Articoli relativi a ‘restauro sostenibile’

Restauro ecologico: per la Commissione europea utilizzabili fino al 4% dei fondi Ue

E’ arrivata l’ora del restauro sostenibile: secondo la Commissione europea fino al 4% dei fondi Ue per lo sviluppo regionale potrà essere indirizzato in efficienza energetica e nel ricorso alle fonti rinnovabili negli edifici residenziali. Attingendo infatti alle risorse accantonate nell’ambito dei Fondi regionali ben 8 miliardi di euro potrebbero essere destinati al patrimonio edilizio esistente per realizzare interventi di ristrutturazione finalizzati all’efficienza e al risparmio e all’inserimento dei sistemi alimentati da fonti rinnovabili. I fondi già stanziati, ma stornati da altri capitoli di spesa dedicati allo sviluppo regionale contribuirebbero così al raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di clima e eco-edilizia, indirizzando le risorse verso un target ancora trascurato, quello del patrimonio edilizio esistente. Gli edifici nuovi infatti rappresentano soltanto l’1% dello stock di alloggi dell’Ue eppure sono proprio questi oggetto delle direttive sull’efficienza energetiche nell’edilizia che prevedono edifici ad energia quasi zero dal 2021. E’ quindi raccomandabile secondo la Commissione investire nell’efficienza energetica dell’esistente, dando vita a una rivoluzione energetica dell’edilizia che cambierebbe il quadro della domanda energetica dell’Unione, assorbita per due terzi dalle città. Secondo la Commissione inoltre la competenza attribuita alle regioni in materia di distribuzione degli stanziamenti offrirebbe maggiori garanzie di efficienza e di penetrazione sul territorio degli elementi di innovazione ‘verde’. Gli immobili residenziali rappresentano all’oggi il 40% dei consumi di energia dell’Ue. Dotandoli di standard energetici elevati, si potrebbero compiere progressi rilevanti verso l’ obiettivo di efficienza energetica fissato per il 2020, con un taglio di ben 78 miliardi di euro nella bolletta annuale e la creazione di un milione di posti di lavoro.

Fonte: Ansa

 

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Savoy, l’hotel amato da Monet, Churchill, Bogart, Monroe diventa un tempio della sostenibilità

Hotel SavoyRiapre l’hotel amato da Monet, Churchill, Bogart e Marilyn Monroe. E diventa un tempio della sostenibilità. Seduto in una delle stanze del Savoy, guardando fuori, Claude Monet ritraeva le Rive del Tamigi. In quella stessa camera, anni o decenni dopo, avrebbero soggiornato Charlie Chaplin, Marilyn Monroe, Frank Sinatra, Humphrey Bogart. Il piano terra era il regno incontrastato del barman Harry Craddock, autore di uno dei cocktail più noti al mondo: il Martini Dry. Winston Churchill e il suo staff, invece, erano soliti sedersi al ristorante per pranzo: le discussioni politiche prendono una piega migliore se accompagnate da buon cibo.
La grandezza dell’hotel Savoy di Londra si può comprendere solo ripercorrendo tutte le vite che dal 1889, anno in cui Richard D’Oyly Carte lo fondò, ad oggi si sono sfiorate tra quelle mura. In una sorta di Castello dei destini incrociati che si appresta ad un nuovo capitolo: dopo tre anni di ambizioso ed accurato restauro – i rumor parlano di oltre 200milioni di sterline (circa 230 milioni di euro) – ha riaperto il 10 ottobre.
L’hotel, 268 tra stanze e suite gestite dal gruppo Fairmont Hotels, presenterà in versione rinnovata le sue location storiche: il Thames foyer; il River Restaurant, tempio della cucina francese contemporanea dello chef Ryan Murphy; l’American Bar e il leggendario Savoy Grill, oggi gestito dalla Gordon Ramsey Holdings e guidato dallo chef Stuart Gilles, i cui piatti si ispirano a quelli del grande chef Escoffier. Un mix tra tradizione e innovazione: l’interior design, curato da Pierre Yves Rochon, evoca lo storico stile eduardiano e Art Deco che fin dall’Ottocento ha caratterizzato il Savoy. Tra le novità ci sono le Royal Suites – la seconda notte in una delle due nuove suites costa solo un pound, equivalente del costo di una notte ai tempi della prima apertura, nel 1889 – il Beaufort Bar e la Savoy Tea area. Contemporanea e lussuosa anche l’area fitness: dalle pareti in vetro o dalla piscina al rooftop si gode una splendida vista su Londra.
L’hotel non perde il suo carattere avanguardistico – lo stesso che nell’Ottocento lo fece diventare un luogo simbolo della Londra di lusso – e riapre con un progetto originale: il maggiordomo ecologico. Se l’hotellerie di lusso si sta orientando sempre di più verso le politiche sostenibili per ridurre i consumi, il Savoy ha pensato di proporre un accorgimento green rivolto direttamente alle esigenze degli ospiti: per sapere qual è il miglior ristorante eco della City o l’ultimo edificio realizzato seguendo i dettami della green architecture basterà rivolgersi all’eco butler, insomma. Il Savoy ha investito molto sul tema della sostenibilità ambientale sia sul piano dei progetti – che spaziano dal recupero dell’olio delle cucine, trasformato in biodisel, al riciclo di candele, francobolli e computer in collaborazione con alcune associazioni di beneficienza – sia , di conseguenza, su quello economico: la cifra destinata alla tecnologia environmental friendly è di 2,4 milioni di sterline.

Fonte: Luxury24

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