3,5 MWp non prevedono la fornitura di pannelli. Il completamento delle opere di costruzione è previsto entro marzo 2010.”Il numero complessivo di impianti realizzati da TerniEnergia al 31 dicembre 2009 – precisa una nota – è pari a 128, per una capacità cumulata pari a circa 40 MWp, di cui 20 MWp realizzati per le joint venture con Edf En.Stefano Neri, Presidente ed Amministratore Delegato della società, dichiara quanto segue: “L’inizio del 2010 è contrassegnato da un incremento significativo del nostro business che prevede entro marzo la realizzazione di 10 MWp di potenza installata. Tale sensibile accelerazione rispetto al primo trimestre 2009, che aveva visto la realizzazione di potenza installata pari a 2 MWp, ci permette di essere confidenti sull’anticipazione dei target per il 2010”.”

Vai al sito ufficale

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India: i postini si muovono con i risciò solari

La promessa fatta nel 2008 è stata mantenuta: ai Commonwealth Games è avvenuta la presentazione del Soleckshaw, il risciò solare, un tre ruote elettrico a pedalata assistita, alimentato da pannelli fotovoltaici, sarà consegnato ai postini indiani. Per ora gli esemplari presentati sono 10 ma a breve ne saranno consegnati in 1000 uffici postali del Rajastan fino a essere implementati nel resto del paese nei prossimi 3 mesi. Il vantaggio per gli indiani è innegabile: consente ai postini di percorrere più facilmente anche le zone impervie; grazie alla pedalata assistita si è aumentato di circa 50-60 km il loro tragitto; riescono a trasportare pacchi più pesanti; a fronte di tanta efficienza non aumentano le emissioni di Co2. Anzi, grazie alla ricarica a pannelli solari le emissioni sono praticamente ridotte a zero. Il progetto noto come Mark I è nato in otto mesi al CMERI, Central Mechanical Engineering Research Institute di Durgapur.

Fonte: Ecoblog

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Risparmiare energia: la casa passiva

La casa passiva, tra le più interessanti frontiere della bioedilizia, sta conoscendo una grande diffusione nell’Europa centro-settentrionale e da qualche tempo anche in Italia, specie nel Trentino Alto Adige. L’aggettivo passivo in questo caso ha una connotazione positiva e indica l’autosufficienza energetica.

Il risparmio energetico è una delle ragioni principali di chi sceglie di costruire una casa passiva, i cui costi si stanno ridimensionando negli ultimi tempi grazie soprattutto al crescente interesse attorno a questa possibilità. Una costruzione di questo tipo prevede una combinazione efficiente di fonti energetiche rinnovabili, conservazione del calore e coibentazione degli ambienti. Il fabbisogno energetico per riscaldare la casa viene soddisfatto da pannelli solari fotovoltaici – posti sul tetto ed eventualmente nel giardino – insieme a fonti poco inquinanti, come ad esempio caldaie a pellet di piccole dimensioni. Non serve l’installazione di un impianto di riscaldamento tradizionale, anche perché il 90% del calore generato all’interno non sarà disperso: utilizzando i materiali tradizionali o quelli più consoni alla bioedilizia, infatti, i costruttori prestano una grande attenzione all’isolamento termico degli ambienti e al recupero del calore. In una casa passiva tutte queste le fessure di una casa ordinaria (dagli infissi alle prese elettriche) sono isolate con materiali leggeri e altamente efficienti (a base di cartone o legno), mentre le finestre sono dotate di un triplice vetro per favorire l’effetto serra e intrappolare i raggi del sole. Per conservare e riutilizzare il calore, prodotto anche da elettrodomestici e dagli stessi abitanti della casa, viene adoperato un complesso sistema di areazione con prese d’aria e bocchette distribuite un po’ in tutti gli angoli della casa: il loro compito è quello di sottrarre calore all’aria calda interna e cederlo, mediante il sistema noto come pompa di calore, a quella fredda proveniente dall’esterno. Così  la casa si garantisce un livello termico ottimale e un’altrettanto buona qualità dell’aria, che non risulterà mai secca. In una casa passiva, infatti, le finestre vanno aperte molto raramente e il ricambio d’aria deve avvenire solo attraverso il sistema di ventilazione, mentre una struttura analoga recupera il calore anche dall’acqua degli scarichi.

Approfondisci su liquida.

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