Articoli relativi a ‘progetto’

Boxed Architecture: spazio al negativo e spazio nascosto

h_39189_02Architettura ‘inscatolata’ in cui i confini si dissolvono giocando con i sensi

Architettura “inscatolata”, spazi che chiudono altri spazi, confini che si dissolvono giocando con i sensi. Architettura al confine, in forte contrasto tra edifici commerciali e territori coltivati: Boundary House è un’architettura al confine, un edificio che s’inserisce al margine tra due realtà – il centro urbano e la campagna – talmente diverse da influenzarne i caratteri.

Una stuttura a labirinto e lucernari disposti sul tetto: l’idea progettuale dell’Atelier Tekuto integra pienamente architettura e natura, sfumando il confine tra interno ed esterno attraverso la costruzione di uno spazio che stimola i cinque sensi e permette di godere della percezione di un’assenza di confini tra le due distinte realtà. Tutte realizzate in legno, le pareti son state trattate in modo da assumere lo stesso aspetto sia all’interno che all’esterno, rafforzando il concetto di continuità degli spazi inscatolati ed assumendo un ruolo fondamentale nella composizione.

All’interno della grande sala d’ufficio, sette scatole con un lato lasciato semi-aperto: così lo studio giapponese Nendo pensa a Spicebox, sede di un’agenzia digitale, traducendo nella progettazione degli interni il significato stesso del nome della ditta, che trova nel gesto di apertura di una scatola un vero e proprio segno di riconoscimento. Ogni scatola è “aperta” in modo differente, collegando delicatamente l’interno con l’esterno e plasmando la visuale per creare un’esperienza spaziale in cui ogni scatola si rivela camminando all’interno della stanza.

Gli ingressi creati dalle “pareti rovesciate” trasformano lo spazio attorno ad ogni scatola in un angolo in cui è possibile sia l’interazione aperta che la disposizione celata di elementi funzionali utili allo svolgimento delle attività d’ufficio. Il concept della scatola come contenitore dunque si evolve per diventare da elemento chiuso a spazio di connessione ed unificazione in un unico grande ambiente.

Fonte: ArchiPortale

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Il museo sospeso sull’acqua di Renzo Piano

 

Santander, il progetto

La mostra inaugurale sarà dedicata a Carsten Holler.

Conto alla rovescia a Santander per il progetto spagnolo di Renzo Piano, il Centro de Arte Botin. La data di inaugurazione non è stata ancora annunciata, ma un primo step ci sarà il 22 luglio e riguarderà i Jardines de Pereda, per i quali è già pronto un programma culturale per agosto e settembre. ”Sarà come sospeso sull’acqua – ha detto Piano – libero da ogni barriera reale che impedisca l’accesso alle persone”. La mostra inaugurale sarà dedicata a Carsten Holler.
Direttore artistico sarà Benjamin Weil, supportato da una commissione presieduta da Vicente Todolì.
Il centro, che cambierà il volto di Santander un po’ come è stato in passato per Barcellona o Bilbao, sorgerà sul molo di Albareda, nel cuore della baia, e occuperà una superficie di 7mila metri quadri con un investimento di 80 milioni di euro (di cui 15 per il tunnel che collega il centro ai Jardines de Pereda, e altri 15 per rimodellare i giardini stessi) e 12,5 milioni annui per la programmazione. Una grande agora’ ”per l’arte, la cultura, la musica, la lettura e l’educazione”, con la vocazione di diventare uno dei maggiori poli culturali europei. Progettato in collaborazione con lo studio di Luis Vidal, e sviluppato su due volumi, il Centro avra’ una galleria espositiva su 2500 metri quadri nell’ala ovest, mentre l’ala est sara’ dedicata ad attivita’ educative, multiculturali, seminari con un Auditorium da 300 posti, con una vetrata di 200 metri quadrati affacciata sul Cantabrico, completamente apribile. Una parte del complesso entrera’ direttamente nel mare.

Fonte: ANSA

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Presentato il progetto del nuovo STADIO dell’AS ROMA: è in arrivo il “moderno COLOSSEO”

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E’ stato presentato mercoledì mattina in Campidoglio dal presidente James Pallotta e dal sindaco della capitale Ignazio Marino il progetto per la costruzione del nuovo stadio della AS ROMA.

L’impianto, ribattezzato dalla cronaca internazionale e dal suo stesso progettista, l’architetto Dan Meis, il “moderno Colosseo”, verrà costruito impiegando le più moderne tecnologie al fine di integrare in maniera versatile e armoniosa materiali quali l’acciaio, il vetro, il teflon e la pietra. Una facciata in pietra, infatti, richiamerà alla memoria i classici archi dell’Anfiteatro Flavio a cui Dan Mais dichiara di essersi appunto ispirato per la sua progettazione.

L’opera sarà pronta entro l’estate 2016 e si prone di diventare una pietra miliare in una delle città più belle e più significative al mondo dal punto di vista architettonico. Il nuovo stadio sorgerà nell’area di Tor de Valle ed ospiterà 52.500 posti che diventeranno 60.000 mila per le partite internazionali e i grandi eventi. Le tribune saranno a ridosso del campo, «un vero muro umano per spaventare gli avversari» ha dichiarato il suo progettista.

Il “moderno Colosseo” comprenderà anche un ampio spazio dedicato all’intrattenimento di visitatori e tifosi che sarà aperto tutto l’anno sette giorni su sette. Al suo interno sorgeranno infatti negozi, ristoranti, bar e il museo interattivo sulla A.S. Roma (Hall of Fame). Inoltre, accanto al nuovo stadio sorgerà una struttura che ospiterà gli allenamenti della squadra. Il complesso comprenderà due campi regolamentari, un campo di piccole dimensioni, palestre e strutture di riabilitazione fisica progettati per garantire alla squadra tutti gli strumenti necessari per competere ai massimi livelli.

Come sottolineato dalle cronache statunitensi del Wall Street Journal e New York Times e da quelle inglesi del Financial Time, l’ investimento di un miliardo di euro previsto per la realizzazione dell’intero progetto (stadio ed infrastrutture) dovrebbe servire anche come spinta propulsiva per la ripresa economica della città di Roma, nonchè di quella del campionato italiano descritto come “in declino rispetto ai suoi principali concorrenti europei in termini di ricavi e prestazioni”.

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Ecco le ‘idee green’ per le piccole isole

BEEboat, primo classificato per Mobilità sostenibile

Progetti made in Italy che sfruttano le energie solare, eolica e marina nel rispetto del paesaggio come il taxi boat a Ponza o il faro energeticamente autosufficiente a Strombolicchio.

Ecco di seguito i progetti premiati al concorso d’idee internazionale ‘Sole vento e mare-Energie rinnovabili e paesaggio’ delle Isole minori e delle aree marine protette italiane nelle quattro categorie: mobilità sostenibile, aree portuali, edifici, fari.

MOBILITÀ SOSTENIBILE.

– Primo Premio: ‘Beeboat’ – Servizio di ‘taxi-boat’ volto ad un miglioramento della mobilità nell’isola di Ponza (Latina). Il progetto prevede l’utilizzo di piccoli gozzi elettrici alimentati da energia prodotta e immagazzinata da una serie di stazioni di ricarica che sfruttano energia solare ed eolica.

– Secondo Premio: ‘Hydrogen2Boat’ – Sistema di propulsione ad idrogeno per una barca a vela. L’idea vede trasformata l’energia prodotta da sole, acqua e vento in idrogeno (attraverso il processo di elettrolisi) che viene accumulato per alimentare le cella a combustibile per la propulsione elettrica o per il fabbisogno interno della barca.

– Terzo Premio: ‘Freedom Power’ – Struttura galleggiante modulare finalizzata alla nautica, che produce energia elettrica con lo sfruttamento simultaneo del moto ondoso, dell’energia del vento e del sole.

CATEGORIA – AREE PORTUALI.

– Primo Premio: ‘PER- Pontile Ecologico Reversibile’ – Pontile galleggiante, modulare e componibile in grado di potenziare ‘temporaneamente’, durante i periodi di maggiore affluenza turistica, strutture portuali incrementando anche i servizi offerti grazie alle fonti di energia ‘pulite’.

– Secondo Premio: ‘Ecoisola’ – Progetto sulla gestione dei rifiuti destinati alla raccolta differenziata. La struttura, con un compattatore e un tritavetro al suo interno alimentati dall’energia solare prodotta in loco, è in grado di ‘chiamare’ il servizio di smaltimento solamente quando è necessario.

– Terzo Premio: ‘Asteroidea’ – Boa galleggiante in grado di fornire servizi alle imbarcazioni (anche in ottica di una riduzione del traffico portuale nei periodi di punta) attraverso lo sfruttamento dell’energia solare ed eolica.

CATEGORIA – EDIFICI.

‘Cannizzo Blu’ – Modulo fotovoltaico “invisibile”, nascosto all’interno di una struttura di finte canne di bambù, che richiama le caratteristiche incannucciate che si vedono nei terrazzi delle case delle isole minori.

CATEGORIA – FARI. ‘Sotto una nuova luce’ – Riqualificazione energetica e funzionale del faro di Strombolicchio – la piccola isola vulcanica delle Isole Eolie – con la creazione di uno spazio ricettivo energeticamente autosufficiente attraverso l’adozione di sistemi attivi e passivi per la produzione di energia incentrati su solare ed eolico.

Menzione Speciale dalla giuria a ‘Jellyfish’. Avveniristica struttura offshore in grado di catturare energia dal moto ondoso e concepito per essere allacciato alla rete elettrica sulla terra ferma.

Fonte: ANSA

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