Articoli relativi a ‘incentivi’

Addio amianto. Arrivano gli incentivi per il fotovoltaico

In Italia l’amianto è bandito dal 1992, con la legge 257 ne fu vietata l’estrazione, l’importazione e qualsiasi utilizzo di questa sostanza cancerogena. Nonostante ciò non è raro vedere ancora i tetti di molti capannoni industriali, magazzini e aziende rurali ancora ricoperti da lamiere in eternit di cui in molte Regioni manca una mappa di tali edifici, nonostante siano passati ormai 18 anni dal termine prefissato dalla stessa legge per completare la mappatura.
Il motivo principale del ritardo italiano nella bonifica dell’amianto è costituito dagli alti costi delle operazioni di smantellamento e smaltimento dei materiali; ostacolo che ora potrà essere superato più facilmente con gli incentivi per il fotovoltaico, grazie ai quali sarà possibile coprire parzialmente le spese di bonifica: sostituendo l’eternit con moduli fotovoltaici sarà possibile produrre e vendere energia elettrica pulita beneficiando delle tariffe incentivanti previste dal Conto energia. Il Conto energia riconosce un incremento del 5% della tariffa (10% dal prossimo anno) per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit, o comunque contenenti amianto. I risultati di tali politiche incentivanti in Italia sono già positivi: secondo i dati del Gse (Gestore dei servizi energetici) riferiti all’inizio di settembre, il fotovoltaico sostitutivo dell’eternit sfiora ormai i 100Mw di potenza installata. La Lombardia è la regione che ha saputo usufruire maggiormente di tali incentivi. Al secondo posto c’è l’Emilia Romagna (quasi 147mila mq) davanti al Piemonte (quasi 115mila mq).

Fonte: BlogEcologia

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Energie rinnovabili: piu’ fondi Ue dopo il 2013

In vista delle prossime prospettive finanziarie dopo il 2013, la Commissione sta attualmente considerando l’opportunità di allargare l’ambito di pertinenza dei fondi a sostegno di progetti nel campo delle energie rinnovabili.
E’ quanto sottolinea, in risposta ad un’interrogazione sui progetti eco-sostenibili per le Alpi, il commissario Ue all’energia Gunther Oettinger. In base alla direttiva sulle energie rinnovabili, ricorda il commissario, ogni Stato membro è tenuto ad adottare le misure necessarie per raggiungere obiettivi nazionali vincolanti in materia di energie rinnovabili entro il 2020. Tali misure vanno dettagliate nei piani d’azione nazionali per le energie rinnovabili. La regione alpina si estende sul territorio di più Stati membri, e dal momento che gli obiettivi in materia di energie rinnovabili sono specifici per ognuno di essi, la responsabilità di decidere dove e come promuovere le energie rinnovabili spetta a ciascun Stato membro, ha precisato il commissario.
La Commissione, ha aggiunto Oettinger, è al momento impegnata nella valutazione di tutti i piani nazionali e prenderà i dovuti provvedimenti nel caso questi non fossero conformi a quanto disposto nella direttiva. L’Ue sostiene finanziariamente progetti regionali nel campo delle energie rinnovabili. L’energia, in particolare l’energia rinnovabile e le azioni in materia di efficienza energetica, figurano tra le priorità dei fondi della politica di coesione (Fondo strutturale e Fondo di coesione) per il 2007-2013.
In base al principio della gestione condivisa, la gestione particolareggiata dei programmi che beneficiano del sostegno dei fondi (attraverso sovvenzioni, prestiti, garanzie sui prestiti, assistenza tecnica) è di competenza degli Stati membri. I fondi della politica di coesione stanziati in tutta l’UE a sostegno di investimenti nell’intero settore delle energie sostenibili, comprese l’efficienza energetica, la cogenerazione, la gestione energetica e le energie rinnovabili ammontano, per il periodo 2007-2013, a circa 9 miliardi di euro. Per promuovere investimenti energetici sostenibili negli edifici, di recente è stato modificato il Fondo europeo per lo sviluppo regionale.

Fonte: Ansa

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Rinnovabili: Romani, avanti spediti

ROMA – Il governo vuole procedere “speditamente” per fornire un nuovo sistema di incentivi alle rinnovabili, partendo già dalla prossima settimana con dei tavoli tecnici con i protagonisti del settore. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine dell’incontro al ministero con imprese e banche.
E’ stata una riunione molto importante con tutti gli operatori e i consumatori, piccoli e grandi, una prima riunione propedeutica a tavoli tecnici e altri incontri di questo tipo che si terranno la settimana prossima e che mostra l’intenzione del governo di procedere molto speditamente a dare certezze definitive al settore fotovoltaico, ha spiegato. Secondo Romani, bisogna fare un confronto con gli incentivi degli altri Paesi europei e arrivare a una riduzione dei costi che renda gli incentivi compatibili con le esigenze di costo di cittadini e imprese. Il Paese è nelle condizioni per trovare la soluzione migliore.

PRESTIGIACOMO, ASSICUREREMO INVESTIMENTI IN CORSO
ROMA – Il governo punta ad assicurare gli investimenti in corso sulle rinnovabili. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo con gli operatori del settore. Il ministro ha aggiunto che obiettivo del governo è quello di moralizzare il settore con incentivi inversamente proporzionali all’innovazione tecnologica. Sono convinta – ha proseguito – che in pochissimi giorni produrremo un provvedimento che darà certezza, equilibrio, equità e futuro alle rinnovabili italiane.

MARCEGAGLIA, CALO INCENTIVI SIA GRADUALE DA 2012
ROMA – Un calo graduale degli incentivi a partire dal 2012. E’ ciò che propone Confindustria al governo per ridefinire il meccanismo di incentivi alle rinnovabili, in un documento presentato dalla presidente Emma Marcegaglia al tavolo tenutosi oggi al ministero dello Sviluppo economico. Gli industriali propongono anche, ha spiegato la presidente, un meccanismo di transizione per i progetti in corso fino a dicembre 2011, con un leggerissimo ‘decalage’ per arrivare a fine anno e un cap al valore degli incentivi al 2016, con un controllo molto ferreo per evitare gli sforamenti.

RINNOVABILI: GALAN, DAREMO CERTEZZE ENTRO DIECI GIORNI
ROMA – Abbiamo deciso di essere rapidi, entro 10 giorni arriveremo ad una conclusione per dare un quadro di certezze al settore. Lo ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo con gli operatori delle rinnovabili. Anche se la strada è lunga e gli interessi contrastanti – ha aggiunto – siamo sulla buona strada. Il governo, ha proseguito, vuole favorire chi per davvero si è impegnato, non gli speculatori.

Fonte: Ansa

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Beghelli presenta: Tetto d’oro, Acqualuce. Energia elettrica e acqua calda tutto in un unico impianto

Dopo il successo dell’offerta sul fotovoltaico “Tetto d’oro”, Beghelli lancia “Tetto D’oro Acqualuce Beghelli“, un nuovo pannello solare in grado di racchiudere sia la tecnologia fotovoltaica che quella solare termica e, dunque, capace di produrre contemporaneamente sia energia elettrica che acqua calda sanitaria. Il tutto in un unico impianto.
Grazie alle peculiarità tecnologiche dei nuovi moduli, che uniscono il sistema fotovoltaico all’impianto termico – ha spiegato Gian Pietro Beghelli, Presidente dell’omonimo Gruppo – Il Tetto D’oro Acqualuce Beghelli porta a casa del cliente sia energia elettrica solare, sia risparmi nella produzione di acqua calda, che, nel tempo, potranno diventare a costo zero. Si tratta di una vera e propria occasione d’oro per le nostre bollette – prosegue Gian Pietro Beghelli – poiché l’energia elettrica generata dall’impianto fotovoltaico permette, in molti casi, di azzerare la bolletta di casa, mentre quella termica fornisce una copertura del fabbisogno di acqua calda fino al 90% circa. Grazie all’ unione di due strutture in un’unica soluzione, gli utenti che sceglieranno questo nuovo prodotto potranno risparmiare sia denaro che spazio sul tetto, anche perché la resa del modulo fotovoltaico può aumentare fino al 20%, grazie al raffreddamento garantito dal liquido che circola nel circuito termico. Secondo le stime di Beghelli, per ammortizzare l’investimento sostenuto per l’acquisto di questo impianto (circa 19.690 euro) servono circa otto anni e successivamente si avrà un vero e proprio guadagno dalla produzione di energia e acqua calda. Infatti in tal modo è possibile usufruire sia degli incentivi per il fotovoltaico che quelli riservati al solare termico: così ai contributi erogati dal conto energia (per il fotovoltaico) potrà aggiungersi il bonus ricavato dalla detrazione fiscale del 55% è diventerà possibile recuperare ogni anno circa l’11,5% dell’investimento totale.
Per promuovere questo nuovo prodotto, Beghelli ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria, con lo spot ‘Il Tetto D’oro Acqualuce Beghelli’, trasmesso in tv, in cui vengono mostrate scene di vita quotidiana. Prima di premere l’interruttore della luce o avviare la lavatrice, l’utente protagonista dello spot deve inserire una moneta per utilizzare l’energia: ogni giorno, ad ogni singolo gesto, si accompagna un costo in più sulla bolletta. Oggi però, grazie alle tecnologie presenti e al sole del nostro Paese, possiamo sfruttare le energie rinnovabili e immetterle nella rete. Sulle note di ‘O Sole’ mio, appaiono i Beghelli Point, che presentano agli italiani il progetto ‘Il Tetto D’oro Acqualuce Beghelli’, grazie al quale gli utenti possono avere un unico impianto fotovoltaico e termico, che produce energia elettrica e acqua calda, senza doversi preoccupare di pratiche burocratiche, progettazione e installazione.

Fonte: GreenMe

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Parigi: incentivi al fotovoltaico congelati per 3 mesi

Il primo ministro francese Francois Fillon ha annunciato che il Governo è costretto, a causa dell’impennata del numero di installazioni, a sospendere per tre mesi gli incentivi al fotovoltaico di taglia superiore a 3 kWp. Questo periodo servirà all’esecutivo per mettere mano al nuovo sistema d’incentivi alle rinnovabili che è diventato troppo oneroso per EDF, l’operatore elettrico d’Oltralpe costretto a riacquistare a prezzo incentivato l’energia prodotta.
Il meccanismo d’incentivazione: per sostenere l’energia verde ancora non competitive, EDF infatti è obbligata ad acquistare l’energia elettrica generata dai pannelli solari ad un tasso 10 volte superiore al suo prezzo sul mercato all’ingrosso. Ciò avrebbe avuto un’influenza negativa di circa 1,6 miliardi di euro nei conti del colosso francese. Le reazioni da parte delle associazioni di categoria all’annuncio del Governo sono state a dir poco feroci. Le pagine dei giornali francesi riportano termini come “decisione criminale”, “inaccettabile”, “assurda”.
Aumentano le bollette: ma c’erano già stati segnali premonitori molto chiari di una situazione che, in periodo di crisi, ha spostato a sostegno del settore Fv troppo denaro che pesa sulle bollette dei consumatori. I consumatori francesi, abituati al modesto costo dell’energia nel paese d’Oltralpe, quest’estate hanno registrato criticamente un primo, modesto ma significativo, aumento: +3% per le famiglie e +4-5,5% per le Pmi. Si tratta del dato più alto registrato da luglio 2003. Ma per gennaio 2011 un ulteriore rincaro del 3% è stato preannunciato dal Governo. Uno scenario simile non si presentava in Francia dagli anni’80, epoca della costruzione del parco nucleare.
Exploit del FV francese: la causa di questo nuovo aumento è da ricercarsi nell’esplosione del fotovoltaico che, nel 2009, complici i generosi incentivi protrattisi nel tempo di 0,58 euro a kW, ha registrato un grosso incremento. La potenza del parco impianti FV francese si è, infatti, moltiplicata per dieci nel giro di un solo biennio, passando dagli 81 MW di fine 2008 agli 850 MW di fine 2010. Ma ci sono progetti in attesa di approvazione per 4000 MW.
Il contributo al servizio pubblico dell’elettricità: nelle bollette elettriche francesi, la nuova voce di spesa figurerà con il nome di CSPE (contributo al servizio pubblico di energia elettrica), tassa con cui i consumatori contribuiranno a finanziare l’acquisto di elettricità FV prodotta in Francia da parte della compagnia Edf.
Il CSPE ha ricevuto accoglienze contrastanti in patria. In sua difesa si è schierato Michel Deifenbacher, autore dell’emendamento: “Non si può volere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e non assumersene i costi”. Mentre l’UFC, Associazione di difesa dei consumatori, si è detta “sbalordita”. In proposito Caroline Keller, portavoce dell’organizzazione, ha dichiarato: “E’ un cattivo segno: già l’impennata di agosto doveva far pensare”. Ma la Keller punta l’indice sul conflitto d’interessi del Governo, azionista di Edf e beneficiario diretto del miglioramento dei conti del fornitore elettrico d’Oltralpe.
Anche in Germania: ma la Francia non è la sola ad aver sollevato la questione. A fine settembre le prime pagine dei quotidiani tedeschi preannunciavano allarmisticamente un aumento delle bollette elettriche di 70 euro a famiglia a partire del 2011 (leggi). La causa starebbe nei favorevoli incentivi concessi al fotovoltaico (circa 8 miliardi stimati nel 2010) che hanno spinto privati e investitori a puntare su questa rinnovabile solare anche nelle poco assolati lander dell’Europa centrale.

Fonte: Casa&Clima

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Energia: rischio di non consumare incentivi per gli ecoedifici

C’è ancora una buona fetta d’incentivi a disposizione per il comparto dell’efficienza: dei 300 milioni di euro messi a disposizione lo scorso 15 aprile dal ministero dello Sviluppo Economico sono andati in esaurimento quelli destinati alle due ruote, alla banda larga, alla nautica e alle macchine movimento terra: 72 milioni di euro già consumati.
Vanno più a rilento gli incentivi per l’efficienza:  ai dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo, sono poco gettonate le richieste di agevolazioni relative all`efficienza energetica industriale (solo lo 0,35% della somma predisposta pari a 10 milioni), per gli scaldabagni in pompe di calore (pochissimi pezzi) ma anche quelle per le gru a torre (14% di 40 milioni) e gli immobili ad alta efficienza energetica (24%) il cui incentivo ammonta a 60 milioni come per le cucine componibili. Poco entusiasmo anche per gli elettrodomestici. Dei 50 milioni di euro stanziati per l`acquisto di elettrodomestici, solo il 42% e` stato utilizzato. 
Secondo i dati dell’Ance sono circa 250 le imprese in grado di costruire edifici a basso consumo, dislocate principalmente al Nord, per circa 40-50 mila abitazioni sul mercato. Di conseguenza, afferma Legambiente, le regioni centro meridionali sono nel complesso escluse dagli aiuti statali. Secondo una stima delle associazioni saranno al massimo 10mila le abitazioni di classe energetica A e B interessate dai 60 milioni di incentivi messi a disposizione dal decreto legge approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Per ora ne hanno beneficiato poco più di 2000 edifici. Questo significa che sono disponibili ancora 45 milioni di euro che però sono a rischio, perché si sta riflettendo se indirizzare verso i settori più frizzanti le somme ancora disponibili non ancora consumate dalle categorie a cui sono state assegnate.
L’ importo dell’agevolazione all’acquisto è rispettivamente 116 Euro al metro quadro per un massimo di 7.000 Euro per le case in classe A e 83 Euro al metro quadro per un massimo di 5.000 euro a quelle in classe B.
Una nota interpretativa diffusa dal Ministero conferma che l’erogazione del contributo è vincolata alla sostituzione di un bene di pari categoria e funzione tranne le misure riguardanti i componenti elettrici ed elettronici, gli immobili, gli stampi in vetroresina per la nautica da diporto e gli accessi a Internet per i giovani. Ad ogni codice fiscale corrisponde un solo incentivo sul fronte di elettrodomestici, cucine componibili, motocicli, banda larga. L’amministrazione statale tratterrà dal rimborso una quota di circa l’1% come spese di gestione della pratica. Nel caso di acquisto di un immobile di nuova costruzione ad alta efficienza energetica il rogito andrà stipulato entro il 31 dicembre 2010.
Le domande per i prodotti efficienti per cappe climatizzate e scaldabagni in pompa di calore sono pochissime. Il massimale di 400 euro euro previsto per la sostituzione di scaldabagni con sistemi in pompa di calore e di 500 euro per la sostituzione con cappe climatizzate avrebbero dovuto godere di uno slancio maggiore.
Che il mercato non sia ancora pienamente a conoscenza di queste tecnologie?

Fonte: Casa&Clima

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Rinnovabili: 100 miliardi costo incentivi 2010-20

I costi d’incentivazione delle produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel periodo compreso tra il 2010-2020 è prossimo ai 100 miliardi di euro. E’ la cifra presentata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas durante un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera.

Facendo riferimento al solo anno 2020, la cifra che ricadrebbe sulle bollette è compresa tra i 10 e i 12 miliardi.

Nell’ipotesi che i consumi finali di energia al 2020 siano pari a 374 TWh, come prevede il Piano di Azione Nazionale elaborato dal Governo, il costo dell’incentivazione sarebbe compreso tra i 2,7 e i 3,3 centesimi di euro per kWh, il doppio rispetto ad oggi e circa il 17-20% dell’attuale costo unitario del kWh elettrico al lordo delle imposte.

Secondo l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sono indispensabili meccanismi di incentivazione stabili, scadenze certe e una distribuzione nel tempo che promuovano anche l’innovazione tecnologica e una filiera industriale nazionale. Come ha illustrato il presidente dell’Aeeg, Guido Bortoni, molte delle attuali criticità nei meccanismi incentivanti derivano dalle continue modifiche nel tempo e quindi è ritenuta fondamentale una stabilità normativa.

Un modello efficiente di gestione degli incentivi, propone l’Authority, dovrebbero prevedere obiettivi quantitativi e temporali, distinti per ciascuna fonte e fissati da Governo e Parlamento, lasciando alla stessa Autorità la responsabilità di definire gli strumenti e le modalità per raggiungere questi obiettivi al minimo costo.

Per questo, il presidente Bortoni ha illustrato i temi su cui puntare: sistema di incentivi basato su meccanisi di mercato; rafforzare l’efficienza energetica (grazie ai certificati bianchi sono stati risparmiati 6,7 milioni di tep addizionali, pari al 2% dei consumi elettrici nazionali su base annua, con un onere di appena 531 milioni di euro dal 2005 al 2009); superare le criticità nelle reti, prevedendo strumenti normativi e regolatorio che rendano più certe e omogenee sul territorio nazionale le procedure di autorizzazione di connessione.

 

Fonte: Ansa

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Gse: dal 1° dicembre più semplice chiedere incentivi per il fotovoltaico

Richiedere al Gestore dei Servizi Energetici gli incentivi per il fotovoltaico sarà più semplice, rapido ed economico. Per semplificare l’accesso al Conto energia fotovoltaico infatti dal 1 dicembre prossimo il Gse avvia la nuova procedura telematica che permette a tutti i titolari di impianti fotovoltaici di ottenere gli incentivi con un semplice click.
Non sarà quindi più necessario inviare tramite posta o corriere le domande per richiedere gli incentivi: l’accesso alle tariffe avverrà infatti esclusivamente attraverso il portale web www.gse.it e tutti i documenti necessari saranno inviati al GSE esclusivamente mediante formato elettronico. Il solo utilizzo di procedure informatiche consentirà di ridurre sensibilmente il tempo necessario per l’ammissione al Conto Energia e aumenterà l’efficienza del servizio. La crescita esponenziale, in Italia, di impianti fotovoltaici e di soggetti pubblici e privati che richiedono i relativi incentivi al GSE – a oggi risultano in esercizio in Italia circa 115mila impianti per oltre 1.700 MW di potenza installata – ha suggerito l’adozione di un sistema gestionale che consenta di offrire un servizio ancora più efficiente ed economicamente vantaggioso sia per gli utenti che per le Pubbliche Amministrazioni. Per meglio utilizzare la procedura, infine, il GSE ha reso disponibile agli utenti una guida online.

Fonte: LaStampa

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