Sistemi di Valutazione Ambientale. Il protocollo LEED
Articolo pubblicato su FRAMES n. 150 di gennaio-marzo 2011

Il tema della sostenibilità ambientale ha già assunto oggi un ruolo centrale nell’agenda internazionale ed europea. Emerge dal dibattito scientifico sempre con maggiore evidenza l’impatto ambientale causato dagli edaici che durante il loro ciclo di vita consumano energia, acqua, risorse naturali, e immettono in ambiente consistenti emissioni di CO2 Il crescente numero di edifici certificati “green” dimostra come il settore edile si stia, seppur faticosamente, adeguando alla sfida. È ormai acclarato che il settore delle costruzioni, responsabile del 40% dell’utilizzo mondiale di energia, presenterebbe enormi margini di miglioramento qualora si applicassero coscienti strategie di intervento, ormai ampiamente disponibili e verificate. Un ruolo di prim’ordine a livello internazionale è svolto dai Green Building Council, associazioni senza fini di lucro attualmente costituite da più di 11.000 soggetti tra imprese, studi professionali, amministrazioni pubbliche e università che coprono ogni aspetto del processo edilizio e immobiliare. Queste categorie, condividendo gli scopi e le finalità dell’associazione, sono impegnate nella diffusione e nel perfezionamento delle best practice che consentono di realizzare un edificio che sia sostenibile, ossia ecologicamente e socialmente responsabile, oltre che salubre, confortevole e caratterizzato da elevate performance energetiche. Diversi studi hanno dimostrato come gli edifici verdi tutelino la salute degli occupanti: i lavoratori risultano più produttivi, gli studenti conseguono profitti più elevati e i pazienti sono dimessi prima dagli ospedali. USGBC, il Consiglio per le Costruzioni Ecologiche degli Stati Uniti, fondato nel 1993, ha sviluppato tra il 1998 e il 2000 il protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) basato su un sistema di rating in grado di valutare analiticamente le caratteristiche ambientali di una costruzione. Gli standard LEED, definiti come parametri per un’edilizia eco-eompatibile, indicano i requisiti con cui progettare, realizzare, gestire e certificare edifici a impatto ambientale contenuto, in cui cioè sia ottimizzato il rapporto tra edificio e ambiente circostante. Attualmente questo protocollo di valutazione dell’impronta ecologica degli edifici, che introduce in edilizia un processo di controllo qualitativo ampiamente consolidato in altri settori, è considerato un linguaggio standard. È infatti utilizzato per la classificazione degli edifici in più di 100 Paesi al mondo, risultando il sistema preferito dai grandi gruppi immobiliari rispetto agli altri protocolli di sostenibilità adottati, in quanto fornisce chiari parametri di riferimento per la definizione della qualità ambientale di una costruzione……………….

 

 

 

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