Degrado del Paesaggio e Complessità Territoriale
Presentazione

Quando ci ponemmo a dar concretezza all’intuizione di portare “ad unum” i problemi specifici del restauro dei beni paesaggistici, ambientali e territoriali, non pensavamo di poter registrare l’attenzione, la curiosità e talvolta persino l’entusiasmo, di tanti colleghi e di tanti soggetti pubblici e privati. Ciò significa che l’individuazione dell’area problematica e i lineamenti per affrontarla avevano ragionevole fondatezza.

Non nascondiamo di aver registrato anche qualche diffidenza e qualche freddezza da chi sembra aver pensato di veder sottratta (o più contenuta) la propria area di influenza, accademica o professionale che fosse: una preoccupazione infondata ma com-prensibile, che avevamo comunque messo in conto e che non ci spaventa.
C’è poi da registrare il sopraggiungere del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D.L. 22 gennaio 2004, n. 41 , operativo dal maggio 2004) che spinge nella direzione della collaborazione le “intese” proprio per i problemi specifici del recupero integrato del territorio.
Il Convegno di oggi, che abbiamo voluto intitolare al “Degrado del paesaggio e complessità territoriale” è dimostrativo di un apprezzabile passo avanti a poco più di un anno dalla fondazione dell’Arspat. Le competenze e il profilo dei Relatori, che qui si ringraziano, sono la dimostrazione del rigoglioso divenire della nostra Associazione e della sua crescente funzione scientifica, tecnica e civile.

Francesco Gurrieri
Presidente Arspat