Articoli relativi a ‘Progettazione’

Il Bim assembler per l’analisi preventiva e il monitoraggio

picture-33046-zoom L’utilizzo di strumenti Bim mediante la definizione di un modello idoneo supporta sia la fase a carattere simulativo-valutativa, sia la fase di gestione e controllo attività.

Nell’attività edilie sprechi o errori non possono essere recuperati nel medesimo ciclo produttivo.
L’attuale condizione economica vede molte aziende del comparto edile in forte difficoltà; la crisi impone alle imprese la massima attenzione alla programmazione, all’analisi dei preventivi, alla definizione dei tempi e delle risorse, a una quasi assoluta certezza dei costi nei tempi preventivati. Si tratta di porre in atto una concreta e approfondita attività di project management al fine di definire in maniera completa i termini della commessa stessa.
Allo stato attuale, inoltre, il margine di utile delle imprese è sempre più ridotto e, quindi, errori nella definizione dei costi da sostenere o nei tempi di realizzazione possono portare a conseguenze significative soprattutto in realtà imprenditoriali medio-piccole.
L’attenzione al tema della previsione e della gestione della commessa è, pertanto, pratica che si va consolidando in maniera sempre più mirata e approfondita all’interno dell’iter progettuale; la presenza sul mercato di un numero sempre maggiore di software specialistici dimostra la crescente attenzione all’aspetto gestionale della fase progettuale ed esecutiva.

L’utilizzo di programmi specifici, tuttavia, anche in questo settore, riscontra una varietà di differenti approcci che spesso determinano lavori a compatimenti stagni e non un reale approccio integrato. Molte sono le variabili che, sia nella fase di presentazione dell’offerta che in quella di realizzazione dell’opera, possono influire sulla gestione del contratto, come testimonia l’alto livello di contenziosi che si aprono anche in sede di appalti pubblici.
Tutte queste variabili si palesano nella fase di cantiere, fase nella quale è di fondamentale importanza la coincidenza delle attività preventivate con quelle effettivamente eseguite, contabilizzate e liquidate. Questo accade perché, spesso, il livello di progettazione delle varie discipline progettuali non è adeguato alla natura dell’opera o, comunque, non spinto e dettagliato sino ai livelli operativi e di scheduling o, perché la progettazione operativa non prevede sistemi di controllo interni che possano evidenziare scostamenti dalle procedure ipotizzate.
Un altro aspetto critico è da ricercare nel disallineamento dei tempi previsti per le singole attività in fase di progettazione esecutiva rispetto alle reali tempistiche di cantiere e, complessivamente, nel disruption (collasso del cantiere), ovvero, quando si ha una mancanza o insufficiente attività di coordinamento tra le diverse imprese che lavorano nella medesima area di cantiere, caso, questo, che spesso è fonte primaria degli extra-oneri nativi delle attività di cantiere.

Il tema della programmazione operativa e più in generale del rispetto dei tempi e dei costi è argomento storicamente dibattuto e fa parte del complesso di attività che sono assegnate tradizionalmente al project manager e al contract manager. In particolare è a quest’ultimo che teoria e prassi si affidano molte delle attività di controllo.
Il contract manager è, infatti, un professionista con competenze multidisciplinari che, affiancato da un suo team di specialisti, opera secondo quattro linee di attività in sede di gara e pre-commessa e quattro in sede di gestione della commessa.
In fase di pre-attività affronta lo studio della documentazione di gara con attenzione ai capitolati, sovraintende la redazione degli elaborati di concorso e cura il coordinamento degli stessi oltre a gestire i rapporti con le altre aziende che partecipano alla gara.
In sede di gestione della commessa sovraintende la gestione dei sub appalti, supervisiona le attività di contabilità, monitora gli stati di avanzamento lavori attivi e passivi nella visione globale dei costi di commessa, e affi anca i project manager nella gestione dei contenziosi e la direzione aziendale nelle scelte di livello strategico della commessa.
È quindi questo ruolo che appare il più idoneo ad assumere un livello di integrazione con i sistemi e le architetture Bim.

Il modello Bim come supporto alla gestione della commessa

Il tema che si vuole in qualche modo analizzare è, quindi, quello dell’utilizzo della tecnologia Bim nella gestione integrale della commessa sino agli aspetti di controllo e verifica richiesti nel cantiere edile e, soprattutto, nell’individuazione dei vantaggi concreti e controllo attività che si esplica nell’esecuzione dei lavori. L’attività edilizia è di fatti una attività unica dove eventuali sprechi o errori non possono essere recuperati nel medesimo ciclo produttivo.
La sola individuazioni di parametri generali nella stima dei costi e dei tempi rischia di non essere sufficiente nella determinazione del costo complessivo presunto di costruzione, senza la capacità di inglobare nel sistema di controllo le possibili varianti in corso d’opera e la gestione degli imprevisti.
È sicuramente condivisibile che la definizione di uno studio di fattibilità economica, perché sia efficace e possa ridurre i rischi di una operazione, necessiti dell’analisi di tutto il complesso flusso operativo realizzativo inglobando riflessioni non solo di natura economica, ma anche tecnica operativa come la corretta sequenza delle fasi costruttive, l’esecuzione secondo procedure preventivamente concordate, le verifi che di qualità e il rispetto delle indicazioni del contratto e dei relativi capitolati prestazionali.
Ed è in questa modalità di gestione delle informazioni che il Bim, come concetto generale, come approccio metodologico, offre le migliori opportunità.

Per il Building Information Modeling esistono molte definizioni e declinazioni, tuttavia, quello che meglio spiega l’apporto dello stesso alla gestione di una commessa è quella di database grafico parametrico relazionale, che bene esplica la possibilità di contenere in unico spazio digitale il complesso delle informazioni e dei dati. Dati che, se correttamente inseriti, possono essere interrogati per via di query settoriali che consentono analizzare e valutare i diversi aspetti di una commessa. I maggiori costi e i ritardi nelle costruzioni sono, spesso, la conseguenza di inadeguati strumenti di pianificazione e controllo, oltre che di una complessiva insufficiente attività di progettazione, che comportano sovente il rifacimento di parte di lavori mal eseguiti. Con una buona e accurata programmazione iniziale dei tempi e dei costi unita a un’efficace attività di controllo dell’avanzamento dei lavori è possibile minimizzare il rischio di impresa.

In generale, pianificare una commessa sin dall’inizio mediante la definizione di un idoneo modello Bim consente di isolare e, quindi, evidenziare i problemi che potrebbero influenzare lo sviluppo nel corso dell’esecuzione.
L’intero processo edilizio, nella sua accezione più ampia – sequenza delle operazioni, che riguardano la creazione, la realizzazione, l’uso e il mantenimento di un’opera edile dalla sua progettazione iniziale, alla sua costruzione e alla sua gestione per tutto il tempo di vita utile – è, infatti, oggetto di studi sempre più approfonditi e di simulazioni strategiche che mirano ad aumentare gradualmente l’efficienza di filiera. Ricerche e applicazioni sperimentali condotte su casi studio reali confermano come l’utilizzo di strumenti Bim ben supporta sia la fase a carattere simulativo-valutativa, operazione strategica preliminare nella definizione dei parametri della commessa, sia la fase di gestione con l’elevato numero di apporti disciplinari così come la necessaria presenza di differenti imprese specialistiche rende necessario per la definizione di un modello condiviso Bim l’utilizzo di tecniche di destrutturazione quali la Work Breakdown Structure Wbs o la Organization Break Down Structure Obs.
Questi modelli classici del Project Management ben si coordinano con la logica dell’architettura del Building Information Modeling consentendo così non solo di assegnare le responsabilità operative ma permettendo di visualizzare graficamente le operazioni singolarmente assegnate a ogni componente operativa. Questa opportunità, in sede di realizzazione, permette di misurare in maniera oggettiva e grafi camente visualizzabile il reale avanzamento del progetto, di individuare le criticità di processo e di assegnare di volta in volta i carichi e i compiti da svolgere.
L’integrazione dei modelli della teoria del management con i software basati su tecnologia Bim può avvenire attribuendo agli oggetti del modello parametri identificativi della fase temporale, della sequenza operativa o dell’area logica di appartenenza. La commessa gestita attraverso questo tipo di modelli permette, inoltre, un controllo anche visuale dell’avanzamento dei tempi e soprattutto nella individuazione dei tempi residui di lavorazione.

Forse, l’aspetto più interessante di un possibile utilizzo del Bim nella gestione delle commesse è il contributo che si può avere nel controllo dei costi; infatti, sempre utilizzando la possibilità di attribuire parametri identificativi e caratterizzanti agli oggetti è possibile affiancare ai tradizionali documenti della contabilità dei lavori aspetti grafi ci relazionali che permettono nella evoluzione, sia progettuale che realizzativa, un controllo effi cace limitando gli extra costi.
In generale, quindi, un approccio Bim alla formalizzazione e gestione di una commessa pone anche l’obiettivo di anticipazione ed eliminazione del possibile contenzioso attraverso la previsione grafica di possibili situazioni di confl itto con i sub-appaltatori «claim prevention» mediante incontri preventivi in ambiente digitale Bim.

Il controllo di commessa attraverso i Bim Assembler

In conclusione si deve sottolineare che, abbracciando la filosofia Building Information Modeling, non vi è distinzione tra il modello previsionale di gestione della commessa e il modello di gestione in itinere della commessa stessa.
Il modello Bim, infatti, è un modello dinamico; il prototipo gestionale di partenza, pertanto, viene calibrato con un criterio previsionale che esperienza e confronto tra i vari operatori consentono di estrapolare come più probabile dell’andamento di produzione. Il modello di controllo della commessa è lo stesso modello di partenza sul quale vengono costantemente monitorati e aggiornati i parametri fondamentali di riferimento che si erano inizialmente ipotizzati.
Ecco, allora, che in questa rivoluzione metodologica del Bim una commessa va preventivamente analizzata e successivamente monitorata anche tramite l’ausilio di nuove figure professionali come i Bim Assembler che, coincidendo o affiancando i ruoli classici del Management, siano in grado, con le proprie specifi che competenze, di fondere i vari aspetti di una progettazione finalmente integrata.

Fonte: EDILIZIA NEWS

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Il bagno in 3D

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I software sono strumenti fondamentali per la progettazione di un ambiente e per la sua presentazione al cliente. Un’opportunità preziosa anche per chi si occupa della progettazione di un ambiente bagno.

I rendering tridimensionali, cioè le immagini foto realistiche che vengono create al computer utilizzando una scena 3D, si stanno diffondendo in ogni settore progettuale.
La possibilità di poter ricreare qualsiasi ambiente e ogni particolare ne fanno uno strumento che, in questi ultimi anni, è diventato un metodo di presentazione delle idee sempre più fondamentale.
L’uso di questo tipo di immagini può dividersi, in linea generale, in due situazioni: nella prima, il progettista usa i rendering per far capire al proprio cliente le idee progettuali, dando la possibilità di valutare con precisione spazi, ingombri, finiture; nella seconda situazione, invece, si trovano le aziende produttrici che creano i propri cataloghi con immagini tridimensionali, ormai indistinguibili dalle fotografie e dai costi notevolmente più contenuti.
Nel mondo dell’arredobagno, queste due situazioni sono sempre più diffuse. Per illustrare con precisione e dovizia di particolari le proprie idee al cliente, negli ultimi anni alcuni studi di arredobagno e alcune aziende produttrici hanno affiancato al proprio sistema di progettazione, o all’ufficio grafica, anche software capaci di creare rendering fotorealistici, tramite i quali pre-visualizzare al computer il progetto finito.
Di questi software, Autodesk 3ds Max è sicuramente quello più diffuso. In Autodesk 3ds Max è possibile modellare e creare ogni oggetto presente nell’ambiente, dai sanitari agli elementi di arredo, dagli elettrodomestici agli apparecchi illuminanti.
Una volta ricreato l’ambiente, viene studiata l’illuminazione che, naturale o artificiale, permette di ricostruire la situazione reale, grazie anche al fatto di poter utilizzare veri diagrammi fotometrici, con i quali vengono usati i dati tecnici di illuminazione (intensità in Candele, Lumen o Lux, colore in gradi Kelvin) per simulare apparecchi illuminanti.
Usando il sistema di illuminazione di Autodesk 3ds Max, inoltre, è possibile «giocare con la luce», donando ai rendering tridimensionali la stessa emozione e la stessa artisticità di fotografi e professionali.
Il sistema di gestione dei materiali del software permette di ricreare qualsiasi fi nitura esista nel mondo reale, indistinguibile da una fotografi a.
È possibile creare materiali opachi, lucidi, satinati, cromati che nell’arredobagno vengono usati per simulare pavimentazioni, rivestimenti, ceramiche, rubinetteria e tutto ciò che serve.
Le capacità «fotografiche» del programma vengono enfatizzate da alcune funzioni speciali in grado di simulare effetti avanzati quali la profondità di campo, che dona all’immagine finale un aspetto decisamente più accattivante.
Infine, con Autodesk 3ds Max è possibile creare anche animazioni e filmati, che permettono al progettista, o all’azienda, di creare vere e proprie presentazioni multimediali.
Concludendo, il software rappresenta una soluzione completa per la creazione di rendering foto realistici, che permettono di acquisire il cliente, conquistandolo e meravigliandolo.
Fonte: Edilizia News

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L’individualismo non è più sostenibile!

S’inaugura domani (29 giugno 2010) la mostra L’individualismo non è più sostenibile. Nuove idee per abitare insieme, presso lo spazio Res Nova in Piazza Carlina a Torino. La mostra raccoglie i lavori prodotti nell’anno accademico 2009-2010 dagli allievi dell’Unità di Progetto Sostenibilità e innovazione tecnologica della Facoltà di Architettura I del Politecnico di Torino. Si tratta di allievi della Laurea Magistrale che vivono l’esperienza progettuale nella dimensione di un atelier professionale.
Si tratta di un intervento di housing sociale finalizzato alla realizzazione di un edificio ex novo, denominato condominio solidale, destinato a famiglie giovani, costituite da genitori al di sotto dei quaranta anni con bambini, anziani, in coppia e singoli. Le funzioni residenziali sono accompagnate da un’offerta di servizi rivolti sia al condominio che al quartiere ampliando e arricchendo la funzione dell’abitare. I progetti degli studenti sviluppano, con differenti sensibilità, alcune direzioni di ricerca quali:
1. lo studio di nuove tipologie abitative in grado di facilitare la convivenza tra gli abitanti avvicinando le diverse fasce di età in modo da rompere l’ isolamento degli anziani e nel contempo impiegarli come possibile aiuto alle famiglie giovani;
2. l’abbandono della consueta dimensione, spesso spersonalizzante, del condominio di edilizia residenziale pubblica per creare, nell’ edificio di abitazione collettiva, condizioni di complessità e qualità spaziali simili a quelle delle abitazioni individuali;
3. la definizione della morfologia e dei caratteri costruttivi dell’edificio in relazione ai concetti di sostenibilità ed efficienza energetica;
4. il superamento dell’ idea di progetto in quanto definizione della forma a vantaggio di una pratica progettuale intesa come processo;
5. la progettazione integrata dei sistemi edilizi, di controllo solare, di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili ed impiantistici.

Fonte: Archiportale

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Concorso: una fontana per ogni Parco Reale londinese

Il Royal Parks Foundation di Londra ha lanciato un concorso di design per la progettazione di una nuova fontana da installare all’interno dei Parchi Reali di Londra. Gli 8 parchi Reali di Londra sono tra i più grandi spazi pubblici in tutto il mondo, attrazione per milioni di visitatori, ma molti giochi d’acqua e fontanelle pubbliche, che risalgono ad alcune generazioni fa, necessitano di essere rinnovate o sostituite, e vi è la necessità di ulteriori nuove fontane di acqua potabile che soddisfino le esigenze dei visitatori.
Obiettivo di questo concorso è quello di trovare il disegno e il progettista del modello di questa nuova fontana potabile. Il concorso è aperto ai designer e ai progettisti di tutto il mondo che dovranno inviare il materiale entro il prossimo 22 settembre 2010. Il vincitore vedrà il proprio lavoro trasformato in realtà nei Parchi. Il disegno vincente dovrebbe idealmente avere le seguenti caratteristiche:
– risultare seducente, accattivante, suscettibile di essere posizionata in vari ambienti diversi e non solo nei parchi, eventualmente anche all’interno di residenze private;
– essere di facile installazione, pulizia ed essere costituita da un materiale resistente e lavabile;
– avere un sistema che limiti gli sprechi di acqua ed eviti i problemi di drenaggio, che consenta di garantire sicurezza e igiene;
– poter essere free standing ma anche con una variazione minima poter essere installata appoggiata ad una parete.

Fonte: ArchiPortale

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Parco eolico del Brennero: produrrà anche idrogeno

Sarà destinata alla generazione di idrogeno l’energia prodotta nelle ore notturne dal parco eolico del Brennero.
Posto a 2.300 metri di quota, dove l’Alpine jet, vento che soffia costantemente garantisce condizioni perfette, il progetto di energia rinnovabile sarà realizzato dall’altoatesina Leitwind, in collaborazione con Ae (Azienda energetica) Bolzano e Merano. Il parco eolico sarà composto da 22 rotori, i quali produrranno circa 100 milioni di chilowattora di energia elettrica.
Il Brennero – ha detto il titolare di Leitwind, Michael Seeber, presentando il progetto – si rivelerà un sito di produzione di energia rinnovabile di grande efficienza e crediamo che possa diventare un corridoio verde, con la produzione di idrogeno grazie all’energia che verrà ricavata.

Fonte: Casa&Clima

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Coste scozzesi: progetto da 10 mw per energia da maree

Il governo scozzese ha approvato il progetto della Scottish Power Renewables relativo ad un grande impianto dimostrativo per la generazione di energia elettrica dalle maree nel Sound of Islay, il tratto di mare che separa l’isola di Islay da quella di Jura, sulla costa occidentale della Scozia.
Il progetto, della capacità di 10 MW, prevede un investimento di 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) per installare 10 turbine da 1 MW, in grado di coprire la domanda elettrica di 5.000 famiglie. Il progetto, che dovrà essere approvato dalla Marine Scotland, l’organismo responsabile della gestione dei mari scozzesi, è considerato di importanza cruciale per testare una serie di fattori necessari per la diffusione su larga scala di questa tecnologia. In particolare, consentirà una migliore comprensione degli aspetti tecnici relativi alla distribuzione e alla manutenzione dei macchinari nonché dei sistemi di analisi e monitoraggio delle prestazioni. Secondo quanto è stato dichiarato da John Swinney, capo di gabinetto per la Finanza e la Crescita sostenibile, questo progetto rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo della tecnologia delle maree. Le coste scozzesi sono considerate uno dei luoghi migliori nel mondo per lo sfruttamento delle correnti di marea. La scelta di installare l’impianto nel Sound of Islay è stata effettuata dalla Scottish Power Renewables a seguito di una ricerca effettuata lungo la costa dell’intero Regno Unito proprio allo scopo di individuare il sito più idoneo allo svolgimento di un grande progetto dimostrativo.

Fonte: LaStampa

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Concorso: idee e progetti per il paesaggio trentino

La provincia autonoma di Trento ha lanciato un concorso per la selezione dei soggetti ai quali affidare i seguenti incarichi:
– Arredo e riqualificazione delle aree artigianali;
– Organizzazione e ripristino panoramico;
– paesaggistico dei passi dolomitici;
– Indicazioni metodologiche per le trasformazioni delle aree agricole di versante a nuove tecniche produttive;
– Tecniche costruttive e compatibilità dei manufatti e delle costruzioni rurali in aree agricole;
– Tipizzazioni di modellazioni per il recupero di cave esaurite;
– Riordino e riqualificazione del nesso urbano Riva del Garda – Arco;
– Indicazioni metodologiche per una progettazione dell’area di Zambana Vecchia secondo criteri di alta qualità paesaggistica e di identità territoriale;
– Ipotesi di riorganizzazione e miglioramento dell’area in prossimità del lago di Toblino.
La selezione è effettuata sulla base della presentazione di proposte di idee che, rispetto ai temi sopra elencati, meglio avranno specificato i seguenti elementi:
1) indice degli argomenti che si intendono sviluppare;
2) metodologia dello studio;
3) principi progettuali di riferimento ed esemplificazione rispetto a specifiche aree del territorio provinciale;
4) documenti metodologici che si intendono elaborare per fornire indirizzi e criteri alla Provincia nonché alle comunità e ai comuni per la formazione di strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica che considerino i risultati dello studio.
Le proposte di idee possono essere presentate dai seguenti soggetti:
1) professionisti, iscritti ai relativi ordini professionali, competenti in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
2) docenti universitari in materia di pianificazione urbanistica e di trasformazione del paesaggio;
3) società di professionisti o raggruppamenti temporanei.
Ogni soggetto interessato può presentare una sola proposta mediante la scelta di uno dei temi di cui sopra. I soggetti che presentano la proposta di idee devono indicare il nominativo di un coordinatore del progetto, in possesso di diploma di laurea in architettura, pianificazione territoriale o ingegneria e iscritti ai relativi ordini della Provincia di Trento e prevedere obbligatoriamente la formazione di un gruppo di progettazione multidisciplinare. Indipendentemente dalla natura giuridica del concorrente, gli incarichi oggetto di selezione devono essere espletati da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati in sede di presentazione della proposta progettuale, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Le idee dovranno pervenire entro il prossimo 31 dicembre 2010. Il proponente che conseguirà per ciascun tema il punteggio maggiore sarà individuato come affidatario dello studio.

Fonte: Archiportale

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Solare: la BEI investe sul Marocco

La Banca Europea per gli Investimenti ha approvato l’erogazione di un prestito di 500 milioni di euro per cofinanziare la costruzione di un impianto solare nel sud del Marocco, in località Tamezghitene, presso la cittadina di Ouarzazate. L’area è considerata ottimale non solo per l’elevata radiazione solare (oltre 7 kWh per metro quadrato/giorno), ma anche per la vicinanza di linee di trasmissione ad alta tensione e della diga di Mansour Eddahbi, che garantisce le risorse idriche necessarie per il funzionamento della centrale.
L’impianto, che sarà prevalentemente di tipo termico a concentrazione, ma con anche una parte fotovoltaica, avrà una potenza complessiva di 500 MW e si esterà su una superficie di circa 3.300 ettari. La sua realizzazione fa parte di un progetto integrato avviato dal Marocco per aumentare la quota di energie rinnovabili nel settore elettrico del Paese. Operativamente è prevista nei prossimi mesi – forse entro dicembre – la selezione della società incaricata di costruire e gestire l’impianto, con i lavori sul sito programmati per iniziare la seconda metà del 2011 e terminare nei primi mesi del 2014. Da parte della Banca Europea per gli Investimenti sono state inoltre avviati contatti con la Banca Mondiale alla scopo di reperire ulteriori finanziamenti per la costruzione dell’impianto. Si prevede che eventuali decisioni al riguardo saranno adottate entro la fine dell’anno, ma va ricordato che nel dicembre 2009 la Banca Mondiale ha allocato circa 550 milioni di euro per progetti solari a concentrazione in Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania.

Fonte: LaStampa

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Nuovo stadio Juventus: pronto il varo della copertura

Il nuovo stadio della Juventus F.C., il cui cantiere è iniziato con la demolizione dell’ex stadio Delle Alpi, per proseguire con l’avvio della nuova costruzione nel giugno 2009 e che vedrà la sua consegna al pubblico per la stagione 2011-2012, è arrivato ad un momento fondamentale della lavorazione: la realizzazione della copertura.
La conclusione di questa complessa fase, resa ancor più importante da alcune caratteristiche specifiche e tecniche eccezionali, viene realizzata in tre momenti diversi.
Come spiega il Direttore Lavori generale del cantiere, ing. Paolo Erbetta di Ai Engineering S.r.l., società torinese che si occupa del project management dell’intero progetto dello stadio in corso di esecuzione è il montaggio e assemblaggio a terra dei componenti dei pennoni e travi principali, ai quali seguirà il sollevamento dei due pennoni e delle quattro travi. Questa seconda fase, che ha già avuto inizio a settembre, è quella spettacolarmente più importante e tecnicamente più difficile e delicata. L’ultima parte, prevista prima dell’inverno, vedrà conclusa tutta l’operazione con il montaggio delle travi secondarie e della copertura. Le caratteristiche tecniche degli elementi di copertura sono: due pennoni ad A (con due gambe ciascuno) con forma “a fuso” di altezza circa 90 metri, peso di 630 tonnellate cadauno e diametro (nella sezione più larga) di circa 4,5 metri. Quattro travi reticolari con forma ad “arco rovescio” (le due più lunghe misurano 125 metri, le altre due 90 metri) del peso complessivo di 1300 tonnellate. Quattro nodi che collegano le travi. Ciascun nodo, prodotto in apposita officina meccanica, pesa circa 100 tonnellate, ed è realizzato con elementi fucinati e saldati, con successiva distensione in forno. Ogni nodo è alto circa 4,5 metri e lungo 10/12 metri. Ogni pennone – trasportato da CONS.FER di Padova al cantiere diviso in quattro conci da 15 a 25 metri l’uno – ha richiesto l’utilizzo di speciali carrelli per il trasporto. In totale il convoglio presentava una lunghezza di circa 50 metri. Le stesse caratteristiche di eccezionalità riguardanti i trasporti e i permessi di transito hanno interessato anche i quattro nodi, mentre le travi ad essi collegati sono state prodotte a pezzi e trasportate con mezzi ordinari. Durante la fase di assemblaggio dei conci dei pennoni e delle quattro travi si è proceduto mediante saldature a piena penetrazione di grande impegno e difficoltà. Le operazioni di saldatura – che hanno impegnato sessanta saldatori specializzati operanti in più turni – sono state monitorate e controllate in continuo dall’Istituto Italiano della Saldatura, che ne garantisce la perfetta esecuzione. Una volta realizzato, lungo i bordi del futuro campo di gioco, il quadrilatero delle travi principali collegate dai quattro nodi d’angolo (del peso complessivo di 900 tonnellate) si procederà al sollevamento che prevede le seguenti macrofasi:

  • posizionamento dei pennoni sui relativi appoggi in posizione sub orizzontale (lungo i lati corti del catino):
  • sollevamento dei pennoni attraverso una torre provvisoria, posizionata a centro del campo (alta circa 90 metri);
  • collegamento della testa dei pennoni ai quattro nodi d’angolo mediante stralli di apprensione;
  • collegamento della testa dei due pennoni ai blocchi di ancoraggio esterni mediante 6 stralli;
  • sollevamento del quadrilatero delle travi riportando i pennoni verso l’esterno attraverso i blocchi di ancoraggio esterni.

Il sollevamento è effettuato, per conto dell’ATI appaltatrice (composta dalle imprese Rosso, Gilardi, Morganti e dal Consorzio CONS.FER responsabile della realizzazione della copertura) dalla ditta olandese Mammoet, leader mondiale nelle movimentazioni eccezionali (sollevamento, trasporto, vari, ecc.), coadiuvata dalla ditta Vernazza (gru e mezzi di sicurezza). La Direzione OperativaStrutturale (sotto la cui giurisdizione si svolgono le operazioni di realizzazione della copertura) è svolta dal prof. ing. Franco Ossola. Il Responsabile della Sicurezza è l’ing. Adriano Venturini (Ai Engineering S.r.l.), mentre il responsabile della Juventus F.C. per il cantiere è l’ing. Riccardo Abrate. Il nuovo stadio della Juventus F.C. fa parte di un grande progetto di riqualificazione urbana su un’area complessiva di 355.000 metri quadrati nel quartiere Vallette. Con una superficie interna di 45.000 metri quadrati, lo stadio avrà una capienza totale di 41.000 posti a sedere. L’accesso, privo di barriere architettoniche, avverrà da quattro ingressi posti sugli angoli, con ampie rampe che portano a un anello che gira intorno allo stadio. Alle gradinate e alle tribune si accederà da 16 passerelle distribuite nei diversi settori sospesi sugli spazi che costituivano il vecchio stadio. L’area dedicata all’area commerciale misura 34.000 metri quadrati, sui quali sorgeranno una galleria di negozi, uno shopping center e un magazzino di bricolage e faidate. Sono previsti anche 30.000 metri quadratidi verde pubblico, aiuole, piazze e parcheggi per 4.000 auto.

Fonte: EdilPortale

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Napoli: svelato il progetto per il nuovo quartiere a est della città

Napoli trasforma l’ex Manifattura Tabacchi in un nuovo quartiere urbano con attività commerciali, residenze ed ampi spazi pubblici per l’aggregazione sociale. Il progetto, commissionato da Fintecna Immobiliare allo studio Mario Cucinella Architects, è stato svelato nei giorni scorsi. L’intervento interessa un’area di circa 170mila metri quadrati e prevede 590mila m³ di cubatura, che comprendono il recupero di alcuni edifici preesistenti e la realizzazione di nuove strutture per la residenza, il commercio ed i servizi. Metà del nuovo quartiere sarà residenziale; la restante porzione sarà destinata all’attività produttiva. In tal modo l’area, che prima ospitava soli insediamenti per la produzione di beni e servizi, viene trasformata in un nuovo importante tassello urbano.
Il progetto – spiegano da MCA – parte dal presupposto di conservare la memoria della manifattura, dei suoi edifici simbolo e delle sue aree verdi di maggior qualità e si pone come obiettivo la costruzione di un nuovo tessuto urbano. In questo modo l’area, prima destinata alla sola attività produttiva, si rinnova conquistando un ruolo importante per la città.
L’obiettivo è offrire ai cittadini un nuovo quartiere verde: un grande spazio pubblico lineare, sul quale si affacciano i blocchi edilizi commerciali e direzionali, viene attrezzato con giardini pubblici sui bordi diventando un nuovo asse verde e pedonale. Si tratta di uno spazio sociale e di relazione, dove si collocano le funzioni di interesse pubblico – uffici, negozi, la posta – e sul quale si affacciano tutte le residenze.
Il progetto è firmato per la parte paesaggistica dallo studio Land (Landscape Architecture Nature Development).
Un’attenta analisi del sito e delle sue caratteristiche climatiche – aggiungono i progettisti di MCA –  ha permesso l’applicazione di tutte le strategie, attive e passive, per raggiungere gli obiettivi di maggior risparmio energetico e di minor impatto ambientale.

Fonte: Archiportale

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Pompei: partecipa a migliorarne la tutela, la valorizzazione e la fruizione

L’Associazione per Pompei ha bandito un concorso di idee per promuovere l’introduzione di nuove tecnologie nella tutela, valorizzazione e fruizione degli Scavi archeologici di Pompei. Obiettivo è la predisposizione di progetti che prevedano l’impiego di nuove tecnologie nell’area archeologica di Pompei per migliorarne la tutela, la valorizzazione e la fruizione. I progetti dovranno essere corredati da una fattibilità tecnica e dovranno tener conto di vincoli normativi a cui il sito di Pompei è sottoposto.

La partecipazione al concorso è aperta a:

progettisti/ricercatori che abbiano già svolto esperienze concrete e pubblicamente condivise, con progetti realizzati in altri contesti anche non direttamente correlati con i beni archeologici e culturali;

imprese o società di progettazione che abbiano già realizzato analoghe esperienze in altri settori anche non direttamente correlati con i beni archeologici e culturali.

Tutta la documentazione richiesta dal bando dovrà pervenire entro il prossimo 15 luglio 2010. La valutazione degli elaborati e la formazione della graduatoria di merito verrà valutata da una Giuria sulla base dei seguenti criteri:

  • originalità e creatività;
  • uso delle tecnologie;
  • valorizzazione del patrimonio archeologico di Pompei;
  • compatibilità con il sito;
  • sostenibilità sul piano del consumo di energia;
  • valutazione economica (costo/mq, costo di gestione annuale).

Sulla base della documentazione inviata, la Giuria sceglierà 5 progetti per la categoria Singoli o associati e 5 progetti per la categoria Imprese o società di progettazione che saranno proclamati vincitori a pari merito. Il Concorso si concluderà con la presentazione dei progetti vincitori in un workshop realizzato a Pompei nel mese di novembre del 2010 alla presenza di rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali e di istituzioni nazionali e regionali e delle principali associazioni imprenditoriali nonché di imprese dei diversi settori interessati, con lo scopo di verificare l’interesse alla realizzazione dei progetti. I vincitori non acquisiscono diritti di agire per la realizzazione dei propri progetti di intesa o in relazione con i promotori del Concorso e della Sovrintendenza archeologica di Napoli e Pompei.
I diritti d’uso dei progetti sono nella piena disponibilità dei presentatori sia per l’area archeologica di Pompei sia per qualsiasi altro sito culturale e non. Ai dieci progetti finalisti sarà consegnato un apposito attestato. I progetti selezionati saranno pubblicati sul sito dell’Associazione per Pompei e divulgati attraverso gli organi di stampa.

Fonte: Achiportale

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2° appuntamento all’Urban center di Bologna: architettura, progetto, spazio pubblico

Da ottobre a dicembre 2010 Urban Center e Salaborsa ospitano quattro appuntamenti dedicati dedicati ai temi dell’architettura, del progetto, dello spazio pubblico.

Prossimo appuntamento giovedì 11 novembre ore 17.30 sala atelier di Urban Center Bologna, presentazione del 5 volume della Collana Leggere e Scrivere la città
LE CITTÀ DEGLI ALTRI. SPAZIO PUBBLICO E VITA URBANA NELLE CITTÀ DEI MIGRANTI .

Urban Center Bologna, Istituto Nazionale di Urbanistica Emilia-Romagna, Istituto Beni Culturali Emilia-Romagna in collaborazione con Salaborsa presentano:
ARCHITETTURE IN CITTA’ – convegni, premi e libri dedicati ai temi dell’architettura, del progetto, dello spazio pubblico.

1° appuntamento
martedì 26 ottobre 2010 ore 15:30 Auditorium Biagi di Salaborsa
ARCHITETTURA, PIANO, CITTA’
tavola rotonda con Alfonso Femia (studio 5+1AA femia Peluffo), Nicolò Privileggio (Politecnico di Milano), Antonio De Rossi (Politecnico di Torino), Francesco Isidori e Maria Claudia Clemente (Studio Labics), Nicola Rimondi (Diverserighe studio) – Modera Nicola Marzot (studio Performa) – Introduce Francesco Evangelisti (Urban Center Bologna)

2° appuntamento
giovedì 11 novembre ore 17:30 sala atelier di Urban Center Bologna
LE CITTÀ DEGLI ALTRI. SPAZIO PUBBLICO E VITA URBANA NELLE CITTÀ DEI MIGRANTI
presentazione del nuovo libro della collana “leggere e scrivere la città” di Urban Center Bologna, curato da Marco Guerzoni per le edizioni Edisai di Ferrara.

Nel libro Le città degli altri. Spazio pubblico e vita urbana nelle città dei migranti, oltre 20 autori (di provenienza disciplinare e nazionalità diversa) sono riuniti per una comune missione: mostrare come la città possa essere, nel suo complesso, un dispositivo d’integrazione; come l’architettura e l’urbanistica possano contribuire all’integrazione sociale, tramite l’organizzazione di spazi urbani interculturali, inclusivi, aperti. Un’attività operativa alla cui base sta la necessità di saper cogliere gli elementi “comuni” che non hanno distinguo a nessuna latitudine: il vivere insieme, il bene comune, la dimensione pubblica delle relazioni.
Con gli autori ne discuteranno Matteo Agnoletto (architetto e ricercatore presso l’Università di Bologna) e Angelo Miotto (giornalista e caporedattore di Peacereporter).
Introduce e modera: Marco Guerzoni (Provincia di Bologna)

3° appuntamento
giovedì 18 novembre 2010 ore 15:00 Auditorium Biagi di Salaborsa
SELEZIONE ARCHITETTURA 2010 EMILIA-ROMAGNA – PRESENTAZIONE DEI PROGETTI VINCITORI
L ’Istituto dei Beni Culturali (IBC) della Regione Emilia-Romagna ha promosso nei mesi scorsi, in collaborazione con il Festival dell’Architettura, una selezione biennale riservata ai progettisti che abbiano completato negli anni precedenti interventi (nuove costruzioni, ampliamenti, restauri, trasformazioni urbane e territoriali comprensive delle componenti ambientali ed infrastrutturali) in Emilia-Romagna, anche al fine di raccogliere e pubblicizzare in un repertorio on line le realizzazioni architettoniche più significative.
Su 180 opere pervenute ne sono state selezionate 12, che verranno presentate anche attraverso una mostra, in occasione di questa iniziativa.

Programma
Saluti: Massimo Mezzetti – Assessore a Cultura e Sport della Regione Emilia-Romagna

Presentazione: Piero Orlandi – Responsabile Servizio Beni Architettonici e Ambientali IBC

Tavola rotonda:
Carlo Quintelli – Università di Parma
Nicola Marzot – Università di Ferrara
Alessandro Marata – Università di Bologna
Mario Piccinini – Presidente INU Sezione Emilia-Romagna

Coordina: Giordano Conti – Consigliere IBC

A seguire dibattito con pubblico e progettisti

In mostra le 12 opere selezionate:
Gianluca Brini – Casa bianca in via Riva Reno a Bologna
Cristofani & Lelli – Residenze Fornace del Bersaglio a Faenza (RA)
diverserighestudio – Isolati liquidi (residenze) a S. Vincenzo di Galliera (BO)
Francisco Giordano – Recupero del Ponte della Bionda a Bologna
Nuovostudio – Galleria Lercaro a Bologna
Andrea Oliva – Torri dell’Acqua a Budrio (BO)
Piazzi e Tundo – Restauro del palazzo Santa Margherita a Modena
Lamberto Rossi Associati – Campus universitario a Forlì
Lucio Serpagli – Rifugio e centro servizi a Bedonia (PR)
Teprin Associati – Terme di Punta Marina a Ravenna
Andrea Trebbi – Edificio residenziale in via degli Orti a Bologna
Bertani & Vezzali ufficio progetti associati – Centro culturale ad Albinea (RE)

4° appuntamento
mercoledì 1 dicembre 2010 ore 17:00 sala atelier di Urban Center Bologna
OGGETTI, ARCHITETTURE, TERRITORI. TRE RIFLESSIONI SUL RAPPORTO TRA AUTORGANIZZAZIONE E FORME DEL PROGETTO”
presentazione dei volumi:
Low Cost Design di Daniele Pario Perra
Architettura parassita. Strategie di riciclaggio per la città di Sara Marini
Città latenti. Un progetto per l’Italia abusiva di Federico Zanfi

Interventi di Daniele Pario Perra, Sara Marini, Federico Zanfi
Introduce e modera Piero Orlandi (IBC)

Fonte: UrbanCenterBologna

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Bergamo: progetto per un nuovo polo per l’infanzia

Il Comune di Brignano Gera d’Adda in provincia di Bergamo, ha lanciato un concorso di idee  per la progettazione di un nuovo polo per l’infanzia. Il concorso di idee è finalizzato all’acquisizione di un’idea progettuale per la possibile realizzazione del nuovo polo per l’infanzia comunale e la consequenziale proposta di sistemazione delle aree, delle attrezzature e della viabilità pubblica circostanti interessate dalla proposta progettuale. L’area individuata per la realizzazione dell’intervento, si connota per la presenza di importanti preesistenze strutturali di interesse pubblico con le quali il nuovo intervento dovrà integrarsi e altresì fungere da elemento di valorizzazione e riqualificazione dell’intero ambito. Fatta salva la legislazione e normativa di riferimento per il dimensionamento degli spazi di una scuola materna, le funzioni richieste dall’Amministrazione comunale che dovranno essere prese in considerazione per la stesura dell’idea progettuale sono le seguenti
– integrazione urbanistica con l’ambito di riferimento e le strutture già esistenti
– utilizzo di materiali e tecnologie innovative ed eco-compatibili rivolte alla sostenibilità, al basso impatto ambientale, al risparmio energetico. 
L’idea progettuale dovrà rispettare quanto previsto dalla vigente normativa per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La partecipazione al concorso è aperta agli Architetti e agli Ingegneri iscritti agli Albi dei rispettivi Ordini Professionali o comunque iscritti ai relativi registri professionali nei paesi di appartenenza. L’iscrizione dovrà pervenire entro il 20 luglio 2010, mentre per gli elaborati c’è tempo fino al 30 ottobre. Il concorso si concluderà con la formalizzazione della graduatoria di merito, e con l’attribuzione di tre premi.  
I premi saranno attribuiti nel seguente modo:
– al vincitore sarà attribuito il primo premio di 4mila e 500 euro;
– al secondo classificato sarà attribuito il premio di 3mila euro;
– al terzo classificato sarà attribuito il premio di mille e 500.

Fonte: Archiportale

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Parco Citylife: al via il concorso di progettazione

Il comune di Milano ha dato il via al concorso di progettazione CityLife. L’amministrazione ha pubblicato un avviso pubblico per la ricerca di 5 progettisti, che saranno invitati da CityLife a partecipare al Concorso Internazionale di progettazione privato Parco nuovo quartiere ex polo fieristico urbano.  
CityLife provvederà a invitare al concorso un totale di otto candidati, di cui cinque selezionati dal Comune di Milano e i restanti direttamente selezionati da CityLife. L’Avviso è rivolto a Architetti, Paesaggisti e Ingegneri iscritti nei rispettivi Ordini professionali o registri professionali dei paesi di appartenenza, e per questo autorizzati all’esercizio della professione.  La documentazione richiesta dovrà pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre il prossimo 30 giugno 2010, mentre la consegna degli elaborati di concorso dovrà essere effettuata entro il 15 ottobre 2010. I progettisti saranno invitati a produrre un progetto di livello preliminare secondo le modalità fissate nella Lettera d’Invito. In esito alla valutazione del progetto, verrà individuato il progettista vincitore del concorso, il quale dovrà provvedere al completamento della Progettazione Preliminare e della successiva Progettazione Definitiva del Parco che avrà una superficie complessiva di 168mila mq e un costo indicativo di circa 16,3 milioni di Euro. La progettazione definitiva del Parco dovrà avvenire entro il 31 dicembre prossimo. Il corrispettivo per l’incarico della progettazione definitiva, che verrà corrisposto al vincitore del concorso, sarà pari a 350mila euro oltre IVA e contributi come per legge.

Fonte: Archiportale

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