Articoli relativi a ‘roma’

Parco della Musica: torna il Festival del Verde e del Paesaggio

h_39216_01In arrivo 1 km di esposizione di giardini sperimentali, installazioni e design outdoor

Dal 16 al 18 maggio fa ritorno l’appuntamento tanto atteso dagli appassionati di verde e architettura del paesaggio: è in arrivo la quarta edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, organizzato negli spazi del Parco Pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Volgono al termine i preparativi per l’allestimento di un chilometro di esposizione tra giardini sperimentali, installazioni, arredamento e design da esterni, artigianato, arte contemporanea, spazi e laboratori a tema dedicati ai bambini.

L’itinerario, che accoglie ogni anno oltre un milione di visitatori, offre per tre gironi la possibilità di ammirare non solo le specie più rare e più belle dei migliori vivai italiani, ma anche di curiosare tra le ultime tendenze del verde e del design outdoor del Garden Show, e di scoprire le proposte delle numerose iniziative presviste durante il Festival, tra cui le sperimentazioni delle Follie d’Autore, gli allestimenti di Avventure creative e le proposte di Balconi per Roma.

Come ogni anno il Festival del Verde e del Paesaggio assegna un premio per ogni sezione (7 sculture originali raffiguranti un albero, simbolo del paesaggio e della natura), consegnato da una giuria di gironalisti, esperti del settore e appassionati, e anima la già suggestiva location del Parco Pensile grazie ad installazioni d’arte, performance musicali e teatrali, corsi di giardinaggio, aperitivie pic-nic.

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Riqualificare gli edifici per una ripresa economica del Paese

 

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Architetti e sindacati edili firmano protocollo

Riaprire i cantieri della riqualificazione del patrimonio edilizio e delle città è la strada prioritaria per tornare a creare lavoro, agganciare la ripresa e dare risposta ai problemi delle famiglie, sfruttando le opportunità dalle risorse previste dalla programmazione europea 2014-2020 proprio per l’efficienza energetica e le aree urbane. La pensano così gli architetti italiani – con l’Ordine di Roma e il Consiglio Nazionale – e le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil che hanno firmato oggi a Roma il Protocollo d’Intesa sulla promozione della cultura del progetto sostenibile e dell’efficienza energetica, per la valorizzazione delle professioni e dei lavori green.

Il Protocollo prevede, inoltre, la realizzazione di progetti di formazione e di divulgazione dei criteri di efficienza e contenimento energetico per il patrimonio edilizio pubblico e privato e per la riqualificazione, la rigenerazione, la valorizzazione e l’ efficientamento energetico delle trasformazioni urbane e la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio esistente. Investire nella rigenerazione urbana sostenibile e nelle città – che da oltre venti anni sono state private di interventi di valorizzazione rappresenta per Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil “una opportunità di promozione e di rinnovamento delle modalità di produzione, di crescita di lavoro qualificato ed innovativo anche per contribuire al riposizionamento dei professionisti, dei lavoratori e delle imprese italiane nello scenario economico nazionale, europeo ed internazionale”.

Per gli architetti italiani “le politiche di rigenerazione urbana sostenibile sono un’irripetibile ed improrogabile occasione per stimolare concretamente la riqualificazione architettonica, ambientale, energetica e sociale delle città italiane che può essere realizzata attraverso la trasformazione delle città ed il risparmio energetico”. Tra le finalità del Protocollo anche quelle di predisporre percorsi formativi e di alta specializzazione per i professionisti e i lavoratori del settore e di riconversione professionale e di promuovere presso le Amministrazioni comunali l’adozione di regolamenti edilizi sostenibili, nonché presso gli enti territoriali l’adozione di strumenti di programmazione territoriale e finanziaria e di pianificazione sostenibile.

Nel Protocollo viene anche indicato l’obiettivo di promuovere la diffusione e l’utilizzo di materiali ecocompatibili coniugati all’innovazione tecnologica nella progettazione ed esecuzione degli edifici il tutto per migliorare la qualità ambientale dei contesti territoriali e urbani oltre che l’impiego efficace ed efficiente delle risorse e delle conoscenze per la promozione, la diffusione della cultura del progetto sostenibile. Viene anche richiamato l’impegno – nell’ambito dei rispettivi obiettivi istituzionali – verso il recupero, la riqualificazione statica e strutturale del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente, la valorizzazione immobiliare attraverso il risparmio e l’efficienza energetica, massimizzando gli effetti positivi sull’ambiente.

Fonte: ANSA

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Ristrutturazione della biblioteca Hertziana a Roma: uno degli interventi più interessanti attuati in Italia.

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La ristrutturazione della Bibliotheca Hertziana di Roma è uno degli interventi più interessanti che siano stati attuati sul territorio nazionale. L’esecuzione delle opere è stata seguita dallo studio Da Gai Architetti con la supervisione di Juan Navarro Baldeweg.

Gli aspetti che rendono particolarmente interessante l’intervento di risrutturazione  della biblioteca Haertziana a Roma, posso essere individuati nella particolare localizzazione nei pressi di Trinità dei Monti, la vittoria del concorso di progettazione da parte di Juan Navarro Baldeweg, le soluzioni architettoniche  le difficoltà riscontrate in fase di realizzazione e le soluzioni messe a punto per la risoluzione di tali problematiche.
L’istituto di ricerca, uno dei più prestigiosi della storia dell’arte italiana, fondato nel 1912 da Henriette Hertz, che donò sia il palazzo Zuccari che il patrimonio librario posseduto al Kaiser Wilheim Gesellschaft, ente tedesco di promozione della scienza (confluito dal 1948 nella fondazione Max-Planck Gesellschaft), occupa un lotto di forma trapezoidale tra via Sistina e via Gregoriana, sul quale insistono il Palazzo Zuccari, l’edificio della biblioteca e il Palazzo Stroganoff (sede della fototeca).
La biblioteca esistente, costruita nel 1962 sull’area dell’originario giardino del Palazzo Zuccari, a murare il celebre portale detto del «Mascherone», non era più in grado di accogliere l’imponente consistenza del patrimonio librario (oltre trecentomila volumi in costante accrescimento di circa cinquemila volumi l’anno) e non era adeguata alle vigenti disposizioni normative in ambito di sicurezza e di antincendio.
L’istituto Max-Planck ha deciso allora di investire sulla rifunzionalizzazione della biblioteca, bandendo un concorso internazionale di progettazione che prevedeva la demolizione della struttura esistente e la ricostruzione degli spazi necessari.
Il concorso fu aggiudicato all’architetto madrileno Juan Navarro Baldeweg, con un progetto fortemente caratterizzato da un cortile centrale a cielo aperto su cui si affacciano, per mezzo di ballatoi degradanti, le aree di consultazione.
Il cortile è chiuso su tre lati da una vetrata in cristallo strutturale a tutta altezza e sull’altro da un muro inclinato in mattoni faccia a vista. Oltre al ripristino dell’ingresso scenografico del «Mascherone», il progetto prevedeva diversi piani organizzati secondo una distribuzione regolare con le librerie collocate nella zona verso via Sistina e le zone di lettura nella metà corrispondente a via Gregoriana, oltre a una sala lettura con terrazza al piano superiore.

Sia i parapetti dei ballatoi che il muro inclinato in mattoni sono caratterizzati da un trattamento superficiale (una scialbatura bianca di calce) che permette una riflessione maggiore della luce entrante, non nascondendo la texture irregolare dei paramenti.
La riflessione della luce non è però accecante, in quanto la tipica conformazione dei mattoni in laterizio ne permette il parziale assorbimento e la graduale reimmissione nell’aria. Proprio la luce, al pari del laterizio, del travertino e del legno di acero, è protagonista indiscussa del progetto (Baldeweg usava ripetere «luz es materia»).
Le fasi di progettazione esecutiva della vetrata, infatti, sono state condotte con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza del vetro, compatibilmente con le necessità statiche, climatiche e di illuminazione naturale. Sono state studiate le traiettorie del sole nelle diverse ore del giorno e nei diversi periodi dell’anno, in modo da avere un quadro completo di tutta la gamma delle incidenze dei raggi solari sulla vetrata.
La fase di ricerca sulla comprensione degli effetti della luce all’interno dell’edificio ha portato a definire scelte differenziate in base alla posizione delle lastre vetrate.
L’esecuzione delle opere è stata seguita dallo studio Da Gai Architetti con la supervisione di Juan Navarro Baldeweg.
Gli imprevisti e le difficoltà riscontrate in fase esecutiva hanno condizionato fortemente la realizzazione dell’opera e gli oltre 10 anni necessari per giungere all’inaugurazione dell’edificio ne sono una dimostrazione.La problematica maggiore era dovuta ai ritrovamenti, nel sottosuolo dell’area su cui insiste la nuova biblioteca, dei resti di una villa romana caratterizzata da mosaici parietali policromi, nicchie e strutture affrescate e una grande esedra in muratura con pavimentazione in pezzi di marmi di recupero.
Lo schema costitutivo messo a punto per la nuova biblioteca ha permesso di liberare il sottosuolo dell’edificio (solitamente occupato dalle fondazioni) per consentire l’uso e la fruizione del patrimonio archeologico: la biblioteca, infatti, non è dotata di fondazioni «canoniche», ma si appoggia su un «piano-trave» sorretto da un doppio allineamento di micropali realizzati in aderenza alle fondazioni delle facciate (in una zona già compromessa da interventi strutturali).
Il piano-trave è composto da due solette armate fra cui sono interposti setti in cemento armato precompresso e si appoggia su una serie di apparecchi idraulici regolabili; all’interno di esso si trovano alcuni depositi per i libri e al di sotto è in via di realizzazione un ballatoio sospeso di affaccio a diretto contatto con la vasta area archeologica rinvenuta.
 

Chi ha fatto Cosa

Oggetto: ristrutturazione della Bibliotheca Hertziana – Max Planck Insitut für Kunstgeschichte
Località: via Gregoriana, n. 28, Roma
Committente: Max Planck Gesellschaft zur Foerderung der Wissenschaften e. V. München (Rep. Fed. Germania)
Progetto architettonico: arch. Juan Navarro Baldeweg, Studio Da Gai Architetti
Collaboratori: arch. Elena Parducci, arch. Orante Paris, per. ind.le Corrado Becucci, per. ind.le Franz Steiner, Franco Rasori, arch. Veronica Scortecci, Andrea Viganò, arch. Fernando Pino, arch. Elena Barroso (N. Baldeweg Asociados)
Progetto strutturale: Tekno In (prof. ing. Alberto Parducci, ing. Alfredo Marimpietri, ing. Sergio Olivero, ing. Marco Mezzi)
Progetto impianti meccanici: Tecnisches Büro – Franz Steiner (Egna – Bz), ing. Jaeger, Mornhinweg + Partner (Stuttgart)
Impresa di costruzione: Consorzio Cooperative Costruzioni – Cdc Cooperative di Costruzioni (Modena)
Cronologia: 1995-2003-2012; superficie 2.150 m2
Costo complessivo: euro 20.000.000
Fotografie: Orante Paris.

Autore: Claudio Piferi
PhD, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze.
Fonte: Edilizia news

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Olgiata: centro sportivo riqualificato nel rispetto dell’ambiente

Non lasciare aree verdi insufficientemente attrezzate. E’ questo ciò a cui punta il progetto Punto Verde Qualità 20.12. Il Comune di Roma ne affida pertanto la gestione, dietro concessione, a differenti società private che abbiano la possibilità di realizzare servizi di interesse pubblico.
E’ in questo ambito che si inscrive il piano per l’ Olgiata Sporting Club, affidato a LAD, Laboratorio di architettura e design. Scelte progettuali e soluzioni architettoniche all’avanguardia, integrate nel paesaggio naturale preesistente su un’area di oltre 100.000 mq, realizzate nel pieno rispetto dell’orografia del luogo. Il risultato è un centro sportivo multifunzionale, situato al confine con il comprensorio dell’Olgiata e strutturato per operare in stretta relazione con i diversi edifici scolastici presenti nella zona.Tra i numerosi sport indoor previsti, si aggiunge anche la possibilità di praticare attività terapeutico – riabilitative.
TRE BLOCCHI DI EDIFICI COLLEGATI TRA LORO. La soluzione architettonica presenta una strategica divisione delle diverse funzioni in tre blocchi distinti e collegati tra loro, posizionati in modo da sfruttare al meglio l’illuminazione naturale, adeguata alle diverse funzioni degli edifici, per contenere i consumi energetici. Il primo edificio, con copertura apribile, è dedicato alle piscine, un secondo alle attività di gestione e ricreative, mentre il terzo ospita le palestre. La forma delle coperture è sviluppata su uno schema a boomerang che conferisce slancio e sinuosità alla struttura, integrandola in modo armonico al paesaggio circostante.
LEGNO LAMELLARE. Per l’orditura portante, LAD ha chiesto la collaborazione di Holzbau SpA, specializzata nella realizzazione di strutture in legno lamellare. La scelta del legno lamellare risulta, infatti, particolarmente adatta per conferire agli edifici la giusta luminosità e costituisce la trama su cui sono state inserite ampie vetrate, affaccianti sul parco circostante.
TECNOLOGIA E FASI COSTRUTTIVE. La forma dell’edificio deriva dal disegno delle travi in legno lamellare, a forma di boomerang. La struttura in legno copre, inoltre, tutti i manufatti e gli interrati. Le travi in lamellare seguono lo schema statico dell’arco a tre cerniere: la trave è incernierata a terra ad un plinto triangolare, copre una luce di 32 metri per poi appoggiarsi su un grande pilastro in cemento armato, che è parte integrante del reticolo strutturale in c.a.
PRIMA FASE. La prima fase costruttiva ha riguardato la movimentazione del terreno, l’incastro delle fondazioni e dei volumi interrati in C.A. nell’orografia esistente e ed il getto dei pilastri rastremati che devono portare le parti inferiori delle travi a boomerang.
SECONDA FASE. In seguito le strutture di fondazione e i volumi interrati sono stati coperti con l’orditura primaria e da un’orditura secondaria in arcarecci in legno lamellare. Sugli arcarecci è stato posato un tavolato in abete. Al di sopra del tavolato è stato steso un freno al vapore ed una doppia orditura di listelli all’interno della quale è stato posato un doppio strato di pannelli coibenti in lana di roccia (per un totale di cm 12), che assicurano trasmittanze termiche ampiamente inferiori ai minimi imposti dal D.L.311 2006.
TERZA FASE. Il tutto è stato coperto da una pannellatura in OSB, sulla quale è stato posato un telo sottotetto impermeabile traspirante ed un strato separatore che garantisce una micro-ventilazione tra l’impermeabilizzazione e ed il manto di copertura. Su quest’ultimo strato è stato posata la copertura in zinco Titanio a Doppia aggraffatura.
SISTEMI VETRO. Le vetrate sono state montate al di fuori del filo esterno della struttura in legno e ancorate ad una retrostruttura in acciaio. Questo permette di svincolare i movimenti dovuti alle deformazioni dei diversi materiali e renderli indipendenti l’uno dall’altro, garantendo un risultato finale più durevole. Molto particolare la copertura dell’edificio piscine, che è mobile e motorizzata; all’occorrenza può, infatti, essere aperta con un sistema a pannelli simili ai flap di un aereo. Questo crea una ventilazione naturale all’interno del volume architettonico finalizzata ad ottenere un risparmio sui costi di climatizzazione.

Fonte: Casa&Clima

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La Capitale cerca 200 capannoni da bonificare (gratis) con pannelli solari

La Capitale anti-amianto, sia in città che in provincia,  ha dato il via al programma “Roma Provincia Eternit Free”. Grazie ai fondi stanziati dal decreto del 19 febbraio 2007, la Legambiente Lazio, la Provincia di Roma e AzzeroC02 hanno dato il via al progetto che mira a censire tutte le coperture e i tetti eternit cancerogeni ancora presenti per bonificarli in tetti fotovoltaici. “L’accordo firmato lunedì 27 settembre a Palazzo Valentini – ha fatto sapere Cristiana Avenali, la direttrice di Legambiente Lazio – è di grande concretezza e di straordinaria importanza, considerato il legame virtuoso che viene a crearsi tra la bonifica dell’amianto e il contemporaneo sostegno alle energie rinnovabili”.

Fonte: FotovoltaicoBlog

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Il contributo dei sistemi informatici, dall’analisi dell’efficienza energetica alla gestione e manutenzione dell’edificio.

Sostenibilità e Sistemi Informatici

Terza tappa del percorso di incontri verso SAIE 2011

25 maggio, ore 9.30 – 13.30

Roma – Casa dell’Architettura — Sala Grande Acquario –
Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia
Piazza Manfredo Fanti, 47

Info

http://www.saie.bolognafiere.it/

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Roma: Diego Della Valle restaura il Colosseo

E’ stato firmato a Roma l’accordo per il restauro del Colosseo grazie ai sostanziosi contributi messi a disposizione da Diego Della Valle.
Tod’s spa si impegna a finanziare la realizzazione del Piano degli Interventi mettendo a disposizione una somma in denaro omnicomprensiva pari a 25 milioni di euro. Il pagamento del contributo sarà erogato alle imprese appaltatrici sulla base degli stati di avanzamento lavori approvati dal Commissario delegato e dalla Soprintendenza. Il Piano degli Interventi, elaborato dal Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, prevede otto ambiti di lavoro. Le funzioni di direzione scientifica e di vigilanza su tutte le attività relative agli interventi saranno assunte dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ed è stato assicurato che le visite del pubblico non subiranno interruzioni nel corso dei lavori. Sarà inoltre costituita una fondazione senza fini di lucro denominata “Amici del Colosseo” che potrà, in esclusiva, promuovere e pubblicizzare, a livello nazionale e internazionale, i lavori di restauro del Colosseo, anche quale simbolo del patrimonio artistico italiano nel mondo.

Fonte: ProgettoRestauro

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Roma restaura: riaprono al pubblico templi ed edifici storici

Roma restaura: riaprono al pubblico templi ed edifici storiciNell’ultimo periodo Roma ha riportato alla luce alcuni dei suoi tesori più grandi, esordendo con l’apertura eccezionale dei sotteranei del Colosseo.
Per metà novembre è prevista la riapertura del Tempio di Venere, grande opera archeologica che è stata chiusa causa lavori per circa 30 anni. Costruito dall’imperatore e architetto Adriano, è dedicato alla dee Venus Felix e Roma Aeterna.
Di prossima apertura (probabilmente entro il 15 dicembre) è anche la Casa delle Vestali al Foro Romano. Questo luogo era di particolare importanza perché vi risiedevano le sei sacerdotesse custodi del sacro fuoco di Vesta, garante della vita dello stato romano.
Segue poi la Casa di Alberto Moravia, che aprirà i battenti il 28 novembre: residenza dello scrittore dal ’63 fino alla morte nel ’90, ospita anche la collezione di quadri dell’autore, la biblioteca e l’archivio.
Infine il 10 dicembre sarà il turno del Palazzo di Propaganda Fide a piazza di Spagna, sede di lavoro di 2 maestri del ‘600, Bernini e Borromini: chiuso per sei anni, il suo restauro è costato 15 milioni di euro.

Fonte: ProgettoRestauro

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A Roma “chi previene, ama”

Chi previene, ama è lo slogan che accompagnerà l’iniziativa a favore della distribuzione e utilizzo dei sacchetti biodegradabili partita lunedì 8 marzo a Roma con 10 mesi di anticipo sull’entrata in vigore della norma europea che vieta la vendita e l’acquisto di sacchetti non riciclabili. Grazie alla collaborazione tra l’Ama (principale operatore italiano nella gestione integrata dei servizi ambientali attivo sul territorio romano) e il Comune di Roma fino al 28 marzo verranno distribuite ai cittadini, in 22 location 12 centri commerciali e altrettanti mercati rionali, buste ecologiche spiegando l’importanza di ridurre i rifiuti proteggendo l’ambiente dall’accumulo di materiali inquinanti. In Italia 2 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno tra i rifiuti e si consumano all’incirca 4 miliardi di sacchetti, uno spreco di risorse non rinnovabili, per produrre un oggetto che ha un tempo di vita brevissimo e determina un inquinamento ingente: un sacchetto di plastica impiega circa 10-20 anni per degradarsi e si dissolve completamente in circa 200 anni. Fonte Rinnovabili.it

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