Articoli relativi a ‘TECNOLOGIA’

Solarexpo, via da domani alla 15esima edizione

okApproccio multi tecnologico per la mostra convegno in programma a Fiera Milano fino al 9 maggio

Inizia domani la quindicesima edizione di Solarexpo – The Innovation Cloud, la piattaforma espositiva internazionale dedicata a tutte le tecnologie energetiche innovative che sarà presente a Fiera Milano fino a venerdì 9 maggio.
L’esposizione sarà dedicata a tutte le tecnologie energetiche low carbon e alla loro ‘ibridazione’: dalle rinnovabili elettriche alle tecnologie per lo storage e le smart grid, dalla mobilità elettrica alle smart city, dalle rinnovabili termiche all’efficienza energetica in edilizia.

Secondo Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo – The Innovation Cloud, anche quest’anno i fattori chiave del successo dell’evento saranno la specializzazione, l’approccio trasversale a tutte le tecnologie energetiche innovative e la loro integrazione, l’internazionalizzazione e i contatti di qualità.

La manifestazione, ha aggiunto Zingale durante la presentazione dell’evento, punta a sostenere le imprese anche nella loro proiezione internazionale, ma è anche la sede ideale per comprendere le tendenze in atto, condividere e rielaborare nuovi modelli di business e fare networking.

The Innovation Cloud, ha concluso Zingale, corrisponde appieno all’esigenza delle imprese del fotovoltaico di guardare con decisione all’integrazione fra tecnologie innovative, ma anche di incoraggiarle nella difficile fase di transizione dopo la fine della stagione degli incentivi.

Fonte: EdilPortale

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A Napoli torna Energymed, tre giorni su energia e riciclo

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Sodano, guardiamo a opportunità per ‘smart cities’.

Efficienza energetica, mobilità sostenibile, riciclo, nuove tecnologie. Questi i temi portanti della settima edizione di Energymed, la mostra-convegno organizzata dall’Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente) e che si svolgerà alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 27 al 29 marzo. Il 27 marzo è stato invitato anche il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti. La manifestazione, che rappresenta il principale appuntamento del settore dell’energia pulita del Mezzogiorno e dell’intera area del Mediterraneo, ospiterà quest’anno anche il settore della Cogeneration (tecnologia che prevede la combustione del biogas per la produzione combinata di energia elettrica e termica) e si svolge nella cornice del Salone della Responsabilità Sociale Condivisa.

Tra le principali novità di questa edizione l’evento Smart City MED, nato dall’accordo tra Comune di Napoli, Forum PA e ANEA, che contribuisce alla costruzione di un futuro smart delle città realizzando un’area dedicata alla presentazione di esperienze territoriali d’avanguardia sul tema delle Smart City, per rendere più vivibili le città con l’ausilio delle tecnologie innovative delle telecomunicazioni: “Sarà – ha spiegato il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano – un padiglione che guarda alle opportunità che le città intelligenti potranno offrire alla nostra città ed all’intero bacino del Mediterraneo”. Sono circa 200 gli espositori attesi alla Mostra d’Oltremare che, spiega il presidente della Mostra Andrea Rea “sposa il tema dell’energia sostenibile che si coniuga perfettamente con la nostra idea di un’isola green all’interno della città”.

Fonte: ANSA

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Energie rinnovabili: la svolta viene dal mare

Le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia dal mare (onde, correnti e maree) promettono ormai da vari anni di iniziare una consistente fase di sviluppo, legata al fatto che, da un punto di vista quantitativo, mari e oceani hanno risorse di energia tra le più consistenti in assoluto. Nei fatti si è assistito ad un enorme sforzo di progettazione e studio, cui sono però seguite poche sperimentazioni industriali. Ora il settore sembra essere finalmente giunto al punto di svolta, al momento cioè potrà (e dovrà) dimostrare le sue effettive potenzialità di contribuire in modo sostenibile ed economico alla crescente domanda mondiale di energia. Nel 2009 sono stati installati nel mondo 9 impianti dimostrativi per trarre energia dal moto ondoso, ma già oggi – secondo una ricerca di mercato condotta dalla IHS Emerging Energy Research – si contano 45 prototipi ed altri progetti sono in cantiere in 16 Paesi per una capacità totale di circa 1.800 MW.
Le aspettative intorno alle tecnologie marine sono in crescita e stanno esercitando una forte attrazione su un gran numero di compagnie energetiche, soprattutto tra quelle che vantano esperienza nel settore dell’eolico offshore. Con riferimento ai singoli Paesi, è senz’altro il Regno Unito il primo mercato mondiale dell’energia marina con 300 MW di progetti in cantiere che saranno portati a compimento nei prossimi cinque anni. In particolare il governo britannico punta a ricavare dalla fonte marina 1.300 MW entro il 2020.
Ma oltre al Regno Unito altri mercati chiave dell’energia marina stanno emergendo sia in Europa (Irlanda, Francia e Portogallo), sia in altri continenti (Corea del Sud e Australia). Riguardo alle forme di utilizzo dell’energia marina, la tecnologia che sfrutta le correnti di marea sembra quella destinata a maturare per prima con la promessa di fornire in tempi ragionevoli energia elettrica a basso costo ed un design impiantistico standard.

Fonte: LaStampa

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La prima auto ad energia eolica ha attraversato l’Australia

E’ l’Australia il paese dove per prima l’auto eolica ha percorso ben 5 mila km. Il tutto ad un prezzo di 12 euro.
L’auto, costruita in Germania dai due guidatori, Dirk Gion e Stefan Simmerer, si ricarica di notte con una turbina eolica mobile. Gli autori di questo primo esperimento si sono detti non solo felici per quanto hanno fatto ma anche per aver dimostrato ai più scettici che era possibile osare così tanto. L’auto è un modello piccolo che pesa solo 200 chili contro una tonnellata che è il peso normale di un automobile media.

Fonte: Ecoseven

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West Kowloon: Norman Foster porta il verde a Hong Kong

Da oltre trent’anni alla testa di grandi progetti e infrastrutture pubbliche tecnologicamente innovativi e attenti agli aspetti sociali ed ecologici, Norman Foster si aggiudica la progettazione di West Kowloon, lungomare di 40 ettari con vista sul centro di Hong Kong. 5.000 alberi sul mare: su questa striscia di terra affacciata sul mare, l’architetto di Manchester, già noto nell’ex-colonia inglese per il grattacielo della HongKong&Shangai Bank e la progettazione del nuovo aeroporto della città, immagina un immenso parco composto da oltre 5.000 alberi, dominato a Nord da un’area che raccoglierà le istituzioni culturali, mentre ad Est e ad Ovest saranno dislocate, nelle intenzioni di Foster, strutture educative e di intrattenimento, un grande teatro -già promosso dal Governo locale- e M+, un museo d’arte contemporanea.
Nel cuore di questa enorme area verdeggiante “Foster and Partners” hanno pensato un lungo Avenue turistico-commerciale ombreggiato da piante, dove si concentreranno negozi, ristoranti e centri commerciali.
Con l’obiettivo di fare della capitale finanziaria dell’area asiatica anche un centro culturale e del tempo libero, è stato creato, qualche anno fa, il Cultural District Authority. L’organismo, costato al governo circa 21 miliardi di dollari, ha allestito un concorso internazionale volto a riqualificare l’area di West Kowloon. Con molti ritardi e rallentamenti, la competizione -latente dal 2006- è stata rilanciata nel 2010.
Le tre proposte selezionate, il «City Park» firmato Foster e Partners, un «Cultural Connect» dello studio locale Rocco Design Architects e il «Project for a new Dimension» dell’olandese Oma, sono state messe a disposizione dei cittadini in un’esibizione allestita appositamente all’Hong Kong Exhibition Centre. La mostra e un sito dedicato hanno permesso di raccogliere opinioni e commenti della gente, dei quali il Cultural District Authority ha tenuto largamente conto nella sua decisione finale di assegnare l’incarico allo studio di Foster. Il progetto, promettono le autorità, incorporerà alcune caratteristiche ed elementi delle due altre proposte, per non scontentare nessuno.

Fonte: Casa&Clima

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Tokyo: parte progetto eco-stazione hi-tech

Stazioni ferroviarie ‘verdi’, dotate delle ultime tecnologie in materia di risparmio energetico e tutela ambientale, per dare vita a moderne oasi nella giungla di cemento metropolitana. E’ quanto intende fare l’operatore ferroviario Jr East, che a Tokyo ha annunciato l’avvio del futuristico progetto ‘Ecosute’ (stazione ecologica) cominciando dal distretto del business di Shinjuku, dove la stazione di Yotsuya, sulla frequentata linea Chuo, sarà la prima a essere ristrutturata con i nuovi standard.
L’iniziativa si basa su 4 pilastri: risparmio energetico con l’utilizzo di illuminazioni a basso consumo, impiego di energie rinnovabili con pannelli solari, realizzazione di ambienti interni che i passeggeri percepiscano come eco-compatibili, e, da ultimo, creazione di spazi aperti con aree verdi. La stazione pilota di Yotsuya sarà ristrutturata utilizzando lampadine di tipo Led ad alta efficienza energetica, e sul tetto della struttura sarà creato un piccolo parco aperto al pubblico battezzato ‘parco tascabile’. Sulle pensiline delle piattaforme ferroviarie è previsto uno spazio per erba e piante, e sempre sui tetti anche l’installazione di generatori fotovoltaici dalla potenza di 50 kilowatt. Obiettivo dichiarato della riconversione, che costerà circa un miliardo di yen (quasi nove milioni di euro), è abbattere di almeno il 40% la quota di emissioni nocive prodotte dalla struttura esistente. L’operatore ferroviario prevede di iniziare i lavori a Yotsuya in primavera, puntando a completare la ristrutturazione entro marzo 2012.

Fonte: Ansa

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Kinetic Energia: il braccialetto che genera energia

 

Kinetic Energy: il braccialetto che produce energiaKinetic Energy è un braccialetto. Inventato da due progettisti coreani. Accumula l’energia cinetica prodotta dai movimenti del corpo di chi lo indossa e la trasforma in energia elettrica, utile ad alimentare piccoli dispositivi elettronici. Gli ideatori sono Yun-Jung Sik e Choi Hyung-Suk, grandi osservatori del mondo che li circonda, che li ha ispirati nella progettazione del piccolo generatore di energia. Ogni giorno ci muoviamo e l’energia che impieghiamo per compiere i gesti quotidiani, va sprecata. Per evitare questo spreco, nasce Kinetic Energy, il braccialetto che accumula energia. Certo, l’energia che una singola persona è in grado di raccogliere, è sufficiente ad alimentare piccoli oggetti elettronici, non case ed elettrodomestici, ma se lo indossassero tutti?

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

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Winshelter: nuovo software Enea per valutare proprietà termiche, solari e luminose dei serramenti e dei sistemi di schermatura solare

L’Enea annuncia la release del software WINSHELTER (WINdows and SHading Energy Lighting and Thermal Evaluation Routine) consente di calcolare le proprietà termiche, solari e luminose dei serramenti e dei sistemi di schermatura solare, secondo l’attuale  quadro normativo di riferimento nazionale ed europeo.
E’ uno strumento, si legge nella nota dell’Agenzia, destinato a tutte le figure professionali coinvolte nel processo di miglioramento dell’efficienza energetica e nella certificazione energetica degli edifici: progettisti, tecnici, imprese, piccoli operatori di settore (ditte di infissi, serramenti, schermature solari) e operatori della formazione.
Il software è stato realizzato da Enea in collaborazione con Stazione Sperimentale del Vetro e dispone di un ampio database di prodotti forniti dalle associazioni di categoria Assites, Assovetro, EdilegnoArredo, SiPVC, UNCSAAL.
WINSHELTER è stato sviluppato nell’ambito del tema di ricerca “Determinazione dei fabbisogni e dei consumi energetici dei sistemi edificio-impianto, in particolare nella stagione estiva e per uso terziario e abitativo e loro razionalizzazione. Interazione condizionamento e illuminazione” nell’Area Usi Finali dell’accordo di programma ENEA-MSE, Ricerca di Sistema nel settore Elettrico (RSE). RSE comprende attività di ricerca e sviluppo le cui ricadute sono a totale beneficio degli utenti del sistema elettrico nazionale. WINSHELTER è scaricabile in modo gratuito, previa registrazione, dal sito: http://www.pit.enea.it/

Fonte: Casa&Clima

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North Carolina State University: foglie artificiali per produrre energia solare

Il tentativo è già stato tentato da altri, questa volta è il turno della North Carolina State University, che hanno sviluppato un concept per una foglia artificiale in grado di generare energia dai raggi del sole. La sostanza usata è un gel flessibile a base d’acqua con l’aggiunta di molecole recettive ai raggi solari. Le molecole potrebbero e dovrebbero essere sintetiche, ma per ora i ricercatori hanno utilizzato clorofilla naturale, per abbattere i costi di ricerca. Quando il dispositivo è esposto alla luce solare, le molecole presenti reagiscono come nella fotosintesi clorofilliana generando energia; in seguito gli elettrodi all’interno, rivestiti di nanotubi di carbonio, particolato carbonioso o grafite, per ridurne i costi rispetto al platino, agirebbero come conduttori. La resa energetica per ora è molto bassa, ma i ricercatori intravedono grossi margini di miglioramento, magari trovando pure il modo di “coltivare” questo gel direttamente sulle superfici interessate a raccogliere energia dal sole.

Fonte: E-cology

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Cnr premia “Fuel Buster”, l’eco-veicolo alimentato da un pannello fotovoltaico

E’ lungo poco più di 3 metri, alto 90 centimetri e pesa 96 chili. E’ Fuel Buster: il veicolo ibrido alimentato da un pannello fotovoltaico e una cella a combustibile idrogeno che ha vinto il concorso per giovani inventori INVfactor anche tu genio, organizzato da Cnr, ministero della Gioventù e Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
A realizzare l’auto ibrida sono stati gli studenti dell’I.P.S.I.A. ‘A. Ferrari’ di Maranello. Considerata la prossimità con la Ferrari, c’é da dire che il prototipo del veicolo è stato testato proprio nel circuito di Fiorano.
Il secondo premio è andato ad un’invenzione nata da un incontro, quello tra i ragazzi dell’Istituto tecnico industriale ‘Galileo Galilei’ di Bolzano e Klaus Marsoner. Klaus è un giovane di 30 anni colpito da un grave handicap motorio inseguito ad un incidente stradale. Gli studenti, per lui hanno realizzato Softline, un poggiatesta regolabile, con cuscinetti gonfiabili, collegabile a qualsiasi tipo di sedile.
Al terzo posto si è classificata un’invenzione che strizza l’occhio al risparmio energetico nel campo della mobilità. E’ SYV (Solar Hybrid Vehicle), una bicicletta con pannello solare e pedalata assistita, con motore brishless e batterie agli ioni di litio. SYV può fare fino a 40 km (alla media di 25km/h) senza consumare altro che energia solare. E nei giorni di pioggia si usa il motore. Costo con la pioggia: 11 centesimi di euro.
La giuria ha conferito anche il premio ‘Creativita’ femminile’ che è andato ad un gruppo di studentesse del Liceo Scientifico Salutati di Montecatini Terme, che hanno inventato una scarpa da ginnastica dotata di solenoide che converte l’energia meccanica prodotta dalla camminata (o corsa) in energia elettrica.
I premiati parteciperanno al Ligh-10 Accendi la luce sulla scienza, iniziative del Cnr nell’ambito della ‘Notte europea dei ricercatori’.

Fonte: Ansa

 

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Bloom box: il futuro dell’energia sostenibile

Una mini centrale elettrica, a zero emissioni e zero impatto ambientale, da installare in ogni cantina giardino entro dieci anni. E’ il progetto di una piccola società californiana che sta attirando l’attenzione di media, industria e grandi investitori. Una scommessa che, se non finirà nell’ennesima bolla, potrebbe cambiare per sempre il modo in cui consumiamo l’energia. Si chiama “Bloom Box”, ideata da un ingegnere di origine indiana K.R. Sridhar. Il principio è semplice:  in un’unità delle dimensioni di un frigorifero sono impilate una grande quantità di celle a combustibile. Da un lato delle celle entra ossigeno, dall’altro il combustibile. Una reazione chimica produce l’elettricità senza emissioni nocive. Niente di nuovo, in teoria. In pratica, l’idea di produrre energia attraverso le celle a combustibile non si è mai tradotta in realtà su grande scala, principalmente a causa degli elevati costi di gestione e della difficoltà di reperire il combustibile adatto. L’ingegner Sridhar, un passato alla Nasa prima di fondare la Bloom Energy, sostiene di aver risolto questi problemi: le Bloom Box possono essere alimentate con gas naturale, biomasse o solare e il loro ideatore sostiene che, entro dieci anni, chiunque potrà acquistarne una spendendo al massimo 3 mila dollari. Il problema è che finora nessuno, al di fuori di una ristretta cerchia, ha mai visto una Bloom Box all’opera. Ma un servizio della prestigiosa trasmissione Cbs “60 Minutes” ha acceso i riflettori su Sridhar e la sua creatura. E molti ora si chiedono se la centrale elettrica da cantina non possa essere la “next big thing”, la grande svolta nel settore dell’energia. Le Bloom Box non sono ancora presenti in nessuna cantina domestica, ma alcune grandi aziende californiane, tra cui Google ed eBay, le stanno già sperimentando. Secondo l’amministratore delegato di eBay, John Donahoe, le cinque unità installate nove mesi fa nel campus della società a San Josè gli hanno già fatto risparmiare 100 mila dollari in bolletta. Un mucchio di soldi, ma non così tanti considerando che attualmente una sola Bloom Box costa più di 700 mila dollari. In California, tra incentivi e detrazioni, lo stato si fa carico di metà dei costi. Ma Sridhar sostiene che, in un arco di tempo variabile tra 5 e 10 anni, un’unità costerà meno di 3 mila dollari e potrà essere presente in ogni casa, rimpiazzando la rete elettrica in città, nei distretti industriali o nei più remoti villaggi rurali.

Fonte: La Repubblica

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Batterie ad idrogeno per i device portatili?

La SiGNa Chemistry Inc ha presentato le prime batterie ad idrogeno utili per ricaricare tecnologie outdoor come smartphone, notebook e dispositivi GPS.

La società è da sempre impegnata nel campo dell’innovazione tecnologica e si occupa in particolar modo nello sviluppo della chimica cosiddetta “verde”.

Le ricerche che hanno portato alla scoperta di batterie adidrogeno per dispositivi portatili, sono avvenute nel laboratorio del cofondatore della Signa Chemistry nonché James Dye, professore di chimica presso la Michigan States University. Grazie ai suoi studi sui metalli alcalini, il Professor Dye è riuscito a sfruttare la potenza del siliciuro di sodio che è alla base dei nuovi prodotti Signa. In pratica con l’aggiunta di acqua per siliciuro di sodio è possibile produrre idrogeno in grado di generare energia per le celle a combustibile

“Nel nostro laboratorio siamo stati in grado di produrre metalli alcalini a base di silicio, questi sono composti fondamentalmente da sodio e silicio che, a loro volta, sono derivati da sabbia e da sale. Con l’aggiunta di acqua al Silicio di Sodio, siamo in grado di produrre idrogeno che genera l’energia sufficiente per alimentare una cella. In più, il prodotto di scarto della reazione è il silicato di sodio, ecologico, è lo stesso prodotto contenuto dai dentifrici”.

La società, basandosi sulla scoperta del professor Dye dell’Università del Michigan, riuscirà a produrre idrogeno a bassa pressione: sarà la pressione stessa ad essere convertita in energia elettrica utilizzando una cella a combustione a basso costo.

La nuova fonte d’energia verde sarà utile non solo agli utenti che utilizzano tecnologie outdoor, ma rappresenterà una vera e propria svolta per le popolazioni del Terzo Mondo dove il divario digitale è ancora molto forte e dove l’energia elettrica scarseggia ed è considerata un bene di lusso. Dopo quasi 50 anni di ricerca finalmente una tecnologia che risolverà limiti, costi e conseguenze legate allo sfruttamento dell’elettricità.

“Ho lavorato con i metalli alcalini per 50 anni” ha detto così il professor Dye. “La mia ricerca soddisfava tutti i canoni richiesti dalla Signa, così, quando sono venuti a propormi la loro idea, non mi è stato difficile effettuare alcuni adattamenti”.

Utilizzando un processo simile, il professor Dye è stato in grado di creare una fonte di energia capace di alimentare una bicicletta elettrica. Le celle a combustibile sviluppate dai partner della Signa Chemistry Inc. sono di differente formato, vanno da una capacità di un watt fino a tre chilowatt, cioè celle capaci di alimentare una bici elettrica per circa 161 km ad una velocità di 41 km/h.

Fonte: Liquida

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Nissan Leaf: l’auto virtuosa del 2011

Con 257 punti la Nissan Leaf ha vinto l’ambito premio di auto dell’anno 2011 superando l’Alfa Romeo Giulietta (248 punti) e l’Opel Meriva (244 punti).
La Leaf è la prima auto elettrica a vincere questo premio un forte segno che i tempi stanno cambiando e che auto elettriche e mobilità sostenibile stanno diventando realtà sempre più vicine e concrete.
Il presidente della Giuria Hakan Matson ha dichiarato che: la giuria ha riconosciuto la Nissan LEAF è un’assoluta novità nello scenario delle auto elettriche. Nissan LEAF è la prima vettura elettrica che può essere equiparata sotto molti aspetti ai veicoli tradizionali.

Fonte: Ecoblog

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