Biocarburanti. Al via primi sistemi volontari di certificazione Ue

18 Novembre 2012

 

Entro il 2020 l’Unione Europea ha stabilito l’obiettivo di coprire con le fonti rinnovabili almeno il 10% dei consumi del settore trasporti. Il che vuol dire soprattutto incrementare fortemente il ricorso ai biocarburanti, in sostituzione di quelli derivati dal petrolio. Tuttavia i biocarburanti utilizzabili per raggiungere questo risultato devono soddisfare specifici requisiti di sostenibilità: per esempio non possono essere originati da prodotti coltivati in aree protette o ad elevata biodiversità, oppure in aree ad alta concentrazione di carbonio, come boschi e foreste. Inoltre, le emissioni di gas a effetto serra generate dall’intera catena di produzione devono essere di almeno il 35% inferiori a quelle dei combustibili fossili. Questa soglia minima è peraltro destinata ad aumentare nel tempo: nel 2017 questo risparmio di emissioni dovrà essere portato al 50% per poi salire al 60% l’anno seguente. Sulla base di questi principi la Commissione Europea ha dato il via libera ai primi sette “sistemi volontari” per la certificazione della sostenibilità dei biocarburanti, tra i quali non figura nessuno messo a punto in Italia o da aziende italiane. Il ricorso allo strumento dei sistemi volontari è uno dei metodi previsti dalla direttiva Ue 2009/28 sui biocarburanti per certificare la sostenibilità e la tracciabilità dei prodotti considerati “rinnovabili” e per poter ricevere incentivi. L’applicazione di questi sistemi, che interesserà automaticamente tutti i 27 membri della Ue, consentirà di controllare in modo trasparente e affidabile la sostenibilità della produzione dei biocarburanti nell’intera filiera.

 

Fonte: http://www3.lastampa.it/

 

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