Articoli relativi a ‘LEED’

Washington DC: la casa pluricentenaria che diventa sostenibile

Edificata prima della guerra di secessione americana, la casa di Capitol Hill è definita “la prima casa a emissioni zero di Washington D.C.”. Non che nel lontano 1852 fosse già un esempio di sostenibilità, ma oggi, grazie al progetto della GreenSpur Inc. in collaborazione con la TriCon Construction, ha ottenuto la targhetta di platino della certificazione LEED.
L’aspetto più interessante del progetto consiste nell’alto valore storico dell’edificio, oltre 150 anni di vita che, il riadattamento della GreenSpur non poteva spazzare via in nome della sostenibilità. E quindi, per rispettare l’ambiente senza perdere di vista la tradizione, la casa di Capitol Hill ha conservato la facciata originale ma solo nell’aspetto, perché oggi i materiali sono tutti modernissimi ed ecologici. Non solo, molti elementi del design interno sono stati ricavati da mobili e materiali preesistenti in linea con il concetto di riciclo e riuso. Navigando sul sito della GreenSpur Inc. le frasi ispiranti orientate alla sostenibilità sono tante, come: “Designing and building in a sustainable way is not new, it has simply been rediscovered” oppure “Building with economical and sustainable sense”. L’azienda americana propone progetti di bioedilizia di ultima generazione senza perdere di vista l’importanza di fattori come prezzo e storia.
Abbiamo voluto dimostrare che è possibile ottenere ottime performance architettoniche ed energetiche senza dover rapinare una banca o ribaltare i sistemi costruttivi di riferimento – spiega Nick Cioff direttore edile della GreenSpur – troppe persone pensano che un edificio a zero impatto ambientale sia troppo difficile da realizzare o troppo costoso, e abbiamo voluto spazzare via queste false credenze.
Il progetto si è rivelato particolarmente sfidante per la GreenSpur. Le effettive condizioni della casa erano molto meno rosee rispetto a quanto anticipato alla ditta prima dei lavori e hanno richiesto la rimozione a mano di un enorme quantità di detriti e terra in spazi molto angusti e difficili da raggiungere con dei macchinari. Non solo, la GreenSpur ha voluto raddoppiare le dimensioni della casa senza alterare l’impronta originaria della proprietà. Con dovuti adeguamenti e rimodulazioni, l’interno dell’edificio è passato da 84 metri quadrati a 205. Ora la casa ha 4 camere da letto e tre bagni e utilizza dal 60 all’80% in meno dell’energia richiesta da una “normale” abitazione della stessa zona. E per ottimizzare il rendimento energetico, oltre al cappotto esterno e alle finestre isolanti, sono stati inseriti dispositivi Energy Star, un impianto di riscaldamento e raffreddamento geotermico, wc con doppio scarico, sistemi a basso flusso d’acqua, molta luce naturale e ilcaminetto a bio-etanolo. Per non perdere di vista i consumi dell’abitazione, la GreenSpur ha dotato l’edificio di un sistema definito Smart Home System che calcola i consumi energetici in qualsiasi momento della giornata. Il pavimento proviene da un vecchio mulino tessile della Virginia mentre gli armadietti della cucina e gli sportelli sono costituiti in parte da materiale riciclato. Vecchio e nuovo si sposano così in un progetto bioarchitettonico all’avanguardia.

Fonte: GreenMe

Share

MilanoZero: il cuore verde della capitale economica

Nel 2013 nascerà MilanoZero. Quartiere per uffici, eco-sostenibile e innovativo. Nasce dalla collaborazione di Renato Ferrari (studio architettura FZ) con il Politecnico di Milanosu commissione della famiglia Altieri, proprietaria dell’area su cui sorgerà la nuova area e dove, anni addietro, sorgeva il vecchio sito industriale della Domenico Altieri Chimica.Milano zero è un complesso composto da 10 strutture, avente ognuna una funzione diversa, dotato di soluzioni eco-sostenibili, individuate dai progettisti per realizzare un complessocertificato Leed, classe Platinum. MilanoZero si estenderà per oltre 50 mila metri quadri, di cui 40 mila destinati agli uffici e 10mila agli hotel, in una zona poco distante dall’ aeroporto di Linate. L’acceso è riservato a pedoni, bici o minicar elettriche. Per il funzionamento del complesso verranno impiegati, oltre a pannelli fotovoltaici (con una produzione di circa 960 mila kilowattora di energia di cui 900mila per il centro) anche due pozzi geotermici a 35-40 metri di profondità, 20 centimetri di coibente negli edifici e giardini pensili (9.250 metri quadri) realizzati in cima alle costruzioni. Questi ultimi contribuiranno non solo a rendere esteticamente più gradevole il complesso visto dall’alto, ma miglioreranno il rendimento energetico degli edifici e ridurranno l’effetto del deflusso delle acque causato dalle tempeste. Ciclo chiuso e autonomo fatto di tre parti distinte: i pozzi geotermici dell’acqua di falda, le macchine di climatizzazione, fulcro dell’impianto, e le apparecchiature di erogazione del calore. Questo, sempre secondo Ferrari, eviterà l’emissione in atmosfera di 190.000 kg di anidride carbonica. Il costo di realizzazione previsto è di circa 1500/2000 euro al metro quadro e verranno affittati a un prezzo che si aggira attorno ai 250 euro al metro quadrato l’anno. Il cuore verde milanese presto inizierà a pulsare.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Share

New York pubblica i dati sul consumo energetico di 25mila edifici commerciali

Quest’anno, per la prima volta, i proprietari di 25.000 immobili commerciali a New York hanno l’obbligo di rendere pubblico il consumo energetico dei loro edifici. I dati saranno pubblicati sotto forma di pagella e disponibili a tutti. I funzionari sperano in questo modo di stimolare le aziende a svolgere le riqualificazioni necessarie per migliorare i propri punteggi, onde evitare brutte figure a livello mediatico. Questo impegno nasce dalla ricerca di alternative al sistema di certificazione energetica Leed, che secondo molti ingegneri, architetti e proprietari di casa, non misura con precisione il consumo energetico e i costi.
Entro quest’anno, infatti, l’ American Society of Heating, Refrigeration and Air-Conditioning Engineers introdurrà un indice di utilizzo energetico per gli edifici. Lo scorso anno, invece, la Fondazione Greenprint ha rilasciato il suo primo indice per il monitoragio delle emissioni di 600 edifici. Ma il problema maggiore di questi sistemi è che non possono pubblicare i dati scoperti senza il consenso del proprietario. Un problema che affligge anche il Leed, il quale raccoglie dati dal 2009 ma non è autorizzato a rilasciarli e quindi ad utilizzarli in maniera costruttiva. La novità nella nuova legge di New York è proprio il fatto che potrà rivelare informazioni sulle performance energetiche degli edifici, con o senza il consenso dei proprietari.

Fonte: Casa&Clima

Share

Spagna: certificazione Leed a centro commerciale passivo

Il centro commerciale Zielo Shopping Pozuelo ha ottenuto il livello di certificazione Gold ai sensi del sistema di valutazione LEED per la categoria Core & Shell (CS) dell’ente statunitense per l’edilizia verde denominato Green Building Council.
Un bel traguardo per la Spagna. A renderlo noto, la società Hines Spagna, personalmente attiva dal 2008 nello sviluppo del centro progettato da Alberto Martín Caballero nel comune di Pozuelo de Alarcón, vicino alla capitale spagnola. Si tratta di un record, per il centro di Pozuelo, primo tra i centri commerciale ad ottenere la certificazione LEED Core & Shell di livello Gold. Già precedentemente pre-certificato come centro commerciale con livello di certificazione Silver, quella di oggi è una grande soddisfazione per coloro che hanno investito e lavorato su questo progetto, come traspare dall’intervento rilasciato da Jamie Rea, amministratore delegato di Hines per la Spagna, ha dichiarato: Siamo molto compiaciuti dell’ottenimento di questa certificazione che stabilisce un nuovo standard di riferimento per la sostenibilità per il settore della vendita al dettaglio in Europa. La certificazione sarà accolta con favore da acquirenti, locatari e futuri investitori. Inaugurato nell’ottobre 2009 e oggi sviluppato su una superficie di 16.000 metri quadrati, Zielo Shopping vanta un parco FVdotato di 726 pannelli, apparecchi a basso flusso per ridurre l’uso d’acqua, una percentuale del 91% dei rifiuti da costruzione nelle discariche, appositi spazi di parcheggio per biciclette e veicoli a basse emissioni e un’acquisto di elettricità 100% verde.

Fonte: Casa&Clima

Share

MilanoZero: il nuovo quartiere (per uffici) certificato Leed Platinum

Sarà inaugurato nella primavera del 2013 il quartiere per uffici ecosostenibile da 220 milioni di euro “MilanoZero”, destinato a sorgere sul sito una volta occupato dall’ex sito industriale della Domenico Altieri Chimica. Progettata da Studio FZ (Milano) su commissione della famiglia Altieri, l’area di lavoro, a un minuto dall’aeroporto di Linate, occuperà una superficie di oltre 40.000 metri quadrati e sarà percorribile esclusivamente a piedi, in bici o con minicar elettriche. La struttura, articolata su 10 edifici di differente funzione, sarà dotata di un assai ampio ventaglio di soluzioni ecosostenibili, individuate dai progettisti nell’ottica di realizzare un complesso certificato Leed, classe Platinum. Tra i volumi di MilanoZero vi sarà il ZeroHotel, una struttura ricettiva di lusso high-tech, destinata a rappresentare il primo complesso alberghiero italiano classe A.
Nel progetto di Studio FZ i tetti a shed degli edifici accolgono pannelli fotovoltaici di terza generazione ad altissima efficienza, in grado di regalare al complesso l’autonomia energetica per coprire i consumi energetici dipesi da climatizzazione e gestione ordinaria. Impianti per il recupero e lo sfruttamento delle acque meteoriche nei servizi igienici e per l’irrigazione dei giardini sono inseriti su tetti e piazzali. Nei mesi più caldi, un’alimentazione automatica ausiliaria garantisce l’approvvigionamento idrico attraverso la rete dell’acqua potabile.
MilanoZero sfrutta anche il sottosuolo, dove l’acqua si mantiene alla temperatura costante di 14°C tutto l’anno. Un pozzo geotermico di estrazione consente al centro di disporre di questa preziosa risorsa costantemente e di portarla alla temperatura desiderata grazie all’energia solare – si legge nella proposta vincitrice. Il calore accumulato viene poi conservato con l’applicazione delle più studiate regole di isolamento e coibentazione. Questo ciclo perfettamente chiuso e autonomo si compone di tre parti distinte: i pozzi geotermici dell’acqua di falda, le macchine di climatizzazione, fulcro dell’impianto, e le apparecchiature di erogazione del calore. Apparecchi moderni, tra i migliori e i più sicuri che la tecnologia odierna possa offrire. Sulle sommità degli edifici crescono lunghi e rigogliosi giardini pensili, con i colori e la vegetazione tipici della Valle del Lambro. Ognuno di questi contribuirà non solo a rendere esteticamente più piacevole la veduta dall’alto del nuovo innovativo complesso, ma sarà anche in grado di migliorare il rendimento energetico degli edifici e di ridurre l’effetto del deflusso delle acque a causa delle tempeste. Gli spazi avranno un costo di realizzazione di circa 1500/ 2000 € al mq e verranno affittati a un prezzo che si aggira attorno ai 250 euro al metro quadrato l’anno.

Fonte: ArchiPortale

Share

Torino: una “nuvola verde” sul nuovo centro direzionale Lavazza

Ha immaginato una “nuvola verde” per il nuovo centro direzionale Lavazza a Torino il team guidato di Cino Zucchi Architetti, vincitore del concorso di progettazione lanciato nel 2009 dalla nota azienda produttrice di caffè. La proposta di Zucchi, sviluppata assieme a Ai Engineering (tecnologie e strutture), Manens -TiFS (strategie ambientali e impianti) e Atelier G’Art (verde e paesaggio) ha superato i progetti di altri tre noti studi che hanno preso parte al conocorso a inviti, ovvero Mario Cucinella, Vanja Frlan Jansen e Luciano Pia. Il nuovo quartier generale di Lavazza sorgerà entro il 2014 sull’area dismessa dell’ex centrale Enel cittadina. La proposta vincitrice prevede il restyling del lotto di destinazione in un’ottica di maggiore apertura del tessuto urbano. Una nuova grande piazza alberata, al cuore dell’isolato, fungerà da membrana osmotica, favorendo il dialogo tra l’architettura industriale della centrale dismessa ed il nuovo volume della Lavazza. “L’edificio prende la forma di una grande “nuvola” che raccorda tra loro i vari fronti e gli edifici industriali conservati e convertiti a nuove funzioni, regalando una piazza verde alla città e aprendo un inedito accesso verso il lungo Dora. Il nuovo centro direzionale Lavazza si innesta sulla città esistente con grande attenzione: le altezze dei corpi edilizi e la qualità delle facciate sono attentamente studiati in rapporto agli edifici del contesto, alla qualità degli spazi aperti e all’orientamento solare. Il risultato è un progetto che fa riferimento all’architettura della Torino storica con una sensibilità contemporanea, attenta alle tecniche attuali e ai valori di durata e di rispetto per l’ambiente”, si legge nella relazione di progetto.

Il progetto preliminare della struttura è stato sviluppato coerentemente con quanto stabilito dai parametri di certificazione LEED (Leader in Energy and Environmental Design Green Bui lding Rating System). L’alto profilo del cliente e l’eccezionalità del luogo ci hanno stimolato a cercare un equilibrio tra il radicamento nel contesto e la creazione di una nuova architettura capace di comunicare al mondo il rapporto vivo tra un’azienda globale e la sua città. Gli spazi di lavoro Lavazza e la nuova piazza verde trasformeranno il recinto industriale esistente in un nuovo luogo urbano animato a tutte le ore, capace di incarnare stili di vita più consapevoli ha dichiarato Cino Zucchi.

Fonte: Archiportale

Share

Edifici sostenibili: è reale l’applicabilità? Risponde Francesco Leccese

Sostenibilità vuol dire prima di tutto individuare dove insediare nuove zone produttive, siti abitativi, infrastrutture. Il primo pensiero che deve avere chi si occupa di edilizia è legato alla sostenibilità e a quale sarà l’impronta ecologica che, qualsiasi nuova progettazione, lascerà alle generazioni future. In questo senso si inserisce il nuovo sistema di certificazione LEED, ma quando parliamo di edifici sostenibili quale è il grado rìdi reale applicabilità.

A seguito l’intervista all’ Ing. Francesco Leccese, dell’Università di Pisa.

Realizzazione Chiara Vannoni.

Share

Il trattamento dell’energia nel LEED: Fabio Viero

L’energia è uno degli elementi fondamentali per la sostenibilità di un edificio durante la sua vita utile. Attualmente le certificazioni energetiche si concentrano sui consumi che si possono avere durante i periodi invernali.

Fabio Viero ci illustra le differenze tra la certificazione energetica e quella ambientale, il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).

Montaggio video Chiara Vannoni.

Share

Fabio Viero: il trattamento dell’energia nel sistema LEED

L’impatto ambientale della progettazione, costruzione ed esercizio degli edifici è enorme: in Europa gli edifici sono responsabili, direttamente o indirettamente , di circa il 40% del consumo di energia primaria complessiva. L’enorme influenza negativa delle costruzioni richiede specifiche azioni per contrastarne gli effetti ambientali. Per questo si sta introducendo un nuovo sistema di innovare il mercato nazionale dell’edilizia sostenibile, grazie all’introduzione in Italia dello standard internazionale LEED.

Nell’intervista Fabio Viero, Coordinatore Gruppo energia Comitato LEED GBC Italia.

Realizzazione e montaggio Chiara Vannoni.

Share

Silvio Van Riel: edifici storici,importanza del recupero

silvio van riel Si è tenuto a Firenze il seminario dedicato agli ‘Historical Building: interventi di restauro sostenibile.’ Un primo approccio del Green Building Council per introdurre la certificazione leed in Italia. Coniugare le attuali esigenze di confort termico-acustico di edifici storico artistici con soluzioni tecnologiche che portino al rispetto degli obiettivi di risparmio energetico e norme di sicurezza, è problematica che solleva tra gli esperti incertezze e dubbi.

Edifici storici in Italia, il prof. Silvio Van Riel sottolinea l’importanza del recupero.

Servizio Vannoni Chiara.

Share

Marco Sala: fattibilità di applicazione LEED in Italia

marco sala Giovedì 22 aprile a Firenze si è tenuto il convegno dedicato agli ‘Historical Building. Edifici storici:interventi di restauro sostenibile.’ Un primo approccio del Green Building Council per introdurre la certificazione leed in Italia.

Intervista al prestigioso arch. Marco Sala, professore dell’Università di Firenze.

Servizio Chiara Vannoni.

Share

Future is LEED

‘Il futuro dell’edilizia sostenibile e LEED Italia’: questo il titolo della prima tappa italiana di presentazione del primo caso di localizzazione nazionale del sistema di rating della sostenibilità degli edifici più diffuso al mondo, tenutosi a Trento.

Una certificazione che si renderà fondamentale anche per l’Italia al fine di favorire un graduale processo di ripresa dell’economia.

Interviene Andrea Fornasiero Presidente Comitato LEED

Servizio Chiara Vannoni

Share