Articoli relativi a ‘oceano’

Acidificazione oceani minaccia sopravvivenza di Nemo

Le variazioni climatiche minacciano Nemo.

Il famosissimo pesce pagliaccio, splendido protagonista di un film d’animazione della Pixar Animation e della Walt Disney, potrebbe scomparire a causa della crescente acidificazione degli oceani. Secondo uno studio dell’Università di Bristol, di cui oggi dà notizia l’Independent, l’aumento del livello di acidità delle acque oceaniche influisce sulle capacità uditive dei pesciolini a strisce bianco-arancioni, soprattutto di quelli in tenera età, che diventano così facile preda dei barracuda o di altri pesci predatori.

In base ai risultati degli esperimenti, Nemo e altri pesci di specie simili, diventeranno sordi quando l’acidità degli oceani raggiungerà una percentuale tale (a metà di questo secolo) da interferire con l’abilità di questi pesci di percepire le vibrazioni nell’acqua causate dall’avvicinarsi dei predatori.

Gli scienziati hanno dimostrato che la capacità uditiva dei pesci può venir compromessa da alte concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera, che causa l’acidificazione degli oceani e quindi influisce la capacità delle creature marine di sviluppare le cartilagini del labirinto osseo.

 

Fonte: La Stampa

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Livello oceani: salirà di un metro entro 2100

Primo rapporto commissione clima governo australiano.

Il livello degli oceani salirà du un metro entro il 2100 a causa del riscaldamento globale, rischiando di moltiplicare le inondazioni catastrofiche nelle regioni costiere del mondo. Sono le conclusioni del primo rapporto della commissione clima del governo australiano, secondo la quale le prove del riscaldamento globale sono ormai incontrovertibili e l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato. Basato sui dati più recenti, lo studio afferma che le emissioni di gas serra sono senza dubbio responsabili dell’aumento delle temperature, del riscaldamento degli oceani e della salita dei mari. “Penso che l’aumento medio del livello dei mari nel 2100 rispetto al 1990 sarà tra 50 centimetri e un metro” scrive nell’introduzione della ricerca il professor Will Steffen, responsabile della commissione. Secondo l’esperto la sua previsione, superiore a quelle formulata nel 2007 dagli scienziati Onu dell’Ipcc (80 centimetri) non è in contraddizione con quest’ultima dato che il panel Onu ammetteva la possibilità di una salita delle acque superiore. “Sono passati cinque anni, sappiamo di più del comportamento delle calotte glaciali. Abbiamo ottime informazioni sulla Groenlandia. Sappiamo che il ghiaccio si scioglie a ritmi crescenti” ha detto Steffen ai giornalisti. “Questo ci dice che dobbiamo tendere alla stima di un metro. E c’è chi sostiene che occorre andare oltre”. Il rapporto afferma che un aumento di 50 centimetri del livello del mare provocherebbe inondazioni estreme in città costiere dell’Australia come Sydney e Melbourne. Secosn Steffen catastrofi che oggi avvengono una volta ogni cento anni, potrebbero in futuro accadere ogni anno.

 

Fonte: La Stampa

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Il Grande “surf” di Steven Hool

La “Cité de l’Océan et du surf” è un progetto di Steven Holl Architects e dell’artista e architetto brasiliano Fabiào Solange.

Appena completato e pronto per l’inaugurazione che si terrà il prossimo giugno, il museo si propone di sensibilizzare le persone sulle questioni oceaniche e sugli aspetti scientifici del surf e del mare. Il complesso, situato a Biarritz, in Francia, è il risultato di un concorso internazionale del 2005 per il quale il progetto di collaborazione tra Holl e Solange ha vinto il primo posto. L’idea fulcro iniziale del progetto ruota attorno al concetto spaziale di “sotto il cielo” e “sotto il mare”. Il design dell’edificio appare infatti creare un luogo centrale di ritrovo che è aperto e sensibile verso l’ambiente circostante. Come un’onda gigante che si innalza verso il mare, il museo è composto da strutture in vetro che si ancorano al cemento bianco che le circonda. Arditamente inserito nel sito, l’edificio usa la trasparenza, la propria forma identitaria e i materiali, per generare un profilo unico che sorge dal terreno per inquadrare il mare, il cielo e l’orizzonte.

All’interno, strutture convesse e sagome ricavate dal terreno formano i principali spazi espositivi. Collocati in gran parte sotto terra, gli ampi ma chiusi volumi sembrano proiettare la sensazione di essere immersi sott’acqua. Soffitti crescenti e curve forti definiscono il carattere complessivo dell’edificio e ne chiarificano il programma di ogni area, che va dai luoghi di aggregazione agli spazi per installazioni sperimentali.

 

Fonte: Architetti.Info

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