Articoli relativi a ‘Mit’

Soft Rockers: la poltrona coi pannelli solari

Ricaricare i propri gadget elettronici rimanendo comodamente distesi su una bella poltrona. Possibile, anzi reale grazie alla fantasia di Sheila Kennedy, professoressa di architettura al MIT.
La studiosa, specializzata nella progettazione di sistemi di energia e innovazione per le città e gli edifici, ha messo a punto queste speciali poltrone dove basta sedersi per ricaricare ogni nostro dispositivo. Il tutto in chiave rigorosamente green. L’ultima sua creazione si chiama Soft Rocker. Il mobile, in realtà, è una vera e propria stazione di ricarica alimentata ad energia solare. Duplice dunque la funzione: un elegante oggetto per l’arredo del giardino e una vera e propria unità energetica. Dotato di una batteria da 12 ampere all’ora, Soft Rocker immagazzina l’energia solare durante l’arco della giornata, per poi rilasciarla…al momento del bisogno, semplicemente distendovisi sopra. La poltrona sfrutta infatti l’equilibrio umano creando una sorta di traccia utilizzata poi per l’acquisizione dell’energia solare. Poi, collegando i dispositivi tramite USB alla poltrona, il gioco è fatto. Dai telefoni cellulari agli altoparlanti, senza alcuna distinzione. Bello anche il design e la forma, che invita al relax. Un peccato non averla, non credete?

Fonte: GreenMe

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Le pile del futuro? Si ottengono dai virus!

Le batterie del futuro potrebbero essere costituite da minuscoli virus spruzzati sul dispositivo che devono alimentare, dai vestiti ai cellulari.
Lo affermano due ricerche presentate in questi giorni, una del Mit e una dell’università del Maryland, in cui microrganismi non pericolosi sono stati usati per costruire le parti fondamentali di una pila. Per il loro studio, presentato al meeting dell’American Chemical Society, i ricercatori del Mit hanno usato un virus chiamato M13, che infetta soltanto i batteri. Con alcune modifiche genetiche, il microrganismo incorpora i metalli necessari a diventare un perfetto catodo, il polo positivo della pila, che può quindi essere utilizzato per formare una batteria leggera e che funziona a temperatura ambiente. In futuro film sottili creati con questi virus potrebbero essere incorporati nei tessuti o nei dispositivi, fornendo energia. Dall’altro lato di una futura pila a virus ci potrebbe essere l’anodo realizzato dall’università del Maryland: in questo caso è stato utilizzato il virus del mosaico del tabacco, che come testimonia l’articolo su Acs nano è stato modificato per creare un elettrodo di silicio: Per ora il procedimento avviene solo in laboratorio – spiega James Culver, uno degli autori – ma in futuro pensiamo di far crescere i virus modificati direttamente nei campi, in modo da rendere il processo più economico.

Fonte: Ansa

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